Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Quando si tratta di Palestina, la sedicente "destra" e la sedicente "sinistra" italiane smettono di essere una contro l'altra e si allineano come gemelle siamesi:
stessa impostazione da servi dell'entità sionista che, ricordiamolo, è alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale per GENOCIDIO.
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"israele" diventa il primo e unico paese a riconoscere la Somaliland, una regione separatista della Somalia, minando l'unità della Somalia e il consenso internazionale.

D'altronde, da un'entità fake come quella sionista, cosa ci si può aspettare?
Riconoscere confini pur di non riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Palestinese.
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Forwarded from byebyeunclesam
Per quanto i tempi biblici della giustizia italiana siano ben noti, risulta quanto meno poco credibile che la magistratura abbia "atteso" 24 ANNI prima di accertare che i fondi raccolti dalle associazioni benefiche palestinesi indagate fossero indirizzati non a favore della popolazione ma dei gruppi della resistenza...
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A quanto pare, in Italia, abbiamo scoperto una nuova legge della fisica politica:
Più il governo si macchia di crimini, più spuntano dal cilindro "operazioni antiterrorismo" per sviare l'attenzione (un po' mi fa pensare ai tempi d'oro del Berlusca, che quando perdeva consenso comprava qualche giocatore del Milan)

Guarda caso, mentre la Presidente del consiglio italiano, Giorgia Meloni, viene denunciata alla CPI per complicità nel genocidio in corso in Palestina, ecco che, PUFF!, arrivano gli arresti di alcuni palestinesi accusati di finanziare Hamas (come se fosse un crimine, Hamas è un partito politico riconosciuto legittimo dalla maggioranza dei paesi dle mondo, solo quelli occidentali e servi dei sionisti l'hanno messo nella lista delle organizzazioni terroristiche)

Ma che tempismo, oh! Che fantastica coincidenza! Talmente perfetta da sembrare un po' studiata...

Come gli animatori dei villaggi turistici: signore e signori, ora guardate questa mano... Mentre con l'altra nascondo le mie responsabilità!

Beh, allora si, una domanda ci sorge spontanea, inevitabile:

Ma davvero pensate che basti agitare la parola Hamas, sbattere "il mostro in prima pagina" per farci dimenticare tutto il resto?

Ne avevo scritto già ad ottobre , e ora le ripropongo... considerato che "israele" è alla sbarra presso la CPI per GENOCIDIO, le seguenti azioni del governo italiano, come le dobbiamo valutare?

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1. l'entità sionista è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE per genocidio ( https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2024-05/israele-la-procura-della-corte-penale-internazionale-chiede-l-a.html )
2. Il governo italiano non ha richiamato il personale diplomatico dall'ambasciata italiana nell'entità sionista ( https://www.politicamentecorretto.com/2025/09/25/300-funzionari-della-farnesina-scrivono-a-tajani-cosa-aspetti-a-cambiare-su-gaza/ )
3. Il governo italiano continua a VENDERE ARMI dall'entità sionista con le quali vengono AMMAZZATI palestinesi di cui la stragrande maggioranza donne e bambini ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/05/armi-italiane-israele-esportazioni-segrete-governo-meloni-ultime-notizie/8015461/ )
4. Il governo italiano non ha emesso UNA SOLA sanzione nei confronti dell'entità sionista ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/25/meloni-ultimo-baluardo-in-europa-contro-le-sanzioni-verso-israele-media-arabi-criticano-la-premier/8139282/ )
5. Lo stato italiano continua ad accogliere e proteggere soldati dell'esercito di occupazione israeliano che vengono in Italia a spassarsela dopo aver ammazzato palestinesi (1: https://www.unionesarda.it/politica/militari-israeliani-in-gallura-il-caso-in-parlamento-interrogazione-a-piantedosi-vxkuyh3u - 2: https://it.euronews.com/my-europe/2025/09/08/soldati-israeliani-in-vacanza-in-italia-la-vicenda-sara-discussa-in-parlamento - 3: https://www.rainews.it/articoli/2025/09/militari-israeliani-in-vacanza-in-italia-tutelati-come-obiettivi-sensibili-proteste-dei-pro-pal--176a7015-9894-497f-b4dd-c9cbf1e1c51a.html - 4: https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/le-vacanze-italiane-dei-soldati-israeliani-scortati-dalla-digos_F314087101004C04 )
6. Il governo italiano continua a prorogare i "memorandum d'intesa" ( 1: https://documenti.camera.it/Leg14/dossier/Testi/ES0376.htm - 2: https://www.peacelink.it/conflitti/a/50739.html )
7. Il governo italiano ha appaltato la nostra cyber security dall'entità sionista (1: https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Rel%20illustrativa.pdf - 2: https://www.lafionda.org/2025/05/23/litalia-sovranista-serva-di-netanyahu/ )
8. Il governo italiano permette al Mossad di agire in lungo e in largo e schedare chi partecipa a scioperi e manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese (1: https://www.virgilio.it/notizie/spunta-il-dossier-di-israele-sugli-attivisti-che-hanno-manifestato-in-italia-durante-lo-sciopero-per-gaza-1704428 - 2: https://www.parmatoday.it/attualita/agenti-del-mossad-a-parma-l-italia-e-un-paese-a-sovranita-limitata.html )
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Totalmente d'accordo con la lettura di Mj UmWalid

