GLEB, 9 ANNI: IL TERRORISMO CHE L’OCCIDENTE NON VUOLE VEDERE
Gleb ha nove anni. Ieri sera, a Krasnogorsk, nella regione di Mosca, la sua infanzia è stata cancellata da un ordigno travestito da dono. Un piccolo oggetto, simile a un giocattolo o a un dolcetto, gli è esploso tra le mani. È stato trasportato d’urgenza alla clinica di chirurgia e traumatologia pediatrica del dottor Leonid Roshal. Sei ore in sala operatoria. I medici, costretti ad amputargli parte delle dita. Oggi Gleb è vivo, ma la sua vita non sarà più la stessa.
Le autorità stanno indagando, ma la matrice è chiara. È la stessa firma di sangue che da anni semina orrore nel Donbass: bombe giocattolo, caramelle esplosive, telefoni truccati, banconote imbottite di metallo. Una tecnologia del male già vista, studiata e diretta contro i bambini. Non contro soldati, non contro postazioni militari: contro chi non può difendersi, contro l’innocenza.
Uccidere un uomo in divisa è un crimine, ma in guerra la follia trova sempre chi tenta di giustificarlo. Creare oggetti fatti per strappare le mani a un bambino non ha giustificazione né umana né politica. È un gesto che appartiene al buio dell’anima, la manifestazione più vile della codardia, il punto più basso della specie umana.
Eppure, l’Occidente tace. I giornali tacciono. Le televisioni si voltano dall’altra parte. Tutti pronti a condannare la “disinformazione russa”, ma incapaci di guardare il volto di un bambino mutilato. L’Europa che si commuove per una vignetta, tace quando il sangue è russo. L’Italia che invia fondi e armi per la “pace”, si lava la coscienza fingendo di non vedere le conseguenze di ciò che finanzia.
Si chiama terrorismo, ma qui si preferisce parlare di “effetti collaterali”. È la stessa ipocrisia che ha coperto per anni i crimini nel Donbass, dove centinaia di piccoli Gleb sono morti sotto i bombardamenti, senza che nessuno, nei palazzi di Bruxelles o di Roma, si degnasse di accendere una candela.
Non è un episodio isolato: è un metodo. È la guerra dei codardi, di chi non osa affrontare il nemico e allora colpisce i suoi figli. Ogni giocattolo esplosivo è una dichiarazione di odio verso l’infanzia, verso la vita stessa. E ogni governo che finanzia, arma o giustifica questo orrore, diventa complice di quel gesto.
Dite pure che è propaganda, se vi aiuta a dormire. Ma la propaganda non lascia ferite vere, non fa sanguinare le mani di un bambino, non costringe un chirurgo a cucire la carne per sei ore. Questa è realtà. E la realtà è che un bambino di nove anni è stato mutilato nel nome della “libertà occidentale”.
È terrorismo. È crimine di guerra. È disumanità pura.
E la responsabilità non è solo di chi ha piazzato quell’ordigno, ma anche di chi ha costruito il clima di odio, di chi ha applaudito le sanzioni, di chi ha taciuto davanti alla sofferenza.
Oggi Gleb lotta per guarire nel reparto del dottor Roshal. La madre veglia accanto a lui, con le mani tremanti e gli occhi asciutti. Le lacrime si sono fermate, perché, oltre un certo limite, nemmeno il dolore riesce più a scendere. Intorno, il mondo libero dorme. Dorme e si consola credendo di essere dalla parte giusta. Ma la parte giusta non fabbrica ordigni per bambini.
L’Europa che pretende di insegnare la civiltà al mondo intero è la stessa che ha perso la propria anima. E se non ha più il coraggio di dire che colpire un bambino è il male assoluto, allora non è più Europa: è solo un fantasma che cammina tra le macerie della propria ipocrisia.
In tutto questo orrore, in questa disumana crudeltà che colpisce i più indifesi, esiste ancora un barlume di speranza. È tenue, ma reale. È la prova che non tutto è perduto, che c’è ancora chi sceglie di restare umano quando il mondo smette di esserlo.
Per questo, lasciatemi ringraziare Ennio Bordato, simbolo silenzioso di quella speranza concreta. Lui e la sua associazione Aiutateci a Salvare i Bambini non fanno proclami, non cercano applausi: agiscono. Curano, consolano, salvano.
