🔴 Il ritorno del trio Mazzucco Quaglia Furlan e la trappola di Tucidide | LEVANTE 15.05.2026
A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire: «La Cina e gli Stati Uniti possono superare la Trappola di Tucidide?». Draghi…
https://casadelsole.tv/🔴-il-ritorno-del-trio-mazzucco-quaglia-furlan-e-la-trappola-di-tucidide-levante-15-05-2026/
A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire: «La Cina e gli Stati Uniti possono superare la Trappola di Tucidide?». Draghi…
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CasaDelSoleTG 15.05.26 🔴 Sulla riva del fiume il de profundis per il dollaro
– ABBONATI! 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Xi aspetta sulla riva del fiume di Gionata Chatillard – Lo yuan entra a Bruxelles di Margherita Furlan – Trump pronto “a fare pulizia” in Iran di Jeff Hoffman – Riyadh-Teheran: l’equilibrio della minaccia di Margherita Furlan – Iran-Emirati, la frattura nei BRICS di Margherita Furlan –…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-15-05-26-🔴-sulla-riva-del-fiume-il-de-profundis-per-il-dollaro/
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Trump pronto “a fare pulizia” in Iran
di Jeff Hoffman
Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di aver respinto l'ultima proposta iraniana perché la prima frase era inaccettabile. Ha insistito sul fatto che l'Iran non debba possedere alcuna capacità nucleare, con la rimozione definitiva del combustibile in loro possesso.
Tornando da Pechino il 15 maggio, Trump ha aggiunto che potrebbe servire «un po' di lavoro di pulizia» e ha scritto su Truth Social che la campagna militare contro l'Iran «sarà ripresa».
Tuttavia, Trump si è anche detto disponibile a una sospensione ventennale del programma nucleare iraniano, purché l'impegno sia «reale», tralasciando il dettaglio che la Casa Bianca viene percepita dalla maggioranza del mondo come non affidabile...
di Jeff Hoffman
Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di aver respinto l'ultima proposta iraniana perché la prima frase era inaccettabile. Ha insistito sul fatto che l'Iran non debba possedere alcuna capacità nucleare, con la rimozione definitiva del combustibile in loro possesso.
Tornando da Pechino il 15 maggio, Trump ha aggiunto che potrebbe servire «un po' di lavoro di pulizia» e ha scritto su Truth Social che la campagna militare contro l'Iran «sarà ripresa».
Tuttavia, Trump si è anche detto disponibile a una sospensione ventennale del programma nucleare iraniano, purché l'impegno sia «reale», tralasciando il dettaglio che la Casa Bianca viene percepita dalla maggioranza del mondo come non affidabile...
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Kiev colpisce Ryazan, pioggia nera sulla città russa
di Jeff Hoffman
Nella notte tra il 14 e il 15 maggio, droni ucraini hanno colpito in massa la regione russa di Ryazan, 180 chilometri a sud-est di Mosca. L'obiettivo principale è la raffineria di proprietà Rosneft, una delle più grandi del Paese.
Secondo le autorità locali, 99 droni nemici hanno colpito obiettivi civili in tutta la regione. Due palazzi residenziali sono stati fortemente danneggiati dai detriti, con i residenti che hanno descritto una «pioggia nera» ricaduta sulla città dopo l'incendio della raffineria, con colonne di fumo denso visibili a grande distanza...
di Jeff Hoffman
Nella notte tra il 14 e il 15 maggio, droni ucraini hanno colpito in massa la regione russa di Ryazan, 180 chilometri a sud-est di Mosca. L'obiettivo principale è la raffineria di proprietà Rosneft, una delle più grandi del Paese.
Secondo le autorità locali, 99 droni nemici hanno colpito obiettivi civili in tutta la regione. Due palazzi residenziali sono stati fortemente danneggiati dai detriti, con i residenti che hanno descritto una «pioggia nera» ricaduta sulla città dopo l'incendio della raffineria, con colonne di fumo denso visibili a grande distanza...
