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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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LM Pacini: Turchia verso il miglior offerente

Un nuovo fronte è stato aperto contro l’Iran. Il divide et impera di USA/Israele ha il potenziale per distruggere completamente l’intesa Teheran-Ankara mentre le risorse chiave russe potrebbero essere dirottate dall’Ucraina per sostenere Damasco. Da anni Ankara vuole controllare Aleppo a vantaggio delle aziende turche mentre Washington intendono continuare a minare l’Asse della Resistenza…

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Umberto Pascali: Putin e Trump fermeranno il golpe globalista?

Al summit dell’OSCE i ministri degli Esteri di Ucraina, Lettonia, Polonia e Repubblica Ceca hanno lasciato la sala quando doveva intervenire il capo della diplomazia russa, Sergej Lavrov. A sua volta Lavrov ha lasciato la sala quando è intervenuto Antony “guerrafondaio” Blinken. Intanto, con un democratico colpo di spugna il voto rumeno è stato…

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COMINCIA L’ERA DEL GRANDE ISRAELE
Ciò che è accaduto stanotte in Siria modifica la geografia dell’intera regione - e quindi del mondo, considerata la centralità politica del Medio Oriente. La caduta di Assad apre ora la strada al Grande Israele. Damasco è caduta quasi senza combattere; la battaglia potrebbe essere stata giocata da un’altra parte, sulla base di una trattativa in cui hanno preso parte diversi attori.
La spartizione dei territori siriani e le modalità con cui verranno assegnati, cosa succederà alle basi militari russe di Tartus e dí Khmeimin, la destinazione finale di Assad e della sua famiglia, saranno tutti elementi che ci potranno raccontare qualcosa di ciò che realmente è accaduto in questi giorni.
Oggi è troppo presto per un’analisi completa del quadro e della sua cornice, in cui il gioco della politica si è rivelato nella sua drammatica e complessa realtà: mediazione, tattica, sacrificio popolare, mai democrazia. Non necessariamente si tratta di una vittoria dell’asse anglo-sionista. La pace ha sempre un prezzo. Verificheremo nelle prossime settimane, con l’avvento (calcolato?) di Trump, quale sarà il destino dell’Ucraina.
Margherita Furlan
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LETTERA APERTA A EDITH BRUCK E LILIANA SEGRE
 
