La mossa di Hamas è in realtà l'unica possibile, tenuto conto del fatto che il movimento sia stato lasciato completamente da solo e senza alcun appoggio internazionale di rilievo. E questo non perché i rappresentanti politici dei due terzi del mondo - esclusa ovviamente l'oscena bolla occidentale - non sappiano che esso è un movimento legittimo di liberazione nazionale, che non ha mai operato al di fuori dei confini della Palestina occupata e che sia, al momento, l'unico rappresentante credibile del popolo palestinese. Per semplice fifa, piuttosto. Per la sempiterna subalternità nei confronti dell'Occidente, retaggio coloniale duro a morire, di più recenti considerazioni di ordine economico e di semplice desiderio di accettazione nel club dei bravi ragazzi sponsorizzato nientemeno che da israele e stati uniti.
Sic rebus stantibus, Hamas ha pragmaticamente optato per la possibile salvezza di ciò che resta del suo popolo stremato. Ribadisco che l'unico obiettivo della Resistenza è garantire un futuro di libertà, felicità ed Altissimo Vivere al suo popolo. Le lotte per il potere non seducono uomini votati al sacrificio ed informati di imprescindibili valori religiosi che si rifanno alla tradizione. Esse sono pertinenza dei quisling che hanno tradito la Palestina, con Oslo prima e con la stessa idea di una "autorità" slegata dai bisogni del popolo, e concetto correlato fin nella nomenclatura ad una limitata ricompensa individuale per i servigi resi.
Non è detto che la mossa riesca ad ottenere salvezza, libertà e felicità per il popolo palestinese. Anzi. Il ricordo storico più calzante riguarda i trattati che i colonizzatori europei imposero ai pellerossa d'America. La mano che firma è la stessa di sempre, ed è doppia, infida, falsa.
Ma qui non parliamo di capi indiani, con tutto il rispetto per un popolo straordinario.
I Leaders di Hamas, ciò che resta della sua leadership politica decimata dagli omicidi extragiudiziali, sono tutt'altro che ingenui. Ma sono pragmatici. E conoscono la diplomazia pur in una situazione in cui le possibilità di manovra sono ridotte al lumicino a causa della condotta criminale dell'entità genocida e dei suoi collaborazionisti.
Accettazione condizionata significa che Hamas acconsente in linea di principio ad entrare nelle trattative - purché esse prevedano come precondizione la cessazione assoluta e garantita dei massacri contro la popolazione civile - e di essere disponibile a consegnare l'amministrazione di Gaza ad un corpo palestinese indipendente con consenso nazionale e basato sul sostegno arabo-islamico.
Accettazione condizionata del piano significa in realtà lanciare intelligentemente la palla nel cortile dei sionisti. Metterli nuovamente alla prova ora che gli occhi del mondo sono puntati su Gaza.
La Resistenza ha fatto tutto quello che ha potuto. Se la Palestina è oggi il centro del mondo è grazie ad essa ed al sacrificio immane di una popolazione votata alla resistenza.
Stiamo a vedere. È ancora molto presto per valutare correttamente ciò che accade.
Aspetto comunque le ricostruzioni fantasiose in chiave di complottismo spinto da parte dei soliti noti per iniziare finalmente a bonificare questa pagina.
#muqawwama
Rossella Ahmad
Sic rebus stantibus, Hamas ha pragmaticamente optato per la possibile salvezza di ciò che resta del suo popolo stremato. Ribadisco che l'unico obiettivo della Resistenza è garantire un futuro di libertà, felicità ed Altissimo Vivere al suo popolo. Le lotte per il potere non seducono uomini votati al sacrificio ed informati di imprescindibili valori religiosi che si rifanno alla tradizione. Esse sono pertinenza dei quisling che hanno tradito la Palestina, con Oslo prima e con la stessa idea di una "autorità" slegata dai bisogni del popolo, e concetto correlato fin nella nomenclatura ad una limitata ricompensa individuale per i servigi resi.
Non è detto che la mossa riesca ad ottenere salvezza, libertà e felicità per il popolo palestinese. Anzi. Il ricordo storico più calzante riguarda i trattati che i colonizzatori europei imposero ai pellerossa d'America. La mano che firma è la stessa di sempre, ed è doppia, infida, falsa.
Ma qui non parliamo di capi indiani, con tutto il rispetto per un popolo straordinario.
I Leaders di Hamas, ciò che resta della sua leadership politica decimata dagli omicidi extragiudiziali, sono tutt'altro che ingenui. Ma sono pragmatici. E conoscono la diplomazia pur in una situazione in cui le possibilità di manovra sono ridotte al lumicino a causa della condotta criminale dell'entità genocida e dei suoi collaborazionisti.
Accettazione condizionata significa che Hamas acconsente in linea di principio ad entrare nelle trattative - purché esse prevedano come precondizione la cessazione assoluta e garantita dei massacri contro la popolazione civile - e di essere disponibile a consegnare l'amministrazione di Gaza ad un corpo palestinese indipendente con consenso nazionale e basato sul sostegno arabo-islamico.
