israele ha sigillato la Chiesa del Santo Sepolcro a tempo indeterminato, un atto senza precedenti che colpisce al cuore milioni di cristiani.
Le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua vengono cancellate, le messe sospese, le liturgie ridotte al silenzio. Un luogo che dovrebbe accogliere folle di fedeli viene invece svuotato e chiuso con la forza.
Nemmeno guerre, crisi o pandemie avevano portato a una paralisi così totale e prolungata della vita liturgica in questo luogo sacro.
Oggi invece si impone il silenzio.
silenzio Totale
E il silenzio, stavolta, non è un’opzione.
Jasmine A.
Le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua vengono cancellate, le messe sospese, le liturgie ridotte al silenzio. Un luogo che dovrebbe accogliere folle di fedeli viene invece svuotato e chiuso con la forza.
Nemmeno guerre, crisi o pandemie avevano portato a una paralisi così totale e prolungata della vita liturgica in questo luogo sacro.
Oggi invece si impone il silenzio.
silenzio Totale
E il silenzio, stavolta, non è un’opzione.
Jasmine A.
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Forwarded from Fronte della Resistenza al Mondialismo
La cerimonia funebre per i martiri della fregata Dena, di Alì Larijani e del generale Soleimani in Piazza Enqelab a Teheran
@Farsna
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☑️ Colpo di missile al raffineria di Yanbu nel cuore del Mar Rosso
Fonti locali riferiscono pochi minuti fa di un'esplosione nella raffineria di Yanbu nel cuore del Mar Rosso.
Il principale investitore di questa raffineria è l'America e questa è la prima volta che l'incendio si estende al Mar Rosso.
Sepah Pasdaran
Fonti locali riferiscono pochi minuti fa di un'esplosione nella raffineria di Yanbu nel cuore del Mar Rosso.
Il principale investitore di questa raffineria è l'America e questa è la prima volta che l'incendio si estende al Mar Rosso.
Sepah Pasdaran
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🇦🇪| NUOVO: Le strutture del gas di Habshan ad Abu Dhabi e le strutture del gas nel campo di Bab sono state colpite da missili, secondo le autorità di Abu Dhabi.
Le strutture del gas sono state chiuse.
Fotros Resistance
Le strutture del gas sono state chiuse.
Fotros Resistance
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Ennesimo assassinio di un giornalista da parte del regime sionista, questa volta è un giornalista libanese di Al Manar :
Il giornalista di Al-Manar TV, Hajj Mohammad Sherri, è stato ucciso insieme a sua moglie, mentre diversi membri della sua famiglia sono rimasti feriti dopo che aerei israeliani hanno bombardato il loro appartamento nella zona di Zokak Al-Blat della capitale libanese, Beirut, la scorsa notte.
Il giornalista di Al-Manar TV, Hajj Mohammad Sherri, è stato ucciso insieme a sua moglie, mentre diversi membri della sua famiglia sono rimasti feriti dopo che aerei israeliani hanno bombardato il loro appartamento nella zona di Zokak Al-Blat della capitale libanese, Beirut, la scorsa notte.
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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, parla sulla piattaforma X:
"Immagina se un presidente iraniano dovesse pubblicare apertamente e inequivocabilmente una lista di obiettivi per l'assassinio. Se ciò dovesse accadere, il mondo sarebbe in subbuglio in poche ore. Ma quando si tratta di Israele, è come se le regole del gioco cambiassero. "
"Immagina se un presidente iraniano dovesse pubblicare apertamente e inequivocabilmente una lista di obiettivi per l'assassinio. Se ciò dovesse accadere, il mondo sarebbe in subbuglio in poche ore. Ma quando si tratta di Israele, è come se le regole del gioco cambiassero. "
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Da un lato la coalizione Epstein, ovvero l'occidente allargato, ossia la parte di mondo in cui noi sediamo. Con uccisioni di civili, tanti bambini, e omicidi mirati esattamente come fa una cosca mafiosa, del resto è l'unico metodo che conoscono e la mentalità è quella. Per questo, da questa parte di mondo, salvo rare eccezioni, tutto viene accettato ormai come normale e accolto con il rituale "che ci possiamo fare?".
