NUOVO ORDINE EUROPEO
di Margherita Furlan
Finora gli USA hanno vissuto al di sopra delle loro capacità finanziarie, contando di pagare le merci importate con la loro moneta, che a sua volta torna indietro sotto forma di acquisto di titoli che il governo federale emette per finanziare la sua smisurata spesa pubblica in disavanzo. E in parte vogliono continuare a farlo (con un po’ di produzione locale in più). Ma a condizioni più sfavorevoli per gli investitori. Ecco allora i dazi, che diventano un’arma di ricatto anche per rifilare ai propri partner bond con scadenza fino a 100 anni, che in sostanza significa non restituire mai quanto ricevuto in prestito (già durante il suo primo mandato The Donald aveva utilizzato i dazi come «strumento negoziale», nello scontro con la Cina).
Il debito è diventato un problema per gli Stati Uniti. Parliamo di una montagna di 34 trilioni di dollari (120% del PIL), la cui sostenibilità continua a essere legata alla supremazia del biglietto verde come moneta di riserva. Ma il mondo è in subbuglio. Ci sono nuovi attori sullo scacchiere internazionale che scalpitano per conquistarsi spazi di potere nelle relazioni commerciali e nelle rotte geoeconomiche. Il dollaro non è più al sicuro come un tempo. Cina e Russia non si sono presentate alle ultime tornate di vendita dei certificati di credito americani, nascono laboratori per scambi in diversa valuta. E l’oro aumenta il suo valore ogni giorno di più. Sono segnali che alla Casa Bianca vengono letti come una minaccia alla sostenibilità delle proprie finanze, quindi all’economia, al proprio livello di benessere, per quanto da quest’ultimo sia tagliato fuori un numero sempre più ragguardevole di cittadini (il tasso di povertà è superiore al 16%).
Che fare per tenere in funzione il dollaro? Non è più sufficiente “stampare” moneta. Ora si dovrà comprare il debito americano con dollari fiat per assorbire le vendite cinesi e far crescere l’occupazione interna. Perchè se l’Europa continua a rimanere appesa, come un impiccato, la Cina non farà altrettanto. Per questo l’America di Donald Trump accarezza la Russia di Vladimir Putin. Per allontanarla dalla Cina. E così resistere.
Il coordinamento politico dell’Occidente d’altronde non esiste più. Prima era assicurato dal G7. Ma nella riunione dei capi di Stato e di governo del 24 febbraio 2025 Donald Trump si è rifiutato di firmare il comunicato finale, minacciando i partner di uscire dal G7 se lo avessero pubblicato senza il suo consenso. Alla riunione virtuale del 28 marzo dei consiglieri per la sicurezza nazionale, cui è stata associata l’Ucraina, non ha partecipato lo statunitense Michael Waltz. Di conseguenza, non esiste più nemmeno il coordinamento militare. Al momento le mosse di Trump vengono interpretate come volontà di spostare delle forze armate statunitensi dall’Europa all’Estremo Oriente.
Trump vuole invece mettere fine all’impero americano, sia perché è ideologicamente un jacksoniano - quindi guarda all’interno -, sia perché obbligatovi dalla crisi del debito. Washington non vuole più continuare a comandare, ma solo indicare la rotta. Non uscirà dall’Alleanza Atlantica ma, probabilmente, dalla sua organizzazione, la NATO; il che implica abbandonarne il comando.
Ed è così che l’Europa viene abbandonata in un ospizio, ormai decrepita e incapace di badare a se stessa, dopo essersi privata di autonomia, d’intelligenza, di anima.
di Margherita Furlan
Finora gli USA hanno vissuto al di sopra delle loro capacità finanziarie, contando di pagare le merci importate con la loro moneta, che a sua volta torna indietro sotto forma di acquisto di titoli che il governo federale emette per finanziare la sua smisurata spesa pubblica in disavanzo. E in parte vogliono continuare a farlo (con un po’ di produzione locale in più). Ma a condizioni più sfavorevoli per gli investitori. Ecco allora i dazi, che diventano un’arma di ricatto anche per rifilare ai propri partner bond con scadenza fino a 100 anni, che in sostanza significa non restituire mai quanto ricevuto in prestito (già durante il suo primo mandato The Donald aveva utilizzato i dazi come «strumento negoziale», nello scontro con la Cina).
