Non vorrei fare la solita polemica di prima mattina, ma è difficile ignorare l'ennesimo esempio del doppio standard nel racconto mediatico dei conflitti in Medio Oriente.
Quando in Siria c'era il presidente Bashar al-Assad, democraticamente eletto, e il paese veniva regolarmente bombardato, lo stesso apparato mediatico che oggi si commuove per una giornalista sotto le bombe restava in silenzio o si affrettava a giustificare l'aggressione. Nessun volto commosso, nessun riconoscimento del coraggio, nessuna attenzione per la dimensione umana o professionale.
È impossibile non notare questa schizofrenia editoriale, mi fa curiosità, ad esempio, che nessuno di questi zelanti e commossi "giornalisti", abbia speso una sola parola per Sahar Emami, la giornalista iraniana che ha continuato a fare il suo lavoro fino all'arrivo delle macerie nello studio, quando la sede dell'IRIB a Teheran è stata direttamente bombardata dalla stessa sionista. Nessun servizio speciale, nessun tributo. Solo silenzio.
Ma ciò che mi fa ribollire il sangue nelle vene è il fatto che questi pennivendoli nostrani siano completamenti muti, freddi e menefreghisti, ma soprattutto COMPLICI, sul massacro di oltre 200 giornalisti palestinesi, assassinati da una potenza occupante che continua a operare nella più totale impunità.
Quei giornalisti non esistono. Non hanno nome, non hanno volto, non suscitano solidarietà. Sono invisibili, sono id serie B... anzi no, di serie Z... Qui c'è un totale blackout dell'impianto mediatico.
E il punto è proprio questo: chi svolge questo ruolo non è neutrale. È complice. È parte attiva di un sistema che normalizza l'ingiustizia, che cancella le vittime "scomode" .
Quando si tace su oltre 200 giornalisti palestinesi uccisi, quando si ignora deliberatamente chi, come Sahar Emami, ha continuato a fare informazione sotto le bombe, quando si seleziona chi merita empatia in base alla convenienza economica... non si è più osservatori, ma fiancheggiatori.
E sì: chi giustifica, minimizza o nasconde crimini sistematici contro civili e giornalisti, porta una responsabilità morale e storica enorme. Non meno grave di quella di chi quei crimini li pianifica e li esegue.
La verità, prima o poi, bussa. E chiede conto.
Quando in Siria c'era il presidente Bashar al-Assad, democraticamente eletto, e il paese veniva regolarmente bombardato, lo stesso apparato mediatico che oggi si commuove per una giornalista sotto le bombe restava in silenzio o si affrettava a giustificare l'aggressione. Nessun volto commosso, nessun riconoscimento del coraggio, nessuna attenzione per la dimensione umana o professionale.
È impossibile non notare questa schizofrenia editoriale, mi fa curiosità, ad esempio, che nessuno di questi zelanti e commossi "giornalisti", abbia speso una sola parola per Sahar Emami, la giornalista iraniana che ha continuato a fare il suo lavoro fino all'arrivo delle macerie nello studio, quando la sede dell'IRIB a Teheran è stata direttamente bombardata dalla stessa sionista. Nessun servizio speciale, nessun tributo. Solo silenzio.
Ma ciò che mi fa ribollire il sangue nelle vene è il fatto che questi pennivendoli nostrani siano completamenti muti, freddi e menefreghisti, ma soprattutto COMPLICI, sul massacro di oltre 200 giornalisti palestinesi, assassinati da una potenza occupante che continua a operare nella più totale impunità.
Quei giornalisti non esistono. Non hanno nome, non hanno volto, non suscitano solidarietà. Sono invisibili, sono id serie B... anzi no, di serie Z... Qui c'è un totale blackout dell'impianto mediatico.
E il punto è proprio questo: chi svolge questo ruolo non è neutrale. È complice. È parte attiva di un sistema che normalizza l'ingiustizia, che cancella le vittime "scomode" .
Quando si tace su oltre 200 giornalisti palestinesi uccisi, quando si ignora deliberatamente chi, come Sahar Emami, ha continuato a fare informazione sotto le bombe, quando si seleziona chi merita empatia in base alla convenienza economica... non si è più osservatori, ma fiancheggiatori.
E sì: chi giustifica, minimizza o nasconde crimini sistematici contro civili e giornalisti, porta una responsabilità morale e storica enorme. Non meno grave di quella di chi quei crimini li pianifica e li esegue.
La verità, prima o poi, bussa. E chiede conto.
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Prima dice che "sono pronti a lottare per la loro dignità", poi leggi che:
le forze governative siriane si sono completamente ritirate dalla provincia di Suwayda.
Campo libero agli invasori.
A questo serviva Jewlani
Patetici buffoni criminali
le forze governative siriane si sono completamente ritirate dalla provincia di Suwayda.
Campo libero agli invasori.
