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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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Il fu Belpaese tra servitù militare e propaganda
di Jeff Hoffman
Ieri, in seguito all’intervento in Aula del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto, la Camera dei Deputati ha approvato con 179 voti favorevoli, 100 contrari e 14 astensioni, la risoluzione di maggioranza sulla crisi con l’Iran e, obbedendo alle richieste di Trump e Netanyahu, ha spinto il fu Belpaese verso una guerra a fianco di Israele e Stati Uniti...
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Riyad in bilico sulla guerra all’Iran

di Gionata Chatillard

Chi si aspettava che l'offensiva israelo-statunitense contro l'Iran potesse riaccendere lo scontro tra Teheran e Riyad è rimasto finora deluso. Sebbene la risposta della Repubblica Islamica alle offensive occidentali abbia coinvolto strutture diplomatiche ed energetiche in territorio saudita, il Paese arabo non si è per il momento lasciato trascinare in modo diretto nel conflitto, limitandosi a schierare sul campo di battaglia i soli sistemi difensivi...
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USA, Venezuela per bypassare Cina

di Ivan Bodyan

La compagnia statale venezuelana Minerven, operante nel settore aurifero, ha siglato un accordo multimilionario per la vendita di oro negli Stati Uniti, secondo quanto riferito da Axios con riferimento a fonti.

Secondo una di queste, nell'ambito dell'accordo Minerven dovrà fornire da 650 a 1.000 kg di lingotti d'oro Dore al trader di materie prime Trafigura...
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Cina congela esportazioni di carburante

di Ivan Bodyan

Le autorità cinesi hanno ordinato alle principali compagnie petrolifere del Paese di sospendere immediatamente l'esportazione di gasolio e benzina. Come sottolineato da Bloomberg, questa decisione è stata presa nel contesto del conflitto in corso nel Golfo Persico, che ha interrotto le forniture di petrolio da questa regione...
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Pakistan in chiave anti-Iran

di Ivan Bodyan

Il Pakistan non avvierà negoziati con l'Afghanistan finché quest'ultimo non cesserà di sostenere i gruppi armati che compiono attacchi attraverso il confine dal territorio afghano, ha riferito Bloomberg citando una dichiarazione di Mosharraf Zaidi, portavoce dell'ufficio del primo ministro pakistano Shahbaz Sharif...
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Ucraina, Witkoff si aspetta progressi

di Ivan Bodyan

L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha riferito oggi sul social network X che nelle prossime settimane sono da aspettarsi nuovi progressi nel processo di risoluzione della crisi in Ucraina.

“Sotto la guida del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, continuiamo a ottenere risultati significativi, proseguendo il lavoro volto a formulare un accordo di pace che ponga fine alla guerra una volta per tutte”, ha aggiunto Witkoff...
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Il viaggio interstellare continua
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Ci vediamo domani a Roma
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Forwarded from ARCAPACIS
‼️DOMENICA 22 MARZO 2026 - MERCATINO RESISTENTE ARCAPACIS - 37a edizione
🗓 Via Casale di San Nicola, 150 - ROMA

La prima Domenica di Primavera insieme! 😍

Programma

⏰ 11.00 > foto di gruppo e apertura stand artigiani, olistici, reti, food
🎤12.00 >‼️ OSPITE SPECIALE ‼️
Roberto Quaglia
: L'IMPERO DELLA MENZOGNA
🎤14.30 > Mimmo Micarelli: DETOX INTESTINALE PRIMAVERILE
🎤16.00 > Viviana Taccione: RESISTENZA ALIMENTARE
🎁 17.30 > ESTRAZIONE PREMI con Leonardo Spina 🤡

Novità'
✍️ SESSIONE GRATIS di NUMEROLOGIA per RAGAZZI 18-30enni
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Tutto il giorno
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La Turchia entrerà in guerra con l’Iran?

