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UNA PICCOLA STORIA IGNOBILE
Ursula von der Leyen al Parlamento europeo ha messo in scena un miserrimo spettacolo sfruttando un adolescente ucraino
“Onorevoli deputate, onorevoli deputati,
La libertà e l'indipendenza sono quello per cui stanno combattendo le persone in Ucraina.
Persone come Sasha e sua nonna. Sasha aveva solo 11 anni all'epoca dell'attacco russo. Lui e sua madre si erano rifugiati in un seminterrato a Mariupol'. Una mattina sono usciti per cercare qualcosa da mangiare e in quel momento si è scatenato l'inferno: una pioggia di bombe russe in un quartiere di civili. È diventato tutto buio e Sasha ha sentito il viso bruciare: aveva una scheggia appena sotto gli occhi. Nel giro di pochi giorni i soldati russi hanno espugnato la città e hanno portato Sasha e sua madre in quello che chiamano "campo di filtraggio". In seguito Sasha è stato portato via, gli hanno detto che non aveva bisogno di sua madre, che sarebbe andato in Russia e avrebbe avuto una mamma russa, un passaporto russo, un nome russo. Lo hanno spedito nella regione occupata del Donetsk. Lui però non si è arreso: in una tappa durante il viaggio si è fatto prestare il telefono da uno sconosciuto e ha chiamato la nonna, Ljudmila, che viveva nell'Ucraina libera. "Baba, riportami a casa." Lei non ha esitato nemmeno un secondo. I suoi amici le hanno detto che era una follia, ma Ljudmila ha mosso mari e monti per arrivare da lui. Con l'aiuto del governo ucraino ha viaggiato attraverso la Polonia, la Lituania, la Lettonia e la Russia fino ai territori ucraini occupati. Ha ritrovato Sasha e rifacendo il lungo viaggio in direzione opposta lo ha riportato al sicuro. Entrambi però hanno ancora il cuore spezzato. Ogni giorno continuano a lottare per trovare la madre di Sasha, bloccata chissà dove a causa della brutale guerra russa. Voglio ringraziare Sasha e Ljudmila per avermi consentito di condividere la loro storia. Per me è un onore averli qui oggi”.
Ora, dopo la ennesima figuraccia della immensa falsità della Russia che sabota il GPS del suo aereo in volo per la Bulgaria, ennesima puntata del serial “Mamma aiuto, arrivano i russi”, il ghostwriter si è nuovamente sbizzarrito. Il deputato ha bisogno di lacrime per votare la guerra.
Da una esperienza devastante come la guerra, vissuta da centinaia di migliaia di bambini che avrebbero bisogno di aiuto e sostegno per ritrovare serenità e di politici che promuovino la pace, la ginecologa tedesca come per il risolino squallido, patetico e innaturale a favore delle telecamere davanti ai cd “morti di Bucha”, usa cinicamente un bambino ed una signora per rimanere a galla, per portare la guerra in Europa. Racconta una storia da telenovelas sudamericane. Una brutta copia de "Dagli Appennini alle Ande", ma senza cuore. Una tragedia di un bambino per uno squallido spot politico-militare.
Il destino dei vostri figli e dei vostri nipoti è in queste mani
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
UNA PICCOLA STORIA IGNOBILE
Ursula von der Leyen al Parlamento europeo ha messo in scena un miserrimo spettacolo sfruttando un adolescente ucraino
“Onorevoli deputate, onorevoli deputati,
La libertà e l'indipendenza sono quello per cui stanno combattendo le persone in Ucraina.