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Condivido alcune riflessioni sul vigliacco ’arresto di Hannoun e di altri otto palestinesi e arabi solidali con la Palestina. È chiaro per chiunque che non ci troviamo di fronte ad una anomalia politica ma esiste continuità con gli interessi di un sistema internazionale intero che difende le sue asimmetrie di oppressione coloniale e imperialista ad ogni latitudine. Per questo credo sia importante leggere questo momento politico dentro una cornice storica e geografica più ampia che permette di cogliere una dinamica ricorrente, troppo spesso però sottovalutata: quando il potere non riesce più a governare il conflitto, risponde rendendosi apertamente repressivo. Quando la paura di perdere il controllo diventa ingestibile, la repressione si fa feroce.
La storia delle rivoluzioni e dei movimenti di liberazione insegna che la repressione non va intesa "solo" come violenza, ma anche come segnale politico su cui costruire strategia. Non per restare sulla difensiva, ma per individuare e sfruttare le fragilità che il sistema manifesta proprio nel momento in cui perde il controllo. È una lezione che la resistenza palestinese continua a impartire, dentro e fuori il territorio.
Questa impostazione analitica era già stata indicata con estrema lucidità da Antonio Gramsci, quando scriveva che «la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». È in questo interregno che il potere, incapace di produrre consenso, smette di mediare e governa apertamente attraverso la coercizione. La maschera cade perché non regge più.
La Palestina impone ancora una volta all’Italia — così come a tutte le cosiddette democrazie occidentali — di gettare quella maschera e di manifestare apertamente la propria natura autoritaria e gli interessi che difende nell’ordine coloniale. Per questo è fondamentale ribadire che non siamo di fronte a una deriva isolata o a un’anomalia italiana. È una tendenza che attraversa l’intero spazio europeo.
La repressione si impone in modo violento e arrogante nel Regno Unito, in Francia, in Germania, negli USA: è la stessa volontà di imporre con la forza un sistema sempre più rigettato. Walter Benjamin lo aveva scritto con chiarezza: «lo stato di emergenza in cui viviamo non è l’eccezione ma la regola». La repressione del movimento per la Palestina diventa così condizione necessaria per mantenere il funzionamento ordinario di un sistema che non riesce più a contenere politicamente il dissenso e sceglie di criminalizzarlo.
Anche per questo la repressione va letta come momento di chiarificazione. Rosa Luxemburg ricordava che «le sconfitte sono la scuola più feconda del movimento rivoluzionario». Non perché la sconfitta sia desiderabile, ma perché costringe a misurarsi con i rapporti di forza reali, a smascherare le illusioni, a rompere le ambiguità e a uscire dalla depoliticizzazione.
Lenin aveva già indicato con nettezza questa dinamica: quando il potere ha paura, colpisce. E ciò che oggi viene colpito non è solo una rete di solidarietà, ma la centralità politica della Palestina come bussola capace di mettere in crisi l’intero impianto morale, giuridico e geopolitico dell’Occidente.
Perché tornare alle intuizioni dei grandi intellettuali della rivoluzione? Perché il momento che viviamo, per quanto violento, non deve spaventarci, ma richiede lucidità: lucidità per mantenere l’attenzione sul significato politico delle pratiche repressive e non ridurle a sintomo da subire. Richiede anche responsabilità: quella di costruire il movimento, di dare forma a quell’organizzazione che Gramsci considerava necessaria per agire dentro la crisi e non subirla.
La storia insegna che quando la repressione si intensifica, il conflitto è aperto. Perché se il sistema è costretto a mostrarsi per ciò che è, le sue fragilità diventano visibili. Ed è su quelle crepe che un movimento politico deve saper costruire.
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I padroni sionisti ordinano e i servi senza dignità eseguono.

