Epilogo: la guerra degli dèi
Siamo di fronte a qualcosa che il lessico geopolitico convenzionale non riesce a catturare. Non è una guerra per il petrolio — anche se il petrolio ne è il carburante economico. Non è una guerra per la non-proliferazione — anche se il nucleare ne è il pretesto. È una guerra in cui un primo ministro parla di Messia e Tempio, un segretario alla Difesa ha la croce dei crociati sul petto, e il nuovo leader supremo iraniano è considerato dai suoi sostenitori il precursore profetico del Mahdi.
Tre tradizioni abramitiche. Tre messianismi armati. Un unico punto di convergenza: Gerusalemme.
La tragedia è che nessuno dei popoli coinvolti — israeliani, americani, iraniani — ha scelto questa guerra. Le popolazioni civili di Teheran, Tel Aviv e delle città del Golfo non stanno combattendo per l'Armageddon. Stanno cercando di sopravvivere a leader che credono — o fingono di credere — di avere un mandato divino.
Il giornalismo ha il dovere di nominare ciò che vede. E ciò che vede, documentato da fonti primarie e dichiarazioni pubbliche, è una guerra santa combattuta con armi moderne, presentata come operazione di sicurezza e finanziata da contribuenti che non hanno mai votato per l'Apocalisse.
E questo la rende più pericolosa di qualsiasi altra guerra.
Siamo di fronte a qualcosa che il lessico geopolitico convenzionale non riesce a catturare. Non è una guerra per il petrolio — anche se il petrolio ne è il carburante economico. Non è una guerra per la non-proliferazione — anche se il nucleare ne è il pretesto. È una guerra in cui un primo ministro parla di Messia e Tempio, un segretario alla Difesa ha la croce dei crociati sul petto, e il nuovo leader supremo iraniano è considerato dai suoi sostenitori il precursore profetico del Mahdi.
Tre tradizioni abramitiche. Tre messianismi armati. Un unico punto di convergenza: Gerusalemme.
La tragedia è che nessuno dei popoli coinvolti — israeliani, americani, iraniani — ha scelto questa guerra. Le popolazioni civili di Teheran, Tel Aviv e delle città del Golfo non stanno combattendo per l'Armageddon. Stanno cercando di sopravvivere a leader che credono — o fingono di credere — di avere un mandato divino.
Il giornalismo ha il dovere di nominare ciò che vede. E ciò che vede, documentato da fonti primarie e dichiarazioni pubbliche, è una guerra santa combattuta con armi moderne, presentata come operazione di sicurezza e finanziata da contribuenti che non hanno mai votato per l'Apocalisse.
E questo la rende più pericolosa di qualsiasi altra guerra.
👍26❤9
Giulietto Chiesa: Non basta la difesa, la Costituzione va attuata
Dalla difesa all’attuazione: ce lo chiede la Costituzione. Napoli 30/9/2017 – 01/10/2017 Hotel Ramada, Giulietto Chiesa. 📡 CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico.…
https://casadelsole.tv/giulietto-chiesa-non-basta-la-difesa-la-costituzione-va-attuata/
Dalla difesa all’attuazione: ce lo chiede la Costituzione. Napoli 30/9/2017 – 01/10/2017 Hotel Ramada, Giulietto Chiesa. 📡 CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico.…
https://casadelsole.tv/giulietto-chiesa-non-basta-la-difesa-la-costituzione-va-attuata/
❤34👍4
📆 Vi aspettiamo oggi, MARTEDI 24 MARZO con una nuova puntata di SCACCO MATTO alle ore 18.30
🔴DIRETTA🔴LEVANTE 24.03.2026 🔴 Il popolo ha votato, Wall Street ha incassato: chi ha vinto davvero?
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/ArgpV2ee2Ys
Siamo al 24° giorno di bombardamenti, con l’Arabia Saudita e le cosiddette monarchie del Golfo che affiancano la “coalizione Epstein” rilasciando dichiarazioni contraddittorie, mentre le petroliere cinesi e indiane trovano corridoi segreti nello Stretto di Hormuz. La stampa internazionale punta il dito sul capo del Mossad, David Barnea. Cina, India, Pakistan, Iraq e Malaysia negoziano con Teheran per il passaggio attraverso lo Stretto. I vassalli europei obbediscono a Washington, che da una parte ordina di partecipare alla guerra e dall’altra pretende la firma del cosiddetto Accordo di Turnberry.
💰 A Wall Street, qualcuno sapeva. Come abbiamo raccontato nel nostro pezzo “Il colpo delle 6:50”, quindici minuti prima che Trump annunciasse la tregua con l’Iran, qualcuno ha piazzato un blocco da 1,5 miliardi di dollari in futures sull’S&P 500 e scaricato 192 milioni in futures sul petrolio. Volumi da quattro a sei volte superiori a qualsiasi operazione precedente, nel silenzio del premarket. Poi il post su Truth Social: “conversazioni molto buone e produttive”, sospensione per cinque giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. I futures esplodono, il petrolio crolla. L’Iran nega tutto. Il presidente del Parlamento Qalibaf accusa Trump di usare fake news per manipolare i mercati. La domanda resta: quante volte può un uomo fabbricare il panico, vendere il sollievo, e chiamare tutto questo “negoziato”?