In questa intervista de La Casa del SoleTV 🎥 al turcologo Federico De Renzi 👨‍🏫 adottiamo un approccio multipolare 🌍 per analizzare il conflitto tra USA–Israele 🇺🇸🇮🇱 e Iran 🇮🇷, che coinvolge i paesi arabi 🏜️ e che potrebbe estendersi ad altri attori. Il tutto dal punto di vista di una grande potenza che,…

https://casadelsole.tv/la-turchia-entrera-in-guerra-con-liran/
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Il ritorno: la fialetta di Powell e la menzogna infinita
Sono rientrata a Roma il 4 marzo. Il conflitto iraniano era esploso quattro giorni prima, ma io l’ho vissuto da Mosca, e questo cambia tutto. Cambia la prospettiva. Cambia il suono delle parole. Cambia il senso della verità.
Nei giorni tra la fine del Forum e la mia partenza, ho guardato i telegiornali russi nelle sale d’attesa degli aeroporti, nei bar, nella hall dell’albergo. E ho sentito qualcosa che in Italia, lo sapevo già, non avrei mai sentito: un’altra versione della storia, che poneva le domande che l’Occidente si rifiuta di porre.
I conduttori moscoviti guardavano in camera e dicevano: «Ma è come la fialetta di Colin Powell». E avevano ragione. Quella fialetta agitata alle Nazioni Unite nel 2003, con dentro polvere bianca spacciata per armi biologiche irachene che non sono mai esistite, è diventata il simbolo eterno della menzogna istituzionalizzata al servizio della guerra. E ora, vent’anni dopo, lo schema si ripeteva. Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran. Ma l’Iran non ha fatto nulla per essere attaccato. Non ha la bomba nucleare. Israele sì. Lo stesso Trump aveva dichiarato che il programma nucleare iraniano era stato «obliterato» dai raid dell’estate precedente. L’Agenzia internazionale dell’energia atomica ha smentito che Teheran fosse a giorni o settimane dal possedere l’arma atomica. Eppure le bombe cadono.
I russi non comprendono tanta fretta nell’interventismo. Non capiscono perché una potenza che si proclama custode della libertà mondiale bombardi un Paese sovrano sulla base di prove che non esistono, o che si è lei stessa incaricata di distruggere pochi mesi prima. Non capiscono, soprattutto, perché il mondo resti in silenzio. È lo stesso silenzio che loro stessi hanno sperimentato, lo stesso schema che hanno visto applicare a sé stessi: prima ti isolano, poi ti demonizzano, poi ti colpiscono. E chi osa dire che il re è nudo viene bollato come propagandista del nemico.
«Ma è l’Iran che deve difendersi», diceva un anziano signore seduto accanto a me nella sala d’attesa di Vnukovo, scuotendo la testa. «Non è l’Iran che ha attaccato. È l’Iran che viene attaccato. Perché nessuno dice questa cosa semplice?». Gli ho risposto che in Italia, probabilmente, nessuno l’avrebbe detta. Mi ha guardato con un’espressione che non dimenticherò: non era rabbia, era tristezza. La tristezza di chi vede il mondo mentire e non può fare nulla per fermarlo.
* * *
Giulietto Chiesa avrebbe riconosciuto quella tristezza. L’aveva provata lui stesso, per decenni, denunciando le menzogne che preparano le guerre. Dalla fialetta di Powell alla manipolazione dell’informazione in tempo di guerra, dalle operazioni di regime change mascherate da interventi umanitari alla costruzione mediatica del nemico. Chiesa sapeva che ogni guerra del XXI secolo è prima di tutto una guerra dell’informazione — e che la tecnologia, nelle mani di chi controlla i media, è l’arma più potente mai creata. Non uccide i corpi: uccide la verità. E senza verità, i corpi cadono da soli.
Rientrata a Fiumicino, ho acceso la televisione italiana. Un altro pianeta. Le stesse immagini, un’altra narrazione. A Mosca qualcuno poneva le domande. A Roma, le domande sono già state cancellate dal copione.
* * *
La neve che cade e il cuore che resta
Quando l’ultimo relatore ha lasciato il palco del Forum e le luci della sala plenaria si sono abbassate, fuori dal Centro del Commercio Internazionale la neve cadeva ancora. Più fitta, quasi ostinata, come se volesse dire qualcosa che le parole non avevano saputo esprimere.
