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Sofija, 14 anni, vive a Gorlovka
Il 23 marzo scorso è rimasta gravemente ferita da un bombardamento ucraino
Domani 1 aprile sarà operata per estrarre molte schegge dal suo corpo
Chiediamo, per chi crede, una preghiera Per chi non crede un pensiero
Domani sul nostro sito la sua storia Vogliamo aiutarla come centinaia di suoi coetanei
La Bella Italia, siamo sicuri, risponderà prontamente e con grande solidarietà
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
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SOS SOFIJA di GORLOVKA
Abbiamo aperto una raccolta donazioni per Sofija
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Aiutaci anche Tu! Grazie
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Eccoli sempre vigili a censurare la verità Abbiamo ancora una pagina su Facebook solamente perchè molti ancora si ostinano a frequentare quel social che orami rappresenta unicamente la "verità" manipolata della propaganda NATO
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SOFIJA E’ STATA OPERATA
Ecco Sofija dopo un giorno dall’operazione chirurgica che è intervenuta sulle molte schegge di bomba dopo la tragedia dello scorso 23 marzo. La mamma di ha inviato un breve ideo di ringraziamento.
Leggi tutto https://www.aasib.org/sofija-e-stata-operata/
Grazie ancora una volta ai nostri donatori che permettono tutto questo
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Questa insegnante incinta, ha guidato per 200 km, attraverso foreste e paludi, 3.225 bambini salvandoli dalla deportazione in Germania.
Matrona Isaevna Volskaja prima della guerra era un'insegnante di scuola elementare nel villaggio di Basino nella regione di Smolensk. Quando i tedeschi conquistarono la regione di Smolensk nell’ottobre del 1941 iniziarono ad imporre il loro “ordine” nei territori occupati.
Matrona fuggì con il marito nei boschi diventando una partigiana
Nell'estate del 1942 arrivò l'ordine del Reich tedesco di eliminare il movimento partigiano di Smolensk.
La prima decisione presa fu quella di salvare i bambini che vivevano nelle zone liberate dai partigiani e Matrona Volskaja fu nominata responsabile di questa operazione.
Nei villaggi controllati dai partigiani furono raccolti oltre 2.000 bambini
E il 23 luglio, questa folla di bambini con le lacrime agli occhi, sotto la guida di un'insegnante incinta, partì. Dovevano percorrere quasi 200 chilometri attraverso foreste e paludi. Era necessario farsi strada attraverso la linea del fronte fino alla stazione Toropets della regione di Kalinin dove i bambini avrebbero aspettato chi li avrebbe portati oltre gli Urali.
Assistenti di Matrona sulla strada erano Varvara Sergeevna Poljakova Varvara Sergeevna e un'infermiera Ekaterina Ivanovna Gromova. Anche i ragazzi più grandi aiutarono il gruppo durante il cammino seguendo i bambini più piccoli.
La colonna dei bambini si estendeva per diversi chilometri. Quando tutti dormivano la notte, Matrona andava avanti di 10-15 km per esplorare la situazione ed al mattino tornava fino all'alba quando tutti riprendevano il cammino.
Presto finì il cibo che i bambini avevano portato con loro. Iniziarono a cibarsi di bacche ed erba. Ogni giorno era più difficile muoversi: i bambini esausti si muovevano a malapena, spesso inciampavano e cadevano.
Iniziò la sete ma i pozzi che incontrarono lungo la strada erano stati avvelenati dai tedeschi. E non si poteva prendere acqua nei fiumi e laghi: i cadaveri galleggiavano.
Durante il attraverso le foreste nuovi bambini si unirono a loro dai villaggi bruciati dai tedeschi.
Il viaggio durò 10 giorni. La colonna di bambini esausti con i tre adulti arrivò a Toropets il 1 ° agosto. Lì un migliaio di ragazzi si unirono a loro. Nella notte del 5 agosto Matrona mise 3.225 bambini sul treno.
All'inizio fu presa la decisione di portare i bambini negli Urali ma Matrona, guardando i bambini esausti, capì che solo pochi di loro sarebbero arrivati vivi. Iniziò ad inviare telegrammi a Mosca e in tutte le città del Volga. La città di Gorkij rispose alle sue richieste di accogliere i bambini.
