Forwarded from Miracolo a Milano
🗓️📍 Lunedì 14 ottobre dalle ore 20.30, a Milano, in via Cesare Arici 30 (presso il SOL COBAS)
DDL 1660
Criminalizzazione del dissenso, repressione, Stato di guerra e di polizia
👉 Assemblea pubblica sul DDL 1660: Cosa prevede nel dettaglio? Quali saranno le conseguenze di una sua ratifica? Come organizzarci? Ne discutiamo insieme all'Avvocato Benedetto Ciccarone.
https://t.me/canalemiracolomilano
DDL 1660
Criminalizzazione del dissenso, repressione, Stato di guerra e di polizia
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Perché la guerra per procura contro la Siria è stata uno spartiacque tra le masse ?
Perché non solo non c’è stata la volontà di capire… visto che per capire bisogna prima leggere e studiare la storia a partire dalla caduta dell’Impero Ottomano, ma è stata utilizzata da infiltrati sionisti per poter spaccare il movimento propalestinese e procedere a passi spediti verso la colonizzazione di tutta l’area .
Eppure davvero, bastava smuovere un po’ la rotellina della curiosità, studiare i fatti che si sono succeduti, dalla nascita del sionismo (fine del 1800), passando alla prima guerra mondiale, arrivando alla caduta (indotta) dell’Impero Ottomano, iniziata nel 1908 e conclusasi ne 1920 con la firma del trattato di Sèvres tra le potenze alleate della prima guerra mondiale e l'Impero ottomano nell’agosto 1920, quindi dalla spartizione in 2 sfere di influenza di questi territori attraverso l’accordo SEGRETO Sykes – Picot, stipulato (alle spalle delle popolazioni arabe/ottomane) nel 1916 tra le potenze colonialiste europee (l’Inghilterra, rappresentata dal sesto baronetto, nonché diplomatico, Mark Sykes e la Francia, rappresentata dal diplomatico François Georges-Picot ), una sottoposta alla Gran Bretagna (Palestina, Giordania e Iraq) e l'altra alla Francia (Libano e Siria).
L’anno dopo, ovvero nel 1917, venne stilata la famosa Dichiarazione di Balfour, in cui la Gran Bretagna, ormai mandataria sul territorio palestinese, regala il territorio della Palestina storica alla federazione sionista e in cui viene scritto che "Sua Maestà vede con favore la formazione in Palestina di un FOCOLARE NAZIONALE PER IL POPOLO EBRAICO" negando, nel testo, l’identità e i diritti dei palestinesi, ovvero la popolazione autoctona, bollandola come "popolazioni NON EBRAICHE".
Questa è l’origine colonialista ddi "israele". Che altro non è che un'emanazione delle borghesie colonialiste occidentali.
Ma i sionisti non si accontentano e già nel 1957 iniziano a ventilare l’idea di poter frammentare il LIBANO su base confessionale, progetto iniziato a partire dagli anni 60 con la collaborazione di alcuni estremisti libanesi maroniti.
Nel 1982, su Kivunim, la rivista dell’Organizzazione mondiale sionista, apparve un articolo a firma di tale Oded Yinon, un giornalista israeliano che aveva lavorato per il ministero israeliano degli Affari esteri, il quale sosteneva che una strategia vincente per israele era quella di applicare la stessa strategia di smembramento e frammentazione su base etnico/confessionale che avevano iniziato in Libano, anche ad altri stati arabi, tra cui la l’IRAQ (dividendolo in microstati su base sunnita–curdo–sciita ), la SIRIA (dividendolo su base alawita–druso–sunnita), la GIORDANIA (una parte per i beduini e l’altra per i palestinesi), l’ARABIA SAUDITA (privandola delle province petrolifere e tribalizzarla) e per fare tutto ciò, come ebbe a dire un dirigente iraqeno Tareq Aziz, bisognava aggredire la parte centrale e completa di questo ‘’progetto’’, che corrispondeva all’Iraq, in quanto possedeva sia acqua che petrolio e la cui politica di sviluppo proseguiva con determinazione.
