OCCUPIED - FILM COMPLETO (2024) UN DOCUMENTARIO DI STEW PETERS
https://www.bitchute.com/video/Eq5OD9kqySU5/?fbclid=IwY2xjawK22n9leHRuA2FlbQIxMQABHsZEmTrO2lhgXdPpZFjwy7DahBaYCqnY5xRlfsh9ks6KHizfcRe_h_96Pmfc_aem_CKoiBHaC3zViVodE-hKvzA
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Bitchute
OCCUPIED - FULL MOVIE (2024) A DOCUMENTARY BY STEW PETERS
Western civilization has been infected by a parasitic invasion of foreign ideals and values that have been introduced into our culture by a strange and morally degenerate people whose ultimate goal is world domination.
Non avevo ancora scritto nulla riguardo alla Global March to Gaza, ma più leggo e mi informo, più c'è qualcosa che non mi torna.
Sia ben chiaro, a me piacerebbe davvero riuscire a vedere nella Global March to Gaza un movimento spontaneo, sincero, popolare e pulito. È ciò che avremmo dovuto fare non dal 7 ottobre, ma molto prima. Ma non riesco a percepirla come genuina.
Al Sisi non mi piace affatto, eppure va detto che "israele" ha già occupato il Sinai due volte (1956 e 1967). E all’inizio dell’operazione Al Aqsa Flood sono emersi documenti che parlavano apertamente di un piano per reinsediare e “riabilitare” l’intera popolazione di Gaza in Egitto.
Qui le fonti:
1- Mekomit
2- Misgav institute
Ora, sarebbe molto diverso il mio umore a riguardo se questa marcia partisse ( e arrivasse!) da tutti i confini della Palestina occupata: non solo dall’Egitto, ma anche dalla Giordania, dal Libano, dalla Siria (....), Freedom Flotilla da nord, dal Mediterraneo, e da sud, dal Mar Rosso. Se ci fosse davvero un movimento trasversale e internazionale, allora sì, forse ci sarebbe speranza, e soprattutto se questo movimento fosse coadiuvato e avallato dalla Resistenza palestinese e dal suo popolo.
E invece pare che tra gli organizzatori e i partecipanti non ci sia alcuna realtà legata alla Resistenza palestinese, nessun volto noto e coerente che da anni lotta per la causa. Nessuno che possa dare un segno di credibilità, fiducia e trasparenza su quanto sta accadendo.
La mia paura è che questa marcia serva solo a destabilizzare l’Egitto e il Nord Africa, preparando il terreno a ciò che il sionismo sogna da decenni: svuotare Gaza, deportare i palestinesi, e trasformare il deserto in una distesa di tendopoli permanenti.
Per ora io resto inquieta e molto scettica a riguardo.
Sia ben chiaro, a me piacerebbe davvero riuscire a vedere nella Global March to Gaza un movimento spontaneo, sincero, popolare e pulito. È ciò che avremmo dovuto fare non dal 7 ottobre, ma molto prima. Ma non riesco a percepirla come genuina.
Al Sisi non mi piace affatto, eppure va detto che "israele" ha già occupato il Sinai due volte (1956 e 1967). E all’inizio dell’operazione Al Aqsa Flood sono emersi documenti che parlavano apertamente di un piano per reinsediare e “riabilitare” l’intera popolazione di Gaza in Egitto.
Qui le fonti:
1- Mekomit
2- Misgav institute
Ora, sarebbe molto diverso il mio umore a riguardo se questa marcia partisse ( e arrivasse!) da tutti i confini della Palestina occupata: non solo dall’Egitto, ma anche dalla Giordania, dal Libano, dalla Siria (....), Freedom Flotilla da nord, dal Mediterraneo, e da sud, dal Mar Rosso. Se ci fosse davvero un movimento trasversale e internazionale, allora sì, forse ci sarebbe speranza, e soprattutto se questo movimento fosse coadiuvato e avallato dalla Resistenza palestinese e dal suo popolo.