Gentilissime,
non ho il piacere di conoscere di persona la signora Liliana Segre, mentre conosco, da molti decenni Edith, che mi onoro di considerare una delle mie più care amiche.  
Lei, signora Segre, ha ricevuto nel 2018 il laticlavio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gesto che tutti abbiamo apprezzato, non tanto, mi consenta, per i Suoi meriti personali, quanto per ciò che Ella stessa rappresenta: una sopravvissuta a un tentato genocidio.
Anche tu Edith, sei una sopravvissuta, e sebbene tu non sia stata nominata “senatrice”, le tue opere – romanzi racconti poesie cinema televisione – costituiscono un pubblico riconoscimento, al quale la visita, nella tua dimora romana, di Papa Francesco ha dato recentemente un suggello straordinario. Perciò sono rimasto a dir poco sconcertato dalla tua reazione alterata, inutilmente aggressiva, verso il pontefice dopo le parole da lui pronunciate che in forma dubitativa accennavano alla necessità o opportunità di accertare se a Gaza fosse in corso un genocidio. Già nelle settimane precedenti tu, cara Edith, avevi alzato la voce contro coloro che sostenevano i diritti del popolo palestinese, che certo tu riconosci, ma mettendo sullo stesso piano palestinesi e israeliani, come fanno dal 7 ottobre tanti esponenti della cultura“progressista” italiana che si riconosce nell’ebraismo, e ha un giudizio critico della condotta del governo israeliano, ma si rifiuta di ammettere che Israele conduce, dalla sua stessa fondazione, politiche di pulizia etnica e tendenzialmente genocidarie verso le popolazioni autoctone.  Politiche che dall’8 ottobre del 2023 sono diventate esplicitamente genocidarie. No, mi dispiace Edith che tu abbia aggredito il pontefice criticandolo aspramente per le sue dichiarazioni a mio avviso persino timide: consentimi, a Gaza si sta perpetrando un genocidio.
E qui vengo a Lei, senatrice Segre; Lei inizialmente aveva reagito al giudizio ormai praticamente universale sul genocidio in atto da parte degli israeliani a Gaza, con un’affermazione stizzita: “parlare di genocidio è una bestemmia”. Affermazione che nel ricorso a una parola che implicitamente evoca la dimensione sacra, è indicativa su come Ella concepisca la persecuzione e il tentato sterminio del popolo ebraico, ma anche, sotterraneamente, la sacralità dell’ebraismo, che è la prima giustificazione della stessa nascita dello Stato di Israele, con richiami ai “Testi Sacri”che decreterebbero che la terra di Palestina era “predestinata” agli ebrei. Una interpretazione mitografica che non trova nessun riscontro né archeologico, né storico, né demografico, né antropologico.
Rimane l’altra, più importante motivazione per la nascita di Israele come Stato sovrano nel 1948, il “risarcimento” per la Shoah. Lasciamo stare il dato storico che vede il sionismo nascere ben prima della Seconda guerra mondiale, a fine Ottocento. Ma, al di là del fatto che un risarcimento sarebbe impossibile, tanto grande e grave è stato il torto subito dagli ebrei, perché mai dovrebbero essere gli arabi, e i palestinesi in specie, a subire un torto altrettanto grave, sia pure in forme diverse, per compensare il popolo ebraico di ciò che gli europei, i nazisti tedeschi e i fascisti italiani, in primis, gli hanno fatto? Quale colpa si pretenderebbe di addossare al popolo palestinese? Non è bastato scacciarlo dalla terra in cui vivevano, in pace e serenità lungo i secoli, accanto ad ebrei, cristiani, islamici? In quella terra erano largamente dominanti, anche se la narrazione sionista ha inventato la menzogna ripetuta come uno stolto slogan: “Una terra senza popolo, per un popolo senza terra”.
Lei, Senatrice, come la mia carissima Edith, vede nell’azione su Gaza da parte dell’IDF una “reazione” (magari un po’ eccessiva..) ai fatti del 7 ottobre.
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Ma è proprio così? Posso suggerirle almeno di leggere un saggio sotto forma di inchiesta (Roberto Iannuzzi, “Il 7 ottobre tra verità e propaganda”, Fazi Editore)? Vedrà, che di quegli avvenimenti sappiamo soltanto ciò che Israele ha voluto farci sapere. Ma non abbiamo noi tutti, in specie chi riveste ruoli pubblici, il dovere di esercitare lo spirito critico? E anche se fossero state compiute tutte le nefandezze attribuite dagli israeliani ai “terroristi” palestinesi (e non è così), anche se non fosse vero che il criminale Netanyahu abbia in qualche modo favorito, indirettamente, l’attacco palestinese di quel giorno, le pare accettabile una ritorsione condotta su scala 5000 a 1? Le pare che quello che si autodefinisce “l’esercito più morale del mondo” si stia comportando in violazione di tutte le norme e i precetti del diritto internazionale e del diritto umanitario? La distruzione di scuole, ospedali, campi profughi, l’assassinio di massa di uomini donne anziani e bambini le pare un’azione di guerra? Ella, Senatrice, sostiene che essendo in guerra non si può parlare di “genocidio”. Una ben bizzarra interpretazione, lo consenta a uno studioso che ha mezzo secolo di insegnamento di Storia del pensiero politico alle spalle, e che si è occupato a lungo di codesti temi e altri vicini. Non sorge in Lei il sospetto di sbagliare, se l’intera comunità giuridica, filosofica, politologica e storiografica parla di genocidio a Gaza? Non le sorge il sospetto che la Sua è una insostenibile “difesa d’ufficio” che non regge davanti ai pronunciamenti di innumerevoli consessi filosofico-giuridici e di organismi internazionali, dalla Corte Penale Internazionale ad Amnesty International? Insomma, Senatrice, se i tanti (la quasi unanimità degli studiosi) che sine ira et studio si sono pronunciatidenunciando Israele di portare avanti un genocidio, siano tutti in malafede? O addirittura “antisemiti”? Perché, gentile Senatrice,non ammette ciò che abbiamo davanti agli occhi, quotidianamente, è un genocidio incrementale? Perché non prende le distanze dal governo israeliano? Si può essere ebrei e non essere israeliani, si può essere ebrei senza esser sionisti e, infine, si può essere ebrei e riconoscere che Israele sta seminando odio per gli ebrei, con la sua politica scellerata, violatrice di ogni principio giuridico, di ogni umanità.
Tutte queste mie argomentazioni valgono naturalmente anche per te, cara Edith, a maggior ragione, perché tu hai scritto e riflettuto anche su questo con una sensibilità eccezionale e so che provi empatia per tutti coloro che soffrono. Chi oggi soffre più di quei bambini condannati a morire di bombe o di fame di malattia o di stenti? Chi soffre di più di quegli anziani che si trascinano le loro povere cose da un capo all’altro della Striscia di Gaza, in base agli “ordini” impartiti dall’IDF? Non vedi la crudeltà immane di tutto questo? E come entrambe potete pensare che nella storia ci sia stato “un solo genocidio”, quello della Shoah?! Con rispetto per la senatrice e affetto per te, Edith, una affermazione siffatta è una sciocchezza. Purtroppo la storia dell’umanità gronda di genocidi, o di tentati genocidi, ciascuno diverso da tutti gli altri. Non è unaquestione di numeri ossia puramente quantitativa, né di modalità, ma di scopi: Il genocidio è l’eliminazione, con l’assassinio di massa ma anche con l’allontanamento violento e forzato di un popolo dalla sua terra, dal suo habitat (la “pulizia etnica”). Quello che si può affermare, e che io ho scritto e detto in innumerevoli sedi (libri saggi articoli conferenze), è che la Shoah è stato un unicum, per le modalità in cui si è svolta, sulla quale abbiamo infinite testimonianze, ma anche numerosissimi studi scientifici. Il campo di sterminio era concepito costruito e gestito come una “fabbrica” capitalistica; Auschwitz, insieme a Hiroshima, è il punto estremo toccato dalla “civiltà” occidentale, il punto più osceno della “modernità”, come hanno insegnato Adorno,Bauman e tanti altri pensatori.
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Gli ebrei sopravvissuti al lager, e i loro discendenti, non dovrebbero essere i primi a rifiutare qualsiasi comportamento o pratica ideologica che possa richiamare quegli orrori?
Quello che ci attendiamo, o almeno quello che io mi attenderei (ormai debbo scrivere: “attendevo”?) da due persone eccezionali, come lei Senatrice, come te Edith, sono parole inequivocabili di presa di distanza da ciò che Israele sta facendo a Gaza (e taccio rispetto a quanto accade ogni giorno nei Territori Occupati, in Libia, in Siria, in Yemen.). Se non volete chiamarlo genocidio, per favore, chiamatelo sterminio di massa, o come preferite, ma alzate le vostre voci in modo fermo e non ambiguo, in difesa di un popolo che non deve subire il destino che i nazifascisti tentarono di far subire al vostro popolo.
E vi prego: smettetela di ricorrere alla comoda categoria dell’“antisemitismo”, per zittire coloro che denunciano i crimini di Israele. Crimini che vanno non soltanto denunciati, ma perseguiti legalmente sul piano internazionale (come si sta finalmente incominciando a fare), senza timore di essere bollati con quell’accusa stolta e infamante che oggi sentiamo ogni giorno correre su tutte le bocche, anche e specialmente (che grottesco paradosso!) su quelle non innocenti degli eredi politici di coloro che del tentato sterminio degli ebrei sono stati volenterosi collaboratori. È vero che il sionismo per giustificare le proprie infamie ha elaborato anche categorie bislacche come “l’ebreo antisemita” (!) o “l’antisemita inconsapevole”. Ma confido nella vostra intelligenza, nella vostra cultura, nella vostra sensibilità e nella vostra stessa drammatica esperienza umana, per gettare alle ortiche tali scempiaggini; e soprattutto confido nel vostro senso di umanità e di giustizia, invitandovi a schierarvi, per una volta,senza esitazione, dalla parte delle vittime, che non sono gli israeliani, non sono gli ebrei, ma oggi (un oggi che dura da troppi anni) sono i palestinesi. Abbiate il coraggio di dirlo, come tanti ebrei hanno fatto, con onestà, sfidando censure e ostracismi, in questi mesi di sangue e di orrore, abbiate anche voi l’onestà di riconoscere dove è il torto e dove la ragione, e di dirlo con chiarezza, anzi di gridarlo sui tetti, non di sussurrarlo a mezza voce. Abbiamo bisogno di restare umani o forse di ritornare umani; voi, per la vostra stessa storia, potete aiutarci.
Angelo d’Orsi
(Torino, 7 dicembre 2024)
_______________
Angelo d’Orsi, allievo di Norberto Bobbio, è stato Ordinario di Storia del pensiero politico all'Università di Torino. Ha insegnato anche altre discipline storiografiche, metodologiche e politologiche, a Torino, e in altre università. Negli ultimi anni svolge corsi di storia al Politecnico di Torino. È stato visiting professor in numerosi atenei stranieri.
 