Gleb ha nove anni. Ieri sera, a Krasnogorsk, nella regione di Mosca, la sua infanzia è stata cancellata da un ordigno travestito da dono. Un piccolo oggetto, simile a un giocattolo o a un dolcetto, gli è esploso tra le mani. È stato trasportato d’urgenza alla clinica di chirurgia e traumatologia pediatrica del dottor Leonid Roshal. Sei ore in sala operatoria. I medici, costretti ad amputargli parte delle dita. Oggi Gleb è vivo, ma la sua vita non sarà più la stessa.
Le autorità stanno indagando, ma la matrice è chiara. È la stessa firma di sangue che da anni semina orrore nel Donbass: bombe giocattolo, caramelle esplosive, telefoni truccati, banconote imbottite di metallo. Una tecnologia del male già vista, studiata e diretta contro i bambini. Non contro soldati, non contro postazioni militari: contro chi non può difendersi, contro l’innocenza.
Uccidere un uomo in divisa è un crimine, ma in guerra la follia trova sempre chi tenta di giustificarlo. Creare oggetti fatti per strappare le mani a un bambino non ha giustificazione né umana né politica. È un gesto che appartiene al buio dell’anima, la manifestazione più vile della codardia, il punto più basso della specie umana.
Eppure, l’Occidente tace. I giornali tacciono. Le televisioni si voltano dall’altra parte. Tutti pronti a condannare la “disinformazione russa”, ma incapaci di guardare il volto di un bambino mutilato. L’Europa che si commuove per una vignetta, tace quando il sangue è russo. L’Italia che invia fondi e armi per la “pace”, si lava la coscienza fingendo di non vedere le conseguenze di ciò che finanzia.
Si chiama terrorismo, ma qui si preferisce parlare di “effetti collaterali”. È la stessa ipocrisia che ha coperto per anni i crimini nel Donbass, dove centinaia di piccoli Gleb sono morti sotto i bombardamenti, senza che nessuno, nei palazzi di Bruxelles o di Roma, si degnasse di accendere una candela.
Non è un episodio isolato: è un metodo. È la guerra dei codardi, di chi non osa affrontare il nemico e allora colpisce i suoi figli. Ogni giocattolo esplosivo è una dichiarazione di odio verso l’infanzia, verso la vita stessa. E ogni governo che finanzia, arma o giustifica questo orrore, diventa complice di quel gesto.
Dite pure che è propaganda, se vi aiuta a dormire. Ma la propaganda non lascia ferite vere, non fa sanguinare le mani di un bambino, non costringe un chirurgo a cucire la carne per sei ore. Questa è realtà. E la realtà è che un bambino di nove anni è stato mutilato nel nome della “libertà occidentale”.
È terrorismo. È crimine di guerra. È disumanità pura.
E la responsabilità non è solo di chi ha piazzato quell’ordigno, ma anche di chi ha costruito il clima di odio, di chi ha applaudito le sanzioni, di chi ha taciuto davanti alla sofferenza.
Oggi Gleb lotta per guarire nel reparto del dottor Roshal. La madre veglia accanto a lui, con le mani tremanti e gli occhi asciutti. Le lacrime si sono fermate, perché, oltre un certo limite, nemmeno il dolore riesce più a scendere. Intorno, il mondo libero dorme. Dorme e si consola credendo di essere dalla parte giusta. Ma la parte giusta non fabbrica ordigni per bambini.
L’Europa che pretende di insegnare la civiltà al mondo intero è la stessa che ha perso la propria anima. E se non ha più il coraggio di dire che colpire un bambino è il male assoluto, allora non è più Europa: è solo un fantasma che cammina tra le macerie della propria ipocrisia.
In tutto questo orrore, in questa disumana crudeltà che colpisce i più indifesi, esiste ancora un barlume di speranza. È tenue, ma reale. È la prova che non tutto è perduto, che c’è ancora chi sceglie di restare umano quando il mondo smette di esserlo.
Per questo, lasciatemi ringraziare Ennio Bordato, simbolo silenzioso di quella speranza concreta. Lui e la sua associazione Aiutateci a Salvare i Bambini non fanno proclami, non cercano applausi: agiscono. Curano, consolano, salvano.
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In mezzo alla barbarie, sono la dimostrazione che la pietà non è scomparsa del tutto, che la luce resiste anche dove regna la tenebra.
E, a nome di tutti gli italiani che non hanno smesso di sentirsi umani, va a lui il nostro grazie più sincero.
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Gleb. Ecco come appare la sua mano destra ferita. Anche la sinistra ha sofferto. Ci sono fratture e ferite. Gleb dorme quasi costantemente. Soffre moltissimo, per questo i medici lo tengono sotto sedazione.