🗳 Intanto in Italia il popolo ha parlato, e ha detto No. La riforma della giustizia Nordio è stata bocciata con il 53,7% dei voti e un’affluenza record del 58,9% . Meloni ha riconosciuto la sconfitta parlando di “occasione persa” ma ha escluso le dimissioni . Schlein ha dichiarato che i giovani hanno fatto la differenza, Conte ha parlato di “primavera politica” . E oggi il terremoto politico si allarga: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, uno dei volti più identitari della linea del governo, starebbe valutando le dimissioni . A pesare è la vicenda dei suoi rapporti societari con la figlia di un condannato per legami con un clan di camorra , un dossier congelato fino a urne chiuse che ora torna sul tavolo di Palazzo Chigi. Il governo resta sospeso nel suo equilibrismo sulla guerra in Iran, definita “fuori dal diritto internazionale” ma senza condanna esplicita, una formula che i critici hanno definito “pilatesca” .
Ne parliamo con Angelo D’Orsi, storico, già professore di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, e Stefano Orsi, esperto di strategia militare e geopolitica. In studio Jeff Hoffman.
Parleremo di:
🔗 Iran e Vicino Oriente
🔗 Raid aerei anche su Iraq, Libano e Siria
🔗 Giochi di spie e giochi di borsa
💰 Il colpo delle 6:50 — chi ha incassato sulla pelle dell’Iran
🗳 Referendum: il No travolge Nordio, Delmastro verso le dimissioni
🇮🇹 Meloni tra sconfitta referendaria e obbedienza atlantica
━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━
📡 CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente
Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico.
Se credi nel valore di un'informazione che non tace, aiutaci a continuare.
💳 Dona tramite bonifico bancario: IBAN: IT63P0326822300052392596590
Intestato a: LA CASA DEL SOLE EDIZIONI Causale: Donazione Casa del Sole TV
🅿️ Dona tramite PayPal: paypal.me/casadelsoletv
⏰Sostegno ricorrente: casadelsole.tv/sostienici
Anche un piccolo contributo fa la differenza. Grazie di cuore! ❤️
https://www.youtube.com/live/ArgpV2ee2Ys
🔴DIRETTA🔴LEVANTE 24.03.2026 🔴 Il popolo ha votato, Wall Street ha incassato: chi ha vinto davvero?
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/ArgpV2ee2Ys
Siamo al 24° giorno di bombardamenti, con l’Arabia Saudita e le cosiddette monarchie del Golfo che affiancano la “coalizione Epstein” rilasciando dichiarazioni contraddittorie, mentre le petroliere cinesi e indiane trovano corridoi segreti nello Stretto di Hormuz. La stampa internazionale punta il dito sul capo del Mossad, David Barnea. Cina, India, Pakistan, Iraq e Malaysia negoziano con Teheran per il passaggio attraverso lo Stretto. I vassalli europei obbediscono a Washington, che da una parte ordina di partecipare alla guerra e dall’altra pretende la firma del cosiddetto Accordo di Turnberry.
💰 A Wall Street, qualcuno sapeva. Come abbiamo raccontato nel nostro pezzo “Il colpo delle 6:50”, quindici minuti prima che Trump annunciasse la tregua con l’Iran, qualcuno ha piazzato un blocco da 1,5 miliardi di dollari in futures sull’S&P 500 e scaricato 192 milioni in futures sul petrolio. Volumi da quattro a sei volte superiori a qualsiasi operazione precedente, nel silenzio del premarket. Poi il post su Truth Social: “conversazioni molto buone e produttive”, sospensione per cinque giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. I futures esplodono, il petrolio crolla. L’Iran nega tutto. Il presidente del Parlamento Qalibaf accusa Trump di usare fake news per manipolare i mercati. La domanda resta: quante volte può un uomo fabbricare il panico, vendere il sollievo, e chiamare tutto questo “negoziato”?
🗳 Intanto in Italia il popolo ha parlato, e ha detto No. La riforma della giustizia Nordio è stata bocciata con il 53,7% dei voti e un’affluenza record del 58,9% . Meloni ha riconosciuto la sconfitta parlando di “occasione persa” ma ha escluso le dimissioni . Schlein ha dichiarato che i giovani hanno fatto la differenza, Conte ha parlato di “primavera politica” . E oggi il terremoto politico si allarga: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, uno dei volti più identitari della linea del governo, starebbe valutando le dimissioni . A pesare è la vicenda dei suoi rapporti societari con la figlia di un condannato per legami con un clan di camorra , un dossier congelato fino a urne chiuse che ora torna sul tavolo di Palazzo Chigi. Il governo resta sospeso nel suo equilibrismo sulla guerra in Iran, definita “fuori dal diritto internazionale” ma senza condanna esplicita, una formula che i critici hanno definito “pilatesca” .
Ne parliamo con Angelo D’Orsi, storico, già professore di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, e Stefano Orsi, esperto di strategia militare e geopolitica. In studio Jeff Hoffman.
Parleremo di:
🔗 Iran e Vicino Oriente
🔗 Raid aerei anche su Iraq, Libano e Siria
🔗 Giochi di spie e giochi di borsa
💰 Il colpo delle 6:50 — chi ha incassato sulla pelle dell’Iran
🗳 Referendum: il No travolge Nordio, Delmastro verso le dimissioni
🇮🇹 Meloni tra sconfitta referendaria e obbedienza atlantica
━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━
📡 CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente
Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico.
Se credi nel valore di un'informazione che non tace, aiutaci a continuare.
💳 Dona tramite bonifico bancario: IBAN: IT63P0326822300052392596590
Intestato a: LA CASA DEL SOLE EDIZIONI Causale: Donazione Casa del Sole TV
🅿️ Dona tramite PayPal: paypal.me/casadelsoletv
⏰Sostegno ricorrente: casadelsole.tv/sostienici
Anche un piccolo contributo fa la differenza. Grazie di cuore! ❤️
https://www.youtube.com/live/ArgpV2ee2Ys
YouTube
LEVANTE 24.03.2026 🔴 Il popolo ha votato, Wall Street ha incassato: chi ha vinto davvero?