Questa politica distruttrice e colonialista è stata ripresa e attualizzata dai neocon che ispiravano l’amministrazione Bush, dunque il progetto di rimodellamento del Medioriente attraverso una politica di ‘’caos costruttore’’ venne elaborato durante gli anni 90 e illustrata da George W. Bush, a febbraio 2003, in un discorso pronunciato pochi giorni prima dell’aggressione dell’Iraq da parte di Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Polonia ed era conosciuta come “Iniziativa per il Grande Medio Oriente”.
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FraQuibla
Perché non solo non c’è stata la volontà di capire… visto che per capire bisogna prima leggere e studiare la storia a partire dalla caduta dell’Impero Ottomano, ma è stata utilizzata da infiltrati sionisti per poter spaccare il movimento propalestinese e procedere a passi spediti verso la colonizzazione di tutta l’area .
Eppure davvero, bastava smuovere un po’ la rotellina della curiosità, studiare i fatti che si sono succeduti, dalla nascita del sionismo (fine del 1800), passando alla prima guerra mondiale, arrivando alla caduta (indotta) dell’Impero Ottomano, iniziata nel 1908 e conclusasi ne 1920 con la firma del trattato di Sèvres tra le potenze alleate della prima guerra mondiale e l'Impero ottomano nell’agosto 1920, quindi dalla spartizione in 2 sfere di influenza di questi territori attraverso l’accordo SEGRETO Sykes – Picot, stipulato (alle spalle delle popolazioni arabe/ottomane) nel 1916 tra le potenze colonialiste europee (l’Inghilterra, rappresentata dal sesto baronetto, nonché diplomatico, Mark Sykes e la Francia, rappresentata dal diplomatico François Georges-Picot ), una sottoposta alla Gran Bretagna (Palestina, Giordania e Iraq) e l'altra alla Francia (Libano e Siria).
L’anno dopo, ovvero nel 1917, venne stilata la famosa Dichiarazione di Balfour, in cui la Gran Bretagna, ormai mandataria sul territorio palestinese, regala il territorio della Palestina storica alla federazione sionista e in cui viene scritto che "Sua Maestà vede con favore la formazione in Palestina di un FOCOLARE NAZIONALE PER IL POPOLO EBRAICO" negando, nel testo, l’identità e i diritti dei palestinesi, ovvero la popolazione autoctona, bollandola come "popolazioni NON EBRAICHE".
Questa è l’origine colonialista ddi "israele". Che altro non è che un'emanazione delle borghesie colonialiste occidentali.
Ma i sionisti non si accontentano e già nel 1957 iniziano a ventilare l’idea di poter frammentare il LIBANO su base confessionale, progetto iniziato a partire dagli anni 60 con la collaborazione di alcuni estremisti libanesi maroniti.
Nel 1982, su Kivunim, la rivista dell’Organizzazione mondiale sionista, apparve un articolo a firma di tale Oded Yinon, un giornalista israeliano che aveva lavorato per il ministero israeliano degli Affari esteri, il quale sosteneva che una strategia vincente per israele era quella di applicare la stessa strategia di smembramento e frammentazione su base etnico/confessionale che avevano iniziato in Libano, anche ad altri stati arabi, tra cui la l’IRAQ (dividendolo in microstati su base sunnita–curdo–sciita ), la SIRIA (dividendolo su base alawita–druso–sunnita), la GIORDANIA (una parte per i beduini e l’altra per i palestinesi), l’ARABIA SAUDITA (privandola delle province petrolifere e tribalizzarla) e per fare tutto ciò, come ebbe a dire un dirigente iraqeno Tareq Aziz, bisognava aggredire la parte centrale e completa di questo ‘’progetto’’, che corrispondeva all’Iraq, in quanto possedeva sia acqua che petrolio e la cui politica di sviluppo proseguiva con determinazione.
Questa politica distruttrice e colonialista è stata ripresa e attualizzata dai neocon che ispiravano l’amministrazione Bush, dunque il progetto di rimodellamento del Medioriente attraverso una politica di ‘’caos costruttore’’ venne elaborato durante gli anni 90 e illustrata da George W. Bush, a febbraio 2003, in un discorso pronunciato pochi giorni prima dell’aggressione dell’Iraq da parte di Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Polonia ed era conosciuta come “Iniziativa per il Grande Medio Oriente”.
