CasaDelSoleTG 06.12.24 – Turchia-Israele contro Siria
– Siria, Erdogan non si nasconde più di Margherita Furlan – Iran a Kiev: basta sostenere gli jihadisti di Andrea Lucidi – Romania, annullate le elezioni di Margherita Furlan – Lavrov: pronti a tutto per difenderci di Andrea Lucidi – Ucraina, Lavrov parla dei termini di pace di Andrea Lucidi – Lavrov torna in…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-06-12-24-turchia-israele-contro-siria/
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Siria, Erdogan non si nasconde più
di Margherita Furlan
Idlib, Hama e Homs e poi Damasco. Il presidente turco Erdogan ha dichiarato gli obiettivi delle milizie islamiste in Siria, svelando la maschera.
I terroristi, nel frattempo, hanno attraversato la città di Hama, 40 km in un giorno, e ora sono già alla periferia della città siriana di Homs.
La situazione sta precipitando. I curdi (appoggiati dagli americani) sono entrati a Deir Ezzor e hanno dichiarato di aver occupato le parti della Siria orientale dalle quali l'esercito si è ritirato. A Daraa si registrano rivolte e assalti alle caserme dell’esercito.
L'ambasciata russa in Siria ha invitato i cittadini russi a lasciare il Paese con voli di linea attraverso gli aeroporti esistenti.
L’Iran invierà missili, droni e altri consiglieri in Siria. In tal caso è estremamente probabile che Israele entrerà in campo...
di Margherita Furlan
Idlib, Hama e Homs e poi Damasco. Il presidente turco Erdogan ha dichiarato gli obiettivi delle milizie islamiste in Siria, svelando la maschera.
I terroristi, nel frattempo, hanno attraversato la città di Hama, 40 km in un giorno, e ora sono già alla periferia della città siriana di Homs.
La situazione sta precipitando. I curdi (appoggiati dagli americani) sono entrati a Deir Ezzor e hanno dichiarato di aver occupato le parti della Siria orientale dalle quali l'esercito si è ritirato. A Daraa si registrano rivolte e assalti alle caserme dell’esercito.
L'ambasciata russa in Siria ha invitato i cittadini russi a lasciare il Paese con voli di linea attraverso gli aeroporti esistenti.
L’Iran invierà missili, droni e altri consiglieri in Siria. In tal caso è estremamente probabile che Israele entrerà in campo...
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Italia, discesa a tutto gas
di Jeff Hoffman
I prezzi del gas in Europa superano attualmente i 100 euro al megawatt ora, più o meno cinque volte di più dei prezzi del 2022.
I cittadini del Vecchio Continente pagano il gas quattro volte più caro dei nordamericani, aggiungendo il costo della liquefazione e del trasporto. Calcolatrice alla mano, per scaricare il gas liquido a stelle e strisce, rigassificarlo e metterlo in rete l’Italia paga circa 4 milioni di euro per una nave spot da 150mila metri cubi liquidi, che allo stato gassoso diventano 90 milioni, poco più di quanto veniva importato dalla Russia in un solo giorno.
Gli Stati Uniti attualmente sono il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto, con una quota di mercato che supera il 20-21% a livello globale...
di Jeff Hoffman
I prezzi del gas in Europa superano attualmente i 100 euro al megawatt ora, più o meno cinque volte di più dei prezzi del 2022.
I cittadini del Vecchio Continente pagano il gas quattro volte più caro dei nordamericani, aggiungendo il costo della liquefazione e del trasporto. Calcolatrice alla mano, per scaricare il gas liquido a stelle e strisce, rigassificarlo e metterlo in rete l’Italia paga circa 4 milioni di euro per una nave spot da 150mila metri cubi liquidi, che allo stato gassoso diventano 90 milioni, poco più di quanto veniva importato dalla Russia in un solo giorno.
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Lavrov torna in Ue e “boccia” l’Occidente
di Gionata Chatillard
Era dal 2021 che il ministro degli Esteri russo non visitava un Paese dell'Unione Europea. Tanto allora, in Svezia, come adesso, a Malta, l'occasione è stata fornita dal vertice dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, altrimenti detta OSCE, di cui la Russia è membro insieme ad altre 56 nazioni. Una cornice che ha consentito a Sergei Lavrov di atterrare nell'ex colonia britannica nonostante le sanzioni comunitarie che pesano sui suoi beni in suo possesso...
di Gionata Chatillard
Era dal 2021 che il ministro degli Esteri russo non visitava un Paese dell'Unione Europea. Tanto allora, in Svezia, come adesso, a Malta, l'occasione è stata fornita dal vertice dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, altrimenti detta OSCE, di cui la Russia è membro insieme ad altre 56 nazioni. Una cornice che ha consentito a Sergei Lavrov di atterrare nell'ex colonia britannica nonostante le sanzioni comunitarie che pesano sui suoi beni in suo possesso...
