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LEVANTE 06.05.2026🔴Iran, Russia, Cina: il piano che Washington vuole fermare
Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Una nave francese è stata colpita. Il “Project Freedom” americano è sospeso. E Washington ha appena sanzionato Nobitex, il principale exchange di criptovalute iraniano, che gestisce il 70% delle transazioni del Paese: un colpo diretto alle arterie finanziarie con cui Teheran continua a vendere petrolio a Pechino. Axios…
https://casadelsole.tv/levante-06-05-2026🔴iran-russia-cina-il-piano-che-washington-vuole-fermare/
Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Una nave francese è stata colpita. Il “Project Freedom” americano è sospeso. E Washington ha appena sanzionato Nobitex, il principale exchange di criptovalute iraniano, che gestisce il 70% delle transazioni del Paese: un colpo diretto alle arterie finanziarie con cui Teheran continua a vendere petrolio a Pechino. Axios…
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Cinquant’anni fa, l’Orcolat. Il Friuli che non si è piegato.
Il primo ricordo della mia vita è di quella sera. Avevo due anni e mezzo, abitavo a cento chilometri dall’epicentro. Eppure è lì che la memoria comincia: i due pini in giardino con le punte che si incrociavano, mio papà che mi teneva in braccio, la nonna che faceva il caffè e la moka che borbottava sul fornello. Una scena di quotidianità ferita, che il bambino registra senza capirla, e che resta. Cinquant’anni dopo, è ancora il primo fotogramma.
Quella sera, alle 21 in punto del 6 maggio 1976, l’Orcolat scosse il Friuli per cinquantanove secondi. Quasi mille morti. Oltre cento comuni devastati tra le province di Udine e Pordenone. Gemona, Venzone, Osoppo, Buja, Trasaghis, Bordano: paesi rasi al suolo. Quindicimila posti di lavoro persi. Una regione spezzata.
E poi è successa una cosa che oggi facciamo fatica persino a immaginare. I friulani non hanno aspettato. Non hanno chiesto. Non si sono lamentati. Mai. Hanno raccolto le pietre del Duomo di Venzone una per una, le hanno numerate, le hanno rimesse al loro posto: si chiama anastilosi. È l’opposto della rovina lasciata a marcire come simbolo. È il gesto di chi decide che la propria storia non finisce lì.
Il Modello Friuli ha funzionato perché è partito dal lavoro: dalla dignità di non vivere d’elemosina, dalla certezza che una comunità si ricostruisce solo se torna a produrre il proprio pane. È stato il laboratorio della moderna Protezione Civile, con Giuseppe Zamberletti. È stato un caso unico in Europa, studiato ovunque.
Ma il Friuli del 1976 ci consegna soprattutto una lezione politica che oggi suona quasi rivoluzionaria: si esce dalla catastrofe insieme, oppure non si esce. Coraggio silenzioso, lavoro, solidarietà, unione. Quattro parole che il vocabolario contemporaneo ha quasi cancellato, sostituendole con rassegnazione, delega, individualismo, soprattutto polemica, facile, sterile, inutile.
Eppure è esattamente questo il messaggio che oggi deve attraversare il Paese. L’Italia di oggi è scossa da un terremoto diverso, fatto di sovranità sottratta, di padroni stranieri che decidono per noi, di dipendenza energetica, militare, tecnologica, alimentare. Un Paese succube, con troppi padroni e nessun progetto. Un Paese che ha smarrito la coscienza di sé.
Il Friuli del ’76 ci ricorda che da qualunque macerie si può rinascere, ma a una condizione: che si decida di farlo insieme. Che si smetta di aspettare il salvatore di turno. Che ci si rimbocchi le maniche con quella dignità silenziosa che non chiede applausi.
Oggi onoriamo le quasi mille vittime di quella sera. Ma onoriamo anche, e soprattutto, chi è rimasto: chi ha ricostruito, chi ha rifiutato di andarsene, chi ha insegnato all’Italia intera che cosa significa una comunità che non si arrende.
Mandi, Friuli. Grazie di aver insegnato al Paese che si può ancora rialzarsi. Tocca a noi, adesso.
