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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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Varco Azerbaijan-Armenia, gli Stati Uniti lo vogliono

di Andrea Lucidi

Gli Stati Uniti hanno fatto una proposta senza precedenti: gestire direttamente il controverso corridoio di trasporto tra Armenia e Azerbaigian, nel tentativo di sbloccare i negoziati di pace fermi da mesi.

A rivelarlo è stato l’ambasciatore USA in Turchia, Tom Barrack. Durante un briefing con i giornalisti, ha spiegato che Washington è pronta a prendere in gestione il cosiddetto "Corridoio di Zangezur" con un contratto di affitto di cento anni. Obiettivo: garantire l’accesso ad Azerbaigian e Nakhchivan passando per il territorio armeno, senza mettere a rischio la sovranità di nessuna delle due parti...
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Turchia e Libia più vicine

di Andrea Lucidi

La Libia e la Turchia rafforzano ancora una volta la loro cooperazione militare. Il Ministero della Difesa del Governo di Unità Nazionale libico ha firmato un nuovo accordo con la controparte turca per sviluppare le capacità militari dell’esercito libico.

La firma è avvenuta ad Ankara durante la visita del vice ministro libico Abdel-Salam Zoubi, che ha incontrato il ministro della Difesa turco Güler. Obiettivo: migliorare l’addestramento, l’efficienza e la preparazione professionale dei militari libici...
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Ucraina: servono uomini, non armi

di Andrea Lucidi

La crisi più grave per l’Ucraina non è la carenza di armi occidentali, ma la mancanza di uomini. A lanciare l’allarme è la deputata ucraina Anna Skorokhod, in un’intervista.

Secondo la parlamentare, l’invio di armi da parte degli alleati – come promesso dal presidente statunitense Donald Trump, che ha minacciato severi dazi contro Mosca se non verrà firmato un accordo di pace entro 50 giorni – non risolve il vero problema.

“Nessuno ci dà le persone,” ha dichiarato. “Possiamo anche aspettare che Trump ci invii nuove armi, ma voglio sottolineare che la guerra non può durare per sempre.”

Per Skorokhod, l’ultimatum di Trump è solo strategia politica: nessuno degli attori principali vuole davvero uscire da quella che anche alti funzionari americani definiscono una guerra per procura contro la Russia...
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Trump promette sanzioni e armi contro Mosca


di Gionata Chatillard

Se non si dovesse raggiungere un accordo di pace nel giro di 50 giorni, i partner commerciali della Russia verranno colpiti da dazi fino al 100% sulle vendite dei propri prodotti negli Stati Uniti. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato da Donald Trump nell’annunciatissima dichiarazione di ieri, che in sostanza si è tradotta in un’ennesima minaccia di sanzioni. Le restrizioni, però, questa volta non colpirebbero direttamente Mosca, ma chi con Mosca fa affari. Come ad esempio l’India, che se volesse continuare ad acquistare petrolio russo dovrebbe praticamente rinunciare a esportare le proprie merci agli Stati Uniti, dal momento che queste si vedrebbero gravate da tasse doganali di proporzioni pantagrueliche...
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BRICS SCACCO MATTO di Margherita Furlan
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Il viaggio interstellare continua
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Levante 15.07.2025 – Manovre siriane, bombe israeliane e registi anglosassoni

La Cina e l’Asia continuano a crescere, la Russia persegue i suoi obbiettivi mentre l’Europa si suicida riproducendo lo schema della guerra alla Russia. In Siria è tutto sotto controllo, con Al Jolani che obbedisce agli ordini e massacra le minoranze etniche mentre Israele interviene bombardando sia la Siria che il Libano. Trump prende…

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📆 Vi aspettiamo oggi, MERCOLEDI 16 luglio con una nuova puntata di LEVANTE, alle ore 19.30
🔴DIRETTA🔴Levante 16.07.2025 - Tutti zitti, il Grande Israele non si può fermare

A questo link 👉https://www.youtube.com/live/Fk1M37U4Q-U


Levante 16.07.2025 - Tutti zitti, il Grande Israele non si può fermare

Israele bombarda Damasco. Colpiti il Palazzo Presidenziale e il Quartier Generale dello Stato Maggiore. Sebbene la ragione nominale sia quella di "proteggere" la minoranza drusa della Siria, l'obiettivo reale è preparare il terreno per l'annessione delle province meridionali siriane di Quneitra, Dara'a e Suweida.
Ciò è in linea con il piano Yinon di vecchia data, una strategia geopolitica delineata nel 1982 che promuove la balcanizzazione degli stati arabi lungo linee settarie per garantire il dominio regionale israeliano. Ne parliamo con Giuseppe Masala, economista, e Mario Apicella, agronomo. In studio Jeff Hoffman.

