LENINGRADO 27.01.1944 – 27.01.2025
Dall’8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944 Leningrado (oggi San Pietroburgo) per 872 giorni fu accerchiata dall’esercito nazista tedesco. L’Assedio di Leningrado causò, secondo le ultime stime, un milione e cinquecento mila morti
Al 22 giugno 1941, inizio dell’invasione nazista dell’URSS vivevano in città 848.067 bambini ed adolescenti fino all’età di 16 anni e mezzo
Di questi 455.260 bambini in età prescolare e fino a 8 anni e mezzo, di cui 46.878 frequentavano le scuole materne. A questi vanno aggiunti i bambini sfollati dalla Carelia, dagli Stati baltici e dalla regione di Leningrado
Il numero totale di bambini da salvare durante l’Assedio è stato stimato in 903.230.
Rimasero in città, per tutta la durata dell’Assedio 400mila bambini
I bambini vittime nell'evacuazione e durante l'intero periodo dell’Assedio ammontano ad oltre 150mila
L’ASSEDIO
La morte dei civili, durante i bombardamenti, fu solo l'inizio dei drammi che colpirono la città. Le centrali elettriche smisero di funzionare e la città cadde nell'oscurità.
Fu un inverno terribile quello del 1941-1942. Il gelo raggiunse i - 40 gradi. Il carburante si esaurì e le pareti interne degli appartamenti furono coperte di brina. I cittadini di Leningrado iniziarono a installare stufe di ferro nelle stanze. Bruciarono tutto: tavoli, sedie, armadi, divani. E poi i libri.
I tubi dell'acqua e delle fognature si congelarono e tutti rimasero senza acqua. Ora poteva essere presa solo dalla Neva e dalla Fontanka.
CARESTIA
Solo il tre per cento delle vittime fu causato dai bombardamenti. Il 97% dei residenti morì di fame.
Le norme del pane diminuirono costantemente: i lavoratori ricevevano 250 grammi al giorno gli altri – compresi i bambini -125 grammi. E non era pane – solo metà di farina, che allora mancava molto. Si aggiungeva cellulosa, colla per carta da parati ed altro.
Non c’era da mangiare. Le persone si nutrivano con la carta da parati, sul retro della quale si stacca la colla con la quale veniva cucinata la zuppa. Per riempire gli stomaci vuoti tutto ciò che poteva essere mangiato. Si bollivano stivali di pelle e le scarpe.
Nel primo terribile inverno di blocco in città, 2-3 migliaia di persone morivano di fame ogni giorno.
DOLORE
I bambini nell’Assedio stavano molto peggio degli adulti. Come spiegare ai bambini perché la loro vita era cambiata così tanto? Perché la sirena ululava e devano correre ai rifugi antiaereo? Perché non c'era cibo? Perché gli adulti onnipotenti non possono fare nulla?
Il numero di orfanotrofi aumentò drasticamente. Se alla fine del 1941 ce n'erano 17, nella primavera del 1942 ce n'erano già 98. Ci vivevano più di 40mila orfani.
Fra tutti i bambini, il simbolo di quella tragedia epocale si chiama Tanja Savicheva e la sua famosa frase «Tanya è rimasta sola». Ma il destino di Tanya fu il destino di tantissimi ragazzi e ragazze di Leningrado.
Oggi le loro lettere sono esposte nel Museo dei difensori di Leningrado.
"Saluti da Leningrado. Ciao, cara zia. Scrivi che non ricevi notizie da noi. Eccoli.
Il 16 febbraio è morta la mamma.
Il 16 novembre è morto il Papa.
Il 10 Gennaio è morta la nonna.
Il 19 gennaio è morta la Zia Lisa.
Il 21 marzo, la nostra stanza è bombardata e Slavik è stato colpito alla testa.
Il 23 marzo è morto in ospedale alle 9 del mattino.