Margherita Furlan
Il primo ricordo della mia vita è di quella sera. Avevo due anni e mezzo, abitavo a cento chilometri dall’epicentro. Eppure è lì che la memoria comincia: i due pini in giardino con le punte che si incrociavano, mio papà che mi teneva in braccio, la nonna che faceva il caffè e la moka che borbottava sul fornello. Una scena di quotidianità ferita, che il bambino registra senza capirla, e che resta. Cinquant’anni dopo, è ancora il primo fotogramma.
Quella sera, alle 21 in punto del 6 maggio 1976, l’Orcolat scosse il Friuli per cinquantanove secondi. Quasi mille morti. Oltre cento comuni devastati tra le province di Udine e Pordenone. Gemona, Venzone, Osoppo, Buja, Trasaghis, Bordano: paesi rasi al suolo. Quindicimila posti di lavoro persi. Una regione spezzata.
E poi è successa una cosa che oggi facciamo fatica persino a immaginare. I friulani non hanno aspettato. Non hanno chiesto. Non si sono lamentati. Mai. Hanno raccolto le pietre del Duomo di Venzone una per una, le hanno numerate, le hanno rimesse al loro posto: si chiama anastilosi. È l’opposto della rovina lasciata a marcire come simbolo. È il gesto di chi decide che la propria storia non finisce lì.
Il Modello Friuli ha funzionato perché è partito dal lavoro: dalla dignità di non vivere d’elemosina, dalla certezza che una comunità si ricostruisce solo se torna a produrre il proprio pane. È stato il laboratorio della moderna Protezione Civile, con Giuseppe Zamberletti. È stato un caso unico in Europa, studiato ovunque.
Ma il Friuli del 1976 ci consegna soprattutto una lezione politica che oggi suona quasi rivoluzionaria: si esce dalla catastrofe insieme, oppure non si esce. Coraggio silenzioso, lavoro, solidarietà, unione. Quattro parole che il vocabolario contemporaneo ha quasi cancellato, sostituendole con rassegnazione, delega, individualismo, soprattutto polemica, facile, sterile, inutile.
Eppure è esattamente questo il messaggio che oggi deve attraversare il Paese. L’Italia di oggi è scossa da un terremoto diverso, fatto di sovranità sottratta, di padroni stranieri che decidono per noi, di dipendenza energetica, militare, tecnologica, alimentare. Un Paese succube, con troppi padroni e nessun progetto. Un Paese che ha smarrito la coscienza di sé.
Il Friuli del ’76 ci ricorda che da qualunque macerie si può rinascere, ma a una condizione: che si decida di farlo insieme. Che si smetta di aspettare il salvatore di turno. Che ci si rimbocchi le maniche con quella dignità silenziosa che non chiede applausi.
Oggi onoriamo le quasi mille vittime di quella sera. Ma onoriamo anche, e soprattutto, chi è rimasto: chi ha ricostruito, chi ha rifiutato di andarsene, chi ha insegnato all’Italia intera che cosa significa una comunità che non si arrende.
Mandi, Friuli. Grazie di aver insegnato al Paese che si può ancora rialzarsi. Tocca a noi, adesso.
Margherita Furlan
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Israele punta al dominio del Mediterraneo: Italia in un mare di guerra?
🌍 Il Mediterraneo sta cambiando volto: da mare di scambi a spazio sempre più militarizzato. In questa videointervista della Casa del Sole TV, il giornalista Antonio Mazzeo analizza il crescente peso di Israele nel Mediterraneo e le implicazioni geopolitiche per l’Europa. ⚠️ Il Mediterraneo è diventato un mare di guerra? ⚠️ Israele sta estendendo…
https://casadelsole.tv/israele-punta-al-dominio-del-mediterraneo-italia-in-un-mare-di-guerra/
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📆 Vi aspettiamo oggi, GIOVEDI 7 MAGGIO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA🔴LEVANTE 06.05.2026🔴Iran, Russia, Cina: il piano che Washington vuole fermare🔴
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/RSUQTfuZEnI
LEVANTE 07.05.2026 🔴Leone XIV, Hormuz e BRICS: tre fronti della stessa partita
🕊⚔️ Roma, Hormuz, Venezia: il triangolo della guerra ibrida.
🕊 Rubio ha incontrato Papa Leone XIV per due ore e mezzo nel Palazzo Apostolico, dopo settimane di tensioni volute da Trump.
🎨 A Venezia la 61ª Biennale Arte si apre nel caos: il padiglione della Russia torna dopo quattro anni di assenza con la performance The Tree is Rooted in the Sky.