A questo serviva Jewlani
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Con il passare di ogni ora, le parole del Martire Sayyed Hassan Nasrullah risuonano sempre più vere. Il tempo stesso testimonia, la sua saggezza non manca mai il bersaglio.
Sua Eminenza disse anni fa:
"Se la Siria dovesse cadere nelle mani di questi gruppi, il suo presente e futuro precipiterebbero nel caos per anni, solo Allah sa per quanto tempo.
Una scena di lotte infinite tra fazioni prive di ragione o cultura, sommerse dall'estremismo, spargimenti di sangue, rivalità settarie e faide di partito.
Mancano di principi, responsabilità o qualsiasi autorità superiore a cui fare riferimento.
Servono questo stato, quell'ambasciata e qualunque agenzia di intelligence tiri le loro fila."
عزيز الروح🥀
Marwa Osman
Sua Eminenza disse anni fa:
"Se la Siria dovesse cadere nelle mani di questi gruppi, il suo presente e futuro precipiterebbero nel caos per anni, solo Allah sa per quanto tempo.
Una scena di lotte infinite tra fazioni prive di ragione o cultura, sommerse dall'estremismo, spargimenti di sangue, rivalità settarie e faide di partito.
Mancano di principi, responsabilità o qualsiasi autorità superiore a cui fare riferimento.
Servono questo stato, quell'ambasciata e qualunque agenzia di intelligence tiri le loro fila."
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Marwa Osman
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Forwarded from Enrico Galoppini
Beduini sunniti e drusi siriani hanno preso a darsele reciprocamente già nei mesi passati. Controllo di strade, pestaggi, rapine e rapimenti. Fino allo scontro sanguinario di questi giorni. I video che girano sono raccapriccianti. Come al solito non vengono risparmiati i bambini, ed i crimini pare avvengano da entrambe le parti. Si tratta di veri e propri scontri settari, in un paese che ha al governo un gruppo jihadista, senza un vero controllo del territorio.
Ed infatti, quando il gruppo jihadista prova a intervenire per sedare gli animi, si applica nell' unico esercizio che sa fare: l'uccisione, la tortura.
Ai sionisti non sembra vero di poterne approfittare. E così attaccano i propri utili idioti. Bombardano il palazzo presidenziale di quel presidente col quale fino alla settimana passata si discuteva di fantomatici 'accordi di Abramo'.
La Siria è morta con la caduta di Assad. Piangiamo le anime belle che, come sempre facendo le veci del potere, ci raccontavano le loro balle sulla dittatura siriana, come se in medio oriente potesse da un giorno all'altro sorgere una Svizzera del deserto, ma coi gay pride animati dai 'ribelli moderati' di Al Nusra.
Invece scoppiano le tensioni settarie, tenute sopite dalla dinastia Assad e dal socialismo arabo. Sunniti, sciiti, alawiti, drusi, cristiani, curdi. Nessuno è al sicuro. L' entità sionista ottiene la frammentazione dell' area, e mira all' espansione verso l' Eretz Israel e ad importanti corridoi aperti verso Iraq e Iran.
Ai servetti che ci manifestavano contro, ai tempi delle conferenze sulla Siria, contorcendosi in rabbiose menzogne coi capelli rosa, ricordiamo le parole di qualche anno fa del compianto Hassan Nasrallah:
"Se la Siria dovesse cadere nelle mani di questi gruppi, il suo presente ed il suo futuro precipiterebbero nel caos per anni, solo Allah sa per quanto tempo.
Uno scenario di lotte infinite tra fazioni prive di ragione o cultura, sommerse dall'estremismo. Spargimenti di sangue, rivalità settarie e faide di partito.
Mancano di principi, responsabilità o di qualsiasi autorità superiore a cui fare riferimento.
Pronti a servire questo stato, quell' ambasciata, o qualunque agenzia di intelligence tiri le loro fila."
(Fonte https://t.me/dallapartedeglioppressi)
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Nella vita sarebbe anche bello che ognuno si prendesse la responsabilità delle posizioni che ha sostenuto.
Tanta gente dovrebbe cospargersi il capo di cenere, e provare almeno un po' di vergogna.
T.R.
Ed infatti, quando il gruppo jihadista prova a intervenire per sedare gli animi, si applica nell' unico esercizio che sa fare: l'uccisione, la tortura.
Ai sionisti non sembra vero di poterne approfittare. E così attaccano i propri utili idioti. Bombardano il palazzo presidenziale di quel presidente col quale fino alla settimana passata si discuteva di fantomatici 'accordi di Abramo'.
La Siria è morta con la caduta di Assad. Piangiamo le anime belle che, come sempre facendo le veci del potere, ci raccontavano le loro balle sulla dittatura siriana, come se in medio oriente potesse da un giorno all'altro sorgere una Svizzera del deserto, ma coi gay pride animati dai 'ribelli moderati' di Al Nusra.