Il debito è diventato un problema per gli Stati Uniti. Parliamo di una montagna di 34 trilioni di dollari (120% del PIL), la cui sostenibilità continua a essere legata alla supremazia del biglietto verde come moneta di riserva. Ma il mondo è in subbuglio. Ci sono nuovi attori sullo scacchiere internazionale che scalpitano per conquistarsi spazi di potere nelle relazioni commerciali e nelle rotte geoeconomiche. Il dollaro non è più al sicuro come un tempo. Cina e Russia non si sono presentate alle ultime tornate di vendita dei certificati di credito americani, nascono laboratori per scambi in diversa valuta. E l’oro aumenta il suo valore ogni giorno di più. Sono segnali che alla Casa Bianca vengono letti come una minaccia alla sostenibilità delle proprie finanze, quindi all’economia, al proprio livello di benessere, per quanto da quest’ultimo sia tagliato fuori un numero sempre più ragguardevole di cittadini (il tasso di povertà è superiore al 16%).
Che fare per tenere in funzione il dollaro? Non è più sufficiente “stampare” moneta. Ora si dovrà comprare il debito americano con dollari fiat per assorbire le vendite cinesi e far crescere l’occupazione interna. Perchè se l’Europa continua a rimanere appesa, come un impiccato, la Cina non farà altrettanto. Per questo l’America di Donald Trump accarezza la Russia di Vladimir Putin. Per allontanarla dalla Cina. E così resistere.
Il coordinamento politico dell’Occidente d’altronde non esiste più. Prima era assicurato dal G7. Ma nella riunione dei capi di Stato e di governo del 24 febbraio 2025 Donald Trump si è rifiutato di firmare il comunicato finale, minacciando i partner di uscire dal G7 se lo avessero pubblicato senza il suo consenso. Alla riunione virtuale del 28 marzo dei consiglieri per la sicurezza nazionale, cui è stata associata l’Ucraina, non ha partecipato lo statunitense Michael Waltz. Di conseguenza, non esiste più nemmeno il coordinamento militare. Al momento le mosse di Trump vengono interpretate come volontà di spostare delle forze armate statunitensi dall’Europa all’Estremo Oriente.
Trump vuole invece mettere fine all’impero americano, sia perché è ideologicamente un jacksoniano - quindi guarda all’interno -, sia perché obbligatovi dalla crisi del debito. Washington non vuole più continuare a comandare, ma solo indicare la rotta. Non uscirà dall’Alleanza Atlantica ma, probabilmente, dalla sua organizzazione, la NATO; il che implica abbandonarne il comando.
Ed è così che l’Europa viene abbandonata in un ospizio, ormai decrepita e incapace di badare a se stessa, dopo essersi privata di autonomia, d’intelligenza, di anima.
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Oggi con la straordinaria Heather Parisi, persona splendida ❤️
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https://www.youtube.com/watch?v=A4rMhP4O5UQ
🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴
"Il mondo non è più unipolare. Coloro che dai tempi del colonialismo sono stati abituati a dominare il mondo, ora devono prendere atto che gli altri non obbediscono più come prima.