Che titolo nauseante. Come nauseante è il loro livello di appecoronamento al regime sionista.

"terrore islamico"

Ma parlateci della denuncia della Meloni alla CORTE PENALE INTERNAZIONALE
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Nella mappa i paesi che considerano Hms un gruppo terroristico: fatevi delle domande e datevi delle risposte. Molti di loro sono gli stessi che considerano anche Hzb gruppo terroristico, e volevano inserire anche i pasdaran nella lista, nonostante siano coloro che hanno combattuto veramente contro il terrorismo. Dai non è difficile da capire come gioca la propaganda israeliana.

Hanieh T
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Comunicato di Hezbollah sull’attacco terroristico alla moschea Imam Ali ibn Abi Talib nella città siriana di Homs

Hezbollah condanna l'attacco terroristico che ha preso di mira i fedeli della moschea Imam Ali (as) nella città siriana di Homs, provocando decine di martiri e feriti, e denuncia fermamente questo crimine atroce che ha colpito i fedeli nel benedetto venerdì del mese sacro di Rajab

Hezbollah afferma che le mani criminali che hanno colpito una casa di Dio rivelano la vera identità di questi assassini: coloro che non hanno alcun rispetto per la santità o per la diversità intellettuale e religiosa, e che fanno affidamento su discorsi d'odio, esclusione e rifiuto dell'altro al servizio dei progetti degli Stati Uniti e di Israele.

Hezbollah chiede che vengano denunciati i responsabili di questi gruppi devianti, che vengano consegnati alla giustizia e che vengano loro imposte le pene più severe.

Hezbollah esprime le sue più sentite condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie dei martiri, chiedendo a Dio Onnipotente di concedere misericordia ai martiri, una rapida guarigione ai feriti e stabilità, progresso e prosperità al popolo siriano.

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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🟡🟢 Il Segretario Generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, ha tenuto un discorso oggi, 28 dicembre 2025:
—
"L'aggressione israeliana contro il Libano non si è fermata nonostante l'accordo del 2024.

Il disarmo è un progetto israelo-americano, anche se attualmente viene commercializzato sotto il titolo di "esclusività delle armi" (monopolio statale delle armi).

Siamo a un decisivo punto di svolta storico: o concediamo agli Stati Uniti e a "Israele" ciò che vogliono, ovvero la totale tutela sul Libano; o ci alziamo a livello nazionale per reclamare la nostra sovranità, la nostra terra e costruire la nostra nazione.

È passato più di un anno dall'accordo. La parte libanese ha offerto impegni e concessioni, mentre il nemico israeliano continua i suoi attacchi senza sosta. Il governo libanese ha aggiunto "concessioni gratuite", mentre Israele non ha offerto alcun impegno in cambio.

La Resistenza e il Libano si sono impegnati al contenuto dell'accordo attraverso lo Stato e l'Esercito, mentre "Israele" ha continuato le sue violazioni tramite incursioni di sicurezza nel territorio libanese.

Sono disturbati dalla scena della cooperazione in corso tra l'Esercito libanese e la Resistenza.

Lo spiegamento dell'Esercito a sud del fiume Litani avrebbe dovuto avvenire se Israele si fosse impegnato a fermare l'aggressione, a ritirarsi e ad iniziare la ricostruzione.

È nostro diritto difenderci e allo stesso tempo partecipare alla costruzione dello Stato.

Se il Libano meridionale cade, il Libano non rimarrà. Tutti i libanesi sono responsabili di difenderlo.

Non è richiesta alcuna ulteriore azione da parte del Libano a nessun livello prima che il nemico israeliano adempia ai suoi obblighi. Non chiedeteci più nulla. Il Libano non è tenuto a essere un poliziotto per "Israele".

Non consegneremo le nostre armi, non ci ritireremo e non ci arrenderemo. Fate del vostro peggio (cavalcate i vostri cavalli più veloci) e cooperate con le creature più feroci di Dio. Diciamo ai nostri nemici: Avete visto un assaggio della nostra forza nella recente Battaglia dei Potenti.
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🇮🇱🕌 ISRAELE – OTZMA YEHUDIT ALL’ATTACCO DELLA CHIAMATA ALLA PREGHIERA: IN ARRIVO UNA LEGGE CONTRO IL MUEZZIN

Il partito di estrema destra Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, ha avviato l’iter di una nuova proposta di legge che mira a limitare – di fatto vietare – la chiamata islamica alla preghiera nelle moschee all’interno di Israele.