Oltre alla storia delle idee e delle culture e dei gruppi intellettuali, si è dedicato al tema guerra, al fascismo e all’antifascismo, nonché a questioni di metodologia e di storia della storiografia, e di teoria politica. È autore di oltre cinquanta volumi, di centinaia di saggi e articoli. I suoi ultimi titoli sono Gramsciana. Saggi su Antonio Gramsci (Mucchi, 204; nuova ed. ampl.  2015); 1917. L’anno della rivoluzione (Laterza, 2016); L’intellettuale antifascista. Ritratto di Leone Ginzburg (Neri Pozza, 2019); Manuale di storiografia (Pearson Italia, 2021); Gramsci. La biografia (Feltrinelli, 2024).
Ha fondato e dirige “Historia Magistra. Rivista di storia critica” e “Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”. Fa parte della Commissione per l’Edizione Nazionale degli Scritti di Gramsci e quella delle Opere di Antonio Labriola.
Giornalista e conferenziere, collabora a varie testate cartacee e on line, e svolge un ruolo di commentatore e opinionista su canali televisivi e in Rete.
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DRAMMA SIRIA
Oggi alle 18,30
con Margherita Furlan, Lorenzo Maria Pacini, Alberto Bradanini, Antonio Mazzeo, Giuseppe Masala e Stefano Vernole.
Vi aspettiamo tutti ❤️
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Franco Cardini: Gli Avatara dell’Occidente.