E invece pare che tra gli organizzatori e i partecipanti non ci sia alcuna realtà legata alla Resistenza palestinese, nessun volto noto e coerente che da anni lotta per la causa. Nessuno che possa dare un segno di credibilità, fiducia e trasparenza su quanto sta accadendo.
La mia paura è che questa marcia serva solo a destabilizzare l’Egitto e il Nord Africa, preparando il terreno a ciò che il sionismo sogna da decenni: svuotare Gaza, deportare i palestinesi, e trasformare il deserto in una distesa di tendopoli permanenti.
Per ora io resto inquieta e molto scettica a riguardo.
שיחה מקומית
המסמך המלא של משרד המודיעין: כיבוש עזה וטרנספר כולל לתושביו
מסמך מטעם משרד המודיעין, שתוכנו המלא מתפרסם כאן לראשונה, ממליץ להעביר באופן כפוי את אוכלוסיית הרצועה לסיני לצמיתות, וקורא לרתום את הקהילה הבינלאומית למהלך. כמו כן המסמך מציע לקדם קמפיין ייעודי לתושבי עזה ש"יניע אותם להסכים לתוכנית"
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Da distanza ZERO. Questi sono i leoni palestinesi. Lunga vita alla R-Esistenza del popolo palestinese 🇵🇸 ❤️
🔻
Da un commento in un canale locale Gaza:
Il video ampiamente diffuso di un membro del Qassam che emerge dalle macerie di una casa distrutta nel mezzo di un quartiere devastato, piazzando una bomba sotto un carro armato, riflette un coraggio senza pari. Non è il primo del suo genere, e abbiamo assistito a molti episodi simili, e ciò che è nascosto è più grande.
Ciò che colpisce di questo video è che sia stato pubblicato dall'esercito occupante! Come può un esercito pubblicare una scena che mostra il coraggio del nemico, il suo imbarazzo e persino la sua impotenza di fronte alla volontà del combattente che emerge da sotto le macerie!
Ciò rientra nel contesto della guerra fredda tra governo ed esercito, dopo un periodo di falsa armonia tra i due con l'arrivo di Azmil come capo di stato maggiore, un messaggio che dice: Non c'è niente da fare a Gaza se non accettare le bombe e cadere nelle imboscate .
Quando Abu Obeida ha annunciato la presenza di un prigioniero [sionista] nella zona operativa dell'esercito, mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo di liberarlo [attraverso operazioni militari] , il portavoce ha rapidamente rilasciato una dichiarazione in cui negava qualsiasi tentativo di liberare i prigionieri. Ciò riflette il desiderio e l'obiettivo di Azmil di liberare i prigionieri attraverso un accordo, non attraverso un'azione militare, come auspicato da Netanyahu.
In questo contesto, si levano le voci degli ufficiali e dei soldati che rifiutano la guerra e vi prendono parte, con l'Harem che si rifiuta di obbedire agli ordini di coscrizione, mentre una delle divisioni è stata ritirata a causa della stanchezza dei soldati.
Se cinque divisioni operative nella Striscia di Gaza non sono in grado di riconquistare le aree evacuate dai civili e distrutte, e continuano ad affrontare imboscate e ordigni esplosivi lungo il percorso, allora occupare la Striscia di Gaza, come sogna Smotrich, richiederebbe 50 divisioni militari, il che è impossibile.
Ciò riflette la profondità della crisi che "israele" sta attraversando, che naturalmente influenzerà la decisione di continuare la guerra e avrà certamente un effetto a catena sulla scena interna di "israele".
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Da un commento in un canale locale Gaza:
Il video ampiamente diffuso di un membro del Qassam che emerge dalle macerie di una casa distrutta nel mezzo di un quartiere devastato, piazzando una bomba sotto un carro armato, riflette un coraggio senza pari. Non è il primo del suo genere, e abbiamo assistito a molti episodi simili, e ciò che è nascosto è più grande.