Sono rimasta sola"
Nella maggior parte dei casi i genitori morivano davanti agli occhi dei bambini. Questi ragazzi erano abituati ai bombardamenti e la vista delle persone che morivano per le strade era un'immagine normale per loro. Ma tutti sognavano un futuro, un futuro senza guerra. E così, superando la debolezza, nel freddo pungente, sotto il fuoco, frequentavano la scuola.
Dall’8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944 Leningrado (oggi San Pietroburgo) per 872 giorni fu accerchiata dall’esercito nazista tedesco. L’Assedio di Leningrado causò, secondo le ultime stime, un milione e cinquecento mila morti
Al 22 giugno 1941, inizio dell’invasione nazista dell’URSS vivevano in città 848.067 bambini ed adolescenti fino all’età di 16 anni e mezzo
Di questi 455.260 bambini in età prescolare e fino a 8 anni e mezzo, di cui 46.878 frequentavano le scuole materne. A questi vanno aggiunti i bambini sfollati dalla Carelia, dagli Stati baltici e dalla regione di Leningrado
Il numero totale di bambini da salvare durante l’Assedio è stato stimato in 903.230.
Rimasero in città, per tutta la durata dell’Assedio 400mila bambini
I bambini vittime nell'evacuazione e durante l'intero periodo dell’Assedio ammontano ad oltre 150mila
L’ASSEDIO
La morte dei civili, durante i bombardamenti, fu solo l'inizio dei drammi che colpirono la città. Le centrali elettriche smisero di funzionare e la città cadde nell'oscurità.
Fu un inverno terribile quello del 1941-1942. Il gelo raggiunse i - 40 gradi. Il carburante si esaurì e le pareti interne degli appartamenti furono coperte di brina. I cittadini di Leningrado iniziarono a installare stufe di ferro nelle stanze. Bruciarono tutto: tavoli, sedie, armadi, divani. E poi i libri.
I tubi dell'acqua e delle fognature si congelarono e tutti rimasero senza acqua. Ora poteva essere presa solo dalla Neva e dalla Fontanka.
CARESTIA
Solo il tre per cento delle vittime fu causato dai bombardamenti. Il 97% dei residenti morì di fame.
Le norme del pane diminuirono costantemente: i lavoratori ricevevano 250 grammi al giorno gli altri – compresi i bambini -125 grammi. E non era pane – solo metà di farina, che allora mancava molto. Si aggiungeva cellulosa, colla per carta da parati ed altro.
Non c’era da mangiare. Le persone si nutrivano con la carta da parati, sul retro della quale si stacca la colla con la quale veniva cucinata la zuppa. Per riempire gli stomaci vuoti tutto ciò che poteva essere mangiato. Si bollivano stivali di pelle e le scarpe.
Nel primo terribile inverno di blocco in città, 2-3 migliaia di persone morivano di fame ogni giorno.
DOLORE
I bambini nell’Assedio stavano molto peggio degli adulti. Come spiegare ai bambini perché la loro vita era cambiata così tanto? Perché la sirena ululava e devano correre ai rifugi antiaereo? Perché non c'era cibo? Perché gli adulti onnipotenti non possono fare nulla?
Il numero di orfanotrofi aumentò drasticamente. Se alla fine del 1941 ce n'erano 17, nella primavera del 1942 ce n'erano già 98. Ci vivevano più di 40mila orfani.
Fra tutti i bambini, il simbolo di quella tragedia epocale si chiama Tanja Savicheva e la sua famosa frase «Tanya è rimasta sola». Ma il destino di Tanya fu il destino di tantissimi ragazzi e ragazze di Leningrado.
Oggi le loro lettere sono esposte nel Museo dei difensori di Leningrado.
"Saluti da Leningrado. Ciao, cara zia. Scrivi che non ricevi notizie da noi. Eccoli.
Il 16 febbraio è morta la mamma.
Il 16 novembre è morto il Papa.
Il 10 Gennaio è morta la nonna.
Il 19 gennaio è morta la Zia Lisa.
Il 21 marzo, la nostra stanza è bombardata e Slavik è stato colpito alla testa.