🛢 Lo Stretto di Hormuz resta semi-bloccato dal 28 febbraio, il petrolio vola oltre i 114 dollari al barile e proprio oggi le navi americane hanno aperto il fuoco contro un’imbarcazione iraniana, mentre Trump dichiara che un accordo è vicino.
🧊 Intanto la Casa Bianca avanza sia in Groenlandia che in Norvegia.
🇮🇱 Israele investe in propaganda e ⚖️ la Procura di Roma indaga per sequestro di persona a tutela dei militanti pacifisti della Flotilla per Gaza, ma l’Italia e il Vecchio Continente restano intrappolati tra iranofobia, russofobia e guerra cognitiva.
💣 Tel Aviv continua a conquistare pezzi di Libano e di Cisgiordania, mentre Washington prosegue a pieno ritmo l’invio di armi, munizioni e mezzi militari a Netanyahu.
🌐 Nel frattempo, la presidenza indiana dei BRICS 2026 propone il collegamento delle valute digitali delle banche centrali, accelerando la de-dollarizzazione che non piace a Washington.
🎙 Ne parliamo con Moni Ovadia, attore, musicista e militante per la pace;
Max Civili, giornalista esperto di geopolitica;
Michele Putrino, scrittore ed editore del canale YouTube Scuola Stoica.
📺 In studio Jeff Hoffman.
⚔️ La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
#CasaDelSoleTV #Levante #Geopolitica #PapaLeoneXIV #Vaticano #Rubio #Trump #Hormuz #Iran #Israele #Gaza #Flotilla #Libano #Cisgiordania #Netanyahu #BRICS #DeDollarizzazione #Groenlandia #Norvegia #BiennaleVenezia #Russia #MoniOvadia #MaxCivili #ScuolaStoica #JeffHoffman #GuerraCognitiva #Multipolarismo #PoliticaEstera #Petrolio #Diplomazia
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LEVANTE 07.05.2026 🔴Leone XIV, Hormuz e BRICS: tre fronti della stessa partita
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CasaDelSoleTG 07.05.26 🔴 Tra l’ulivo e il silicio: la mappa del potere si ridisegna
– ABBONATI! 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Rubio in Vaticano, la pace di carta di Margherita Furlan – Francia: Pierre De Gaulle bussa alla porta dei BRICS di Margherita Furlan – Trump si prende la Groenlandia senza sparare di Margherita Furlan – Anche la Norvegia nella Pax Silica USA di Margherita Furlan – Pirelli…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-07-05-26-🔴tra-lulivo-e-il-silicio-la-mappa-del-potere-si-ridisegna/
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Cina, l’algoritmo non licenzia
di Margherita Furlan
Un tribunale cinese boccia i licenziamenti motivati dall’intelligenza artificiale.
La controversia nasceva in una società di software del Guangdong: l’azienda aveva rimpiazzato decine di programmatori con sistemi di automazione, motivando i tagli con l’efficienza tecnologica e con la necessità di stare al passo con la concorrenza globale. Il giudice ha ribaltato la lettura: ridurre il personale in nome di un sistema automatico non costituisce, secondo il diritto del lavoro cinese, una causa legittima di recesso. South China Morning Post parla di precedente che orienterà la giurisprudenza nazionale, Fortune coglie l’eco internazionale, perché la stessa logica si applicherà presumibilmente alle multinazionali occidentali operanti in Cina...
di Margherita Furlan
Un tribunale cinese boccia i licenziamenti motivati dall’intelligenza artificiale.
La controversia nasceva in una società di software del Guangdong: l’azienda aveva rimpiazzato decine di programmatori con sistemi di automazione, motivando i tagli con l’efficienza tecnologica e con la necessità di stare al passo con la concorrenza globale. Il giudice ha ribaltato la lettura: ridurre il personale in nome di un sistema automatico non costituisce, secondo il diritto del lavoro cinese, una causa legittima di recesso. South China Morning Post parla di precedente che orienterà la giurisprudenza nazionale, Fortune coglie l’eco internazionale, perché la stessa logica si applicherà presumibilmente alle multinazionali occidentali operanti in Cina...
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Sottomarini cinesi nel mar Arabico
di Jeff Hoffman
Il Pakistan ha messo in servizio il primo dei suoi otto sottomarini d'attacco costruiti dalla Cina, con la cerimonia d’inaugurazione tenuta il 30 aprile nella base navale di Sanya, sull'isola di Hainan, alla presenza di alti ufficiali dell’esercito popolare di liberazione e il presidente pakistano Zardari.