Persone come Sasha e sua nonna. Sasha aveva solo 11 anni all'epoca dell'attacco russo. Lui e sua madre si erano rifugiati in un seminterrato a Mariupol'. Una mattina sono usciti per cercare qualcosa da mangiare e in quel momento si è scatenato l'inferno: una pioggia di bombe russe in un quartiere di civili. È diventato tutto buio e Sasha ha sentito il viso bruciare: aveva una scheggia appena sotto gli occhi. Nel giro di pochi giorni i soldati russi hanno espugnato la città e hanno portato Sasha e sua madre in quello che chiamano "campo di filtraggio". In seguito Sasha è stato portato via, gli hanno detto che non aveva bisogno di sua madre, che sarebbe andato in Russia e avrebbe avuto una mamma russa, un passaporto russo, un nome russo. Lo hanno spedito nella regione occupata del Donetsk. Lui però non si è arreso: in una tappa durante il viaggio si è fatto prestare il telefono da uno sconosciuto e ha chiamato la nonna, Ljudmila, che viveva nell'Ucraina libera. "Baba, riportami a casa." Lei non ha esitato nemmeno un secondo. I suoi amici le hanno detto che era una follia, ma Ljudmila ha mosso mari e monti per arrivare da lui. Con l'aiuto del governo ucraino ha viaggiato attraverso la Polonia, la Lituania, la Lettonia e la Russia fino ai territori ucraini occupati. Ha ritrovato Sasha e rifacendo il lungo viaggio in direzione opposta lo ha riportato al sicuro. Entrambi però hanno ancora il cuore spezzato. Ogni giorno continuano a lottare per trovare la madre di Sasha, bloccata chissà dove a causa della brutale guerra russa. Voglio ringraziare Sasha e Ljudmila per avermi consentito di condividere la loro storia. Per me è un onore averli qui oggi”.
Ora, dopo la ennesima figuraccia della immensa falsità della Russia che sabota il GPS del suo aereo in volo per la Bulgaria, ennesima puntata del serial “Mamma aiuto, arrivano i russi”, il ghostwriter si è nuovamente sbizzarrito. Il deputato ha bisogno di lacrime per votare la guerra.
Da una esperienza devastante come la guerra, vissuta da centinaia di migliaia di bambini che avrebbero bisogno di aiuto e sostegno per ritrovare serenità e di politici che promuovino la pace, la ginecologa tedesca come per il risolino squallido, patetico e innaturale a favore delle telecamere davanti ai cd “morti di Bucha”, usa cinicamente un bambino ed una signora per rimanere a galla, per portare la guerra in Europa. Racconta una storia da telenovelas sudamericane. Una brutta copia de "Dagli Appennini alle Ande", ma senza cuore. Una tragedia di un bambino per uno squallido spot politico-militare.
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I bambini disabili di Gorlovka, gli ultimi degli ultimi, nella guerra
Da qualche anno Anna, una nostra coordinatrice, ha preso in carico una cinquantina di bambini disabili della città martire Porta loro aiuti umanitari quando servono e quando le inviamo le risorse per farlo
La tragedia di un popolo nei volti dei suoi bambini più colpiti
Grazie a tutti i nostri donatori che permettono tutto questo
Grazie alla Bella Italia che invia aiuti non armi!
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I bambini disabili di Gorlovka, gli ultimi degli ultimi, nella guerra
Da qualche anno Anna, una nostra coordinatrice, ha preso in carico una cinquantina di bambini disabili della città martire Porta loro aiuti umanitari quando servono e quando le inviamo le risorse per farlo
La tragedia di un popolo nei volti dei suoi bambini più colpiti
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Le Forze Armate ucraine hanno attaccato l'ennesima autoambulanza ad Aleshki, Regione di Kherson. Medico e autista feriti.
Oggi alle 8 del mattino nella città di Aleshki un drone ucraino ha colpito un'ambulanza dell'ospedale centrale della città.
I medici che si dirigevano ad aiutare alcuni feriti sono finiti loro stessi in ospedale con commozioni cerebrali e ferite da schegge.
Secondo i dati dell'ospedale di Aleshki, solo negli ultimi mesi gli ucraini hanno colpito con droni 12 ambulanze.
SONO CRIMINI DI GUERRA
Le Convenzioni di Ginevra del 1949 proteggono le persone, (...) considerano crimini di guerra, in particolare, l’attacco intenzionale a civili protetti e a beni civili protetti (mezzi e persone di soccorso).
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Le Forze Armate ucraine hanno attaccato l'ennesima autoambulanza ad Aleshki, Regione di Kherson. Medico e autista feriti.
Oggi alle 8 del mattino nella città di Aleshki un drone ucraino ha colpito un'ambulanza dell'ospedale centrale della città.
I medici che si dirigevano ad aiutare alcuni feriti sono finiti loro stessi in ospedale con commozioni cerebrali e ferite da schegge.