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Riyad-Teheran: l’equilibrio della minaccia
di Margherita Furlan
L’Arabia Saudita avrebbe proposto all’Iran un patto bilaterale di non aggressione, a margine dei colloqui ufficiali sul nucleare. Una mossa che certificherebbe l’autonomia strategica di Riyadh rispetto a Washington e ridisegnerebbe la geometria del Golfo dopo la guerra di febbraio.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe aperto un canale parallelo con la guida iraniana, sganciato dal tavolo formale presieduto dagli emissari di Trump...
di Margherita Furlan
L’Arabia Saudita avrebbe proposto all’Iran un patto bilaterale di non aggressione, a margine dei colloqui ufficiali sul nucleare. Una mossa che certificherebbe l’autonomia strategica di Riyadh rispetto a Washington e ridisegnerebbe la geometria del Golfo dopo la guerra di febbraio.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe aperto un canale parallelo con la guida iraniana, sganciato dal tavolo formale presieduto dagli emissari di Trump...
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Vienna alza i caccia contro Washington
di Margherita Furlan
Per la seconda volta in pochi giorni, l'aeronautica austriaca ha fatto decollare i propri Eurofighter Typhoon per intercettare un velivolo militare statunitense non autorizzato nei cieli alpini. Un fatto senza precedenti tra alleati di fatto.
Il ministero della Difesa di Vienna ha confermato l'episodio: aerei da ricognizione americani hanno violato lo spazio aereo neutrale austriaco senza autorizzazione, costringendo i caccia di Zeltweg a un'azione di polizia del cielo. Si tratta della seconda intercettazione nel giro di una settimana...
di Margherita Furlan
Per la seconda volta in pochi giorni, l'aeronautica austriaca ha fatto decollare i propri Eurofighter Typhoon per intercettare un velivolo militare statunitense non autorizzato nei cieli alpini. Un fatto senza precedenti tra alleati di fatto.
Il ministero della Difesa di Vienna ha confermato l'episodio: aerei da ricognizione americani hanno violato lo spazio aereo neutrale austriaco senza autorizzazione, costringendo i caccia di Zeltweg a un'azione di polizia del cielo. Si tratta della seconda intercettazione nel giro di una settimana...
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Kiev, le ultime ore di Zelensky
di Margherita Furlan
L'Alta Corte Anticorruzione ucraina ha disposto sessanta giorni di custodia preventiva per Andriy Yermak, ex capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky, accusato di riciclaggio di denaro nell'ambito dell'inchiesta «Operazione Midas».
La cauzione è stata fissata in 140 milioni di grivnie, circa tre milioni di dollari, somma che Yermak ha dichiarato di non possedere. L'indagine contesta uno schema di riciclaggio fino a undici milioni di dollari, transitato attraverso un complesso residenziale di lusso alle porte di Kiev. L'arresto è il punto più alto di un'inchiesta che ha già travolto l'ex ministro dell'Energia e l'imprenditore Timur Mindich, già socio in affari di Zelensky...
di Margherita Furlan
L'Alta Corte Anticorruzione ucraina ha disposto sessanta giorni di custodia preventiva per Andriy Yermak, ex capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky, accusato di riciclaggio di denaro nell'ambito dell'inchiesta «Operazione Midas».
La cauzione è stata fissata in 140 milioni di grivnie, circa tre milioni di dollari, somma che Yermak ha dichiarato di non possedere. L'indagine contesta uno schema di riciclaggio fino a undici milioni di dollari, transitato attraverso un complesso residenziale di lusso alle porte di Kiev. L'arresto è il punto più alto di un'inchiesta che ha già travolto l'ex ministro dell'Energia e l'imprenditore Timur Mindich, già socio in affari di Zelensky...
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Ankara e Astana, asse turanico al servizio dell'Occidente
di Margherita Furlan
Il presidente turco Erdogan e l'omologo kazako Tokayev hanno firmato ad Astanà una «Dichiarazione di amicizia eterna e partenariato strategico allargato». Una formula altisonante che ricuce un corridoio decisivo per Washington.
L'accordo prevede cooperazione rafforzata su energia, trasporti, difesa e digitalizzazione. Il valore strategico va letto su tre piani sovrapposti...
di Margherita Furlan
Il presidente turco Erdogan e l'omologo kazako Tokayev hanno firmato ad Astanà una «Dichiarazione di amicizia eterna e partenariato strategico allargato». Una formula altisonante che ricuce un corridoio decisivo per Washington.
L'accordo prevede cooperazione rafforzata su energia, trasporti, difesa e digitalizzazione. Il valore strategico va letto su tre piani sovrapposti...