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Lavrov: pronti a tutto per difenderci
di Andrea Lucidi
Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, nell’intervista esclusiva con Tucker Carlson, ha affrontato temi chiave legati alle tensioni globali, ai rapporti tra Mosca e Washington e ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
"Non siamo ufficialmente in guerra con gli Stati Uniti," ha dichiarato Lavrov, descrivendo il conflitto in Ucraina come una “guerra ibrida” e accusando Washington di un coinvolgimento diretto attraverso forniture di armi e supporto operativo a Kiev...
di Andrea Lucidi
Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, nell’intervista esclusiva con Tucker Carlson, ha affrontato temi chiave legati alle tensioni globali, ai rapporti tra Mosca e Washington e ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
"Non siamo ufficialmente in guerra con gli Stati Uniti," ha dichiarato Lavrov, descrivendo il conflitto in Ucraina come una “guerra ibrida” e accusando Washington di un coinvolgimento diretto attraverso forniture di armi e supporto operativo a Kiev...
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Ucraina, Lavrov parla dei termini di pace
di Andrea Lucidi
La Russia è stata chiara sugli obiettivi della operazione militare e sulle condizioni per la sua conclusione, lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov durante l’intervista con Tucker Carlson.
"Per cominciare, perché non dite a Zelensky di annullare pubblicamente l’ordine che vieta i negoziati con Mosca? Questo sarebbe un segnale che vuole negoziare," ha detto Lavrov.
Rispondendo su quali condizioni la Russia accetterebbe, Lavrov ha citato il discorso di Putin di giugno, sottolineando:
"Il principio chiave è lo status di neutralità dell’Ucraina: no NATO. Assolutamente. Niente basi militari, niente esercitazioni con truppe straniere sul suolo ucraino."...
di Andrea Lucidi
La Russia è stata chiara sugli obiettivi della operazione militare e sulle condizioni per la sua conclusione, lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov durante l’intervista con Tucker Carlson.
"Per cominciare, perché non dite a Zelensky di annullare pubblicamente l’ordine che vieta i negoziati con Mosca? Questo sarebbe un segnale che vuole negoziare," ha detto Lavrov.
Rispondendo su quali condizioni la Russia accetterebbe, Lavrov ha citato il discorso di Putin di giugno, sottolineando:
"Il principio chiave è lo status di neutralità dell’Ucraina: no NATO. Assolutamente. Niente basi militari, niente esercitazioni con truppe straniere sul suolo ucraino."...
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Iran a Kiev: basta sostenere gli jihadisti
di Andrea Lucidi
Il Ministero degli Esteri iraniano ha accusato l'Ucraina di sostenere i terroristi in Siria e ha richiesto che Kiev ponga fine a queste attività immediatamente.
Il capo del Dipartimento Eurasia del ministero degli esteri iraniano ha dichiarato:
"Siamo a conoscenza di rapporti secondo cui l'Ucraina sta vendendo armi ai terroristi in Siria aiutandoli anche ad ottenere documenti d'identità. Queste azioni rappresentano una chiara violazione degli obblighi internazionali per la prevenzione e la lotta al terrorismo."
Teheran ha chiesto a Kiev di interrompere il suo supporto ai “gruppi terroristici”, sottolineando la gravità della situazione...
di Andrea Lucidi
Il Ministero degli Esteri iraniano ha accusato l'Ucraina di sostenere i terroristi in Siria e ha richiesto che Kiev ponga fine a queste attività immediatamente.
Il capo del Dipartimento Eurasia del ministero degli esteri iraniano ha dichiarato:
"Siamo a conoscenza di rapporti secondo cui l'Ucraina sta vendendo armi ai terroristi in Siria aiutandoli anche ad ottenere documenti d'identità. Queste azioni rappresentano una chiara violazione degli obblighi internazionali per la prevenzione e la lotta al terrorismo."
Teheran ha chiesto a Kiev di interrompere il suo supporto ai “gruppi terroristici”, sottolineando la gravità della situazione...
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Romania, annullate le elezioni
di Margherita Furlan
Nessun ballottaggio, la Corte costituzionale della Romania ha annullato l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi il 24 novembre, dopo la desecretazione di documenti riservati sulla sicurezza relativi a presunte ingerenze straniere, in primis della Russia.
La Corte, si legge nel comunicato, «annulla l'intero processo di elezione del presidente romeno» per «garantire la validità e la legalità» del voto e chiede che «l'intero processo elettorale» riprenda dall'inizio. È stato quindi annullato il ballottaggio in programma domenica 8 dicembre tra la candidata filo-europea Elena Lasconi e il russofono Calin Georgescu arrivato davanti al primo turno. Votare non serve più. Tutto è deciso in altre sedi...
di Margherita Furlan
Nessun ballottaggio, la Corte costituzionale della Romania ha annullato l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi il 24 novembre, dopo la desecretazione di documenti riservati sulla sicurezza relativi a presunte ingerenze straniere, in primis della Russia.