Ciò che colpisce di questo video è che sia stato pubblicato dall'esercito occupante! Come può un esercito pubblicare una scena che mostra il coraggio del nemico, il suo imbarazzo e persino la sua impotenza di fronte alla volontà del combattente che emerge da sotto le macerie!
Ciò rientra nel contesto della guerra fredda tra governo ed esercito, dopo un periodo di falsa armonia tra i due con l'arrivo di Azmil come capo di stato maggiore, un messaggio che dice: Non c'è niente da fare a Gaza se non accettare le bombe e cadere nelle imboscate .
Quando Abu Obeida ha annunciato la presenza di un prigioniero [sionista] nella zona operativa dell'esercito, mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo di liberarlo [attraverso operazioni militari] , il portavoce ha rapidamente rilasciato una dichiarazione in cui negava qualsiasi tentativo di liberare i prigionieri. Ciò riflette il desiderio e l'obiettivo di Azmil di liberare i prigionieri attraverso un accordo, non attraverso un'azione militare, come auspicato da Netanyahu.
In questo contesto, si levano le voci degli ufficiali e dei soldati che rifiutano la guerra e vi prendono parte, con l'Harem che si rifiuta di obbedire agli ordini di coscrizione, mentre una delle divisioni è stata ritirata a causa della stanchezza dei soldati.
Se cinque divisioni operative nella Striscia di Gaza non sono in grado di riconquistare le aree evacuate dai civili e distrutte, e continuano ad affrontare imboscate e ordigni esplosivi lungo il percorso, allora occupare la Striscia di Gaza, come sogna Smotrich, richiederebbe 50 divisioni militari, il che è impossibile.
Ciò riflette la profondità della crisi che "israele" sta attraversando, che naturalmente influenzerà la decisione di continuare la guerra e avrà certamente un effetto a catena sulla scena interna di "israele".
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Forwarded from Miracolo a Milano
"Ieri Berlino, oggi Tel Aviv... Ieri partigiani, oggi fedayin!" Segnaliamo il doppio appuntamento a Milano:
📌 Venerdì 13 giugno, Via Arquà 15 (Archive) alle ore 20.00
👉 Proiezione di "Fedayin"
📌 Lunedì 16 giugno, Via Privata Cesare Mangili 1, ore 18.00
👉 In presidio davanti al consolato francese
"La persecuzione politica e giuridica di Georges Abdallah da parte dello Stato francese e dei suoi complici - Stati Uniti e regime sionista - è motivata dal desiderio di vendetta nei confronti di un militante che non ha mai tradito il suo impegno rivoluzionario nonostante i 40 anni di carcere. Poiché rappresenta ancora oggi una figura viva della resistenza, lo Stato francese e i suoi complici cercano di spezzare ciò che incarna : un rifiuto categorico di sottomettersi all'ordine coloniale e imperialista." Libertà per Georges Abdallah! 🇵🇸
https://t.me/canalemiracolomilano
📌 Venerdì 13 giugno, Via Arquà 15 (Archive) alle ore 20.00
👉 Proiezione di "Fedayin"
📌 Lunedì 16 giugno, Via Privata Cesare Mangili 1, ore 18.00
👉 In presidio davanti al consolato francese
"La persecuzione politica e giuridica di Georges Abdallah da parte dello Stato francese e dei suoi complici - Stati Uniti e regime sionista - è motivata dal desiderio di vendetta nei confronti di un militante che non ha mai tradito il suo impegno rivoluzionario nonostante i 40 anni di carcere. Poiché rappresenta ancora oggi una figura viva della resistenza, lo Stato francese e i suoi complici cercano di spezzare ciò che incarna : un rifiuto categorico di sottomettersi all'ordine coloniale e imperialista." Libertà per Georges Abdallah! 🇵🇸
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Un giorno sì guarderanno le immagini provenienti dalla Palestina allo stesso modo in cui noi oggi guardiamo quelle delle grandi tragedie del passato senza riuscire a capacitarci di come, e perché, in un dato tempo e spazio, l'umanità abbia cessato di essere, e sia precipitata in un buco nero. Quelle, chessò , dei mercati di esseri umani esaminati come cavalli, anzi come oggetti, e poi comprati e venduti e trascinati in catene.