Dall'altro l'Iran: un paese di oltre 90 milioni di abitanti che racchiude più di 3000 anni di storia, cultura, etnie, lingue, civiltà, arte, religioni, spiritualità. Un popolo aggredito brutalmente, pugnalato alle spalle durante accordi diplomatici, che combatte con dignità e si difende dagli atti di mafia stragista della coalizione Epstein. In una visione storica, di cui gli occidentali non dispongono, l'Iran questa guerra l'ha già vinta. L'ha vinta su tutti i piani e non da adesso bensì dal 1979, quando cacciò a pedate una monarchia corrotta, dittatoriale e al servizio di quello che oggi è la coalizione di cui sopra.
Qualcuno si chiede come sia possibile che in Iran vengano puntualmente assassinati i vertici, dalla guida suprema ai ministri e agli alti ufficiali militari, e dall'altra parte invece è così difficile perché i vertici sarebbero più protetti. C'è sicuramente un'innegabile abilità di intelligence e di infiltrazione che permette di individuare gli obiettivi, ma ci sono almeno due aspetti ben più difficili, se non impossibili, da comprendere per noi. I martiri iraniani caduti in questa guerra non scappavano, non si nascondevano in bunker sotterranei come ratti ma combattevano tra la gente, a fianco del popolo che erano stati chiamati a rappresentare e a difendere. I leader occidentali vivono protetti da blocchi di guardie speciali che li sorvegliano a vista, mandano gli eserciti ma loro stanno blindati nei palazzi governativi, pronti a scappare in elicottero al minimo boato a distanza.
C'è poi il concetto di martirio nell'Islam, shahadat = testimonianza (sulla via di Dio), particolarmente presente nella comunità sciita ma non solo, che dà alla morte in battaglia per mano nemica un valore spirituale elevato.
“Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Dio. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore, lieti di quello che Iddio, per Sua grazia, concede. E a quelli che sono rimasti dietro loro, danno la lieta novella: - Nessun timore, non ci sarà afflizione -. Annunciano la novella del beneficio di Dio e della grazia, e che Iddio non lascia andar perduto il compenso dei credenti.” (Corano, Sura al-Imran, 169-171)
Lo spirito di un popolo e la sua storia non si distruggono con le armi e con la violenza bruta. Ne è la prova il caso dell'entità sionista che in 80 anni non è riuscita a cancellare il popolo palestinese, proprio perché lo scontro è sempre stato tra armi e barbarie da un lato e storia, cultura e spirito indomito dall'altro.
Quando noi parliamo di valori, di dignità, di coraggio, iniziamo a renderci conto che non ci appartengono più, che li abbiamo persi nei meandri della storia passata. Siamo diventati degli empi assassini, volgari ladri, barbari invasori senza scrupoli. O abbiamo il coraggio di ammetterlo, e di assumercene la responsabilità per l'indifferenza e la complicità mostrate, o cuciamoci la bocca per sempre, ché in posti che neanche sappiamo collocare sul mappamondo c'è gente che offre il petto per un mondo senz'altro migliore di questo.
In foto Ali Ardashir Larijani, filosofo, matematico, scrittore, docente universitario, generale militare e segretario del consiglio di sicurezza iraniano. Assassinato dalle bombe sioniste il 17 marzo 2026.
Renato Russo
Dall'altro l'Iran: un paese di oltre 90 milioni di abitanti che racchiude più di 3000 anni di storia, cultura, etnie, lingue, civiltà, arte, religioni, spiritualità. Un popolo aggredito brutalmente, pugnalato alle spalle durante accordi diplomatici, che combatte con dignità e si difende dagli atti di mafia stragista della coalizione Epstein. In una visione storica, di cui gli occidentali non dispongono, l'Iran questa guerra l'ha già vinta. L'ha vinta su tutti i piani e non da adesso bensì dal 1979, quando cacciò a pedate una monarchia corrotta, dittatoriale e al servizio di quello che oggi è la coalizione di cui sopra.
Qualcuno si chiede come sia possibile che in Iran vengano puntualmente assassinati i vertici, dalla guida suprema ai ministri e agli alti ufficiali militari, e dall'altra parte invece è così difficile perché i vertici sarebbero più protetti. C'è sicuramente un'innegabile abilità di intelligence e di infiltrazione che permette di individuare gli obiettivi, ma ci sono almeno due aspetti ben più difficili, se non impossibili, da comprendere per noi. I martiri iraniani caduti in questa guerra non scappavano, non si nascondevano in bunker sotterranei come ratti ma combattevano tra la gente, a fianco del popolo che erano stati chiamati a rappresentare e a difendere. I leader occidentali vivono protetti da blocchi di guardie speciali che li sorvegliano a vista, mandano gli eserciti ma loro stanno blindati nei palazzi governativi, pronti a scappare in elicottero al minimo boato a distanza.
