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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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NATO e Vecchio Continente contro l’Iran

di Jeff Hoffman

L’Europa sta giocando “silenziosamente” un ruolo chiave nella Guerra in Iran, ha scritto in questi giorni il Wall Street Journal facendo onore alla base militare aerea di Aviano, dove sono recentemente atterrati diversi tipi di aerei provenienti dalla Naval Air Station di Norfolk, in Virginia.

Da notare che, guarda caso, la Base di Aviano è formalmente sotto la sovranità italiana ma sotto il cappello istituzionale della NATO, operativamente gestita direttamente dall’esercito statunitense.

Nelle stesse ore, oggi, davanti al Tribunale civile di Roma, in seguito a un ricorso presentato da un gruppo di associazioni e cittadini, ha avuto luogo la prima udienza della causa promossa contro Leonardo S.p.A. e lo Stato italiano per la presunta esportazione di armi verso Israele durante il genocidio...
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Macron riporta l’oro a casa
di Margherita Furlan
La Banque de France ha completato il rimpatrio delle proprie riserve auree custodite presso la Federal Reserve di New York. Centoventinove tonnellate, il 5% delle riserve totali francesi, che ammontano a 2.437 tonnellate. Profitto dell’operazione: quasi 13 miliardi di euro.
Ma è il meccanismo a meritare attenzione. Parigi non ha caricato i lingotti su un aereo militare. Ha venduto le 129 tonnellate depositate a New York e ha riacquistato oro conforme agli standard internazionali direttamente sul mercato francese. La giustificazione ufficiale: un audit interno del 2024 aveva raccomandato di aggiornare gli ultimi lingotti non conformi. Troppo costoso raffinarli, più pratico venderli e ricomprare...
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La peggiore crisi energetica di sempre
di Margherita Furlan
Alla quarta settimana di guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Con esso, il 20% del petrolio mondiale e il 20% del gas naturale liquefatto. Quindici milioni di barili al giorno tolti dal mercato. Non era mai successo.
Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, lo ha detto chiaro da Canberra: “Abbiamo perso 11 milioni di barili al giorno — più delle due grandi crisi petrolifere degli anni Settanta messe insieme.” Oltre 40 infrastrutture energetiche in nove Paesi sono gravemente danneggiate. Non si tratta solo di petrolio: sono interrotte le forniture di gas, petrolchimici, fertilizzanti.
Il capo economista di British Petroleum, Gareth Ramsay, ha definito lo scenario “incomparabile” con qualsiasi crisi passata: “L’incubo peggiore, quello che pensavamo non potesse mai accadere.” Un aumento del 30-40% del prezzo del greggio — quello che stiamo osservando — può tagliare un punto intero di crescita mondiale...
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Hormuz, il piano B di Turchia e Cina
di Margherita Furlan
Mentre il mondo conta i barili perduti nello Stretto di Hormuz, qualcuno sta già disegnando la rotta alternativa. E non passa per il mare.
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo cinese Wang Yi. Non una telefonata di cortesia. I due ministri hanno sottolineato come sia “di importanza critica” il mantenimento del funzionamento ininterrotto delle linee di trasporto, delle forniture energetiche e delle catene di approvvigionamento globali. significa: Hormuz ci sta strangolando, serve un’alternativa terrestre. Adesso...
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Iran: isole fortificate, petrolio alle stelle

di Jeff Hoffman

L'Iran ha trasformato le sue isole chiave in basi militari fortificate, progettate per dominare il Golfo Persico, mentre l’isola di Abu Musa, situata vicino alle coste di stati arabi rivali, funziona da avamposto fortificato e centro di allarme rapido con sistemi radar avanzati che monitorano l’avvicinarsi di navi e sommergibili.

Inoltre, secondo il Financial Times, "Teheran potrebbe tenere in riserva alcuni dei suoi sistemi più potenti, sebbene le scorte di questi nuovi missili siano probabilmente limitate", si legge dal quotidiano britannico che cita un ex analista della CIA come fonte...
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Armi per Kiev dirottate sul fronte iraniano
di Gionata Chatillard

Con la guerra contro l'Iran, la revisione delle priorità militari statunitensi è ormai un dato di fatto. L'Amministrazione di Donald Trump, fin dall'inizio poco incline a gettare benzina sul conflitto in Ucraina, starebbe adesso facendo un ulteriore passo in questa direzione, valutando di spostare asset bellici dal fronte europeo a quello mediorientale. O questo, almeno, è quello che assicura il Washington Post, chiarendo che una decisione definitiva non sarebbe ancora stata presa...
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Trump pronto ad invadere l’Iran?

di Jeff Hoffman

Dopo aver esteso l’ultimatum sulla riapertura di Hormuz da 48 ore a 5 giorni, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato ieri di voler protarre a 10 giorni la pausa degli attacchi alle infratrutture energetiche iraniane ma, secondo i media statunitensi, il Pentagono avrebbe preso la decisione di lanciare un’operazione di terra.