Invece scoppiano le tensioni settarie, tenute sopite dalla dinastia Assad e dal socialismo arabo. Sunniti, sciiti, alawiti, drusi, cristiani, curdi. Nessuno è al sicuro. L' entità sionista ottiene la frammentazione dell' area, e mira all' espansione verso l' Eretz Israel e ad importanti corridoi aperti verso Iraq e Iran.
Ai servetti che ci manifestavano contro, ai tempi delle conferenze sulla Siria, contorcendosi in rabbiose menzogne coi capelli rosa, ricordiamo le parole di qualche anno fa del compianto Hassan Nasrallah:
"Se la Siria dovesse cadere nelle mani di questi gruppi, il suo presente ed il suo futuro precipiterebbero nel caos per anni, solo Allah sa per quanto tempo.
Uno scenario di lotte infinite tra fazioni prive di ragione o cultura, sommerse dall'estremismo. Spargimenti di sangue, rivalità settarie e faide di partito.
Mancano di principi, responsabilità o di qualsiasi autorità superiore a cui fare riferimento.
Pronti a servire questo stato, quell' ambasciata, o qualunque agenzia di intelligence tiri le loro fila."
(Fonte https://t.me/dallapartedeglioppressi)
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Nella vita sarebbe anche bello che ognuno si prendesse la responsabilità delle posizioni che ha sostenuto.
Tanta gente dovrebbe cospargersi il capo di cenere, e provare almeno un po' di vergogna.
T.R.
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Fronte della Resistenza al Mondialismo
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Canale di informazione dal Fronte della Resistenza al Mondialismo.
Whatsapp: https://chat.whatsapp.com/Kxgfbt8U0klEmkt6NXr4Rg
Admin talebeh_qom@yahoo.it
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Nella città santa irachena di Karbala, che ospita il Mausoleo del nipote del Profeta Muhammad, l'Imam Hosseyn, noto come il "Principe dei Martiri" (Seyyed al-Shohada), oggi è stata inaugurata Via Martire Seyyed Hasan Nasrallah.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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I CONVINCIMENTI DEL SENSO COMUNE SULLA QUESTIONE EBRAICA SONO FALLACI
La fondazione dello Stato di Israele non è il risarcimento che il mondo doveva agli ebrei per la Shoa ma è frutto del movimento sionista fondato da Theodor Herzl alla fine dell''800 e prende forma con politiche terroristiche il cui episodio più rappresentativo è l'attacco all'hotel King David di Gerusalemme del 1946.
Angelo d'Orsi per la Casa del Sole, 16 Luglio 2025
Link alla fonte:
https://youtu.be/V9dlBhhWp7I?si=PdYqrRvyagnkHve1
La fondazione dello Stato di Israele non è il risarcimento che il mondo doveva agli ebrei per la Shoa ma è frutto del movimento sionista fondato da Theodor Herzl alla fine dell''800 e prende forma con politiche terroristiche il cui episodio più rappresentativo è l'attacco all'hotel King David di Gerusalemme del 1946.
Angelo d'Orsi per la Casa del Sole, 16 Luglio 2025
Link alla fonte:
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Netanyahu annuncia che occuperà il sud della Siria e vuole la “smilitarizzazione della regione a sud di Damasco, dalle Alture del Golan fino all'area del Monte Druze.”
Dall'8 dicembre 2024 si sono spalancate definitivamente le porte al progetto di "Eretz israel" , porte che venivano tenute chiuse a fatica dal "dittatore" Bashar Al Assad, a cui tutto l'occidente sion imperialista ha dichiarato e mosso una guerra per procura.
Dall'8 dicembre 2024 si sono spalancate definitivamente le porte al progetto di "Eretz israel" , porte che venivano tenute chiuse a fatica dal "dittatore" Bashar Al Assad, a cui tutto l'occidente sion imperialista ha dichiarato e mosso una guerra per procura.
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La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt è stata interrogata oggi sulla reazione del Presidente al bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza da parte dell'occupazione israeliana.
Leavitt ha risposto affermando che Trump aveva chiesto a Netanyahu di rilasciare una dichiarazione riconoscendo l'"errore". La dichiarazione emessa, tuttavia, sosteneva che gli attacchi fossero il risultato di "munizioni vaganti"!
Leavitt ha risposto affermando che Trump aveva chiesto a Netanyahu di rilasciare una dichiarazione riconoscendo l'"errore". La dichiarazione emessa, tuttavia, sosteneva che gli attacchi fossero il risultato di "munizioni vaganti"!
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Finalmente qualcuno con la spina dorsale!
Io non so di cosa si occupa questa azienda, ma andrebbe sostenuta!
Presente in 70 Paesi e che vanta 600 dipendenti, ha annunciato la propria scelta con un post sui social. Il Ceo Robert Blaas: «Crimini contro l’umanità, non restiamo zitti»
🔻
«Rothoblaas sospende tutti i rapporti commerciali con Israele: non possiamo restare indifferenti davanti alle gravissime violazioni dei diritti umani in corso nella Striscia di Gaza e contro il Popolo Palestinese.