Il disegno di legge, presentato dal deputato Zvika Fogel, presidente della commissione Sicurezza nazionale della Knesset, prevede che l’adhan possa essere trasmesso tramite altoparlanti solo previa autorizzazione statale. I criteri includerebbero volume, misure di riduzione del rumore, posizione della moschea, distanza dalle aree residenziali e “impatto sulla qualità della vita”.

In caso di violazioni, la proposta conferisce alla polizia poteri immediati: spegnimento degli altoparlanti, sequestro delle apparecchiature e sanzioni economiche molto pesanti. Le multe previste arrivano fino a 50mila shekel (oltre 15mila dollari) per l’uso non autorizzato, e 10mila shekel per il mancato rispetto delle condizioni imposte.

Secondo Otzma Yehudit, il provvedimento sarebbe una misura di “sanità pubblica” contro quello che viene definito “rumore irragionevole”. Una tesi respinta con forza dai cittadini palestinesi di Israele e da numerosi attivisti e leader religiosi, che vedono nella legge un ulteriore passo verso la cancellazione dello spazio religioso e culturale palestinese.

Avvocati e imam sottolineano come la chiamata alla preghiera sia praticata da secoli e non abbia mai costituito un problema fino alla recente radicalizzazione del dibattito politico. Per molti, la norma non riguarda il rumore, ma la volontà di ridefinire lo spazio pubblico in chiave esclusivamente ebraica, colpendo simboli identitari non ebraici.

Tentativi simili erano già stati avanzati in passato, in particolare nel 2017, senza mai arrivare all’approvazione definitiva. La differenza, oggi, è il contesto: un governo sempre più dominato da forze ultra-nazionaliste e religiose, e una crescente pressione legislativa contro i diritti civili e religiosi della minoranza palestinese.
In questo quadro, la proposta di Otzma Yehudit viene letta come parte di una più ampia offensiva ideologica che investe moschee, scuole, lingua, memoria e presenza palestinese nello spazio pubblico israeliano.

📎 Fonte:
https://www.middleeasteye.net/news/israels-ben-gvir-pushes-bill-ban-islamic-call-prayer

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Dichiarazione del capo di Ansarullah, Sayyid Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, sugli ultimi sviluppi in Somalia

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

In un'azione aggressiva che rientra nel quadro delle cospirazioni del nemico sionista contro la nostra Ummah islamica, il nemico israeliano ha annunciato il riconoscimento della regione del Somaliland come entità separata dalla Somalia.

Questa posizione ostile prende di mira la Somalia e i suoi dintorni africani, e anche lo Yemen, il Mar Rosso e i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso. Questa aggressiva mossa sionista mira a stabilire un punto d'appoggio in Somalia per colpire la regione, e cerca anche di frammentare i Paesi della zona secondo un piano che non si limita alla sola Somalia. Piuttosto, il suo titolo dichiarato è "cambiare il Medio Oriente". Tutto questo è qualcosa che la nostra intera Ummah deve affrontare in ogni modo possibile.

La dichiarazione del nemico israeliano è di per sé falsa e non ha alcun valore nell'equilibrio tra verità e diritto. Si tratta di un atto di prevaricazione con obiettivi aggressivi e un'agenda ostile, proveniente da un'entità occupante priva di legittimità per sé stessa: come potrebbe quindi averne per altri? Tuttavia, il nemico israeliano lavorerà dietro questa mossa per ampliare la cerchia di riconoscimento e cooperazione con esso da parte di altre parti e Paesi. Cerca di trasformare la regione del Somaliland in un punto d'appoggio per attività ostili contro la Somalia, i Paesi africani, lo Yemen e i Paesi arabi, in un modo che minaccia la sicurezza del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Lavorerà anche per un'ulteriore frammentazione e disintegrazione di altri Paesi, allo stesso modo in cui ha perseguito in Somalia.

In risposta a questa aggressione sionista contro la Somalia e la regione, sottolineiamo quanto segue:

La necessità che la posizione araba e islamica sia ferma e seria nel sostenere la Somalia, il popolo somalo, contrastare le macchinazioni del nemico israeliano ed esercitare pressione sui traditori che collaborano con esso nella regione del Somaliland. Ciò include anche l'adozione di misure a livello internazionale e di una posizione ferma in tutte le istituzioni internazionali a sostegno della Somalia.

Affermiamo la nostra ferma posizione a fianco del fraterno popolo somalo contro il nemico israeliano e adotteremo tutte le misure di supporto possibili per sostenerlo.