Accettazione condizionata del piano significa in realtà lanciare intelligentemente la palla nel cortile dei sionisti. Metterli nuovamente alla prova ora che gli occhi del mondo sono puntati su Gaza.
La Resistenza ha fatto tutto quello che ha potuto. Se la Palestina è oggi il centro del mondo è grazie ad essa ed al sacrificio immane di una popolazione votata alla resistenza.
Stiamo a vedere. È ancora molto presto per valutare correttamente ciò che accade.
Aspetto comunque le ricostruzioni fantasiose in chiave di complottismo spinto da parte dei soliti noti per iniziare finalmente a bonificare questa pagina.
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Rossella Ahmad
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Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha approvato direttamente il doppio attacco di droni sulla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza a settembre.
A riferirlo venerdì 3 ottobre è l'emittente americana CBS News, citando due funzionari anonimi dell'intelligence USA.
I due funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno dichiarato alla CBS News che l'8 e il 9 settembre le forze israeliane hanno lanciato droni da un sottomarino e hanno sganciato ordigni incendiari sulle imbarcazioni ormeggiate fuori dal porto tunisino di Sidi Bou Said, provocando un incendio.
Numerosi account filo-israeliani sui social media (e non pochi giornali italiani) avevano affermato che gli incendi erano iniziati perché un razzo di segnalazione era sfuggito a un membro dell'equipaggio o addirittura a causa di una sigaretta non spenta.
A riferirlo venerdì 3 ottobre è l'emittente americana CBS News, citando due funzionari anonimi dell'intelligence USA.
I due funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno dichiarato alla CBS News che l'8 e il 9 settembre le forze israeliane hanno lanciato droni da un sottomarino e hanno sganciato ordigni incendiari sulle imbarcazioni ormeggiate fuori dal porto tunisino di Sidi Bou Said, provocando un incendio.
Numerosi account filo-israeliani sui social media (e non pochi giornali italiani) avevano affermato che gli incendi erano iniziati perché un razzo di segnalazione era sfuggito a un membro dell'equipaggio o addirittura a causa di una sigaretta non spenta.
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Io sono una persona pratica, talvolta fin troppo spiccia.
Contrariamente a ciò che qualcuno può pensare, non sono molto intelligente: difetto enormemente nel pensiero logico matematico, ho grandi difficoltà di concentrazione e di approfondimento, sono approssimativa, facilona, impulsiva.
Mi salva solo la mia iper sviluppata cosiddetta intelligenza emotiva, che a volte raggiunge, senza la mia volontà, dei picchi che sconfinano quasi nel paranormale, facendomi assorbire l'energia delle persone, e ancor di più dei gruppi di persone, in maniera impressionante, spesso addirittura dolorosa, insostenibile.
Per questo io, che di natura sarei una monade misantropa, amo stare con la gente: perché l'onda di vibrazioni che emana e mi investe e mi attraversa mi nutre, mi vivifica.
Per questo io, perlopiù grazie a istinti che precedono la formazione ed elaborazione del pensiero, mi trovo imbevuta, impregnata di emozioni e sentimenti che indirizzano di volta in volta le mie scelte di vita.
Per questo io, che nella mia contraddittorietà sono anche una sempre vigile ipercritica, spietata, intransigente vagliatrice di minuzie, che quando ci si mette non fa sconti manco al Padreterno, in realtà vivo costantemente in attitudine aperta all'incontro e all'accoglienza di qualsiasi mio simile, senza farmi influenzare a priori dal giudizio su di lui: perché prima del mio giudizio arriva il calore della mia empatia, e se coglie nell'altro punti di attecchimento, ecco, mi sono fatta un amico, un compagno con cui condividere una lotta giusta, con cui percorrere un tratto di strada dividendo con lui la fatica del vivere e moltiplicando assieme a lui i brevi slanci di gioia che danno forza e sollievo a questa fatica.
Per questo io durante gli anni folli della pandemia sono stata capace di stare sempre in piazza, senza preconcetti, a manifestare per la difesa dei diritti fondamentali della vita umana con gente con la quale sapevo bene di non aver mai condiviso pressoché null'altro oltre a quella battaglia: ma solo quelli ci ho trovato, solo quelli ci stavano e allora ci sono stata anch'io, sono stata con loro, e son stata loro anche molto grata, perché loro c'erano, lì, assieme a me. E la mia empatia ha generato per loro un affetto che ha silenziato il mio ipercriticismo, il mio sguardo attento alle magagne, la mia tendenza a puntualizzare"sì, però..." col dito alzato. (Del resto sono consapevole che a questo mondo non esiste persona con cui io sia in piena sintonia, né gruppo sociale in cui mi possa riconoscere: ci sono abituata, vivere da cane sciolto è la storia della mia esistenza.)
Per questo io oggi sono capace di entusiasmarmi per un'altra piazza (enorme, oceanica, incredibilmente più grande di quelle di allora, cosa che, al netto di tutti i possibili retropensieri, dà un conforto incredibile a un'intelligente emotiva per la potenza incommensurabile del flusso che diffonde), senza preconcetti, dove a manifestare per la difesa dei diritti fondamentali della vita umana è giunta anche gente che durante la pandemia ha commesso il fatale errore di non condividere quella battaglia con me.
