ULTIME NOTIZIE:
Il nuovo leader della Ex-Siria, ed ex comandante dell'ISIS Al-Jewlani, ha intenzione di incontrare Trump in Arabia Saudita con una ricca offerta - riporta il Times.
A quanto pare, intende proporre a Trump un accordo commerciale sul modello ucraino, ovvero cedere agli Stati Uniti tutte le loro risorse naturali, petrolio e gas, in cambio della revoca delle sanzioni.
(il petrolio già lo controllavano grazie ai separatisti curdi)
Il nuovo leader della Ex-Siria, ed ex comandante dell'ISIS Al-Jewlani, ha intenzione di incontrare Trump in Arabia Saudita con una ricca offerta - riporta il Times.
A quanto pare, intende proporre a Trump un accordo commerciale sul modello ucraino, ovvero cedere agli Stati Uniti tutte le loro risorse naturali, petrolio e gas, in cambio della revoca delle sanzioni.
(il petrolio già lo controllavano grazie ai separatisti curdi)
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Che curiosa questa cosa dello scioglimento del pkk.
Sembra quasi che aspettassero il collasso della Siria per sciogliersi...Credo poco agli accordi con Ankara, ma io sono malfidente.
Per diversi anni le fazioni dei separatisti curdi siriani (ypg-ypj) legati al pkk, si sono affiancate agli imperial-sionisti nella distruzione, saccheggio e balcanizzazione della (ormai ex) Siria, hanno presidiato i pozzi di petrolio per conto degli USA nel nord est del paese (che avevano anche iniziato a chiamare "rojava") , condotto una sorta di pulizia etnica di quelle zone, tradendo di fatto un governo pan-arabista che non li ha mai perseguitati e li ha sempre protetti.
Ora che è stato rimosso Bashar al-Assad, puuuffff, Öcalan (che pure fu protetto dalla Siria, tutti lo ricordiamo mentre nuota felice sulle coste di Latakia godendo dell'asilo offerto dal governo di Hafiz Al Assad ) scioglie il pkk.
Curiosa coincidenza.
Sembra quasi che aspettassero il collasso della Siria per sciogliersi...Credo poco agli accordi con Ankara, ma io sono malfidente.
Per diversi anni le fazioni dei separatisti curdi siriani (ypg-ypj) legati al pkk, si sono affiancate agli imperial-sionisti nella distruzione, saccheggio e balcanizzazione della (ormai ex) Siria, hanno presidiato i pozzi di petrolio per conto degli USA nel nord est del paese (che avevano anche iniziato a chiamare "rojava") , condotto una sorta di pulizia etnica di quelle zone, tradendo di fatto un governo pan-arabista che non li ha mai perseguitati e li ha sempre protetti.
Ora che è stato rimosso Bashar al-Assad, puuuffff, Öcalan (che pure fu protetto dalla Siria, tutti lo ricordiamo mentre nuota felice sulle coste di Latakia godendo dell'asilo offerto dal governo di Hafiz Al Assad ) scioglie il pkk.
Curiosa coincidenza.
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Anche il Times of israel confermano le dichiarazioni di Yahia Saree, portavoce di AnsarAllah:
Dopo gli attacchi missilistici in Yemen, "la maggior parte delle compagnie aeree straniere" ha bloccato i voli per il principale aeroporto israeliano.
DISARMARE E ISOLARE LA COLONIA!
#BDS
Dopo gli attacchi missilistici in Yemen, "la maggior parte delle compagnie aeree straniere" ha bloccato i voli per il principale aeroporto israeliano.
DISARMARE E ISOLARE LA COLONIA!
#BDS
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Netanyahu pensa che la colonia israeliana possa fare a meno degli aiuti militari statunitensi.
Quanto pensate che potrà durare la colonia senza il finanziamento yankee?
Fonte
https://unitedwithisrael.org/netanyahu-eyes-ending-us-military-aid-to-israel/
CCHS
Quanto pensate che potrà durare la colonia senza il finanziamento yankee?