La Corte, si legge nel comunicato, «annulla l'intero processo di elezione del presidente romeno» per «garantire la validità e la legalità» del voto e chiede che «l'intero processo elettorale» riprenda dall'inizio. È stato quindi annullato il ballottaggio in programma domenica 8 dicembre tra la candidata filo-europea Elena Lasconi e il russofono Calin Georgescu arrivato davanti al primo turno. Votare non serve più. Tutto è deciso in altre sedi...
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📆 Vi aspettiamo oggi, VENERDI 6 DICEMBRE con una nuova puntata di LEVANTE, alle ore 19.30, Levante 06.12.2024 - Prima guerra nei BRICS?
Levante 06.12.2024 - Prima guerra nei BRICS?
Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l'intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall'Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l'Asse della Resistenza a vantaggio di Tel Aviv. Mosca e Teheran si aspettano molte spiegazioni da Erdogan, dato che ora la Turchia, divenuta membro Partners dei BRICS, è il ponte privilegiato tra Mosca e l'Occidente. Questo potrebbe metastatizzare nella Prima Guerra dei BRICS. Ne parliamo con Giuseppe Masala, economista, Roberto Quaglia, saggista. In studio Jeff Hoffman.
A questo link 👉 https://www.youtube.com/live/JpgUoLcRKek
È oggi, più che mai, necessario ritornare all’Etica del fare. Per restare lucidi aiutaci a divulgare la consapevolezza dei Tempi.
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Levante 06.12.2024 - Prima guerra nei BRICS?
Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l'intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall'Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l'Asse della Resistenza a vantaggio di Tel Aviv. Mosca e Teheran si aspettano molte spiegazioni da Erdogan, dato che ora la Turchia, divenuta membro Partners dei BRICS, è il ponte privilegiato tra Mosca e l'Occidente. Questo potrebbe metastatizzare nella Prima Guerra dei BRICS. Ne parliamo con Giuseppe Masala, economista, Roberto Quaglia, saggista. In studio Jeff Hoffman.
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Levante 06.12.2024 - Prima guerra nei BRICS?
Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l'intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall'Ucraina per sostenere Damasco. Da anni…
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Levante 06.12.2024 – Prima guerra nei BRICS?
Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l’intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall’Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l’Asse della Resistenza…
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Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l’intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall’Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l’Asse della Resistenza…
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LM Pacini: Turchia verso il miglior offerente
Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l’intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall’Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l’Asse della Resistenza…
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Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l’intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall’Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l’Asse della Resistenza…
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Umberto Pascali: Putin e Trump fermeranno il golpe globalista?
Al summit dell’OSCE i ministri degli Esteri di Ucraina, Lettonia, Polonia e Repubblica Ceca hanno lasciato la sala quando doveva intervenire il capo della diplomazia russa, Sergej Lavrov. A sua volta Lavrov ha lasciato la sala quando è intervenuto Antony “guerrafondaio” Blinken. Intanto, con un democratico colpo di spugna il voto rumeno è stato…
https://casadelsole.tv/umberto-pascali-putin-e-trump-fermeranno-il-golpe-globalista/
Al summit dell’OSCE i ministri degli Esteri di Ucraina, Lettonia, Polonia e Repubblica Ceca hanno lasciato la sala quando doveva intervenire il capo della diplomazia russa, Sergej Lavrov. A sua volta Lavrov ha lasciato la sala quando è intervenuto Antony “guerrafondaio” Blinken. Intanto, con un democratico colpo di spugna il voto rumeno è stato…
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COMINCIA L’ERA DEL GRANDE ISRAELE
Ciò che è accaduto stanotte in Siria modifica la geografia dell’intera regione - e quindi del mondo, considerata la centralità politica del Medio Oriente. La caduta di Assad apre ora la strada al Grande Israele. Damasco è caduta quasi senza combattere; la battaglia potrebbe essere stata giocata da un’altra parte, sulla base di una trattativa in cui hanno preso parte diversi attori.
La spartizione dei territori siriani e le modalità con cui verranno assegnati, cosa succederà alle basi militari russe di Tartus e dí Khmeimin, la destinazione finale di Assad e della sua famiglia, saranno tutti elementi che ci potranno raccontare qualcosa di ciò che realmente è accaduto in questi giorni.
Oggi è troppo presto per un’analisi completa del quadro e della sua cornice, in cui il gioco della politica si è rivelato nella sua drammatica e complessa realtà: mediazione, tattica, sacrificio popolare, mai democrazia. Non necessariamente si tratta di una vittoria dell’asse anglo-sionista. La pace ha sempre un prezzo. Verificheremo nelle prossime settimane, con l’avvento (calcolato?) di Trump, quale sarà il destino dell’Ucraina.