Se ho potuto accogliere, al di là delle differenze, quelli che c'erano cinque anni fa, e sentirmi unita a loro, non capisco come potrei non accogliere oggi, al di là delle differenze, anche questi, e non sentirmi lo stesso unita a loro. Davvero, non lo capisco.
Per me è chiaro come il sole.
Maria Cristina V.
Contrariamente a ciò che qualcuno può pensare, non sono molto intelligente: difetto enormemente nel pensiero logico matematico, ho grandi difficoltà di concentrazione e di approfondimento, sono approssimativa, facilona, impulsiva.
Mi salva solo la mia iper sviluppata cosiddetta intelligenza emotiva, che a volte raggiunge, senza la mia volontà, dei picchi che sconfinano quasi nel paranormale, facendomi assorbire l'energia delle persone, e ancor di più dei gruppi di persone, in maniera impressionante, spesso addirittura dolorosa, insostenibile.
Per questo io, che di natura sarei una monade misantropa, amo stare con la gente: perché l'onda di vibrazioni che emana e mi investe e mi attraversa mi nutre, mi vivifica.
Per questo io, perlopiù grazie a istinti che precedono la formazione ed elaborazione del pensiero, mi trovo imbevuta, impregnata di emozioni e sentimenti che indirizzano di volta in volta le mie scelte di vita.
Per questo io, che nella mia contraddittorietà sono anche una sempre vigile ipercritica, spietata, intransigente vagliatrice di minuzie, che quando ci si mette non fa sconti manco al Padreterno, in realtà vivo costantemente in attitudine aperta all'incontro e all'accoglienza di qualsiasi mio simile, senza farmi influenzare a priori dal giudizio su di lui: perché prima del mio giudizio arriva il calore della mia empatia, e se coglie nell'altro punti di attecchimento, ecco, mi sono fatta un amico, un compagno con cui condividere una lotta giusta, con cui percorrere un tratto di strada dividendo con lui la fatica del vivere e moltiplicando assieme a lui i brevi slanci di gioia che danno forza e sollievo a questa fatica.
Per questo io durante gli anni folli della pandemia sono stata capace di stare sempre in piazza, senza preconcetti, a manifestare per la difesa dei diritti fondamentali della vita umana con gente con la quale sapevo bene di non aver mai condiviso pressoché null'altro oltre a quella battaglia: ma solo quelli ci ho trovato, solo quelli ci stavano e allora ci sono stata anch'io, sono stata con loro, e son stata loro anche molto grata, perché loro c'erano, lì, assieme a me. E la mia empatia ha generato per loro un affetto che ha silenziato il mio ipercriticismo, il mio sguardo attento alle magagne, la mia tendenza a puntualizzare"sì, però..." col dito alzato. (Del resto sono consapevole che a questo mondo non esiste persona con cui io sia in piena sintonia, né gruppo sociale in cui mi possa riconoscere: ci sono abituata, vivere da cane sciolto è la storia della mia esistenza.)
Per questo io oggi sono capace di entusiasmarmi per un'altra piazza (enorme, oceanica, incredibilmente più grande di quelle di allora, cosa che, al netto di tutti i possibili retropensieri, dà un conforto incredibile a un'intelligente emotiva per la potenza incommensurabile del flusso che diffonde), senza preconcetti, dove a manifestare per la difesa dei diritti fondamentali della vita umana è giunta anche gente che durante la pandemia ha commesso il fatale errore di non condividere quella battaglia con me.
Se ho potuto accogliere, al di là delle differenze, quelli che c'erano cinque anni fa, e sentirmi unita a loro, non capisco come potrei non accogliere oggi, al di là delle differenze, anche questi, e non sentirmi lo stesso unita a loro. Davvero, non lo capisco.
Per me è chiaro come il sole.
Maria Cristina V.
