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Si sta giustamente proponendo l’istituzione di una Giornata contro la russofobia.
Noi, già nel maggio 2020, dopo l’intervento della federazione Russa che aveva dato un contributo unico al nostro paese contro il Covid avevamo chiesto ai Presidenti di Camera e Senato l’istituzione della Giornata della Solidarietà italo-russa
La nostra proposta https://www.aasib.org/istituiamo-la-giornata-della-solidarieta-italo-russa/
Ovviamente nessuno ci ha risposto …
Continuiamo a consolidare l’amicizia con la Russia e combattere, con i fatti, la russofobia razzista
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
Si sta giustamente proponendo l’istituzione di una Giornata contro la russofobia.
Noi, già nel maggio 2020, dopo l’intervento della federazione Russa che aveva dato un contributo unico al nostro paese contro il Covid avevamo chiesto ai Presidenti di Camera e Senato l’istituzione della Giornata della Solidarietà italo-russa
La nostra proposta https://www.aasib.org/istituiamo-la-giornata-della-solidarieta-italo-russa/
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NEL SITO UCRAINO MIROTVOREC ISCRITTI 18 NUOVI BAMBINI, QUATTRO DI SOLI 4 ANNI
Nel sito ucraino "Mirotvorec", pagina di proscrizione curata dai servizi segreti ucraini e non, sono stati inseriti i dati di 18 nuovi bambini, inclusi quattro bambini di quattro anni
Nel sito dove sono pubblicati i dati di oltre 200mila persone di tutto il mondo “nemici” dell’Ucraina (anche Papa Francesco era stato inserito), sono stati pubblicati le fotografie, i nomi, date di nascita, numeri di documenti di 18 nuovi bambini accusati di "attentato alla sovranità dell'Ucraina" e "attraversamento illegale del confine" a causa di viaggi verso la LNR e DNR attraverso i checkpoint nella regione di Rostov. I minori avrebbero deliberatamente violato la legge ucraina
Non è la prima volta che i dati personali dei minori vengono pubblicati sul sito. Giorni fa i dati di due scolari russi - Nikita N. di 16 anni e Alexander C. di 17 anni - sono stati aggiunti al database. Nel 2021 la giovane ragazza di Lugansk Faina Savenkova, che all'epoca aveva 12 anni, è stata inclusa nella lista.
Il sito "Mirotvorec" è noto per la pubblicazione di dati personali di giornalisti, politici e semplici cittadini, non solo ucraini ma anche dei paesi UE e di tutto il mondo, chiamati “traditori". Spesso con finalità di “Kill list” Molti degli inclusi successivamente alla pubblicazione hanno ricevuto minacce. L'allora rappresentante OSCE per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, aveva definito le azioni del sito "un passo preoccupante". Persino il Parlamento europeo ne ha chiesto la chiusura.
Due casi emblematici avevano portato l’attenzione: sulla fotografia di Silvio Berlusconi dopo la sua scomparsa era stata scritta la dicitura “liquidato”, come dopo l’assassinio del fotografo Rocchelli da parte degli ucraini era apparsa la stessa dicitura
Il Governo italiano, più volte sollecitato a dichiarare la propria posizione, non ha mai profferito parola
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NEL SITO UCRAINO MIROTVOREC ISCRITTI 18 NUOVI BAMBINI, QUATTRO DI SOLI 4 ANNI
Nel sito ucraino "Mirotvorec", pagina di proscrizione curata dai servizi segreti ucraini e non, sono stati inseriti i dati di 18 nuovi bambini, inclusi quattro bambini di quattro anni
Nel sito dove sono pubblicati i dati di oltre 200mila persone di tutto il mondo “nemici” dell’Ucraina (anche Papa Francesco era stato inserito), sono stati pubblicati le fotografie, i nomi, date di nascita, numeri di documenti di 18 nuovi bambini accusati di "attentato alla sovranità dell'Ucraina" e "attraversamento illegale del confine" a causa di viaggi verso la LNR e DNR attraverso i checkpoint nella regione di Rostov. I minori avrebbero deliberatamente violato la legge ucraina
Non è la prima volta che i dati personali dei minori vengono pubblicati sul sito. Giorni fa i dati di due scolari russi - Nikita N. di 16 anni e Alexander C. di 17 anni - sono stati aggiunti al database. Nel 2021 la giovane ragazza di Lugansk Faina Savenkova, che all'epoca aveva 12 anni, è stata inclusa nella lista.