L'America perde l'impero, l'Italia l'occasione, l'Europa muore, i BRICS sono pronti"
Margherita Furlan
00:00:00 - Start
00:04:02 - I BRICS
00:05:16 - il vertice di Kazan
00:05:34 - Intro
00:11:36 - L'egemonia anglosassone
00:14:44 - La crisi in medio oriente
00:18:25 - La società del narcisismo patologico
00:19:01 - I corridoi di connessione
00:21:30 - Bridge initiative
00:23:36 - L'influenza della Cina
00:27:29 - Il ruolo della Russia nei BRICS
00:29:48 - La cultura non appartiene solo all'Europa
00:36:58 - Il consenso di Putin
00:39:12 - Una nuova società
00:40:20 - L'Italia e i BRICS
00:43:05 - La NATO
00:49:54 - I centri di potere
00:51:14 - Il dissenso
00:53:37 - I BRICS e i diritti umani
00:55:12 - Il futuro che ci aspetta
🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴
https://www.youtube.com/watch?v=A4rMhP4O5UQ
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"Il mondo non è più unipolare. Coloro che dai tempi del colonialismo sono stati abituati a dominare il mondo, ora devono prendere atto che gli altri non obbediscono più come prima.
L'America perde l'impero, l'Italia l'occasione, l'Europa muore, i BRICS sono pronti"
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BRICS Scacco Matto Margherita Furlan
"Il mondo non è più unipolare. Coloro che dai tempi del colonialismo sono stati abituati a dominare il mondo, ora devono prendere atto che gli altri non obbediscono più come prima.
L'America perde l'impero, l'Italia l'occasione, l'Europa muore, i BRICS sono…
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Umberto Pascali: Russia-USA, fine del Globalismo, l’uomo non è merce!
“Abbiamo fatto tre passi avanti”, ha dichiarato Dmitriev dopo due giorni di negoziati alla Casa Bianca. Le borse sono in caduta libera ma io devo preoccuparmi dell’economia reale, ha dichiarato in altre parole Donald Trump. La partita è in corso e la stampa globalista è scesa in campo con tutte le armi della manipolazione.…
https://casadelsole.tv/umberto-pascali-russia-usa-fine-del-globalismo-luomo-non-e-merce/
“Abbiamo fatto tre passi avanti”, ha dichiarato Dmitriev dopo due giorni di negoziati alla Casa Bianca. Le borse sono in caduta libera ma io devo preoccuparmi dell’economia reale, ha dichiarato in altre parole Donald Trump. La partita è in corso e la stampa globalista è scesa in campo con tutte le armi della manipolazione.…
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Stefano Zecchinelli: dalle sinistre ZTL alle destre marziane?
Trump ha sbaraccato il tavolo mandando i leader occidentali nel panico. I fili che legano i servizi israeliani all’MI6 e alla CIA hanno tessuto una rete di controllo che si snoda dall’Europa al vicino Oriente. Se da una parte del globo si annulla il diritto internazionale, Russia e Cina spingono, anche all’interno del Consiglio…
https://casadelsole.tv/stefano-zecchinelli-dalle-sinistre-ztl-alle-destre-marziane/
Trump ha sbaraccato il tavolo mandando i leader occidentali nel panico. I fili che legano i servizi israeliani all’MI6 e alla CIA hanno tessuto una rete di controllo che si snoda dall’Europa al vicino Oriente. Se da una parte del globo si annulla il diritto internazionale, Russia e Cina spingono, anche all’interno del Consiglio…
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📆 Vi aspettiamo oggi, lunedì 7 aprile con una nuova puntata di LEVANTE, alle ore 19.30 Levante Levante 07.04.2025 - Nessuna età dell’oro
🔴DIRETTA🔴 Levante 07.04.2025 - Nessuna età dell’oro
6,4 miliardi di dollari sono scomparsi dall'economia globale in mezza giornata, mentre la Russia monitora con ansia il forte calo dei prezzi del petrolio. Gi Stati Uniti hanno ceduto il ruolo di leader economico del mondo a Cina e BRICS ma possono ancora costringere il resto dei Paesi a farsi dare parte delle ricchezze rimaste. Il rumore dei media serve inoltre a distrarre dai veri obiettivi degli Stati Uniti in Medio Oriente, che occupa il cuore del pianeta. Consolidando il controllo attraverso il suo agente, Israele, gli Stati Uniti stanno preparando il terreno per future guerre contro Cina, Russia, Iran o persino un conflitto globale. Ne parliamo con Alberto Bradanini, Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-2012) e a Pechino (2013-2015), Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea, e Angelo d’Orsi, già Ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Torino, Direttore di "Historia Magistra. Rivista di storia critica" e di "Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”. In studio Margherita Furlan.
