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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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Annus Horribilis

Annus Horribilis di Pepe Escobar Così tanto da fare, così poco tempo. Che il 2026 sia l’anno della Rinascita dei Pre-Socratici. Così come l’anno della Rinascita del “Cool”: riflessione, introspezione, silenzio, ricerca dell’equilibrio interiore e, quando serve musica, un ambiente fisico e mentale equivalente all’etica jazz-kissa giapponese. Il desiderio di potere in eccesso fece…

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3 gennaio 2020 Trump ordina l’assassinio del generale Soleimani
3 gennaio 2026 Trump ordina la cattura di Maduro e bombarda Caracas
Crimini di guerra
Ne parliamo in diretta oggi alle 18,30 con il professor Angelo d’Orsi qui 🔴 https://www.youtube.com/live/l8KG1kKSQcI?si=Q3LmrF3ibcGNv5-S
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇦🇺🇸🇻🇪 L'UCRAINA APPOGGIA UFFICIALMENTE L'AZIONE USA IN VENEZUELA
L'Ucraina ha costantemente difeso il diritto delle nazioni a vivere libere, libere da dittature, oppressioni e violazioni dei diritti umani. Il regime di Maduro ha violato tutti questi principi sotto ogni aspetto.

I paesi democratici e le organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo hanno sottolineato i crimini diffusi, la violenza, la tortura, l'oppressione, l'abuso di tutte le libertà fondamentali, il furto di voti e la distruzione della democrazia e dello stato di diritto da parte del suo regime.

L'Ucraina, così come decine di altri paesi in diverse parti del mondo, non ha riconosciuto la legittimità di Maduro in seguito alle elezioni truccate e alle violenze contro i manifestanti.

Il popolo venezuelano deve avere la possibilità di vivere una vita normale, in sicurezza, prosperità e dignità umana. Continueremo a sostenere il suo diritto a tale normalità, rispetto e libertà.

Ci battiamo per ulteriori sviluppi in conformità con i principi del diritto internazionale, dando priorità alla democrazia, ai diritti umani e agli interessi dei venezuelani.

Grazie a tutti coloro che nel mondo contribuiscono a proteggere la vita.

Andrii Sybiha, Ministro degli esteri ucraino
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Forwarded from Tutti i fatti
🦾Mosca e Pechino stigmatizzano azioni americane in Venezuela

📢La Russia ha esortato gli Stati Uniti a liberare Nicolás Maduro e sua moglie, definendo le azioni di Washington un’ingerenza inaccettabile. La richiesta è arrivata direttamente dal ministero degli Esteri russo.

📞Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con l vicepresidente esecutivo venezuelana Delcy Rodriguez, in cui ha espresso solidarietà al popolo venezuelano di fronte all'aggressione armata statunitense.

🟰Anche la Cina si è schierata sulla stessa linea d'onda: Pechino si dice profondamente scioccata e condanna con fermezza gli attacchi statunitensi contro il Venezuela e le azioni ostili nei confronti del suo presidente.

@tutti_i_fatti
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LEVANTE 03.01.2026 – Attacco al Venezuela

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LEVANTE 03.01.2026 – Attacco al Venezuela

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Il vero volto dell' "eccezionalismo" Usa.