Si tratta del primo di otto sommergibili che dovrebbero essere pronti entro il 2028, 4 costruiti in Cina e 4 assemblati in Pakistan, in seguito a un accordo siglato nel 2015 per 5 miliardi di dollari...
di Jeff Hoffman
Il Pakistan ha messo in servizio il primo dei suoi otto sottomarini d'attacco costruiti dalla Cina, con la cerimonia d’inaugurazione tenuta il 30 aprile nella base navale di Sanya, sull'isola di Hainan, alla presenza di alti ufficiali dell’esercito popolare di liberazione e il presidente pakistano Zardari.
Si tratta del primo di otto sommergibili che dovrebbero essere pronti entro il 2028, 4 costruiti in Cina e 4 assemblati in Pakistan, in seguito a un accordo siglato nel 2015 per 5 miliardi di dollari...
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Trump si prende la Groenlandia senza sparare
di Margherita Furlan
Donald Trump alla fine ha comprato la Groenlandia. Critical Metals Corp incassa il via libera di Nuuk e prende il 92,5 per cento di Tanbreez, fra i maggiori giacimenti al mondo di terre rare pesanti fuori dalla Cina. Niente Marines, basta la Borsa.
Critical Metals Corp è una società mineraria quotata al Nasdaq con quartier generale a New York, guidata dal manager australiano Tony Sage e nata nel 2024 da una fusione inversa con un veicolo speculativo. Il suo socio principale, finora, è un altro gruppo minerario di Sydney, European Lithium, che oggi mantiene il 7,5 per cento del progetto groenlandese. Sage ha trascorso trent’anni a finanziare miniere in Africa, Sud America e Asia centrale: ora il suo nome compare sui comunicati che escono da Manhattan. La struttura dice tutto: capitale flottante in Borsa americana, sostegno pubblico federale, gestione tecnica anglosassone...
di Margherita Furlan
Donald Trump alla fine ha comprato la Groenlandia. Critical Metals Corp incassa il via libera di Nuuk e prende il 92,5 per cento di Tanbreez, fra i maggiori giacimenti al mondo di terre rare pesanti fuori dalla Cina. Niente Marines, basta la Borsa.
Critical Metals Corp è una società mineraria quotata al Nasdaq con quartier generale a New York, guidata dal manager australiano Tony Sage e nata nel 2024 da una fusione inversa con un veicolo speculativo. Il suo socio principale, finora, è un altro gruppo minerario di Sydney, European Lithium, che oggi mantiene il 7,5 per cento del progetto groenlandese. Sage ha trascorso trent’anni a finanziare miniere in Africa, Sud America e Asia centrale: ora il suo nome compare sui comunicati che escono da Manhattan. La struttura dice tutto: capitale flottante in Borsa americana, sostegno pubblico federale, gestione tecnica anglosassone...
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Anche la Norvegia nella Pax Silica USA
di Margherita Furlan
Pax Silica. Il nome arriva direttamente dal latino: pax come Pax Romana, Pax Britannica, Pax Americana, ovvero un ordine imposto dalla potenza dominante; silica è il biossido di silicio, la materia prima da cui si ricavano i chip. La pace del silicio, insomma, e il messaggio è esplicito: dopo l’epoca del petrolio e dell’acciaio si apre quella del calcolo digitale, e Washington ne pretende la regia. L’iniziativa è stata lanciata dal Dipartimento di Stato il 12 dicembre 2025 con un vertice inaugurale nella capitale americana, presieduto dal sottosegretario per gli Affari economici, Jacob Helberg, già dirigente di Palantir e oggi figura cardine dell’apparato tecnologico-diplomatico trumpiano...
di Margherita Furlan
Pax Silica. Il nome arriva direttamente dal latino: pax come Pax Romana, Pax Britannica, Pax Americana, ovvero un ordine imposto dalla potenza dominante; silica è il biossido di silicio, la materia prima da cui si ricavano i chip. La pace del silicio, insomma, e il messaggio è esplicito: dopo l’epoca del petrolio e dell’acciaio si apre quella del calcolo digitale, e Washington ne pretende la regia. L’iniziativa è stata lanciata dal Dipartimento di Stato il 12 dicembre 2025 con un vertice inaugurale nella capitale americana, presieduto dal sottosegretario per gli Affari economici, Jacob Helberg, già dirigente di Palantir e oggi figura cardine dell’apparato tecnologico-diplomatico trumpiano...