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È oggi, più che mai, necessario ritornare all’Etica del fare. Per restare lucidi aiutaci a divulgare la consapevolezza dei Tempi.
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🔴DIRETTA🔴 Levante 07.04.2025 - Nessuna età dell’oro
6,4 miliardi di dollari sono scomparsi dall'economia globale in mezza giornata, mentre la Russia monitora con ansia il forte calo dei prezzi del petrolio. Gi Stati Uniti hanno ceduto il ruolo di leader economico del mondo a Cina e BRICS ma possono ancora costringere il resto dei Paesi a farsi dare parte delle ricchezze rimaste. Il rumore dei media serve inoltre a distrarre dai veri obiettivi degli Stati Uniti in Medio Oriente, che occupa il cuore del pianeta. Consolidando il controllo attraverso il suo agente, Israele, gli Stati Uniti stanno preparando il terreno per future guerre contro Cina, Russia, Iran o persino un conflitto globale. Ne parliamo con Alberto Bradanini, Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-2012) e a Pechino (2013-2015), Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea, e Angelo d’Orsi, già Ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Torino, Direttore di "Historia Magistra. Rivista di storia critica" e di "Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci”. In studio Margherita Furlan.
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CasaDelSoleTG 07.04.25 – L’oro dei dazi
– È guerra dei dazi di Margherita Furlan – Germania: il mattino ha l’oro in bocca? di Jeff Hoffman – Piazze contro piazze contro tutti di Jeff Hoffman – Italiani in piazza contro la guerra di Bruxelles di Andrea Lucidi – BRICS SCACCO MATTO di Margherita Furlan – Panama: Cina-Danimarca vs Donald Trump? di…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-07-04-25-loro-dei-dazi/
– È guerra dei dazi di Margherita Furlan – Germania: il mattino ha l’oro in bocca? di Jeff Hoffman – Piazze contro piazze contro tutti di Jeff Hoffman – Italiani in piazza contro la guerra di Bruxelles di Andrea Lucidi – BRICS SCACCO MATTO di Margherita Furlan – Panama: Cina-Danimarca vs Donald Trump? di…
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Panama: Cina-Danimarca vs Donald Trump?
di Jeff Hoffman
La societa canadese-statunitense Canadian Pacific Kansas City sta vendendo il nodo ferroviario che unisce i due porti sul canale di Panama alla societa danese APM Terminals, facente capo il gruppo Maersk, uno dei più grandi gruppi di spedizione di container al mondo, mentre poco prima, Pechino aveva appena bloccato l’acquisto dei porti di Panama da parte di Blackrock...
di Jeff Hoffman
La societa canadese-statunitense Canadian Pacific Kansas City sta vendendo il nodo ferroviario che unisce i due porti sul canale di Panama alla societa danese APM Terminals, facente capo il gruppo Maersk, uno dei più grandi gruppi di spedizione di container al mondo, mentre poco prima, Pechino aveva appena bloccato l’acquisto dei porti di Panama da parte di Blackrock...
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Piazze contro piazze contro tutti
di Jeff Hoffman
Erano almeno 50 mila i manifestanti marocchini che, nella capitale Rabat si sono radunati per protestare contro il conflitto nella Striscia di Gaza.
Nelle stesse ore di sabato 5 aprile le manifestazioni di protesta si sono moltiplicate in diverse latitudini con obiettivi talvolta opposti.
Decine di migliaia di cittadini statunitensi si sono ritrovati nelle piazze di Washington, Chicago, New York e Boston a urlare slogan contro il presidente Donald Trump...
di Jeff Hoffman
Erano almeno 50 mila i manifestanti marocchini che, nella capitale Rabat si sono radunati per protestare contro il conflitto nella Striscia di Gaza.
