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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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▶️ Putin e i capi delle delegazioni straniere hanno deposto fiori presso la Tomba del Milite Ignoto.
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Il discorso di Vladimir Putin alla parata militare sulla Piazza Rossa in occasione dell'81° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica

Mi congratulo con Voi per il Giorno della Vittoria, per la nostra festa sacra, santa e più importante.

Lo celebriamo con un senso di orgoglio e amore per il nostro Paese, con la consapevolezza del nostro dovere comune di difendere gli interessi e il futuro della nostra Patria. Lo segniamo con la gratitudine di veri figli della grande generazione di vincitori.

Onoriamo l'eredità lasciata dai soldati della Vittoria. Preoccuparsi della Patria unisce tutto il nostro Paese, il popolo russo, e preservare la memoria degli eventi della Grande Guerra Patriottica, della sua vera storia, dei suoi veri eroi, è una questione d'onore per noi.

Ricorderemo sempre le gesta eroiche del popolo sovietico, perché il popolo sovietico ha dato un contributo decisivo alla sconfitta del nazismo. Il popolo sovietico ha salvato il suo Paese e ha salvato il mondo. Ha messo fine al male totale e ha portato la sovranità a quegli Stati che si erano arresi alla Germania nazista e si erano trasformati in complici dei suoi crimini.

I nostri soldati hanno subito enormi perdite e fatto enormi sacrifici in nome della libertà e della dignità dei popoli europei. Sono diventati il modello di eroismo e coraggio, di forza e umanità, e questo ha portato al popolo sovietico il grande onore di una grande Vittoria.