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Ue sanziona Associazione giornalisti BRICS
di Margherita Furlan

Nonostante l'Unione Europea non sia ancora riuscita ad adottare il 18° pacchetto di sanzioni anti-russe, Bruxelles non si calma e ha deciso, attraverso il Consiglio dell’Unione, d’imporre sanzioni contro nove individui e sei organizzazioni. Questi avrebbero condotto "attività destabilizzanti" volte a bloccare i segnali GPS in Europa.
Colpita anche l'Associazione dei giornalisti dei BRICS, la Rete televisiva e radiofonica russa (RTRS) e il Centro per le competenze geopolitiche. Per quanto riguarda le persone, l'elenco include i dirigenti delle organizzazioni sopra menzionate, un paio di militari, un blogger e due cittadini moldavi. Sarà loro vietato di visitare i paesi dell'UE e i loro beni situati in questi paesi verranno congelati.
I legali dell’Associazione dei giornalisti dei BRICS hanno inviato un appello ai Segretari Generali dell'ONU e dell'UNESCO. “Vi chiedo di fornire supporto a sostegno e protezione dei diritti dei giornalisti e dell’Associazione dei giornalisti dei BRICS nelle condizioni attuali, e di garantire il diritto alla libertà di parola e i diritti civili, condannando la loro persecuzione",
— si legge nella lettera ufficiale firmata da Ivan Melnikov, Direttore del Dipartimento per la Protezione dei Diritti dei Giornalisti dell'Associazione. Secondo la lettera, l'associazione è stata inclusa nella lista delle sanzioni dell'UE il 15 luglio 2025.
"La motivazione dichiarata per le sanzioni è falsa — non ci sono informazioni reali su alcuna entità legale, nessun dato concreto", — spiega Melnikov nella lettera.
Secondo Melnikov, l'UE sta violando sistematicamente i diritti di giornalisti indipendenti e media dei paesi BRICS, e le sanzioni contro un'associazione giornalistica professionale rafforzano solo uno schema di censura oramai consolidato.
"Questo è un attacco diretto e uno dei primi da parte dell'Unione Europea contro i BRICS", — ha aggiunto Melnikov, intervistato da RT.
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Chi ferma il GRANDE ISRAELE?
dí Margherita Furlan

Israele bombarda Damasco. Colpiti il Palazzo Presidenziale e il Quartier Generale dello Stato Maggiore. Sebbene la ragione nominale sia quella di "proteggere" la minoranza drusa della Siria, l'obiettivo reale è preparare il terreno per l'annessione delle province meridionali siriane di Quneitra, Dara'a e Suweida.
Ciò è in linea con il piano Yinon di vecchia data, una strategia geopolitica delineata nel 1982 che promuove la balcanizzazione degli stati arabi lungo linee settarie per garantire il dominio regionale israeliano.
Per il Ministro della Difesa israeliano Katz “il ritmo degli attacchi in Siria aumenterà se il nostro messaggio non verrà compreso. La Siria meridionale diventerà una zona demilitarizzata.” Una brigata militare è già stata spostata da Gaza alle alture del Golan, controllate illegalmente da Tel Aviv dal 1981.
L'annessione di Dara'a e Suweida estenderebbe la zona cuscinetto e si collegherebbe con le comunità druse, rafforzando così l'influenza demografica d’Israele in tutta la regione medio orientale.
La strategia del 1982 infatti prevedeva esplicitamente lo smantellamento della Siria in staterelli settari. Il sostegno di Israele alla guerra siriana dal 2011 si adattava perfettamente a questo copione: destabilizzare, quindi assorbire.
Tanto che il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich ha oggi apertamente chiesto che i confini di Israele si estendano fino a "Damasco". L'annessione della Siria meridionale sarebbe infatti un passo importante verso la creazione ultranazionalista del GRANDE ISRAELE.

In queste ore, la bandiera israeliana viene issata ad As-Suwayda e in altre località druse. Se Israele conquista la regione drusa (abitata da una minoranza etnico-religiosa filo-israeliana), la presa di gran parte del territorio del sud della Siria sarà attuata in poche settimane permettendo a Israele di arrivare forse fino all'Eufrate.

Per quanto riguarda il presidente taglia gole Al Julani, che Trump aveva lodato pubblicamente, è evidentemente considerato una pedina sacrificabile, come d’uopo, o, addirittura, si potrebbe pensare che abbia attaccato i drusi proprio per dare la scusa a Israele d’invadere il sud del Paese. Ma questa non è logica. È ovviamente complottismo.
“Abu Mohammed al Jolani è un terrorista da eliminare”. Così si è espresso il ministro israeliano per la Diaspora, Amichai Chikli, che non condivide l'operazione di sdoganamento dei tagliagole siriani messa in piedi da Washington e dai suoi alleati occidentali. "Prima abbiamo assistito all'orribile carneficina degli alawiti, e ora assistiamo al massacro e all'umiliazione dei drusi", ha dichiarato l'esponente del Likud, definendo il leader di Damasco come un "barbaro assassino" che andrebbe fatto fuori "senza nessun indugio". Sembra assurdo, ma queste sono dichiarazioni che prevengono da Tel Aviv.