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FraQuibla
Dodecaneso
TRATTATO DI SEVRES (1920) » Dodecaneso
Menu del contenuto The Peace Treaty of SèvresAdditional Material Mappa raffigurante la “Grande Grecia”, con le rivendicazioni territoriali parzialmente accolte dal Trattato di Sèvres: in alto a sinistra è raffigurato Eleutherios Venizelos, primo ministro…
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Francesca Quibla
Perché la guerra per procura contro la Siria è stata uno spartiacque tra le masse ? Perché non solo non c’è stata la volontà di capire… visto che per capire bisogna prima leggere e studiare la storia a partire dalla caduta dell’Impero Ottomano, ma è stata…
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In sostanza, si tratta del progetto “Grande Medio Oriente” di cui parlò per la prima volta, nel 2006 l’allora Segretario di Stato Condoleezza Rice, e mira a suddividere tutto il medioriente in diversi piccoli staterelli su base etnocratica: i sunniti da una parte, gli sciiti da una parte, i curdi da un’altra parte (ecco qui che si inserisce il progetto "Rojava", perfettamente incastrato nei piani imperialisti di balcanizzare l’area), i drusi da un’altra e così via… tutto questo per favorire l’egemonia dell’unica vera etnocrazia in questa parte di mondo: israele.
israele lo porta avanti da sempre questo progetto, non si nasconde, non lo ha mai fatto, ha sempre esposto le sue vere intenzioni che sono quelle di allargarsi dal Nilo all’Eufrate e in effetti, dopo quel discorso della Rice, senza scrupolo alcuno, lancia un’offensiva su larga scala contro il Libano e fu la volta in cui Hezbollah ricacciò l’esercito di occupazione israeliana fuori dai confini del Libano, infliggendogli pesanti perdite.
Solo chi non ha studiato la storia (o chi era in malafede) poteva difendere le sedicenti "rivoluzioni" arabe e soprattutto "stare al fianco della -sedicente- rivoluzione siriana" … che non era né una rivoluzione né partiva dai siriani, è stata una guerra per procura che mirava a frammentare il tessuto sociale siriano, fomentando una guerra fratricida per far cadere il legittimo governo indipendente siriano, in modo tale da impiantare un fantoccio che avesse permesso la dissoluzione dello Stato siriano e procedere quindi a passi spediti verso l’espansione sionista e la creazione del "grande israele"
FraQuibla
In sostanza, si tratta del progetto “Grande Medio Oriente” di cui parlò per la prima volta, nel 2006 l’allora Segretario di Stato Condoleezza Rice, e mira a suddividere tutto il medioriente in diversi piccoli staterelli su base etnocratica: i sunniti da una parte, gli sciiti da una parte, i curdi da un’altra parte (ecco qui che si inserisce il progetto "Rojava", perfettamente incastrato nei piani imperialisti di balcanizzare l’area), i drusi da un’altra e così via… tutto questo per favorire l’egemonia dell’unica vera etnocrazia in questa parte di mondo: israele.
israele lo porta avanti da sempre questo progetto, non si nasconde, non lo ha mai fatto, ha sempre esposto le sue vere intenzioni che sono quelle di allargarsi dal Nilo all’Eufrate e in effetti, dopo quel discorso della Rice, senza scrupolo alcuno, lancia un’offensiva su larga scala contro il Libano e fu la volta in cui Hezbollah ricacciò l’esercito di occupazione israeliana fuori dai confini del Libano, infliggendogli pesanti perdite.
Solo chi non ha studiato la storia (o chi era in malafede) poteva difendere le sedicenti "rivoluzioni" arabe e soprattutto "stare al fianco della -sedicente- rivoluzione siriana" … che non era né una rivoluzione né partiva dai siriani, è stata una guerra per procura che mirava a frammentare il tessuto sociale siriano, fomentando una guerra fratricida per far cadere il legittimo governo indipendente siriano, in modo tale da impiantare un fantoccio che avesse permesso la dissoluzione dello Stato siriano e procedere quindi a passi spediti verso l’espansione sionista e la creazione del "grande israele"
FraQuibla
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Crosetto :
«Ho detto all'ambasciatore israeliano che le Nazioni Unite e l'Italia non prendono ordini da israele»
Ma seriamente? Ci siamo fatti trattare a pesci in faccia, avete ridotto questo paese allo scendiletto dei sionisti, avete fatto leggi ad hoc per tutelare i loro interessi politici, avete represso le piazze che li contestavano, li avete fianchiaggiati in tutti i crimini di guerra di cui si sono macchiati ..