Margherita Furlan
Ciò che è accaduto stanotte in Siria modifica la geografia dell’intera regione - e quindi del mondo, considerata la centralità politica del Medio Oriente. La caduta di Assad apre ora la strada al Grande Israele. Damasco è caduta quasi senza combattere; la battaglia potrebbe essere stata giocata da un’altra parte, sulla base di una trattativa in cui hanno preso parte diversi attori.
La spartizione dei territori siriani e le modalità con cui verranno assegnati, cosa succederà alle basi militari russe di Tartus e dí Khmeimin, la destinazione finale di Assad e della sua famiglia, saranno tutti elementi che ci potranno raccontare qualcosa di ciò che realmente è accaduto in questi giorni.
Oggi è troppo presto per un’analisi completa del quadro e della sua cornice, in cui il gioco della politica si è rivelato nella sua drammatica e complessa realtà: mediazione, tattica, sacrificio popolare, mai democrazia. Non necessariamente si tratta di una vittoria dell’asse anglo-sionista. La pace ha sempre un prezzo. Verificheremo nelle prossime settimane, con l’avvento (calcolato?) di Trump, quale sarà il destino dell’Ucraina.
Margherita Furlan
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LETTERA APERTA A EDITH BRUCK E LILIANA SEGRE
Gentilissime,
non ho il piacere di conoscere di persona la signora Liliana Segre, mentre conosco, da molti decenni Edith, che mi onoro di considerare una delle mie più care amiche.
Lei, signora Segre, ha ricevuto nel 2018 il laticlavio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gesto che tutti abbiamo apprezzato, non tanto, mi consenta, per i Suoi meriti personali, quanto per ciò che Ella stessa rappresenta: una sopravvissuta a un tentato genocidio.
Anche tu Edith, sei una sopravvissuta, e sebbene tu non sia stata nominata “senatrice”, le tue opere – romanzi racconti poesie cinema televisione – costituiscono un pubblico riconoscimento, al quale la visita, nella tua dimora romana, di Papa Francesco ha dato recentemente un suggello straordinario. Perciò sono rimasto a dir poco sconcertato dalla tua reazione alterata, inutilmente aggressiva, verso il pontefice dopo le parole da lui pronunciate che in forma dubitativa accennavano alla necessità o opportunità di accertare se a Gaza fosse in corso un genocidio. Già nelle settimane precedenti tu, cara Edith, avevi alzato la voce contro coloro che sostenevano i diritti del popolo palestinese, che certo tu riconosci, ma mettendo sullo stesso piano palestinesi e israeliani, come fanno dal 7 ottobre tanti esponenti della cultura“progressista” italiana che si riconosce nell’ebraismo, e ha un giudizio critico della condotta del governo israeliano, ma si rifiuta di ammettere che Israele conduce, dalla sua stessa fondazione, politiche di pulizia etnica e tendenzialmente genocidarie verso le popolazioni autoctone. Politiche che dall’8 ottobre del 2023 sono diventate esplicitamente genocidarie. No, mi dispiace Edith che tu abbia aggredito il pontefice criticandolo aspramente per le sue dichiarazioni a mio avviso persino timide: consentimi, a Gaza si sta perpetrando un genocidio.
E qui vengo a Lei, senatrice Segre; Lei inizialmente aveva reagito al giudizio ormai praticamente universale sul genocidio in atto da parte degli israeliani a Gaza, con un’affermazione stizzita: “parlare di genocidio è una bestemmia”. Affermazione che nel ricorso a una parola che implicitamente evoca la dimensione sacra, è indicativa su come Ella concepisca la persecuzione e il tentato sterminio del popolo ebraico, ma anche, sotterraneamente, la sacralità dell’ebraismo, che è la prima giustificazione della stessa nascita dello Stato di Israele, con richiami ai “Testi Sacri”che decreterebbero che la terra di Palestina era “predestinata” agli ebrei. Una interpretazione mitografica che non trova nessun riscontro né archeologico, né storico, né demografico, né antropologico.
Rimane l’altra, più importante motivazione per la nascita di Israele come Stato sovrano nel 1948, il “risarcimento” per la Shoah. Lasciamo stare il dato storico che vede il sionismo nascere ben prima della Seconda guerra mondiale, a fine Ottocento. Ma, al di là del fatto che un risarcimento sarebbe impossibile, tanto grande e grave è stato il torto subito dagli ebrei, perché mai dovrebbero essere gli arabi, e i palestinesi in specie, a subire un torto altrettanto grave, sia pure in forme diverse, per compensare il popolo ebraico di ciò che gli europei, i nazisti tedeschi e i fascisti italiani, in primis, gli hanno fatto? Quale colpa si pretenderebbe di addossare al popolo palestinese? Non è bastato scacciarlo dalla terra in cui vivevano, in pace e serenità lungo i secoli, accanto ad ebrei, cristiani, islamici? In quella terra erano largamente dominanti, anche se la narrazione sionista ha inventato la menzogna ripetuta come uno stolto slogan: “Una terra senza popolo, per un popolo senza terra”.