C'è poi il concetto di martirio nell'Islam, shahadat = testimonianza (sulla via di Dio), particolarmente presente nella comunità sciita ma non solo, che dà alla morte in battaglia per mano nemica un valore spirituale elevato.
“Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Dio. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore, lieti di quello che Iddio, per Sua grazia, concede. E a quelli che sono rimasti dietro loro, danno la lieta novella: - Nessun timore, non ci sarà afflizione -. Annunciano la novella del beneficio di Dio e della grazia, e che Iddio non lascia andar perduto il compenso dei credenti.” (Corano, Sura al-Imran, 169-171)
Lo spirito di un popolo e la sua storia non si distruggono con le armi e con la violenza bruta. Ne è la prova il caso dell'entità sionista che in 80 anni non è riuscita a cancellare il popolo palestinese, proprio perché lo scontro è sempre stato tra armi e barbarie da un lato e storia, cultura e spirito indomito dall'altro.
Quando noi parliamo di valori, di dignità, di coraggio, iniziamo a renderci conto che non ci appartengono più, che li abbiamo persi nei meandri della storia passata. Siamo diventati degli empi assassini, volgari ladri, barbari invasori senza scrupoli. O abbiamo il coraggio di ammetterlo, e di assumercene la responsabilità per l'indifferenza e la complicità mostrate, o cuciamoci la bocca per sempre, ché in posti che neanche sappiamo collocare sul mappamondo c'è gente che offre il petto per un mondo senz'altro migliore di questo.
In foto Ali Ardashir Larijani, filosofo, matematico, scrittore, docente universitario, generale militare e segretario del consiglio di sicurezza iraniano. Assassinato dalle bombe sioniste il 17 marzo 2026.
Renato Russo
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️ Pochi minuti fa, per la prima volta dall'inizio della guerra tra Iran e Stati Uniti, ogni barile di petrolio di Oman è stato scambiato a 200 dollari
L'indice del petrolio di Oman è il principale riferimento per il petrolio greggio pesante venduto ai maggiori acquirenti di petrolio al mondo e molte raffinerie in Cina, Giappone e Corea del Sud trattano specificamente per l'acquisto con questo indice.
Sepah Pasdaran
L'indice del petrolio di Oman è il principale riferimento per il petrolio greggio pesante venduto ai maggiori acquirenti di petrolio al mondo e molte raffinerie in Cina, Giappone e Corea del Sud trattano specificamente per l'acquisto con questo indice.
Sepah Pasdaran
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L'ex capo antiterrorismo statunitense Joe Kent dice a Tucker Carlson che l'Iran non era sull'orlo di avere un'arma nucleare.
Inoltre ⬇️
"Joe, impediscici di entrare in guerra con l'Iran. Uno dei consiglieri più stretti del presidente Trump stava sostenendo apertamente che non dovremmo andare in guerra con l'Iran e che dovremmo ripensare, almeno, la nostra relazione con gli israeliani."
Joe Kent ha rivelato che le ultime parole che ha sentito da Charlie Kirk erano un appello per prevenire la guerra con l'Iran.
Kent afferma che Kirk ha messo in guardia contro l'escalation e ha messo in discussione le politiche USA-israeliane.
A seguito dell'improvviso assassinio pubblico di Kirk, Kent afferma che le indagini del National Counterterrorism Center sono state interrotte, lasciando molte domande irrisolte.
I messaggi resi pubblici suggeriscono che Kirk ha affrontato una forte pressione da parte di donatori pro-israeliani.
QNN
Inoltre ⬇️
"Joe, impediscici di entrare in guerra con l'Iran. Uno dei consiglieri più stretti del presidente Trump stava sostenendo apertamente che non dovremmo andare in guerra con l'Iran e che dovremmo ripensare, almeno, la nostra relazione con gli israeliani."
Joe Kent ha rivelato che le ultime parole che ha sentito da Charlie Kirk erano un appello per prevenire la guerra con l'Iran.
Kent afferma che Kirk ha messo in guardia contro l'escalation e ha messo in discussione le politiche USA-israeliane.