Il sito "Mirotvorec" è noto per la pubblicazione di dati personali di giornalisti, politici e semplici cittadini, non solo ucraini ma anche dei paesi UE e di tutto il mondo, chiamati “traditori". Spesso con finalità di “Kill list” Molti degli inclusi successivamente alla pubblicazione hanno ricevuto minacce. L'allora rappresentante OSCE per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, aveva definito le azioni del sito "un passo preoccupante". Persino il Parlamento europeo ne ha chiesto la chiusura.
Due casi emblematici avevano portato l’attenzione: sulla fotografia di Silvio Berlusconi dopo la sua scomparsa era stata scritta la dicitura “liquidato”, come dopo l’assassinio del fotografo Rocchelli da parte degli ucraini era apparsa la stessa dicitura
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08.08.2008 nel giorno dell'apertura dei Giochi olimpici di Pechino l'esercito georgiano bombardò la piccola capitale dell'Ossezia del sud Tskhinvali e la guarnigione di peacekeepers russi stanziati in Ossezia del Sud su mandato ONU dal 1991 dopo il primo massacro dei civili osseti da parte georgiana. Dopo un pesante bombardamento l'esercito georgiano effettuò operazioni di pulizia etnica. Entrarono nelle case e spararono a bruciapelo a bambini, anziani e donne.
La piccola Ossezia del Sud fu letteralmente affogata nel sangue. I sopravvissuti si nascosero negli scantinati Crimini di guerra sponsorizzati dall'occidente e preparatori della guerra di ucraina
Anche allora aiutammo i bambini osseti dopo la strage di Beslan di quattro anni prima Anche allora la stampa italiana raccontò il falso, pubblicò il "racconto" russofobico presentando il presidente criminale (ora in galera in Georgia) Saakashvili come "eroe della democrazia occidentale" Un Zelenskij ante litteram
Ricordiamo e soprattutto impariamo !
https://www.aasib.org/08-08-2008-08-08-2018-ricordare-il-martirio-dellossezia-del-sud/
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08.08.2008 nel giorno dell'apertura dei Giochi olimpici di Pechino l'esercito georgiano bombardò la piccola capitale dell'Ossezia del sud Tskhinvali e la guarnigione di peacekeepers russi stanziati in Ossezia del Sud su mandato ONU dal 1991 dopo il primo massacro dei civili osseti da parte georgiana. Dopo un pesante bombardamento l'esercito georgiano effettuò operazioni di pulizia etnica. Entrarono nelle case e spararono a bruciapelo a bambini, anziani e donne.
La piccola Ossezia del Sud fu letteralmente affogata nel sangue. I sopravvissuti si nascosero negli scantinati Crimini di guerra sponsorizzati dall'occidente e preparatori della guerra di ucraina
Anche allora aiutammo i bambini osseti dopo la strage di Beslan di quattro anni prima Anche allora la stampa italiana raccontò il falso, pubblicò il "racconto" russofobico presentando il presidente criminale (ora in galera in Georgia) Saakashvili come "eroe della democrazia occidentale" Un Zelenskij ante litteram
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Una città rasa al suolo dalla guerra, mamme che hanno partorito sotto le bombe
Dal 2023 siamo impegnati nel ridare la vita alla città
CONTINUIAMO A FAR RINASCERE MARIUPOL’
Nelle prossime settimane concretizzata una nuova altra pagina importante dell’aiuto italiano con la donazione di una nuova attrezzatura alla Neonatologia della città
https://www.aasib.org/sosteniamo-la-neonatologia-di-mariupol/
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GLI ITALIANI A MARIUPOL’
Nel 1870 l'autogoverno greco a Mariupol' fu abolito e presto la città fu incorporata nella vita statale russa Per questo oltre ai funzionari russi, polacchi, tedeschi e lituani, potenziarono la comunità cattolica di Mariupol', anche immigrati dall'Italia.