Secondo i dati dell'ospedale di Aleshki, solo negli ultimi mesi gli ucraini hanno colpito con droni 12 ambulanze.
SONO CRIMINI DI GUERRA
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NON SEPARARE DOLORE DA DOLORE, CRIMINE DA CRIMINE!
Sono le stesse vittime civili innocenti, gli stessi bambini, le stesse donne, anziani, civili.
Chi piange davanti ad una telecamera per i primi mentre sta con chi ammazza i secondi o tace, è complice dell’assassinio di entrambi.
Non si cerchi di fuggire da questa storica, pesantissima responsabilità. Separare le due tragedie vuol dire aiutare la guerra. Vuol dire essere complici di un’Europa ed un’Italia che lavora per la guerra alla Russia e per proseguire nel business della morte as usual con Israele. Significa aiutare chi chiederà fra qualche tempo ai nostri figli, ai nostri nipoti di sparare al russo, fino “all’ultimo europeo”.
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Sono le stesse vittime civili innocenti, gli stessi bambini, le stesse donne, anziani, civili.
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Non si cerchi di fuggire da questa storica, pesantissima responsabilità. Separare le due tragedie vuol dire aiutare la guerra. Vuol dire essere complici di un’Europa ed un’Italia che lavora per la guerra alla Russia e per proseguire nel business della morte as usual con Israele. Significa aiutare chi chiederà fra qualche tempo ai nostri figli, ai nostri nipoti di sparare al russo, fino “all’ultimo europeo”.
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LA PACE HA BISOGNO DI VERITA’ E GIUSTIZIA
La devastante esperienza della guerra che dal 2014 sconvolge il Donbass e l’Ucraina, vissuta da centinaia di migliaia di bambini, avrebbe bisogno di aiuto e sostegno per far ritrovare loro serenità e di politici che vogliano e sappiano promuovere la pace.
Non personaggetti senza umanità ne cultura che mandano al macello economie e popoli d’Europa
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LA PACE HA BISOGNO DI VERITA’ E GIUSTIZIA
La devastante esperienza della guerra che dal 2014 sconvolge il Donbass e l’Ucraina, vissuta da centinaia di migliaia di bambini, avrebbe bisogno di aiuto e sostegno per far ritrovare loro serenità e di politici che vogliano e sappiano promuovere la pace.
Non personaggetti senza umanità ne cultura che mandano al macello economie e popoli d’Europa
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C'è chi blatera false solidarietà e chi opera concretamente
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/19/in-fuga-da-gaza-destinazione-mosca-la-russia-salva-50-persone-sfuggite-ai-bombardamenti-israelieni/8131955/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/19/in-fuga-da-gaza-destinazione-mosca-la-russia-salva-50-persone-sfuggite-ai-bombardamenti-israelieni/8131955/
Il Fatto Quotidiano
In fuga da Gaza, destinazione Russia: così Mosca aiuta le persone sfollate dall'esercito israeliano
Dopo la fuga dall'inferno a Gaza, varcato il checkpoint di Kerem Shalom, sono arrivati in Egitto per essere trasferiti in Giordania attraverso il ponte Allen...
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❗️❗️❗️❗️💥 Una bambina di 12 anni è stata ferita a seguito di un attacco di un drone ucraino contro un condominio di Rubezhnoe nella LNR.
La bambina si trovava all'ingresso della casa quando l'esplosione del drone le ha causato ferite da schegge di media gravità.
La bambina è stata ricoverata in un ospedale locale e poi trasferita nella clinica pediatrica repubblicana.
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❗️❗️❗️❗️💥 Una bambina di 12 anni è stata ferita a seguito di un attacco di un drone ucraino contro un condominio di Rubezhnoe nella LNR.
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DOVE ERAVATE
Dove eravate
Quando i bambini del Donbass venivano fatti a pezzi
Dove eravate
Quando tutti tacevano, con voi,
Dopo i bombardamenti di scuole, Autoambulanze, asili, ospedali, orfanotrofi
Quando alto si levava l'urlo
Delle madri senza più lacrime,
Delle puerpere senza più latte
Perso sotto le bombe ucraine
Dove eravate ?