In due giorni si è parlato di proteine sintetiche e reattori nucleari, di algoritmi che progettano la vita e di mercati da conquistare, di sovranità tecnologica e sovranità biologica, di miliardi di rubli e di strategie al 2050. Si è parlato di tutto ciò che l’uomo può fare, costruire, calcolare, brevettare.
Ma ciò che porto con me, rientrando in Italia mentre il Medio Oriente brucia e il mondo finge di non vedere, non sono solo i dati del Forum.
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Non sono le cifre degli investimenti né le sigle delle piattaforme biotecnologiche. Ciò che porto con me è il braccio di una donna sconosciuta sulla Tverskaya. È lo sguardo lucido dell’ingegnere di San Pietroburgo. È la tristezza dignitosa dell’anziano di Vnukovo. È la gentilezza ostinata di un popolo che il mondo vuole isolare e che continua, nonostante tutto, a tendere la mano.
Il titolo del Forum — «Bioeconomia per l’uomo» — suggerisce una risposta: l’uomo è il fine, non il mezzo. Ma le parole possono essere gabbie dorate o bussole. In una sala piena di imprenditori che calcolano ritorni sugli investimenti, la parola «uomo» rischia di diventare una variabile dell’equazione anziché la ragione dell’equazione stessa.
Putin ha parlato per quasi un’ora di tecnologie, investimenti, strategie. Ma la frase più vera del suo discorso è stata forse la più breve: «Gli scienziati non sono ancora arrivati a creare un cuore vivente, ma si stanno muovendo in quella direzione».
Un cuore vivente. Ecco cosa cerca la Russia — e con lei il mondo intero. Non un cuore di silicio, non un cuore di dati, non un cuore ottimizzato da un algoritmo. Un cuore che batte per qualcosa che va oltre la sovranità, oltre il mercato, oltre la competizione.
* * *
Giulietto Chiesa non avrebbe smesso di avvertirci. Avrebbe detto che quel cuore vivente è in pericolo — non perché la tecnologia sia cattiva, ma perché è nelle mani di chi non ha cuore. Avrebbe detto che la velocità con cui ci avviciniamo alla catastrofe è proporzionale alla velocità con cui rinunciamo a pensare con la nostra testa. Avrebbe detto che informare, allarmare, inquietare è un punto fondamentale, perché c’è ancora un mare di gente che ritiene che questa sarà una delle tante crisi dalla quale usciremo come in passato.
Ma questa crisi non è come le altre. Questa crisi è l’ultima corsa di un’umanità che ha consegnato le chiavi del proprio destino a macchine che non sanno cos’è il destino, a mercati che non sanno cos’è il valore, a potenze che non sanno cos’è la pace. E la neve che cade su Mosca, su Teheran, su Gaza, su tutte le città del mondo, non sa se è un manto di protezione o un sudario.
Eppure. Eppure c’è quella donna sulla Tverskaya. C’è quel braccio che ti prende. C’è quel sorriso che non chiede il passaporto. C’è quella domanda — «perché non ci amate più?» — che è la domanda più politica e più umana che si possa porre. Perché in quella domanda c’è tutto: l’assurdità delle sanzioni che puniscono i popoli e non i governi, la follia delle guerre che si combattono per procura, l’oscenità di un mondo in cui la tecnologia può progettare un cuore artificiale ma non riesce a far battere quello vero tra due nazioni che si sono sempre amate.
Cos’è che rende la vita degna di essere vissuta?
Non è la bioeconomia. Non è la sovranità. Non è nemmeno il progresso. È qualcosa che ha a che fare con il modo in cui ci guardiamo negli occhi. Con la mano che stringe un’altra mano. Con il silenzio condiviso davanti a un paesaggio di neve. Con la capacità — tutta umana, irriducibilmente umana — di trovare senso anche nel dolore, di sperare anche nella perdita, di amare anche quando tutto sembra suggerire il contrario.
La neve, intanto, continuava a cadere. E il mondo, tre giorni dopo, prendeva fuoco. Ma in una strada di Mosca, una donna sconosciuta aveva preso per il braccio una giornalista italiana smarrita, e per un istante — un istante solo, fragile e immenso — la pace era esistita.
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Il cuore vivente e la macchina del mondo: diario da Mosca, nel tempo sospeso tra bioeconomia e guerra