Ma gli italiani iniziarono a popolare la città molto prima - all'inizio del XIX secolo. Questi erano marinai di navi mercantili che videro il potenziale della città e le opportunità che il conte Voroncov aveva previsto per i coloni dall'Europa Per questo decisero prontamente di rimanere e vivere nella regione dell’Azov.
Genovesi e veneziani erano particolarmente intraprendenti e si stabilirono rapidamente a Mariupol', diventando presto i più grandi commercianti di grano e pane.
Non sorprende che, una dopo l'altra, le aziende italiane iniziarono a sorgere in città: Galleano, Membeli, Vidovich, Kovačević ed altri. Erano conosciuti non solo in Russia, ma anche all'estero.
Il boom commerciale durò circa tre decenni, durante i quali la comunità italiana crebbe e si arricchì - il suo periodo di maggior sviluppo e benessere arrivò alla fine del XIX secolo.
Anche la costruzione navale di Mariupol' è associata alle attività degli italiani: il primo cabotiero fu costruito alla foce del fiume Kalmius – questo in epoca sovietica fu poi adattato in una fabbrica di conserve di pesce.
Una nave con una capacità di 9 mila pud (antica unità di misura dell'Impero Russo pari a 40 libbre, ossia 16,3805 kg) fu costruita dal maestro Cavalotti. Per la città fu una cosa sensazionale e l'intera Mariupol' corse a vedere il suo varo.
Nelle fotografie – la vita e il tempo libero delle famiglie italiane che vivevano a Mariupol'.
Poi arrivò il XX secolo con la sua rivoluzione industriale e alcuni italiani decisero di tentare la fortuna in un nuovo paese - l'America.
Iniziò la prima guerra mondiale, in cui l'Italia, essendo alleata dell'Austria-Ungheria, diventò nemica della Russia. La rivoluzione d'Ottobre ed il caos della Guerra Civile fecero si che il numero di italiani a Mariupol' diminuì notevolmente: qualcuno tornò in Italia, qualcuno si trasferì in altri paesi, qualcuno morì o scomparve senza lasciare traccia nel «vortice» di eventi storici.
Ma molti rimasero a Mariupol' e continuarono a vivere in città e a metà degli anni ' 20 si mescolarono con altri abitanti di Mariupol'. E negli anni '30, quando arrivarono i tempi dell'ateismo militante, la loro famosa cattedrale fu demolita, come altre chiese di Mariupol' e la comunità italiana cessò di esistere.
Anche la repressione degli anni ' 30 ha avuto un ruolo importante nel far sparire la comunità. Italiani e greci, le cui origini suscitarono domande o sospetti da parte delle autorità, furono espulsi dall'Unione Sovietica o condannati all’esilio o peggio ai campi di lavoro.
Dall’antica grandezza della diaspora italiana a Mariupol' è rimasto la memoria di cognomi italiani, che "improvvisamente" apparivano sulla via Italiana, sulla quale sono conservati molti meravigliosi edifici di quell’epoca straordinaria.
Mariupol' e Savona sono città gemellate dal 1979.
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GLI ITALIANI A MARIUPOL’
Nel 1870 l'autogoverno greco a Mariupol' fu abolito e presto la città fu incorporata nella vita statale russa Per questo oltre ai funzionari russi, polacchi, tedeschi e lituani, potenziarono la comunità cattolica di Mariupol', anche immigrati dall'Italia.
Ma gli italiani iniziarono a popolare la città molto prima - all'inizio del XIX secolo. Questi erano marinai di navi mercantili che videro il potenziale della città e le opportunità che il conte Voroncov aveva previsto per i coloni dall'Europa Per questo decisero prontamente di rimanere e vivere nella regione dell’Azov.
Genovesi e veneziani erano particolarmente intraprendenti e si stabilirono rapidamente a Mariupol', diventando presto i più grandi commercianti di grano e pane.