Fonte
https://unitedwithisrael.org/netanyahu-eyes-ending-us-military-aid-to-israel/
CCHS
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Il metodo siriano.
Burkina Faso, Mali e Niger affrontano ondate di attacchi settari di al-Qaeda dopo aver espulso le truppe statunitensi e francesi.
L'organizzazione di propaganda statunitense Human Rights Watch accusa le forze armate burkinabé di aver ucciso "civili".
https://www.reuters.com/world/africa/attacks-burkina-army-base-villages-kill-dozens-sources-say-2025-05-12/
CCHS
Burkina Faso, Mali e Niger affrontano ondate di attacchi settari di al-Qaeda dopo aver espulso le truppe statunitensi e francesi.
L'organizzazione di propaganda statunitense Human Rights Watch accusa le forze armate burkinabé di aver ucciso "civili".
https://www.reuters.com/world/africa/attacks-burkina-army-base-villages-kill-dozens-sources-say-2025-05-12/
CCHS
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Forwarded from Rubio feat Rubio
L’ebraismo è una religione, right? Allora perché gli “ebrei”, anche se agnostici, anche quelli che si spacciano goffamente per “antisionisti”, quando devono dire qualcosa o prendere posizione iniziano sempre con “io in quanto ebreo”.
Perché si identificano con una religione settaria nonostante non abbiano mai letto la Torah, il Talmud o il Pentateuco?
Chi dice di essere ebreo nonostante non creda, nonostante prenda le distanze dal terrorismo dei suoi “confratelli” (senza però chiedere lo smantellamento della colonia), non è altro che un “ebreo” sionista visto che il “popolo ebraico” è un’invenzione sionista
Chi crede che essere partorito da madre ebrea (convinta anche lei che l’ebraismo sia una razza) faccia di lui un ebreo, vuol dire che sta portando avanti la follia suprematista che ormai da quasi un secolo fa sì che ebreaismo e sionismo siano la stessa cosa.
Chi non crede e non pratica non è altro che un banale essere umano come tutti noi
Perché si identificano con una religione settaria nonostante non abbiano mai letto la Torah, il Talmud o il Pentateuco?
Chi dice di essere ebreo nonostante non creda, nonostante prenda le distanze dal terrorismo dei suoi “confratelli” (senza però chiedere lo smantellamento della colonia), non è altro che un “ebreo” sionista visto che il “popolo ebraico” è un’invenzione sionista
Chi crede che essere partorito da madre ebrea (convinta anche lei che l’ebraismo sia una razza) faccia di lui un ebreo, vuol dire che sta portando avanti la follia suprematista che ormai da quasi un secolo fa sì che ebreaismo e sionismo siano la stessa cosa.
Chi non crede e non pratica non è altro che un banale essere umano come tutti noi
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Forwarded from Giubbe Rosse
A MILANO CI SONO ANCORA TROPPE AUTO. IL SINDACO SALA: SI USINO I MEZZI PUBBLICI
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sta rimodellando la mobilità della città con l'obiettivo di renderla più sostenibile e sicura. In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, il primo cittadino del capoluogo lombardo è tornato a parlare di mobilità, sottolineando che ci sono ancora troppe auto sulle strade e che non si riesce a convincere i milanesi ad utilizzare i mezzi pubblici.
Ci sono ancora troppe auto a Milano, bisogna usare di più i mezzi pubblici.
Fonte: HDblog
Alla fine appunto non è nemmeno un problema di auto "green" o non green, Ztl o emissioni, ma una visione ideologica. Vogliono togliere il possesso dei beni e la capacità di muoversi in autonomia (agli altri, ovviamente).
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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sta rimodellando la mobilità della città con l'obiettivo di renderla più sostenibile e sicura. In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, il primo cittadino del capoluogo lombardo è tornato a parlare di mobilità, sottolineando che ci sono ancora troppe auto sulle strade e che non si riesce a convincere i milanesi ad utilizzare i mezzi pubblici.