Lei, Senatrice, come la mia carissima Edith, vede nell’azione su Gaza da parte dell’IDF una “reazione” (magari un po’ eccessiva..) ai fatti del 7 ottobre.
Gentilissime,
non ho il piacere di conoscere di persona la signora Liliana Segre, mentre conosco, da molti decenni Edith, che mi onoro di considerare una delle mie più care amiche.
Lei, signora Segre, ha ricevuto nel 2018 il laticlavio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gesto che tutti abbiamo apprezzato, non tanto, mi consenta, per i Suoi meriti personali, quanto per ciò che Ella stessa rappresenta: una sopravvissuta a un tentato genocidio.
Anche tu Edith, sei una sopravvissuta, e sebbene tu non sia stata nominata “senatrice”, le tue opere – romanzi racconti poesie cinema televisione – costituiscono un pubblico riconoscimento, al quale la visita, nella tua dimora romana, di Papa Francesco ha dato recentemente un suggello straordinario. Perciò sono rimasto a dir poco sconcertato dalla tua reazione alterata, inutilmente aggressiva, verso il pontefice dopo le parole da lui pronunciate che in forma dubitativa accennavano alla necessità o opportunità di accertare se a Gaza fosse in corso un genocidio. Già nelle settimane precedenti tu, cara Edith, avevi alzato la voce contro coloro che sostenevano i diritti del popolo palestinese, che certo tu riconosci, ma mettendo sullo stesso piano palestinesi e israeliani, come fanno dal 7 ottobre tanti esponenti della cultura“progressista” italiana che si riconosce nell’ebraismo, e ha un giudizio critico della condotta del governo israeliano, ma si rifiuta di ammettere che Israele conduce, dalla sua stessa fondazione, politiche di pulizia etnica e tendenzialmente genocidarie verso le popolazioni autoctone. Politiche che dall’8 ottobre del 2023 sono diventate esplicitamente genocidarie. No, mi dispiace Edith che tu abbia aggredito il pontefice criticandolo aspramente per le sue dichiarazioni a mio avviso persino timide: consentimi, a Gaza si sta perpetrando un genocidio.
E qui vengo a Lei, senatrice Segre; Lei inizialmente aveva reagito al giudizio ormai praticamente universale sul genocidio in atto da parte degli israeliani a Gaza, con un’affermazione stizzita: “parlare di genocidio è una bestemmia”. Affermazione che nel ricorso a una parola che implicitamente evoca la dimensione sacra, è indicativa su come Ella concepisca la persecuzione e il tentato sterminio del popolo ebraico, ma anche, sotterraneamente, la sacralità dell’ebraismo, che è la prima giustificazione della stessa nascita dello Stato di Israele, con richiami ai “Testi Sacri”che decreterebbero che la terra di Palestina era “predestinata” agli ebrei. Una interpretazione mitografica che non trova nessun riscontro né archeologico, né storico, né demografico, né antropologico.
Rimane l’altra, più importante motivazione per la nascita di Israele come Stato sovrano nel 1948, il “risarcimento” per la Shoah. Lasciamo stare il dato storico che vede il sionismo nascere ben prima della Seconda guerra mondiale, a fine Ottocento. Ma, al di là del fatto che un risarcimento sarebbe impossibile, tanto grande e grave è stato il torto subito dagli ebrei, perché mai dovrebbero essere gli arabi, e i palestinesi in specie, a subire un torto altrettanto grave, sia pure in forme diverse, per compensare il popolo ebraico di ciò che gli europei, i nazisti tedeschi e i fascisti italiani, in primis, gli hanno fatto? Quale colpa si pretenderebbe di addossare al popolo palestinese? Non è bastato scacciarlo dalla terra in cui vivevano, in pace e serenità lungo i secoli, accanto ad ebrei, cristiani, islamici? In quella terra erano largamente dominanti, anche se la narrazione sionista ha inventato la menzogna ripetuta come uno stolto slogan: “Una terra senza popolo, per un popolo senza terra”.
Lei, Senatrice, come la mia carissima Edith, vede nell’azione su Gaza da parte dell’IDF una “reazione” (magari un po’ eccessiva..) ai fatti del 7 ottobre.