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‘Hamas SARÀ disarmata’ — Il criminale di guerra Netanyahu
O tramite il piano diplomatico di Trump o tramite l’esercito israeliano
‘La via facile o quella difficile… questo SUCCEDERÀ’
Inoltre, media israeliani: Tel Aviv ha informato Washington che intende rimanere in 3 siti nella Striscia di Gaza nei prossimi anni
Intende rimanere nell'asse Salah al-Din
RTM
O tramite il piano diplomatico di Trump o tramite l’esercito israeliano
‘La via facile o quella difficile… questo SUCCEDERÀ’
Inoltre, media israeliani: Tel Aviv ha informato Washington che intende rimanere in 3 siti nella Striscia di Gaza nei prossimi anni
Intende rimanere nell'asse Salah al-Din
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Forwarded from NuovaResistenza.org
Intervistata al rientro Sarah Wilkinson: “non sono esseri umani”
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Attivista britannica nella flotta di Resistenza globale Sarah Wilkinson: non sono esseri umani… Sono dei mostri
https://www.nuovaresistenza.org/2025/10/intervistata-al-rientro-sarah-wilkinson-non-sono-esseri-umani/
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Attivista britannica nella flotta di Resistenza globale Sarah Wilkinson: non sono esseri umani… Sono dei mostri
https://www.nuovaresistenza.org/2025/10/intervistata-al-rientro-sarah-wilkinson-non-sono-esseri-umani/
NUOVA RESISTENZA antifa'
Intervistata al rientro Sarah Wilkinson: “non sono esseri umani”
Attivista britannica nella flotta di Resistenza globale Sarah Wilkinson: non sono esseri umani... Sono dei mostri
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Forwarded from Filippo Kalomenìdis (Maria Antonietta Scanu)
NUOVA RESISTENZA antifa'
I DADI STANNO PER FERMARSI – Terza parte dell’intervista di Dimitra Kazantzidou a Filippo Kalomenìdis
A due anni dalla Rivoluzione Palestinese del 7 Ottobre Terza parte dell’intervista di Dimitra Kazantzidou* a Filippo Kalomenìdis* Siamo al terzo, ultimo giorno della «consummatio» della Rivoluzione Palestinese del 7 Ottobre, come l’ha battezzata Filippo Kalomenìdis…
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Il mio risveglio non è iniziato nel 2020.
Da ben prima che la parola "pandemia" entrasse nelle nostre vite, io ero già nelle piazze (e non solo io e non solo nelle piazze!) . Dal 2009/2010 ho scelto di schierarmi a fianco della Palestina, ed è da quella causa che nasce la mia coscienza politica e il mio impegno per i diritti umani. Chi mi conosceva da prima lo sa, chi mi ha conosciuto dal 2020 avrebbe dovuto capire, anche perchè non ne ho mai fatto mistero, che il mio cuore batte per la Palestina.
Da quell'esperienza ho imparato a guardare oltre le versioni ufficiali, a non accettare narrazioni semplificate e superficiali, a difendere sempre chi non ha voce e che la controinformazione (nel mio piccolo), dunque il perseguimento di verità e giustizia, era ciò dava (e dà) un senso alla mia vita, sulla Palestina o a casa mia.
Per questo, quando c'era da lottare anche per altre battaglie (dalla sanità alla scuola, contro i soprusi di governi di "destra" o di "sinistra") non mi sono MAI tirata indietro.
Come tantissimi altri che ORA sono nelle piazze per la Palestina , ho conosciuto l'isolamento per la quesstione "vaccini" già con la legge Lorenzin sebbene io non abbia figli, quando parlare di libertà di scelta significava già essere esclusi da molti compagni di lotta. Così come ho conosciuto l'isolamento per le mie posizioni durante la guerra contro la Siria.
Ma non ho mai rinnegato il mio percorso: ho continuato a unire i fili tra le ingiustizie dentro e fuori dal mio paese e a camminare a testa alta .
La Palestina resta il cuore del mio risveglio, ma la mia voce si è sempre alzata per chiunque subisse violenza, privazione di diritti, manipolazione, e quando l'oppressione si è presentata a casa mia, mi sono dedicata a lottare qui...
Anche perchè, nei miei viaggi in Cisgiordania e con il confronto con i palestinesi conosciuti (sia lì che qui), emergeva una richiesta semplice: LOTTATE CONTRO I VOSTRI GOVERNI, PERCHè SONO QUELLI CHE MANTENGONO IN VITA L'OPPRESSIONE IN PALESTINA. E infatti sono gli stessi che hanno oppresso anche noi, con altri metodi ma con lo stesso fine.
Il genocidio in Palestina è talmente enorme che resterà scritto nei libri di storia. E se oggi qualcuno finalmente si indigna, è anche perché questo atto estremo dei palestinesi ha scosso coscienze rimaste a lungo addormentate. E se si sono svegliate, che ben venga.
Oggi come allora, continuo a credere che ogni lotta sia collegata: non esistono diritti di serie A e diritti di serie B, così come non esistono esseri umani di serie A e quelli di serie B/C/...Z
La coerenza non è una moda: è un cammino , è un percorso unito da un filo logico contro il quale inciampano in molti.
PS: nelle piazze per la Palestina, la maggior parte dei miei compagni, li ho conosciuti nelle manifestazioni contro il Green Pass, ovvio che ci sia gente che vede in queste mobilitazioni enormi una occasione per cavalcarle, lo sappiamo molto bene, ma proprio per questo io non mi ritiro dalla piazza e non la lascio solo a loro. Chi le voglia disertare perchè c'è questo o quell'altro personaggio che fa schifo, che lo faccia, ma che non si azzardi a gettare ombre su gente e lavoratori che non vogliono più essere complici di un genocidio!
FQuibla
Da ben prima che la parola "pandemia" entrasse nelle nostre vite, io ero già nelle piazze (e non solo io e non solo nelle piazze!) . Dal 2009/2010 ho scelto di schierarmi a fianco della Palestina, ed è da quella causa che nasce la mia coscienza politica e il mio impegno per i diritti umani. Chi mi conosceva da prima lo sa, chi mi ha conosciuto dal 2020 avrebbe dovuto capire, anche perchè non ne ho mai fatto mistero, che il mio cuore batte per la Palestina.