Ci sono ancora troppe auto a Milano, bisogna usare di più i mezzi pubblici.
A me rincresce che ancora non riusciamo a usare il trasporto pubblico in maniera più massiccia. Il nostro è eccellente. Ma ancora facciamo fatica a convincere tutti i milanesi che il trasporto pubblico sia il modo principale con cui muoversi.
Il sindaco di Milano non è contento in particolar modo di un numero che riguarda la mobilità privata. Infatti, ci sono 49 auto ogni 100 abitanti.
Il numero di macchine per 100 abitanti non sta diminuendo. Stiamo imponendo dei limiti, ma il numero è 49 auto per cento abitanti ed è ancora troppo alto per la città che noi desideriamo.
Fonte: HDblog
Alla fine appunto non è nemmeno un problema di auto "green" o non green, Ztl o emissioni, ma una visione ideologica. Vogliono togliere il possesso dei beni e la capacità di muoversi in autonomia (agli altri, ovviamente).
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HDmotori.it
A Milano ci sono ancora troppe auto. Il sindaco Sala: si usino i mezzi pubblici
Troppe auto sulle strade, bisogna incentivare ulteriormente l'utilizzo dei mezzi pubblici
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Le forze dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) hanno assassinato Rami Al-Zahran, un palestinese ricercato da Israele, nel campo profughi di Al-Far'a, a sud di Tubas. Secondo fonti locali, diversi agenti dell'ANP hanno aperto il fuoco contro il suo veicolo, uccidendolo sul colpo.
Le autorità israeliane avevano accusato Al-Zahran di essere coinvolto in un gruppo di resistenza attivo nella Cisgiordania occupata. L'operazione dell'ANP ha preso di mira anche suo fratello, Yazan, anch'egli ricercato da Israele e sopravvissuto all'attacco. In una dichiarazione ufficiale, l'ANP ha descritto l'uccisione di Al-Zahran come un atto di "autodifesa".
L'omicidio ha intensificato le critiche al coordinamento in corso tra l'ANP e Israele in materia di sicurezza. Nonostante la guerra genocida a Gaza e l'operazione militare israeliana "Muro di Ferro" in Cisgiordania, l'ANP continua a effettuare arresti, incursioni armate ed esecuzioni extragiudiziali. Queste pratiche non solo assomigliano a quelle dell'occupazione israeliana, ma, secondo i critici, costituiscono anche un secondo livello di repressione contro il popolo palestinese.
Red.
Le autorità israeliane avevano accusato Al-Zahran di essere coinvolto in un gruppo di resistenza attivo nella Cisgiordania occupata. L'operazione dell'ANP ha preso di mira anche suo fratello, Yazan, anch'egli ricercato da Israele e sopravvissuto all'attacco. In una dichiarazione ufficiale, l'ANP ha descritto l'uccisione di Al-Zahran come un atto di "autodifesa".
L'omicidio ha intensificato le critiche al coordinamento in corso tra l'ANP e Israele in materia di sicurezza. Nonostante la guerra genocida a Gaza e l'operazione militare israeliana "Muro di Ferro" in Cisgiordania, l'ANP continua a effettuare arresti, incursioni armate ed esecuzioni extragiudiziali. Queste pratiche non solo assomigliano a quelle dell'occupazione israeliana, ma, secondo i critici, costituiscono anche un secondo livello di repressione contro il popolo palestinese.
Red.
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ULTIME NOTIZIE:
Trump ha annunciato la revoca delle sanzioni contro la Siria:
"Ordinerò la cessazione delle sanzioni contro la Siria per darle una possibilità di grandezza... Oh, cosa farei per il principe ereditario"
In cambio, ieri il Times ha riferito che gli Stati Uniti otterranno le risorse naturali siriane, come petrolio e gas. (le stanno rubando da anni, grazie ai loro servi curdi...)