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Ma è proprio così? Posso suggerirle almeno di leggere un saggio sotto forma di inchiesta (Roberto Iannuzzi, “Il 7 ottobre tra verità e propaganda”, Fazi Editore)? Vedrà, che di quegli avvenimenti sappiamo soltanto ciò che Israele ha voluto farci sapere. Ma non abbiamo noi tutti, in specie chi riveste ruoli pubblici, il dovere di esercitare lo spirito critico? E anche se fossero state compiute tutte le nefandezze attribuite dagli israeliani ai “terroristi” palestinesi (e non è così), anche se non fosse vero che il criminale Netanyahu abbia in qualche modo favorito, indirettamente, l’attacco palestinese di quel giorno, le pare accettabile una ritorsione condotta su scala 5000 a 1? Le pare che quello che si autodefinisce “l’esercito più morale del mondo” si stia comportando in violazione di tutte le norme e i precetti del diritto internazionale e del diritto umanitario? La distruzione di scuole, ospedali, campi profughi, l’assassinio di massa di uomini donne anziani e bambini le pare un’azione di guerra? Ella, Senatrice, sostiene che essendo in guerra non si può parlare di “genocidio”. Una ben bizzarra interpretazione, lo consenta a uno studioso che ha mezzo secolo di insegnamento di Storia del pensiero politico alle spalle, e che si è occupato a lungo di codesti temi e altri vicini. Non sorge in Lei il sospetto di sbagliare, se l’intera comunità giuridica, filosofica, politologica e storiografica parla di genocidio a Gaza? Non le sorge il sospetto che la Sua è una insostenibile “difesa d’ufficio” che non regge davanti ai pronunciamenti di innumerevoli consessi filosofico-giuridici e di organismi internazionali, dalla Corte Penale Internazionale ad Amnesty International? Insomma, Senatrice, se i tanti (la quasi unanimità degli studiosi) che sine ira et studio si sono pronunciatidenunciando Israele di portare avanti un genocidio, siano tutti in malafede? O addirittura “antisemiti”? Perché, gentile Senatrice,non ammette ciò che abbiamo davanti agli occhi, quotidianamente, è un genocidio incrementale? Perché non prende le distanze dal governo israeliano? Si può essere ebrei e non essere israeliani, si può essere ebrei senza esser sionisti e, infine, si può essere ebrei e riconoscere che Israele sta seminando odio per gli ebrei, con la sua politica scellerata, violatrice di ogni principio giuridico, di ogni umanità.
Tutte queste mie argomentazioni valgono naturalmente anche per te, cara Edith, a maggior ragione, perché tu hai scritto e riflettuto anche su questo con una sensibilità eccezionale e so che provi empatia per tutti coloro che soffrono. Chi oggi soffre più di quei bambini condannati a morire di bombe o di fame di malattia o di stenti? Chi soffre di più di quegli anziani che si trascinano le loro povere cose da un capo all’altro della Striscia di Gaza, in base agli “ordini” impartiti dall’IDF? Non vedi la crudeltà immane di tutto questo? E come entrambe potete pensare che nella storia ci sia stato “un solo genocidio”, quello della Shoah?! Con rispetto per la senatrice e affetto per te, Edith, una affermazione siffatta è una sciocchezza. Purtroppo la storia dell’umanità gronda di genocidi, o di tentati genocidi, ciascuno diverso da tutti gli altri. Non è unaquestione di numeri ossia puramente quantitativa, né di modalità, ma di scopi: Il genocidio è l’eliminazione, con l’assassinio di massa ma anche con l’allontanamento violento e forzato di un popolo dalla sua terra, dal suo habitat (la “pulizia etnica”). Quello che si può affermare, e che io ho scritto e detto in innumerevoli sedi (libri saggi articoli conferenze), è che la Shoah è stato un unicum, per le modalità in cui si è svolta, sulla quale abbiamo infinite testimonianze, ma anche numerosissimi studi scientifici. Il campo di sterminio era concepito costruito e gestito come una “fabbrica” capitalistica; Auschwitz, insieme a Hiroshima, è il punto estremo toccato dalla “civiltà” occidentale, il punto più osceno della “modernità”, come hanno insegnato Adorno,Bauman e tanti altri pensatori.
Tutte queste mie argomentazioni valgono naturalmente anche per te, cara Edith, a maggior ragione, perché tu hai scritto e riflettuto anche su questo con una sensibilità eccezionale e so che provi empatia per tutti coloro che soffrono. Chi oggi soffre più di quei bambini condannati a morire di bombe o di fame di malattia o di stenti? Chi soffre di più di quegli anziani che si trascinano le loro povere cose da un capo all’altro della Striscia di Gaza, in base agli “ordini” impartiti dall’IDF? Non vedi la crudeltà immane di tutto questo? E come entrambe potete pensare che nella storia ci sia stato “un solo genocidio”, quello della Shoah?! Con rispetto per la senatrice e affetto per te, Edith, una affermazione siffatta è una sciocchezza. Purtroppo la storia dell’umanità gronda di genocidi, o di tentati genocidi, ciascuno diverso da tutti gli altri. Non è unaquestione di numeri ossia puramente quantitativa, né di modalità, ma di scopi: Il genocidio è l’eliminazione, con l’assassinio di massa ma anche con l’allontanamento violento e forzato di un popolo dalla sua terra, dal suo habitat (la “pulizia etnica”). Quello che si può affermare, e che io ho scritto e detto in innumerevoli sedi (libri saggi articoli conferenze), è che la Shoah è stato un unicum, per le modalità in cui si è svolta, sulla quale abbiamo infinite testimonianze, ma anche numerosissimi studi scientifici. Il campo di sterminio era concepito costruito e gestito come una “fabbrica” capitalistica; Auschwitz, insieme a Hiroshima, è il punto estremo toccato dalla “civiltà” occidentale, il punto più osceno della “modernità”, come hanno insegnato Adorno,Bauman e tanti altri pensatori.