Il 23 marzo è morto in ospedale alle 9 del mattino.
Sono rimasta sola"
Nella maggior parte dei casi i genitori morivano davanti agli occhi dei bambini. Questi ragazzi erano abituati ai bombardamenti e la vista delle persone che morivano per le strade era un'immagine normale per loro. Ma tutti sognavano un futuro, un futuro senza guerra. E così, superando la debolezza, nel freddo pungente, sotto il fuoco, frequentavano la scuola.
💔12❤1
LA SCUOLA
Nei giorni più severi del blocco dell'inverno 1941-1942. nella città assediata erano aperte 39 scuole.
Le lezioni si svolgevano nei rifugi antiaerei . Sui quaderni non c0’erano i nomi delle Scuole, ma i numeri dei rifugi antiaerei. Questa era Leningrado! Ma nonostante tutte le difficoltà, i bambini superavano gli esami, ricevevano i voti e passavano da una classe all'altra
CAPODANNO
Nell’inverno del 1942 fu presa la decisione di avere un albero di Natale scolastico. I bambini ricevettero per Capodanno una piccola porzione di zuppa, un pasto lussuoso in quella situazione. E in città portarono mandarini che vennero distribuiti ai bambini. Questo è stato il miglior Babbo Natale di sempre. Tenendoli stretti sotto i vestiti, i bambini li portarono a casa: per la mamma, i fratelli e sorelle più piccoli.
PICCOLI GRANDI EROI
Soffrendo una terribile fame ed il freddo anche i bambini non aspettarono di essere liberati, ma, come potevano, combatterono per la loro città natale.
I bambini lavoravano in fabbrica, sostituendo gli adulti morti o andati al fronte. A 12 anni i bambini producevano parti per mitragliatrici e proiettili di artiglieria. Per loro furono realizzate delle pedane in legno per arrivare alle macchine. E quanto durava la giornata lavorativa nessuno lo ha mai guardato.
I bambini, insieme agli adulti, hanno spento gli incendi, distrutto decine di migliaia di bombe incendiarie. Smantellarono le macerie degli edifici distrutti, ripulendo strade e binari del tram.
Dalla primavera al tardo autunno nel 1942-1944.i bambini hanno lavorato nei campi per rifornire verdure alla città. Molti prestarono aiuto negli ospedali, ai feriti. Pulivano i reparti, nutrivano i feriti gravi. Cantavano loro canzoni, leggevano poesie, scrivevano lettere sotto dettatura. La legna veniva raccolta per l'ospedale.
Un conservatorio era aperto nella città assediata, i teatri davano spettacoli, i film venivano proiettati. La città visse e sopravvisse.
I bambini non solo sono sopravvissuti all’Assedio, ma loro, come i loro genitori, hanno aiutato la città a resistere. Hanno studiato, combattuto, lavorato: 15 mila bambini hanno ricevuto la medaglia «Per la difesa di Leningrado».
Così anche oggi, nel Donbass sotto le bombe dal 2014. Da oltre 11 anni ….
Nei giorni più severi del blocco dell'inverno 1941-1942. nella città assediata erano aperte 39 scuole.
Le lezioni si svolgevano nei rifugi antiaerei . Sui quaderni non c0’erano i nomi delle Scuole, ma i numeri dei rifugi antiaerei. Questa era Leningrado! Ma nonostante tutte le difficoltà, i bambini superavano gli esami, ricevevano i voti e passavano da una classe all'altra
CAPODANNO
Nell’inverno del 1942 fu presa la decisione di avere un albero di Natale scolastico. I bambini ricevettero per Capodanno una piccola porzione di zuppa, un pasto lussuoso in quella situazione. E in città portarono mandarini che vennero distribuiti ai bambini. Questo è stato il miglior Babbo Natale di sempre. Tenendoli stretti sotto i vestiti, i bambini li portarono a casa: per la mamma, i fratelli e sorelle più piccoli.
