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LEVANTE 11.05.2026 🔴🎬Trump tra Hormuz e sindrome cinese
Si scrive negoziati, si legge trasferimento di potere. Trump ha bocciato la risposta iraniana al memorandum in 14 punti definendola "totalmente inaccettabile", eppure domani o mercoledì il bersagliato presidente Trump dovrebbe volare a Pechino portandosi…
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Forwarded from 100 Giorni da Leoni
Vi aspettiamo alle 19 e 30 per la seconda grande maratona condivisa!
Parteciperanno: Massimo Mazzucco, Massimo Citro, Giorgio Bianchi, Diego Fusaro, Matteo Brandi, don Alessandro Minutella, Tiziana Alterio, Paolo Borgognone, Riccardo Rocchesso, Silver Nervuti, Margherita Furlan, Marco Billeci, Rosy Canale, Marzia Di Sessa, Mario Improta, Valentina Ferranti, Lina Manuali, Giovanni Jarek, Ciro Silvestri e moltri altri...
https://www.youtube.com/watch?v=keGJJgW710A
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LA GRANDE SECONDA MARATONA / L'Italia siamo Noi!
La seconda grande maratona del grande nuovo progetto culturale l'Italia siamo Noi!
Parteciperanno: Massimo Mazzucco, Massimo Citro, Giorgio Bianchi, Diego Fusaro, Matteo Brandi, don Alessandro Minutella, Tiziana Alterio, Paolo Borgognone, Riccardo Rocchesso…
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LEVANTE 11.05.2026 🔴🎬Trump tra Hormuz e sindrome cinese
Si scrive negoziati, si legge trasferimento di potere. Trump ha bocciato la risposta iraniana al memorandum in 14 punti definendola “totalmente inaccettabile”, eppure domani o mercoledì il bersagliato presidente Trump dovrebbe volare a Pechino portandosi dietro i vertici di Nvidia, Apple e Boeing per incontrare Xi Jinping. Convitato di pietra l’Iran con lo stretto…
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Si scrive negoziati, si legge trasferimento di potere. Trump ha bocciato la risposta iraniana al memorandum in 14 punti definendola “totalmente inaccettabile”, eppure domani o mercoledì il bersagliato presidente Trump dovrebbe volare a Pechino portandosi dietro i vertici di Nvidia, Apple e Boeing per incontrare Xi Jinping. Convitato di pietra l’Iran con lo stretto…
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CasaDelSoleTG 11.05.26 🔴 Dal Cremlino a Hormuz: il mondo cambia pedaggio
– ABBONATI! 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Ucraina, il Cremlino intravede una svolta di Gionata Chatillard – Un drone ucraino nel Mare Nostrum di Margherita Furlan – Mélenchon lancia la sfida: «Fuori dalla NATO» di Margherita Furlan – Iran-USA, dai negoziati al pedaggio di Jeff Hoffman – Hormuz, il pedaggio digitale di Teheran di…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-11-05-26-🔴-dal-cremlino-a-hormuz-il-mondo-cambia-pedaggio/
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Iran-USA, dai negoziati al pedaggio
di Jeff Hoffman
"Non piegheremo mai la testa davanti al nemico, e se si parla di dialogo o negoziato, ciò non significa resa o ritirata," ha scritto nero su bianco il presidente iraniano sul suo profilo X.
Dopo 72 giorni di guerra ingaggiata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz non è più solo un corridoio per il petrolio ma una leva di potere globale che Teheran sta ridefinendo pezzo per pezzo, dal fondale marino alla superficie...
di Jeff Hoffman
"Non piegheremo mai la testa davanti al nemico, e se si parla di dialogo o negoziato, ciò non significa resa o ritirata," ha scritto nero su bianco il presidente iraniano sul suo profilo X.
Dopo 72 giorni di guerra ingaggiata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz non è più solo un corridoio per il petrolio ma una leva di potere globale che Teheran sta ridefinendo pezzo per pezzo, dal fondale marino alla superficie...
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Mélenchon lancia la sfida: «Fuori dalla NATO»
di Margherita Furlan
Jean-Luc Mélenchon, candidato de La France Insoumise alle presidenziali francesi del 2027, ha dichiarato venerdì che in caso di vittoria la Francia uscirà dall'Alleanza Atlantica. L'uscita procederebbe per tappe, a cominciare dal comando militare integrato in cui Parigi rientrò nel 2009 per volontà di Sarkozy.