O quelle dei campi del Myanmar ricoperti di teschi infantili, ossa brevi, vissute troppo poco.
O quelle del paesaggio lunare di una città orientale illuminata da un fungo atomico. Pioggia radioattiva su crani umani.
Stesso senso di stupore e raccapriccio.
Un'umanità si spera diversa guarderà un giorno le immagini di un popolo lasciato solo contro la furia delle Erinni, gli schizofrenici - la genetica non sbaglia - assetati di sangue umano e si farà domande. Le stesse di sempre, infinitamente uguali
Come fu possibile, dove eravate, perché non lo avete impedito
I come, i dove ed i perché di cui è piena la storia umana.
Un popolo che fronteggia l'assassinio di massa dei suoi bambini.
Lasciato solo a scavare con le dita tra mucchi di macerie alla ricerca di superstiti. La nuova umanità si chiederà dove fossero gli strumenti per salvare vite nel mezzo dell'era più tecnologica di sempre, e gli uomini e le squadre di soccorso internazionali, quelle che , celeri, erano in grado di raggiungere ogni angolo della terra tranne Gaza. Individui costretti a scavare tra tonnellate di macerie con le mani. Con la forza di un'unghia. Senza aiuto da parte di un'anima viva.
Come, dove e perché.
Lasciato solo con i propri bimbi moribondi per la fame tra le braccia: piedini rinsecchiti che ballano nell'aria, cullati da padri avviliti dalla propria impotenza, dall'altrui indifferenza. Il patriarcato della cura e dell'amore che resta polverizzato nello scontro impari contro il patriarcato dell'odio e della vendetta.
Se siete uomini, meritate che
"vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi"
Sciagurati e privi di compassione, la maledizione incombe su di voi
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
O quelle dei campi del Myanmar ricoperti di teschi infantili, ossa brevi, vissute troppo poco.
O quelle del paesaggio lunare di una città orientale illuminata da un fungo atomico. Pioggia radioattiva su crani umani.
Stesso senso di stupore e raccapriccio.
Un'umanità si spera diversa guarderà un giorno le immagini di un popolo lasciato solo contro la furia delle Erinni, gli schizofrenici - la genetica non sbaglia - assetati di sangue umano e si farà domande. Le stesse di sempre, infinitamente uguali
Come fu possibile, dove eravate, perché non lo avete impedito
I come, i dove ed i perché di cui è piena la storia umana.
Un popolo che fronteggia l'assassinio di massa dei suoi bambini.
Lasciato solo a scavare con le dita tra mucchi di macerie alla ricerca di superstiti. La nuova umanità si chiederà dove fossero gli strumenti per salvare vite nel mezzo dell'era più tecnologica di sempre, e gli uomini e le squadre di soccorso internazionali, quelle che , celeri, erano in grado di raggiungere ogni angolo della terra tranne Gaza. Individui costretti a scavare tra tonnellate di macerie con le mani. Con la forza di un'unghia. Senza aiuto da parte di un'anima viva.
Come, dove e perché.
Lasciato solo con i propri bimbi moribondi per la fame tra le braccia: piedini rinsecchiti che ballano nell'aria, cullati da padri avviliti dalla propria impotenza, dall'altrui indifferenza. Il patriarcato della cura e dell'amore che resta polverizzato nello scontro impari contro il patriarcato dell'odio e della vendetta.