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Lo yuan entra a Bruxelles
di Margherita Furlan
Euroclear, il principale depositario centrale europeo, ha esteso l'accettazione di titoli di Stato cinesi come garanzia collaterale nelle transazioni finanziarie. È un colpo silenzioso ma profondo all'egemonia del dollaro, dentro la stessa cassaforte che custodisce gli asset russi congelati...
di Margherita Furlan
Euroclear, il principale depositario centrale europeo, ha esteso l'accettazione di titoli di Stato cinesi come garanzia collaterale nelle transazioni finanziarie. È un colpo silenzioso ma profondo all'egemonia del dollaro, dentro la stessa cassaforte che custodisce gli asset russi congelati...
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Iran-Emirati, la frattura nei BRICS
di Margherita Furlan
La ministeriale di New Delhi doveva preparare il vertice dei leader di settembre. Si è trasformata in un ring. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto ai Paesi del blocco di condannare esplicitamente Stati Uniti e Israele per quella che ha definito un'aggressione illegale contro Teheran, e ha descritto la resistenza iraniana come una battaglia che riguarda l'intero Sud globale. Il BRICS, ha detto, è il simbolo di un ordine emergente in cui i Paesi in via di sviluppo diventano architetti del proprio futuro, ma si tratta di una realtà fragile, minacciata da potenze imperiali in declino che reagiscono con disperazione e coercizione...
di Margherita Furlan
La ministeriale di New Delhi doveva preparare il vertice dei leader di settembre. Si è trasformata in un ring. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto ai Paesi del blocco di condannare esplicitamente Stati Uniti e Israele per quella che ha definito un'aggressione illegale contro Teheran, e ha descritto la resistenza iraniana come una battaglia che riguarda l'intero Sud globale. Il BRICS, ha detto, è il simbolo di un ordine emergente in cui i Paesi in via di sviluppo diventano architetti del proprio futuro, ma si tratta di una realtà fragile, minacciata da potenze imperiali in declino che reagiscono con disperazione e coercizione...
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Xi aspetta sulla riva del fiume
di Gionata Chatillard
Dopo due giorni di incontri con Xi Jinping, Donald Trump ha lasciato la Cina rivendicando “accordi fantastici” e una nuova fase nei rapporti con Pechino. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato di transazioni commerciali su petrolio, soia e centinaia di aerei Boeing, oltre che di una forte convergenza sulla necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Xi, dal canto suo, ha riservato al suo ospite un trattamento di primo livello ricevendolo a Zhongnanhai, il cuore del potere politico cinese, un privilegio concesso a pochi leader stranieri. Le immagini del tè nei giardini imperiali e gli elogi reciproci hanno così costruito la scenografia di un vertice positivo - se non addirittura distensivo - dopo mesi di profonde tensioni commerciali e geopolitiche...
di Gionata Chatillard
Dopo due giorni di incontri con Xi Jinping, Donald Trump ha lasciato la Cina rivendicando “accordi fantastici” e una nuova fase nei rapporti con Pechino. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato di transazioni commerciali su petrolio, soia e centinaia di aerei Boeing, oltre che di una forte convergenza sulla necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Xi, dal canto suo, ha riservato al suo ospite un trattamento di primo livello ricevendolo a Zhongnanhai, il cuore del potere politico cinese, un privilegio concesso a pochi leader stranieri. Le immagini del tè nei giardini imperiali e gli elogi reciproci hanno così costruito la scenografia di un vertice positivo - se non addirittura distensivo - dopo mesi di profonde tensioni commerciali e geopolitiche...
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Balcani, la morsa che stringe Belgrado
di Jeff Hoffman
La NATO punta il dito contro Russia e Cina nei Balcani. Lunedì 12 maggio, da Podgorica, il segretario generale Rutte ha accusato «attori destabilizzanti» di voler trascinare indietro la regione. Lo stesso giorno, a Bratislava, sette ministri degli Esteri europei, compreso Tajani, hanno firmato la «Dichiarazione di Bratislava» per accelerare l'ingresso dei sei Paesi balcanici nell'Unione. Tajani ha parlato di «investimento strategico», dimenticando di aver partecipato al bombardamento sulla regione ma ricordando il comando italiano su due missioni UE e la rilevanza del Corridoio VIII per la mobilità militare...
di Jeff Hoffman
La NATO punta il dito contro Russia e Cina nei Balcani. Lunedì 12 maggio, da Podgorica, il segretario generale Rutte ha accusato «attori destabilizzanti» di voler trascinare indietro la regione. Lo stesso giorno, a Bratislava, sette ministri degli Esteri europei, compreso Tajani, hanno firmato la «Dichiarazione di Bratislava» per accelerare l'ingresso dei sei Paesi balcanici nell'Unione. Tajani ha parlato di «investimento strategico», dimenticando di aver partecipato al bombardamento sulla regione ma ricordando il comando italiano su due missioni UE e la rilevanza del Corridoio VIII per la mobilità militare...