Pur consapevoli che il nostro gesto sia simbolico, come azienda impegnata da sempre in una visione etica del fare impresa riteniamo fondamentale prendere posizione e dissociarci da ciò che riteniamo inaccettabile sul piano umano e giuridico: l’uccisione sistematica di civili e il blocco degli aiuti umanitari.
Speriamo che anche le istituzioni e le associazioni locali e nazionali finora mute esprimano con chiarezza il proprio dissenso rispetto a questa tragedia umanitaria.
Il silenzio, di fronte a crimini contro l’umanità, non è mai neutrale.»
Fonte : https://www.facebook.com/share/p/15xaDCUDRc/
Io non so di cosa si occupa questa azienda, ma andrebbe sostenuta!
Presente in 70 Paesi e che vanta 600 dipendenti, ha annunciato la propria scelta con un post sui social. Il Ceo Robert Blaas: «Crimini contro l’umanità, non restiamo zitti»
🔻
«Rothoblaas sospende tutti i rapporti commerciali con Israele: non possiamo restare indifferenti davanti alle gravissime violazioni dei diritti umani in corso nella Striscia di Gaza e contro il Popolo Palestinese.
Pur consapevoli che il nostro gesto sia simbolico, come azienda impegnata da sempre in una visione etica del fare impresa riteniamo fondamentale prendere posizione e dissociarci da ciò che riteniamo inaccettabile sul piano umano e giuridico: l’uccisione sistematica di civili e il blocco degli aiuti umanitari.
Speriamo che anche le istituzioni e le associazioni locali e nazionali finora mute esprimano con chiarezza il proprio dissenso rispetto a questa tragedia umanitaria.
Il silenzio, di fronte a crimini contro l’umanità, non è mai neutrale.»
Fonte : https://www.facebook.com/share/p/15xaDCUDRc/
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇸🇾 SIRIA - Il giardino fiorito, come molti media occidentali lo definivano dopo la caduta di Assad, è svanito. Gli Stati Uniti esortano i loro cittadini a lasciare urgentemente la Siria. Nella dichiarazione della missione diplomatica, viene segnalato il percorso che attraversa il confine con la Giordania. Da lì si può partire.
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L'attivista libanese Georges Abdallah, la cui scarcerazione è stata approvata da un tribunale francese giovedì, ha attribuito la decisione alla mobilitazione persistente dei suoi sostenitori, definendola un fattore decisivo nell'esito.
Parlando dalla sua cella nella prigione di Lannemezan nel sud della Francia, durante una visita della deputata di estrema sinistra Andrée Taurinya e alla presenza dell'Agenzia France-Presse, Abdallah ha detto.
"Se hanno accettato di liberarmi, è a causa della crescente mobilitazione dietro la causa."
"Il tempo trascorso dietro le sbarre non determina la scarcerazione di un prigioniero politico," ha detto. "Che siano cinque anni, venti, trenta o quaranta, questo da solo non porta alla libertà."
Abdallah ha sostenuto che è stata l'azione collettiva più ampia a fare la differenza, affermando che "quando un prigioniero politico o un attivista in detenzione diventa parte della lotta più ampia all'esterno, allora è la mobilitazione delle persone là fuori che garantisce la loro liberazione. Questa è la vera ragione."
Al Mayadeen
Parlando dalla sua cella nella prigione di Lannemezan nel sud della Francia, durante una visita della deputata di estrema sinistra Andrée Taurinya e alla presenza dell'Agenzia France-Presse, Abdallah ha detto.
"Se hanno accettato di liberarmi, è a causa della crescente mobilitazione dietro la causa."
"Il tempo trascorso dietro le sbarre non determina la scarcerazione di un prigioniero politico," ha detto. "Che siano cinque anni, venti, trenta o quaranta, questo da solo non porta alla libertà."
Abdallah ha sostenuto che è stata l'azione collettiva più ampia a fare la differenza, affermando che "quando un prigioniero politico o un attivista in detenzione diventa parte della lotta più ampia all'esterno, allora è la mobilitazione delle persone là fuori che garantisce la loro liberazione. Questa è la vera ragione."
Al Mayadeen
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Il presidente Bashar al Assad nel 2017 spiega allo stato profondo come l'impero non voglia partner, ma solo proxy e burattini.
Resistance Trench
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Guardo queste scene, e nel guardare brucio.
Provo rabbia. Rabbia e odio, spinti dal desiderio atavico di giustizia.
Non è odio cieco. È coscienza. È memoria. È un desiderio antico di giustizia per coloro che sono stati schiacciati, esiliati, silenziati, violati, umiliati.
Il popolo palestinese merita giustizia.
Libertà, giustizia, riconoscimento e pace!