Il momento peggiore è passato. Ora inizierà il recupero e la riabilitazione.
E’ un bambino tenace
La mamma di Gleb, Galina Vladimirovna, non riesce ancora a riprendersi dall'orrore e dal pensiero che poteva anche non avere più un figlio ….
E racconta. Racconta la passione di Gleb per la pesca. Qualche giorno fa L'ultima ha preso una trota.
In famiglia c’è anche un figlio maggiore, 16 anni. Una famiglia unita.
La mano ferita di Gleb è diventata un avvertimento per tutti. Il bambino ha compiuto la sua missione eroica. Ha attirato l'attenzione di tutti sul problema enorme degli ordigni camuffati che i terroristi disseminano non più solo in Donbass, ma anche nelle città russe lontane dal fronte.
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
Gleb. Ecco come appare la sua mano destra ferita. Anche la sinistra ha sofferto. Ci sono fratture e ferite. Gleb dorme quasi costantemente. Soffre moltissimo, per questo i medici lo tengono sotto sedazione.
Il momento peggiore è passato. Ora inizierà il recupero e la riabilitazione.
E’ un bambino tenace
La mamma di Gleb, Galina Vladimirovna, non riesce ancora a riprendersi dall'orrore e dal pensiero che poteva anche non avere più un figlio ….
E racconta. Racconta la passione di Gleb per la pesca. Qualche giorno fa L'ultima ha preso una trota.
In famiglia c’è anche un figlio maggiore, 16 anni. Una famiglia unita.
La mano ferita di Gleb è diventata un avvertimento per tutti. Il bambino ha compiuto la sua missione eroica. Ha attirato l'attenzione di tutti sul problema enorme degli ordigni camuffati che i terroristi disseminano non più solo in Donbass, ma anche nelle città russe lontane dal fronte.
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I MEDICI DEL ROSHAL INFORMANO SULLE CONDIZIONI DI GLEB
Il Direttore del Centro scientifico e clinico pediatrico Roshal, Tatiana Shapovalenko, ha spiegato lo stato clinico del bambino.
«I miei colleghi e io abbiamo visitato Gleb. Questa mattina è stato nuovamente medicato: la ferita è in via di riassorbimento. Si trova in terapia intensiva allo scopo di controllare in ogni momento le sue condizioni e somministrare antidolorifici in tempo, perché una lesione come quella provoca una sindrome del dolore molto pronunciata. Le sue condizioni sono stabili, riposa dopo la sedazione perché la medicazione è stata eseguita in anestesia. Indicatori emodinamici stabili, una ferita stabile senza segni di processo infiammatorio», ha detto Tatiana Shapovalenko. Ha aggiunto che la madre è costantemente accanto a suo figlio ed ha l'opportunità di riposare in reparto.
«Presto psicologi, riabilitatori e altri specialisti si uniranno alle cure del bambino», ha detto. È stato chiarito che specialisti di diversi profili lavorano con il ragazzo.
Il difensore civico dei bambini per la regione di Mosca, Ksenia Michonova ha aggiunto che non solo la mano destra, ma anche la sinistra hanno sofferto nell’esplosione, c'è una frattura e ferite.
Nel frattempo si sono chiarite alcune circostanze dell’attentato. L’ordigno esplosivo camuffato da confezione regalo con una banconota allegata ben visibile.
La nostra Associazione ha già preso contatti con le istituzioni locali per verificare ogni possibile dimostrazione di solidarietà al bambino, alla famiglia ed alla sua comunità
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I MEDICI DEL ROSHAL INFORMANO SULLE CONDIZIONI DI GLEB
Il Direttore del Centro scientifico e clinico pediatrico Roshal, Tatiana Shapovalenko, ha spiegato lo stato clinico del bambino.
«I miei colleghi e io abbiamo visitato Gleb. Questa mattina è stato nuovamente medicato: la ferita è in via di riassorbimento. Si trova in terapia intensiva allo scopo di controllare in ogni momento le sue condizioni e somministrare antidolorifici in tempo, perché una lesione come quella provoca una sindrome del dolore molto pronunciata. Le sue condizioni sono stabili, riposa dopo la sedazione perché la medicazione è stata eseguita in anestesia. Indicatori emodinamici stabili, una ferita stabile senza segni di processo infiammatorio», ha detto Tatiana Shapovalenko. Ha aggiunto che la madre è costantemente accanto a suo figlio ed ha l'opportunità di riposare in reparto.