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Lo yuan entra a Bruxelles
di Margherita Furlan
Euroclear, il principale depositario centrale europeo, ha esteso l'accettazione di titoli di Stato cinesi come garanzia collaterale nelle transazioni finanziarie. È un colpo silenzioso ma profondo all'egemonia del dollaro, dentro la stessa cassaforte che custodisce gli asset russi congelati.
Il comunicato ufficiale di Euroclear del 2 febbraio 2026, ripreso ora dal Financial Times, formalizza l'accordo con Crédit Agricole e Bank of China per l'uso di bond sovrani cinesi offshore come collaterale triparty nei requisiti di margine sui derivati non compensati. I numeri raccontano il peso dell'operazione: il mercato dei titoli di Stato cinesi onshore vale oggi circa cinque trilioni di euro, secondo solo a quello statunitense. Parallelamente Clearstream, il depositario centrale del gruppo Deutsche Börse con sede in Lussemburgo, ha aperto la stessa porta con CITIC Securities e Shanghai Pudong Development Bank. Le due principali infrastrutture di custodia europee, dunque, si muovono in sincrono.
Il contesto rende il movimento ancora più pesante. Euroclear è la stessa istituzione che dal 2022 custodisce la quasi totalità degli asset russi congelati in Europa, circa 200 miliardi di euro, e che dal giugno 2024 versa a Kiev gli interessi maturati su quel patrimonio in base alla decisione del G7 di Borgo Egnazia. Il Cremlino ha classificato l'operazione come «furto di Stato» e ha avvertito che si tratta del più grave precedente nella storia del diritto finanziario internazionale. È esattamente da quel momento che le banche centrali del Sud globale hanno cambiato passo. Cina, India, Turchia, Arabia Saudita, Polonia, Singapore: nel 2024 le banche centrali mondiali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate di oro fisico per il terzo anno consecutivo, secondo i dati del World Gold Council. Una corsa al metallo giallo che non si vedeva dagli anni Sessanta, quando il sistema di Bretton Woods entrò in agonia.
Sul piano contabile, Euroclear evita di perdere flussi di custodia in un'epoca in cui il capitale asiatico cerca veicoli di mobilizzazione internazionale. Sul piano strategico, Pechino amplia gli sbocchi globali del proprio debito sovrano e accelera la traiettoria di internazionalizzazione del renminbi senza dover passare per i circuiti di pagamento statunitensi. Mosca, che da quattro anni spinge un'agenda di dedollarizzazione, oggi vede maturare un risultato strutturale nel cuore stesso del sistema finanziario europeo. Lo sguardo del Cremlino è inequivocabile: gli Stati Uniti, congelando le riserve russe, hanno fornito alle banche centrali del Sud globale l'argomento decisivo per diversificare la composizione delle proprie riserve, e oggi anche le infrastrutture finanziarie occidentali sono costrette a inseguire quella diversificazione per non perdere mercato. Antonio Gramsci scriveva nei Quaderni del carcere che la crisi consiste nel fatto che «il vecchio muore e il nuovo non può nascere»: in quel chiaroscuro, oggi, sorge la moneta cinese.
Resta una considerazione finale, e tocca la collocazione italiana. Bank of China ha aperto la propria filiale di Milano nel 1998, Industrial and Commercial Bank of China ne ha una operativa dal 2011. Il sistema bancario italiano è già strutturalmente connesso al circuito cinese, ma la politica nazionale continua a trattare l'argomento come un tabù. Nel frattempo, sopra le nostre teste, le tubature della finanza globale vengono riconfigurate senza che nessuno chieda il nostro parere.
di Margherita Furlan
Euroclear, il principale depositario centrale europeo, ha esteso l'accettazione di titoli di Stato cinesi come garanzia collaterale nelle transazioni finanziarie. È un colpo silenzioso ma profondo all'egemonia del dollaro, dentro la stessa cassaforte che custodisce gli asset russi congelati.