Da quell'esperienza ho imparato a guardare oltre le versioni ufficiali, a non accettare narrazioni semplificate e superficiali, a difendere sempre chi non ha voce e che la controinformazione (nel mio piccolo), dunque il perseguimento di verità e giustizia, era ciò dava (e dà) un senso alla mia vita, sulla Palestina o a casa mia.
Per questo, quando c'era da lottare anche per altre battaglie (dalla sanità alla scuola, contro i soprusi di governi di "destra" o di "sinistra") non mi sono MAI tirata indietro.
Come tantissimi altri che ORA sono nelle piazze per la Palestina , ho conosciuto l'isolamento per la quesstione "vaccini" già con la legge Lorenzin sebbene io non abbia figli, quando parlare di libertà di scelta significava già essere esclusi da molti compagni di lotta. Così come ho conosciuto l'isolamento per le mie posizioni durante la guerra contro la Siria.
Ma non ho mai rinnegato il mio percorso: ho continuato a unire i fili tra le ingiustizie dentro e fuori dal mio paese e a camminare a testa alta .
La Palestina resta il cuore del mio risveglio, ma la mia voce si è sempre alzata per chiunque subisse violenza, privazione di diritti, manipolazione, e quando l'oppressione si è presentata a casa mia, mi sono dedicata a lottare qui...
Anche perchè, nei miei viaggi in Cisgiordania e con il confronto con i palestinesi conosciuti (sia lì che qui), emergeva una richiesta semplice: LOTTATE CONTRO I VOSTRI GOVERNI, PERCHè SONO QUELLI CHE MANTENGONO IN VITA L'OPPRESSIONE IN PALESTINA. E infatti sono gli stessi che hanno oppresso anche noi, con altri metodi ma con lo stesso fine.
Il genocidio in Palestina è talmente enorme che resterà scritto nei libri di storia. E se oggi qualcuno finalmente si indigna, è anche perché questo atto estremo dei palestinesi ha scosso coscienze rimaste a lungo addormentate. E se si sono svegliate, che ben venga.
Oggi come allora, continuo a credere che ogni lotta sia collegata: non esistono diritti di serie A e diritti di serie B, così come non esistono esseri umani di serie A e quelli di serie B/C/...Z
La coerenza non è una moda: è un cammino , è un percorso unito da un filo logico contro il quale inciampano in molti.
PS: nelle piazze per la Palestina, la maggior parte dei miei compagni, li ho conosciuti nelle manifestazioni contro il Green Pass, ovvio che ci sia gente che vede in queste mobilitazioni enormi una occasione per cavalcarle, lo sappiamo molto bene, ma proprio per questo io non mi ritiro dalla piazza e non la lascio solo a loro. Chi le voglia disertare perchè c'è questo o quell'altro personaggio che fa schifo, che lo faccia, ma che non si azzardi a gettare ombre su gente e lavoratori che non vogliono più essere complici di un genocidio!
FQuibla
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Ma che carino Fubini.
Continua nella sua opera di propagandista del male.. Quello che aveva ammesso di aver nascosto i veri dati sulla situazione in Grecia per la morte di oltre 700 bambini, altrimenti avrebbe dato adito agli "anti europeisti" di martellare .
Prima o poi pure lui verrà giudicato.
"Nel caso di Israele, nessuno può dire se si tratti di genocidio. Nel caso della Russia, invece, ci sono le intercettazioni di quando si danno gli ordini di uccidere le famiglie per portare via i bambini: quello è genocidio."
Federico Fubini
Continua nella sua opera di propagandista del male.. Quello che aveva ammesso di aver nascosto i veri dati sulla situazione in Grecia per la morte di oltre 700 bambini, altrimenti avrebbe dato adito agli "anti europeisti" di martellare .
Prima o poi pure lui verrà giudicato.
"Nel caso di Israele, nessuno può dire se si tratti di genocidio. Nel caso della Russia, invece, ci sono le intercettazioni di quando si danno gli ordini di uccidere le famiglie per portare via i bambini: quello è genocidio."
Federico Fubini
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Forwarded from byebyeunclesam
Le questure di Bologna e Torino hanno vietato le manifestazioni previste stasera "per ragioni di ordine pubblico". Ulteriore buon motivo per scendere in piazza affermando i diritti costituzionalmente garantiti...
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Forwarded from Giovani Palestinesi Bologna 🇵🇸
APPELLO ALLA CITTADINANZA PER SCENDERE IN PIAZZA QUESTO POMERIGGIO ALLE 19 30 IN PIAZZA DEL NETTUNO A DIFESA DEL DIRITTO DI MANIFESTARE!
Il caso mediatico creato attorno ad un nostro post in cui abbiamo rivendicato il diritto alla Resistenza del popolo palestinese con ogni mezzo sta portando ad una nuova stretta repressiva del diritto a manifestare.