Amici,
il 22 giugno 1941 è una delle date più tragiche e luttuose della nostra storia. Quest’anno ricorrono gli 85 anni dall’inizio della Grande Guerra Patriottica.
I nazisti attaccarono proditoriamente l’Unione Sovietica, con il piano di impadronirsi del Paese e delle sue immense risorse, di distruggere completamente la sua cultura e la sua eredità storica e, in ultima istanza, di annientare, ridurre in schiavitù e perpetrare il genocidio dell’intero popolo sovietico multinazionale: di tutti i popoli, le nazioni e i gruppi etnici dell’Unione Sovietica.
Per raggiungere questi scopi criminali furono radunate forze provenienti da tutta Europa. Gli strateghi nazisti sembravano aver calcolato meticolosamente ogni cosa. Ogni cosa, tranne una: ciò che è noto come il carattere russo e la forza d’animo del popolo sovietico.
Queste qualità si rivelano nel modo più chiaro nei momenti più duri per la nostra Patria. Il nostro popolo si oppose al nemico come un muro e dimostrò che la devozione alla Madrepatria è la più alta verità morale, capace di unire milioni di persone.
Ricordiamo la resilienza senza pari dei soldati, dei marinai e degli ufficiali, l’abnegazione dei membri della milizia popolare, dei partigiani e dei combattenti della resistenza clandestina, e gli sforzi immensi del fronte interno, della scienza, dell’industria e dei lavoratori dell’agricoltura.
Il fronte e le retrovie erano uniti. Il patriottismo autentico, il coraggio e l’abnegazione del popolo li elevarono al di sopra del nemico, diedero loro forza e rafforzarono la loro fede nella Vittoria. Fu una vittoria conquistata a caro prezzo, profondamente sofferta, e infine ottenuta!
Tutto questo vive nelle storie delle famiglie, nei cuori dei nostri figli, nipoti e pronipoti. Nella memoria di ognuno di noi.
Chiniamo il capo davanti a coloro che caddero in battaglia. Davanti a coloro che furono torturati sotto l’occupazione e in prigionia, che morirono di fame nella Leningrado assediata, in altre città e centri abitati accerchiati. Davanti a tutti coloro che diedero la vita per la Madrepatria, per la Russia. Chiniamo il capo in memoria di figli e figlie, padri e madri, nonni e bisnonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, parenti e amici.
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Dichiaro un minuto di silenzio.
(Minuto di silenzio.)
Cari amici,
la grande impresa della generazione vittoriosa ispira i soldati impegnati oggi nei compiti dell’operazione militare speciale. Essi si trovano ad affrontare una forza aggressiva armata e sostenuta dall’intero blocco NATO. Eppure, i nostri eroi continuano ad avanzare.
Accanto ai soldati russi vi sono operai, progettisti, ingegneri, scienziati e inventori. Essi proseguono le tradizioni dei loro predecessori e, attingendo alla moderna esperienza di combattimento, creano modelli di armamenti avanzati e unici, avviandone la produzione in serie.
Ma per quanto cambino l’equipaggiamento e i metodi di guerra, una cosa resta immutata: il destino del Paese è determinato dal suo popolo, dai soldati e dagli operai delle fabbriche, dai lavoratori dell’agricoltura, dai progettisti di armi e dai corrispondenti di guerra, dai medici e dagli insegnanti, dagli uomini di cultura e dal clero, dai volontari, dagli imprenditori e dai filantropi. Da tutti i cittadini della Russia.
La chiave del successo risiede nella nostra forza morale, nel coraggio e nel valore, nella nostra unità e nella capacità di resistere a tutto e superare ogni sfida.
Abbiamo un obiettivo comune. Ognuno dà il proprio contributo personale alla Vittoria. Essa si forgia sia sul campo di battaglia sia nelle retrovie.
Credo fermamente che la nostra causa sia giusta! Siamo uniti! La Vittoria è sempre stata e sempre sarà nostra!
Gloria al popolo vittorioso! Gloria ai veterani! Gloria alle Forze Armate della Russia! Buona festa a tutti! Buon Giorno della Vittoria! Urrà!
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🌱🌍 DOMANI IN PREMIERE 🔥 DOMENICA 10 MAGGIO, ORE 12:00 🌍🌱
🎬 Crisi del sistema agroalimentare: le aziende biodinamiche custodi del Pianeta
🔗 https://youtu.be/TUx33KT0NR4
⚠️ Mentre il sistema agroindustriale globale mostra le sue crepe, c’è chi da anni costruisce un’alternativa concreta: aziende agricole che non sfruttano la terra ma la custodiscono, restituendo fertilità ai suoli, biodiversità ai territori e cibo vero alle comunità. 🐝🌾
🚜 In questa puntata di Casa del Sole TV entriamo dentro Agrilatina, realtà agricola d’eccellenza nell’Agro Pontino, per capire cosa significa davvero fare agricoltura biodinamica oggi. Lo facciamo attraverso le voci di chi questa rivoluzione la porta avanti ogni giorno:
🎙️ Pasquale Falzarano (Agrilatina) ci accompagna nei campi e ci racconta il lavoro quotidiano di chi sceglie di coltivare in armonia con i cicli naturali, rifiutando la logica estrattiva dell’agroindustria. 🌱
🎙️ Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, allarga lo sguardo e ci spiega perché la biodinamica non è una nicchia romantica ma una risposta strategica alla crisi alimentare, ambientale e sociale del nostro tempo. 🌍
🍞 Un viaggio dalla terra al cibo che è anche un viaggio politico: perché decidere come coltiviamo significa decidere chi siamo, cosa mangiamo, e in quale mondo vogliamo vivere. ✊
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Crisi del sistema agroalimentare: le aziende biodinamiche custodi del Pianeta

Mentre il sistema agroindustriale globale mostra le sue crepe, c’è chi da anni costruisce un’alternativa concreta: aziende agricole che non sfruttano la terra ma la custodiscono, restituendo fertilità ai suoli, biodiversità ai territori e cibo vero alle comunità. In questa puntata di Casa del Sole TV andiamo dentro Agrilatina, realtà agricola d’eccellenza nell’Agro Pontino,…

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Putin e Schroeder risolveranno la guerra in Ucraina?

Putin e Schröder risolveranno la guerra in Ucraina? In questa intensa intervista con Vincenzo Maddaloni analizziamo i nuovi scenari diplomatici dopo le dichiarazioni di Vladimir Putin successive alla parata del 9 maggio a Mosca. La Russia apre davvero ai negoziati? Perché Putin avrebbe indicato Gerhard Schröder come possibile mediatore? E quale potrebbe essere il…

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📆 Vi aspettiamo oggi, LUNEDI 11 MAGGIO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30