Mélenchon porta avanti questa posizione dal 2017, ma oggi il contesto la rende esplosiva. La frattura interna all'Alleanza si è allargata con il conflitto contro l'Iran: Trump ha definito gli alleati europei «codardi» per non aver sostenuto l'offensiva nel Golfo, e il candidato francese ribalta l'accusa affermando che la NATO serve a una cosa sola, mettere l'Europa sotto tutela americana. Se fosse stato presidente, ha aggiunto, avrebbe costruito un fronte di rifiuto con altri Paesi europei contro l'interventismo nel Medio Oriente...
di Margherita Furlan
Jean-Luc Mélenchon, candidato de La France Insoumise alle presidenziali francesi del 2027, ha dichiarato venerdì che in caso di vittoria la Francia uscirà dall'Alleanza Atlantica. L'uscita procederebbe per tappe, a cominciare dal comando militare integrato in cui Parigi rientrò nel 2009 per volontà di Sarkozy.
Mélenchon porta avanti questa posizione dal 2017, ma oggi il contesto la rende esplosiva. La frattura interna all'Alleanza si è allargata con il conflitto contro l'Iran: Trump ha definito gli alleati europei «codardi» per non aver sostenuto l'offensiva nel Golfo, e il candidato francese ribalta l'accusa affermando che la NATO serve a una cosa sola, mettere l'Europa sotto tutela americana. Se fosse stato presidente, ha aggiunto, avrebbe costruito un fronte di rifiuto con altri Paesi europei contro l'interventismo nel Medio Oriente...
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Washington corteggia l'Eritrea per Bab el-Mandeb
di Margherita Furlan
Gli Stati Uniti si preparano a revocare le sanzioni contro l'Eritrea. Lo rivela un documento interno del Dipartimento di Stato visionato da Reuters: la nota indicava la data del 4 maggio come termine per annullare l'ordine esecutivo firmato da Biden nel 2021 per il coinvolgimento delle truppe eritree nel conflitto del Tigray.
La ragione non ha nulla a che fare con i diritti umani. L'Eritrea possiede oltre millecento chilometri di costa sul Mar Rosso, di fronte all'Arabia Saudita e allo Yemen. Con Hormuz bloccato, il controllo di Bab el-Mandeb diventa vitale per le rotte petrolifere alternative al Golfo. Gli Houthi minacciano di sigillare anche quel passaggio in sostegno di Teheran, e Washington ha bisogno di alleati sulla sponda africana. L'inviato speciale di Trump per l'Africa, Massad Boulos, ha già incontrato il presidente eritreo al Cairo per avviare il dialogo...
di Margherita Furlan
Gli Stati Uniti si preparano a revocare le sanzioni contro l'Eritrea. Lo rivela un documento interno del Dipartimento di Stato visionato da Reuters: la nota indicava la data del 4 maggio come termine per annullare l'ordine esecutivo firmato da Biden nel 2021 per il coinvolgimento delle truppe eritree nel conflitto del Tigray.
La ragione non ha nulla a che fare con i diritti umani. L'Eritrea possiede oltre millecento chilometri di costa sul Mar Rosso, di fronte all'Arabia Saudita e allo Yemen. Con Hormuz bloccato, il controllo di Bab el-Mandeb diventa vitale per le rotte petrolifere alternative al Golfo. Gli Houthi minacciano di sigillare anche quel passaggio in sostegno di Teheran, e Washington ha bisogno di alleati sulla sponda africana. L'inviato speciale di Trump per l'Africa, Massad Boulos, ha già incontrato il presidente eritreo al Cairo per avviare il dialogo...
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Un drone ucraino nel Mare Nostrum
di Margherita Furlan
Pescatori greci hanno scoperto giovedì scorso un drone navale Magura V5 di fabbricazione ucraina in una grotta marina al largo di Lefkada, nel Mar Ionio. Il veicolo, lungo cinque metri e mezzo, aveva il motore ancora acceso, antenne di comunicazione attive e detonatori a bordo. L'esercito ellenico, la guardia costiera e il ministero della Difesa di Atene hanno avviato un'indagine.
