La Russia rompe il blocco USA contro Cuba: Trump in difficoltà?
🚢 La nave cisterna Anatoly Kolodkin riesce a superare il blocco statunitense e raggiungere Cuba con ben 730.000 barili di petrolio russo ⛽🇷🇺. Una vera boccata d’ossigeno per l’isola, da settimane alle prese con una gravissima crisi energetica ⚡🚨 causata da un assedio sempre più stringente. 👉 Donald Trump sostiene di aver autorizzato personalmente…
https://casadelsole.tv/la-russia-rompe-il-blocco-usa-contro-cuba-trump-in-difficolta/
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📆 Vi aspettiamo oggi, MARTEDI 31 MARZO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/ZcqYyJ7_H5Q
La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l'atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica della guerra continua a funzionare alla perfezione. LNel frattempo, l'uscita di oggi del presidente statunitense è che un tentativo di sbloccare lo stretto prolungherebbe il conflitto. Trump ha deciso che Washington dovrebbe raggiungere i suoi obiettivi principali, indebolire la flotta e le riserve missilistiche dell'Iran e dire che pone fine al conflitto continuando a esercitare pressione diplomatica. Poche ore prima, Israele e Stati Uniti hanno colpito impianti di desalinizzazione e di trattamento e trasmissione dell’acqua nel centro dell’Iran. E mentre Israele e Stati Uniti colpiscono gli impianti idrici nel centro dell'Iran, l'economia europea comincia a sentire il peso di una crisi energetica che nessun governo del continente ha avuto il coraggio di nominare chiaramente. L’Italia ha oltre 120 installazioni militari americane e NATO sul proprio territorio, più una ventina segrete. È l’unico Paese europeo a ospitare due basi con bombe nucleari, Ghedi e Aviano. Ha il 45% del gas che arriva da una rotta in guerra. Ha l’oro custodito all’estero. Ha una dipendenza energetica strutturale. E ha un governo che negozia i centimetri della propria sovranità fermando due aerei mentre il motore della macchina continua a urlare guerra. Le bollette salgono, la manifattura rallenta, l'inflazione torna a mordere. Eppure Roma non ha una posizione, ha Sigonella e Aviano. Questa sera con Nino Galloni e Antonio Mazzeo proviamo a rispondere a tre domande: quanto ci costa davvero questa guerra? Chi ha deciso che l'Italia ne facesse parte? E c'è ancora spazio per una scelta diversa? In studio Jeff Hoffman
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🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
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La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l'atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica della guerra continua a funzionare alla perfezione. LNel frattempo, l'uscita di oggi del presidente statunitense è che un tentativo di sbloccare lo stretto prolungherebbe il conflitto. Trump ha deciso che Washington dovrebbe raggiungere i suoi obiettivi principali, indebolire la flotta e le riserve missilistiche dell'Iran e dire che pone fine al conflitto continuando a esercitare pressione diplomatica. Poche ore prima, Israele e Stati Uniti hanno colpito impianti di desalinizzazione e di trattamento e trasmissione dell’acqua nel centro dell’Iran. E mentre Israele e Stati Uniti colpiscono gli impianti idrici nel centro dell'Iran, l'economia europea comincia a sentire il peso di una crisi energetica che nessun governo del continente ha avuto il coraggio di nominare chiaramente. L’Italia ha oltre 120 installazioni militari americane e NATO sul proprio territorio, più una ventina segrete. È l’unico Paese europeo a ospitare due basi con bombe nucleari, Ghedi e Aviano. Ha il 45% del gas che arriva da una rotta in guerra. Ha l’oro custodito all’estero. Ha una dipendenza energetica strutturale. E ha un governo che negozia i centimetri della propria sovranità fermando due aerei mentre il motore della macchina continua a urlare guerra. Le bollette salgono, la manifattura rallenta, l'inflazione torna a mordere. Eppure Roma non ha una posizione, ha Sigonella e Aviano. Questa sera con Nino Galloni e Antonio Mazzeo proviamo a rispondere a tre domande: quanto ci costa davvero questa guerra? Chi ha deciso che l'Italia ne facesse parte? E c'è ancora spazio per una scelta diversa? In studio Jeff Hoffman
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LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l'atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno…
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LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l’atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre…