Rimaniamo convinti di quanto abbiamo scritto che è poi quello che sosteniamo da due anni: i palestinesi e le palestinesi hanno diritto a resistere con ogni mezzo di fronte ad un sistema genocida, coloniale e di pulizia etnica che li opprime da 77 anni!
Siamo consapevoli che quanto affermiamo può essere divisivo rispetto ad un movimento che ha visto scendere in piazza milioni di persone anche su contenuti diversi dei nostri. Pensiamo che sia opportuno discuterne pubblicamente nelle prossime settimane.
Tuttavia, quello a cui stiamo assistendo è un attacco al diritto a manifestare che coinvolge tutte noi, al di là dei contenuti politici che abbiamo proposto con questa manifestazione.
Se oggi colpiscono noi, domani saranno altre manifestazioni ad essere vietate: per il salario, per la casa, per l’università, la scuola, il diritto di sciopero, ecc.
Oggi è importante scendere in piazza per difendere il diritto a manifestare di tutte!
Ci vediamo in Piazza del Nettuno alle 19 30
Il caso mediatico creato attorno ad un nostro post in cui abbiamo rivendicato il diritto alla Resistenza del popolo palestinese con ogni mezzo sta portando ad una nuova stretta repressiva del diritto a manifestare.
Rimaniamo convinti di quanto abbiamo scritto che è poi quello che sosteniamo da due anni: i palestinesi e le palestinesi hanno diritto a resistere con ogni mezzo di fronte ad un sistema genocida, coloniale e di pulizia etnica che li opprime da 77 anni!
Siamo consapevoli che quanto affermiamo può essere divisivo rispetto ad un movimento che ha visto scendere in piazza milioni di persone anche su contenuti diversi dei nostri. Pensiamo che sia opportuno discuterne pubblicamente nelle prossime settimane.
Tuttavia, quello a cui stiamo assistendo è un attacco al diritto a manifestare che coinvolge tutte noi, al di là dei contenuti politici che abbiamo proposto con questa manifestazione.
Se oggi colpiscono noi, domani saranno altre manifestazioni ad essere vietate: per il salario, per la casa, per l’università, la scuola, il diritto di sciopero, ecc.
Oggi è importante scendere in piazza per difendere il diritto a manifestare di tutte!
Ci vediamo in Piazza del Nettuno alle 19 30
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Oggi è il secondo anniversario dell'attacco del 7 ottobre 2023 a "israele" da parte di Hamas e di altre organizzazioni di resistenza palestinesi.
Per due anni "israele", i governi occidentali e i media hanno cercato di convincervi che la milizia di un campo di concentramento a cielo aperto, armata solo di armi leggere, abbia causato questo livello di distruzione.
Grazie al coraggioso reportage dei media indipendenti in Occidente e di alcuni giornalisti israeliani, sappiamo che "israele" ha attuato la Direttiva Annibale, in cui gli elicotteri da combattimento israeliani hanno scaricato proiettili e razzi su tutto ciò che si muoveva, applicando massicciamente la direttiva per impedire che israeliani venissero presi in ostaggio da Hamas, che poi li avrebbe usati nelle trattative per liberare migliaia di prigionieri palestinesi.
Le ora smentite accuse di stupro di massa sono ora anche sancite nella legge israeliana, il che significa che mettere in dubbio queste accuse smentite, o anche solo dire che sono state smentite, potrebbe portarti in prigione in "israele". La Knesset israeliana ha approvato un disegno di legge che criminalizza la negazione della versione israeliana degli eventi del 7 ottobre; chi viola questa legge potrebbe affrontare fino a 5 anni di carcere.
Going Underground
Per due anni "israele", i governi occidentali e i media hanno cercato di convincervi che la milizia di un campo di concentramento a cielo aperto, armata solo di armi leggere, abbia causato questo livello di distruzione.
Grazie al coraggioso reportage dei media indipendenti in Occidente e di alcuni giornalisti israeliani, sappiamo che "israele" ha attuato la Direttiva Annibale, in cui gli elicotteri da combattimento israeliani hanno scaricato proiettili e razzi su tutto ciò che si muoveva, applicando massicciamente la direttiva per impedire che israeliani venissero presi in ostaggio da Hamas, che poi li avrebbe usati nelle trattative per liberare migliaia di prigionieri palestinesi.
Le ora smentite accuse di stupro di massa sono ora anche sancite nella legge israeliana, il che significa che mettere in dubbio queste accuse smentite, o anche solo dire che sono state smentite, potrebbe portarti in prigione in "israele". La Knesset israeliana ha approvato un disegno di legge che criminalizza la negazione della versione israeliana degli eventi del 7 ottobre; chi viola questa legge potrebbe affrontare fino a 5 anni di carcere.
Going Underground
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Francesca Quibla
Oggi è il secondo anniversario dell'attacco del 7 ottobre 2023 a "israele" da parte di Hamas e di altre organizzazioni di resistenza palestinesi. Per due anni "israele", i governi occidentali e i media hanno cercato di convincervi che la milizia di un campo…
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Due anni dal 7 ottobre:
«Se Hamas deve essere smantellata per quello che ha fatto il 7 ottobre… allora il governo israeliano deve essere smantellato dieci volte tanto.»