Netanyahu questa volta ha usato il trafficante di droga Al-Hijri come pretesto, ma dopo aver fallito nel fermare l'avanzata siriana, ha bombardato Damasco. Intanto a Tel Aviv, Shas, partner chiave del governo, ha annunciato di volersi ritirare, lasciando Bibi in minoranza. La Knesset però entra in pausa estiva il 27 luglio e riprenderà le sessioni solo in ottobre. Questo significa che Netanyahu, pur essendo di fatto sfiduciato, avrà mano libera per altri tre mesi, durante i quali tenterà altre azioni verso l’incubo del GRANDE ISRAELE per presentarsi alle eventuali prossime elezioni come un vincitore.

Nel frattempo è in corso un ponte aereo da Mosca a Teheran. I transponder sono spenti ma è facile ipotizzare che l’alleanza tra i due Paesi BRICS non si romperà così facilmente.
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Levante 16.07.2025 – Tutti zitti, il Grande Israele non si può fermare

Israele bombarda Damasco. Colpiti il Palazzo Presidenziale e il Quartier Generale dello Stato Maggiore. Sebbene la ragione nominale sia quella di “proteggere” la minoranza drusa della Siria, l’obiettivo reale è preparare il terreno per l’annessione delle province meridionali siriane di Quneitra, Dara’a e Suweida. Ciò è in linea con il piano Yinon di vecchia…

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CasaDelSoleTG 16.07.25 – Israele senza freni

– Siria, Israele senza freni di Margherita Furlan – Terremoto ONU: si dimette lo staff di Francesca Albanese di Jeff Hoffman – 30 nazioni per fermare il genocidio di Jeff Hoffman – Slovacchia e Malta bloccano le sanzioni di Jeff Hoffman – Ue sanziona Associazione giornalisti BRICS di Margherita Furlan – Come lanciare la…

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30 nazioni per fermare il genocidio
di Jeff Hoffman
I delegati ministeriali di oltre 30 nazioni si sono riuniti in Colombia, per un vertice di due giorni per discutere le misure per la comunità internazionale per fermare il genocidio dei palestinesi da parte di Israele nella Striscia di Gaza.
E’ molto importante essere qui per trovare misure concrete da adottare contro il genocidio di Gaza, ha dichiarato nel suo intervento Francesca Albanese da Bogotà, invitando i presenti a tagliare i rapporti con Tel Aviv.
La conferenza è co-presieduta da Sudafrica e Colombia ed è stata organizzata dal Gruppo dell'Aia, una coalizione di otto nazioni che all'inizio di quest'anno si è impegnata a tagliare i legami militari con Israele e a rispettare un mandato di arresto della Corte penale internazionale contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu...
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Terremoto ONU: si dimette lo staff di Francesca Albanese
di Jeff Hoffman

In seguito alle sanzioni imposte dalla Casa Bianca alla Relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, si sono dimessi tutte e tre i membri della Commissione d'inchiesta sui crimini di guerra israeliani.
La fortezza anti israeliana delle Nazioni Unite sta finalmente cadendo, è il paradossale commento di UN Watch, ONG con sede a Ginevra la cui missione di facciata sarebbe di monitorare le prestazioni delle Nazioni Unite....
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Slovacchia e Malta bloccano le sanzioni
di Jeff Hoffman
Colpito e affondato, almeno per adesso, il 18° pacchetto di sanzioni proposto dall’Unione europea ma bocciato da Slovacchia e Malta.
Esprimendo una profonda tristezza il capo dell’antidiplomazia europea, Kaja Kallas, ha preso atto che il pacchetto sanzionatorio non è passato, auspicando di trovare un accordo nel più breve tempo possibile...
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Siria, Israele senza freni
dí Margherita Furlan


Israele bombarda Damasco. Colpiti il Palazzo Presidenziale e il Quartier Generale dello Stato Maggiore. Sebbene la ragione nominale sia quella di "proteggere" la minoranza drusa della Siria, l'obiettivo reale è preparare il terreno per l'annessione delle province meridionali siriane di Quneitra, Dara'a e Suweida.
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Dazi, Pechino rafforza il sostegno a Mosca

di Gionata Chatillard

Le minacce di dazi astronomici per i Paesi che commerciano con la Russia non hanno intimidito la Cina. Anzi, dopo le parole al vetriolo di Donald Trump, Xi Jinping non solo ha confermato il suo sostegno a Mosca, ma ha anche promesso di rafforzarlo ulteriormente.

In un incontro a Pechino con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il presidente della Repubblica Popolare ha dichiarato che la collaborazione fra i 2 Paesi dovrà passare non solo dalle relazioni bilaterali, ma soprattutto dalle piattaforme multilaterali, come l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai...
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di Margherita Furlan
Nonostante l'Unione Europea non sia ancora riuscita ad adottare il 18° pacchetto di sanzioni anti-russe, Bruxelles non si calma e ha deciso, attraverso il Consiglio dell’Unione, d’imporre sanzioni contro nove individui e sei organizzazioni. Questi avrebbero condotto "attività destabilizzanti" volte a bloccare i segnali GPS in Europa.
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