«Presto psicologi, riabilitatori e altri specialisti si uniranno alle cure del bambino», ha detto. È stato chiarito che specialisti di diversi profili lavorano con il ragazzo.
Il difensore civico dei bambini per la regione di Mosca, Ksenia Michonova ha aggiunto che non solo la mano destra, ma anche la sinistra hanno sofferto nell’esplosione, c'è una frattura e ferite.
Nel frattempo si sono chiarite alcune circostanze dell’attentato. L’ordigno esplosivo camuffato da confezione regalo con una banconota allegata ben visibile.
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GORLOVKA CITTA’ DA 12 ANNI SOTTO LE BOMBE ED I DRONI UCRAINI
I bambini di Gorlovka. Forse quelli che hanno sofferto e continuano a soffrire di più della guerra. I bambini che aiutiamo da 12 anni.
Oggi abbiamo fatto portare loro della frutta.
Poco ? No, in quelle condizioni estreme questa frutta, assieme ai farmaci, al vestiario e a tutto quello che può alleviare la loro vita è importantissimo.
E’ vitale.
Grazie a tutti quelli che ci permettono di fare tutto questo.
Di continuare a gridare che continua ad essere integra la profonda amicizia con il popolo russo e nessun squallido “politico” propagandista della guerra può scalfirla. Nessun “giornalista” che vive al caldo e distante migliaia di chilometri dalla guerra, che censura le interviste, che copia le veline della NATO può cancellare la gioia nei visi di questi bambini che proprio grazie a loro non hanno mai vissuto un giorno in pace.
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GORLOVKA CITTA’ DA 12 ANNI SOTTO LE BOMBE ED I DRONI UCRAINI
I bambini di Gorlovka. Forse quelli che hanno sofferto e continuano a soffrire di più della guerra. I bambini che aiutiamo da 12 anni.
Oggi abbiamo fatto portare loro della frutta.
Poco ? No, in quelle condizioni estreme questa frutta, assieme ai farmaci, al vestiario e a tutto quello che può alleviare la loro vita è importantissimo.
E’ vitale.
Grazie a tutti quelli che ci permettono di fare tutto questo.
Di continuare a gridare che continua ad essere integra la profonda amicizia con il popolo russo e nessun squallido “politico” propagandista della guerra può scalfirla. Nessun “giornalista” che vive al caldo e distante migliaia di chilometri dalla guerra, che censura le interviste, che copia le veline della NATO può cancellare la gioia nei visi di questi bambini che proprio grazie a loro non hanno mai vissuto un giorno in pace.
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L’INFANZIA AL TEMPO DELLA GUERRA …
❗️Non raccogliere nulla da terra per strada: niente soldi, niente piccole cose come torce elettriche e giocattoli. Anche se sembrano innocui.
A Krasnogorsk, vicino a Mosca, un bambino ha subito gravi ferite dopo aver raccolto dieci rubli da terra. La banconota si è rivelata coprire un piccolo pacchetto con esplosivo che è immediatamente esploso.
PARLATE AI BAMBINI
Tutti devono sapere:
- non prendere nulla da terra o dare un calcio;
- parlare subito agli adulti di aver visto un oggetto sospetto;
- non usare il telefono vicino al ritrovamento.
➡️ Per gli adulti: Cosa fare se viene trovato un oggetto sospetto
- Non toccarlo o spostarlo, tenere i bambini lontani da esso — può essere pericoloso
- Interroga le persone intorno. Potresti essere in grado di trovare rapidamente il proprietario
- Se hai trovato un oggetto nel trasporto o in un luogo pubblico e non hai scoperto chi è il proprietario, segnala la scoperta all'autista del trasporto, all'amministratore dello stabilimento
- Allontanati il più possibile dal ritrovamento e chiama il 112
- Aspettate la polizia
❗️Non raccogliere nulla da terra per strada: niente soldi, niente piccole cose come torce elettriche e giocattoli. Anche se sembrano innocui.
A Krasnogorsk, vicino a Mosca, un bambino ha subito gravi ferite dopo aver raccolto dieci rubli da terra. La banconota si è rivelata coprire un piccolo pacchetto con esplosivo che è immediatamente esploso.
PARLATE AI BAMBINI
Tutti devono sapere:
- non prendere nulla da terra o dare un calcio;
- parlare subito agli adulti di aver visto un oggetto sospetto;
- non usare il telefono vicino al ritrovamento.