ll modo più corretto di concepire, nella sostanza, il carattere semantico del termine “Occidente”, consiste nella necessità di tenere a mente il fatto che si tratta di una dimensione “a geometria variabile”. Almeno per chi parla l’unico modo corretto di definire qualcosa è farne la storia. La storia del termine che in italiano suona…

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🔴DIRETTA🔴Margherita Furlan, Antonio Mazzeo, Giuseppe Masala, Lorenzo Maria Pacini, Alberto Bradanini e Stefano Vernole - DRAMMA SIRIA
In pochissimi giorni, il sopito conflitto siriano non solo è risorto all’improvviso, ma ha anche portato alla repentina caduta di Bashar al Assad, che ha lasciato in fretta e furia Damasco per cercare protezione in Russia. Ciò che non era successo durante anni di feroci battaglie, è diventato realtà nelle ultime ore in un crescendo di avvenimenti che, se da una parte sono inevitabilmente destinati a cambiare i connotati geopolitici mediorientali, dall’altra corrono il rischio di lasciare il Paese arabo in preda al caos interno e alla mercé di forze straniere più che mai interessate alla sua spartizione. Ne parliamo con Margherita Furlan, giornalista, Antonio Mazzeo, giornalista, Giuseppe Masala, economista, Lorenzo Maria Pacini, docente di filosofia politica, Alberto Bradanini, ex Ambasciatore d’Italia in Iran e in Cina, Stefano Vernole, vicepresidente di CESEM, Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
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CasaDelSoleTG 09.12.24 – SIRIA IN MANO AD AL QAIDA

– Siria, prima scaricata poi spartita di Gionata Chatillard – La Germania sospende le richieste di asilo per i siriani di Andrea Lucidi – Nuovo trattato di sicurezza tra Mosca e Minsk di Andrea Lucidi – Trump inaugura l’asse Parigi-Kiev di Jeff Hoffman – Georgia, le proteste non si fermano di Andrea Lucidi –…

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Elezioni Romania: NATO o democrazia?

di Jeff Hoffman

“La Corte costituzionale è una corte mafiosa,” ha affermato l’ex direttore esecutivo delle Nazioni Unite, Călin Georgescu, aggiungendo che quello appena effettuato in Romania è stato un vero e proprio colpo di Stato.

Rispondendo a un’intervista a Sky News l’ex funzionario dell'ONU ha rimandato al mittente le accuse di ingerenze russe spiegando che la manipolazione elettorale è una prassi che in Romania va avanti da decenni.

Stando alla stampa dominante Georgescu avrebbe ricevuto 361mila dollari di finanziamento illecito ponendo il candidato in odor di Russia...
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Trump inaugura l’asse Parigi-Kiev

di Jeff Hoffman

Mentre il Congresso statunitense annunciava un pacchetto di armi da 1 milione di euro per Kiev, nelle stesse ore in cui cadeva Damasco, il presidente entrante Donald Trump teneva un incontro trilaterale con Emmanuel Macron e Volodymir Zelensky a latere dell’inaugurazione della restaurata cattedrale di Notre Dame a Parigi.