Ai recentissimi fatti di oggi, 3 gennaio 2026, riguardanti l'inaudito gesto di pirateria internazionale voluto e organizzato dal capobrigante Donald Trump nei confronti del presidente di un paese rappresentato nel consesso delle Nazioni Unite e quindi legittimo soggetto attivo e passivo, sotto ogni punto di vista, del Diritto Internazionale, si può solo rispondere facendo proprio un principio che nel recente febbraio del 2022 fu largamente accettato e onorato da una parte consistente dell'opinione pubblica internazionale e che si riassunse a suo tempo come adesso si riassume nella pericope "C'è un aggressore e un aggredito": un principio che avrebbe dovuto già prevalere (e cos' non avvenne) nel 2003, quando l'allora presidente statunitense George W. Bush jr. dispose l'aggressione della repubblica dell'Iraq.
Il presidente venezuelano Maduro, non diversamente dall'allora presidente irakeno Saddam Hussein, era molto lontano dal rappresentare l'ideale capo di stato di un qualunque paese, ma ciò era ed è irrilevante rispetto all'atto di violenza e alla violazione del Diritto Internazionale quale allora non meno che oggi si verificò e di nuovo si verifica.
Vani e miserabili i conati di giustificazione di atti come questi: se davvero l'Iraq di allora e il Venezuela di oggi erano e/o sono "stati-canaglia" e "governi/canaglia" esistono organi internazionalmente legittimi e riconosciuti ai quali adire per denunziare gli atti illeciti e per domandare giustizia: dalla Corte Internazionale di Giustizia, appunto, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e al suo Consiglio di Sicurezza.
Ove si abbandonino questi dritti e sicuri itinerari giuridici ed etici, tutto è permesso e si cade nella jungla nella quale il solo diritto è quello del più forte.
Sostenere che Maduro era un "dittatore" e un "narcotrafficante" è solo un ridicolo, inconsistente alibi: nessuno, tra le nazioni come tra le singole persone, ha il diritto di farsi giustizia da solo.

Tale il limite, invalicabile da parte di chiunque intenda restare legittimamente membro di quella Comunità Internazionale umana che non si può abbandonare senza rinunziare alla condizione umana e alla sua dignità.

