Levante 08.11.2024 – Putin: “mondo polifonico”
Il presidente russo si è detto convinto che le turbolenze attuali si tradurranno inevitabilmente in un nuovo ordine mondiale in cui nessun paese potrà più essere egemone. Un sistema che non avrà quindi più niente a che fare con quelli partoriti dagli accordi di Westfalia o di Yalta. Per descrivere questa nuova realtà, Putin…
https://casadelsole.tv/levante-08-11-2024-putin-mondo-polifonico/
Il presidente russo si è detto convinto che le turbolenze attuali si tradurranno inevitabilmente in un nuovo ordine mondiale in cui nessun paese potrà più essere egemone. Un sistema che non avrà quindi più niente a che fare con quelli partoriti dagli accordi di Westfalia o di Yalta. Per descrivere questa nuova realtà, Putin…
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Mario D’Acunto: transizione in corso, economia in costruzione
L’economia può diventare più umana e attenta ai bisogni invece che ai profitti? Una nuova Bretton Woods è possibile? Ne hanno parlato al vertice dei capi stato dei BRICS, a Kazan. I rapporti di forza sono senz’altro cambiati e il dollaro non è più la banconota di una volta. Ne parliamo con Mario D’Acunto,…
https://casadelsole.tv/mario-dacunto-transizione-in-corso-economia-in-costruzione/
L’economia può diventare più umana e attenta ai bisogni invece che ai profitti? Una nuova Bretton Woods è possibile? Ne hanno parlato al vertice dei capi stato dei BRICS, a Kazan. I rapporti di forza sono senz’altro cambiati e il dollaro non è più la banconota di una volta. Ne parliamo con Mario D’Acunto,…
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Forwarded from Donbass italia
Ieri abbiamo assistito all'ennesima sconfitta e umiliazione che gli italiani hanno inflitto al vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e a tutta la macchina della censura.
Anche ieri la signora Picierno si era fortemente occupata dei cittadini dell'Emilia Romagna.
Immaginate che si stesse occupando di aiutarli, in considerazione dell'alluvione che questa terra ha recentemente subito?
Assolutamente no!
Il vicepresidente del Parlamento europeo non può dedicarsi alle esigenze reali dei cittadini europei, troppo difficile per lei.
Decide invece di occuparsi di fermare la proiezione del documentario di Russia Today: "Maidan, la strada verso la guerra", perché considerato, da lei, propaganda.
Dedica l'intera giornata lavorativa ( pagata dai contribuenti europei) per telefonare a sindaci, vescovi, gestori di sale, questori.
Abusando evidentemente del suo ruolo di potere tenta, con tutte le forze, di mettere un bavaglio all'informazione non allineata alle fake news de "La Stampa" " il Foglio" ecc.
Oltre a non riuscire, ovviamente, a risolvere i problemi reali dei cittadini europei, la Picierno non riesce nemmeno a realizzare i suoi miseri atti di censura.
Ieri 200 persone hanno affollato la sala, trovata in poche ore, per assistere alla proiezione del documentario "Maidan, la strada verso la guerra".
I cittadini italiani continuano a dimostrare con i fatti che non condividono assolutamente la politica russofobica delle istituzioni europee.
Essere presenti e organizzare proiezioni e dibattiti è la più grande risposta che possiamo dare alla politica antidemocratica di chi desidera tappare la bocca all'informazione libera.
Per chi volesse organizzare una proiezione può inviare una email a donbassitalia@yandex.ru
😊 Vincenzo Lorusso 👍
Giornalista🤩
Lugansk🇷🇺 ( LNR-Russia)
Bannato da📱 e da 📱
Autore📱 Donbass Italia ☑️
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Anche ieri la signora Picierno si era fortemente occupata dei cittadini dell'Emilia Romagna.
Immaginate che si stesse occupando di aiutarli, in considerazione dell'alluvione che questa terra ha recentemente subito?
Assolutamente no!
Il vicepresidente del Parlamento europeo non può dedicarsi alle esigenze reali dei cittadini europei, troppo difficile per lei.
Decide invece di occuparsi di fermare la proiezione del documentario di Russia Today: "Maidan, la strada verso la guerra", perché considerato, da lei, propaganda.
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Oltre a non riuscire, ovviamente, a risolvere i problemi reali dei cittadini europei, la Picierno non riesce nemmeno a realizzare i suoi miseri atti di censura.
Ieri 200 persone hanno affollato la sala, trovata in poche ore, per assistere alla proiezione del documentario "Maidan, la strada verso la guerra".