Il comunicato ufficiale di Euroclear del 2 febbraio 2026, ripreso ora dal Financial Times, formalizza l'accordo con Crédit Agricole e Bank of China per l'uso di bond sovrani cinesi offshore come collaterale triparty nei requisiti di margine sui derivati non compensati. I numeri raccontano il peso dell'operazione: il mercato dei titoli di Stato cinesi onshore vale oggi circa cinque trilioni di euro, secondo solo a quello statunitense. Parallelamente Clearstream, il depositario centrale del gruppo Deutsche Börse con sede in Lussemburgo, ha aperto la stessa porta con CITIC Securities e Shanghai Pudong Development Bank. Le due principali infrastrutture di custodia europee, dunque, si muovono in sincrono.
Il contesto rende il movimento ancora più pesante. Euroclear è la stessa istituzione che dal 2022 custodisce la quasi totalità degli asset russi congelati in Europa, circa 200 miliardi di euro, e che dal giugno 2024 versa a Kiev gli interessi maturati su quel patrimonio in base alla decisione del G7 di Borgo Egnazia. Il Cremlino ha classificato l'operazione come «furto di Stato» e ha avvertito che si tratta del più grave precedente nella storia del diritto finanziario internazionale. È esattamente da quel momento che le banche centrali del Sud globale hanno cambiato passo. Cina, India, Turchia, Arabia Saudita, Polonia, Singapore: nel 2024 le banche centrali mondiali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate di oro fisico per il terzo anno consecutivo, secondo i dati del World Gold Council. Una corsa al metallo giallo che non si vedeva dagli anni Sessanta, quando il sistema di Bretton Woods entrò in agonia.
Sul piano contabile, Euroclear evita di perdere flussi di custodia in un'epoca in cui il capitale asiatico cerca veicoli di mobilizzazione internazionale. Sul piano strategico, Pechino amplia gli sbocchi globali del proprio debito sovrano e accelera la traiettoria di internazionalizzazione del renminbi senza dover passare per i circuiti di pagamento statunitensi. Mosca, che da quattro anni spinge un'agenda di dedollarizzazione, oggi vede maturare un risultato strutturale nel cuore stesso del sistema finanziario europeo. Lo sguardo del Cremlino è inequivocabile: gli Stati Uniti, congelando le riserve russe, hanno fornito alle banche centrali del Sud globale l'argomento decisivo per diversificare la composizione delle proprie riserve, e oggi anche le infrastrutture finanziarie occidentali sono costrette a inseguire quella diversificazione per non perdere mercato. Antonio Gramsci scriveva nei Quaderni del carcere che la crisi consiste nel fatto che «il vecchio muore e il nuovo non può nascere»: in quel chiaroscuro, oggi, sorge la moneta cinese.
Resta una considerazione finale, e tocca la collocazione italiana. Bank of China ha aperto la propria filiale di Milano nel 1998, Industrial and Commercial Bank of China ne ha una operativa dal 2011. Il sistema bancario italiano è già strutturalmente connesso al circuito cinese, ma la politica nazionale continua a trattare l'argomento come un tabù. Nel frattempo, sopra le nostre teste, le tubature della finanza globale vengono riconfigurate senza che nessuno chieda il nostro parere.