➡️ Per gli adulti: Cosa fare se viene trovato un oggetto sospetto
- Non toccarlo o spostarlo, tenere i bambini lontani da esso — può essere pericoloso
- Interroga le persone intorno. Potresti essere in grado di trovare rapidamente il proprietario
- Se hai trovato un oggetto nel trasporto o in un luogo pubblico e non hai scoperto chi è il proprietario, segnala la scoperta all'autista del trasporto, all'amministratore dello stabilimento
- Allontanati il più possibile dal ritrovamento e chiama il 112
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RDKB di MOSCA – 40 ANNI DI BATTAGLIE E DI SUCCESSI PER LA VITA DEI BAMBINI
In questo periodo, che sta portando alla fine del 2025, a Mosca un’importante avvenimento viene celebrato in molte occasioni e molti modi. Il 40mo anniversario della nascita della Clinica pediatrica RDKB, forse la più importante di tutta la Russia.
La sua vita è stata anche la nostra …
Leggi tutto
https://www.aasib.org/rdkb-di-mosca-40-anni-di-lotte-e-di-successi-per-la-vita-dei-bambini/
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RDKB di MOSCA – 40 ANNI DI BATTAGLIE E DI SUCCESSI PER LA VITA DEI BAMBINI
In questo periodo, che sta portando alla fine del 2025, a Mosca un’importante avvenimento viene celebrato in molte occasioni e molti modi. Il 40mo anniversario della nascita della Clinica pediatrica RDKB, forse la più importante di tutta la Russia.
La sua vita è stata anche la nostra …
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20 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DEI BAMBINI Così dicono ….
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DEL FANCIULLO | DICHIARAZIONE DI NEW YORK 1959
PRINCIPIO PRIMO
il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente Dichiarazione. Questi diritti debbono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza eccezione alcuna, e senza distinzione e discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione (…)
PRINCIPIO QUARTO:
il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter crescere e svilupparsi in modo sano. A tal fine devono essere assicurate, a lui e alla madre, le cure mediche e le protezioni sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente alla nascita. Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.
PRINCIPIO OTTAVO:
in tutte le circostanze, il fanciullo deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso.
CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’ INFANZIA | ASSEMBLEA ONU 20 novembre 1989
Articolo 8
Gli Stati parti si impegnano a rispettare il diritto del fanciullo a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari, così come riconosciute dalla legge, senza ingerenze illegali
Articolo 30
Negli Stati in cui esistono minoranze etniche, religiose o linguistiche (…) non può essere privato del diritto di avere una propria vita culturale, di professare e di praticare la propria religione o di far uso della propria lingua insieme agli altri membri del suo gruppo
Articolo 38
1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale loro applicabili in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli.
4. In conformità con l’obbligo che spetta loro in virtù del diritto umanitario internazionale di proteggere la popolazione civile in caso di conflitto armato, gli Stati parti adottano ogni misura possibile a livello pratico affinché i fanciulli coinvolti in un conflitto armato possano beneficiare di cure e di protezione.
CONVENZIONE MAI RATIFICATA DAGLI STATI UNITI
La UE, la NATO, i Paesi “democratici”, i Governi italiani dal 2014 violano ogni disposizione della Dichiarazione universale e della Convenzione sui Diritti dei Bambini
Violano le vite dei bambini del Donbass e dei bambini di Ucraina
I primi, uccisi, feriti e mutilati dalle armi occidentali, i secondi privati di ogni possibilità di vita e dell’infanzia
Noi continuiamo testardamente ad aiutare tutti i bambini di entrambi i fronti, a cercare di aiutare i bambini a vivere pienamente i loro diritti nelle condizioni peggiori
BASTA IPOCRISIA, BASTA ARMI E RIARMO
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20 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DEI BAMBINI Così dicono ….
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DEL FANCIULLO | DICHIARAZIONE DI NEW YORK 1959
PRINCIPIO PRIMO
il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente Dichiarazione. Questi diritti debbono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza eccezione alcuna, e senza distinzione e discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione (…)
PRINCIPIO QUARTO:
il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter crescere e svilupparsi in modo sano. A tal fine devono essere assicurate, a lui e alla madre, le cure mediche e le protezioni sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente alla nascita. Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.
PRINCIPIO OTTAVO:
in tutte le circostanze, il fanciullo deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso.
CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’ INFANZIA | ASSEMBLEA ONU 20 novembre 1989
Articolo 8
Gli Stati parti si impegnano a rispettare il diritto del fanciullo a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari, così come riconosciute dalla legge, senza ingerenze illegali
Articolo 30
Negli Stati in cui esistono minoranze etniche, religiose o linguistiche (…) non può essere privato del diritto di avere una propria vita culturale, di professare e di praticare la propria religione o di far uso della propria lingua insieme agli altri membri del suo gruppo
Articolo 38
1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale loro applicabili in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli.
4. In conformità con l’obbligo che spetta loro in virtù del diritto umanitario internazionale di proteggere la popolazione civile in caso di conflitto armato, gli Stati parti adottano ogni misura possibile a livello pratico affinché i fanciulli coinvolti in un conflitto armato possano beneficiare di cure e di protezione.
CONVENZIONE MAI RATIFICATA DAGLI STATI UNITI
La UE, la NATO, i Paesi “democratici”, i Governi italiani dal 2014 violano ogni disposizione della Dichiarazione universale e della Convenzione sui Diritti dei Bambini
Violano le vite dei bambini del Donbass e dei bambini di Ucraina
I primi, uccisi, feriti e mutilati dalle armi occidentali, i secondi privati di ogni possibilità di vita e dell’infanzia
Noi continuiamo testardamente ad aiutare tutti i bambini di entrambi i fronti, a cercare di aiutare i bambini a vivere pienamente i loro diritti nelle condizioni peggiori
BASTA IPOCRISIA, BASTA ARMI E RIARMO
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Ennesimo grave atto russofobico di un' istituzione che dovrebbe promuovere la pace e l'amicizia fra i popoli https://www.giornalesentire.it/it/appello-alla-pace-dai-bambini-di-67-paesi-del-mondo-crimea-artek
Ennesimo grave atto russofobico di un' istituzione che dovrebbe promuovere la pace e l'amicizia fra i popoli https://www.giornalesentire.it/it/appello-alla-pace-dai-bambini-di-67-paesi-del-mondo-crimea-artek
Giornale Sentire
Appello alla pace dai bambini di 67 paesi del mondo
Ma la Campana dei Caduti di Rovereto che promuove la pace...lo rifiuta!
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"Non più sotto sedazione." La mamma di Gleb, vittima dell'esplosione di una banconota nella regione di Mosca ha parlato delle sue condizioni
Il ragazzo è stato rimosso dalla sedazione farmaceutica
La madre della vittima dell'esplosione di una banconota nella regione di Mosca Krasnogorsk ha informato delle sue condizioni una settimana dopo la tragedia. Il bambino è ancora ricoverato sotto la supervisione dei medici della clinica Roshal di Mosca.
"Mio figlio si sente meglio. Non è più sotto sedazione, ma è ancora in clinica. Oggi i medici vogliono iniziare la riabilitazione, far iniziare gli psicologi. Va tutto bene", ha detto la madre.
La scorsa settimana il bambino era stato sottoposto a sedazione farmacologica a causa del dolore costante. A seguito dell'esplosione ha subito gravi lesioni alle mani e durante l'operazione di sei ore, i medici hanno dovuto amputare parte delle dita. I medici del Roshal pianificano in futuro di ripristinare la funzione della mano destra, che ha sofferto di più.
Ricordiamo che l'incidente è avvenuto l'11 novembre a Krasnogorsk vicino a Mosca. Sulla strada per l'allenamento il bambino raccolse una confezione regalo con una banconota da 10 rubli: all'interno c'era un ordigno esplosivo improvvisato.
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"Non più sotto sedazione." La mamma di Gleb, vittima dell'esplosione di una banconota nella regione di Mosca ha parlato delle sue condizioni
Il ragazzo è stato rimosso dalla sedazione farmaceutica
La madre della vittima dell'esplosione di una banconota nella regione di Mosca Krasnogorsk ha informato delle sue condizioni una settimana dopo la tragedia. Il bambino è ancora ricoverato sotto la supervisione dei medici della clinica Roshal di Mosca.
"Mio figlio si sente meglio. Non è più sotto sedazione, ma è ancora in clinica. Oggi i medici vogliono iniziare la riabilitazione, far iniziare gli psicologi. Va tutto bene", ha detto la madre.
La scorsa settimana il bambino era stato sottoposto a sedazione farmacologica a causa del dolore costante. A seguito dell'esplosione ha subito gravi lesioni alle mani e durante l'operazione di sei ore, i medici hanno dovuto amputare parte delle dita. I medici del Roshal pianificano in futuro di ripristinare la funzione della mano destra, che ha sofferto di più.