Se siete uomini, meritate che
"vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi"
Sciagurati e privi di compassione, la maledizione incombe su di voi
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
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Questo non è un semplice pensiero. È un invito. A fermarsi. A sentire. A immaginare l’umanità oltre le etichette, oltre le distanze. A riconoscersi nel dolore degli altri, e desiderare con loro un ritorno, una ricostruzione, un futuro diverso. Prendete queste parole non come un’idea, ma come una possibilità di ragionare insieme, di essere presenti, vigili, consapevoli.
Vorrei dire qualcosa, così... a cuore aperto ancora sulla Global March to Gaza, nella moltitudine di pensieri che giornalmente ci affollato e su cui dibattiamo tra di noi, nel privato o sui social, provare a toccare corde diverse e punti di vista diversi, con tutta l’umiltà che arriva dal consapevolezza dei propri limiti.
Una marcia verso Gaza avrebbe davvero un senso (e con tutto il cuore spero che sia questo il caso) se, una volta giunti a Rafah, in coordinamento con la Resistenza palestinese, si potesse entrare a Gaza per mettersi al servizio della popolazione, SE i palestinesi lo volessero. Nella mia testa da sempre c'è l'idea che se si andasse lì, sarebbe per fare volontariamente da scudi umani, ci sono organizzazioni internazionali (come ISM) che questa forma di protezione la applicano da molti anni a Gaza e anche in West Bank... Ma certo, se fossimo in migliaia da ogni parte del mondo, e in questo preciso momento storico per fermare il genocidio, potrebbe avere un senso.
E se lo stesso potesse avvenire dalla Giordania, dalla Siria (solo a pensarci mi viene da piangere perché sappiamo che la Siria è ormai sotto occupazione sionista), dal Libano, dal Mediterraneo al Mar Rosso... Se, insieme ai palestinesi esiliati tempo fa e ai loro discendenti, si potesse tornare in tutta la Palestina storica, per riabbracciare le proprie famiglie, ritrovare i loro amici, le loro case, quartieri, terre, oliveti, ciò che resta... da Gaza a Gerico, da Haifa a Acri, da Al Khalil a Betlemme, da Tiberiade a Jaffa, da Gerusalemme a Nazareth... Un ritorno a casa. La ricostruzione. Il ricominciare a tessere la trama di quel bellissimo quadro che era la Palestina. Curare le ferite. Riaffermare la bellezza. Ritrovarsi nelle proprie radici, risorgere.. Questo, per me, sarebbe giusto.
Questo sarebbe l'unico senso di una marcia.
E per chi non è palestinese ma ha legato la propria anima a questa causa (forse la più grande ingiustizia mai inflitta a esseri umani) non resta che una scelta: mettersi al loro servizio, se e quando loro, i palestinesi, lo vorranno.
A tutti noi piacerebbe vedere questo sogno diventare realtà. Piacerebbe credere che la marcia in corso sia animata da buoni principi, da spirito di solidarietà e verità e sappiamo che sicuramente le persone che vi partecipano sono animate da altissimi principi.
Ma è bene anche non abbassare mai la guardia: se è vero che "israele" è ormai spacciato a livello di "reputazione" (così dicono diversi osservatori internazionali) allora quando una bestia è morente, diventa più pericolosa che mai.
E la Storia ce lo insegna... proprio nei momenti in cui sembra che stia cedendo, il potere mostra il suo volto più feroce. Per questo è necessario camminare con il cuore traboccante di speranza e amore per quel popolo, ma anche con lo sguardo sempre un po' più oltre il possibile e la mente lucida.
Ps ieri sono passata per caso davanti un centro palestinese, ho comprato 2 bandiere e l'uomo che era lì mi ha regalato questa, la chiave del ritorno... 🇵🇸 ❤️
Vorrei dire qualcosa, così... a cuore aperto ancora sulla Global March to Gaza, nella moltitudine di pensieri che giornalmente ci affollato e su cui dibattiamo tra di noi, nel privato o sui social, provare a toccare corde diverse e punti di vista diversi, con tutta l’umiltà che arriva dal consapevolezza dei propri limiti.