Trump ha annunciato la revoca delle sanzioni contro la Siria:
"Ordinerò la cessazione delle sanzioni contro la Siria per darle una possibilità di grandezza... Oh, cosa farei per il principe ereditario"
In cambio, ieri il Times ha riferito che gli Stati Uniti otterranno le risorse naturali siriane, come petrolio e gas. (le stanno rubando da anni, grazie ai loro servi curdi...)
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CAITLIN JOHNSTONE - NUMEROSE TESTATE GIORNALISTICHE SI SONO IMPROVVISAMENTE SCHIERATE DURAMENTE CONTRO ISRAELE
Di Caitlin Johnstone - 12 maggio 2025
Dopo un anno e mezzo di Atrocità Genocide, i comitati editoriali di numerose testate giornalistiche britanniche si sono improvvisamente schierati duramente contro l'attacco israeliano a Gaza.
Il primo passo lo ha fatto la scorsa settimana il Financial Times, in un articolo del comitato editoriale intitolato: "Il Vergognoso Silenzio dell'Occidente su Gaza", che denuncia gli Stati Uniti e l'Europa per aver "dichiarato a malapena una parola di condanna" per la criminalità del loro alleato, affermando che "dovrebbero vergognarsi del loro silenzio e smettere di permettere a Netanyahu di agire impunemente".
Poi è arrivato l'Economist con un articolo intitolato: "La Guerra a Gaza Deve Finire", in cui sosteneva che Trump avrebbe dovuto fare pressione sul Regime di Netanyahu per un cessate il fuoco, affermando che "Gli unici che traggono beneficio dal proseguimento della guerra sono Netanyahu, che mantiene intatta la sua coalizione, e i suoi alleati di estrema destra, che sognano di svuotare Gaza e ricostruirvi insediamenti ebraici".
Sabato è uscito un editoriale dell'Independent intitolato: "Fine del Silenzio Assordante su Gaza: È Ora di Parlare", in cui si sosteneva che il Primo Ministro britannico Keir Starmer "dovrebbe vergognarsi di non aver detto nulla, soprattutto perché Netanyahu ha annunciato nuovi Piani per espandere il già devastante bombardamento di Gaza", e si affermava che "è ora che il mondo si svegli su ciò che sta accadendo e chieda la fine delle sofferenze dei palestinesi intrappolati nell'enclave".
Domenica la redazione del Guardian ha pubblicato un articolo intitolato: "Il Punto di Vista del Guardian su Israele e Gaza: Trump Può Fermare Questo Orrore. L'alternativa è Impensabile", affermando che "Il Presidente degli Stati Uniti ha la forza per imporre un cessate il fuoco. Se non lo fa, darà implicitamente il via libera a quello che sembra un piano di distruzione totale".
"Cos'è questo, se non un Genocidio?", si chiede il Guardian. "Quando agiranno gli Stati Uniti e i loro alleati per fermare l'orrore, se non ora?"
Per essere chiari, si tratta di editoriali, non di commenti. Ciò significa che non sono l'espressione dell'opinione di una singola persona, ma la posizione dichiarata di ciascuna testata nel suo complesso. Abbiamo visto occasionalmente editoriali critici nei confronti delle azioni di Israele durante l'Olocausto di Gaza sulla stampa occidentale tradizionale, ma vedere le testate stesse denunciare aggressivamente Israele e i suoi sostenitori occidentali contemporaneamente è una novità assoluta.
Alcuni sostenitori di Israele di lunga data hanno inaspettatamente iniziato a cambiare idea anche a livello individuale.
Il deputato conservatore Mark Pritchard ha dichiarato la scorsa settimana alla Camera dei Comuni di aver sostenuto Israele "a tutti i costi" per decenni, ma di aver poi aggiunto: "Mi sbagliavo", e di aver ritirato pubblicamente tale sostegno in merito alle azioni di Israele a Gaza.