Il ministro della Difesa greco Nikos Dendias ha confermato che il drone appartiene a uno Stato straniero e che le autorità ne conoscono la provenienza e il contenuto...
di Margherita Furlan
Pescatori greci hanno scoperto giovedì scorso un drone navale Magura V5 di fabbricazione ucraina in una grotta marina al largo di Lefkada, nel Mar Ionio. Il veicolo, lungo cinque metri e mezzo, aveva il motore ancora acceso, antenne di comunicazione attive e detonatori a bordo. L'esercito ellenico, la guardia costiera e il ministero della Difesa di Atene hanno avviato un'indagine.
Il ministro della Difesa greco Nikos Dendias ha confermato che il drone appartiene a uno Stato straniero e che le autorità ne conoscono la provenienza e il contenuto...
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Oslo è morta, la Knesset la seppellisce
di Margherita Furlan
La commissione ministeriale per la legislazione alla Knesset ha discusso una proposta di legge per abrogare gli Accordi di Oslo, il Protocollo di Hebron e il Memorandum di Wye River. Il testo è stato presentato dalla deputata Limor Son Har-Melech e dall'intera fazione Otzma Yehudit di Itamar Ben Gvir.
Netanyahu ha chiesto il rinvio del voto, non per dissenso sul merito, ma per ragioni tattiche: il Consiglio per la sicurezza nazionale vuole completare uno studio preliminare e il segretario di gabinetto Yossi Fuchs ha insistito sulla necessità di coordinarsi con gli americani prima di procedere. Ben Gvir ha replicato in aula che esiste una «opportunità rara» e che la maggioranza della coalizione comprende quella che ha definito «la stupidità di Oslo». Il rinvio, in altre parole, non è un ripensamento: è un calcolo dei tempi...
di Margherita Furlan
La commissione ministeriale per la legislazione alla Knesset ha discusso una proposta di legge per abrogare gli Accordi di Oslo, il Protocollo di Hebron e il Memorandum di Wye River. Il testo è stato presentato dalla deputata Limor Son Har-Melech e dall'intera fazione Otzma Yehudit di Itamar Ben Gvir.
Netanyahu ha chiesto il rinvio del voto, non per dissenso sul merito, ma per ragioni tattiche: il Consiglio per la sicurezza nazionale vuole completare uno studio preliminare e il segretario di gabinetto Yossi Fuchs ha insistito sulla necessità di coordinarsi con gli americani prima di procedere. Ben Gvir ha replicato in aula che esiste una «opportunità rara» e che la maggioranza della coalizione comprende quella che ha definito «la stupidità di Oslo». Il rinvio, in altre parole, non è un ripensamento: è un calcolo dei tempi...
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Israele-Stati Uniti dentro l’Iraq
di Margherita Furlan
Trump ha telefonato al primo ministro designato iracheno Ali al-Zaidi per congratularsi della nomina e invitarlo alla Casa Bianca. Zaidi è stato scelto dal blocco sciita dopo mesi di stallo: Washington aveva posto il veto sul candidato considerato troppo vicino a Teheran, e per dare peso al messaggio aveva sospeso quasi cinquecento milioni di dollari in trasferimenti di valuta verso Baghdad.
La condizione americana è esplicita: disarmare le Forze di Mobilitazione Popolare, le milizie nate nel 2014 per combattere l'Isis e oggi considerate da Washington un'estensione del potere iraniano in Mesopotamia. Zaidi si è detto aperto al disarmo, ma la partita è tutt'altro che chiusa: le milizie contano oltre duecentomila uomini, e i loro bracci politici siedono in parlamento con decine di seggi...
di Margherita Furlan
Trump ha telefonato al primo ministro designato iracheno Ali al-Zaidi per congratularsi della nomina e invitarlo alla Casa Bianca. Zaidi è stato scelto dal blocco sciita dopo mesi di stallo: Washington aveva posto il veto sul candidato considerato troppo vicino a Teheran, e per dare peso al messaggio aveva sospeso quasi cinquecento milioni di dollari in trasferimenti di valuta verso Baghdad.
La condizione americana è esplicita: disarmare le Forze di Mobilitazione Popolare, le milizie nate nel 2014 per combattere l'Isis e oggi considerate da Washington un'estensione del potere iraniano in Mesopotamia. Zaidi si è detto aperto al disarmo, ma la partita è tutt'altro che chiusa: le milizie contano oltre duecentomila uomini, e i loro bracci politici siedono in parlamento con decine di seggi...