🔴DIRETTA🔴LEVANTE 11.05.2026 🔴🎬Trump tra Hormuz e sindrome cinese


A questo link 👉https://www.youtube.com/live/-SU9zSASjho

LEVANTE 08.05.2026 🔴La tregua traballa, l'Europa tace

Si scrive negoziati, si legge trasferimento di potere. Trump ha bocciato la risposta iraniana al memorandum in 14 punti definendola "totalmente inaccettabile", eppure domani o mercoledì il bersagliato presidente Trump dovrebbe volare a Pechino portandosi dietro i vertici di Nvidia, Apple e Boeing per incontrare Xi Jinping. Convitato di pietra l’Iran con lo stretto di Hrmuz e il traffico dati che passa da quei mari. Intanto Russia e Cina hanno bloccato al Consiglio di Sicurezza la risoluzione americana su Hormuz e hanno messo sul tavolo una loro bozza alternativa che punta il dito sull'aggressione statunitense e israeliana come causa della crisi. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è volato prima a Pechino da Wang Yi, poi a Mosca da Putin, costruendo un asse diplomatico che taglia fuori completamente l'Europa.
E a proposito di Europa: il conto lo paghiamo noi. Il Fondo monetario internazionale ha calcolato che le famiglie italiane rischiano fino a 2.270 euro in più quest'anno per effetto della crisi energetica. La Commissione europea parla di 500 milioni al giorno di costi aggiuntivi per le importazioni di combustibili fossili. Ma Bruxelles non è seduta a nessun tavolo negoziale. In Libano il cessate il fuoco scade il 17 maggio, tra cinque giorni, e già non esiste più nella sostanza: sabato Israele ha ucciso 39 persone nel sud del Paese, Hezbollah ha risposto con droni sul nord di Israele. Ne parliamo con l’ex Ambasciatore Alberto Bradanini e con il giornalista, scrittore e attivista per la pace Antonio Mazzeo. In studio Jeff Hoffman


🔥 Hormuz in stallo, negoziati al muro. Trump ha bocciato la controproposta iraniana al memorandum in 14 punti definendola "totalmente inaccettabile". Teheran chiede sovranità sullo Stretto, riparazioni di guerra e revoca delle sanzioni, ma non cede sul nucleare. Lo Stretto resta chiuso da dieci settimane, il petrolio vola sopra i 100 dollari al barile e intanto Russia e Cina bloccano al Consiglio di Sicurezza la risoluzione americana, presentando una bozza alternativa che punta il dito sugli Stati Uniti e Israele come causa della crisi. 🇨🇳🇺🇸
🛫 Trump vola a Pechino: è Xi che decide il ritmo. Mercoledì il presidente americano atterra nella capitale cinese per la prima visita di Stato di un leader USA dal 2017, con i vertici di Nvidia, Apple e Boeing al seguito. Sul tavolo dazi, energia, Taiwan, intelligenza artificiale e soprattutto l'Iran. Ma il dettaglio che conta è uno: è Trump che va da Xi, non il contrario. Pechino ha appena ricevuto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi e ha ribadito il partenariato strategico con Teheran. Si scrive negoziati, si legge trasferimento di potere. 🌏⚖️
💸 L'Europa paga il conto e non siede a nessun tavolo. Il FMI calcola fino a 2.270 euro in più a famiglia italiana per la crisi energetica, la Commissione europea parla di 500 milioni al giorno di costi aggiuntivi per i combustibili fossili, ma Bruxelles non è presente in nessun negoziato. In Libano il cessate il fuoco scade il 17 maggio e già non esiste più: sabato Israele ha ucciso 39 persone nel sud del Paese, Hezbollah ha risposto con droni sul nord di Israele. L'asse Pechino-Mosca-Teheran taglia fuori completamente l'Europa. 🇪🇺🚫
#AlbertoBradanini #AntonioMazzeo #Levante #Hormuz #Dati #Venezuela #Cuba #Russia #Pechino #XiJinping #CasaDelSoleTV #BRICS #Trump #Netanyahu #Pasdaran #Pezeshkian #JeffHoffman #GuerraCognitiva #Multipolarismo #PoliticaEstera #Petrolio #Diplomazia
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Forwarded from 100 Giorni da Leoni
Vi aspettiamo alle 19 e 30 per la seconda grande maratona condivisa!
Parteciperanno: Massimo Mazzucco, Massimo Citro, Giorgio Bianchi, Diego Fusaro, Matteo Brandi, don Alessandro Minutella, Tiziana Alterio, Paolo Borgognone, Riccardo Rocchesso, Silver Nervuti, Margherita Furlan, Marco Billeci, Rosy Canale, Marzia Di Sessa, Mario Improta, Valentina Ferranti, Lina Manuali, Giovanni Jarek, Ciro Silvestri e moltri altri...