Franco Cardini
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L’ultima lotta dei padroni universali per l’egemonia mondiale
di Margherita Furlan 
L’operazione militare statunitense del 3 gennaio 2026, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e all'annuncio di un controllo temporaneo sul Venezuela da parte dell'amministrazione Trump, rappresenta un turning point significativo per l'economia globale, con un focus particolare sul settore energetico.
Il Venezuela detiene le riserve di petrolio più grandi al mondo (circa 303 miliardi di barili, pari al 17% del totale globale), ma la produzione è crollata del 70% dal 2013, attestandosi a soli 742.000 barili al giorno (b/d) nel 2023 (0,8% della produzione mondiale). Un controllo USA potrebbe rimuovere le sanzioni, attirando investimenti da compagnie americane come Chevron (che già opera con licenze limitate, producendo 135.000 b/d nel 2023, con proiezioni a 200.000 b/d). Trump ha dichiarato che aziende USA investiranno "miliardi" per ricostruire infrastrutture, potenzialmente portando la produzione a 900.000 b/d entro fine 2024. Questo potrebbe aumentare il PIL venezuelano, ma a costo di una perdita di sovranità economica, con profitti che fluirebbero verso gli USA. Compagnie come ExxonMobil o Chevron potrebbero espandere le loro operazioni, creando posti di lavoro e opportunità di export anche verso raffinerie USA nel Golfo del Messico, che dipendono da greggio simile a quello dell'Orinoco Belt. 
Le implicazioni geoeconomiche non sarebbero indifferenti: la Cina riceve il 69% delle esportazioni venezuelane (621.000 b/d nel 2023) tramite accordi "oil-for-loans" per quasi 50 miliardi di dollari. La Russia è coinvolta in swap e supporto a Cuba (58% delle importazioni cubane da Venezuela). Un controllo USA ridurrebbe questi legami, indebolendo l'asse BRICS, con Russia e Cina che verrebbero a perdere un alleato strategico nell’OPEC+.
L’operazione, parte della "Don Raw Doctrine" (variante Monroe), che vede l'America Latina come “il cortile” degli USA, potrebbe inoltre contrastare la de-dollarizzazione, forzando pagamenti in USD per il petrolio venezuelano, contro trend come le vendite saudite in yuan alla Cina. Tutto ciò rafforza comunque l'egemonia USA, pur rischiando ritorsioni quali la diversificazione della Cina dei fornitori. Nel breve termine, sul mercato petrolifero l’impatto sarebbe limitato, con possibili fluttuazioni dettate dall’incertezza politica. I prezzi potrebbero salire inizialmente, ma nel lungo termine gli analisti prevedono un calo generalizzato dei prezzi, dato l’aumento della produzione, con il Venezuela che tornerebbe a 2-3 milioni b/d (livelli pre-2013). 
Chiara la strategia di Washington volta alla pressione al ribasso sui prezzi globali e la sfida all’OPEC+ di tagli produttivi per sostenere i prezzi. Analisti come Robin Mills (Qamar Energy) vedono l'operazione come "bearish" (ribassista) per il greggio a lungo termine. Questa è la grande opportunità per gli USA, diventare il fornitore principale al mondo di greggio, ai danni dell’OPEC+. Il gruppo ha in programma un incontro domenica 4 gennaio per rivedere la politica di supply, con aspettative di mantenere invariata la produzione del primo trimestre. Non ci sono ancora reazioni ufficiali da parte dell'organizzazione e dei suoi membri, ma l'incertezza sull’export venezuelano potrebbe essere discussa durante il meeting ufficiale. L'intervento USA testa infatti le alleanze all'interno dell’OPEC+, specialmente tra Russia e Cina (che ha 17-19 miliardi di prestiti garantiti da olio venezuelano). La Cina, che riceve l'80% dell’export venezuelano (~746.000 b/d nel novembre 2025), potrebbe affrontare perdite o ristrutturazioni dei debiti, con rischi di sanzioni secondarie USA. Questo potrebbe indebolire la coesione interna all’OPEC+, con la Russia (leader non-OPEC) che andrebbe a perdere un alleato chiave, e potenziali tensioni con l'Iran (altro alleato del Venezuela). Se gli USA rimuovono le sanzioni e aumentano la produzione, l’OPEC+ potrebbe infatti dover estendere i tagli per bilanciare l'extra supply, riducendo le quote per i membri come l’Arabia Saudita.
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Il Venezuela funge dunque da "proxy battleground" per la rivalità USA-Cina/Russia. Un regime change pro-USA potrebbe alterare le dinamiche in America Latina, isolando Cuba (che riceve il 58% del suo petrolio dal Venezuela) e scatenando crisi economiche che si ripercuoterebbero sui BRICS. La Russia ha condannato l'azione come "terrorismo di stato", mentre la Cina l'ha definita una "violazione flagrante del diritto internazionale e della sovranità venezuelana", minaccia per la pace in America Latina. Ciò riecheggia preoccupazioni della SCO sull’"egemonismo" USA, come evidenziato al summit di Tianjin nel settembre 2025, dove i leader di Russia, Cina e Iran hanno enfatizzato la multipolarità contro l’unipolarismo. Il rischio è che tale precedente incoraggi interventi USA in altri alleati SCO come l’Iran, indebolendo il blocco eurasiatico e aumentando tensioni in altri fronti come nel Medio Oriente o nell’Indo-Pacifico. 
Trump riprogramma così l’Impero, esplicitando la subordinazione dei satelliti europei come Ungheria, Italia, Polonia, Austria, individuati come interlocutori privilegiati per “rifare grande l’Europa senza l’Ue”, e cercando la vittoria finale sulla Russia di Vladimir Putin. E’ l’ultima lotta per l’egemonia mondiale, quella in cui Trump si palesa come la marionetta dei padroni universali. Vince chi ha il controllo delle risorse energetiche, perché anche la tecnologia sub umana ha il suo prezzo. 
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L’ultima lotta dei padroni universali per l’egemonia mondiale

L’ultima lotta dei padroni universali per l’egemonia mondiale di Margherita Furlan L’operazione militare statunitense del 3 gennaio 2026, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e all’annuncio di un controllo temporaneo sul Venezuela da parte dell’amministrazione Trump, rappresenta un turning point significativo per l’economia globale, con un focus particolare sul settore energetico. Il…

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Mario D’Acunto: Italia potenza regionale del Mediterraneo (1a parte)

Come siamo arrivati fino a questo punto? Quando è iniziata la sovranità limitata della penisola italica? Come è cambiato il nostro peso politico ed economico negli ultimi 500 anni? Qual è la nostra potenzialità più naturale? Ne parliamo con Mario D’Acunto, saggista, ricercatore, membro dell’USPID, Unione Scienziati Per Il Disarmo. Intervista a cura di…

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Perché siamo a questo punto?