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DRAGHI: “SIAMO SOLI”. Il vero piano dietro il discorso di Aquisgrana
Da Aquisgrana, Mario Draghi lancia un messaggio inquietante: più riarmo, più integrazione europea, più spesa militare. Ma dietro la retorica della “difesa comune” si nasconde un progetto preciso? 🇪🇺⚔️ Con Paolo Cornetti analizziamo: ▪️ il vero significato del discorso di Draghi ▪️ il ruolo della Germania nel nuovo riarmo europeo ▪️ la subordinazione dell’UE…
https://casadelsole.tv/draghi-siamo-soli-il-vero-piano-dietro-il-discorso-di-aquisgrana/
Da Aquisgrana, Mario Draghi lancia un messaggio inquietante: più riarmo, più integrazione europea, più spesa militare. Ma dietro la retorica della “difesa comune” si nasconde un progetto preciso? 🇪🇺⚔️ Con Paolo Cornetti analizziamo: ▪️ il vero significato del discorso di Draghi ▪️ il ruolo della Germania nel nuovo riarmo europeo ▪️ la subordinazione dell’UE…
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Giulietto Chiesa – 2019, verso una guerra di sterminio
Dalla lettura dei documenti prodotti dal Pentagono nel 2018 era sempre più evidente il rischio di uno scontro mondiale, anche con utilizzo di armi atomiche, che vede il contrapporsi degli Stati Uniti d’America contro Russia e Cina. 👉 È possibile fermare la deriva? Intervista, datata aprile 2019, a Giulietto Chiesa, scrittore, giornalista e analista…
https://casadelsole.tv/44945-2/
Dalla lettura dei documenti prodotti dal Pentagono nel 2018 era sempre più evidente il rischio di uno scontro mondiale, anche con utilizzo di armi atomiche, che vede il contrapporsi degli Stati Uniti d’America contro Russia e Cina. 👉 È possibile fermare la deriva? Intervista, datata aprile 2019, a Giulietto Chiesa, scrittore, giornalista e analista…
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ATTACCO a Cuba: Gli USA fabbricano il “casus belli” contro L’Avana
Trump prepara l’attacco finale contro Cuba. Appena dopo la visita del capo della CIA Ratcliffe, arriva l’accusa da un articolo di Axios: l’Havana avrebbe acquistato 300 droni da Russia e Iran per colpire la base di Guantanamo. E’ il casus belli di cui il Pentagono ha bisogno per per giustificare, in nome della propria…
https://casadelsole.tv/attacco-a-cuba-gli-usa-fabbricano-il-casus-belli-contro-lavana/
Trump prepara l’attacco finale contro Cuba. Appena dopo la visita del capo della CIA Ratcliffe, arriva l’accusa da un articolo di Axios: l’Havana avrebbe acquistato 300 droni da Russia e Iran per colpire la base di Guantanamo. E’ il casus belli di cui il Pentagono ha bisogno per per giustificare, in nome della propria…
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📆 Vi aspettiamo oggi, LUNEDI 18 MAGGIO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 18.05.2026 🔴Ricatti israeliani, manipolazioni statunitensi e sottomissioni europee
A questo link 👉https://youtube.com/live/FrcczM_isGo
Mentre Trump dichiara l'ennesimo ultimatum a Teheran, per la prima volta nella storia Serbia e NATO si esercitano insieme alla guerra. Israele si apre un varco in Europa passando da Belgrado. Nel frattempo, le dichiarazioni patrimoniali del presidente americano rivelano investimenti personali in Palantir, Nvidia e altri colossi della difesa e della tecnologia, gli stessi che lo hanno accompagnato a Pechino per trattare con Xi Jinping. Il vertice sino-americano si chiude con pochi risultati concreti e un avvertimento netto di Xi su Taiwan. Intanto il Libano è sotto assedio: quasi tremila morti dal 2 marzo, ospedali allo stremo, villaggi rasi al suolo, e il prorogato cessate il fuoco del 17 aprile è diventato carta straccia. E nel silenzio dei media, lo Zimbabwe apre i negoziati per aderire alla Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, costruendo un'alternativa al sistema di Bretton Woods per vie finanziarie piuttosto che per vie diplomatiche. Ne parliamo con 🎙 Fulvio Scaglione, giornalista, scrittore, direttore di InsideOver, già vicedirettore di Famiglia Cristiana, corrispondente da Mosca e inviato in Medio Oriente. Autore tra gli altri di Zelens'kyj. L'uomo e la maschera (Meltemi, 2024) e Il patto con il diavolo (Rizzoli, 2016), Alberto Bradanini, ex Ambasciatore d'Italia a Pechino e a Teheran, Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. Autore di Cina, dall'umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare (Anteo, 2023) e Cina. L'irresistibile ascesa (Sandro Teti, 2022), Hanieh Tarkian, docente di Studi islamici, coordinatrice del Master in lingua italiana dell'Università internazionale al-Mustafa (Iran), esperta di Iran, Medio Oriente e geopolitica. Autrice di Coraggio e fede. L'esempio del generale Qassem Soleimani (2022). In studio Jeff Hoffman
1️⃣ Trump a Pechino con i miliardari: visita di Stato o fiera degli affari? Le azioni Palantir del presidente, i conflitti di interesse e la narrazione del G2 che ridisegna il mondo senza l'Europa.
2️⃣ Libano sotto le bombe, cessate il fuoco inesistente: quasi tremila vittime in due mesi, Israele prosegue indisturbato allargandosi in Libano e aprendosi un varco in Europa tramite i contratti con Belgrado.