Una marcia verso Gaza avrebbe davvero un senso (e con tutto il cuore spero che sia questo il caso) se, una volta giunti a Rafah, in coordinamento con la Resistenza palestinese, si potesse entrare a Gaza per mettersi al servizio della popolazione, SE i palestinesi lo volessero. Nella mia testa da sempre c'è l'idea che se si andasse lì, sarebbe per fare volontariamente da scudi umani, ci sono organizzazioni internazionali (come ISM) che questa forma di protezione la applicano da molti anni a Gaza e anche in West Bank... Ma certo, se fossimo in migliaia da ogni parte del mondo, e in questo preciso momento storico per fermare il genocidio, potrebbe avere un senso.
E se lo stesso potesse avvenire dalla Giordania, dalla Siria (solo a pensarci mi viene da piangere perché sappiamo che la Siria è ormai sotto occupazione sionista), dal Libano, dal Mediterraneo al Mar Rosso... Se, insieme ai palestinesi esiliati tempo fa e ai loro discendenti, si potesse tornare in tutta la Palestina storica, per riabbracciare le proprie famiglie, ritrovare i loro amici, le loro case, quartieri, terre, oliveti, ciò che resta... da Gaza a Gerico, da Haifa a Acri, da Al Khalil a Betlemme, da Tiberiade a Jaffa, da Gerusalemme a Nazareth... Un ritorno a casa. La ricostruzione. Il ricominciare a tessere la trama di quel bellissimo quadro che era la Palestina. Curare le ferite. Riaffermare la bellezza. Ritrovarsi nelle proprie radici, risorgere.. Questo, per me, sarebbe giusto.
Questo sarebbe l'unico senso di una marcia.
E per chi non è palestinese ma ha legato la propria anima a questa causa (forse la più grande ingiustizia mai inflitta a esseri umani) non resta che una scelta: mettersi al loro servizio, se e quando loro, i palestinesi, lo vorranno.
A tutti noi piacerebbe vedere questo sogno diventare realtà. Piacerebbe credere che la marcia in corso sia animata da buoni principi, da spirito di solidarietà e verità e sappiamo che sicuramente le persone che vi partecipano sono animate da altissimi principi.
Ma è bene anche non abbassare mai la guardia: se è vero che "israele" è ormai spacciato a livello di "reputazione" (così dicono diversi osservatori internazionali) allora quando una bestia è morente, diventa più pericolosa che mai.
E la Storia ce lo insegna... proprio nei momenti in cui sembra che stia cedendo, il potere mostra il suo volto più feroce. Per questo è necessario camminare con il cuore traboccante di speranza e amore per quel popolo, ma anche con lo sguardo sempre un po' più oltre il possibile e la mente lucida.
Ps ieri sono passata per caso davanti un centro palestinese, ho comprato 2 bandiere e l'uomo che era lì mi ha regalato questa, la chiave del ritorno... 🇵🇸 ❤️
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Nella sua continua aggressione contro la Rivoluzione Islamica in Iran, l'entità terroristica ebraico-sionista ("israele") ha assassinato il comandante in capo delle Guardie della Rivoluzione islamica, il generale di brigata Hossein Salami, il comandante del quartier generale centrale delle Forze armate iraniane, il generale di divisione Gholam Ali Rashid, e i principali scienziati nucleari Dr. Muhammad Mehdi Tehranchi e Dr. Fereydoun Abbasi
Poco più di sei anni fa, il comandante in capo Salami dichiarò : "Annunciamo che se "israele" farà qualcosa per scatenare una nuova guerra, sarà ovviamente la guerra che finirà con la sua eliminazione, e i territori occupati saranno restituiti. Gli israeliani non avranno nemmeno un cimitero in Palestina dove seppellire i propri cadaveri".
Amen.