Ricordiamo che l'incidente è avvenuto l'11 novembre a Krasnogorsk vicino a Mosca. Sulla strada per l'allenamento il bambino raccolse una confezione regalo con una banconota da 10 rubli: all'interno c'era un ordigno esplosivo improvvisato.
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Nella parte della regione di Kherson occupata dall' Ucraina, durante un intervento di una pattuglia militare, sono morti un padre ed un bambino. Nel tentativo di arrestare l'uomo, per mandarlo al fronte, i militari lo hanno investito con l'auto. Nell'incidente è morto anche il bambino.
Altre vittime della UE e della NATO
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Nella parte della regione di Kherson occupata dall' Ucraina, durante un intervento di una pattuglia militare, sono morti un padre ed un bambino. Nel tentativo di arrestare l'uomo, per mandarlo al fronte, i militari lo hanno investito con l'auto. Nell'incidente è morto anche il bambino.
Altre vittime della UE e della NATO
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Da sinistra.
Il primo non è nipote di Mattarella, il secondo non è figlio della Schlein, il terzo non è figlio di Tajani, il quarto non è figlio di Crosetto, il quinto non è figlio di Calenda ...
I nostri "politici", tutti grandi guerrieri, mandano a morire milioni di ragazzi ucraini.
"Quando scoppia la guerra, i politici danno le munizioni, i ricchi mandano cibo, i poveri i loro figli. Quando la guerra finisce, i politici si stringono la mano, i ricchi contano i soldi guadagnati ed i poveri cercano le tombe dei loro figli" (proverbio serbo).
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Da sinistra.
Il primo non è nipote di Mattarella, il secondo non è figlio della Schlein, il terzo non è figlio di Tajani, il quarto non è figlio di Crosetto, il quinto non è figlio di Calenda ...
I nostri "politici", tutti grandi guerrieri, mandano a morire milioni di ragazzi ucraini.
"Quando scoppia la guerra, i politici danno le munizioni, i ricchi mandano cibo, i poveri i loro figli. Quando la guerra finisce, i politici si stringono la mano, i ricchi contano i soldi guadagnati ed i poveri cercano le tombe dei loro figli" (proverbio serbo).
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A Rovereto, sede della nostra Associazione, da 100 anni esiste una straordinaria istituzione: la Campana dei Caduti.
Fusa con il bronzo delle armi di tutti gli eserciti della I guerra mondiale (il fronte lambiva la città), ogni sera suona 100 rintocchi a ricordo delle vittime di tutte le guerre e monito ai vivi.
Questa straordinaria istituzione negli ultimi anni ha via via perso la sua alta missione di pace e fratellanza fra i popoli per diventare megafono della propaganda militarista e russofobica.
La nostra Associazione, nelle scorse settimane ha inviato alla Fondazione l'Appello alla pace (https://www.aasib.org/dichiarazione-appello-dei-partecipanti-all8-campo-internazionale-per-bambini-artek-a-tuti-i-capi-di-stato-del-mondo/ ) inviato a tutti i capi di stato del mondo dai bambini del campo estivo Artek con una richiesta di incontro ricevendone un ignobile risposta.
"Nessun seguito può essere dato dalla scrivente Fondazione ad un'iniziativa che ha avuto luogo in un territorio, la Crimea, oggetto dal 2014 di illegale occupazione da parte della Federazione Russa".
Divulghiamo questa indegna pagina della importante storia della Campana che non solo viola gravemente la missione della Fondazione stessa, ma penalizza bambini anche italiani e di paesi "occidentali" propositori dell' Appello presenti in Crimea. Una pagina non solo indegna, ma anche discriminante che si basa, pregiudizievolmente, contro bambini e persone per la loro origine territoriale e nazionalità.
Una dimostrazione in più di quale cancro per l’umanità sia l'asservimento alla Nato e alla propaganda di guerra UE.
Qui un approfondimento https://www.giornalesentire.it/it/appello-alla-pace-dai-bambini-di-67-paesi-del-mondo-crimea-artek
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
A Rovereto, sede della nostra Associazione, da 100 anni esiste una straordinaria istituzione: la Campana dei Caduti.
Fusa con il bronzo delle armi di tutti gli eserciti della I guerra mondiale (il fronte lambiva la città), ogni sera suona 100 rintocchi a ricordo delle vittime di tutte le guerre e monito ai vivi.
Questa straordinaria istituzione negli ultimi anni ha via via perso la sua alta missione di pace e fratellanza fra i popoli per diventare megafono della propaganda militarista e russofobica.