Tra queste misure rientra anche il considerare qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland come un obiettivo militare per le nostre forze armate, in quanto costituisce un'aggressione contro la Somalia e lo Yemen e una minaccia alla sicurezza della regione. È necessario adottare misure ferme contro tale presenza. Non accetteremo che alcuna parte della Somalia venga trasformata in un punto d'appoggio per il nemico israeliano a scapito dell'indipendenza e della sovranità della Somalia, della sicurezza del popolo somalo e della sicurezza della regione e del Mar Rosso.

Invitiamo inoltre tutti i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso, nonché il mondo arabo e islamico, ad adottare misure concrete ed efficaci per impedire al nemico israeliano di violare la Somalia e altri Paesi musulmani e indipendenti. Sottolineiamo inoltre la necessità che l'intera Ummah si unisca a sostegno del popolo palestinese oppresso. Qualsiasi fallimento in questo senso offre al nemico israeliano l'opportunità di perseguire le sue cospirazioni contro altri Paesi, poiché è un nemico dell'intera Ummah e un pericolo per i Paesi della regione, a meno che i suoi piani aggressivi non vengano affrontati con fermezza, serietà e responsabilità.

E Dio ci basterà, è il Migliore dei protettori e il Migliore dei Soccorritori.

Vostro fratello, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi

8 Rajab 1447 AH

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Forwarded from byebyeunclesam
La "libera stampa" e gli arresti di Genova in una immagine.
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Ho fatto un grande sbaglio in queste ore, sono andata a leggermi i commenti sotto i post delle testate che parlano dei vigliacchi arresti dei palestinesi in italia.
Ora, leggere CENTINAIA di commenti che , riferendosi a questi palestinesi (ingiustamente) arrestati su mandato israeliano, ripetono come dei pappagalli male addestrati “rispediteli a casa loro” è qualcosa che va oltre il fastidio, mi manda in tilt il cervello e le buone intenzioni, mi fa bollire il sangue nelle vene…non si tratta solo di una crassa, profonda e pericolosa ignoranza della questione palestinese, ma anche di un putridume morale che va oltre la soglia della tolleranza.

Perché QUESTO è esattamente il nocciolo della questione palestinese!
il cosiddetto israele, non vuole che i palestinesi tornino nella loro terra, nelle loro case. E lo dichiarano apertamente da illo tempore, i sionisti vogliono prendersi il massimo della terra di Palestina (e non solo) senza i suoi abitanti nativi.

Ed è per questo che esistono milioni di profughi palestinesi, ed è per questo che da oltre 70 anni viene calpestata la risoluzione ONU 194 che sancisce il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nelle loro case.
Leggere queste cose mi manda il sangue al cervello! Signfica ignorare beatamente che quelle case sono state rubate, rase al suolo, colonizzate, che i villaggi sono stati cancellati delle mappe , intere famiglie cancellate dall’anagrafe e che il ritorno viene impedito con le armi e la potenza di un esercito che assomiglia sempre più ad una organizzazione terroristica impunita!
E’ una frase che rivela una miseria morale profonda, una bancarotta umana, di chi oggi ha pure diritto di parola. Fa schifo perché giustifica l’ingiustificabile e si allinea senza vergogna a un progetto di cancellazione di un popolo dalla faccia della terra.
La RESISTENZA palestinese, Hamas o non Hamas, piaccia o non piaccia, nasce proprio per questo: impedire la cancellazione del proprio popolo, impedire la PULIZIA ETNICA e il GENOCIDIO.
Chi riduce tutto a “terrorismo” parla a vanvera, senza un minimo di consapevolezza…ma chi diavolo vi ha chiesto opinioni? Perché vi sentite in diritto di parlare di un argomento di cui non si conosce una fava e di picchiare duro contro chi in questo momento è in una posizione di debolezza? L’atto più vigliacco che un essere umano possa compiere nei confronti di chi sta peggio di lui!
Parliamo di un popolo, culturalmente ricchissimo, trasformato deliberatamente da comunità radicata , florida e dignitosa in un popolo senza Stato, senza diritti, senza futuro, sotto occupazione, assedio e apartheid. E questo non è un “errore” : è un progetto politico programmatico, si chiama COLONIALISMO DI INSEDIAMENTO, il cui obiettivo finale non è solo lo sfrttamento economico, ma la creazione di una società ai che non solo non riconosce i diritti dei nativi, ma non riconosce proprio i nativi.