Intanto, tra un piano di guerra e l’altro, il ministero della Difesa israeliano ha annunciato che il 200° lotto di equipaggiamento militare e munizioni proveniente dagli Stati Uniti è appena arrivato in Israele. Si tratta del 200° volo giunto a Tel Aviv dall’inizio dell’aggressione israelo-statunitense all’Iran e, stando ai vertici dell’esercito citati dalla stampa, il flusso di aiuti militari continuerà e si intensificherà per mantenere alta l’operatività delle forze israeliane durante il conflitto...
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Settore automobilistico, armi per affrontare il calo

di Ivan Bodyan

Il gruppo automobilistico Volkswagen, in grosse difficoltà per il calo delle vendite, intende riorganizzarsi per dedicarsi alla produzione di armi. Lo ha riferito il Financial Times citando fonti.

L'ex gigante automobilistico sta conducendo trattative con l'azienda statale israeliana produttrice di armi Rafael Advanced Defence Systems per una trasformazione su larga scala di uno dei suoi stabilimenti produttivi...
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ENI si sfila dal gas palestinese

di Ivan Bodyan

Il colosso energetico italiano ENI si è ufficialmente ritirato da un consorzio per l’esplorazione di gas naturale al largo delle coste israeliane, adducendo come motivazione una razionalizzazione strategica del proprio portafoglio. Il ritiro, confermato ieri, lascia l'israeliana Ratio Energies e l'inglese Dana Petroleum a cercare nuovi termini di licenza, suscitando l'immediata approvazione del movimento Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni come un significativo rimprovero economico alle operazioni israeliane...
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USA, tra negoziati e drastica riduzione scorte

di Ivan Bodyan

Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance si appresta a diventare capo negoziatore per l'accordo con l'Iran, ma alcuni politici israeliani potrebbero opporsi alla sua candidatura. A riportare la notizia è stata Axios.

“I consiglieri di Vance ritengono che alcuni in Israele stiano cercando di minare l'autorità del vicepresidente, forse perché lo considerano non abbastanza bellicoso”, ha riferito il portale citando fonti, sottolineando che ufficialmente Israele nega tutto ciò...
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Il viaggio interstellare continua
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Andrea Grieco: chi ci osserva dall’iperspazio?

Nel mese di luglio gli scienziati che gestiscono una struttura di difesa planetaria progettata per individuare asteroidi potenzialmente pericolosi hanno avvistato un visitatore proveniente da un’altra stella: un oggetto interstellare, il terzo del suo genere nel giro di pochi anni. Sono oggetti naturali o artefatti? Presentano delle anomalie rispetto a comete e asteroidi? Ne…

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BIODINAMICA TUTTA UN’ALTRA STORIA

Siamo a una svolta nella storia del nostro pianeta, in un momento in cui l’umanità ha la possibilità di scegliere il proprio futuro. Unirci per costituire una comunità vivace, fondata sul rispetto della Natura, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace è un’esigenza che non è più possibile ignorare: dobbiamo assumerci una responsabilità…

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Il profeta dell’Apocalisse profittevole: Peter Thiel e l’Anticristo
di Margherita Furlan

Peter Thiel non è venuto a Roma per pregare. È venuto per predicare. E la distanza tra le due cose - tra l'umiltà del pellegrino e l'arroganza del profeta - è esattamente ciò che il Vaticano ha percepito, e da cui ha preso le distanze, nel momento stesso in cui il co-fondatore di PayPal e Palantir varcava le porte del rinascimentale Palazzo Orsini Taverna per inaugurare, il 16 marzo, una serie di quattro conferenze a porte chiuse sull'Anticristo.
Quattro giorni di lezioni private, a invito, blindate da clausole di riservatezza, tenute a pochi passi dalla Basilica di San Pietro mentre in Iran - secondo le stime della Mezzaluna Rossa iraniana e di diverse organizzazioni per i diritti umani - tra 1.230 e 1.300 civili venivano uccisi dai bombardamenti statunitensi e israeliani. Tra questi, oltre 165 bambine di una scuola elementare femminile a Minab, nella provincia di Hormozgan, colpita il 28 febbraio da un missile Tomahawk americano.
Il tempismo non è casuale. Non lo è mai, quando si tratta di Peter Thiel. E per comprendere cosa sia venuto a fare davvero a Roma, è necessario unire tre piani che nella narrazione mediatica convenzionale restano separati: la teologia, la tecnologia e la guerra. Perché in Thiel, questi tre piani sono uno solo. Continua qui ➡️https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/108551-il-profeta-dell-apocalisse-profittevole-peter-thiel-e-l-anticristo.html
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Elisabetta Frezza, Duccio Chiappello: scuola per studenti o per polli d’allevamento?