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La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l’atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre…
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CasaDelSoleTG 31.03.26 🔴 Crosetto ha paura
– ABBONATI 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Crosetto ha paura di Margherita Furlan – Israele chiede basi USA nel paese di Jeff Hoffman – Israele tra sud Libano e nuove leggi di Ivan Bodyan – USA: cercasi uscita dal conflitto di Ivan Bodyan – Hegseth, tra bombe e investimenti ad hoc di Jeff Hoffman…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-31-03-26-🔴crosetto-ha-paura/
– ABBONATI 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Crosetto ha paura di Margherita Furlan – Israele chiede basi USA nel paese di Jeff Hoffman – Israele tra sud Libano e nuove leggi di Ivan Bodyan – USA: cercasi uscita dal conflitto di Ivan Bodyan – Hegseth, tra bombe e investimenti ad hoc di Jeff Hoffman…
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Crosetto ha paura
di Margherita Furlan
No del ministro della Difesa Crosetto all’atterraggio di bombardieri americani a Sigonella, venerdì notte. Gli aerei erano già in volo verso la Sicilia quando il piano è stato comunicato all’Aeronautica italiana, senza alcuna richiesta di autorizzazione. Crosetto ha bloccato l’atterraggio e il Corriere della Sera oggi lo rende pubblico.
Ma attenzione alla realtà. Non è stata chiusa la base: Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli del Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran. Da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica gira...
di Margherita Furlan
No del ministro della Difesa Crosetto all’atterraggio di bombardieri americani a Sigonella, venerdì notte. Gli aerei erano già in volo verso la Sicilia quando il piano è stato comunicato all’Aeronautica italiana, senza alcuna richiesta di autorizzazione. Crosetto ha bloccato l’atterraggio e il Corriere della Sera oggi lo rende pubblico.
Ma attenzione alla realtà. Non è stata chiusa la base: Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli del Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran. Da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica gira...
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Parlamentari russi in visita a Washington
di Jeff Hoffman
"La delegazione della Duma di Stato sta per concludere la sua visita negli Stati Uniti, che si è svolta su invito dei membri del Congresso americano. “La visita può essere considerata storica," ha affermato il primo vicepresidente della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma di Stato, Vyacheslav Nikonov, nipote del ministro degli Esteri di Stalin, Vyacheslav Molotov.
Tra i punti discussi dalla delegazione russa, la riattivazione del Nord Stream e la guerra in Iran che, a quanto pare, ha impantanato l’amministrazione Trump creando sia una divisione interna che una trappola economica globale...
di Jeff Hoffman
"La delegazione della Duma di Stato sta per concludere la sua visita negli Stati Uniti, che si è svolta su invito dei membri del Congresso americano. “La visita può essere considerata storica," ha affermato il primo vicepresidente della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma di Stato, Vyacheslav Nikonov, nipote del ministro degli Esteri di Stalin, Vyacheslav Molotov.
Tra i punti discussi dalla delegazione russa, la riattivazione del Nord Stream e la guerra in Iran che, a quanto pare, ha impantanato l’amministrazione Trump creando sia una divisione interna che una trappola economica globale...
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Hegseth, tra bombe e investimenti ad hoc
di Jeff Hoffman
Ogni nazione e territorio sovrano a nord dell'equatore, dalla Groenlandia all'Ecuador e dall'Alaska alla Guyana, è considerato il "perimetro di sicurezza immediato" in "questo grande vicinato in cui viviamo tutti", ha spiegato Pete Hegseth commentando la nuova dottrina di sicurezza degli Stati Uniti.
Mentre il Financial Times denunciava i tentativi di Hegseth di investire nel settore della difesa prima del conflitto con l'Iran, Hegseth intonava la canzone della superpotenza secondo cui il "Grande Nord America" è un'area che si estende "dalla Groenlandia al Golfo del Messico fino al Canale di Panama."...
di Jeff Hoffman
Ogni nazione e territorio sovrano a nord dell'equatore, dalla Groenlandia all'Ecuador e dall'Alaska alla Guyana, è considerato il "perimetro di sicurezza immediato" in "questo grande vicinato in cui viviamo tutti", ha spiegato Pete Hegseth commentando la nuova dottrina di sicurezza degli Stati Uniti.