E poi c’è il livello massimo dell’ipocrisia che mi manda ancora più fuori: il cosiddetto “israele” è oggi alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale per genocidio. La stessa CPI ha spiccato mandati di arresto contro il polacco Benjamin Mileikowsky (aka Netanyahu) e i suoi ministri per crimini di guerra e contro l’umanità.
E il nostro paese che fa, oltre a finanziare e inviare armi all’entità genocidaria?
Da un lato arresta palestinesi (su richiesta dei criminali sionisti), gente che si occupa di beneficenza, solidarietà e aiuti umanitari per il proprio popolo… e dall’altro lascia tranquillamente volare sul nostro spazio aereo quelli che dovrebbero essere arrestati, lascia scorrazzare i criminali dell’IOF in vacanza in Italia fornendogli anche la scorta della digos

Questo che cos’è? Rispetto della legalità internazionale? NO! E non si tratta nemmeno più di servilismo politico, qui siamo davanti alla complicità nel genocidio, fiancheggiamento del vero terrorismo internazionale, quello sionista! E’ rendere TUTTI i cittadini italiani complici dei crimini di cui si macchiano i sionisti!

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Forwarded from byebyeunclesam
Da Angela Lano, direttrice di infopal.it e indagata dalla Procura di Genova

"Chiariamo, dunque, alcune cose: 1) non sono, non siamo, la propaganda o il megafono di Hamas, ma del popolo palestinese oppresso e schiacchiato, e informiamo sugli effetti, ben visibili a tutti, ma occultati da Israele e dai media ad esso connessi, che il colonialismo di insediamento ha prodotto in oltre 100 anni nella Palestina storica, e negli ultimi tre nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania – stiamo parlando di qualcosa come 300-400 mila morti e dispersi da ottobre 2023, oltre a un numero spaventoso di feriti e mutilati, tra cui decine di migliaia di bambini e donne.
Stiamo svolgendo un ottimo e seguito lavoro di controinformazione, contrastando, per come possiamo, la milionaria hasbara israeliana e i suoi valvassini in Italia: per questa ragione, Israele ci ha inseriti nella sua mappa del “terrorismo” – di nuovo, una proiezione freudiana del crimine di cui si macchia e che è condannato dal mondo intero.
2) L’agenzia InfoPal è edita dall’omonima associazione, che provvede a sostenerla materialmente: non sono soldi di Hamas o da Hamas o per Hamas, ma dei musulmai italiani, che, come tradizione islamica, si tassano periodicamente per la zakat e altre forme di offerte. A me spetta il compito di gestire il lavoro di informazione, come qualsiasi altro giornalista di testate piccole o grandi, mainstream o indipendenti.
Inoltre, come giornalista, storica e antropologa del Nord Africa e del Medio Oriente, ho viaggiato, studiato, ricercato, incontrato, intervistato chi mi pareva più interessate e utile, raccogliendo materiale, fotografie, registrazioni, badge, cartoline, spillette, collane, bracciali, simboli, gadget vari, di popoli, organizzazioni e fazioni politiche, culture, religioni e tradizioni, o ricordi associati a interviste e incontri professionali. E’ un mio diritto, fa parte della mia libertà di ricerca e lavoro, e non deve essere oggetto di speculazioni o accuse, o di attacco della macchina del fango.
3) La “bandiera di Hamas”, annoverata tra le accuse a mio carico, e rinvenuta in vecchi e polverosi scatoloni accatastati in uno sgabuzzino, insieme a badge delle tante conferenze internazionali, cartoline e altro, provano solo che la considero un oggetto da raccolta di viaggi di lavoro. Chi ha perquisito a fondo la mia ampia e affollata casa, avrà visto oggetti – lampadari, maschere, collezioni da mezzo mondo – libri e infinità di cose. Oppure si pensa seriamente che se fossi associata a quell’organizzazione avrei tenuto quei “cimeli”? Ripeto, come giornalista-antropologa mi do il diritto di raccogliere tracce e passaggi del mio lavoro, insieme a migliaia di foto e articoli. Scatoloni di copie cartecee di articoli, taccuini, agende, biglietti aerei…, come un giornalista alla vecchia maniera, non come quelli odierni da copia-incolla senza vergogna…
Ripeto, sono una giornalista professionista, ma anche una ricercatrice, una storica e un’antropologa, con titoli accademici e pubblicazioni da far invidia alla media del giornalismo italico.
Sono anche un’intellettuale politicamente e socialmente impegnata, non organica al Sistema (per i colleghi poco colti è un riferimento a Gramsci), cosa di cui vado assolutamente fiera. Pertanto, lo squallido sbertucciamento di articoli, uno clone dell’altro, in stile gossip, contro di me, rappresenta una palese manifestazione di un giornalismo degno della scadente posizione in cui si trova nelle classifiche internazionali: la più recente, sulla libertà di stampa nel 2025, lo colloca al 49° posto globale, secondo Reporters Without Borders (RSF), la peggiore dell’Europa occidentale, indicando una salute precaria dell’informazione nel nostro Paese… Un Paese, inoltre, che sta precipitando rapidamente in forme totalitarie di tragica memoria, insieme alla sempre più devastante situazione economica, e che ha bisogno più che mai di politici, di uomini e di donne, etici e dediti al bene della Nazione e dell’Umanità."
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L’ultima vignetta dell’artista yemenita Kamal Sharaf.