Siamo al 24° giorno di bombardamenti, con l’Arabia Saudita e le cosiddette monarchie del Golfo che affiancano la “coalizione Epstein” rilasciando dichiarazioni contraddittorie, mentre le petroliere cinesi e indiane trovano corridoi segreti nello Stretto di…
👍18❤5
LEVANTE 24.03.2026 🔴 Il popolo ha votato, Wall Street ha incassato: chi ha vinto davvero?
Siamo al 24° giorno di bombardamenti, con l’Arabia Saudita e le cosiddette monarchie del Golfo che affiancano la “coalizione Epstein” rilasciando dichiarazioni contraddittorie, mentre le petroliere cinesi e indiane trovano corridoi segreti nello Stretto di Hormuz. La stampa internazionale punta il dito sul capo del Mossad, David Barnea. Cina, India, Pakistan, Iraq e Malaysia…
https://casadelsole.tv/levante-24-03-2026-🔴-il-popolo-ha-votato-wall-street-ha-incassato-chi-ha-vinto-davvero/
Siamo al 24° giorno di bombardamenti, con l’Arabia Saudita e le cosiddette monarchie del Golfo che affiancano la “coalizione Epstein” rilasciando dichiarazioni contraddittorie, mentre le petroliere cinesi e indiane trovano corridoi segreti nello Stretto di Hormuz. La stampa internazionale punta il dito sul capo del Mossad, David Barnea. Cina, India, Pakistan, Iraq e Malaysia…
https://casadelsole.tv/levante-24-03-2026-🔴-il-popolo-ha-votato-wall-street-ha-incassato-chi-ha-vinto-davvero/
👍15❤5
CasaDelSoleTG 24.03.26 🔴 Wall Street, il colpo delle 6,50
– SOSTIENI CASA DEL SOLE TV E ILLUMINA LA VERITÀ – Wall Street, il colpo delle 6,50 di Margherita Furlan – La NATO islamica che preoccupa sia Washington che Teheran di Margherita Furlan – Iran, piano “regime change” in prima pagina di Jeff Hoffman – Washington riallinea le monarchie del Golfo di Gionata Chatillard…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-24-03-26-🔴-wall-street-il-colpo-delle-650/
– SOSTIENI CASA DEL SOLE TV E ILLUMINA LA VERITÀ – Wall Street, il colpo delle 6,50 di Margherita Furlan – La NATO islamica che preoccupa sia Washington che Teheran di Margherita Furlan – Iran, piano “regime change” in prima pagina di Jeff Hoffman – Washington riallinea le monarchie del Golfo di Gionata Chatillard…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-24-03-26-🔴-wall-street-il-colpo-delle-650/
👍18❤1🤩1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Wall Street, il colpo delle 6,50
di Margherita Furlan
Ore 6:50 del mattino, New York. I mercati in Asia hanno appena chiuso in crollo — Seul meno sei e mezzo, Tokyo meno tre e mezzo. I futures americani puntano al ribasso. Il petrolio è sopra i 113 dollari. Il mondo si prepara all'escalation dopo l'ultimatum di Trump sullo Stretto di Hormuz.
E nel silenzio, qualcuno compra.
Un blocco unico: un miliardo e mezzo di dollari in futures sull'S&P 500. Contemporaneamente, centonovantadue milioni di dollari in futures sul petrolio vengono venduti. Un volume da quattro a sei volte superiore a qualsiasi operazione precedente. Nessun dato macro in uscita. Nessuna notizia. Niente...
di Margherita Furlan
Ore 6:50 del mattino, New York. I mercati in Asia hanno appena chiuso in crollo — Seul meno sei e mezzo, Tokyo meno tre e mezzo. I futures americani puntano al ribasso. Il petrolio è sopra i 113 dollari. Il mondo si prepara all'escalation dopo l'ultimatum di Trump sullo Stretto di Hormuz.
E nel silenzio, qualcuno compra.
Un blocco unico: un miliardo e mezzo di dollari in futures sull'S&P 500. Contemporaneamente, centonovantadue milioni di dollari in futures sul petrolio vengono venduti. Un volume da quattro a sei volte superiore a qualsiasi operazione precedente. Nessun dato macro in uscita. Nessuna notizia. Niente...
🤮10😁4❤2
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
La NATO islamica che preoccupa sia Washington che Teheran
di Margherita Furlan
Riyad, 19 marzo. Quattro ministri degli Esteri si siedono allo stesso tavolo e la foto è già un fatto geopolitico. Turchia, Arabia Saudita, Egitto e Pakistan. Per la prima volta, i rappresentanti di queste quattro potenze discutono insieme di come combinare le proprie forze in materia di sicurezza e difesa.
A parlare più chiaramente è il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan — tredici anni alla guida dell'intelligence di Ankara. La sua dichiarazione è una riga che vale un manifesto: "O ci uniamo e impariamo a risolvere i nostri problemi da soli, o un egemone esterno verrà a imporci soluzioni che servono i suoi interessi."...
di Margherita Furlan
Riyad, 19 marzo. Quattro ministri degli Esteri si siedono allo stesso tavolo e la foto è già un fatto geopolitico. Turchia, Arabia Saudita, Egitto e Pakistan. Per la prima volta, i rappresentanti di queste quattro potenze discutono insieme di come combinare le proprie forze in materia di sicurezza e difesa.
A parlare più chiaramente è il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan — tredici anni alla guida dell'intelligence di Ankara. La sua dichiarazione è una riga che vale un manifesto: "O ci uniamo e impariamo a risolvere i nostri problemi da soli, o un egemone esterno verrà a imporci soluzioni che servono i suoi interessi."...