«I bambini hanno un aspetto terribile, completamente privi di vestiti e scarpe. Sono stati accolti 3.225 bambini»
Matrona Volskaja dopo il suo arrivo iniziò a lavorare, sino al 1976, in una scuola locale.
Il viaggio che salvò i bambini Matrona lo fece incinta e poco dopo partorì il suo primo figlio. Dopo la fine della guerra e la smobilitazione suo marito Michail Archipovich si ricongiunse con lei e dopo la guerra ebbero altri tre figli.
Matrona fu insignita nel gennaio 1943 con l'Ordine della Bandiera Rossa da combattimento. E per il suo lavoro a scuola ha ricevuto il titolo di «Insegnante eccellente dell'educazione popolare».
Nella città di Smol’ki, dove visse e insegnò dopo la guerra, c'è una strada intitolata a lei ed un busto nella scuola: ed il suo volto di una giovane ragazza partigiana, leader della campagna del 1942, è inciso nel bronzo.
La storia non si cancella!
Aiutateci a Salvare i bambini
Questa insegnante incinta, ha guidato per 200 km, attraverso foreste e paludi, 3.225 bambini salvandoli dalla deportazione in Germania.
Matrona Isaevna Volskaja prima della guerra era un'insegnante di scuola elementare nel villaggio di Basino nella regione di Smolensk. Quando i tedeschi conquistarono la regione di Smolensk nell’ottobre del 1941 iniziarono ad imporre il loro “ordine” nei territori occupati.
Matrona fuggì con il marito nei boschi diventando una partigiana
Nell'estate del 1942 arrivò l'ordine del Reich tedesco di eliminare il movimento partigiano di Smolensk.
La prima decisione presa fu quella di salvare i bambini che vivevano nelle zone liberate dai partigiani e Matrona Volskaja fu nominata responsabile di questa operazione.
Nei villaggi controllati dai partigiani furono raccolti oltre 2.000 bambini
E il 23 luglio, questa folla di bambini con le lacrime agli occhi, sotto la guida di un'insegnante incinta, partì. Dovevano percorrere quasi 200 chilometri attraverso foreste e paludi. Era necessario farsi strada attraverso la linea del fronte fino alla stazione Toropets della regione di Kalinin dove i bambini avrebbero aspettato chi li avrebbe portati oltre gli Urali.
Assistenti di Matrona sulla strada erano Varvara Sergeevna Poljakova Varvara Sergeevna e un'infermiera Ekaterina Ivanovna Gromova. Anche i ragazzi più grandi aiutarono il gruppo durante il cammino seguendo i bambini più piccoli.
La colonna dei bambini si estendeva per diversi chilometri. Quando tutti dormivano la notte, Matrona andava avanti di 10-15 km per esplorare la situazione ed al mattino tornava fino all'alba quando tutti riprendevano il cammino.
Presto finì il cibo che i bambini avevano portato con loro. Iniziarono a cibarsi di bacche ed erba. Ogni giorno era più difficile muoversi: i bambini esausti si muovevano a malapena, spesso inciampavano e cadevano.
Iniziò la sete ma i pozzi che incontrarono lungo la strada erano stati avvelenati dai tedeschi. E non si poteva prendere acqua nei fiumi e laghi: i cadaveri galleggiavano.
Durante il attraverso le foreste nuovi bambini si unirono a loro dai villaggi bruciati dai tedeschi.
Il viaggio durò 10 giorni. La colonna di bambini esausti con i tre adulti arrivò a Toropets il 1 ° agosto. Lì un migliaio di ragazzi si unirono a loro. Nella notte del 5 agosto Matrona mise 3.225 bambini sul treno.
All'inizio fu presa la decisione di portare i bambini negli Urali ma Matrona, guardando i bambini esausti, capì che solo pochi di loro sarebbero arrivati vivi. Iniziò ad inviare telegrammi a Mosca e in tutte le città del Volga. La città di Gorkij rispose alle sue richieste di accogliere i bambini.
«I bambini hanno un aspetto terribile, completamente privi di vestiti e scarpe. Sono stati accolti 3.225 bambini»
Matrona Volskaja dopo il suo arrivo iniziò a lavorare, sino al 1976, in una scuola locale.