E ora dici che non prendete ordini da loro perché hanno toccato l'Unifil?
Ve ne siete accorti solo adesso che sono dei criminali?
Cos'è, la vita dei palestinesi, libanesi e siriani vale meno?
Ma che credibilità pensate di avere?
«Ho detto all'ambasciatore israeliano che le Nazioni Unite e l'Italia non prendono ordini da israele»
Ma seriamente? Ci siamo fatti trattare a pesci in faccia, avete ridotto questo paese allo scendiletto dei sionisti, avete fatto leggi ad hoc per tutelare i loro interessi politici, avete represso le piazze che li contestavano, li avete fianchiaggiati in tutti i crimini di guerra di cui si sono macchiati ..
E ora dici che non prendete ordini da loro perché hanno toccato l'Unifil?
Ve ne siete accorti solo adesso che sono dei criminali?
Cos'è, la vita dei palestinesi, libanesi e siriani vale meno?
Ma che credibilità pensate di avere?
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WikiLeaks, nel cuore dell'inchiesta
👉 Una rassegna delle indagini più rilevanti e meno chiacchierate
🎥 In video, la presentazione della rassegna a cura di Miracolo a Milano: https://rumble.com/v5i6s5u-wikileaks-nel-cuore-dellinchiesta.html
https://t.me/canalemiracolomilano
👉 Una rassegna delle indagini più rilevanti e meno chiacchierate
🎥 In video, la presentazione della rassegna a cura di Miracolo a Milano: https://rumble.com/v5i6s5u-wikileaks-nel-cuore-dellinchiesta.html
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Nessuno nella storia si è mai schierato con Israele 🇮🇱 e il popolo ebraico come me.
Nessuno lo sa meglio delle decine di migliaia di miei concittadini in Israele 🇮🇱, dove sono molto popolare.
Il tuo destino è nelle tue mani e anche il destino degli Stati Uniti 🇺🇸 e di Israele 🇮🇱 è nelle tue mani.
Non ti deluderò.
Non c'è nessun presidente che abbia fatto minimamente quello che ho fatto io per Israele, sia che sia... potrei nominarlo.
Dovrei nominarlo?
Non lo farò, lo sai bene proprio come lo so io.
E ti ho anche tenuto al sicuro.
E all'altra parte non piaci nemmeno.
Non ti deluderò mai.
Grazie mille.
#SEIUNCRIMINALE
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VAL DI SUSA, L’ALTRA GUERRA
Trattamento sionista di una valle
Questa sera, venerdì 11 ottobre, alle 20.00 su https://www.quiradiolondra.tv/live/
Alberto Perino, psichiatra, leader del Movimento No Tav da almeno 6 lustri e, se mi posso permettere, mio amico e, poi, protagonista del mio documentario “Fronte Italia – Partigiani del Duemila”. E’ morto giorni fa. La valle, che ha difeso con tutte le sue forze, tutta la sua intelligenza, tutta la sua vasta e profonda cultura politica, sociale e ambientale, ne è vedova. Le barricate del popolo, dei combattenti per giustizia, libertà, autodeterminazione e per casa, comunità e storia, alle quali Perino era stato in testa per oltre vent’anni, resistono, resisteranno, continuano a vedere ciò che i suoi occhi vedevano, limpida e immancabile: la vittoria.
Nei giorni scorsi c’è stata la centesima, duecentesima, millesima, violenza dello Stato contro i cittadini titolari del territorio, della volontà, del diritto della Valsusa a decidere di sé. Di sé, ma nell’interesse del paese, anzi, dell’umanità tutta. Come l’ha saputo riunire in valle Alberto Perino quando ha raccolto intorno a se i coscienti della vita nostra e loro; i nativi delle Ande, i Sami dell’Artico, i mongoli della steppa, i palestinesi occupati, espropriati e perseguitati come i valsusini. E tanti altri di quelli dotati di coscienza e volontà di resistenza e contrattacco.