Il cuore vivente e la macchina del mondo: diario da Mosca, nel tempo sospeso tra bioeconomia e guerra Margherita Furlan IV Forum delle Tecnologie Future – 25-26 febbraio 2026 Il volo che non c’era Non sarei dovuta arrivare a Mosca il 23 febbraio. Il mio volo era previsto per…

https://casadelsole.tv/il-cuore-vivente-e-la-macchina-del-mondo-diario-da-mosca-nel-tempo-sospeso-tra-bioeconomia-e-guerra/
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Cosa non torna nell’attacco all’Iran: dai file Epstein all’invasione dei curdi. USA sotto Israele?

Il presidente Donald Trump ha vinto le elezioni con la promessa da pacificatore, per tenere lontani gli USA dalle campagne militari oltreoceano, considerate dai MAGA un inutile dispendio di forze, uomini e risorse. L’attacco all’Iran ha spaccato l’elettorato trumpiano, tra chi segue il capo della Casa Bianca, ormai allineato ai falchi e ai neocon,…

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Forwarded from CasaDelSoleTV
In questo articolo smonto il conflitto su cinque livelli di lettura: dal controllo delle rotte energetiche alla disarticolazione del sistema multipolare, dalla convergenza Netanyahu-Trump all'economia di guerra come modello di business. Con un capitolo dedicato all'Italia: le nostre basi usate senza il nostro consenso, il nostro gas a rischio, il nostro oro custodito a New York, 70.000 italiani in zona di guerra. La guerra all'Iran non è scoppiata il 28 febbraio. È stata costruita in anni di pressione crescente — e lanciata nel momento esatto in cui la diplomazia stava funzionando. Questa guerra non riguarda il nucleare iraniano. Riguarda il futuro dell'ordine mondiale.
Margherita Furlan

https://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/108244-la-guerra-all-iran-anatomia-di-un-conflitto-che-ridisegna-l-ordine-mondiale.html
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Forwarded from Idee&Azione
FATE I CORRIDOI COMMERCIALI, NON LA GUERRA

Fuggi dalla demenza di guerra.

Guarda il primo documentario al mondo in inglese sul corridoio di connettività tra 3 BRICS: Russia, Iran e India.

Una delle ragioni CHIAVE di questa guerra.

E considerando come l'India ha appena tradito sia la Russia che l'Iran, questo potrebbe anche diventare il corridoio Russia-Iran-Cina.

Pepe Escobar


👉🏻https://www.youtube.com/watch?v=_ejbGpD3S_I
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Crisi energetica e l’asso nella manica di Putin

Il mercato dei prodotti energetici ha aperto lunedì con un aumento asintotico dei prezzi che in poche ore hanno subito una crescita dei prezzi fino al 30%. L’incertezza sui mercati è la conseguenza di una guerra senza limiti di tempo e spazio che l’asse Trump-Netanyahu ha lanciato contro l’Iran, senza chiari obiettivi strategici da…

https://casadelsole.tv/crisi-energetica-e-lasso-nella-manica-di-putin/
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📆 Vi aspettiamo oggi, LUNEDI 9 MARZO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30

🔴DIRETTA🔴LEVANTE 09.03.2026 🔴 Italia in guerra: Sigonella e Muos avamposto USA contro Iran

A questo link 👉https://www.youtube.com/live/2gisucAhVXM

🌍 Il conflitto con l’Iran infiamma il Mediterraneo. Le tensioni geopolitiche aumentano tra Iran, Turchia e Cipro, mentre le basi militari italiane diventano sempre più centrali nelle operazioni degli Stati Uniti e di Israele nel Medio Oriente.

⚠️ Teheran non cede alle pressioni internazionali e respinge le richieste di resa avanzate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, annunciando al tempo stesso cambiamenti importanti nella guida della Rivoluzione Islamica.

🎙 In questa nuova puntata di Levante, il talk show di Casa del Sole TV, analizziamo gli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente.

👥 In studio:

Antonio Mazzeo, giornalista e attivista ecopacifista

Hanieh Tarkian, docente ed esperta di Iran e Medio Oriente

🔎 In questa puntata approfondiamo:
* il coinvolgimento dell’Italia nelle operazioni militari
* il ruolo delle basi NATO nel Mediterraneo
* i rischi di escalation e possibili rappresaglie
* gli ultimi aggiornamenti dal conflitto con l’Iran

📺 Levante – Casa del Sole TV

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