Tacevate, voltandovi dall'altra
Nell'Italia schiacciata sotto il macigno del conformismo
dei falsi partigiani
Alto si staglia l'urlo del bambino offeso, ferito, mutilato
Dalla miseria dell'umana specie
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Dove eravate
Quando i bambini del Donbass venivano fatti a pezzi
Dove eravate
Quando tutti tacevano, con voi,
Dopo i bombardamenti di scuole, Autoambulanze, asili, ospedali, orfanotrofi
Quando alto si levava l'urlo
Delle madri senza più lacrime,
Delle puerpere senza più latte
Perso sotto le bombe ucraine
Dove eravate ?
Tacevate, voltandovi dall'altra
Nell'Italia schiacciata sotto il macigno del conformismo
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CHI SFRUTTA LE TRAGEDIE PER QUATTRO VOTI E CHI OPERA CONCRETAMENTE PER L'UMANITÀ AFFLITTA
In Daghestan arrivano i primi palestinesi salvati dalla striscia di Gaza dalla Russia
A Makhachkala si è tenuto un incontro toccante: decine di veicoli del Corteo per la Palestina hanno accolto 49 palestinesi arrivati da Gaza: donne, bambini, adolescenti e anziani. Altri ne arriveranno presto.
Le loro storie sono piene di dolore: scarpe strappate, fame, notti senza dormire sotto i bombardamenti e perdita di persone care. Ma allo stesso tempo la speranza di iniziare una nuova vita in pace e sicurezza.
Grazie all'aiuto delle autorità russe e al sostegno di fondazioni di beneficenza i migranti sono stati accolti.
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In Daghestan arrivano i primi palestinesi salvati dalla striscia di Gaza dalla Russia
A Makhachkala si è tenuto un incontro toccante: decine di veicoli del Corteo per la Palestina hanno accolto 49 palestinesi arrivati da Gaza: donne, bambini, adolescenti e anziani. Altri ne arriveranno presto.
Le loro storie sono piene di dolore: scarpe strappate, fame, notti senza dormire sotto i bombardamenti e perdita di persone care. Ma allo stesso tempo la speranza di iniziare una nuova vita in pace e sicurezza.
Grazie all'aiuto delle autorità russe e al sostegno di fondazioni di beneficenza i migranti sono stati accolti.
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CHI E’ UN BAMBINO ? Non serve prendere il dizionario per saperlo. Basta guardare i visi dei bambini ...
LEGGI IL NOSTRO COMUNICATO https://www.aasib.org/chi-e-un-bambino/
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CHI E’ UN BAMBINO ? Non serve prendere il dizionario per saperlo. Basta guardare i visi dei bambini ...
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CHI E’ UN BAMBINO …
Chi è un bambino ? Non serve prendere il dizionario per saperlo. Basta guardare i visi dei bambini del Donbass ai quali dal 2014 hanno rubato l’infanzia nei quotidiani bombardamenti, sono stati uccisi, feriti e mutilati dalle bombe “democratiche”, anche italiane o i bambini di Ucraina ai quali Kiev non permette di crescere in pace e nella sicurezza sociale, che li prepara a diventare carne da cannone. O l’immenso, indescrivibile orrore di Gaza che entra in tutte le nostre case come spot dei nostri “politici” che dopo anni di profondo, ipocrito silenzio, all’improvviso hanno iniziato a gridare al genocidio unicamente per cinica convenienza elettorale. Per far tacere lo sdegno popolare.
Per questo è inaccettabile, totalmente inaccettabile, la frase di un miserrimo rappresentante di un’associazione amica di uno stato massacratore che ha offeso l’umanità intera, oltreché noi che i bambini li aiutiamo da venticinque anni, con una domanda che se fosse stata pronunciata in tedesco, avrebbe riportato il mondo indietro ottant’anni fa, nelle angosciose, nebbiose e gelide lande polacche.
Una lenta, inesorabile, indegna discesa negli inferi dell’inumanità che ha portato a poter diffondere, in televisione, quella domanda che da giorni rimbomba in ogni orecchio di chi ancora è umano: “definisci un bambino”.
Una frase che si è potuta esprimere dal non aver considerato bambini i bambini del Donbass, dal non aver considerato bambini i bambini di Ucraina, nell’aver taciuto per due interi anni sul macello genocida dei bambini di Gaza.