La nostra Associazione, nelle scorse settimane ha inviato alla Fondazione l'Appello alla pace (https://www.aasib.org/dichiarazione-appello-dei-partecipanti-all8-campo-internazionale-per-bambini-artek-a-tuti-i-capi-di-stato-del-mondo/ ) inviato a tutti i capi di stato del mondo dai bambini del campo estivo Artek con una richiesta di incontro ricevendone un ignobile risposta.
"Nessun seguito può essere dato dalla scrivente Fondazione ad un'iniziativa che ha avuto luogo in un territorio, la Crimea, oggetto dal 2014 di illegale occupazione da parte della Federazione Russa".
Divulghiamo questa indegna pagina della importante storia della Campana che non solo viola gravemente la missione della Fondazione stessa, ma penalizza bambini anche italiani e di paesi "occidentali" propositori dell' Appello presenti in Crimea. Una pagina non solo indegna, ma anche discriminante che si basa, pregiudizievolmente, contro bambini e persone per la loro origine territoriale e nazionalità.
Una dimostrazione in più di quale cancro per l’umanità sia l'asservimento alla Nato e alla propaganda di guerra UE.
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Polina.
A Gorlovka, il 18 agosto del 2022, a causa dell’ennesimo bombardamento ucraino di abitazioni civili, si era vissuta una terribile tragedia.
Una bambina di 7 anni, Masha K. morì, sua sorella Sofija rimase ferita gravemente assieme alla loro mamma.
Un’altra bambina, Polina G., allora di 12 anni, rimase anch’essa gravemente ferita Fu operata d’urgenza e rimase mutilata perdendo una gamba ed un braccio. Aveva allora 12 anni ….
La nostra Associazione, come sempre i questi casi, intervenne aiutando la famiglia nei primi momenti del loro dramma.
Polina era una campionessa di ginnastica acrobatica. E questa passione era la sua vita. In ospedale l'unica cosa che chiedeva alla sua mamma era: "Potrò tornare a ballare?"
“Niente potrà cancellare i miei sogni” era diventato il leitmotiv di Polina durante il lungo periodo della cure e della riabilitazione a Mosca affrontate con perseveranza e fiducia nel futuro.
Da allora Polina ha ripreso la scuola e la sua danza. In modo certamente diverso, ma non meno impegnativo.
Senza una gamba e senza un braccio ha iniziato a ballare su una sedia a rotelle e ora sta ballando con la protesi. Oggi ha partecipato al Canale 1 della televisione russa al programma dedicato ai giovani talenti
Bastano queste poche fotografie per fissare il dramma di una bambina e di un popolo che hanno saputo e sanno ogni giorno reagire con forza, determinazione, amore ad una guerra contro di loro iniziata 12 anni fa per togliere loro la libertà di scegliere come vivere.
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Polina.
A Gorlovka, il 18 agosto del 2022, a causa dell’ennesimo bombardamento ucraino di abitazioni civili, si era vissuta una terribile tragedia.
Una bambina di 7 anni, Masha K. morì, sua sorella Sofija rimase ferita gravemente assieme alla loro mamma.
Un’altra bambina, Polina G., allora di 12 anni, rimase anch’essa gravemente ferita Fu operata d’urgenza e rimase mutilata perdendo una gamba ed un braccio. Aveva allora 12 anni ….
La nostra Associazione, come sempre i questi casi, intervenne aiutando la famiglia nei primi momenti del loro dramma.
Polina era una campionessa di ginnastica acrobatica. E questa passione era la sua vita. In ospedale l'unica cosa che chiedeva alla sua mamma era: "Potrò tornare a ballare?"
“Niente potrà cancellare i miei sogni” era diventato il leitmotiv di Polina durante il lungo periodo della cure e della riabilitazione a Mosca affrontate con perseveranza e fiducia nel futuro.
Da allora Polina ha ripreso la scuola e la sua danza. In modo certamente diverso, ma non meno impegnativo.
Senza una gamba e senza un braccio ha iniziato a ballare su una sedia a rotelle e ora sta ballando con la protesi. Oggi ha partecipato al Canale 1 della televisione russa al programma dedicato ai giovani talenti
Bastano queste poche fotografie per fissare il dramma di una bambina e di un popolo che hanno saputo e sanno ogni giorno reagire con forza, determinazione, amore ad una guerra contro di loro iniziata 12 anni fa per togliere loro la libertà di scegliere come vivere.
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