Mentre il Financial Times denunciava i tentativi di Hegseth di investire nel settore della difesa prima del conflitto con l'Iran, Hegseth intonava la canzone della superpotenza secondo cui il "Grande Nord America" è un'area che si estende "dalla Groenlandia al Golfo del Messico fino al Canale di Panama."...
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L’Irak a caccia di oleodotti
di Jeff Hoffman
Così come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, anche l’irak, secondo produttore dell’OPEC, sta attivamente accelerando i lavori per riportare in funzione vecchi oleodotti e programmarne di nuovi che permettano di aggirare la strozzatura di Hormuz.
Il ministro del Petrolio iracheno Hayyan Abdul Ghani ha annunciato che la storica pipeline Kirkuk-Ceyhan, che collega i campi petroliferi del nord all’importante porto turco sul Mediterraneo, è quasi pronta. Dopo anni di stop sono iniziati i test finali partendo da un primo tratto di circa 100 chilometri...
di Jeff Hoffman
Così come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, anche l’irak, secondo produttore dell’OPEC, sta attivamente accelerando i lavori per riportare in funzione vecchi oleodotti e programmarne di nuovi che permettano di aggirare la strozzatura di Hormuz.
Il ministro del Petrolio iracheno Hayyan Abdul Ghani ha annunciato che la storica pipeline Kirkuk-Ceyhan, che collega i campi petroliferi del nord all’importante porto turco sul Mediterraneo, è quasi pronta. Dopo anni di stop sono iniziati i test finali partendo da un primo tratto di circa 100 chilometri...
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Israele chiede basi USA nel paese
di Jeff Hoffman
Israele ha dichiarato che inviterà gli Stati Uniti a trasferire alcune basi mediorientali nel paese e a fondarne di nuove. Così ha titolato The Times of Israel dopo che la stessa proposta era stata espressa sulla rete israeliana Channel 12.
L'establishment della sicurezza vede un'opportunità per "rimodellare la mappa" della posizione militare statunitense in Medio Oriente, ha affermato il report sottolineando che le forze statunitensi sono già presenti nel paese...
di Jeff Hoffman
Israele ha dichiarato che inviterà gli Stati Uniti a trasferire alcune basi mediorientali nel paese e a fondarne di nuove. Così ha titolato The Times of Israel dopo che la stessa proposta era stata espressa sulla rete israeliana Channel 12.
L'establishment della sicurezza vede un'opportunità per "rimodellare la mappa" della posizione militare statunitense in Medio Oriente, ha affermato il report sottolineando che le forze statunitensi sono già presenti nel paese...
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Energia, il panico va verso ovest
di Gionata Chatillard
Se il mercato energetico globale è tutto sommato riuscito a sopravvivere nelle ultime settimane, non è stato per resilienza, quanto piuttosto per inerzia. A tenere a galla il settore sono state fondamentalmente le scorte di carburante stoccate in depositi e navi di tutto il mondo. Un cuscinetto che però si sta rapidamente esaurendo, con la capacità di assorbire ulteriori shock ormai prossima allo zero...
di Gionata Chatillard
Se il mercato energetico globale è tutto sommato riuscito a sopravvivere nelle ultime settimane, non è stato per resilienza, quanto piuttosto per inerzia. A tenere a galla il settore sono state fondamentalmente le scorte di carburante stoccate in depositi e navi di tutto il mondo. Un cuscinetto che però si sta rapidamente esaurendo, con la capacità di assorbire ulteriori shock ormai prossima allo zero...
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Israele tra sud Libano e nuove leggi
di Ivan Bodyan
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il suo esercito amplierà l'operazione di terra nel Libano meridionale.
Stando ai media, l’annuncio di Netanyahu rischia di intensificare i timori che Israele intenda modellare la sua invasione del sud del Libano sulla sua offensiva militare a Gaza.
Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, stando al Ministero della Salute libanese, nel Paese sono state uccise 1.247 persone e più di 3.680 sono rimaste ferite. Solo negli ultimi sabato e domenica sono state uccise 49 persone, tra cui 10 soccorritori e tre giornalisti...
di Ivan Bodyan
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il suo esercito amplierà l'operazione di terra nel Libano meridionale.
Stando ai media, l’annuncio di Netanyahu rischia di intensificare i timori che Israele intenda modellare la sua invasione del sud del Libano sulla sua offensiva militare a Gaza.
Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, stando al Ministero della Salute libanese, nel Paese sono state uccise 1.247 persone e più di 3.680 sono rimaste ferite. Solo negli ultimi sabato e domenica sono state uccise 49 persone, tra cui 10 soccorritori e tre giornalisti...
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Cuba, arriva petroliera russa
di Ivan Bodyan
La Russia ha riferito che la petroliera "Anatoly Kolodkin" con a bordo 100.000 tonnellate di greggio è arrivata a Cuba e che Mosca resterà al fianco di L'Avana organizzando ulteriori forniture, nonostante il blocco statunitense imposto all’isola.
Gli Stati Uniti hanno interrotto le esportazioni di petrolio dal Venezuela verso Cuba dopo aver rapito il presidente venezuelano Nicolas Maduro il 3 gennaio, con Donald Trump che aveva minacciato di imporre dazi punitivi a qualsiasi altro paese che avesse inviato greggio a Cuba...
di Ivan Bodyan
La Russia ha riferito che la petroliera "Anatoly Kolodkin" con a bordo 100.000 tonnellate di greggio è arrivata a Cuba e che Mosca resterà al fianco di L'Avana organizzando ulteriori forniture, nonostante il blocco statunitense imposto all’isola.
Gli Stati Uniti hanno interrotto le esportazioni di petrolio dal Venezuela verso Cuba dopo aver rapito il presidente venezuelano Nicolas Maduro il 3 gennaio, con Donald Trump che aveva minacciato di imporre dazi punitivi a qualsiasi altro paese che avesse inviato greggio a Cuba...
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USA: cercasi uscita dal conflitto
di Ivan Bodyan
Per il Wall Street Journal, che cita funzionari americani, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe pronto a cessare le ostilità contro l'Iran.
Stando al quotidiano, il capo della Casa Bianca e il suo entourage sarebbero giunti alla conclusione che i tentativi di sbloccare il passaggio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz porterebbero a un prolungamento dell’operazione, con i tempi che supererebbero così le quattro-sei settimane previste. Pertanto, Washington dovrebbe limitarsi ad altri obiettivi, ovvero ridurre le capacità della flotta iraniana e diminuire le sue scorte missilistiche. Sarebbe previsto di ridurre le operazioni militari esercitando contemporaneamente pressioni sull'Iran. Per le autorità americane in tal modo si riuscirebbe a ripristinare il libero flusso degli scambi commerciali...
di Ivan Bodyan
Per il Wall Street Journal, che cita funzionari americani, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe pronto a cessare le ostilità contro l'Iran.
Stando al quotidiano, il capo della Casa Bianca e il suo entourage sarebbero giunti alla conclusione che i tentativi di sbloccare il passaggio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz porterebbero a un prolungamento dell’operazione, con i tempi che supererebbero così le quattro-sei settimane previste. Pertanto, Washington dovrebbe limitarsi ad altri obiettivi, ovvero ridurre le capacità della flotta iraniana e diminuire le sue scorte missilistiche. Sarebbe previsto di ridurre le operazioni militari esercitando contemporaneamente pressioni sull'Iran. Per le autorità americane in tal modo si riuscirebbe a ripristinare il libero flusso degli scambi commerciali...
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🔴 Crosetto non dorme. E voi?
2 aerei fermati. 120 basi che girano.
Gas +81%. Bollette +525€/anno.
Hormuz è un casello: passa chi paga in yuan.
Le navi cinesi passano. Le indiane passano.
Le russe passano. Le nostre no.
La soluzione esiste e si chiama mondo multipolare:
🌍 Dialogare con i BRICS, non temerli
🇮🇹 L’Italia come ponte, non come piattaforma
La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
Ma il futuro è nostro se lo vogliamo.
#Sigonella #Crosetto #geopolitica #Hormuz #BRICS
2 aerei fermati. 120 basi che girano.