La politica tutta, le istituzioni del paese della sempre evocata e mai praticata “Resistenza”, da anni hanno prodotto il vuoto culturale, lo sfacelo umano che oggi appare sempre più chiaro a tutti. Dal 2014 per servaggio, per ignoranza, per supponenza, per conformismo, per mantenere le tante prebende della propria “cadrega” quasi tutti hanno taciuto, nascosto il dramma ucraino. Taciuto e nascosto il suono cupo dello scarpone chiodato che oggi ancora risuona in Europa, delle fiaccolate degli “eroi”, criminali della II guerra mondiale assurti ad eroi nazionali. Steso una cappa di pesante censura sull’informazione vietando concerti, pubblici dibattiti, sale per filmati, racconti, testimonianze.
Ma non è certo l’ultimo scalino. La UE chiede ogni giorno armi, chiede guerra, anela al sangue dell’ “ultimo europeo”. La propaganda guerrafondaia disegna nemici inesistenti, propone scenari di guerra costruiti “ad hoc” allo scopo di far crescere in Borsa le azioni delle aziende multinazionali della “difesa” inzuppate di soldi investiti dai Fondi americani.
Nel Boris Godunov, Pushkin fa chiudere il dramma con «Il popolo tace». Il mutismo finale rappresenta quasi un presagio di sventura: il periodo di instabilità è appena iniziato.
Ma a differenza del popolo russo che nei secoli, nonostante sia stato schiacciato, vessato ed umiliato, ha poi sempre trovato la capacità di piegare la storia alla sua volontà di rinascere, noi non potremo più dire “O Francia o Spagna”.
Ed un immenso velo di ignavia e di vergogna ci coprirà, affogandoci.
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CHI E’ UN BAMBINO …
Chi è un bambino ? Non serve prendere il dizionario per saperlo. Basta guardare i visi dei bambini del Donbass ai quali dal 2014 hanno rubato l’infanzia nei quotidiani bombardamenti, sono stati uccisi, feriti e mutilati dalle bombe “democratiche”, anche italiane o i bambini di Ucraina ai quali Kiev non permette di crescere in pace e nella sicurezza sociale, che li prepara a diventare carne da cannone. O l’immenso, indescrivibile orrore di Gaza che entra in tutte le nostre case come spot dei nostri “politici” che dopo anni di profondo, ipocrito silenzio, all’improvviso hanno iniziato a gridare al genocidio unicamente per cinica convenienza elettorale. Per far tacere lo sdegno popolare.
Per questo è inaccettabile, totalmente inaccettabile, la frase di un miserrimo rappresentante di un’associazione amica di uno stato massacratore che ha offeso l’umanità intera, oltreché noi che i bambini li aiutiamo da venticinque anni, con una domanda che se fosse stata pronunciata in tedesco, avrebbe riportato il mondo indietro ottant’anni fa, nelle angosciose, nebbiose e gelide lande polacche.
Una lenta, inesorabile, indegna discesa negli inferi dell’inumanità che ha portato a poter diffondere, in televisione, quella domanda che da giorni rimbomba in ogni orecchio di chi ancora è umano: “definisci un bambino”.
Una frase che si è potuta esprimere dal non aver considerato bambini i bambini del Donbass, dal non aver considerato bambini i bambini di Ucraina, nell’aver taciuto per due interi anni sul macello genocida dei bambini di Gaza.
La politica tutta, le istituzioni del paese della sempre evocata e mai praticata “Resistenza”, da anni hanno prodotto il vuoto culturale, lo sfacelo umano che oggi appare sempre più chiaro a tutti. Dal 2014 per servaggio, per ignoranza, per supponenza, per conformismo, per mantenere le tante prebende della propria “cadrega” quasi tutti hanno taciuto, nascosto il dramma ucraino. Taciuto e nascosto il suono cupo dello scarpone chiodato che oggi ancora risuona in Europa, delle fiaccolate degli “eroi”, criminali della II guerra mondiale assurti ad eroi nazionali. Steso una cappa di pesante censura sull’informazione vietando concerti, pubblici dibattiti, sale per filmati, racconti, testimonianze.