Libertà, come diritto inalienable di ogni essere umano
La giustizia non è solo una richiesta "legale" , ma una giustizia profonda, una forma di riparazione della dignità violata. È il riconoscimento delle ferite, la restituzione della voce, la ricostruzione dell'identità e la memoria di chi è stato negato e che si sta tentando di cancellare. È giusto riconoscere a questo popolo una continuità di resistenza, una lotta che trascende l'attualità e si traduce nella volontà di essere, di esistere, non solo nella sua sofferenza, ma nella sua capacità infinita di vivere, di creare, di testimoniare, di esprimere amore e luce.
La pace che non è solo un cessare il fuoco, ma un processo di decolonizzazione di tutta la Palestina storica, di terra restitutia, una condanna mondiale e definitiva dell'ideologia sionista, TUTTI gli esponenti (non solo Mileikowsky), TUTTI i fiancheggiatori (governi, aziende, giornalisti, collaborazionista vari) e risarcimento al popolo palestinese per il dolore e i soprusi subiti per un secolo (anche se niente potrà risarcirli, e niente potrà assolvere tutti I complici, noi compresi)
Palestina è luce che si ostina a brillare, e lo merita!
Se a questo popolo venisse data la possibilità di vivere in pace, renderebbe il mondo migliore... Di sicuro c'è che questo popolo è il meglio che l'umanità possa esprimere.
Palestina R-Esisti ❤️ 🇵🇸
f.q.
Provo rabbia. Rabbia e odio, spinti dal desiderio atavico di giustizia.
Non è odio cieco. È coscienza. È memoria. È un desiderio antico di giustizia per coloro che sono stati schiacciati, esiliati, silenziati, violati, umiliati.
Il popolo palestinese merita giustizia.
Libertà, giustizia, riconoscimento e pace!
Libertà, come diritto inalienable di ogni essere umano
La giustizia non è solo una richiesta "legale" , ma una giustizia profonda, una forma di riparazione della dignità violata. È il riconoscimento delle ferite, la restituzione della voce, la ricostruzione dell'identità e la memoria di chi è stato negato e che si sta tentando di cancellare. È giusto riconoscere a questo popolo una continuità di resistenza, una lotta che trascende l'attualità e si traduce nella volontà di essere, di esistere, non solo nella sua sofferenza, ma nella sua capacità infinita di vivere, di creare, di testimoniare, di esprimere amore e luce.
La pace che non è solo un cessare il fuoco, ma un processo di decolonizzazione di tutta la Palestina storica, di terra restitutia, una condanna mondiale e definitiva dell'ideologia sionista, TUTTI gli esponenti (non solo Mileikowsky), TUTTI i fiancheggiatori (governi, aziende, giornalisti, collaborazionista vari) e risarcimento al popolo palestinese per il dolore e i soprusi subiti per un secolo (anche se niente potrà risarcirli, e niente potrà assolvere tutti I complici, noi compresi)
Palestina è luce che si ostina a brillare, e lo merita!
Se a questo popolo venisse data la possibilità di vivere in pace, renderebbe il mondo migliore... Di sicuro c'è che questo popolo è il meglio che l'umanità possa esprimere.
Palestina R-Esisti ❤️ 🇵🇸
f.q.
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Forwarded from Francesca Quibla
Assad avrà avuto la sua porzione di colpe, ma il dato di fatto è che ha resistito per oltre 13 anni a una guerra per procura scatenata da potenze esterne con la complicità di traditori interni. Il popolo siriano non ha mai avuto davvero una scelta: si diceva “Assad o barbarie”, e alla fine hanno avuto la barbarie.
Quindi grazie. Grazie a chi ha lavorato instancabilmente per smantellare lo Stato siriano. Grazie alle quinte colonne che, nell’ombra, hanno aperto le porte ai tagliagole travestiti da rivoluzionari. Grazie ai tradimenti, quelli interni e quelli esterni, degli alleati che hanno voltato le spalle quando non c’era più nulla da guadagnare. Grazie anche a quelle anime candide che si sono bevute la favola della “rivoluzione” e hanno fatto il gioco dei peggiori carnefici della regione.
Un lavoro del cazzo, davvero. Un capolavoro di distruzione e regressione che ha riportato la Siria indietro di oltre cento anni. Da uno Stato sovrano, con tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi, a un territorio frammentato tra signori della guerra, bande armate e terroristi in doppiopetto. E adesso? Qualcuno avrà almeno il coraggio di guardare il disastro e riconoscere il proprio fallimento? O continueranno a raccontarsi che era tutto per la democrazia?
Mi piange il cuore, e sono nello sconforto più totale. Perché chi ama davvero la Siria, e ciò che significa in termini politici, non può che provare dolore di fronte a questo scempio.
F. Quibla
Quindi grazie. Grazie a chi ha lavorato instancabilmente per smantellare lo Stato siriano. Grazie alle quinte colonne che, nell’ombra, hanno aperto le porte ai tagliagole travestiti da rivoluzionari. Grazie ai tradimenti, quelli interni e quelli esterni, degli alleati che hanno voltato le spalle quando non c’era più nulla da guadagnare. Grazie anche a quelle anime candide che si sono bevute la favola della “rivoluzione” e hanno fatto il gioco dei peggiori carnefici della regione.