👍21❤2
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Iran, piano “regime change” in prima pagina
di Jeff Hoffman
Prendete il vostro governo: sarà vostro. Queste le parole magiche con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva incitato il popolo iraniano a rovesciare il governo mentre i primi bombardamenti miravano a colpire la Guida Suprema della Repubblica Islamica e il quadro dirigente del paese.
Secondo il New York Times, il direttore del Mossad David Barnea avrebbe elaborato una strategia per organizzare i gruppi di opposizione iraniani entro pochi giorni dai primi attacchi e, stando all’inchiesta del quotidiano, a convincere la Casa Bianca del piano per il cambio di regime in Iran sarebbe stato il direttore del Mossad in scadenza a giugno, David Barnea...
di Jeff Hoffman
Prendete il vostro governo: sarà vostro. Queste le parole magiche con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva incitato il popolo iraniano a rovesciare il governo mentre i primi bombardamenti miravano a colpire la Guida Suprema della Repubblica Islamica e il quadro dirigente del paese.
Secondo il New York Times, il direttore del Mossad David Barnea avrebbe elaborato una strategia per organizzare i gruppi di opposizione iraniani entro pochi giorni dai primi attacchi e, stando all’inchiesta del quotidiano, a convincere la Casa Bianca del piano per il cambio di regime in Iran sarebbe stato il direttore del Mossad in scadenza a giugno, David Barnea...
🤮7😁5
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Washington riallinea le monarchie del Golfo
di Gionata Chatillard
Inizialmente prudenti, se non apertamente contrari, oggi molti Paesi del Golfo Persico sembrano aver cambiato linea: la guerra contro l’Iran, anziché essere fermata, deve proseguire. Una posizione, che, secondo la stampa israeliana, sarebbe maturata col tempo in nazioni come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrain e Qatar. In questi Paesi resterebbe una certa irritazione per le modalità in cui sono state condotte le operazioni contro Teheran, ma un obiettivo strategico sembra ormai condiviso: indebolire la Repubblica Islamica fino a ridurne drasticamente capacità militare e influenza regionale...
di Gionata Chatillard
Inizialmente prudenti, se non apertamente contrari, oggi molti Paesi del Golfo Persico sembrano aver cambiato linea: la guerra contro l’Iran, anziché essere fermata, deve proseguire. Una posizione, che, secondo la stampa israeliana, sarebbe maturata col tempo in nazioni come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrain e Qatar. In questi Paesi resterebbe una certa irritazione per le modalità in cui sono state condotte le operazioni contro Teheran, ma un obiettivo strategico sembra ormai condiviso: indebolire la Repubblica Islamica fino a ridurne drasticamente capacità militare e influenza regionale...
🤮14
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Israele, proseguono gli attacchi sul Libano
di Ivan Bodyan
Gli aerei dell'Aeronautica Militare israeliana continuano a sferrare attacchi sui ponti libanesi. Stando al canale televisivo Al-Mayadeen, il ponte sul fiume Litani nella zona di Kaakiya, nel sud del Libano, è stato messo fuori uso dopo che su di esso sono stati lanciati diversi missili. Di conseguenza, è stato interrotto il traffico automobilistico sull'autostrada tra le città meridionali di Nabatieh e Bint Jbeil.
In precedenza sono stati distrutti altri tre ponti, uno sul quale passava la strada che collegava Nabatieh a Marjayoun, e due sull'autostrada meridionale Saida-Tiro...
di Ivan Bodyan
Gli aerei dell'Aeronautica Militare israeliana continuano a sferrare attacchi sui ponti libanesi. Stando al canale televisivo Al-Mayadeen, il ponte sul fiume Litani nella zona di Kaakiya, nel sud del Libano, è stato messo fuori uso dopo che su di esso sono stati lanciati diversi missili. Di conseguenza, è stato interrotto il traffico automobilistico sull'autostrada tra le città meridionali di Nabatieh e Bint Jbeil.
In precedenza sono stati distrutti altri tre ponti, uno sul quale passava la strada che collegava Nabatieh a Marjayoun, e due sull'autostrada meridionale Saida-Tiro...
🤮16👍1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Qatar, rischio perdita 63% di esportazione energetica
di Ivan Bodyan
Le forze armate iraniane hanno contrattaccato mirando agli impianti industriali dell'azienda produttrice di armi Rafael Advanced Defense Systems a Haifa e dell'azienda tecnologica Israel Aerospace Industries nei pressi dell'aeroporto Ben-Gurion in Israele. Lo ha riferito l'ufficio stampa dell'esercito iraniano.
Stando al quotidiano Tehran Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe cercato di valutare la disponibilità dell'Iran a porre fine alla guerra tramite un mediatore pakistano, ma avrebbe ricevuto una risposta dura...
di Ivan Bodyan
Le forze armate iraniane hanno contrattaccato mirando agli impianti industriali dell'azienda produttrice di armi Rafael Advanced Defense Systems a Haifa e dell'azienda tecnologica Israel Aerospace Industries nei pressi dell'aeroporto Ben-Gurion in Israele. Lo ha riferito l'ufficio stampa dell'esercito iraniano.
Stando al quotidiano Tehran Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe cercato di valutare la disponibilità dell'Iran a porre fine alla guerra tramite un mediatore pakistano, ma avrebbe ricevuto una risposta dura...
👍13😁3❤1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Germania-Giappone, cooperazione più stretta
di Ivan Bodyan
La Germania sta cercando di rafforzare la cooperazione militare con il Giappone. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha proposto un nuovo accordo per facilitare l’operatività delle truppe di entrambi i paesi sul territorio dell’altro. Intervenendo alla base navale giapponese di Yokosuka dopo i colloqui con il suo omologo Shinjirō Koizumi, Pistorius ha affermato che Berlino ha avanzato quello che è definito un "Accordo di accesso reciproco".
