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Aiutateci a Salvare I Bambini ODV AASIB.ORG Ospedali pediatrici, vittime del terrorismo e delle guerre la nostra missione
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21MO ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DEI BAMBINI DI BESLAN
Come ogni anno la nostra Associazione commemora l’eccidio degli Innocenti

https://www.aasib.org/commemorazione-della-strage-dei-bambini-di-beslan/

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21 ГОД ТЕРАКТУ В БЕСЛАНЕ: МЫ ПОМНИМ!

Как и каждый год наша ассоциация отмечает убийство невинных
В 30 августа в 16:00 ч. в православной церкви Роверето, наша ассоциация будет отмечать панихиду для погибших детей, учителей, сотрудников спецназа, жителей, которые погибли, были ранены и неизмеримо пострадали в течение трех дней звериного заключения в школы № 1 города.
После религиозной церемонии цветы будут возложены на мемориальную доску городского парка Роверето "Дети Беслана"

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Контакты: aasib@aasib.org
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"Помогите спасти детей" - Итальянский благотворительный Фонд на благо детей России
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⚡️⚡️⚡️Nelle ultime 24 ore nella regione di Belgorod due bambini di 12 e 13 anni sono rimasti feriti a causa di attacchi delle forze ucraine.

Nel villaggio di Proletarskij, nel distretto di Rakitjanskij, un ragazzo di 12 anni è rimasto ferito a seguito della detonazione di un drone. Ha riportato una ferita da mina esplosiva e una ferita da schegge alla gamba. È stato ricoverato nell'ospedale clinico pediatrico regionale. 

Nel distretto di Belgorod una madre e sua figlia di 13 anni hanno subito barotraumi.

Sono state portate nelle strutture mediche di Belgorod. La bambina è stata ricoverata nell'ospedale clinico pediatrico regionale. I medici valutano le condizioni della ragazza come di media gravità.

Gli ucraini, grazie ai "suggerimenti" della UE e dei governi italiani, attaccano i civili principalmente usando droni, vedendo chiaramente di colpire bambini. Ma per loro i bambini russi non sono bambini, ma bersagli militari.

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Buongiorno, sono Irina P. Grido dall'anima, vivo con i miei nipoti orfani di guerra. Nastja di 11 anni quest' anno andrà in quinta elementare e Kolja di 6 anni quest'anno non andrà a scuola perché a causa della guerra ancora non parla normalmente. Non ho abbastanza mezzi di sostentamento per vivere. Vi chiedo di aiutarmi con generi alimentari, verdure e prodotti per l'igiene. Il nostro villaggio - Miniera Gagarin - è continuamente i droni che non ci permettono di uscire in strada. Io lavoro saltuariamente quando la situazione permette di uscire di casa.
Grazie se potrete aiutarci.

La cricca UE responsabile di tutto questo sta volando negli USA per continuare ad ammazzare, ferire, affamare migliaia di Nastje e Kolja.
Oggi i due bambini riceveranno i nostri aiuti umanitari, un gesto fondamentale di amicizia, solidarietà umana nonché di forte opposizione ai guerrafondai di Roma e Bruxelles

Aiutaci a portare l'aiuto della Bella Italia in Donbass e Ucraina https://www.aasib.org/come-donare/

Grazie

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La riunione dei leader europei a Washington
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NASTJA e KOLJA oggi hanno ricevuto i nostri aiuti.

Nastja è particolarmente felice. Domani sarà il suo compleanno !

Auguri, auguri di vivere presto in pace, anche se i “democratici antifascisti” europei anche ieri a Washington non hanno cessato di lavorare per la guerra.