Stando all'intervista rilasciata da Donald Trump al New York Post in seguito all’incontro, il prossimo inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che Zelensky è pronto per i negoziati e per la pace. “Vuole fare la pace. È una novità. Vuole un cessate il fuoco. Non abbiamo parlato dei dettagli. Pensa che sia giunto il momento", ha telegraficamente affermato Trump. "Zelensky e l'Ucraina vorrebbero fare un accordo e fermare la follia”, ha inoltre scritto Trump sul suo social network personale Truth...
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Corea del Sud, la destabilizzazione continua

di Margherita Furlan e Jeff Hoffman

Il ministero della Giustizia sud coreano ha imposto il divieto di viaggio al Presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, mentre l’ex ministro della Difesa, che aveva dato le dimissioni difendendo l’operato del presidente, è stato arrestato con l’accusa di aver coperto un ruolo centrale nell’imposizione della legge marziale dichiarata il 3 dicembre scorso.

Secondo una nota congiunta del partito al governo citata dalla stampa nazionale il presidente sarebbe stato messo “sotto tutela” con il divieto di prendere parte agli affari di Stato. Pur restando in carica, dunque, il presidente non potrà né viaggiare all’estero né seguire gli affari dello Stato che, per il momento, sono stati delegati al primo ministro...
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Siria, prima scaricata poi spartita


di Gionata Chatillard


In pochissimi giorni, il sopito conflitto siriano non solo è risorto all’improvviso, ma ha anche portato alla repentina caduta di Bashar al Assad, che ha lasciato in fretta e furia Damasco per cercare protezione in Russia. Ciò che non era successo durante anni di feroci battaglie, è diventato realtà nelle ultime ore in un crescendo di avvenimenti che, se da una parte sono inevitabilmente destinati a cambiare i connotati geopolitici mediorientali, dall’altra corrono il rischio di lasciare il Paese arabo in preda al caos interno e alla mercé di forze straniere più che mai interessate alla sua spartizione...
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Taiwan, sale la tensione
di Margherita Furlan
Tra sabato 7 e domenica 8 ottobre la Cina ha dispiegato quasi 90 navi della Marina militare e della Guardia costiera nei pressi delle acque intorno a Taiwan. Le sette zone di spazio aereo riservato istituite da Pechino – valide fino a mercoledì 9 dicembre – comprendono le isole meridionali del Giappone e il Mar Cinese Orientale e Meridionale. Il governo di Taipei ha quindi attivato delle contro-esercitazioni per testare la prontezza al combattimento. Tale intensificazione delle ostilità arriva dopo che il presidente taiwanese Lai Ching-te è passato dalle Hawaii, territorio Usa, durante il suo tour degli alleati del Pacifico. Gli Stati Uniti comunicano di monitorare la situazione e ribadiscono l’importanza di mantenere la libertà di navigazione e di volo nella zona...
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Georgia, le proteste non si fermano

di Andrea Lucidi

A Tbilisi, le proteste davanti al Parlamento continuano senza sosta. I manifestanti, sempre più numerosi, chiedono il sostegno dell’Europa contro un governo che definiscono filorusso e repressivo. La piazza è un mare di bandiere: ucraine, americane, inglesi e, soprattutto, dell’Unione Europea, simbolo di un futuro che molti georgiani auspicano per il loro paese.

La settimana si preannuncia carica di tensione. La presidente georgiana ha dichiarato che non abbandonerà il suo incarico al termine del mandato, accusando il Parlamento di incapacità e mancanza di trasparenza. Questa decisione ha ulteriormente polarizzato il clima politico...
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Nuovo trattato di sicurezza tra Mosca e Minsk

di Andrea Lucidi

Venerdì scorso, a Minsk, i presidenti di Russia e Bielorussia hanno firmato una serie di accordi sulla sicurezza. Durante l’incontro, Alexander Lukashenko ha chiesto a Vladimir Putin informazioni sui missili di ultima generazione "Oreshnik". Putin ha risposto che questi missili potrebbero essere dispiegati in Bielorussia nella seconda metà del 2025, quando il sistema entrerà pienamente in servizio...
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La Germania sospende le richieste di asilo per i siriani

di Andrea Lucidi

Secondo Der Spiegel, la Germania ha sospeso l’elaborazione delle richieste di asilo da parte di cittadini siriani, in attesa di una valutazione della situazione in Siria, dopo la caduta del governo di Assad a seguito dell'avanzata delle forze di opposizione.

L’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF) ha bloccato le decisioni su oltre 47.000 domande in corso, pur garantendo che i casi già esaminati non saranno toccati. “La situazione in Siria è troppo incerta per prendere decisioni solide,” ha dichiarato un portavoce del BAMF, aggiungendo che ogni decisione, al momento, sarebbe incerta...
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Il viaggio interstellare continua
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