-Norman Finkelstein
«Se Hamas deve essere smantellata per quello che ha fatto il 7 ottobre… allora il governo israeliano deve essere smantellato dieci volte tanto.»
-Norman Finkelstein
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Il corrispondente di Channel 14 Eliya Aviv rivela che il ministro israeliano Bezalel Smotrich ha istituito una milizia per le demolizioni in Cisgiordania incaricata di distruggere proprietà palestinesi senza alcun controllo burocratico.
Questa unità ha recentemente sradicato 2.500 ulivi palestinesi su oltre 200 dunam nella Cisgiordania settentrionale.
QNN
Questa unità ha recentemente sradicato 2.500 ulivi palestinesi su oltre 200 dunam nella Cisgiordania settentrionale.
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Francesca Quibla
Il corrispondente di Channel 14 Eliya Aviv rivela che il ministro israeliano Bezalel Smotrich ha istituito una milizia per le demolizioni in Cisgiordania incaricata di distruggere proprietà palestinesi senza alcun controllo burocratico. Questa unità ha recentemente…
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Ultim'ora | Bande di coloni israeliani assaltano la periferia del villaggio di Rujeib, a est di Nablus.
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Francesca Quibla
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ATTENZIONE ⚠️
DA Global Sumud FLOTILLA ITALIA
#globalsumudflotillaitalia
8 ottobre 2025
L’esercito israeliano attacca le Flotillas in acque internazionali.
Rapiti medici, giornalisti e parlamentari.
____
Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, l’esercito di occupazione israeliano ha attaccato e sequestrato la Flotilla in piene acque internazionali, a 120 miglia nautiche (220 km) da Gaza, commettendo un ennesimo atto di pirateria, in violazione palese del diritto marittimo internazionale e delle Convenzioni delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS).
La Freedom Flotilla Coalition (FFC) e Thousand Madleens to Gaza (TMTG) confermano che le imbarcazioni dirette a Gaza — 8 barche a vela e la nave Conscience — sono state intercettate, abbordate con la forza e attaccate illegalmente alle 04:34 di oggi, mentre navigavano in una zona dove Israele non ha alcuna giurisdizione né diritto di intervento.
A bordo si trovavano equipaggi interamente disarmati, composti da medici, infermieri, giornalisti, parlamentari e attivisti internazionali. Tutte e tutti sono stati rapiti e sequestrati con la forza, mentre le 18 tonnellate di aiuti umanitari destinate a Gaza — medicinali, apparecchiature respiratorie, forniture alimentari e nutrizionali — sono state confiscate illegalmente.
Questi aiuti erano diretti principalmente agli ospedali di Gaza; dopo due anni di assedio e bombardamenti, la popolazione vive in condizioni di carestia e collasso sanitario, e i medici ci hanno chiesto aiuto, dato che non hanno più medicinali e sono esausti.
“Israele non ha alcuna autorità legale per detenere volontari internazionali a bordo di navi civili umanitarie”,
ha dichiarato David Heap, membro della Canadian Boat to Gaza e del Comitato di Coordinamento della Freedom Flotilla Coalition.
“Questo sequestro viola apertamente il diritto internazionale e sfida le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia, che impongono un accesso umanitario senza ostacoli a Gaza.
I nostri volontari non sono soggetti alla giurisdizione israeliana e non possono essere criminalizzati per aver consegnato aiuti o denunciato un blocco illegale.
La loro detenzione è arbitraria, illegittima e deve terminare immediatamente.”
Questo nuovo crimine segue il sequestro illegale e la detenzione arbitraria degli equipaggi delle navi della Global Sumud Flotilla, nonché delle precedenti missioni Handala e Madleen, e l’attacco con droni israeliani contro la nave Conscience lo scorso maggio nelle acque europee, che lasciò l’imbarcazione in fiamme e fuori uso.
Si tratta di una strategia deliberata di violenza e intimidazione, volta a impedire la solidarietà internazionale e a criminalizzare la cooperazione umanitaria. Israele mostra ancora una volta di non temere alcuna conseguenza, protetto dall’inerzia complice dei governi occidentali, che tacciono di fronte a crimini evidenti, violazioni sistematiche del diritto internazionale e atti di guerra contro civili disarmati.
Israele continua ad agire nell’impunità più assoluta, violando:
le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che impongono il libero accesso degli aiuti umanitari;
le Convenzioni di Ginevra, che tutelano civili e operatori umanitari;
il diritto del mare, che garantisce la libertà di navigazione in acque internazionali;
e ogni principio etico e umano alla base del diritto internazionale.
La Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleens to Gaza denunciano con forza questo ennesimo crimine di guerra e chiedono a tutti i governi, alle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e alla società civile mondiale di agire immediatamente per fermare l’escalation e imporre la fine dell’assedio genocida contro Gaza.