Abbiamo parlato con Michele Putrino, spesso ospite nel nostro talk di approfondimento, del motivo per cui ci troviamo in questa situazione. C’è davvero una minaccia concreta di guerra o qualcuno ha creato il bisogno della guerra per fare meglio i suoi affari? SOSTIENICI ❤️IBAN: IT63P0326822300052392596590 SWIFT: SELBIT2BXXX (c/c intestato a La Casa Del Sole…

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CasaDelSoleTG – 05.01.26 – Rapito Maduro, nuove sfere d’influenza nel 2026

– Sequestro Maduro, il mondo chiede pace e diplomazia di Gionata Chatillard – Blitz americano in Venezuela di Ivan Bodyan – Rothschild & company vs Maduro di Jeff Hoffman – Russia, Cina e India: reazioni al blitz americano di Ivan Bodyan – Maduro: sequestro o resa volontaria? di Jeff Hoffman – BRICS SCACCO MATTO…

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Maduro: sequestro o resa volontaria?
di Jeff Hoffman

Mentre il fantasma del diritto internazionale si aggirava tra i salotti mediatici impegnati a commentare la legittimità di Maduro piuttosto che l’illegale azione statunitense, un aereo cargo Boeing C-17 Globemaster degi Stati Uniti atterrava in Giordania, seguito a ruota da una flotta di aerei a stelle e strisce atterrata nelle basi di Fairford e Mildenhall nel Regno Unito e nella maggiore base militare statunitense in Germania...
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Blitz americano in Venezuela

di Ivan Bodyan

La notte di sabato 3 gennaio 2026 ha segnato una svolta per il Venezuela. La capitale del paese, Caracas, è stata sottoposta a un massiccio attacco aereo da parte degli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la cattura e il trasferimento negli Stati Uniti del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della sua moglie Cilia Flores. Ripercorriamo brevemente i primi momenti della giornata...
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Russia, Cina e India: reazioni al blitz americano

di Ivan Bodyan

Il blitz americano in Venezuela nei confronti del presidente Nicolas Maduro ha suscitato varie reazioni nei Paesi e nella comunità internazionale. Tra le più attese sono state quelle dei principali paesi BRICS - Russia, Cina e India.

Il Ministero degli Esteri russo ha definito gli attacchi degli Stati Uniti in Venezuela un “atto di aggressione armata”, esprimendo il sostegno alla dichiarazione del governo venezuelano e della leadership dei paesi latinoamericani sulla convocazione immediata di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Ministero ha riferito che "l'America Latina deve rimanere una zona di pace che ha dichiarato di essere nel 2014. E al Venezuela deve essere garantito il diritto di determinare il proprio destino senza alcun intervento esterno distruttivo, per non parlare di quello militare"...
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Sequestro Maduro, il mondo chiede pace e diplomazia
di Gionata Chatillard

Il sequestro di Nicolás Maduro ha scatenato un'ondata di indignazione pressoché unanime nella comunità internazionale. con l’eccezione di Argentina, Israele e pochi altri, l'aggressione militare statunitense è stata condannata praticamente a tutte le latitudini. Da qualche Paese, come quelli occidentali, con molti "se" e molti "ma". Da altri in maniera decisamente più categorica. In entrambi i casi, però, la solidarietà nei confronti di Caracas si è per il momento fermata alle parole. Nessuno ha infatti veramente sbattuto i pugni sul tavolo di fronte all'unilateralismo di Donald Trump, verso il quale vige ormai una sorta di appeasement internazionale...
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Rothschild & company vs Maduro

di Jeff Hoffman


La Svizzera ha congelato tutti gli asset di Maduro e delle persone del suo entourage più stretto.

La decisione è stata assunta e immediatamente applicata oggi, con il dichiarato scopo di prevenire un possibile trasferimento di asset al di fuori della Svizzera...
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