La proposta di Pistorius segna un passo avanti rispetto ai recenti impegni della Germania nell’Indo-Pacifico, che finora si sono concentrati in gran parte su esercitazioni congiunte e dispiegamenti a breve termine...
di Ivan Bodyan
La Germania sta cercando di rafforzare la cooperazione militare con il Giappone. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha proposto un nuovo accordo per facilitare l’operatività delle truppe di entrambi i paesi sul territorio dell’altro. Intervenendo alla base navale giapponese di Yokosuka dopo i colloqui con il suo omologo Shinjirō Koizumi, Pistorius ha affermato che Berlino ha avanzato quello che è definito un "Accordo di accesso reciproco".
La proposta di Pistorius segna un passo avanti rispetto ai recenti impegni della Germania nell’Indo-Pacifico, che finora si sono concentrati in gran parte su esercitazioni congiunte e dispiegamenti a breve termine...
😁7🤮6😱2👍1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
USA e GB, problemi di carburante
di Ivan Bodyan
I grossisti di gasolio nel Regno Unito hanno iniziato a limitare le vendite di gasolio agli agricoltori, ha riportato il quotidiano Telegraph citando fonti delle associazioni di categoria.
“I venditori hanno dovuto ridurre i volumi degli ordini per poter evadere il maggior numero possibile di richieste. Invece di consegnare diecimila litri per agricoltore, hanno dovuto consegnarne duemila”, ha dichiarato al quotidiano Patrick Crehon, responsabile degli acquisti dell'associazione Anglia Farmers...
di Ivan Bodyan
I grossisti di gasolio nel Regno Unito hanno iniziato a limitare le vendite di gasolio agli agricoltori, ha riportato il quotidiano Telegraph citando fonti delle associazioni di categoria.
“I venditori hanno dovuto ridurre i volumi degli ordini per poter evadere il maggior numero possibile di richieste. Invece di consegnare diecimila litri per agricoltore, hanno dovuto consegnarne duemila”, ha dichiarato al quotidiano Patrick Crehon, responsabile degli acquisti dell'associazione Anglia Farmers...
👍7😁5❤1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Bombe e raid aerei tornano a colpire l’Irak
di Jeff Hoffman
In seguito agli attacchi alla base statunitense Victoria e al complesso dell'ambasciata statunitense a Baghdad, le forze militari a stelle e strisce hanno effettuato raid aerei sull’Irak colpendo il quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare nella provincia di Anbar.
In un attacco vile e codardo, il comandante Al-Bu Ajili, è stato martirizzato insieme a numerosi suoi eroici compagni, in seguito a un raid aereo statunitense che ha colpito i soldati mentre svolgevano il loro dovere nazionale, ha scritto in una nota ufficiale il corpo di mobilitazione popolare...
di Jeff Hoffman
In seguito agli attacchi alla base statunitense Victoria e al complesso dell'ambasciata statunitense a Baghdad, le forze militari a stelle e strisce hanno effettuato raid aerei sull’Irak colpendo il quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare nella provincia di Anbar.
In un attacco vile e codardo, il comandante Al-Bu Ajili, è stato martirizzato insieme a numerosi suoi eroici compagni, in seguito a un raid aereo statunitense che ha colpito i soldati mentre svolgevano il loro dovere nazionale, ha scritto in una nota ufficiale il corpo di mobilitazione popolare...
😢10🤮5❤1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Russia, alta tensione
di Ivan Bodyan
Le unità dell’FSB, del Ministero degli Interni russo e della Rosgvardia sono state poste in stato di allerta per prevenire gli atti di sabotaggio e gli attentati terroristici pianificati dall'Ucraina a Mosca e nella regione. Lo ha comunicato oggi l’ufficio stampa dell’FSB.
L'agenzia di sicurezza interna russa ha sottolineato che è stato sventato un tentativo dei servizi segreti ucraini di acquistare droni presso un'azienda moscovita. E' stato precisato che, qualora i droni fossero stati equipaggiati con ordigni esplosivi, i servizi segreti ucraini avrebbero ottenuto potenti strumenti di terrore da utilizzare contro determinati obiettivi a Mosca...
di Ivan Bodyan
Le unità dell’FSB, del Ministero degli Interni russo e della Rosgvardia sono state poste in stato di allerta per prevenire gli atti di sabotaggio e gli attentati terroristici pianificati dall'Ucraina a Mosca e nella regione. Lo ha comunicato oggi l’ufficio stampa dell’FSB.
L'agenzia di sicurezza interna russa ha sottolineato che è stato sventato un tentativo dei servizi segreti ucraini di acquistare droni presso un'azienda moscovita. E' stato precisato che, qualora i droni fossero stati equipaggiati con ordigni esplosivi, i servizi segreti ucraini avrebbero ottenuto potenti strumenti di terrore da utilizzare contro determinati obiettivi a Mosca...
😱9❤7👍6😁1
Tregua in Iran: Trump con le spalle al muro?