I cittadini italiani continuano a dimostrare con i fatti che non condividono assolutamente la politica russofobica delle istituzioni europee.
Essere presenti e organizzare proiezioni e dibattiti è la più grande risposta che possiamo dare alla politica antidemocratica di chi desidera tappare la bocca all'informazione libera.
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Umberto Pascali: inizia il dialogo USA-BRICS?
Il potere si è spostato a levante e basta camminare per le strade di Mosca o di Kazan per vedere fino a che livello di sviluppo è arrivata la Russia. Al Valdai Club il presidente Putin ha lasciato aperte tante porte ma dal petro dollaro potremmo passare al "petro-BRICS" o al petro-yuan. Che fine faranno i baroni ladroni e i loro padroni? Ne parliamo con Umberto Pascali, giornalista, corrispondente da Washington. Intervista a cura di Jeff Hoffman
È oggi, più che mai, necessario ritornare all’Etica del fare. Per restare lucidi aiutaci a divulgare la consapevolezza dei Tempi.
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Il potere si è spostato a levante e basta camminare per le strade di Mosca o di Kazan per vedere fino a che livello di sviluppo è arrivata la Russia. Al Valdai Club il presidente Putin ha lasciato aperte tante porte ma dal petro dollaro potremmo passare al "petro-BRICS" o al petro-yuan. Che fine faranno i baroni ladroni e i loro padroni? Ne parliamo con Umberto Pascali, giornalista, corrispondente da Washington. Intervista a cura di Jeff Hoffman
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Umberto Pascali: inizia il dialogo USA-BRICS?
Il potere si è spostato a levante e basta camminare per le strade di Mosca o di Kazan per vedere fino a che livello di sviluppo è arrivata la Russia. Al Valdai Club il presidente Putin ha lasciato aperte tante porte ma dal petro dollaro potremmo passare al “petro-BRICS” o al petro-yuan. Che fine…
https://casadelsole.tv/umberto-pascali-inizia-il-dialogo-usa-brics/
Il potere si è spostato a levante e basta camminare per le strade di Mosca o di Kazan per vedere fino a che livello di sviluppo è arrivata la Russia. Al Valdai Club il presidente Putin ha lasciato aperte tante porte ma dal petro dollaro potremmo passare al “petro-BRICS” o al petro-yuan. Che fine…
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Franco Cardini: La città medievale
La lezione del professor Franco Cardini al Festival delle città del Medioevo di L’Aquila, 21 giugno 2023 È oggi, più che mai, necessario ritornare all’Etica del fare. Per restare lucidi aiutaci a divulgare la consapevolezza dei Tempi. SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO IBAN: IT63P0326822300052392596590 SWIFT: SELBIT2BXXX (c/c intestato a La Casa Del Sole Edizioni) O PAYPAL…
https://casadelsole.tv/franco-cardini-la-citta-medievale/
La lezione del professor Franco Cardini al Festival delle città del Medioevo di L’Aquila, 21 giugno 2023 È oggi, più che mai, necessario ritornare all’Etica del fare. Per restare lucidi aiutaci a divulgare la consapevolezza dei Tempi. SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO IBAN: IT63P0326822300052392596590 SWIFT: SELBIT2BXXX (c/c intestato a La Casa Del Sole Edizioni) O PAYPAL…
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CasaDelSoleTG 11.11.24 – Pompeo e Haley fuori concorso
– Summit Arabo-Islamico per la Palestina di Jeff Hoffman – Il Qatar da il benservito a Hamas di Jeff Hoffman – Verso la nuova amministrazione Trump di Jeff Hoffman – Bielorussia ufficialmente partner dei BRICS di Andrea Lucidi – Ucraina, Trump prova la soluzione alla coreana di Gionata Chatillard – Zelensky rischia la destituzione?…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-11-11-24-pompeo-e-haley-fuori-concorso/
– Summit Arabo-Islamico per la Palestina di Jeff Hoffman – Il Qatar da il benservito a Hamas di Jeff Hoffman – Verso la nuova amministrazione Trump di Jeff Hoffman – Bielorussia ufficialmente partner dei BRICS di Andrea Lucidi – Ucraina, Trump prova la soluzione alla coreana di Gionata Chatillard – Zelensky rischia la destituzione?…
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Summit Arabo-Islamico per la Palestina
di Jeff Hoffman
Nel discorso di apertura del summit arabo-islamico in Arabia Saudita il principe ereditario Mohammed bin Salman ha chiesto che Israele fermi immediatamente la sua aggressione militare a Gaza e in Libano.