Poco più di sei anni fa, il comandante in capo Salami dichiarò : "Annunciamo che se "israele" farà qualcosa per scatenare una nuova guerra, sarà ovviamente la guerra che finirà con la sua eliminazione, e i territori occupati saranno restituiti. Gli israeliani non avranno nemmeno un cimitero in Palestina dove seppellire i propri cadaveri".
Amen.
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🇮🇷
Messaggio del Leader Supremo della Rivoluzione Islamica alla Grande Nazione Iraniana in seguito al crimine commesso questa mattina dal Regime Sionista
In seguito al crimine commesso questa mattina dal regime sionista contro il nostro amato Paese, l'Ayatollah Khamenei, la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, ha inviato un messaggio alla grande nazione iraniana.
Il testo del messaggio è il seguente:
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
O grande nazione iraniana!
All'alba di oggi, il regime sionista ha esteso la sua mano sporca e sanguinaria in un crimine contro la nostra amata terra, rivelando più che mai la sua malvagità prendendo di mira le zone residenziali. Quel regime deve ora aspettarsi una punizione severa.
Se Dio vuole, il braccio potente delle forze armate della Repubblica islamica non lo lascerà andare.
Numerosi comandanti e scienziati furono uccisi negli attacchi nemici e, se Dio vuole, i loro successori e colleghi assumeranno immediatamente il loro posto.
Con questo crimine, il regime sionista si è preparato un destino amaro e doloroso, e sicuramente lo affronterà.
Sayyid Ali Khamenei
Messaggio del Leader Supremo della Rivoluzione Islamica alla Grande Nazione Iraniana in seguito al crimine commesso questa mattina dal Regime Sionista
In seguito al crimine commesso questa mattina dal regime sionista contro il nostro amato Paese, l'Ayatollah Khamenei, la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, ha inviato un messaggio alla grande nazione iraniana.
Il testo del messaggio è il seguente:
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
O grande nazione iraniana!
All'alba di oggi, il regime sionista ha esteso la sua mano sporca e sanguinaria in un crimine contro la nostra amata terra, rivelando più che mai la sua malvagità prendendo di mira le zone residenziali. Quel regime deve ora aspettarsi una punizione severa.
Se Dio vuole, il braccio potente delle forze armate della Repubblica islamica non lo lascerà andare.
Numerosi comandanti e scienziati furono uccisi negli attacchi nemici e, se Dio vuole, i loro successori e colleghi assumeranno immediatamente il loro posto.
Con questo crimine, il regime sionista si è preparato un destino amaro e doloroso, e sicuramente lo affronterà.
Sayyid Ali Khamenei
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"israele" ha lanciato attacchi su Teheran, assassinando Hasan Salami, il capo delle Guardie della Rivoluzione islamica.
Così facendo, potrebbe aver commesso il più grave errore di calcolo della sua storia.
Un giorno gli storici scriveranno che Benjamin Netanyahu, spinto da un'insaziabile sete di potere, ha incendiato l'entità israeliana, innescando un inferno regionale che potrebbe consumare molto più di quanto avesse mai immaginato.
Un conto alla rovescia è iniziato... per chi esattamente... è ancora da vedere.
Marwa Osman
Così facendo, potrebbe aver commesso il più grave errore di calcolo della sua storia.
Un giorno gli storici scriveranno che Benjamin Netanyahu, spinto da un'insaziabile sete di potere, ha incendiato l'entità israeliana, innescando un inferno regionale che potrebbe consumare molto più di quanto avesse mai immaginato.
Un conto alla rovescia è iniziato... per chi esattamente... è ancora da vedere.
Marwa Osman
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Più gli Stati Uniti cercano di prendere le distanze dagli attacchi israeliani contro l'Iran, più i media israeliani ne tengono conto...
Channel 12 riferisce ora che gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo chiave in una vasta campagna di inganni volta a indurre l'Iran a credere che un attacco non fosse imminente.