Gas +81%. Bollette +525€/anno.
Hormuz è un casello: passa chi paga in yuan.
Le navi cinesi passano. Le indiane passano.
Le russe passano. Le nostre no.
La soluzione esiste e si chiama mondo multipolare:
🌍 Dialogare con i BRICS, non temerli
🇮🇹 L’Italia come ponte, non come piattaforma
La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
Ma il futuro è nostro se lo vogliamo.
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Meno concime oggi, meno pane domani: la guerra che arriva nel piatto
Tutti parlano di petrolio. Tutti guardano il prezzo alla pompa. Ma c’è un’altra guerra dentro la guerra, silenziosa e più pericolosa, che sta per arrivare nel carrello della spesa di mezzo pianeta. È la crisi dei fertilizzanti.
L'autore: Margherita Furlan
L'articolo completo: https://telegra.ph/Meno-concime-oggi-meno-pane-domani-la-guerra-che-arriva-nel-piatto-03-30
Tutti parlano di petrolio. Tutti guardano il prezzo alla pompa. Ma c’è un’altra guerra dentro la guerra, silenziosa e più pericolosa, che sta per arrivare nel carrello della spesa di mezzo pianeta. È la crisi dei fertilizzanti.
L'autore: Margherita Furlan
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Telegraph
Meno concime oggi, meno pane domani: la guerra che arriva nel piatto
Tutti parlano di petrolio. Tutti guardano il prezzo alla pompa. Ma c’è un’altra guerra dentro la guerra, silenziosa e più pericolosa, che sta per arrivare nel carrello della spesa di mezzo pianeta. È la crisi dei fertilizzanti. Segue nostro Telegram. Lo Stretto…
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Sigonella, il no di Crosetto agli USA: sfida a Trump?
🚨Con il rifiuto dell’utilizzo di Sigonella per i bombardieri USA ✈️🇺🇸, il governo guidato da Giorgia Meloni traccia una linea rossa: no al coinvolgimento diretto dell’Italia nella guerra in Iran 🇮🇹⚠️. Una guerra che non vogliamo combattere, un fronte che non vogliamo aprire, una minaccia che non possiamo affrontare. Dietro questo divieto il rischio…
https://casadelsole.tv/sigonella-il-no-di-crosetto-agli-usa-sfida-a-trump/
🚨Con il rifiuto dell’utilizzo di Sigonella per i bombardieri USA ✈️🇺🇸, il governo guidato da Giorgia Meloni traccia una linea rossa: no al coinvolgimento diretto dell’Italia nella guerra in Iran 🇮🇹⚠️. Una guerra che non vogliamo combattere, un fronte che non vogliamo aprire, una minaccia che non possiamo affrontare. Dietro questo divieto il rischio…
https://casadelsole.tv/sigonella-il-no-di-crosetto-agli-usa-sfida-a-trump/
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Sigonella, la guerra e la sovranità che non c'è
di Margherita Furlan
Russia, Cina e India costruiscono circuiti energetici e finanziari alternativi, regolano il petrolio in yuan, convertono i pagamenti in oro e attraversano Hormuz con le loro navi, l’Europa e l’Italia restano a guardare dalla parte sbagliata del casello, a pagare il prezzo di una guerra che non hanno scelto, per un ordine mondiale che non le protegge più. Quando l’Italia deciderà di essere un Paese e non una piattaforma?
https://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/108588-sigonella-la-guerra-e-la-sovranita-che-non-c-e.html
di Margherita Furlan
Russia, Cina e India costruiscono circuiti energetici e finanziari alternativi, regolano il petrolio in yuan, convertono i pagamenti in oro e attraversano Hormuz con le loro navi, l’Europa e l’Italia restano a guardare dalla parte sbagliata del casello, a pagare il prezzo di una guerra che non hanno scelto, per un ordine mondiale che non le protegge più. Quando l’Italia deciderà di essere un Paese e non una piattaforma?