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Hannah Rothschild, membro della settima generazione della famigerata dinastia bancaria Rothschild, ha apertamente confermato l'incomparabile influenza della famiglia sugli eventi mondiali.

ha ammesso che nessun governo o re è mai andato in guerra senza il sostegno e l'approvazione della famiglia Rothschild, sottolineando il loro controllo sul sistema bancario internazionale e sul flusso di capitali che alimenta i conflitti globali.

Dame Hannah ha spiegato che Mayer Amschel Rothschild fondò l'impero bancario a Francoforte nel Settecento, inviando i cinque figli nelle principali capitali europee e creando la prima rete bancaria internazionale basata su una forte cooperazione familiare. Questa rete, sostenuta da comunicazioni rapide (anche tramite piccioni viaggiatori), diede ai Rothschild un vantaggio decisivo in un'epoca di sistemi postali lenti. In particolare, Nathan Mayer Rothschild a Londra ebbe un ruolo chiave nel finanziare gli sforzi britannici contro Napoleone. Secondo Hannah Rothschild, tali attività rivelano l'influenza storica della famiglia su finanza, guerre ed economie, un'eredità che continua attraverso le loro istituzioni.

https://thepeoplesvoice.tv/rothschild-heir-familys-dominance-global-finance-wars/

La zona grigia
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(5) I punti salienti del discorso del nuovo portavoce delle Brigate del martire 'Izz al-Din al-Qassam, "Abu Obeida", stasera, lunedì.

⭕ Abu Obeida: Noi, nelle Brigate del martire 'Izz al-Din al-Qassam, dopo oltre due mesi dall'annuncio della cessazione della guerra di sterminio durata due anni interi e dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, confermiamo che il Sette Ottobre è stato un'esplosione fragorosa in faccia all'ingiustizia, all'oppressione, all'assedio e a tutte le forme di aggressione contro la nostra Al-Aqsa e il nostro popolo, aggressioni che hanno oltrepassato tutte le linee rosse, ignorato tutte le richieste e gli avvertimenti e gettato al vento tutti i patti e gli accordi.

⭕ Abu Obeida: Il Diluvio è venuto a correggere la rotta e a riportare in primo piano la causa che aveva iniziato a sprofondare nell'oblio, ha risvegliato le coscienze dei liberi nella Nazione e nel mondo, ha smascherato l'occupazione nazista, la sua sadicità, i suoi crimini e il suo sterminio, rendendolo un criminale in fuga dalla giustizia. Il nostro grande popolo, con la sua fermezza e i suoi sacrifici, ha sventato tutti i piani del nemico, a partire dalla deportazione, passando per i campi e le trappole mortali, fino al tentativo di ristabilire gli insediamenti.

⭕ Abu Obeida: Ha inoltre fatto fallire tutti gli obiettivi della guerra: il nemico non è riuscito a strappare lo spirito della resistenza dal popolo di Gaza, ma ha ereditato una vendetta in ogni casa palestinese; e non è stato in grado di recuperare i prigionieri con la forza, poiché sono tornati solo attraverso lo scambio, dopo che l'Unità Ombra coraggiosa li ha protetti per tutta la battaglia.

⭕ Abu Obeida: Il cessate il fuoco entrato in vigore oltre due mesi fa e l'interruzione della cascata di sangue che scorreva sulla terra di Gaza sotto gli occhi e le orecchie di un mondo ingiusto, sono il frutto della fermezza del nostro popolo, dei suoi sacrifici e della determinazione dei suoi resistenti. Se fosse stato lasciato spazio al nostro nemico e se avesse trovato nel nostro popolo e nei suoi resistenti sottomissione o arrendevolezza, non si sarebbe fermato dallo sterminio di esseri umani, pietre e alberi.