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LEVANTE 11.05.2026 🔴🎬Trump tra Hormuz e sindrome cinese

Si scrive negoziati, si legge trasferimento di potere. Trump ha bocciato la risposta iraniana al memorandum in 14 punti definendola “totalmente inaccettabile”, eppure domani o mercoledì il bersagliato presidente Trump dovrebbe volare a Pechino portandosi dietro i vertici di Nvidia, Apple e Boeing per incontrare Xi Jinping. Convitato di pietra l’Iran con lo stretto…

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CasaDelSoleTG 11.05.26 🔴 Dal Cremlino a Hormuz: il mondo cambia pedaggio

– ABBONATI! 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Ucraina, il Cremlino intravede una svolta di Gionata Chatillard – Un drone ucraino nel Mare Nostrum di Margherita Furlan – Mélenchon lancia la sfida: «Fuori dalla NATO» di Margherita Furlan – Iran-USA, dai negoziati al pedaggio di Jeff Hoffman – Hormuz, il pedaggio digitale di Teheran di…

https://casadelsole.tv/casadelsoletg-11-05-26-🔴-dal-cremlino-a-hormuz-il-mondo-cambia-pedaggio/
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Iran-USA, dai negoziati al pedaggio

di Jeff Hoffman

"Non piegheremo mai la testa davanti al nemico, e se si parla di dialogo o negoziato, ciò non significa resa o ritirata," ha scritto nero su bianco il presidente iraniano sul suo profilo X.