https://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/108588-sigonella-la-guerra-e-la-sovranita-che-non-c-e.html
Antimafia Duemila | Fondatore Giorgio Bongiovanni
Sigonella, la guerra e la sovranità che non c'è
La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima. E noi siamo la materia prima del caos altrui
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📆 Vi aspettiamo oggi, MERCOLEDI 1 APRILE con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 01.04.2026 🔴 Da Tel Aviv a Silicon Valley, tra bombe, missili e guerra dell'informazione
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/soNoQ1jEQU0
Mentre i media parlano di negoziati tra Islamabad e Washington, la guerra cambia volto e si allarga in direzioni inattese. Il Knesset approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di terrorismo davanti ai tribunali militari israeliani, con il ministro Ben Gvir che brinda a champagne sotto lo sguardo compiaciuto di Netanyahu. Dall'Iran, il portavoce del ministero degli Esteri risponde: è una violazione delle Convenzioni di Ginevra. Intanto i Pasdaran inseriscono diciotto aziende americane nella lista degli obiettivi legittimi. Non più basi militari ma Microsoft, Apple, Google, Intel e Boeing. L'intelligenza artificiale e le telecomunicazioni accusate di essere strumenti di guerra. Sul fronte economico, l'Iran colpisce le industrie non petrolifere del Golfo, alluminio negli Emirati, data center, banche, università americane, in una guerra di logoramento che punta al cuore del sistema produttivo. Il Qatar è intanto andato a produrre gas in Texas, e mentre l'Australia chiede ai cittadini di consumare meno carburante, Londra annuncia una conferenza internazionale su Hormuz. E a sorpresa, da Tel Aviv, il ministro degli Esteri Sa'ar dichiara che la minaccia esistenziale per Israele è stata rimossa — un cambio di narrazione improvviso, che vale la pena leggere con attenzione.
Cosa sta succedendo davvero? È una guerra che si avvia verso una conclusione, o una guerra che si trasforma? Ne parliamo con Stefano Orsi, esperto di strategia militare e geopolitica, Michele Putrino, scrittore. In studio Jeff Hoffman
Tra i temi della puntata:
🎙la guerra dell'informazione è permanente, come combatterla?
🎙Trump: oggi si domani no, e nel frattempo gli USA fanno affari
🎙il conflitto si espande, la terza guerra mondiale cambia faccia
🎙hi tech nel mirino dell'Iran
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Mentre i media parlano di negoziati tra Islamabad e Washington, la guerra cambia volto e si allarga in direzioni inattese. Il Knesset approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di terrorismo davanti ai tribunali militari israeliani, con il ministro Ben Gvir che brinda a champagne sotto lo sguardo compiaciuto di Netanyahu. Dall'Iran, il portavoce del ministero degli Esteri risponde: è una violazione delle Convenzioni di Ginevra. Intanto i Pasdaran inseriscono diciotto aziende americane nella lista degli obiettivi legittimi. Non più basi militari ma Microsoft, Apple, Google, Intel e Boeing. L'intelligenza artificiale e le telecomunicazioni accusate di essere strumenti di guerra. Sul fronte economico, l'Iran colpisce le industrie non petrolifere del Golfo, alluminio negli Emirati, data center, banche, università americane, in una guerra di logoramento che punta al cuore del sistema produttivo. Il Qatar è intanto andato a produrre gas in Texas, e mentre l'Australia chiede ai cittadini di consumare meno carburante, Londra annuncia una conferenza internazionale su Hormuz. E a sorpresa, da Tel Aviv, il ministro degli Esteri Sa'ar dichiara che la minaccia esistenziale per Israele è stata rimossa — un cambio di narrazione improvviso, che vale la pena leggere con attenzione.
Cosa sta succedendo davvero? È una guerra che si avvia verso una conclusione, o una guerra che si trasforma? Ne parliamo con Stefano Orsi, esperto di strategia militare e geopolitica, Michele Putrino, scrittore. In studio Jeff Hoffman
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🎙hi tech nel mirino dell'Iran
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LEVANTE 01.04.2026 🔴 Da Tel Aviv a Silicon Valley, tra bombe, missili e guerra dell'informazione
Mentre i media parlano di negoziati tra Islamabad e Washington, la guerra cambia volto e si allarga in direzioni inattese. Il Knesset approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di terrorismo davanti ai tribunali militari israeliani, con…
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