Alberto era stato il promotore dell’acquisto, da parte di un migliaio di cittadini, di un terreno sul quale alitava la voracità di chi, dalla fine del secolo scorso, punta a sventrare e desertificare la valle con un progetto tanto demenziale quanto speculativo e arrogante: l’Alta velocità (poi, per mancanza di traffico, ridotta ad alta capacità di merci). Un progetto inutile, accanto a una ferrovia Torino-Lione già sottoutilizzata, dovuto alla fregola delinquenziale di una consociazione politico-industriale che si ripromette di pasteggiare a un banchetto di 9 miliardi per 370 km, gli uni e gli altri rubati alla gente e che inevitabilmente le sarebbero poi costati il doppio.
Assolutamente indifferenti ai diritti di proprietà, quando ostano al profitto, quelli del TAV, da sempre confortati dalle autorità regionali, amministrative e giudiziarie (tipo il ladro confesso e patteggiato Fassino, già sindaco di Torino), hanno deciso espropri su quel terreno e stanno procedendo a occuparlo. Serve l’ennesimo cantiere per il mostro-salvadenaio dei manigoldi consorziati.
Ho passato molte settimane, ripetutamente, in Val di Susa, con Perino, Nicoletta Dosio, i combattenti irriducibili dell’Askatasuna di Torino e di tanti altri centri di aggregazione antisistema. Il materiale raccolto e collocato nel docufilm sopra nominato, si estende su altri NO della società in lotta che presidiano il paese e con la Val di Susa fanno rete. Quei NO che turbano il rullo compressore di personaggi come l’attuale Matteo Salvini e suoi supporter che lui supporta, spesso con la coppola in testa e il mitra sotto la giacca.
E sono i NO TAP del Salento contro l’oleodotto che squarcia l’Italia, per far vendere a Big Oil petrolio all’estero; i NO MUOS di Niscemi, tuttora in lotta contro l’impianto di quattro mega-antenne satellitari USA che devono dirigere le guerre che Washington e NATO allestiscono per fare viaggiare la loro flotta capitalcolonialista su quegli oceani di sangue; i NO POLIGONI e NO BASI che vaiolizzano ambiente e umani dalla Sardegna alla Sicilia, dal Friuli alla Toscana, dalla Campania alla Puglia.
Quando ora, finalmente, prenderà slancio e vigore la nostra lotta contro la guerra, ricordiamoci che lo sterminio non è solo di paesi e popoli al di là dei nostri confini. Che a contribuire al suo successo servirà avere coscienza anche della guerra in cui le ruspe sostituiscono i carri armati, che si vince avendo piedi fermi su una terra salda e viva. Come quella per cui si lotta in Val di Susa e nelle altre trincee dei “partigiani del Duemila”. Nel conforto di ricordi che vanno dal Che Guevara ad Alberto Perino.
Fulvio Grimaldi
Trattamento sionista di una valle
Questa sera, venerdì 11 ottobre, alle 20.00 su https://www.quiradiolondra.tv/live/
Alberto Perino, psichiatra, leader del Movimento No Tav da almeno 6 lustri e, se mi posso permettere, mio amico e, poi, protagonista del mio documentario “Fronte Italia – Partigiani del Duemila”. E’ morto giorni fa. La valle, che ha difeso con tutte le sue forze, tutta la sua intelligenza, tutta la sua vasta e profonda cultura politica, sociale e ambientale, ne è vedova. Le barricate del popolo, dei combattenti per giustizia, libertà, autodeterminazione e per casa, comunità e storia, alle quali Perino era stato in testa per oltre vent’anni, resistono, resisteranno, continuano a vedere ciò che i suoi occhi vedevano, limpida e immancabile: la vittoria.
Nei giorni scorsi c’è stata la centesima, duecentesima, millesima, violenza dello Stato contro i cittadini titolari del territorio, della volontà, del diritto della Valsusa a decidere di sé. Di sé, ma nell’interesse del paese, anzi, dell’umanità tutta. Come l’ha saputo riunire in valle Alberto Perino quando ha raccolto intorno a se i coscienti della vita nostra e loro; i nativi delle Ande, i Sami dell’Artico, i mongoli della steppa, i palestinesi occupati, espropriati e perseguitati come i valsusini. E tanti altri di quelli dotati di coscienza e volontà di resistenza e contrattacco.