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Hormuz, il pedaggio digitale di Teheran
di Margherita Furlan
L'Iran alza la posta sullo Stretto di Hormuz, e questa volta non si parla di petrolio. L'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha pubblicato un piano in tre punti per imporre licenze e tributi alle compagnie internazionali che utilizzano i sette cavi in fibra ottica posati sul fondale dello Stretto.
Secondo Tasnim, quei cavi trasportano ogni giorno transazioni finanziarie per oltre diecimila miliardi di dollari: traffico bancario, reti private aziendali, sincronizzazione cloud, pagamenti elettronici. L'articolo lo dice senza giri di parole: l'Iran è stato finora escluso dai benefici economici e sovrani dell'economia digitale che attraversa le sue acque...
di Margherita Furlan
L'Iran alza la posta sullo Stretto di Hormuz, e questa volta non si parla di petrolio. L'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha pubblicato un piano in tre punti per imporre licenze e tributi alle compagnie internazionali che utilizzano i sette cavi in fibra ottica posati sul fondale dello Stretto.
Secondo Tasnim, quei cavi trasportano ogni giorno transazioni finanziarie per oltre diecimila miliardi di dollari: traffico bancario, reti private aziendali, sincronizzazione cloud, pagamenti elettronici. L'articolo lo dice senza giri di parole: l'Iran è stato finora escluso dai benefici economici e sovrani dell'economia digitale che attraversa le sue acque...
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Washington porta via l'uranio del Venezuela
di Margherita Furlan
Tredici chili e mezzo di uranio arricchito al venti per cento hanno lasciato il Venezuela a bordo di una nave britannica con destinazione Carolina del Sud. L'operazione, supervisionata dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, si è svolta tra il 18 e il 29 aprile: un convoglio scortato dall'esercito venezuelano ha trasportato il materiale dall'Istituto Venezuelano di Ricerche Scientifiche fino al porto di Puerto Cabello, dove il contenitore è stato imbarcato e trasferito al complesso Savannah River del Dipartimento dell'Energia statunitense...
di Margherita Furlan
Tredici chili e mezzo di uranio arricchito al venti per cento hanno lasciato il Venezuela a bordo di una nave britannica con destinazione Carolina del Sud. L'operazione, supervisionata dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, si è svolta tra il 18 e il 29 aprile: un convoglio scortato dall'esercito venezuelano ha trasportato il materiale dall'Istituto Venezuelano di Ricerche Scientifiche fino al porto di Puerto Cabello, dove il contenitore è stato imbarcato e trasferito al complesso Savannah River del Dipartimento dell'Energia statunitense...
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Gaza, cento milioni emiratini per la polizia di Trump
di Margherita Furlan
Gli Emirati Arabi Uniti hanno trasferito cento milioni di dollari al Board of Peace, l'organismo internazionale creato da Trump per gestire Gaza. Lo riferiscono il Times of Israel e Middle East Eye citando un funzionario americano e un diplomatico mediorientale. Si tratta della donazione più consistente ricevuta finora dal Board, che a febbraio aveva raccolto impegni per diciassette miliardi di dollari durante una conferenza dei donatori alla Casa Bianca, ma di quella cifra è stato versato meno dell'uno per cento...
di Margherita Furlan
Gli Emirati Arabi Uniti hanno trasferito cento milioni di dollari al Board of Peace, l'organismo internazionale creato da Trump per gestire Gaza. Lo riferiscono il Times of Israel e Middle East Eye citando un funzionario americano e un diplomatico mediorientale. Si tratta della donazione più consistente ricevuta finora dal Board, che a febbraio aveva raccolto impegni per diciassette miliardi di dollari durante una conferenza dei donatori alla Casa Bianca, ma di quella cifra è stato versato meno dell'uno per cento...