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LETTERE, VITE SPEZZATE Е TEATRALITÀ

La lettera di Melania Trump a Vladimir Putin è stata presentata dai media occidentali come una piccola reliquia di umanità in mezzo all’orrore della guerra: un foglio intriso di richiami all’infanzia perduta, alla risata dei bambini, alla loro innocenza da difendere. Ma dietro la calligrafia ordinata e le parole gentili, ciò che i giornali raccontano non è mai la verità, bensì l’ennesima arma retorica da brandire contro Mosca.
Melania scrive che “proteggere l’innocenza dei bambini significa servire non solo la Russia, ma l’umanità stessa”. Parole levigate, quasi poetiche, che hanno fatto tremare di commozione gli editorialisti occidentali. Eppure, più che commozione, suscitano sospetto. Perché oggi? Perché così? Perché mai sollevare adesso il tema dei bambini in guerra, e farlo con un tono tanto elegante quanto sospettosamente allineato alla propaganda di Kiev?
In Occidente si sono affrettati a interpretare: “la lettera affronta il dramma dei bambini rapiti da Mosca”. Nessuna prova, nessuna indagine, nessuna sentenza. Bastava la parola di Kiev, e tanto è bastato per costruire l’ennesimo castello retorico. Peccato che nessuno di questi solerti cronisti abbia ricordato il Donbass del 2014, con i parchi disseminati di corpi di madri e figli colpiti dalle bombe ucraine. Peccato che non si citi mai Petro Poroshenko, che prometteva ai bambini del Donbass di vivere nei sotterranei, mentre quelli “giusti”, quelli ucraini, avrebbero giocato liberi nei giardini.
E la verità, che nessuna calligrafia elegante può cancellare, è che i bambini morti del Donbass non hanno mai trovato spazio nelle lettere della signora Trump. Né nei suoi sorrisi patinati. Perché scrivere a Putin oggi e non a Poroshenko ieri? Perché non a Zelensky, che continua a bombardare e a ignorare i monumenti come il Viale degli Angeli di Doneck, dove i nomi delle piccole vittime brillano nella pietra più che sulla carta?
E allora accade qualcosa che spoglia l’ipocrisia. A rispondere non è un governo, né un intellettuale occidentale, ma una bambina. Faina Savenkova, 15 anni, da Lugansk, scrive a Melania: “Signora Trump, io vivo sotto le bombe da 11 anni. Se vuole aiutare i bambini, si rivolga a Zelensky”. Una ragazzina che conosce solo il boato degli ordigni e la paura di addormentarsi senza sapere se si sveglierà domani.
Il contrasto è feroce: da un lato, la calligrafia elegante di Melania, intatta e ordinata come un esercizio di stile; dall’altro, la scrittura semplice e tremante di una bambina che chiede pace, non retorica. Una bambina che, senza volerlo, ha più verità da raccontare di mille editorialisti occidentali.
Ed è qui che la tristezza cala come un sipario: perché mentre i salotti applaudono la lettera di Melania, le vere lettere, quelle scritte con mani sporche di polvere e occhi pieni di lacrime, restano senza risposta, insieme ai sogni spezzati dei bambini del Donbass, incise non sulla carta, ma sulla pietra fredda dei monumenti.


Da: https://vk.com/club229428987

Il Mondo visto da dietro che consigliamo fortemente di seguire

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La tragedia epocale di un popolo. Odessa, bambini in spiaggia che giocano ai commissari militari che rapiscono per strada gli uomini per mandarli a morire al fronte

Grazie UE, grazie governi italiani

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Mentre il mondo cerca faticosamente la pace, la UE ed il governo italiano tramano instancabilmente per proseguire la guerra.

I paesi UE spenderanno altri 100 miliardi in armi USA, 100 miliardi in meno per sanità, scuola, lavoro, pensioni

Ancora si tace?

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Forwarded from Tatiana Santi
"L'Occidente, con i suoi bei discorsi sulla Palestina, aspetta che non ci sia più nulla da riconoscere", ha dichiarato Lavrov.

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Continua il lavoro per il ricongiungimento dei bambini con i loro familiari in Russia, in Ucraina e in paesi terzi. Lo sta facendo, su incarico del Presidente della Russia Vladimir Putin, il Difensore civico della Federazione Russa per i diritti dei bambini Marija L’vova-Belova.