Ma non è certo l’ultimo scalino. La UE chiede ogni giorno armi, chiede guerra, anela al sangue dell’ “ultimo europeo”. La propaganda guerrafondaia disegna nemici inesistenti, propone scenari di guerra costruiti “ad hoc” allo scopo di far crescere in Borsa le azioni delle aziende multinazionali della “difesa” inzuppate di soldi investiti dai Fondi americani.
Nel Boris Godunov, Pushkin fa chiudere il dramma con «Il popolo tace». Il mutismo finale rappresenta quasi un presagio di sventura: il periodo di instabilità è appena iniziato.
Ma a differenza del popolo russo che nei secoli, nonostante sia stato schiacciato, vessato ed umiliato, ha poi sempre trovato la capacità di piegare la storia alla sua volontà di rinascere, noi non potremo più dire “O Francia o Spagna”.
Ed un immenso velo di ignavia e di vergogna ci coprirà, affogandoci.
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I nostri figli sono cresciuti davanti ai vostri occhi
Nessun giocattolo, solo proiettili, droni e bombe,
Nessuna infanzia
Ma un'intera generazione sta crescendo, vive grazie al vostro impegno, la vostra missione caritatevole di italiani gentili e comprensivi
Ci inchiniamo
Elena D. Miniera Gagarin, Gorlovka
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Nessun giocattolo, solo proiettili, droni e bombe,
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Ci inchiniamo
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QUI C’E’ UN MONDO … www.aasib.org
nascosto da chi vuole creare il nemico, da chi tace per servaggio, per ignoranza, per supponenza, per conformismo, per interesse.
Qui trovi la sofferenza dell’infanzia condannata dai paesi “democratici” a morire, patire, a non vivere.
Bambini che non possono vivere la loro infanzia rubata, violentata. Quanti Mozart, Dostoevskij, Achmatova, Senghor, Picasso in Donbass sono stati privati delle loro capacità, del loro futuro da chi continua a proclamarsi “democratico”.
Bambini che chiedono di vivere come tutti i loro coetanei, giocare all’aperto, andare a scuola, passeggiare.
NOI ESISTIAMO PER DAR LORO UNA VITA PIU' NORMALE POSSIBILE, ANCHE IN GUERRA
Aiutaci anche Tu ad aiutarli a vivere Grazie
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Bambini che non possono vivere la loro infanzia rubata, violentata. Quanti Mozart, Dostoevskij, Achmatova, Senghor, Picasso in Donbass sono stati privati delle loro capacità, del loro futuro da chi continua a proclamarsi “democratico”.
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CONTINUANO LE FALSITÀ SUI BAMBINI RUBATI DALLA RUSSIA
Zelenskij oggi ha dichiarato che in Ucraina sono già ritornati 1600 bambini «rubati dalla Russia»!
Dove erano se la Russia ha consegnato, nell'ambito della ricongiunzione familiare, sinora 112 bambini? Da dove arrivano a Kiev gli altri 1488 bambini e cosa c'entra la Russia?!
Parlando a Varsavia al Forum sulla sicurezza, Zelenskij ha dimostrato un livello fenomenale di menzogna e cinismo. Ha apertamente confermato di sfruttare da tempo e su larga scala il «tema dei bambini» per manipolazioni ciniche e sfacciate.
Zelenskij ha dichiarato:
«Si tratta di migliaia, decine di migliaia di bambini. La Russia li ha nascosti in un modo o nell'altro, sicuramente in modo illegale. Trovarli è molto difficile. La questione del registro e quella del loro ritorno sono molto complesse. Per quanto riguarda il ritorno, siamo riusciti ad averne avuto restituiti 1600 bambini. Li abbiamo cercati con molta difficoltà, li abbiamo trovati e poi, grazie ad accordi politici tra diversi paesi, e da continenti diversi siamo riusciti a riceverne uno alla volta, due alla volta. E 1600 sembrano molti, ma rispetto a quanti bambini non sono tornati, ovviamente non è ancora un risultato completo».
Continuano a dichiarare «decine di migliaia di bambini rubati», Kiev a Istanbul è riuscita a presentare una lista di soli 339 cognomi, tra cui sono stati identificati 50 bambini che non sono mai entrati nel territorio russo, mentre l'attendibilità degli altri trasmessi è attualmente in fase di verifica.