Nelle stesse ore di sabato 5 aprile le manifestazioni di protesta si sono moltiplicate in diverse latitudini con obiettivi talvolta opposti.
Decine di migliaia di cittadini statunitensi si sono ritrovati nelle piazze di Washington, Chicago, New York e Boston a urlare slogan contro il presidente Donald Trump...
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Germania: il mattino ha l’oro in bocca?
di Jeff Hoffman
Con circa 1.200 tonnellate di oro depositate nelle casseforti della Federal Reserve a New York, la Germania sta seriamente pensando di ritirare le sue riserve auree per riportarle nei propri forzieri nazionali.
Secondo il Bild, che segue le indicazioni dei padroni del discorso, l’iniziativa è dettata dal timore che gli Stati Uniti di Donald Trump possano trasformarsi in un partner “non più affidabile”...
di Jeff Hoffman
Con circa 1.200 tonnellate di oro depositate nelle casseforti della Federal Reserve a New York, la Germania sta seriamente pensando di ritirare le sue riserve auree per riportarle nei propri forzieri nazionali.
Secondo il Bild, che segue le indicazioni dei padroni del discorso, l’iniziativa è dettata dal timore che gli Stati Uniti di Donald Trump possano trasformarsi in un partner “non più affidabile”...
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È guerra dei dazi
di Margherita Furlan
In un documento pubblicato la sera di sabato 5 aprile, la Cina ha promesso di “continuare ad adottare misure risolute” per proteggere i propri interessi da quelle che ha definito tariffe “repressive” imposte dagli Stati Uniti. Si tratta della prima dichiarazione di questo tipo da parte di Pechino, che è stato anche il primo paese a rispondere in modo analogo annunciando nei giorni scorsi tasse aggiuntive del 34% su tutte le importazioni di Washington, oltre a maggiori controlli sulle esportazioni di terre rare e materiali essenziali per i prodotti hi-tech, come i chip...
di Margherita Furlan
In un documento pubblicato la sera di sabato 5 aprile, la Cina ha promesso di “continuare ad adottare misure risolute” per proteggere i propri interessi da quelle che ha definito tariffe “repressive” imposte dagli Stati Uniti. Si tratta della prima dichiarazione di questo tipo da parte di Pechino, che è stato anche il primo paese a rispondere in modo analogo annunciando nei giorni scorsi tasse aggiuntive del 34% su tutte le importazioni di Washington, oltre a maggiori controlli sulle esportazioni di terre rare e materiali essenziali per i prodotti hi-tech, come i chip...
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Italiani in piazza contro la guerra di Bruxelles
di Andrea Lucidi
Cittadini da tutta Italia sono scesi in piazza il 5 aprile per manifestare contro le politiche di riarmo dell’Unione Europea e chiedere un impegno più concreto sul fronte diplomatico per la risoluzione del conflitto in Ucraina. Le mobilitazioni si sono svolte in numerose città, tra cui Roma, Milano, Genova e Udine, con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone.
In corteo non solo esponenti di movimenti pacifisti, sindacati e associazioni, ma anche molti cittadini non affiliati politicamente, accomunati dal rifiuto dell’escalation militare e dal desiderio di un’Europa costruttrice di pace...
di Andrea Lucidi
Cittadini da tutta Italia sono scesi in piazza il 5 aprile per manifestare contro le politiche di riarmo dell’Unione Europea e chiedere un impegno più concreto sul fronte diplomatico per la risoluzione del conflitto in Ucraina. Le mobilitazioni si sono svolte in numerose città, tra cui Roma, Milano, Genova e Udine, con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone.
In corteo non solo esponenti di movimenti pacifisti, sindacati e associazioni, ma anche molti cittadini non affiliati politicamente, accomunati dal rifiuto dell’escalation militare e dal desiderio di un’Europa costruttrice di pace...