Dopo 72 giorni di guerra ingaggiata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz non è più solo un corridoio per il petrolio ma una leva di potere globale che Teheran sta ridefinendo pezzo per pezzo, dal fondale marino alla superficie...
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Mélenchon lancia la sfida: «Fuori dalla NATO»
di Margherita Furlan
Jean-Luc Mélenchon, candidato de La France Insoumise alle presidenziali francesi del 2027, ha dichiarato venerdì che in caso di vittoria la Francia uscirà dall'Alleanza Atlantica. L'uscita procederebbe per tappe, a cominciare dal comando militare integrato in cui Parigi rientrò nel 2009 per volontà di Sarkozy.
Mélenchon porta avanti questa posizione dal 2017, ma oggi il contesto la rende esplosiva. La frattura interna all'Alleanza si è allargata con il conflitto contro l'Iran: Trump ha definito gli alleati europei «codardi» per non aver sostenuto l'offensiva nel Golfo, e il candidato francese ribalta l'accusa affermando che la NATO serve a una cosa sola, mettere l'Europa sotto tutela americana. Se fosse stato presidente, ha aggiunto, avrebbe costruito un fronte di rifiuto con altri Paesi europei contro l'interventismo nel Medio Oriente...
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Washington corteggia l'Eritrea per Bab el-Mandeb
di Margherita Furlan
Gli Stati Uniti si preparano a revocare le sanzioni contro l'Eritrea. Lo rivela un documento interno del Dipartimento di Stato visionato da Reuters: la nota indicava la data del 4 maggio come termine per annullare l'ordine esecutivo firmato da Biden nel 2021 per il coinvolgimento delle truppe eritree nel conflitto del Tigray.
La ragione non ha nulla a che fare con i diritti umani. L'Eritrea possiede oltre millecento chilometri di costa sul Mar Rosso, di fronte all'Arabia Saudita e allo Yemen. Con Hormuz bloccato, il controllo di Bab el-Mandeb diventa vitale per le rotte petrolifere alternative al Golfo. Gli Houthi minacciano di sigillare anche quel passaggio in sostegno di Teheran, e Washington ha bisogno di alleati sulla sponda africana. L'inviato speciale di Trump per l'Africa, Massad Boulos, ha già incontrato il presidente eritreo al Cairo per avviare il dialogo...
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Un drone ucraino nel Mare Nostrum
di Margherita Furlan
Pescatori greci hanno scoperto giovedì scorso un drone navale Magura V5 di fabbricazione ucraina in una grotta marina al largo di Lefkada, nel Mar Ionio. Il veicolo, lungo cinque metri e mezzo, aveva il motore ancora acceso, antenne di comunicazione attive e detonatori a bordo. L'esercito ellenico, la guardia costiera e il ministero della Difesa di Atene hanno avviato un'indagine.
Il ministro della Difesa greco Nikos Dendias ha confermato che il drone appartiene a uno Stato straniero e che le autorità ne conoscono la provenienza e il contenuto...
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Oslo è morta, la Knesset la seppellisce
di Margherita Furlan
La commissione ministeriale per la legislazione alla Knesset ha discusso una proposta di legge per abrogare gli Accordi di Oslo, il Protocollo di Hebron e il Memorandum di Wye River. Il testo è stato presentato dalla deputata Limor Son Har-Melech e dall'intera fazione Otzma Yehudit di Itamar Ben Gvir.
Netanyahu ha chiesto il rinvio del voto, non per dissenso sul merito, ma per ragioni tattiche: il Consiglio per la sicurezza nazionale vuole completare uno studio preliminare e il segretario di gabinetto Yossi Fuchs ha insistito sulla necessità di coordinarsi con gli americani prima di procedere. Ben Gvir ha replicato in aula che esiste una «opportunità rara» e che la maggioranza della coalizione comprende quella che ha definito «la stupidità di Oslo». Il rinvio, in altre parole, non è un ripensamento: è un calcolo dei tempi...
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Israele-Stati Uniti dentro l’Iraq
di Margherita Furlan
Trump ha telefonato al primo ministro designato iracheno Ali al-Zaidi per congratularsi della nomina e invitarlo alla Casa Bianca. Zaidi è stato scelto dal blocco sciita dopo mesi di stallo: Washington aveva posto il veto sul candidato considerato troppo vicino a Teheran, e per dare peso al messaggio aveva sospeso quasi cinquecento milioni di dollari in trasferimenti di valuta verso Baghdad.
La condizione americana è esplicita: disarmare le Forze di Mobilitazione Popolare, le milizie nate nel 2014 per combattere l'Isis e oggi considerate da Washington un'estensione del potere iraniano in Mesopotamia. Zaidi si è detto aperto al disarmo, ma la partita è tutt'altro che chiusa: le milizie contano oltre duecentomila uomini, e i loro bracci politici siedono in parlamento con decine di seggi...
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Hormuz, il pedaggio digitale di Teheran
di Margherita Furlan
L'Iran alza la posta sullo Stretto di Hormuz, e questa volta non si parla di petrolio. L'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha pubblicato un piano in tre punti per imporre licenze e tributi alle compagnie internazionali che utilizzano i sette cavi in fibra ottica posati sul fondale dello Stretto.
Secondo Tasnim, quei cavi trasportano ogni giorno transazioni finanziarie per oltre diecimila miliardi di dollari: traffico bancario, reti private aziendali, sincronizzazione cloud, pagamenti elettronici. L'articolo lo dice senza giri di parole: l'Iran è stato finora escluso dai benefici economici e sovrani dell'economia digitale che attraversa le sue acque...
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Washington porta via l'uranio del Venezuela
di Margherita Furlan
Tredici chili e mezzo di uranio arricchito al venti per cento hanno lasciato il Venezuela a bordo di una nave britannica con destinazione Carolina del Sud. L'operazione, supervisionata dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, si è svolta tra il 18 e il 29 aprile: un convoglio scortato dall'esercito venezuelano ha trasportato il materiale dall'Istituto Venezuelano di Ricerche Scientifiche fino al porto di Puerto Cabello, dove il contenitore è stato imbarcato e trasferito al complesso Savannah River del Dipartimento dell'Energia statunitense...
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Gaza, cento milioni emiratini per la polizia di Trump
di Margherita Furlan
Gli Emirati Arabi Uniti hanno trasferito cento milioni di dollari al Board of Peace, l'organismo internazionale creato da Trump per gestire Gaza. Lo riferiscono il Times of Israel e Middle East Eye citando un funzionario americano e un diplomatico mediorientale. Si tratta della donazione più consistente ricevuta finora dal Board, che a febbraio aveva raccolto impegni per diciassette miliardi di dollari durante una conferenza dei donatori alla Casa Bianca, ma di quella cifra è stato versato meno dell'uno per cento...
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