PICCOLI GRANDI EROI
Soffrendo una terribile fame ed il freddo anche i bambini non aspettarono di essere liberati, ma, come potevano, combatterono per la loro città natale.
I bambini lavoravano in fabbrica, sostituendo gli adulti morti o andati al fronte. A 12 anni i bambini producevano parti per mitragliatrici e proiettili di artiglieria. Per loro furono realizzate delle pedane in legno per arrivare alle macchine. E quanto durava la giornata lavorativa nessuno lo ha mai guardato.
I bambini, insieme agli adulti, hanno spento gli incendi, distrutto decine di migliaia di bombe incendiarie. Smantellarono le macerie degli edifici distrutti, ripulendo strade e binari del tram.
Dalla primavera al tardo autunno nel 1942-1944.i bambini hanno lavorato nei campi per rifornire verdure alla città. Molti prestarono aiuto negli ospedali, ai feriti. Pulivano i reparti, nutrivano i feriti gravi. Cantavano loro canzoni, leggevano poesie, scrivevano lettere sotto dettatura. La legna veniva raccolta per l'ospedale.
Un conservatorio era aperto nella città assediata, i teatri davano spettacoli, i film venivano proiettati. La città visse e sopravvisse.
I bambini non solo sono sopravvissuti all’Assedio, ma loro, come i loro genitori, hanno aiutato la città a resistere. Hanno studiato, combattuto, lavorato: 15 mila bambini hanno ricevuto la medaglia «Per la difesa di Leningrado».
Così anche oggi, nel Donbass sotto le bombe dal 2014. Da oltre 11 anni ….
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Conseguenze dell'ultimo attacco di droni su Miniera Gagarin
Fortunatamente, nessuna vittima
Mentre il parlamento italiano vota, contro la volontà popolare, per fornire ancora l'Ucraina di armi, queste - dal 2014 - vengono usate quasi esclusivamente contro i civili
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
Conseguenze dell'ultimo attacco di droni su Miniera Gagarin
Fortunatamente, nessuna vittima
Mentre il parlamento italiano vota, contro la volontà popolare, per fornire ancora l'Ucraina di armi, queste - dal 2014 - vengono usate quasi esclusivamente contro i civili
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La “nostra” Polina balla assieme agli altri bambini mutilati dalla guerra e dalle armi occidentali
Si diverte e studia per coronare il suo sogno: diventare coreografa, dato che prima della tragedia era campionessa di ballo artistico della sua città martire Gorlovka
Da noi, intanto, i parlamentari sono occupati nel votare armi, armi, armi, armi all’Ucraina, quelle che ridurranno altri bambini come Polina
Ma cosa volete che siano centinaia di bambini morti, migliaia di feriti e mutilati in confronto ad un posto in parlamento
Chi prova e dire la verità ed operare per la pace perde ogni speranza di continuare a vivere le “bellezze” della democrazia occidentale …. La coscienza poi, roba vecchia
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
La “nostra” Polina balla assieme agli altri bambini mutilati dalla guerra e dalle armi occidentali
Si diverte e studia per coronare il suo sogno: diventare coreografa, dato che prima della tragedia era campionessa di ballo artistico della sua città martire Gorlovka
Da noi, intanto, i parlamentari sono occupati nel votare armi, armi, armi, armi all’Ucraina, quelle che ridurranno altri bambini come Polina
Ma cosa volete che siano centinaia di bambini morti, migliaia di feriti e mutilati in confronto ad un posto in parlamento
Chi prova e dire la verità ed operare per la pace perde ogni speranza di continuare a vivere le “bellezze” della democrazia occidentale …. La coscienza poi, roba vecchia
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L'aiuto umanitario non è solo sostegno materiale e logistico ai bambini del Donbass dove, dal 2014, la guerra colpisce drammaticamente i civili