Non sorprende che, una dopo l'altra, le aziende italiane iniziarono a sorgere in città: Galleano, Membeli, Vidovich, Kovačević ed altri. Erano conosciuti non solo in Russia, ma anche all'estero.
Il boom commerciale durò circa tre decenni, durante i quali la comunità italiana crebbe e si arricchì - il suo periodo di maggior sviluppo e benessere arrivò alla fine del XIX secolo.
Anche la costruzione navale di Mariupol' è associata alle attività degli italiani: il primo cabotiero fu costruito alla foce del fiume Kalmius – questo in epoca sovietica fu poi adattato in una fabbrica di conserve di pesce.
Una nave con una capacità di 9 mila pud (antica unità di misura dell'Impero Russo pari a 40 libbre, ossia 16,3805 kg) fu costruita dal maestro Cavalotti. Per la città fu una cosa sensazionale e l'intera Mariupol' corse a vedere il suo varo.
Nelle fotografie – la vita e il tempo libero delle famiglie italiane che vivevano a Mariupol'.
Poi arrivò il XX secolo con la sua rivoluzione industriale e alcuni italiani decisero di tentare la fortuna in un nuovo paese - l'America.
Iniziò la prima guerra mondiale, in cui l'Italia, essendo alleata dell'Austria-Ungheria, diventò nemica della Russia. La rivoluzione d'Ottobre ed il caos della Guerra Civile fecero si che il numero di italiani a Mariupol' diminuì notevolmente: qualcuno tornò in Italia, qualcuno si trasferì in altri paesi, qualcuno morì o scomparve senza lasciare traccia nel «vortice» di eventi storici.
Ma molti rimasero a Mariupol' e continuarono a vivere in città e a metà degli anni ' 20 si mescolarono con altri abitanti di Mariupol'. E negli anni '30, quando arrivarono i tempi dell'ateismo militante, la loro famosa cattedrale fu demolita, come altre chiese di Mariupol' e la comunità italiana cessò di esistere.
Anche la repressione degli anni ' 30 ha avuto un ruolo importante nel far sparire la comunità. Italiani e greci, le cui origini suscitarono domande o sospetti da parte delle autorità, furono espulsi dall'Unione Sovietica o condannati all’esilio o peggio ai campi di lavoro.
Dall’antica grandezza della diaspora italiana a Mariupol' è rimasto la memoria di cognomi italiani, che "improvvisamente" apparivano sulla via Italiana, sulla quale sono conservati molti meravigliosi edifici di quell’epoca straordinaria.
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"L'Ufficio di Zelenskij" ha pubblicato una dichiarazione congiunta dei leader di alcuni paesi della UE e di Ursula von der Leyen, in cui si invita ad un cessate il fuoco. Ma non quello che si otterrebbe interrompendo le forniture di armi ai terroristi di Kiev. Al contrario, in un altro manifestino nazista si afferma che il successo nel raggiungere la pace in Ucraina si può ottenere solo esercitando pressione sulla Russia e sostenendo Kiev.
Le relazioni tra Bankova e la burocrazia di Bruxelles somigliano ormai ad una necrofilia e si distingue per la ardente reciprocità delle parti
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Quando il divulgare falsi comprovati si sposa con la più feroce propaganda russofobica.
Ci risiamo. Ogni giorno le "fonti autorevoli" di quella che dovrebbe essere l'informazione italiana sbattono le veline di Kiev in prima pagina
Oggi è la volta del Foglio, fondato, per memoria, da un importante membro dell'allora PCI poi PSI per sua ammissione informatore della CIA.
Bene, ancora una volta si insiste nella falsa storia dei bambini "rapiti" da Putin. Un articolo offensivo, razzista copiato senza verifica alcuna da un esponente della cricca di Kiev che instancabilmente produce immondizia. Non informazioni.