Un lavoro del cazzo, davvero. Un capolavoro di distruzione e regressione che ha riportato la Siria indietro di oltre cento anni. Da uno Stato sovrano, con tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi, a un territorio frammentato tra signori della guerra, bande armate e terroristi in doppiopetto. E adesso? Qualcuno avrà almeno il coraggio di guardare il disastro e riconoscere il proprio fallimento? O continueranno a raccontarsi che era tutto per la democrazia?
Mi piange il cuore, e sono nello sconforto più totale. Perché chi ama davvero la Siria, e ciò che significa in termini politici, non può che provare dolore di fronte a questo scempio.
F. Quibla
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Forwarded from Nikos Klitsikas Νίκος Κλειτσίκας (Nikos)
Μετά από πολύχρονους δικαστικούς αγώνες εγκρίθηκε από γαλλικό δικαστήριο η απελευθέρωση του Λιβανέζου αγωνιστή της Παλαιστινιακής Αντίστασης, του μαρξιστή λενινιστή Γκιόργκι (Τζορτζ) Ιμπραχίμ Αμπνταλλάχ...
Μιλώντας από το κελί του στη φυλακή Λανμεζάν στη νοτιοδυτική Γαλλία στην Agence France-Presse, ο Αμπνταλλάχ δήλωσε μεταξύ άλλων:
«Αν συμφώνησαν να με αφήσουν ελεύθερο, είναι λόγω της αυξανόμενης κινητοποίησης πίσω από τον σκοπό.
Ο χρόνος που περνάει κανείς πίσω από τα κάγκελα δεν καθορίζει την...
Περισσότερα... 👉 https://www.press-gr.com/2025/07/blog-post_467.html
Μιλώντας από το κελί του στη φυλακή Λανμεζάν στη νοτιοδυτική Γαλλία στην Agence France-Presse, ο Αμπνταλλάχ δήλωσε μεταξύ άλλων:
«Αν συμφώνησαν να με αφήσουν ελεύθερο, είναι λόγω της αυξανόμενης κινητοποίησης πίσω από τον σκοπό.
Ο χρόνος που περνάει κανείς πίσω από τα κάγκελα δεν καθορίζει την...
Περισσότερα... 👉 https://www.press-gr.com/2025/07/blog-post_467.html
PRESS-GR | Ειδήσεις, Αποκαλύψεις και Σχόλια Χωρίς Φίλτρο
Αμπνταλλάχ: Αν συμφώνησαν να με αφήσουν ελεύθερο, είναι λόγω της αυξανόμενης κινητοποίησης...
PRESS-GR: Ειδήσεις, ρεπορτάζ, αποκαλύψεις και σχόλια χωρίς φίλτρα από το 2009.
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Forwarded from Nikos Klitsikas Νίκος Κλειτσίκας (Nikos)
«Ο Άσαντ μπορεί να είχε το μερίδιό του στην ευθύνη, αλλά το γεγονός είναι ότι αντιστάθηκε για περισσότερα από 13 χρόνια σ' έναν πόλεμο δι' αντιπροσώπων που εξαπολύθηκε από εξωτερικές δυνάμεις με τη συνενοχή εσωτερικών προδοτών.
Ο συριακός λαός δεν είχε ποτέ πραγματικά άλλη επιλογή κι έλεγε: "Άσαντ ή βαρβαρότητα" και στο τέλος πήρε την βαρβαρότητα.
Σας ευχαριστώ λοιπόν...
Πως μπόρεσαν οι ΗΠΑ (με εκβιασμό ή χρηματισμό;) να εξαγοράσουν το ελληνόφωνο πολιτικό σύστημα;
Πότε θα μάθουμε γιατί στην Ελλάδα όλες οι κυβερνήσεις, αριστερές και δεξιές, όλα τα πολιτικά κόμματα, αριστερά και δεξιά, μαζί κι η εξωκοινοβουλευτική αριστερά και γιατί στρατεύτηκαν και στάθηκαν σθεναρά με την πλευρά του αμερικάνικου ιμπεριαλισμού επί 14 ολόκληρα χρόνια εναντίον του δημοκρατικά εκλεγμένου προέδρου Άσαντ και μιας κυβέρνησης στην οποία συμμετείχε και το Κομουνιστικό Κόμμα Συρίας;
Περισσότερα... 👉 https://www.press-gr.com/2025/07/francesca-quibla.html
Ο συριακός λαός δεν είχε ποτέ πραγματικά άλλη επιλογή κι έλεγε: "Άσαντ ή βαρβαρότητα" και στο τέλος πήρε την βαρβαρότητα.
Σας ευχαριστώ λοιπόν...