Aiuto umanitario è anche aiutare a vivere momenti diversi, aiutare i bambini a ritrovare l'infanzia VIA dalla guerra
Oggi la nostra coordinatrice ha organizzato per 36 bambini di Miniera Gagarin una giornata diversa che abbiamo finanziato molto volentieri
A Donezk un pomeriggio di pattinaggio ed una cena diversa dai giorni, troppo presenti, della paura
Noi continueremo ad aiutare
Quando saranno adulti e ci sarà la pace ricorderanno gli italiani con affetto e nostalgia
Italiani che cercano di lenire le scelte guerrafondaie ed anticostituzionali dei propri governi succedutisi da undici anni ad oggi
#BastaArmiallUcraina
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L'aiuto umanitario non è solo sostegno materiale e logistico ai bambini del Donbass dove, dal 2014, la guerra colpisce drammaticamente i civili
Aiuto umanitario è anche aiutare a vivere momenti diversi, aiutare i bambini a ritrovare l'infanzia VIA dalla guerra
Oggi la nostra coordinatrice ha organizzato per 36 bambini di Miniera Gagarin una giornata diversa che abbiamo finanziato molto volentieri
A Donezk un pomeriggio di pattinaggio ed una cena diversa dai giorni, troppo presenti, della paura
Noi continueremo ad aiutare
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Italiani che cercano di lenire le scelte guerrafondaie ed anticostituzionali dei propri governi succedutisi da undici anni ad oggi
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❗️ ⚡️ Mentre i "nostri" bambini trascorrevano finalmente una giornata di pace, nel loro quartiere di Gorlovka, un bombardamento ucraino, con bombe a grappolo vietate dalle Convenzioni internazionali, ha ferito gravemente un bambino di 12 anni
E poi parlano di pace ...
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
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PERCHE’ L’ITALIA DOVREBBE AIUTARE IL DONBASS
Al di là delle decisioni individuali, delle diverse sensibilità personali, l’Italia in quanto Stato dovrebbe aiutare il Donbass e non i suoi carnefici
Ma la storia si ripete …
La presenza dei soldati italiani dell’ARMIR nelle zone ritornate dal 2014 tristemente note del Donbass fu particolarmente drammatica per la popolazione civile locale
Agli italiani i “padroni” tedeschi imposero il lavoro sporco: esecuzione di civili e prigionieri di guerra, il lavoro forzato e la distruzione di impianti industriali, città e villaggi.
La Divisione Torino fu responsabile della distruzione degli impianti industriali nella regione e dell’assassinio di decine di operai ucraini che vi lavoravano e fu responsabile di diversi crimini nella città ucraina di Enakievo (allora Ordzhonikidze, Oblast di Donezk). Qui furono fucilati 615 civili ucraini e deportati in schiavitù altri 2.683 abitanti tra cui donne e bambini. Fabbriche, ospedali, scuole furono sistematicamente distrutti.
I carabinieri della Divisione Cosseria si distinsero per la crudeltà nello sterminio della popolazione della regione di Donezk. Nel dicembre 1942 furono fucilati ventitré civili ucraini stuprate, torturate e uccise una donna e sua figlia quindicenne accusate di essere spie sovietiche. La loro casa fu incendiata. Nell’agosto 1942 la fanteria della divisione Ravenna arrestò e torturò 60 civili ucraini sospettati di fiancheggiare la resistenza spedendoli successivamente nei lager nazisti. Seguirono altri casi “minori” di violenza sui civili ucraini soprattutto concentranti su razzie, saccheggi, minacce ed estorsioni.
Stalino (Donezk), Ordzhonikidze (Enakievo), Gorlovka e decine di altri insediamenti oggi allora come oggi soffrono delle “imprese” occidentali e delle armi italiane
Per questo, soprattutto per questo, l’Italia dovrebbe scusarsi con la popolazione civile del Donbass ed aiutarla per alleviare un po' di dolore causato dai suoi avi.