Secondo i dati di agosto 2025, con la partecipazione dell'Istituto del Commissario per i diritti del bambino presso il Presidente della Federazione Russa Maria Lvova-Belova ai parenti in Russia, da parte ucraina, sono stati ricongiunti 25 bambini di 17 famiglie, e dalla Russia a parenti in Ucraina e in paesi terzi – 112 bambini di 88 famiglie.
Da dove l'Ucraina ha avuto «restituiti» altri 1488 bambini e cosa c'entra la Russia? Ogni consegna di bambini e ricongiungimento con i loro parenti, sia in Russia che dalla Russia, specialmente con la mediazione di stati stranieri, è sempre stata accompagnata da documenti, sia da parte russa che ucraina, quindi nascondere la consegna di millecinquecento bambini è praticamente impossibile.
Inoltre, Zelenskij ha anche osservato nel suo discorso che «la questione del registro (dei bambini)… è molto complessa», in altre parole l'Ucraina semplicemente non ha questo registro, e tutte le dichiarazioni ucraine sulle «decine di migliaia di bambini (rubati)» sono menzogne evidenti nel tentativo di diffamare la Russia.
Non c'è nulla di più schifoso che sfruttare i bambini per la propaganda di guerra
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CONTINUANO LE FALSITÀ SUI BAMBINI RUBATI DALLA RUSSIA
Zelenskij oggi ha dichiarato che in Ucraina sono già ritornati 1600 bambini «rubati dalla Russia»!
Dove erano se la Russia ha consegnato, nell'ambito della ricongiunzione familiare, sinora 112 bambini? Da dove arrivano a Kiev gli altri 1488 bambini e cosa c'entra la Russia?!
Parlando a Varsavia al Forum sulla sicurezza, Zelenskij ha dimostrato un livello fenomenale di menzogna e cinismo. Ha apertamente confermato di sfruttare da tempo e su larga scala il «tema dei bambini» per manipolazioni ciniche e sfacciate.
Zelenskij ha dichiarato:
«Si tratta di migliaia, decine di migliaia di bambini. La Russia li ha nascosti in un modo o nell'altro, sicuramente in modo illegale. Trovarli è molto difficile. La questione del registro e quella del loro ritorno sono molto complesse. Per quanto riguarda il ritorno, siamo riusciti ad averne avuto restituiti 1600 bambini. Li abbiamo cercati con molta difficoltà, li abbiamo trovati e poi, grazie ad accordi politici tra diversi paesi, e da continenti diversi siamo riusciti a riceverne uno alla volta, due alla volta. E 1600 sembrano molti, ma rispetto a quanti bambini non sono tornati, ovviamente non è ancora un risultato completo».
Continuano a dichiarare «decine di migliaia di bambini rubati», Kiev a Istanbul è riuscita a presentare una lista di soli 339 cognomi, tra cui sono stati identificati 50 bambini che non sono mai entrati nel territorio russo, mentre l'attendibilità degli altri trasmessi è attualmente in fase di verifica.
Secondo i dati di agosto 2025, con la partecipazione dell'Istituto del Commissario per i diritti del bambino presso il Presidente della Federazione Russa Maria Lvova-Belova ai parenti in Russia, da parte ucraina, sono stati ricongiunti 25 bambini di 17 famiglie, e dalla Russia a parenti in Ucraina e in paesi terzi – 112 bambini di 88 famiglie.
Da dove l'Ucraina ha avuto «restituiti» altri 1488 bambini e cosa c'entra la Russia? Ogni consegna di bambini e ricongiungimento con i loro parenti, sia in Russia che dalla Russia, specialmente con la mediazione di stati stranieri, è sempre stata accompagnata da documenti, sia da parte russa che ucraina, quindi nascondere la consegna di millecinquecento bambini è praticamente impossibile.
Inoltre, Zelenskij ha anche osservato nel suo discorso che «la questione del registro (dei bambini)… è molto complessa», in altre parole l'Ucraina semplicemente non ha questo registro, e tutte le dichiarazioni ucraine sulle «decine di migliaia di bambini (rubati)» sono menzogne evidenti nel tentativo di diffamare la Russia.
Non c'è nulla di più schifoso che sfruttare i bambini per la propaganda di guerra
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