Πως μπόρεσαν οι ΗΠΑ (με εκβιασμό ή χρηματισμό;) να εξαγοράσουν το ελληνόφωνο πολιτικό σύστημα;
Πότε θα μάθουμε γιατί στην Ελλάδα όλες οι κυβερνήσεις, αριστερές και δεξιές, όλα τα πολιτικά κόμματα, αριστερά και δεξιά, μαζί κι η εξωκοινοβουλευτική αριστερά και γιατί στρατεύτηκαν και στάθηκαν σθεναρά με την πλευρά του αμερικάνικου ιμπεριαλισμού επί 14 ολόκληρα χρόνια εναντίον του δημοκρατικά εκλεγμένου προέδρου Άσαντ και μιας κυβέρνησης στην οποία συμμετείχε και το Κομουνιστικό Κόμμα Συρίας;
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PRESS-GR | Ειδήσεις, Αποκαλύψεις και Σχόλια Χωρίς Φίλτρο
Francesca Quibla: Ευχαριστώ όσους εργάστηκαν ακούραστα για τη διάλυση του Συριακού κράτους...
PRESS-GR: Ειδήσεις, ρεπορτάζ, αποκαλύψεις και σχόλια χωρίς φίλτρα από το 2009.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
PERQUISITA LA CASA E GLI STRUMENTI INFORMATICI DI GABRIELE RUBINI, ALIAS "CHEF RUBIO"
La mattina del 17 luglio alle 7:00, gli agenti della “Divisione investigazioni generali – Operazioni speciali. III Sezione Antiterrorismo Interno” della Questura di Roma hanno fatto una perquisizione nella casa di Gabriele Rubini -in arte, Chef Rubio- in cui hanno sequestrato tutti i suoi strumenti elettronici e le chiavette USB.
Dopo di che lo hanno portato nel commissariato di Frascati e trattenuto fino alle 19:50.
L’obiettivo dell’operazione era di acquisire informazioni sulle sue attività telematiche, contestandogli due post sul proprio profilo X, nonché cercare all’interno delle sue chat private di Telegram e Signal.
Al momento Gabriele è privo di strumenti elettronici e fino al dissequestro non ha accesso ai propri profili, chat e cloud (non sono stati chiusi). Per questo motivo ha chiesto a me, Alberto Fazolo, di riportare ciò.
Gabriele è libero, ci tiene a garantire che sta bene, ma per un po' non avrà modo di comunicare attraverso i suoi canali o recapiti. Pertanto, inutile cercarlo.
Gabriele da anni è perseguitato e bersagliato per la sua attività di denuncia della pulizia etnica della Palestina. Il provvedimento di perquisizione e il successivo sequestro è stato determinato dai due post qui sotto riportati, ognuno può liberamente farsi una propria idea sul fatto che possano rappresentare, o meno, un pericolo per qualcuno e qualcosa. Tuttavia, in questa operazione, sono stati impegnati i migliori apparati dello Stato a cui sarebbe demandata la sicurezza nazionale.
L’attività di indagine in questo caso ha avuto, in ragione della immediata individuazione di Gabriele e della sua piena disponibilità, un immediato effetto, cosa che purtroppo non possiamo registrare nella ricerca dei mandanti e degli esecutori dell’attentato del 15 maggio scorso, in cui lui è stato massacrato di botte da una squadraccia. Come minimo, si registra una forte asimmetria.
Gabriele non si fa condizionare, va avanti nella lotta con sempre maggiore determinazione e consapevolezza. Ci tiene appunto a ricordare che ad altre persone va pure peggio.
Solidarietà a Gabriele e a tutte le altre vittime.
Alberto Fazolo
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
La mattina del 17 luglio alle 7:00, gli agenti della “Divisione investigazioni generali – Operazioni speciali. III Sezione Antiterrorismo Interno” della Questura di Roma hanno fatto una perquisizione nella casa di Gabriele Rubini -in arte, Chef Rubio- in cui hanno sequestrato tutti i suoi strumenti elettronici e le chiavette USB.
Dopo di che lo hanno portato nel commissariato di Frascati e trattenuto fino alle 19:50.
L’obiettivo dell’operazione era di acquisire informazioni sulle sue attività telematiche, contestandogli due post sul proprio profilo X, nonché cercare all’interno delle sue chat private di Telegram e Signal.
Al momento Gabriele è privo di strumenti elettronici e fino al dissequestro non ha accesso ai propri profili, chat e cloud (non sono stati chiusi). Per questo motivo ha chiesto a me, Alberto Fazolo, di riportare ciò.
Gabriele è libero, ci tiene a garantire che sta bene, ma per un po' non avrà modo di comunicare attraverso i suoi canali o recapiti. Pertanto, inutile cercarlo.
Gabriele da anni è perseguitato e bersagliato per la sua attività di denuncia della pulizia etnica della Palestina. Il provvedimento di perquisizione e il successivo sequestro è stato determinato dai due post qui sotto riportati, ognuno può liberamente farsi una propria idea sul fatto che possano rappresentare, o meno, un pericolo per qualcuno e qualcosa. Tuttavia, in questa operazione, sono stati impegnati i migliori apparati dello Stato a cui sarebbe demandata la sicurezza nazionale.