Siamo passati dalle lettere di orientamento del ministro Valditara all’assedio per promuovere un “rinnovamento” degli istituti professionali che nel nord Italia hanno già preso il sopravvento. Trasformare gli studenti in lavoratori in erba è il giusto investimento per il futuro dell’Italia? Ne parliamo con Elisabetta Frezza, esperta di diritto e madre, Duccio Chiappello, insegnante.…

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📆 Vi aspettiamo oggi, VENERDI 27 MARZO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30

🔴DIRETTALEVANTE 30.03.2026 🔴 HORMUZ, ISLAMABAD E LA SPAGNA PACIFISTA

A questo link 👉https://www.youtube.com/live/IvHCazc3Xu4

La guerra con l'Iran potrebbe segnare l'inizio di una nuova era nucleare". Lo scrive Bloomberg, sottolineando che i Paesi dalla parte settentrionale dell'Oceano Atlantico fino alla parte occidentale dell'Oceano Pacifico stanno discutendo sempre più apertamente della necessità di disporre di armi nucleari proprie. Lo stretto di Hormuz è diventato il nuovo fronte dell'economia globale, con Teheran che lo apre o lo chiude a discrezione, premiando chi non partecipa alla guerra. Gli Houthi sono entrati in campo, trasformando il conflitto in una guerra regionale a tutti gli effetti. Il Pakistan prova a costruire un tavolo negoziale con Arabia Saudita, Turchia ed Egitto, mentre JD Vance tenta una mediazione con Teheran. Nel frattempo l’Iran ha aperto il passaggio da Hormuz alle nevi spagnole, con il primo ministro spagnolo che ha chiuso lo spazio aereo per le operazioni di guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Da Teheran hanno intanto fatto sapere che Israele e Stati Uniti hanno preso di mira circa 154 centri scientifici situati in 21 università, colpendo dipartimenti, istituti e centri di ricerca collegati all'istruzione superiore del paese. Roberto Quaglia, scrittore, Vincenzo Maddaloni, giornalista e scrittore, Hanieh Tarkian, docente di studi islamici esperta di Iran e Medio Oriente. In studio Jeff Hoffman


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LEVANTE 30.03.2026 🔴 HORMUZ, ISLAMABAD E LA SPAGNA PACIFISTA

La guerra con l’Iran potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nucleare”. Lo scrive Bloomberg, sottolineando che i Paesi dalla parte settentrionale dell’Oceano Atlantico fino alla parte occidentale dell’Oceano Pacifico stanno discutendo sempre più apertamente della necessità di disporre di armi nucleari proprie. Lo stretto di Hormuz è diventato il nuovo fronte dell’economia globale,…

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CasaDelSoleTG 30.03.26 🔴 Fattore Houthi

– ABBONATI 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Lo Yemen entra in guerra di Gionata Chatillard – Mediazione Iran, JD Vance al posto di Kushner-Witkoff di Jeff Hoffman – Israele: votazioni nel bunker, arresti nelle piazze di Jeff Hoffman – Iran: “A cosa serve il TNP?”. Giordania riduce i consumi di Ivan Bodyan – Nuove…

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Israele: votazioni nel bunker, arresti nelle piazze
di Jeff Hoffman
Ieri, nella cosiddetta unica democrazia del Medio Oriente, numerosi manifestanti contro la guerra sono stati arrestati a Tel Aviv e Haifa, mentre il Qatar si è limitato all’arresto di cittadini britannici che filmavano le conseguenze degli attacchi iraniani.
L’aggressione israeliano-statunitense ha intanto colpito in Iran circa 154 centri scientifici situati in 21 università. Stando al Ministero della Scienza iraniano, sono stati presi di mira dipartimenti, istituti e centri di ricerca collegati all'istruzione superiore del paese...
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