La Federazione Russa, a partire dagli anni '2000 distrutta, violentata, derubata proprio dagli "amici" del Foglio, ha investito somme stratosferiche nei progetti nazionali. Fra questi sanità, natalità e famiglia. I bambini orfani sono da sempre una priorità russa ed il loro numero è stato straordinariamente ridotto grazie a questi investimenti. Ricordiamo che grazie alle banditesche "riforme" da rapina della "democrazia occidentale", negli anni '90 del secolo scorso vi erano in Russia quasi un milione di bambini abbandonati Oggi siamo a circa un decimo.
Fra i moltissimi strumenti di intervento a sostegno dell'adozione nazionale russa vi è da oltre 20 anni un sito dove le famiglie che intendono adottare o avere in affidamento un bambino orfano possono trovarlo. E soprattutto entrare in contatto con gli organi publici responsabili delle adozioni. Il tutto nel pieno rispetto dei diritti del minore e delle garanzie di legge per gli adottanti.
Il sito citato "ad mentula canis" non è altro che la parte regionale del vasto progetto federale.
Una volta i giornali cercavano di capire, spiegare, indagare prima di scrivere. Una volta.
Ci rallegra comunque il fatto che il foglietto abbia un numero di lettori vicino alla consistenza di una bocciofila di paese. Ma si sa, la stampa scrive ormai non per i lettori italiani che non ci sono più, ma per qualcuno che legge lontano dall'Italia
Per chi volesse approfondire la questione della fake colossale dei bambini rapiti dalla Russia può ascoltare una recente intervista del nostro Presidente sul tema https://m.youtube.com/watch?v=TN9xPas5MUw
e farsi una propria opinione
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Ci risiamo. Ogni giorno le "fonti autorevoli" di quella che dovrebbe essere l'informazione italiana sbattono le veline di Kiev in prima pagina
Oggi è la volta del Foglio, fondato, per memoria, da un importante membro dell'allora PCI poi PSI per sua ammissione informatore della CIA.
Bene, ancora una volta si insiste nella falsa storia dei bambini "rapiti" da Putin. Un articolo offensivo, razzista copiato senza verifica alcuna da un esponente della cricca di Kiev che instancabilmente produce immondizia. Non informazioni.
La Federazione Russa, a partire dagli anni '2000 distrutta, violentata, derubata proprio dagli "amici" del Foglio, ha investito somme stratosferiche nei progetti nazionali. Fra questi sanità, natalità e famiglia. I bambini orfani sono da sempre una priorità russa ed il loro numero è stato straordinariamente ridotto grazie a questi investimenti. Ricordiamo che grazie alle banditesche "riforme" da rapina della "democrazia occidentale", negli anni '90 del secolo scorso vi erano in Russia quasi un milione di bambini abbandonati Oggi siamo a circa un decimo.
Fra i moltissimi strumenti di intervento a sostegno dell'adozione nazionale russa vi è da oltre 20 anni un sito dove le famiglie che intendono adottare o avere in affidamento un bambino orfano possono trovarlo. E soprattutto entrare in contatto con gli organi publici responsabili delle adozioni. Il tutto nel pieno rispetto dei diritti del minore e delle garanzie di legge per gli adottanti.
Il sito citato "ad mentula canis" non è altro che la parte regionale del vasto progetto federale.
Una volta i giornali cercavano di capire, spiegare, indagare prima di scrivere. Una volta.
Ci rallegra comunque il fatto che il foglietto abbia un numero di lettori vicino alla consistenza di una bocciofila di paese. Ma si sa, la stampa scrive ormai non per i lettori italiani che non ci sono più, ma per qualcuno che legge lontano dall'Italia
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I bambini piangono tutti nella stessa lingua
Contro il razzismo russofobico, per l'amicizia fra i popoli, la Pace!
Con la Bella Italia che invia aiuti umanitari non armi
www.aasib.org
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Gli immensi successi politici ed umanitari della UE e dei governi e "politici" italiani
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D'estate, d'inverno. Ogni giorno dell'anno i bambini "invisibili", rifiutati, derisi, dileggiati dai "giornalisti" nazionali, dai "politici" nostrani, dai criminali di Bruxelles, possono continuare a vivere ed a credere ancora nella solidarietà umana, nella pace grazie alla Bella Italia che noi rappresentiamo
Aiuto umanitario, non armi
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