🌍🔥 Tregua in Iran: Donald Trump con le spalle al muro? In questa videointervista esclusiva su Casa del Sole TV 🎥 analizziamo l’attuale fase del conflitto tra Iran 🇮🇷, Israele 🇮🇱 e Stati Uniti 🇺🇸, tra tensioni militari ⚔️, guerra economica 💰 e strategie geopolitiche globali 🌐 👉 L’Iran dimostra una sorprendente capacità di…
https://casadelsole.tv/tregua-in-iran-trump-con-le-spalle-al-muro/
🌍🔥 Tregua in Iran: Donald Trump con le spalle al muro? In questa videointervista esclusiva su Casa del Sole TV 🎥 analizziamo l’attuale fase del conflitto tra Iran 🇮🇷, Israele 🇮🇱 e Stati Uniti 🇺🇸, tra tensioni militari ⚔️, guerra economica 💰 e strategie geopolitiche globali 🌐 👉 L’Iran dimostra una sorprendente capacità di…
https://casadelsole.tv/tregua-in-iran-trump-con-le-spalle-al-muro/
❤16👍14
Il colpo delle 6:50. Chi sapeva cinque minuti prima di Trump?
di Margherita Furlan | 23 marzo 2026
Ore 6:50 del mattino, ora di New York. Il premarket è un deserto. Liquidità sottile, volumi rarefatti, quella quiete piatta che precede l'apertura di Wall Street e in cui anche un ordine modesto può muovere i prezzi. Nessun dato macro in uscita, nessuna headline dai mercati asiatici, che anzi hanno appena chiuso in un bagno di sangue: il Kospi sudcoreano a -6,5%, il Nikkei di Tokyo a -3,5%, l'Hang Seng di Hong Kong a -3,5%. I futures sull'S&P 500 puntano a un'apertura in calo di quasi l'1%. Il petrolio viaggia verso i 113 dollari al barile. Il mondo si prepara a una settimana di escalation dopo l'ultimatum di Trump all'Iran sullo Stretto di Hormuz.
E poi, nel silenzio, qualcuno muove le pedine.
Alle 6:50 in punto, i terminali del CME (Chicago Mercantile Exchange, la più grande borsa di futures e opzioni al mondo) registrano uno spike improvviso e isolato nei volumi dei futures e-Mini sull'S&P 500. Contemporaneamente, e questa è la parte che conta, un'esplosione speculare di volumi sui futures del greggio WTI. L'analista finanziario Adam Cochran documenta su X, con screenshot dei flussi di ordine, la dimensione dell'operazione: 1,5 miliardi di dollari nozionali in futures ES acquistati in un singolo blocco. 192 milioni di dollari in futures CL venduti. Un volume da quattro a sei volte superiore a qualsiasi altra operazione registrata durante la chiusura precedente.
Non c'è catalizzatore visibile. Non c'è niente. Solo silenzio e un ordine mastodontico che compra azioni e vende petrolio.
Quindici minuti dopo, alle 7:05, arriva il catalizzatore.
Il post che ha mosso 1.700 miliardi
Donald Trump pubblica su Truth Social, in lettere maiuscole come da liturgia, che gli Stati Uniti e l'Iran hanno tenuto "conversazioni molto buone e produttive" negli ultimi due giorni riguardo a "una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità". Annuncia la sospensione per cinque giorni di ogni attacco contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane.
L'effetto è istantaneo. I futures sull'S&P 500 schizzano del +2,7% in pochi minuti. Il Dow Jones proietta un'apertura a +1.100 punti. Il greggio WTI crolla sotto i 90 dollari al barile, una discesa del 10% in una singola sessione, il crollo più netto dal 10 marzo. Il Brent scende sotto i 100 dollari per la prima volta da undici giorni. I rendimenti dei Treasury crollano. Il dollaro si indebolisce. La volatilità rientra. Secondo Fortune, il cambio repentino dei prezzi ha generato circa 1.700 miliardi di dollari di valore di mercato in pochi minuti.
Chi ha comprato futures sull'azionario e venduto futures sul petrolio alle 6:50 ha incassato, in quindici minuti, profitti che la maggior parte dei fondi non realizza in un trimestre.
La smentita iraniana e lo schema che si ripete
Meno di un'ora dopo il post di Trump, Teheran nega tutto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, dichiara che non c'è stato alcun dialogo diretto o indiretto con Washington. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf va oltre, accusando Trump di usare "fake news per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e sfuggire alla palude in cui Stati Uniti e Israele sono intrappolati". L'agenzia Fars parla di "guerra psicologica".
Ecco il punto strutturale: non importa se i negoziati siano reali. I mercati si sono mossi. E chi sapeva che quel post sarebbe arrivato, o anche solo chi aveva ragionevole certezza della sua imminenza, ha potuto operare con un vantaggio informativo che nessun modello algoritmico può replicare.
CNBC ha confermato che il movimento di volumi delle 6:50 è stato reale, isolato, e privo di qualsiasi catalizzatore esterno. FXStreet aggiunge un dettaglio che trasforma il sospetto in schema: questo non è un evento isolato. Uno schema identico è stato rilevato con un precedente annuncio a inizio marzo, anch'esso rivelatosi infondato, che aveva prodotto analoghi movimenti di prezzo.
di Margherita Furlan | 23 marzo 2026
Ore 6:50 del mattino, ora di New York. Il premarket è un deserto. Liquidità sottile, volumi rarefatti, quella quiete piatta che precede l'apertura di Wall Street e in cui anche un ordine modesto può muovere i prezzi. Nessun dato macro in uscita, nessuna headline dai mercati asiatici, che anzi hanno appena chiuso in un bagno di sangue: il Kospi sudcoreano a -6,5%, il Nikkei di Tokyo a -3,5%, l'Hang Seng di Hong Kong a -3,5%. I futures sull'S&P 500 puntano a un'apertura in calo di quasi l'1%. Il petrolio viaggia verso i 113 dollari al barile. Il mondo si prepara a una settimana di escalation dopo l'ultimatum di Trump all'Iran sullo Stretto di Hormuz.
E poi, nel silenzio, qualcuno muove le pedine.