"Per molti anni, sono in questa Camera da vent'anni, ho sostenuto Israele praticamente a tutti i costi, a dire il vero", ha dichiarato Pritchard. "Ma oggi voglio dire che mi sono sbagliato e condanno Israele per ciò che sta facendo al popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, e vorrei ritirare immediatamente il mio sostegno alle azioni di Israele, a ciò che sta facendo in questo momento a Gaza".
"Sono davvero preoccupato che questo sia un momento storico in cui le persone guarderanno indietro e scopriranno che abbiamo sbagliato come Paese", ha aggiunto Pritchard.
L'opinionista filo-israeliana Shaiel Ben-Ephraim, che aveva denunciato con aggressività i manifestanti universitari e accusato i critici di Israele di "Infamia del Sangue" (antisemitismo) durante l'Olocausto di Gaza, ora ha fatto una dichiarazione pubblica e ha ammesso che Israele sta commettendo un Genocidio a cui bisogna opporsi.
Di Caitlin Johnstone - 12 maggio 2025
Dopo un anno e mezzo di Atrocità Genocide, i comitati editoriali di numerose testate giornalistiche britanniche si sono improvvisamente schierati duramente contro l'attacco israeliano a Gaza.
Il primo passo lo ha fatto la scorsa settimana il Financial Times, in un articolo del comitato editoriale intitolato: "Il Vergognoso Silenzio dell'Occidente su Gaza", che denuncia gli Stati Uniti e l'Europa per aver "dichiarato a malapena una parola di condanna" per la criminalità del loro alleato, affermando che "dovrebbero vergognarsi del loro silenzio e smettere di permettere a Netanyahu di agire impunemente".
Poi è arrivato l'Economist con un articolo intitolato: "La Guerra a Gaza Deve Finire", in cui sosteneva che Trump avrebbe dovuto fare pressione sul Regime di Netanyahu per un cessate il fuoco, affermando che "Gli unici che traggono beneficio dal proseguimento della guerra sono Netanyahu, che mantiene intatta la sua coalizione, e i suoi alleati di estrema destra, che sognano di svuotare Gaza e ricostruirvi insediamenti ebraici".
Sabato è uscito un editoriale dell'Independent intitolato: "Fine del Silenzio Assordante su Gaza: È Ora di Parlare", in cui si sosteneva che il Primo Ministro britannico Keir Starmer "dovrebbe vergognarsi di non aver detto nulla, soprattutto perché Netanyahu ha annunciato nuovi Piani per espandere il già devastante bombardamento di Gaza", e si affermava che "è ora che il mondo si svegli su ciò che sta accadendo e chieda la fine delle sofferenze dei palestinesi intrappolati nell'enclave".
Domenica la redazione del Guardian ha pubblicato un articolo intitolato: "Il Punto di Vista del Guardian su Israele e Gaza: Trump Può Fermare Questo Orrore. L'alternativa è Impensabile", affermando che "Il Presidente degli Stati Uniti ha la forza per imporre un cessate il fuoco. Se non lo fa, darà implicitamente il via libera a quello che sembra un piano di distruzione totale".
"Cos'è questo, se non un Genocidio?", si chiede il Guardian. "Quando agiranno gli Stati Uniti e i loro alleati per fermare l'orrore, se non ora?"
Per essere chiari, si tratta di editoriali, non di commenti. Ciò significa che non sono l'espressione dell'opinione di una singola persona, ma la posizione dichiarata di ciascuna testata nel suo complesso. Abbiamo visto occasionalmente editoriali critici nei confronti delle azioni di Israele durante l'Olocausto di Gaza sulla stampa occidentale tradizionale, ma vedere le testate stesse denunciare aggressivamente Israele e i suoi sostenitori occidentali contemporaneamente è una novità assoluta.
Alcuni sostenitori di Israele di lunga data hanno inaspettatamente iniziato a cambiare idea anche a livello individuale.
Il deputato conservatore Mark Pritchard ha dichiarato la scorsa settimana alla Camera dei Comuni di aver sostenuto Israele "a tutti i costi" per decenni, ma di aver poi aggiunto: "Mi sbagliavo", e di aver ritirato pubblicamente tale sostegno in merito alle azioni di Israele a Gaza.