Il viaggio che salvò i bambini Matrona lo fece incinta e poco dopo partorì il suo primo figlio. Dopo la fine della guerra e la smobilitazione suo marito Michail Archipovich si ricongiunse con lei e dopo la guerra ebbero altri tre figli.
Matrona fu insignita nel gennaio 1943 con l'Ordine della Bandiera Rossa da combattimento. E per il suo lavoro a scuola ha ricevuto il titolo di «Insegnante eccellente dell'educazione popolare».
Nella città di Smol’ki, dove visse e insegnò dopo la guerra, c'è una strada intitolata a lei ed un busto nella scuola: ed il suo volto di una giovane ragazza partigiana, leader della campagna del 1942, è inciso nel bronzo.
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Il documento votato dal parlamento europeo
Il IV Reich chiede ancora il macello dei giovani dei popoli europei
Prendiamo coscienza e iniziamo, in ogni occasione, ad affermare il NO più forte
BASTA!
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Sulla lapide del soldato ucraino morto, la madre ha fatto scrivere “Mobilitato illegalmente”. Ora la madre rischia di essere perseguita
La tragedia del popolo ucraino massacrato dalla NATO e dalla UE
Un milione di morti grazie all’ “Europa”, alla GB e agli USA
Ora toccherà ai nostri figli se non fermiamo i bellicisti di Bruxelles
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Il 7 aprile nella Federazione Russa si celebra la Giornata della Maternità.
In onore della festa nell’ospedale № 2 di Mariupol’, dove si trova la Neonatologia che aiutiamo dal 2023, i “nostri” medici ostetrici-ginecologi e neonatologi hanno tenuto lezioni per le donne incinte, hanno fatto loro gli auguri ed hanno consegnato dei bei regali!
Questa festa è l'occasione perfetta per ricordare alle future mamme l'importanza di prendersi cura della propria salute e del proprio stile di vita in questo periodo speciale. La gravidanza è un momento meraviglioso per prepararsi alla più grande felicità – generare un nuovo essere umano.
E questo soprattutto a Mariupol’, città che ha vissuto una delle pagine più drammatiche e sanguinarie del conflitto.
E proprio per questa ragione che la nostra Associazione opera in questa realtà sin dall’immediatezza della fine della guerra in città
https://www.aasib.org/sosteniamo-la-neonatologia-di-mariupol/
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In onore della festa nell’ospedale № 2 di Mariupol’, dove si trova la Neonatologia che aiutiamo dal 2023, i “nostri” medici ostetrici-ginecologi e neonatologi hanno tenuto lezioni per le donne incinte, hanno fatto loro gli auguri ed hanno consegnato dei bei regali!
Questa festa è l'occasione perfetta per ricordare alle future mamme l'importanza di prendersi cura della propria salute e del proprio stile di vita in questo periodo speciale. La gravidanza è un momento meraviglioso per prepararsi alla più grande felicità – generare un nuovo essere umano.
E questo soprattutto a Mariupol’, città che ha vissuto una delle pagine più drammatiche e sanguinarie del conflitto.
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Ieri scrivevamo del coraggio di una madre ucraina che nella regione di Kiev ha scritto sulla lapide del figlio morto in guerra "mobilitato illegalmente" denunciando la pratica del sequestro delle persone per strada per mandarle al fronte come carne da cannone.
La tomba è già stata profanata e la madre ha ricevuto una lettera che la "invita" a rimuovere la lapide.
L'Ucraina che rimpinguiamo di armi e soldi ... affinché loro muoiano tutti per Bruxelles e la NATO
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Ieri scrivevamo del coraggio di una madre ucraina che nella regione di Kiev ha scritto sulla lapide del figlio morto in guerra "mobilitato illegalmente" denunciando la pratica del sequestro delle persone per strada per mandarle al fronte come carne da cannone.
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AIUTO UMANITARIO: sostegno materiale e logistico a persone colpite da catastrofi naturali o provocate dall'uomo, quali conflitti armati, guerre
• cibo e sostegno alimentare
• assistenza sanitaria
• acqua e servizi igienico-sanitari
• istruzione in situazioni di emergenza
• assistenza in denaro
Tutto questo, grazie ai nostri donatori, portiamo dal 2014 ai bambini del Donbass e dal 2017 ai bambini di Ucraina
AIUTALI ANCHE TU! Grazie https://www.aasib.org/aiuti-umanitari-2/
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