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Pirelli molla Pechino per Washington
di Margherita Furlan
Lo stabilimento Pirelli di Rome, in Georgia, produrrà i pneumatici intelligenti Cyber Tyre. Il governo italiano ha così sterilizzato l’ingombrante azionista cinese.
Per capire la portata della notizia bisogna mettere in fila gli attori. Pirelli è la storica casa milanese degli pneumatici, quotata in Borsa. Il primo azionista, con il 34,1 per cento del capitale, è il colosso chimico statale cinese Sinochem, entrato nel 2015 quando si chiamava ancora ChemChina, comprando una quota da Camfin, ovvero la cassaforte personale di Marco Tronchetti Provera...
di Margherita Furlan
Lo stabilimento Pirelli di Rome, in Georgia, produrrà i pneumatici intelligenti Cyber Tyre. Il governo italiano ha così sterilizzato l’ingombrante azionista cinese.
Per capire la portata della notizia bisogna mettere in fila gli attori. Pirelli è la storica casa milanese degli pneumatici, quotata in Borsa. Il primo azionista, con il 34,1 per cento del capitale, è il colosso chimico statale cinese Sinochem, entrato nel 2015 quando si chiamava ancora ChemChina, comprando una quota da Camfin, ovvero la cassaforte personale di Marco Tronchetti Provera...
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Riyadh e Ankara si stringono la mano
di Margherita Furlan
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan vola in Turchia per il terzo Consiglio di Coordinamento turco-saudita. È l’occasione per siglare un accordo con Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco, che prevede l’esenzione reciproca per i possessori di passaporti diplomatici e di servizio. L’organismo, fondato nel 2016, raggruppa cinque sottocomitati che vanno dalla diplomazia alla difesa, dall’energia alla cultura. L’interscambio bilaterale ha raggiunto 8,5 miliardi di dollari a fine 2025...
di Margherita Furlan
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan vola in Turchia per il terzo Consiglio di Coordinamento turco-saudita. È l’occasione per siglare un accordo con Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco, che prevede l’esenzione reciproca per i possessori di passaporti diplomatici e di servizio. L’organismo, fondato nel 2016, raggruppa cinque sottocomitati che vanno dalla diplomazia alla difesa, dall’energia alla cultura. L’interscambio bilaterale ha raggiunto 8,5 miliardi di dollari a fine 2025...
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Francia: Pierre De Gaulle bussa alla porta dei BRICS
di Margherita Furlan
Pierre de Gaulle è il nipote di Charles de Gaulle, fondatore della Quinta Repubblica e padre della politica francese d’indipendenza atlantica. Oggi presiede la Fondazione per la Pace e l’Amicizia tra i Popoli ed è vicepresidente della giuria del Premio internazionale per la pace «Lev Tolstoj», istituito nel 2024 e ispirato al pensiero del grande scrittore russo: la fratellanza fra i popoli, il dialogo interreligioso e interculturale, la ricerca di vie umanitarie per la risoluzione dei conflitti. Le sue dichiarazioni più recenti, raccolte dall’agenzia TASS e rilanciate dal portale ufficiale infobrics.org, mettono nero su bianco una linea che il sangue di famiglia rende difficile liquidare...
di Margherita Furlan
Pierre de Gaulle è il nipote di Charles de Gaulle, fondatore della Quinta Repubblica e padre della politica francese d’indipendenza atlantica. Oggi presiede la Fondazione per la Pace e l’Amicizia tra i Popoli ed è vicepresidente della giuria del Premio internazionale per la pace «Lev Tolstoj», istituito nel 2024 e ispirato al pensiero del grande scrittore russo: la fratellanza fra i popoli, il dialogo interreligioso e interculturale, la ricerca di vie umanitarie per la risoluzione dei conflitti. Le sue dichiarazioni più recenti, raccolte dall’agenzia TASS e rilanciate dal portale ufficiale infobrics.org, mettono nero su bianco una linea che il sangue di famiglia rende difficile liquidare...