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Dedollarizzazione: la quota del dollaro scende sotto il 57%
di Margherita Furlan
Secondo gli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale, la quota del dollaro nelle riserve valutarie globali è scesa sotto il 57 per cento nel terzo trimestre 2025, il livello più basso dal 1995. Il calo è strutturale: nel 2001 la quota era al 72 per cento. L'erosione procede su tre binari paralleli. Le banche centrali dei Paesi BRICS hanno acquistato oltre mille tonnellate d'oro per il terzo anno consecutivo, con la Cina a 2.298 tonnellate e la Russia a 2.335; l'oro ha raggiunto i 4.850 dollari l'oncia ad aprile 2026, in rialzo del quaranta per cento in dodici mesi. Il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri CIPS, alternativa operativa a SWIFT, ha registrato a marzo 2026 oltre 750.000 transazioni mensili per un controvalore di 270 miliardi di dollari, con 194 partecipanti diretti in 117 Paesi...
di Margherita Furlan
Secondo gli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale, la quota del dollaro nelle riserve valutarie globali è scesa sotto il 57 per cento nel terzo trimestre 2025, il livello più basso dal 1995. Il calo è strutturale: nel 2001 la quota era al 72 per cento. L'erosione procede su tre binari paralleli. Le banche centrali dei Paesi BRICS hanno acquistato oltre mille tonnellate d'oro per il terzo anno consecutivo, con la Cina a 2.298 tonnellate e la Russia a 2.335; l'oro ha raggiunto i 4.850 dollari l'oncia ad aprile 2026, in rialzo del quaranta per cento in dodici mesi. Il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri CIPS, alternativa operativa a SWIFT, ha registrato a marzo 2026 oltre 750.000 transazioni mensili per un controvalore di 270 miliardi di dollari, con 194 partecipanti diretti in 117 Paesi...
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La Nuova Banca dello Sviluppo punta sullo yuan
di Margherita Furlan
La New Development Bank dei BRICS ha emesso un doppio titolo obbligazionario da sette miliardi di yuan sul mercato cinese onshore. Il direttore generale per la tesoreria della banca, Zhongxia Jin, ha dichiarato ad aprile che il mercato obbligazionario cinese rappresenta ormai la fonte di finanziamento più conveniente al mondo. La banca, presieduta dalla brasiliana Dilma Rousseff e con sede a Shanghai, ha approvato finora 42,9 miliardi di dollari in 139 progetti. L'obiettivo strategico per il quinquennio 2022-2026 è erogare almeno il trenta per cento dei finanziamenti in valute nazionali dei Paesi membri, aggirando il dollaro...
di Margherita Furlan
La New Development Bank dei BRICS ha emesso un doppio titolo obbligazionario da sette miliardi di yuan sul mercato cinese onshore. Il direttore generale per la tesoreria della banca, Zhongxia Jin, ha dichiarato ad aprile che il mercato obbligazionario cinese rappresenta ormai la fonte di finanziamento più conveniente al mondo. La banca, presieduta dalla brasiliana Dilma Rousseff e con sede a Shanghai, ha approvato finora 42,9 miliardi di dollari in 139 progetti. L'obiettivo strategico per il quinquennio 2022-2026 è erogare almeno il trenta per cento dei finanziamenti in valute nazionali dei Paesi membri, aggirando il dollaro...
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Ucraina, il Cremlino intravede una svolta
di Gionata Chatillard
“Il conflitto in Ucraina si sta avvicinando alla fine”. Vladimir Putin sceglie il giorno più simbolico per la memoria russa per lanciare quello che appare come uno dei segnali politici più netti arrivati dal Cremlino negli ultimi mesi. Parlando ai giornalisti dopo le celebrazioni del 9 maggio, il presidente ha ribadito la disponibilità di Mosca al dialogo, spiegando che la sua posizione su un possibile incontro con Volodymyr Zelensky “rimane invariata” e che sarebbe pronto a incontrare il leader ucraino “in qualsiasi Paese”, ma soltanto per firmare un accordo definitivo. Nel frattempo, il Cremlino continuerà ad aspettare che Kiev presenti una proposta concreta sullo scambio di prigionieri...
di Gionata Chatillard
“Il conflitto in Ucraina si sta avvicinando alla fine”. Vladimir Putin sceglie il giorno più simbolico per la memoria russa per lanciare quello che appare come uno dei segnali politici più netti arrivati dal Cremlino negli ultimi mesi. Parlando ai giornalisti dopo le celebrazioni del 9 maggio, il presidente ha ribadito la disponibilità di Mosca al dialogo, spiegando che la sua posizione su un possibile incontro con Volodymyr Zelensky “rimane invariata” e che sarebbe pronto a incontrare il leader ucraino “in qualsiasi Paese”, ma soltanto per firmare un accordo definitivo. Nel frattempo, il Cremlino continuerà ad aspettare che Kiev presenti una proposta concreta sullo scambio di prigionieri...