3️⃣ 🌍 Lo Zimbabwe negozia l'ingresso nella Banca di Sviluppo BRICS: il blocco multipolare si allarga e cambia l'architettura finanziaria globale
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#Levante #CasadelSoleTV #MargheritaFurlan #JeffHoffman #TrumpXi #Pechino #Palantir #Libano #Netanyahu #CPI #BRICS #Zimbabwe #Multipolarismo #Geopolitica #Iran #FulvioScaglione #AlbertoBradanini #HaniehTarkian #Hormuz #Nvidia #Musk
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Mentre Trump dichiara l'ennesimo ultimatum a Teheran, per la prima volta nella storia Serbia e NATO si esercitano insieme alla guerra. Israele si apre un varco in Europa passando da Belgrado. Nel frattempo, le dichiarazioni patrimoniali del presidente americano rivelano investimenti personali in Palantir, Nvidia e altri colossi della difesa e della tecnologia, gli stessi che lo hanno accompagnato a Pechino per trattare con Xi Jinping. Il vertice sino-americano si chiude con pochi risultati concreti e un avvertimento netto di Xi su Taiwan. Intanto il Libano è sotto assedio: quasi tremila morti dal 2 marzo, ospedali allo stremo, villaggi rasi al suolo, e il prorogato cessate il fuoco del 17 aprile è diventato carta straccia. E nel silenzio dei media, lo Zimbabwe apre i negoziati per aderire alla Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, costruendo un'alternativa al sistema di Bretton Woods per vie finanziarie piuttosto che per vie diplomatiche. Ne parliamo con 🎙 Fulvio Scaglione, giornalista, scrittore, direttore di InsideOver, già vicedirettore di Famiglia Cristiana, corrispondente da Mosca e inviato in Medio Oriente. Autore tra gli altri di Zelens'kyj. L'uomo e la maschera (Meltemi, 2024) e Il patto con il diavolo (Rizzoli, 2016), Alberto Bradanini, ex Ambasciatore d'Italia a Pechino e a Teheran, Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. Autore di Cina, dall'umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare (Anteo, 2023) e Cina. L'irresistibile ascesa (Sandro Teti, 2022), Hanieh Tarkian, docente di Studi islamici, coordinatrice del Master in lingua italiana dell'Università internazionale al-Mustafa (Iran), esperta di Iran, Medio Oriente e geopolitica. Autrice di Coraggio e fede. L'esempio del generale Qassem Soleimani (2022). In studio Jeff Hoffman
1️⃣ Trump a Pechino con i miliardari: visita di Stato o fiera degli affari? Le azioni Palantir del presidente, i conflitti di interesse e la narrazione del G2 che ridisegna il mondo senza l'Europa.
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LEVANTE 18.05.2026 🔴Ricatti israeliani, manipolazioni statunitensi e sottomissioni europee
Mentre Trump dichiara l'ennesimo ultimatum a Teheran, per la prima volta nella storia Serbia e NATO si esercitano insieme alla guerra. Israele si apre un varco in Europa passando da Belgrado. Nel frattempo, le dichiarazioni patrimoniali del presidente americano…
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IL CONTO TITOLI DEL SOVRANO
di Margherita Furlan
Mentre l’Air Force One imbarcava i suoi amministratori delegati verso Pechino, un conto intestato al presidente degli Stati Uniti comprava e vendeva i titoli delle stesse società. I mercati hanno premiato l’evento, non il suo esito. È la radiografia di uno Stato che ha smesso di funzionare come una repubblica e ha cominciato a funzionare come un consiglio di amministrazione. [leggi l’articolo 👉]
https://www.lafionda.org/2026/05/18/il-conto-titoli-del-sovrano/
di Margherita Furlan
Mentre l’Air Force One imbarcava i suoi amministratori delegati verso Pechino, un conto intestato al presidente degli Stati Uniti comprava e vendeva i titoli delle stesse società. I mercati hanno premiato l’evento, non il suo esito. È la radiografia di uno Stato che ha smesso di funzionare come una repubblica e ha cominciato a funzionare come un consiglio di amministrazione. [leggi l’articolo 👉]
https://www.lafionda.org/2026/05/18/il-conto-titoli-del-sovrano/
La Fionda
Il conto titoli del sovrano | La Fionda
Mentre l'Air Force One imbarcava i suoi amministratori delegati verso Pechino, un conto intestato al presidente degli Stati Uniti comprava e vendeva i titoli
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