"Per molti anni, sono in questa Camera da vent'anni, ho sostenuto Israele praticamente a tutti i costi, a dire il vero", ha dichiarato Pritchard. "Ma oggi voglio dire che mi sono sbagliato e condanno Israele per ciò che sta facendo al popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, e vorrei ritirare immediatamente il mio sostegno alle azioni di Israele, a ciò che sta facendo in questo momento a Gaza".
"Sono davvero preoccupato che questo sia un momento storico in cui le persone guarderanno indietro e scopriranno che abbiamo sbagliato come Paese", ha aggiunto Pritchard.
L'opinionista filo-israeliana Shaiel Ben-Ephraim, che aveva denunciato con aggressività i manifestanti universitari e accusato i critici di Israele di "Infamia del Sangue" (antisemitismo) durante l'Olocausto di Gaza, ora ha fatto una dichiarazione pubblica e ha ammesso che Israele sta commettendo un Genocidio a cui bisogna opporsi.
www.caitlinjohnst.one
Multiple Western Press Outlets Have Suddenly Pivoted Hard Against Israel
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
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"Ci ho messo molto tempo per arrivare a questa considerazione, ma è ora di ammetterlo. Israele sta commettendo un Genocidio a Gaza", ha twittato di recente Ephraim. "Tra i bombardamenti indiscriminati degli ospedali, la fame della popolazione, i piani di Pulizia Etnica, il Massacro degli operatori umanitari e gli insabbiamenti, non c'è scampo. Israele sta cercando di sradicare il popolo palestinese. Non possiamo fermarlo se non lo ammettiamo".
È strano che a tutte queste persone sia servito un anno e mezzo per arrivare a questa considerazione. Io stessa ho una tolleranza molto inferiore per il Genocidio e l'Omicidio di Massa di bambini. Se si è appoggiato il Genocidio per diciannove mesi, sembra un po' strano iniziare improvvisamente a urlare di quanto sia terribile e chiedere di frenare all'improvviso.
Queste persone non hanno improvvisamente sviluppato una coscienza, stanno solo fiutando cosa c'è nell'aria. Una volta che il consenso supera un certo punto, è naturale che si scateni una corsa folle per evitare di essere tra gli ultimi a opporsi, perché sanno che porteranno quel marchio in pubblico per il resto della vita, dopo che la storia avrà esaminato con chiarezza ciò che hanno fatto.
Dopotutto, questo avviene in un momento in cui l'amministrazione Trump sta iniziando a irritare Netanyahu, spingendo di recente il Primo Ministro israeliano a dichiarare: "Penso che dovremo disintossicarci dall'assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti", quando Washington ha scavalcato Tel Aviv e ha negoziato direttamente con Hamas per ottenere il rilascio di un ostaggio americano. A quanto pare, gli Stati Uniti stanno escludendo Israele da un numero sempre maggiore di negoziati di affari internazionali in Paesi come Yemen, Arabia Saudita e Iran. Qualcosa sta cambiando.
Quindi, se dopo tutto questo tempo qualcuno sta ancora sostenendo Israele, il mio consiglio è di cambiare finché può. C'è ancora tempo per essere i primi tra i mascalzoni in questa folle corsa, ed evitare di essere gli ultimi a iniziare a comportarsi come se si fossero sempre opposti all'Olocausto di Gaza.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://www.caitlinjohnst.one/p/multiple-western-press-outlets-have?
È strano che a tutte queste persone sia servito un anno e mezzo per arrivare a questa considerazione. Io stessa ho una tolleranza molto inferiore per il Genocidio e l'Omicidio di Massa di bambini. Se si è appoggiato il Genocidio per diciannove mesi, sembra un po' strano iniziare improvvisamente a urlare di quanto sia terribile e chiedere di frenare all'improvviso.