Alle 6:50 in punto, i terminali del CME (Chicago Mercantile Exchange, la più grande borsa di futures e opzioni al mondo) registrano uno spike improvviso e isolato nei volumi dei futures e-Mini sull'S&P 500. Contemporaneamente, e questa è la parte che conta, un'esplosione speculare di volumi sui futures del greggio WTI. L'analista finanziario Adam Cochran documenta su X, con screenshot dei flussi di ordine, la dimensione dell'operazione: 1,5 miliardi di dollari nozionali in futures ES acquistati in un singolo blocco. 192 milioni di dollari in futures CL venduti. Un volume da quattro a sei volte superiore a qualsiasi altra operazione registrata durante la chiusura precedente.
Non c'è catalizzatore visibile. Non c'è niente. Solo silenzio e un ordine mastodontico che compra azioni e vende petrolio.
Quindici minuti dopo, alle 7:05, arriva il catalizzatore.
Il post che ha mosso 1.700 miliardi
Donald Trump pubblica su Truth Social, in lettere maiuscole come da liturgia, che gli Stati Uniti e l'Iran hanno tenuto "conversazioni molto buone e produttive" negli ultimi due giorni riguardo a "una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità". Annuncia la sospensione per cinque giorni di ogni attacco contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane.
L'effetto è istantaneo. I futures sull'S&P 500 schizzano del +2,7% in pochi minuti. Il Dow Jones proietta un'apertura a +1.100 punti. Il greggio WTI crolla sotto i 90 dollari al barile, una discesa del 10% in una singola sessione, il crollo più netto dal 10 marzo. Il Brent scende sotto i 100 dollari per la prima volta da undici giorni. I rendimenti dei Treasury crollano. Il dollaro si indebolisce. La volatilità rientra. Secondo Fortune, il cambio repentino dei prezzi ha generato circa 1.700 miliardi di dollari di valore di mercato in pochi minuti.
Chi ha comprato futures sull'azionario e venduto futures sul petrolio alle 6:50 ha incassato, in quindici minuti, profitti che la maggior parte dei fondi non realizza in un trimestre.
La smentita iraniana e lo schema che si ripete
Meno di un'ora dopo il post di Trump, Teheran nega tutto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, dichiara che non c'è stato alcun dialogo diretto o indiretto con Washington. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf va oltre, accusando Trump di usare "fake news per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e sfuggire alla palude in cui Stati Uniti e Israele sono intrappolati". L'agenzia Fars parla di "guerra psicologica".
Ecco il punto strutturale: non importa se i negoziati siano reali. I mercati si sono mossi. E chi sapeva che quel post sarebbe arrivato, o anche solo chi aveva ragionevole certezza della sua imminenza, ha potuto operare con un vantaggio informativo che nessun modello algoritmico può replicare.
CNBC ha confermato che il movimento di volumi delle 6:50 è stato reale, isolato, e privo di qualsiasi catalizzatore esterno. FXStreet aggiunge un dettaglio che trasforma il sospetto in schema: questo non è un evento isolato. Uno schema identico è stato rilevato con un precedente annuncio a inizio marzo, anch'esso rivelatosi infondato, che aveva prodotto analoghi movimenti di prezzo.
🤮18❤9👍4
La stessa fonte nota che "circolano voci secondo cui posizioni enormi sono state prese sul mercato nei minuti precedenti il rilascio della dichiarazione di Trump su Truth Social", e che ciò è accaduto "analogamente all'ultima volta".
Non un incidente. Un metodo.
L'ecosistema del conflitto d'interesse
Per comprendere la gravità di quanto accaduto, bisogna guardare l'ecosistema in cui si muove questa presidenza e i suoi legami strutturali con le piattaforme dove queste operazioni trovano il loro terreno più fertile.
Public Citizen, organizzazione di vigilanza con oltre un milione di sostenitori, ha inviato una lettera formale alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) chiedendo un'indagine per insider trading. La lettera documenta scommesse sospette piazzate sulle piattaforme di prediction market Polymarket e Kalshi pochi istanti prima dell'attacco del 28 febbraio — quello che ha dato inizio alla guerra. Scommesse molto sostanziose, piazzate all'ultimo momento, su esiti che solo chi disponeva di informazioni riservate poteva prevedere con quel grado di precisione.
Un account Polymarket dal nome eloquente "NOTHINGEVERFRICKINGHAPPENS" aperto a fine febbraio, ha piazzato due scommesse iniziali: 7.600 dollari sull'attacco all'Iran entro il 28 febbraio e 11.283 dollari su un attacco entro il primo marzo. Ha vinto oltre 85.000 dollari. Lo stesso account sta ora scommettendo 8.005 dollari su un cessate il fuoco entro il 31 marzo e 15.614 dollari su un cessate il fuoco entro il 15 aprile. Al momento della segnalazione, quelle due scommesse avevano già generato oltre 30.000 dollari di guadagno.
Non è un trader fortunato. È un pattern.
E il pattern si inserisce in una rete di conflitti d'interesse che Public Citizen ha documentato con precisione: Donald Trump Jr. è advisor retribuito di Kalshi, e advisor non retribuito di Polymarket. La Trump Media ha lanciato "Truth Predict" in partnership con Cryptocom, una propria piattaforma di prediction market. In altre parole, la famiglia del Presidente degli Stati Uniti è strutturalmente inserita, come investitore, advisor e proprietario di piattaforma, nell'industria che permette di scommettere sugli esiti delle decisioni prese dal Presidente degli Stati Uniti.
Non esiste precedente nella storia finanziaria moderna per un conflitto d'interesse di questa portata.