⭕ Abu Obeida: E nonostante tutte le aggressioni e le violazioni verificatesi dall'interruzione della guerra, che hanno oltrepassato ogni linea rossa, la Resistenza ha adempiuto ai propri obblighi e ha agito con la massima responsabilità, considerando gli interessi dei figli del nostro popolo e privando l'occupazione dell'opportunità, poiché cerca di inventare false scuse per tornare a versare sangue, pur confermando che il nostro diritto di rispondere ai suoi crimini è un diritto originario e garantito. Invitiamo tutte le parti interessate a tenere a freno l'occupazione, fermare la sua aggressione e costringerla a rispettare quanto concordato.

Sito ufficiale - Movimento Hamas
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🖤🇵🇸 Una voce che ha commosso l'Ummah 🇵🇸🖤

Abu Obaida, la voce che tutti abbiamo imparato a conoscere come forza, dignità e resistenza inesorabile.

La hawla wa la quwwata illa billah. 🤲

Abu Obaida non è mai stato solo un portavoce.
Era una voce che portava speranza attraverso l'oscurità, una voce che faceva tremare i cuori anche quando le parole non erano comprese. Molti di noi ascoltavano i suoi discorsi con le nostre famiglie - madri, sorelle, fratelli; attratti non dalla lingua, ma dalla forza, dalla calma e dalla certezza nel suo tono. La sua voce rassicurava i disperati, rafforzava i timorosi e ricordava all'Ummah che la dignità è ancora viva.

Ogni volta che il 7 ottobre viene ricordato, la sua voce echeggia.
Ogni volta che Gaza resiste, le sue parole resistono con essa.

Allah dice nel Corano:

"Non pensate a coloro che vengono uccisi sulla via di Allah come morti. Piuttosto, sono vivi presso il loro Signore, ricevendo provvigione."
- Surah Aal-e-Imran (3:169)

Il contributo di Abu Obaida alla lotta per la Palestina non sarà mai dimenticato. Ha catturato i cuori di milioni di persone in tutto il mondo, persone che aspettavano ansiosamente le sue dichiarazioni, che trovavano forza nella sua calma determinazione, che si sentivano meno soli perché la sua voce esisteva. Se solo lui sapesse quanto lontano i suoi discorsi si sono diffusi... quanti cuori hanno guarito... quante anime hanno risvegliato.

Possa Allah ricompensarlo dieci volte per la sua sincerità, il suo sacrificio e la sua fermezza.
Possa Allah concedere pazienza all'Ummah, conforto ai cuori spezzati e fermezza a coloro che continuano il percorso.

E che sia ricordato, sempre:

Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera. ☝️🇵🇸

RTN
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Comunicato Stampa

Fronte Popolare: La solidarietà con il nostro popolo non è terrorismo, e la repressione degli attivisti in Italia è un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato, che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese. Tale campagna ha incluso perquisizioni delle sedi di associazioni di solidarietà e il sequestro di beni e risorse finanziarie con il pretesto infondato del “finanziamento del terrorismo”.

Il Fronte ritiene che questa linea repressiva adottata dal governo di Giorgia Meloni rappresenti un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista e una prova definitiva della totale subordinazione di Roma alle imposizioni dell’intelligence sionista.

Affermiamo che l’arresto degli attivisti solidali, basato su informazioni fornite dagli apparati di sicurezza sionisti, costituisce una grave violazione della sovranità italiana e la trasformazione della magistratura in uno strumento esecutivo al servizio dell’agenda dei criminali di guerra Netanyahu e Katz.

I tentativi di criminalizzare il lavoro umanitario e solidale e di classificarlo come “finanziamento di organizzazioni politiche” non sono altro che un’estensione della politica di affamare il nostro popolo, prosciugare le fonti di sostegno morale e materiale e intimidire i movimenti popolari in Europa per dissuaderli dal denunciare i crimini sionisti.

Il Fronte rinnova la sua affermazione che la resistenza all’occupazione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo garantito dalle leggi e convenzioni internazionali, respingendo i tentativi del governo italiano e dell’Unione Europea di capovolgere i fatti etichettando la resistenza come “terrorismo”, mentre il vero terrorismo è quello praticato dall’esercito nemico attraverso massacri quotidiani con il sostegno e l’armamento americano e occidentale.

Invitiamo le comunità palestinesi e le forze progressiste in Europa a lanciare la più ampia campagna di solidarietà e ad intensificare l’azione popolare e legale per fare pressione sul governo italiano affinché rilasci gli attivisti e ponga fine a queste politiche schierate a favore dell’occupazione.

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Dipartimento Centrale dei Media
29 dicembre 2025
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