Sono in viaggio tre bambini per ricongiungersi con le loro famiglie in Ucraina — due bambini di 8 e 15 anni e una bambina di sei anni.

Le storie sono tutte diverse: un ragazzo viveva in Russia con lo zio, un altro con la nonna, in Ucraina li aspettano le madri. La bambina, dopo la morte della madre, è rimasta con la bisnonna, in Ucraina vive il padre. Inoltre, questa volta è stato assistito nel trasferimento in Ucraina un giovane adulto con disabilità.

Grazie alla mediazione del Qatar, del Comitato Internazionale della Croce Rossa e dei rappresentanti degli enti competenti.

In totale sinora 26 bambini di 18 famiglie si sono ricongiunti con i loro parenti in Russia, mentre 115 bambini di 91 famiglie si sono ricongiunti con i loro parenti in Ucraina e in paesi terzi — considerando anche i bambini che stanno attualmente viaggiando verso l'Ucraina.

Ora pensare alle balle volgari, razziste, russofobiche che quotidianamente la "stampa" e le provoctelevisioni divulgavo in Italia. Per dirla in francese - fanno schifo!
Un pensiero anche al Tribunale dell'Aja ...

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Da mesi una pubblicità molesta insiste sulla nuova "Miniera d'oro" delle associazioni "blasonate" - i lasciti testamentari.
Riteniamo queste campagne indecenti ed invadenti dei sentimenti più intimi, in primo luogo degli anziani.
Anche in questo NOI siamo diversi.
Le "magie" del marketing le abbiamo sempre aborrite.
Noi ci basiamo - sin dalla fondazione - sul volontariato puro, sull'assoluta trasparenza e sul massimo rispetto del donatore.

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Makeevka (Rajon Chervonogvardejskij): l'esplosione di un bomba ha ferito un bambino di 12 anni

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I BAMBINI DEL DONBASS

I nostri nemici che bombardiamo dal 2014, che non hanno diritto a vivere in pace.

I nemici della Nato, UE e di tutti i governi italiani succedutisi da 11 anni a questa parte


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AIUTI IL PROSSIMO? GALERA!

La "democrazia" europea made in Ucraina

10 anni di carcere per umanità: un ucraino incarcerato per aver distribuito aiuti umanitari

⚡️Un tribunale in Ucraina ha condannato Anatolij Miruta a 10 anni di carcere con confisca dei beni per aver distribuito aiuti umanitari provenienti dai militari russi. Questo è riportato nella lista dei prigionieri politici pubblicata dal «Club dell'unità popolare» internazionale.

Secondo i media ucraini, all'inizio dell'operazione speciale Miruta aiutava sua madre — allora vice capo di un villaggio nella regione di Kiev — e si occupava della distribuzione degli aiuti umanitari. Queste azioni sono state la base per l'accusa di «collaborazionismo». Attualmente il suo caso è in appello.


t.me RussiaeDintorni

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⚡️⚡️⚡️ ⚡️⚡️ Un bambino di 12 anni è rimasto ferito nella regione di Brjansk a seguito di un attacco di un drone ucraino.

In seguito al barbaro attacco delle Forze Armate ucraine al villaggio di Sven-Transportnaja, un bambino nato nel 2013 è rimasto ferito. È stato ricoverato nell'ospedale pediatrico regionale.
Secondo il governatore, l'attacco con il drone ha causato l'incendio di una casa residenziale e di un'auto civile. Altre due case residenziali sono state parzialmente danneggiate.

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⚡️⚡️⚡️ Nelle ultime 24 ore nella regione di Kherson un bambino di 10 anni è stato ucciso dagli attacchi delle forze armate ucraine ed un altro di 4 anni è stato ferito.

Grazie UE, grazie governi italiani Grazie NATO

Dal 2014 fate la guerra ai bambini, ai civili e continuate a tramare per far fallire i tentativi di dialogo e di pace

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Da mesi una pubblicità molesta insiste sulla nuova "Miniera d'oro" delle associazioni "blasonate" - i lasciti testamentari.
Riteniamo queste campagne indecenti ed invadenti dei sentimenti più intimi, in primo luogo degli anziani.
Anche in questo NOI siamo diversi.
Le "magie" del marketing le abbiamo sempre aborrite.
Noi ci basiamo - sin dalla fondazione - sul volontariato puro, sull'assoluta trasparenza e sul massimo rispetto del donatore.