L’attività di indagine in questo caso ha avuto, in ragione della immediata individuazione di Gabriele e della sua piena disponibilità, un immediato effetto, cosa che purtroppo non possiamo registrare nella ricerca dei mandanti e degli esecutori dell’attentato del 15 maggio scorso, in cui lui è stato massacrato di botte da una squadraccia. Come minimo, si registra una forte asimmetria.
Gabriele non si fa condizionare, va avanti nella lotta con sempre maggiore determinazione e consapevolezza. Ci tiene appunto a ricordare che ad altre persone va pure peggio.
Solidarietà a Gabriele e a tutte le altre vittime.
Alberto Fazolo
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SILVANA DE MARI: QUANDO L’INFAMIA RIESCE A SUPERARE SE STESSA
Durante gli anni della farsemia molti hanno visto comparire alla ribalta personaggi che si sono accreditati come paladini della libertà contro i mostruosi obblighi vaccinali di Stato. Tra questi anche la “pasionaria” dottoressa Silvana De Mari, spesso presente anche nelle manifestazioni di piazza a Torino.
Ma di lei si conosceva decisamente meno un altro aspetto: l’essere una delle più sfegatate paladine degli aguzzini sionisti nei confronti del genocidio palestinese.
Che poi, diciamocela tutta, è la posizione condivisa dal quotidiano “La Verità” di Maurizio Belpietro, dove su questo argomento la pensano più o meno tutti allo stesso modo.
Ebbene ora la De Mari è riuscita a superare persino se stessa e, nel suo ultimo editoriale di domenica 20 luglio, senza alcun senso di vergogna e disgusto auspica lo sterminio di tutti i palestinesi. Ha persino il coraggio e l’impudenza di sostenere che: “A Gaza bevono l’acqua e lavano i pannolini dei bambini perché Israele regala loro l’acqua. A Gaza non sono morti di fame perché Israele regala il cibo e lo sta anche distribuendo. […]. Per quanto moderata fosse la risposta di Israele, che ha evitato bombardamenti a tappeto come a Dresda o come in Cecenia, la trappola dell’antisemitismo è scattata […]. Questo sta rendendo la guerra eterna perché, contrariamente a tutti gli altri belligeranti, i palestinesi di Gaza hanno il loro nemico che li sfama, eppure vengono messe su Facebook ignobili fotografie di bambini scheletrici, in fase terminale per enterocolite necrotizzante o stenosi esofagea, affermando che sono bambini di Gaza e che Gaza è peggio di Auschwitz […]. Che gli israeliani si tengano strette le loro armi. Sono solo le loro armi e il loro coraggio che li separano da un nuovo Olocausto”.
Difficile raggiungere simili livelli di falsificazione, infamia e abiezione, ma la dottoressa Silvana De Mari ce l’ha fatta anche questa volta!
Paolo Sensini
Durante gli anni della farsemia molti hanno visto comparire alla ribalta personaggi che si sono accreditati come paladini della libertà contro i mostruosi obblighi vaccinali di Stato. Tra questi anche la “pasionaria” dottoressa Silvana De Mari, spesso presente anche nelle manifestazioni di piazza a Torino.
Ma di lei si conosceva decisamente meno un altro aspetto: l’essere una delle più sfegatate paladine degli aguzzini sionisti nei confronti del genocidio palestinese.
Che poi, diciamocela tutta, è la posizione condivisa dal quotidiano “La Verità” di Maurizio Belpietro, dove su questo argomento la pensano più o meno tutti allo stesso modo.
Ebbene ora la De Mari è riuscita a superare persino se stessa e, nel suo ultimo editoriale di domenica 20 luglio, senza alcun senso di vergogna e disgusto auspica lo sterminio di tutti i palestinesi. Ha persino il coraggio e l’impudenza di sostenere che: “A Gaza bevono l’acqua e lavano i pannolini dei bambini perché Israele regala loro l’acqua. A Gaza non sono morti di fame perché Israele regala il cibo e lo sta anche distribuendo. […]. Per quanto moderata fosse la risposta di Israele, che ha evitato bombardamenti a tappeto come a Dresda o come in Cecenia, la trappola dell’antisemitismo è scattata […]. Questo sta rendendo la guerra eterna perché, contrariamente a tutti gli altri belligeranti, i palestinesi di Gaza hanno il loro nemico che li sfama, eppure vengono messe su Facebook ignobili fotografie di bambini scheletrici, in fase terminale per enterocolite necrotizzante o stenosi esofagea, affermando che sono bambini di Gaza e che Gaza è peggio di Auschwitz […]. Che gli israeliani si tengano strette le loro armi. Sono solo le loro armi e il loro coraggio che li separano da un nuovo Olocausto”.
Difficile raggiungere simili livelli di falsificazione, infamia e abiezione, ma la dottoressa Silvana De Mari ce l’ha fatta anche questa volta!
Paolo Sensini
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