Ma le popolazioni ricorderanno ancora una volta lo Stato italiano come sopraffattore, complice dei crimini dell’Occidente “democratico”
Ancora una volta l’Italia ufficiale dalla parte sbagliata della storia
Al di là delle decisioni individuali, delle diverse sensibilità personali, l’Italia in quanto Stato dovrebbe aiutare il Donbass e non i suoi carnefici
Ma la storia si ripete …
La presenza dei soldati italiani dell’ARMIR nelle zone ritornate dal 2014 tristemente note del Donbass fu particolarmente drammatica per la popolazione civile locale
Agli italiani i “padroni” tedeschi imposero il lavoro sporco: esecuzione di civili e prigionieri di guerra, il lavoro forzato e la distruzione di impianti industriali, città e villaggi.
La Divisione Torino fu responsabile della distruzione degli impianti industriali nella regione e dell’assassinio di decine di operai ucraini che vi lavoravano e fu responsabile di diversi crimini nella città ucraina di Enakievo (allora Ordzhonikidze, Oblast di Donezk). Qui furono fucilati 615 civili ucraini e deportati in schiavitù altri 2.683 abitanti tra cui donne e bambini. Fabbriche, ospedali, scuole furono sistematicamente distrutti.
I carabinieri della Divisione Cosseria si distinsero per la crudeltà nello sterminio della popolazione della regione di Donezk. Nel dicembre 1942 furono fucilati ventitré civili ucraini stuprate, torturate e uccise una donna e sua figlia quindicenne accusate di essere spie sovietiche. La loro casa fu incendiata. Nell’agosto 1942 la fanteria della divisione Ravenna arrestò e torturò 60 civili ucraini sospettati di fiancheggiare la resistenza spedendoli successivamente nei lager nazisti. Seguirono altri casi “minori” di violenza sui civili ucraini soprattutto concentranti su razzie, saccheggi, minacce ed estorsioni.
Stalino (Donezk), Ordzhonikidze (Enakievo), Gorlovka e decine di altri insediamenti oggi allora come oggi soffrono delle “imprese” occidentali e delle armi italiane
Per questo, soprattutto per questo, l’Italia dovrebbe scusarsi con la popolazione civile del Donbass ed aiutarla per alleviare un po' di dolore causato dai suoi avi.
Ma le popolazioni ricorderanno ancora una volta lo Stato italiano come sopraffattore, complice dei crimini dell’Occidente “democratico”
Ancora una volta l’Italia ufficiale dalla parte sbagliata della storia
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⚡️⚡️ ⚡️ Il numero delle vittime civili nell'ultima settimana ha superato le cento persone. Il maggior numero di vittime si è verificato a Gorlovka (DPR) e nella regione di Kherson. A Gorlovka negli ultimi sette giorni a causa delle bombe a grappolo ucraine sono rimasti feriti 39 civili, tre dei quali sono morti. Nella regione di Kherson, un attacco da parte di un MLRS nel villaggio di Bekhteri ha ferito 26 civili e ne ha uccisi tre.
Nella sola settimana dal 20 al 26 gennaio, 108 civili vittime dei bombardamenti: 95 persone ferite, tra cui 7 minori. 13 rimasti uccisi
So obbiettivi civili e forze armate dell'Ucraina hanno sparato almeno 1.879 colpi di munizioni.
I crimini ucraini più sanguinosi della scorsa settimana:
🔺Tre civili sono stati uccisi, ventisei, tra cui quattro bambini, sono rimasti feriti a seguito di un attacco delle forze armate ucraine al villaggio di Bekhtera, nella regione di Kherson.
🔺Un civile è stato ucciso e quindici sono rimasti feriti durante il bombardamento di Gorlovka (DPR) con munizioni a grappolo.
🔺Otto dipendenti di un'azienda di fornitura di gas sono rimasti feriti dall'attacco di un drone su un veicolo di servizio vicino a Svetlodarsk (DPR).
🔺 Tre civili sono stati uccisi quando munizioni a grappolo sono state sparate contro la città di Aleshki, nella regione di Kherson.
🔺Un civile è morto a seguito di un attacco di droni contro un veicolo civile nel villaggio di Verchnetoretskoe (DNR).