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Ringrazio di cuore Riccardo Rocchesso per questo tentativo di unione. In un momento storico in cui la frammentazione è funzionale al potere (e al desiderio di prendervi parte), ogni gesto autentico di convergenza merita rispetto.
Il mio percorso, con Casa del Sole TV, si fonda su principi non negoziabili: etica, rispetto, indipendenza. Sei anni senza finanziamenti pubblici, senza logge, senza padrini. Non per eroismo, ma per coerenza: perché chi accetta la corruzione, la massoneria, la maleducazione istituzionale come prezzo da pagare, finisce per diventare parte del problema che denuncia.
Non ho paura di morire per quello in cui credo. Ma ho scelto di vivere per cambiarlo, questo mondo. Perché i morti non cambiano nulla: sono i vivi ostinati, quelli che restano in piedi ogni giorno davanti a una telecamera senza rete di protezione, a fare la differenza.
Se questa proposta di unione si muove fuori dai circuiti della corruttela, dei favori, delle appartenenze opache, allora parliamone. La porta è aperta. La soglia ha delle regole. Margherita Furlan
Ringrazio di cuore Riccardo Rocchesso per questo tentativo di unione. In un momento storico in cui la frammentazione è funzionale al potere (e al desiderio di prendervi parte), ogni gesto autentico di convergenza merita rispetto.
Il mio percorso, con Casa del Sole TV, si fonda su principi non negoziabili: etica, rispetto, indipendenza. Sei anni senza finanziamenti pubblici, senza logge, senza padrini. Non per eroismo, ma per coerenza: perché chi accetta la corruzione, la massoneria, la maleducazione istituzionale come prezzo da pagare, finisce per diventare parte del problema che denuncia.
Non ho paura di morire per quello in cui credo. Ma ho scelto di vivere per cambiarlo, questo mondo. Perché i morti non cambiano nulla: sono i vivi ostinati, quelli che restano in piedi ogni giorno davanti a una telecamera senza rete di protezione, a fare la differenza.
Se questa proposta di unione si muove fuori dai circuiti della corruttela, dei favori, delle appartenenze opache, allora parliamone. La porta è aperta. La soglia ha delle regole. Margherita Furlan
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LA GRANDE SECONDA MARATONA / L'Italia siamo Noi!
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📆 Vi aspettiamo oggi, MARTEDI 12 MAGGIO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 12.05.2026 🔴Il mondo rotola tra Pechino e Hormuz
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/r6RtbVlr3oA
Mentre Trump si prepara a volare a Pechino per il faccia a faccia con Xi Jinping, tra dazi, terre rare, Iran e Taiwan sul tavolo di una partita che ridisegna gli equilibri globali. Intanto lo Stretto di Hormuz resta una polveriera, il cessate il fuoco è una finzione che si sgretola sotto le bombe, il petrolio punta ai 100 dollari e la CIA avverte: Teheran può resistere ancora mesi. Pechino serra i ranghi sulle terre rare e Washington consuma le scorte di petrolio. Nel frattempo Israele prosegue il suo cammino distruttivo in Cisgiordania, in Libano e in tutta la regione. L'Europa si indebita per riarmarsi con l'inflazione che morde, mentre Roma si organizza per inviare dragamine in un conflitto di cui nemmeno comprende la posta in gioco. Chi governa questa transizione? Chi la subisce? E soprattutto: esiste ancora uno spazio per una politica estera sovrana? Ne parliamo con Francesco Dall'Aglio, medievalista e storico, ricercatore presso l'Accademia delle Scienze di Sofia, e con Francesco Cappello, studioso di sistemi economici, giornalista e vicepresidente dell'Associazione Per un Mondo senza Guerre. In studio Jeff Hoffman
🌏 Vertice Trump-Xi a Pechino: la partita tra le due superpotenze su commercio, energia e Iran, e l'Europa che guarda dal balcone.
🔥 Hormuz in fiamme: tregua fantasma, petrolio alle stelle, Italia trascinata verso un conflitto che non è il suo.
💶 Economia di guerra: riarmo a debito, crollo dei traffici marittimi, inflazione e crisi sociale da entrambe le sponde dell'Atlantico.
#Levante #CasadelSoleTV #MargheritaFurlan #Geopolitica #Multipolarismo #TrumpXi #Iran #StrettodiHormuz #Pechino #Petrolio #Italia #DallAglio #Cappello #JeffHoffman
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