Con estrema chiarezza, poco prima del vertice congiunto della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, il principe ereditario ha condannato il "massacro commesso contro il popolo palestinese e libanese".
Gli ha fatto eco il Segretario della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, che condannando fermamente l’operazione militare israeliana a Gaza e in Libano, ha affermato che le parole non possono esprimere la difficile situazione del popolo palestinese.
"Il Libano sta attraversando una crisi storica ed esistenziale senza precedenti che minaccia il suo presente e il suo futuro", ha invece affermato il primo ministro libanese,Najib Mikati...
di Jeff Hoffman
Nel discorso di apertura del summit arabo-islamico in Arabia Saudita il principe ereditario Mohammed bin Salman ha chiesto che Israele fermi immediatamente la sua aggressione militare a Gaza e in Libano.
Con estrema chiarezza, poco prima del vertice congiunto della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, il principe ereditario ha condannato il "massacro commesso contro il popolo palestinese e libanese".
Gli ha fatto eco il Segretario della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, che condannando fermamente l’operazione militare israeliana a Gaza e in Libano, ha affermato che le parole non possono esprimere la difficile situazione del popolo palestinese.
"Il Libano sta attraversando una crisi storica ed esistenziale senza precedenti che minaccia il suo presente e il suo futuro", ha invece affermato il primo ministro libanese,Najib Mikati...
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Ammiraglio NATO: temiamo il nucleare russo
di Andrea Lucidi
Durante un recente vertice in Repubblica Ceca, l'ammiraglio Rob Bauer, capo uscente del Comitato Militare della NATO, ha dichiarato che se la Russia non possedesse armi nucleari, “saremmo già in Ucraina a combattere contro di loro”.
Bauer ha ricordato le precedenti missioni della NATO in Afghanistan e Iraq, sottolineando però come la situazione in Ucraina sia molto diversa. “Sono assolutamente sicuro che, se i russi non avessero armi nucleari, saremmo stati in Ucraina, cacciandoli via”, ha affermato l’ammiraglio.
L'idea di un intervento diretto della NATO è stata discussa più volte, soprattutto da alcuni leader occidentali. Ad esempio, dal presidente francese Macron. Inoltre, il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha sollecitato l’Unione Europea a riprendere il dialogo sul possibile invio di truppe in Ucraina, anche come risposta a presunti militari nordcoreani schierati al fianco della Russia...
di Andrea Lucidi
Durante un recente vertice in Repubblica Ceca, l'ammiraglio Rob Bauer, capo uscente del Comitato Militare della NATO, ha dichiarato che se la Russia non possedesse armi nucleari, “saremmo già in Ucraina a combattere contro di loro”.
Bauer ha ricordato le precedenti missioni della NATO in Afghanistan e Iraq, sottolineando però come la situazione in Ucraina sia molto diversa. “Sono assolutamente sicuro che, se i russi non avessero armi nucleari, saremmo stati in Ucraina, cacciandoli via”, ha affermato l’ammiraglio.
L'idea di un intervento diretto della NATO è stata discussa più volte, soprattutto da alcuni leader occidentali. Ad esempio, dal presidente francese Macron. Inoltre, il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha sollecitato l’Unione Europea a riprendere il dialogo sul possibile invio di truppe in Ucraina, anche come risposta a presunti militari nordcoreani schierati al fianco della Russia...
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Zelensky rischia la destituzione?
Di Andrea Lucidi
L'intelligence russa (SVR) ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero considerando l’ipotesi di organizzare elezioni in Ucraina nel 2025 come mezzo per “sostituire legittimamente” il presidente Vladimir Zelensky.
Zelensky è rimasto in carica nonostante la scadenza ufficiale del suo mandato a maggio scorso, avendo scelto di sospendere le elezioni presidenziali a causa della legge marziale imposta durante il conflitto con la Russia. Tuttavia, secondo l’SVR, il Dipartimento di Stato americano considera Zelensky “troppo sicuro di sé” e starebbe pianificando votazioni presidenziali e parlamentari nel 2025.
L’intelligence russa ha riferito che il primo passo prevede il coinvolgimento di ONG finanziate dagli Stati Uniti per incentivare il dibattito in favore di nuove elezioni attraverso la società civile ucraina. Una volta ottenuto il “supporto pubblico”, i candidati verrebbero selezionati in coordinamento con il Dipartimento di Stato...