🔺 Un civile è morto durante il bombardamento dell'artiglieria contro il centro di Gorlovka (DNR).
🔺Uomo di 82 anni morto a causa di un colpo di artiglieria contro ol villaggio di Verchnjaja Kriniza, nella regione di Zaporozhe.
🔺Un bambino di 12 anni ferito durante il bombardamento di Gorlovka (DPR) con
munizioni a grappolo.
🔺Un uomo di 75 anni è stato ferito durante un bombardamento di artiglieria su una zona residenziale di Nova Kachovka, nella regione di Kherson.
🔺L'autista di un'autocisterna dei pompieri è rimasto ferito a seguito di un attacco di droni nel villaggio di Choromnoe, nella regione di Brjansk.
Fonte: ufficio dell'Ambasciatore incaricato per i crimini del regime di Kiev del Ministero degli Affari Esteri russo Rodion Miroshkin con l'assistenza dell'ufficio Data Mining IMI MGIMO del Ministero russo degli Affari Esteri
📌 Sulla mappa: bombardamenti di obiettivi civili delle Forze armate ucraine nel periodo dal 20 gennaio al 26 gennaio 2025
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⚡️⚡️ ⚡️ Il numero delle vittime civili nell'ultima settimana ha superato le cento persone. Il maggior numero di vittime si è verificato a Gorlovka (DPR) e nella regione di Kherson. A Gorlovka negli ultimi sette giorni a causa delle bombe a grappolo ucraine sono rimasti feriti 39 civili, tre dei quali sono morti. Nella regione di Kherson, un attacco da parte di un MLRS nel villaggio di Bekhteri ha ferito 26 civili e ne ha uccisi tre.
Nella sola settimana dal 20 al 26 gennaio, 108 civili vittime dei bombardamenti: 95 persone ferite, tra cui 7 minori. 13 rimasti uccisi
So obbiettivi civili e forze armate dell'Ucraina hanno sparato almeno 1.879 colpi di munizioni.
I crimini ucraini più sanguinosi della scorsa settimana:
🔺Tre civili sono stati uccisi, ventisei, tra cui quattro bambini, sono rimasti feriti a seguito di un attacco delle forze armate ucraine al villaggio di Bekhtera, nella regione di Kherson.
🔺Un civile è stato ucciso e quindici sono rimasti feriti durante il bombardamento di Gorlovka (DPR) con munizioni a grappolo.
🔺Otto dipendenti di un'azienda di fornitura di gas sono rimasti feriti dall'attacco di un drone su un veicolo di servizio vicino a Svetlodarsk (DPR).
🔺 Tre civili sono stati uccisi quando munizioni a grappolo sono state sparate contro la città di Aleshki, nella regione di Kherson.
🔺Un civile è morto a seguito di un attacco di droni contro un veicolo civile nel villaggio di Verchnetoretskoe (DNR).
🔺 Un civile è morto durante il bombardamento dell'artiglieria contro il centro di Gorlovka (DNR).
🔺Uomo di 82 anni morto a causa di un colpo di artiglieria contro ol villaggio di Verchnjaja Kriniza, nella regione di Zaporozhe.
🔺Un bambino di 12 anni ferito durante il bombardamento di Gorlovka (DPR) con
munizioni a grappolo.
🔺Un uomo di 75 anni è stato ferito durante un bombardamento di artiglieria su una zona residenziale di Nova Kachovka, nella regione di Kherson.
🔺L'autista di un'autocisterna dei pompieri è rimasto ferito a seguito di un attacco di droni nel villaggio di Choromnoe, nella regione di Brjansk.
Fonte: ufficio dell'Ambasciatore incaricato per i crimini del regime di Kiev del Ministero degli Affari Esteri russo Rodion Miroshkin con l'assistenza dell'ufficio Data Mining IMI MGIMO del Ministero russo degli Affari Esteri
📌 Sulla mappa: bombardamenti di obiettivi civili delle Forze armate ucraine nel periodo dal 20 gennaio al 26 gennaio 2025
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