DDGeopolitics
Channel 12 riferisce ora che gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo chiave in una vasta campagna di inganni volta a indurre l'Iran a credere che un attacco non fosse imminente.
DDGeopolitics
🔥7
In risposta all'aggressione israeliana in corso contro l'Iran, il portavoce dello Stato Maggiore iraniano afferma che "israele" pagherà un prezzo elevato per gli attacchi condotti contro l'Iran.
Il portavoce ha aggiunto che l'aggressione israeliana è stata condotta in coordinamento con gli Stati Uniti, affermando che entrambi ne pagheranno il prezzo.
I media israeliani hanno riferito che il Ministro della Sicurezza Israel Katz e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu si stanno nascondendo in un bunker fortificato per paura della risposta iraniana.
Al Mayadeen
Il portavoce ha aggiunto che l'aggressione israeliana è stata condotta in coordinamento con gli Stati Uniti, affermando che entrambi ne pagheranno il prezzo.
I media israeliani hanno riferito che il Ministro della Sicurezza Israel Katz e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu si stanno nascondendo in un bunker fortificato per paura della risposta iraniana.
Al Mayadeen
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Nella colonia ebraico-sionista, questi... non so come chiamarli (quel suono del corno mi inquieta e mi fa pensare a creature luciferine) festeggiano in questo modo davanti al muro del pianto, nella Gerusalemme occupata, l'attacco contro l'Iran.
🔥8👎7
Il regime israeliano intima ai coloni di prepararsi al contrattacco. "Civili israeliani, non posso promettere un successo assoluto: il regime iraniano tenterà di attaccarci in risposta, e il bilancio previsto sarà diverso da quello a cui siamo abituati".
https://www.israelnationalnews.com/news/409909
CCHS
https://www.israelnationalnews.com/news/409909
CCHS
🔥4
ULTIMA ORA | Documenti trapelati e pubblicati dai media iraniani rivelerebbero che il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, ha collaborato pienamente con "israele" e ne ha eseguito le direttive.
Questi file fanno parte del prezioso archivio di informazioni di intelligence che l'Iran ha recentemente sequestrato a "israele".
The Cradle
Questi file fanno parte del prezioso archivio di informazioni di intelligence che l'Iran ha recentemente sequestrato a "israele".
The Cradle
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⭕️IN EVOLUZIONE: "israele" ha lanciato 5 ondate di attacchi contro siti in tutto l'Iran
La prima ondata di attacchi aerei era mirata ad assassinare alti esponenti dell'esercito iraniano, mentre gli attacchi successivi avrebbero colpito di tutto, dai siti nucleari alle strutture idriche.
Si attende ancora la conferma dell'entità esatta dei danni.
La prima ondata di attacchi aerei era mirata ad assassinare alti esponenti dell'esercito iraniano, mentre gli attacchi successivi avrebbero colpito di tutto, dai siti nucleari alle strutture idriche.
Si attende ancora la conferma dell'entità esatta dei danni.
🔥6👎3
-L'aereo israeliano "Wings of Zion", l'equivalente israeliano dell'Air Force One, è decollato da Tel Aviv.
Probabilmente per evitare danni all'aereo in caso di un attacco iraniano.
-L'ultima volta che questo aereo è decollato in questo modo è stato il 1° ottobre 2024, pochi minuti prima che l'Iran lanciasse centinaia di missili balistici su "israele".
-Numerosi aerei civili israeliani stanno partendo da Israele diretti a Cipro, in previsione di un attacco iraniano.
Rerum Novarum
Probabilmente per evitare danni all'aereo in caso di un attacco iraniano.
-L'ultima volta che questo aereo è decollato in questo modo è stato il 1° ottobre 2024, pochi minuti prima che l'Iran lanciasse centinaia di missili balistici su "israele".
-Numerosi aerei civili israeliani stanno partendo da Israele diretti a Cipro, in previsione di un attacco iraniano.
Rerum Novarum
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