A seguito dell'improvviso assassinio pubblico di Kirk, Kent afferma che le indagini del National Counterterrorism Center sono state interrotte, lasciando molte domande irrisolte.
I messaggi resi pubblici suggeriscono che Kirk ha affrontato una forte pressione da parte di donatori pro-israeliani.
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✅ I carri armati colpiti stanotte da Hezbollah sono arrivati a 6 unità
🔹 Hezbollah Libano ha annunciato che i combattenti della Resistenza libanese alle 1:30 di giovedì mattina hanno colpito due carri armati Merkava nella zona di «Beidar al-Fuq'ani» nella città di al-Taybeh con missili guidati che hanno centrato direttamente il bersaglio. Così, il numero totale di carri armati colpiti fino al momento della pubblicazione di questo comunicato è arrivato a 6.
🔹 I combattenti di Hezbollah Libano hanno continuato a colpire la zona del conflitto con una raffica di missili e fuoco di artiglieria.
🔹 Hezbollah Libano ha annunciato che i combattenti della Resistenza libanese alle 1:30 di giovedì mattina hanno colpito due carri armati Merkava nella zona di «Beidar al-Fuq'ani» nella città di al-Taybeh con missili guidati che hanno centrato direttamente il bersaglio. Così, il numero totale di carri armati colpiti fino al momento della pubblicazione di questo comunicato è arrivato a 6.
🔹 I combattenti di Hezbollah Libano hanno continuato a colpire la zona del conflitto con una raffica di missili e fuoco di artiglieria.
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Una colona israeliana trema mentre parla della sua paura dei missili iraniani e della fuga nei rifugi, dicendo:
"Ci sono persone che soffrono di PTSD in questo paese, e a volte non riescono a uscirne perché si congelano sul posto, e io non sono stato in grado di superarlo da solo."
Per ogni bambino palestinese a Gaza che è sopravvissuto a più tentativi di ucciderlo, solo per essere lasciato permanentemente segnato da anni di incessanti e indiscriminati bombardamenti a tappeto... guarda ora il tuo nemico, che trema di paura.
Come ha detto Allah (SWT):
﴿ وَلَا تَهِنُوا فِي ابْتِغَاءِ الْقَوْمِ ᵗ ᵗ إِن تَكُونُوا تَأْلَمُونَ فَإِنَّهُمْ يَأْلَمُونَ كَمَا تَأْلَمُونَ ᵗ ᵗ وَتَرْجُونَ مِنَ اللَّهِ مَا لَا يَرْجُونَ ᵗ ᵗ وَكَانَ اللَّهُ عَلِيمًا حَكِيمًا﴾
[ النساء: 104]
{E non siate deboli nella ricerca del nemico; se voi soffrite (difficoltà), allora sicuramente, loro (anche) soffrono (difficoltà) come voi soffrite, ma voi avete una speranza da Allah (per la ricompensa, cioè il Paradiso) che per la quale loro non sperano, e Allah è Sempre Onnisciente, Saggio.}
Marwa Osman
"Ci sono persone che soffrono di PTSD in questo paese, e a volte non riescono a uscirne perché si congelano sul posto, e io non sono stato in grado di superarlo da solo."
Per ogni bambino palestinese a Gaza che è sopravvissuto a più tentativi di ucciderlo, solo per essere lasciato permanentemente segnato da anni di incessanti e indiscriminati bombardamenti a tappeto... guarda ora il tuo nemico, che trema di paura.
Come ha detto Allah (SWT):
﴿ وَلَا تَهِنُوا فِي ابْتِغَاءِ الْقَوْمِ ᵗ ᵗ إِن تَكُونُوا تَأْلَمُونَ فَإِنَّهُمْ يَأْلَمُونَ كَمَا تَأْلَمُونَ ᵗ ᵗ وَتَرْجُونَ مِنَ اللَّهِ مَا لَا يَرْجُونَ ᵗ ᵗ وَكَانَ اللَّهُ عَلِيمًا حَكِيمًا﴾
[ النساء: 104]
{E non siate deboli nella ricerca del nemico; se voi soffrite (difficoltà), allora sicuramente, loro (anche) soffrono (difficoltà) come voi soffrite, ma voi avete una speranza da Allah (per la ricompensa, cioè il Paradiso) che per la quale loro non sperano, e Allah è Sempre Onnisciente, Saggio.}
Marwa Osman
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