Di Andrea Lucidi
L'intelligence russa (SVR) ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero considerando l’ipotesi di organizzare elezioni in Ucraina nel 2025 come mezzo per “sostituire legittimamente” il presidente Vladimir Zelensky.
Zelensky è rimasto in carica nonostante la scadenza ufficiale del suo mandato a maggio scorso, avendo scelto di sospendere le elezioni presidenziali a causa della legge marziale imposta durante il conflitto con la Russia. Tuttavia, secondo l’SVR, il Dipartimento di Stato americano considera Zelensky “troppo sicuro di sé” e starebbe pianificando votazioni presidenziali e parlamentari nel 2025.
L’intelligence russa ha riferito che il primo passo prevede il coinvolgimento di ONG finanziate dagli Stati Uniti per incentivare il dibattito in favore di nuove elezioni attraverso la società civile ucraina. Una volta ottenuto il “supporto pubblico”, i candidati verrebbero selezionati in coordinamento con il Dipartimento di Stato...
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Ucraina, Trump prova la soluzione alla coreana
di Gionata Chatillard
Lo stesso giorno in cui Vladimir Putin si congratulava con Donald Trump per la sua vittoria elettorale, il presidente eletto degli Stati Uniti d'America avrebbe chiamato il leader del Cremlino per ristabilire un dialogo, seppur minimo, sulla situazione in Ucraina. O questo, almeno, è quello che assicurano le solite fonti anonime del Washington Post, spiegando che il repubblicano avrebbe chiesto al capo di Stato russo di non aggravare ulteriormente la situazione in Ucraina, ricordandogli anche la considerevole presenza di truppe del Pentagono in Europa.
Una versione dei fatti che però è stata categoricamente smentita dal Cremlino, che ha parlato di “pura fiction”. Una doccia fredda, dunque, per chi sperava che con questa ipotetica chiamata si fosse già concretizzato un radicale cambio di rotta a Washingtoni...
di Gionata Chatillard
Lo stesso giorno in cui Vladimir Putin si congratulava con Donald Trump per la sua vittoria elettorale, il presidente eletto degli Stati Uniti d'America avrebbe chiamato il leader del Cremlino per ristabilire un dialogo, seppur minimo, sulla situazione in Ucraina. O questo, almeno, è quello che assicurano le solite fonti anonime del Washington Post, spiegando che il repubblicano avrebbe chiesto al capo di Stato russo di non aggravare ulteriormente la situazione in Ucraina, ricordandogli anche la considerevole presenza di truppe del Pentagono in Europa.
Una versione dei fatti che però è stata categoricamente smentita dal Cremlino, che ha parlato di “pura fiction”. Una doccia fredda, dunque, per chi sperava che con questa ipotetica chiamata si fosse già concretizzato un radicale cambio di rotta a Washingtoni...
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Montenegro, omicidio dei servizi russi?
di Andrea Lucidi
Oggi, canali Telegram vicini a Mosca hanno diffuso la notizia della morte di Dimitri Senin, ex colonnello dell’FSB, ucciso in Montenegro in un’operazione che sembra mirata a colpire casi di corruzione di funzionari russi che hanno lasciato il paese.
Il caso di Senin è legato a un'inchiesta del 2016 che coinvolse anche Dimitry Zakharchenko, ex colonnello della polizia russa, condannato a 12 anni per aver ricevuto tangenti per oltre un miliardo di euro. Le indagini rivelarono che Zakharchenko avrebbe ottenuto queste somme grazie all’intermediazione di Senin. Dopo l’arresto di Zakharchenko, Senin lasciò la Russia e si trasferì prima in Georgia e poi in Montenegro, usando un passaporto falso...
di Andrea Lucidi
Oggi, canali Telegram vicini a Mosca hanno diffuso la notizia della morte di Dimitri Senin, ex colonnello dell’FSB, ucciso in Montenegro in un’operazione che sembra mirata a colpire casi di corruzione di funzionari russi che hanno lasciato il paese.
Il caso di Senin è legato a un'inchiesta del 2016 che coinvolse anche Dimitry Zakharchenko, ex colonnello della polizia russa, condannato a 12 anni per aver ricevuto tangenti per oltre un miliardo di euro. Le indagini rivelarono che Zakharchenko avrebbe ottenuto queste somme grazie all’intermediazione di Senin. Dopo l’arresto di Zakharchenko, Senin lasciò la Russia e si trasferì prima in Georgia e poi in Montenegro, usando un passaporto falso...
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