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Dragamine tedesco verso Hormuz
di Gionata Chatillard
A Berlino lo chiamano “pre-posizionamento navale”. E, politicamente, potrebbe segnare il dietrofront di Friedrich Merz sull’Iran. Secondo la stampa tedesca, infatti, il dragamine Fulda avrebbe già lasciato la base navale di Kiel per dirigersi verso il Mediterraneo ed essere pronto a un eventuale impiego nello Stretto di Hormuz.
Ufficialmente Berlino continua a sostenere che qualsiasi missione avverrebbe solo dopo la fine delle ostilità e con una “solida base giuridica”. Ma il messaggio per Donald Trump è evidente: la Germania vuole farsi trovare pronta. Forse un gesto nei confronti della Casa Bianca, forse l'inizio di una nuova narrazione politica dopo la rissa verbale dei giorni scorsi, quando Merz sembrava voler alzare il muro contro Washington...
di Gionata Chatillard
A Berlino lo chiamano “pre-posizionamento navale”. E, politicamente, potrebbe segnare il dietrofront di Friedrich Merz sull’Iran. Secondo la stampa tedesca, infatti, il dragamine Fulda avrebbe già lasciato la base navale di Kiel per dirigersi verso il Mediterraneo ed essere pronto a un eventuale impiego nello Stretto di Hormuz.
Ufficialmente Berlino continua a sostenere che qualsiasi missione avverrebbe solo dopo la fine delle ostilità e con una “solida base giuridica”. Ma il messaggio per Donald Trump è evidente: la Germania vuole farsi trovare pronta. Forse un gesto nei confronti della Casa Bianca, forse l'inizio di una nuova narrazione politica dopo la rissa verbale dei giorni scorsi, quando Merz sembrava voler alzare il muro contro Washington...
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Rubio in Vaticano, la pace di carta
di Margherita Furlan
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atterrato stamattina a Ciampino tra misure di sicurezza eccezionali. Un lungo corteo di auto ha attraversato Roma fino al Vaticano, dove alle 11.30 lo attendeva Papa Leone XIV nel Palazzo Apostolico. Un incontro presentato come disgelo dopo settimane di scontro frontale tra la Casa Bianca e la Santa Sede. Vediamo cosa è accaduto davvero e cosa resta dietro la scenografia diplomatica.
Partiamo dalla cornice. L'iniziativa è partita da Washington: è stata la Casa Bianca a chiedere il faccia a faccia. Il cardinale Parolin lo ha confermato con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: "Ascolteremo, l'iniziativa è partita da loro." Tradotto: non è il Vaticano ad aver cercato la riconciliazione. È l'amministrazione Trump ad averne bisogno...
di Margherita Furlan
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atterrato stamattina a Ciampino tra misure di sicurezza eccezionali. Un lungo corteo di auto ha attraversato Roma fino al Vaticano, dove alle 11.30 lo attendeva Papa Leone XIV nel Palazzo Apostolico. Un incontro presentato come disgelo dopo settimane di scontro frontale tra la Casa Bianca e la Santa Sede. Vediamo cosa è accaduto davvero e cosa resta dietro la scenografia diplomatica.
Partiamo dalla cornice. L'iniziativa è partita da Washington: è stata la Casa Bianca a chiedere il faccia a faccia. Il cardinale Parolin lo ha confermato con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: "Ascolteremo, l'iniziativa è partita da loro." Tradotto: non è il Vaticano ad aver cercato la riconciliazione. È l'amministrazione Trump ad averne bisogno...
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CINA, IRAN e TRUMP: Pechino prepara il NUOVO ORDINE in Medio Oriente?
🌏 La Cina sta ridefinendo gli equilibri globali? Mentre il ministro degli Esteri iraniano incontra Wang Yi a Pechino, cresce il peso diplomatico della Cina nel Medio Oriente e si prepara la delicata visita di Donald Trump prevista il 14-15 maggio. In questa intervista per La Casa del SoleTV a Davide Martinotti, analista geopolitico…
https://casadelsole.tv/cina-iran-e-trump-pechino-prepara-il-nuovo-ordine-in-medio-oriente/
🌏 La Cina sta ridefinendo gli equilibri globali? Mentre il ministro degli Esteri iraniano incontra Wang Yi a Pechino, cresce il peso diplomatico della Cina nel Medio Oriente e si prepara la delicata visita di Donald Trump prevista il 14-15 maggio. In questa intervista per La Casa del SoleTV a Davide Martinotti, analista geopolitico…
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