Chiediamo:
La fine immediata del blocco illegale e mortale imposto alla Striscia di Gaza;
La cessazione del genocidio israeliano contro la popolazione civile;
Il rilascio immediato e incondizionato di tutti i volontari rapiti;
DA Global Sumud FLOTILLA ITALIA
#globalsumudflotillaitalia
8 ottobre 2025
L’esercito israeliano attacca le Flotillas in acque internazionali.
Rapiti medici, giornalisti e parlamentari.
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Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, l’esercito di occupazione israeliano ha attaccato e sequestrato la Flotilla in piene acque internazionali, a 120 miglia nautiche (220 km) da Gaza, commettendo un ennesimo atto di pirateria, in violazione palese del diritto marittimo internazionale e delle Convenzioni delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS).
La Freedom Flotilla Coalition (FFC) e Thousand Madleens to Gaza (TMTG) confermano che le imbarcazioni dirette a Gaza — 8 barche a vela e la nave Conscience — sono state intercettate, abbordate con la forza e attaccate illegalmente alle 04:34 di oggi, mentre navigavano in una zona dove Israele non ha alcuna giurisdizione né diritto di intervento.
A bordo si trovavano equipaggi interamente disarmati, composti da medici, infermieri, giornalisti, parlamentari e attivisti internazionali. Tutte e tutti sono stati rapiti e sequestrati con la forza, mentre le 18 tonnellate di aiuti umanitari destinate a Gaza — medicinali, apparecchiature respiratorie, forniture alimentari e nutrizionali — sono state confiscate illegalmente.
Questi aiuti erano diretti principalmente agli ospedali di Gaza; dopo due anni di assedio e bombardamenti, la popolazione vive in condizioni di carestia e collasso sanitario, e i medici ci hanno chiesto aiuto, dato che non hanno più medicinali e sono esausti.
“Israele non ha alcuna autorità legale per detenere volontari internazionali a bordo di navi civili umanitarie”,
ha dichiarato David Heap, membro della Canadian Boat to Gaza e del Comitato di Coordinamento della Freedom Flotilla Coalition.
“Questo sequestro viola apertamente il diritto internazionale e sfida le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia, che impongono un accesso umanitario senza ostacoli a Gaza.
I nostri volontari non sono soggetti alla giurisdizione israeliana e non possono essere criminalizzati per aver consegnato aiuti o denunciato un blocco illegale.
La loro detenzione è arbitraria, illegittima e deve terminare immediatamente.”
Questo nuovo crimine segue il sequestro illegale e la detenzione arbitraria degli equipaggi delle navi della Global Sumud Flotilla, nonché delle precedenti missioni Handala e Madleen, e l’attacco con droni israeliani contro la nave Conscience lo scorso maggio nelle acque europee, che lasciò l’imbarcazione in fiamme e fuori uso.
Si tratta di una strategia deliberata di violenza e intimidazione, volta a impedire la solidarietà internazionale e a criminalizzare la cooperazione umanitaria. Israele mostra ancora una volta di non temere alcuna conseguenza, protetto dall’inerzia complice dei governi occidentali, che tacciono di fronte a crimini evidenti, violazioni sistematiche del diritto internazionale e atti di guerra contro civili disarmati.
Israele continua ad agire nell’impunità più assoluta, violando:
le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che impongono il libero accesso degli aiuti umanitari;
le Convenzioni di Ginevra, che tutelano civili e operatori umanitari;
il diritto del mare, che garantisce la libertà di navigazione in acque internazionali;
e ogni principio etico e umano alla base del diritto internazionale.
La Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleens to Gaza denunciano con forza questo ennesimo crimine di guerra e chiedono a tutti i governi, alle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e alla società civile mondiale di agire immediatamente per fermare l’escalation e imporre la fine dell’assedio genocida contro Gaza.
Chiediamo:
La fine immediata del blocco illegale e mortale imposto alla Striscia di Gaza;
La cessazione del genocidio israeliano contro la popolazione civile;
Il rilascio immediato e incondizionato di tutti i volontari rapiti;
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Francesca Quibla
Photo
La consegna diretta e immediata degli aiuti umanitari ai palestinesi, senza alcun controllo israeliano;
L’apertura di un’inchiesta internazionale indipendente sui crimini commessi contro la Flotilla e i suoi membri;
La piena responsabilità e condanna ufficiale per gli attacchi militari israeliani contro imbarcazioni civili umanitarie in acque internazionali.
____
La comunità internazionale ha il dovere morale e giuridico di reagire.
Ogni silenzio, ogni rinvio, ogni neutralità è complicità con il crimine.
Le nostre navi non portavano armi, ma coscienza, solidarietà e umanità.
Ed è proprio questo che Israele teme di più.
L’apertura di un’inchiesta internazionale indipendente sui crimini commessi contro la Flotilla e i suoi membri;
La piena responsabilità e condanna ufficiale per gli attacchi militari israeliani contro imbarcazioni civili umanitarie in acque internazionali.
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La comunità internazionale ha il dovere morale e giuridico di reagire.
Ogni silenzio, ogni rinvio, ogni neutralità è complicità con il crimine.
Le nostre navi non portavano armi, ma coscienza, solidarietà e umanità.
Ed è proprio questo che Israele teme di più.
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