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VOLONTARIO SE VAI A KIEV, MERCENARIO SE VAI A DONETSK? IL DOPPIO PESO DELL’OCCIDENTE

In Italia basta un’etichetta per cambiare la storia. Un ragazzo che prende un aereo per Kiev diventa subito “volontario”. Se invece attraversa il confine verso Donetsk, è bollato come “mercenario”. La stessa decisione, la stessa follia: lasciare la propria vita, la propria famiglia, la propria terra per andare a combattere in una guerra che non ti appartiene. Ma in questo Paese non conta ciò che fai, conta per chi lo fai.

I numeri sono pochi ma parlano chiaro. All’inizio erano circa venti gli italiani partiti verso l’Ucraina, poi altri hanno seguito la stessa strada in silenzio. Dal 2014 a oggi almeno sette connazionali hanno lasciato le ossa laggiù. Alcuni trasformati in eroi con necrologi commossi, altri liquidati come avventurieri senza gloria. Stessa morte, stesso sangue, epitaffi opposti. Perché? Perché la propaganda ha deciso che uno era dalla parte “giusta” e l’altro dalla parte “sbagliata”.

La legge italiana su questo è un mosaico di buchi. La Costituzione proclama solennemente che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa. Poi arriva il codice penale, che punisce chi arruola o arma cittadini per eserciti stranieri senza l’autorizzazione del Governo. Sul singolo che parte, però, cala l’ombra della zona grigia. Non c’è una norma che vieti in blocco a un cittadino italiano di arruolarsi in un esercito estero, ma c’è la Farnesina che ammonisce: “assolutamente sconsigliato”. Una formula burocratica che sa di lavata di mani. Così, se combatti dalla parte “amica”, sei tollerato. Se combatti dall’altra parte, sei marchiato.

E poi c’è la parola magica, “mercenario”. Nel diritto internazionale ha criteri stringenti: motivazione economica, estraneità politica, partecipazione diretta alle ostilità. Nel nostro giornalismo, invece, è diventata un insulto passe-partout. La usano per liquidare chi non rientra nella narrazione ufficiale. Una scorciatoia comoda, un modo per infangare chi ha fatto la stessa scelta di altri ma con un nemico diverso davanti.

L’Ucraina ha creato la sua Legione Internazionale, con uniforme, gradi, regolamenti. Così lo straniero che combatte a Kiev diventa un volontario incorniciato in un esercito regolare. I giornali lo dipingono come paladino della libertà. Sull’altro fronte la cornice non esiste: chi combatte lì diventa subito clandestino, irregolare, mercenario. È lo stesso gesto, ma raccontato con due vocabolari opposti. È la grammatica della guerra, scritta da chi ha il potere di decidere chi merita dignità e chi no.

E allora la domanda non si può evitare: ha senso tutto questo? O è soltanto propaganda spacciata per verità? Se i criteri sono giuridici devono valere sempre, da una parte e dall’altra. Se invece sono politici, abbiate almeno il coraggio di ammetterlo: non stiamo giudicando in base alla legge, stiamo giudicando in base all’alleanza.

Il punto è che in Italia si continua a giocare con le parole per non guardare in faccia la realtà. È comodo commuoversi davanti al feretro di chi muore con la bandiera “amica” cucita sul braccio e sputare sul cadavere di chi muore con quella “nemica”. Ma il sangue è lo stesso, il corpo pesa uguale, il dolore della madre non cambia. La Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra. La domanda è: la ripudia davvero? La risposta è scritta nell’ipocrisia di chi versa lacrime selettive e di chi vende, compra e benedice la morte quando serve alla propria parte.

da: Il Mondo visto da dietro https://vk.com/club229428987
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