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Rutte: NATO esclusa dalle trattative di pace
Di Andrea Lucidi
Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato che l’Alleanza Atlantica non è coinvolta nei negoziati per il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, attualmente mediati dagli Stati Uniti. In un’intervista a Voice of Ukraine, Rutte ha chiarito che l’ingresso dell’Ucraina nella NATO non è in discussione.
“Non abbiamo linee rosse, perché non facciamo parte di quei negoziati,” ha affermato. “Sono gestiti dagli Stati Uniti, con Ucraina e Russia. Sono lieto che Washington abbia sbloccato la situazione e che il dialogo sia ripreso.”...
Di Andrea Lucidi
Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato che l’Alleanza Atlantica non è coinvolta nei negoziati per il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, attualmente mediati dagli Stati Uniti. In un’intervista a Voice of Ukraine, Rutte ha chiarito che l’ingresso dell’Ucraina nella NATO non è in discussione.
“Non abbiamo linee rosse, perché non facciamo parte di quei negoziati,” ha affermato. “Sono gestiti dagli Stati Uniti, con Ucraina e Russia. Sono lieto che Washington abbia sbloccato la situazione e che il dialogo sia ripreso.”...
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Mosca commenta la russofobia
di Andrea Lucidi
La Germania avrebbe deciso di non invitare delegazioni russe e bielorusse alle celebrazioni per l’80° anniversario della Vittoria nella Seconda guerra mondiale. Lo ha riportato il quotidiano Berliner Zeitung, citando documenti riservati diffusi dal ministero degli Esteri tedesco, che raccomanderebbero di escludere i rappresentanti di Mosca e Minsk anche dagli eventi locali...
di Andrea Lucidi
La Germania avrebbe deciso di non invitare delegazioni russe e bielorusse alle celebrazioni per l’80° anniversario della Vittoria nella Seconda guerra mondiale. Lo ha riportato il quotidiano Berliner Zeitung, citando documenti riservati diffusi dal ministero degli Esteri tedesco, che raccomanderebbero di escludere i rappresentanti di Mosca e Minsk anche dagli eventi locali...
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Teheran mette in allerta l'Esercito
di Gionata Chatillard
L'ayatollah Ali Khamenei ha messo in stato di massima allerta le forze armate iraniane per prepararsi a una possibile risposta ai bombardamenti promessi da Donald Trump nel caso in cui non si giungesse a un accordo sul programma nucleare della Repubblica Islamica.
Nelle ultime ore, Teheran ha avvisato che considererà come un “atto di ostilità” qualunque supporto logistico fornito agli Stati Uniti da parte di Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia e Bahrein...
di Gionata Chatillard
L'ayatollah Ali Khamenei ha messo in stato di massima allerta le forze armate iraniane per prepararsi a una possibile risposta ai bombardamenti promessi da Donald Trump nel caso in cui non si giungesse a un accordo sul programma nucleare della Repubblica Islamica.
Nelle ultime ore, Teheran ha avvisato che considererà come un “atto di ostilità” qualunque supporto logistico fornito agli Stati Uniti da parte di Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia e Bahrein...
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Levante 07.04.2025 – Nessuna età dell’oro
6,4 miliardi di dollari sono scomparsi dall’economia globale in mezza giornata, mentre la Russia monitora con ansia il forte calo dei prezzi del petrolio. Gi Stati Uniti hanno ceduto il ruolo di leader economico del mondo a Cina e BRICS ma possono ancora costringere il resto dei Paesi a farsi dare parte delle ricchezze…
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6,4 miliardi di dollari sono scomparsi dall’economia globale in mezza giornata, mentre la Russia monitora con ansia il forte calo dei prezzi del petrolio. Gi Stati Uniti hanno ceduto il ruolo di leader economico del mondo a Cina e BRICS ma possono ancora costringere il resto dei Paesi a farsi dare parte delle ricchezze…
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