Queste persone non hanno improvvisamente sviluppato una coscienza, stanno solo fiutando cosa c'è nell'aria. Una volta che il consenso supera un certo punto, è naturale che si scateni una corsa folle per evitare di essere tra gli ultimi a opporsi, perché sanno che porteranno quel marchio in pubblico per il resto della vita, dopo che la storia avrà esaminato con chiarezza ciò che hanno fatto.
Dopotutto, questo avviene in un momento in cui l'amministrazione Trump sta iniziando a irritare Netanyahu, spingendo di recente il Primo Ministro israeliano a dichiarare: "Penso che dovremo disintossicarci dall'assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti", quando Washington ha scavalcato Tel Aviv e ha negoziato direttamente con Hamas per ottenere il rilascio di un ostaggio americano. A quanto pare, gli Stati Uniti stanno escludendo Israele da un numero sempre maggiore di negoziati di affari internazionali in Paesi come Yemen, Arabia Saudita e Iran. Qualcosa sta cambiando.
Quindi, se dopo tutto questo tempo qualcuno sta ancora sostenendo Israele, il mio consiglio è di cambiare finché può. C'è ancora tempo per essere i primi tra i mascalzoni in questa folle corsa, ed evitare di essere gli ultimi a iniziare a comportarsi come se si fossero sempre opposti all'Olocausto di Gaza.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://www.caitlinjohnst.one/p/multiple-western-press-outlets-have?
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Multiple Western Press Outlets Have Suddenly Pivoted Hard Against Israel
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
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L'agente del Mossad, Al Jolani del Fronte Al Nusra (ora noto come presidente della Siria), ha fornito i resti di un terrorista " israeliano " catturato nella leggendaria battaglia di Sultan Yacoub, durante la prima guerra del Libano del 1982. Alcuni fatti su questa battaglia (1/2) ➡️
♦️Questa battaglia fu combattuta dall'Esercito arabo siriano sotto la guida immortale di Hafez al Assad, insieme ad Ahmad Jibril del FPLP-GC, nella valle della Bekaa, dove i soldati di Hezbollah venivano addestrati nei primi giorni della sua formazione.
♦️La battaglia unì tutte le fazioni della resistenza palestinese, i partiti nazionalisti e islamici libanesi e le unità dell'Esercito Arabo Siriano nella difesa di Beirut e nel respingere l'attacco sionista. "Sultan Yacoub" fu la più grande battaglia combattuta da un esercito arabo ufficiale dal 1973.
Al Haqq
♦️Questa battaglia fu combattuta dall'Esercito arabo siriano sotto la guida immortale di Hafez al Assad, insieme ad Ahmad Jibril del FPLP-GC, nella valle della Bekaa, dove i soldati di Hezbollah venivano addestrati nei primi giorni della sua formazione.
♦️La battaglia unì tutte le fazioni della resistenza palestinese, i partiti nazionalisti e islamici libanesi e le unità dell'Esercito Arabo Siriano nella difesa di Beirut e nel respingere l'attacco sionista. "Sultan Yacoub" fu la più grande battaglia combattuta da un esercito arabo ufficiale dal 1973.
Al Haqq
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تَقُولُ: مَتَى نَلْتَقِي؟
أَقُولُ: بعد عَامٍ وحرب.
تَقُولُ: وَمَتَى تَنْتَهِي الحربُ؟
أَقُولُ: حِينَ نَلْتَقِي...
Tu dici: Quando ci incontreremo?
Io dico: Dopo un anno e una guerra.
Tu dici: Quando finirà la guerra?
Io dico: Quando ci incontreremo...
Mahmoud Darwish
Arabo Semplicemente
أَقُولُ: بعد عَامٍ وحرب.
تَقُولُ: وَمَتَى تَنْتَهِي الحربُ؟
أَقُولُ: حِينَ نَلْتَقِي...
Tu dici: Quando ci incontreremo?
Io dico: Dopo un anno e una guerra.
Tu dici: Quando finirà la guerra?
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