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Gli ebrei sopravvissuti al lager, e i loro discendenti, non dovrebbero essere i primi a rifiutare qualsiasi comportamento o pratica ideologica che possa richiamare quegli orrori?
Quello che ci attendiamo, o almeno quello che io mi attenderei (ormai debbo scrivere: “attendevo”?) da due persone eccezionali, come lei Senatrice, come te Edith, sono parole inequivocabili di presa di distanza da ciò che Israele sta facendo a Gaza (e taccio rispetto a quanto accade ogni giorno nei Territori Occupati, in Libia, in Siria, in Yemen.). Se non volete chiamarlo genocidio, per favore, chiamatelo sterminio di massa, o come preferite, ma alzate le vostre voci in modo fermo e non ambiguo, in difesa di un popolo che non deve subire il destino che i nazifascisti tentarono di far subire al vostro popolo.
E vi prego: smettetela di ricorrere alla comoda categoria dell’“antisemitismo”, per zittire coloro che denunciano i crimini di Israele. Crimini che vanno non soltanto denunciati, ma perseguiti legalmente sul piano internazionale (come si sta finalmente incominciando a fare), senza timore di essere bollati con quell’accusa stolta e infamante che oggi sentiamo ogni giorno correre su tutte le bocche, anche e specialmente (che grottesco paradosso!) su quelle non innocenti degli eredi politici di coloro che del tentato sterminio degli ebrei sono stati volenterosi collaboratori. È vero che il sionismo per giustificare le proprie infamie ha elaborato anche categorie bislacche come “l’ebreo antisemita” (!) o “l’antisemita inconsapevole”. Ma confido nella vostra intelligenza, nella vostra cultura, nella vostra sensibilità e nella vostra stessa drammatica esperienza umana, per gettare alle ortiche tali scempiaggini; e soprattutto confido nel vostro senso di umanità e di giustizia, invitandovi a schierarvi, per una volta,senza esitazione, dalla parte delle vittime, che non sono gli israeliani, non sono gli ebrei, ma oggi (un oggi che dura da troppi anni) sono i palestinesi. Abbiate il coraggio di dirlo, come tanti ebrei hanno fatto, con onestà, sfidando censure e ostracismi, in questi mesi di sangue e di orrore, abbiate anche voi l’onestà di riconoscere dove è il torto e dove la ragione, e di dirlo con chiarezza, anzi di gridarlo sui tetti, non di sussurrarlo a mezza voce. Abbiamo bisogno di restare umani o forse di ritornare umani; voi, per la vostra stessa storia, potete aiutarci.
Angelo d’Orsi
(Torino, 7 dicembre 2024)
_______________
Angelo d’Orsi, allievo di Norberto Bobbio, è stato Ordinario di Storia del pensiero politico all'Università di Torino. Ha insegnato anche altre discipline storiografiche, metodologiche e politologiche, a Torino, e in altre università. Negli ultimi anni svolge corsi di storia al Politecnico di Torino. È stato visiting professor in numerosi atenei stranieri.
Oltre alla storia delle idee e delle culture e dei gruppi intellettuali, si è dedicato al tema guerra, al fascismo e all’antifascismo, nonché a questioni di metodologia e di storia della storiografia, e di teoria politica. È autore di oltre cinquanta volumi, di centinaia di saggi e articoli. I suoi ultimi titoli sono Gramsciana. Saggi su Antonio Gramsci (Mucchi, 204; nuova ed. ampl. 2015); 1917. L’anno della rivoluzione (Laterza, 2016); L’intellettuale antifascista. Ritratto di Leone Ginzburg (Neri Pozza, 2019); Manuale di storiografia (Pearson Italia, 2021); Gramsci. La biografia (Feltrinelli, 2024).
Ha fondato e dirige “Historia Magistra. Rivista di storia critica” e “Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”. Fa parte della Commissione per l’Edizione Nazionale degli Scritti di Gramsci e quella delle Opere di Antonio Labriola.
Giornalista e conferenziere, collabora a varie testate cartacee e on line, e svolge un ruolo di commentatore e opinionista su canali televisivi e in Rete.