TACO: la guerra come prodotto finanziario
Wall Street ha coniato un acronimo per descrivere il metodo Trump: TACO, Trump Always Chickens Out. Il termine, nato dalla penna del Financial Times, descrive il ciclo ormai codificato: minaccia catastrofica, panico di mercato, retromarcia improvvisa, rally di sollievo. Chi acquista nel momento del panico ha guadagnato sistematicamente a ogni iterazione. Dai dazi del Liberation Day alla minaccia sulla Groenlandia, ogni crisi fabbricata ha prodotto lo stesso schema: distruzione di valore, ricostruzione, trasferimento di ricchezza.
Fortune nota tuttavia una differenza cruciale nel caso iraniano: "ci vogliono due per fare un TACO". Trump non può unilateralmente terminare la guerra come poteva ritirare sanzioni. Serve la controparte. E la controparte nega persino che il dialogo esista.
Ma per i mercati, questa distinzione è irrilevante. Il Dow Jones ha chiuso a +631 punti. L'S&P 500 ha registrato la migliore giornata dall'inizio della guerra. Il Brent è sceso sotto i 100 dollari. La sola dichiarazione, vera o falsa che fosse, ha generato il movimento. E chi sapeva che sarebbe arrivata ha operato di conseguenza.
Questa è la frontiera più avanzata della finanziarizzazione della guerra. Non servono più i profitti dell'industria bellica o i contratti di ricostruzione. Basta l'informazione. Un post su un social media proprietario, scritto alle 7:05 del mattino di un lunedì, da un presidente che è contemporaneamente azionista della piattaforma su cui pubblica, advisor dell'industria che scommette sugli esiti delle sue decisioni, e comandante in capo di una guerra che può esplodere o diminuire d’impatto con un singolo paragrafo in maiuscolo.
Non un incidente. Un metodo.
L'ecosistema del conflitto d'interesse
Per comprendere la gravità di quanto accaduto, bisogna guardare l'ecosistema in cui si muove questa presidenza e i suoi legami strutturali con le piattaforme dove queste operazioni trovano il loro terreno più fertile.
Public Citizen, organizzazione di vigilanza con oltre un milione di sostenitori, ha inviato una lettera formale alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) chiedendo un'indagine per insider trading. La lettera documenta scommesse sospette piazzate sulle piattaforme di prediction market Polymarket e Kalshi pochi istanti prima dell'attacco del 28 febbraio — quello che ha dato inizio alla guerra. Scommesse molto sostanziose, piazzate all'ultimo momento, su esiti che solo chi disponeva di informazioni riservate poteva prevedere con quel grado di precisione.
Un account Polymarket dal nome eloquente "NOTHINGEVERFRICKINGHAPPENS" aperto a fine febbraio, ha piazzato due scommesse iniziali: 7.600 dollari sull'attacco all'Iran entro il 28 febbraio e 11.283 dollari su un attacco entro il primo marzo. Ha vinto oltre 85.000 dollari. Lo stesso account sta ora scommettendo 8.005 dollari su un cessate il fuoco entro il 31 marzo e 15.614 dollari su un cessate il fuoco entro il 15 aprile. Al momento della segnalazione, quelle due scommesse avevano già generato oltre 30.000 dollari di guadagno.
Non è un trader fortunato. È un pattern.
E il pattern si inserisce in una rete di conflitti d'interesse che Public Citizen ha documentato con precisione: Donald Trump Jr. è advisor retribuito di Kalshi, e advisor non retribuito di Polymarket. La Trump Media ha lanciato "Truth Predict" in partnership con Cryptocom, una propria piattaforma di prediction market. In altre parole, la famiglia del Presidente degli Stati Uniti è strutturalmente inserita, come investitore, advisor e proprietario di piattaforma, nell'industria che permette di scommettere sugli esiti delle decisioni prese dal Presidente degli Stati Uniti.
Non esiste precedente nella storia finanziaria moderna per un conflitto d'interesse di questa portata.
TACO: la guerra come prodotto finanziario
Wall Street ha coniato un acronimo per descrivere il metodo Trump: TACO, Trump Always Chickens Out. Il termine, nato dalla penna del Financial Times, descrive il ciclo ormai codificato: minaccia catastrofica, panico di mercato, retromarcia improvvisa, rally di sollievo. Chi acquista nel momento del panico ha guadagnato sistematicamente a ogni iterazione. Dai dazi del Liberation Day alla minaccia sulla Groenlandia, ogni crisi fabbricata ha prodotto lo stesso schema: distruzione di valore, ricostruzione, trasferimento di ricchezza.
Fortune nota tuttavia una differenza cruciale nel caso iraniano: "ci vogliono due per fare un TACO". Trump non può unilateralmente terminare la guerra come poteva ritirare sanzioni. Serve la controparte. E la controparte nega persino che il dialogo esista.
Ma per i mercati, questa distinzione è irrilevante. Il Dow Jones ha chiuso a +631 punti. L'S&P 500 ha registrato la migliore giornata dall'inizio della guerra. Il Brent è sceso sotto i 100 dollari. La sola dichiarazione, vera o falsa che fosse, ha generato il movimento. E chi sapeva che sarebbe arrivata ha operato di conseguenza.
Questa è la frontiera più avanzata della finanziarizzazione della guerra. Non servono più i profitti dell'industria bellica o i contratti di ricostruzione. Basta l'informazione. Un post su un social media proprietario, scritto alle 7:05 del mattino di un lunedì, da un presidente che è contemporaneamente azionista della piattaforma su cui pubblica, advisor dell'industria che scommette sugli esiti delle sue decisioni, e comandante in capo di una guerra che può esplodere o diminuire d’impatto con un singolo paragrafo in maiuscolo.
🤮14❤6👍2