Quello che ci attendiamo, o almeno quello che io mi attenderei (ormai debbo scrivere: “attendevo”?) da due persone eccezionali, come lei Senatrice, come te Edith, sono parole inequivocabili di presa di distanza da ciò che Israele sta facendo a Gaza (e taccio rispetto a quanto accade ogni giorno nei Territori Occupati, in Libia, in Siria, in Yemen.). Se non volete chiamarlo genocidio, per favore, chiamatelo sterminio di massa, o come preferite, ma alzate le vostre voci in modo fermo e non ambiguo, in difesa di un popolo che non deve subire il destino che i nazifascisti tentarono di far subire al vostro popolo.
E vi prego: smettetela di ricorrere alla comoda categoria dell’“antisemitismo”, per zittire coloro che denunciano i crimini di Israele. Crimini che vanno non soltanto denunciati, ma perseguiti legalmente sul piano internazionale (come si sta finalmente incominciando a fare), senza timore di essere bollati con quell’accusa stolta e infamante che oggi sentiamo ogni giorno correre su tutte le bocche, anche e specialmente (che grottesco paradosso!) su quelle non innocenti degli eredi politici di coloro che del tentato sterminio degli ebrei sono stati volenterosi collaboratori. È vero che il sionismo per giustificare le proprie infamie ha elaborato anche categorie bislacche come “l’ebreo antisemita” (!) o “l’antisemita inconsapevole”. Ma confido nella vostra intelligenza, nella vostra cultura, nella vostra sensibilità e nella vostra stessa drammatica esperienza umana, per gettare alle ortiche tali scempiaggini; e soprattutto confido nel vostro senso di umanità e di giustizia, invitandovi a schierarvi, per una volta,senza esitazione, dalla parte delle vittime, che non sono gli israeliani, non sono gli ebrei, ma oggi (un oggi che dura da troppi anni) sono i palestinesi. Abbiate il coraggio di dirlo, come tanti ebrei hanno fatto, con onestà, sfidando censure e ostracismi, in questi mesi di sangue e di orrore, abbiate anche voi l’onestà di riconoscere dove è il torto e dove la ragione, e di dirlo con chiarezza, anzi di gridarlo sui tetti, non di sussurrarlo a mezza voce. Abbiamo bisogno di restare umani o forse di ritornare umani; voi, per la vostra stessa storia, potete aiutarci.
Angelo d’Orsi
(Torino, 7 dicembre 2024)
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Angelo d’Orsi, allievo di Norberto Bobbio, è stato Ordinario di Storia del pensiero politico all'Università di Torino. Ha insegnato anche altre discipline storiografiche, metodologiche e politologiche, a Torino, e in altre università. Negli ultimi anni svolge corsi di storia al Politecnico di Torino. È stato visiting professor in numerosi atenei stranieri.
Oltre alla storia delle idee e delle culture e dei gruppi intellettuali, si è dedicato al tema guerra, al fascismo e all’antifascismo, nonché a questioni di metodologia e di storia della storiografia, e di teoria politica. È autore di oltre cinquanta volumi, di centinaia di saggi e articoli. I suoi ultimi titoli sono Gramsciana. Saggi su Antonio Gramsci (Mucchi, 204; nuova ed. ampl. 2015); 1917. L’anno della rivoluzione (Laterza, 2016); L’intellettuale antifascista. Ritratto di Leone Ginzburg (Neri Pozza, 2019); Manuale di storiografia (Pearson Italia, 2021); Gramsci. La biografia (Feltrinelli, 2024).
Ha fondato e dirige “Historia Magistra. Rivista di storia critica” e “Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”. Fa parte della Commissione per l’Edizione Nazionale degli Scritti di Gramsci e quella delle Opere di Antonio Labriola.
Giornalista e conferenziere, collabora a varie testate cartacee e on line, e svolge un ruolo di commentatore e opinionista su canali televisivi e in Rete.
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https://youtube.com/live/JHwD8dL1Ogo
DRAMMA SIRIA
Oggi alle 18,30 con Margherita Furlan, Lorenzo Maria Pacini, Alberto Bradanini, Antonio Mazzeo, Giuseppe Masala e Stefano Vernole.
Vi aspettiamo tutti ❤️
DRAMMA SIRIA
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Franco Cardini: Gli Avatara dell’Occidente.
ll modo più corretto di concepire, nella sostanza, il carattere semantico del termine “Occidente”, consiste nella necessità di tenere a mente il fatto che si tratta di una dimensione “a geometria variabile”. Almeno per chi parla l’unico modo corretto di definire qualcosa è farne la storia. La storia del termine che in italiano suona…
https://casadelsole.tv/franco-cardini-gli-avatara-delloccidente/
ll modo più corretto di concepire, nella sostanza, il carattere semantico del termine “Occidente”, consiste nella necessità di tenere a mente il fatto che si tratta di una dimensione “a geometria variabile”. Almeno per chi parla l’unico modo corretto di definire qualcosa è farne la storia. La storia del termine che in italiano suona…
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