Alberto era stato il promotore dell’acquisto, da parte di un migliaio di cittadini, di un terreno sul quale alitava la voracità di chi, dalla fine del secolo scorso, punta a sventrare e desertificare la valle con un progetto tanto demenziale quanto speculativo e arrogante: l’Alta velocità (poi, per mancanza di traffico, ridotta ad alta capacità di merci). Un progetto inutile, accanto a una ferrovia Torino-Lione già sottoutilizzata, dovuto alla fregola delinquenziale di una consociazione politico-industriale che si ripromette di pasteggiare a un banchetto di 9 miliardi per 370 km, gli uni e gli altri rubati alla gente e che inevitabilmente le sarebbero poi costati il doppio.
Assolutamente indifferenti ai diritti di proprietà, quando ostano al profitto, quelli del TAV, da sempre confortati dalle autorità regionali, amministrative e giudiziarie (tipo il ladro confesso e patteggiato Fassino, già sindaco di Torino), hanno deciso espropri su quel terreno e stanno procedendo a occuparlo. Serve l’ennesimo cantiere per il mostro-salvadenaio dei manigoldi consorziati.
Ho passato molte settimane, ripetutamente, in Val di Susa, con Perino, Nicoletta Dosio, i combattenti irriducibili dell’Askatasuna di Torino e di tanti altri centri di aggregazione antisistema. Il materiale raccolto e collocato nel docufilm sopra nominato, si estende su altri NO della società in lotta che presidiano il paese e con la Val di Susa fanno rete. Quei NO che turbano il rullo compressore di personaggi come l’attuale Matteo Salvini e suoi supporter che lui supporta, spesso con la coppola in testa e il mitra sotto la giacca.
E sono i NO TAP del Salento contro l’oleodotto che squarcia l’Italia, per far vendere a Big Oil petrolio all’estero; i NO MUOS di Niscemi, tuttora in lotta contro l’impianto di quattro mega-antenne satellitari USA che devono dirigere le guerre che Washington e NATO allestiscono per fare viaggiare la loro flotta capitalcolonialista su quegli oceani di sangue; i NO POLIGONI e NO BASI che vaiolizzano ambiente e umani dalla Sardegna alla Sicilia, dal Friuli alla Toscana, dalla Campania alla Puglia.
Quando ora, finalmente, prenderà slancio e vigore la nostra lotta contro la guerra, ricordiamoci che lo sterminio non è solo di paesi e popoli al di là dei nostri confini. Che a contribuire al suo successo servirà avere coscienza anche della guerra in cui le ruspe sostituiscono i carri armati, che si vince avendo piedi fermi su una terra salda e viva. Come quella per cui si lotta in Val di Susa e nelle altre trincee dei “partigiani del Duemila”. Nel conforto di ricordi che vanno dal Che Guevara ad Alberto Perino.
Fulvio Grimaldi
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Milano, venerdì 11 ottobre
Flash Mob a due passi dal Duomo! 🔥
🔻 STOP alle armi e STOP al sostegno politico ed economico ad Ucraina ed Israele!
🔻 Il vero nemico è in casa nostra! Non è il Donbass, non è la Federazione russa e nemmeno i palestinesi e la loro legittima resistenza. Non è la Siria, non è l'Iran, non è il Libano e nemmeno lo Yemen. Il nemico è chi occupa il nostro Paese con le sue basi militari, è chi ci costringe a politiche repressive, liberticide e di miseria economica e sociale! È chi ci riempie di propaganda, è chi ci sorveglia, ci controlla e ci reprime!
🔻 La guerra comincia qui, dall'invio di armi sempre in aumento agli investimenti nell'industria bellica, mentre si chiedono sacrifici e mentre viene distrutto quel che resta dello Stato sociale. La guerra comincia dal sanguinario imperialismo occidentale, scatenato oggi a difesa della propria infame e presunta egemonia e ai danni dell'autodeterminazione popolare in ogni parte del mondo!
🔻 NO NATO, NO USA, NO UE! NO anche a tutti i governi nazionali, di diversa forma o colore, che si susseguono invece in completa continuità e subalternità! Liberiamocene 🔥
https://t.me/canalemiracolomilano
Flash Mob a due passi dal Duomo! 🔥
🔻 STOP alle armi e STOP al sostegno politico ed economico ad Ucraina ed Israele!
🔻 Il vero nemico è in casa nostra! Non è il Donbass, non è la Federazione russa e nemmeno i palestinesi e la loro legittima resistenza. Non è la Siria, non è l'Iran, non è il Libano e nemmeno lo Yemen. Il nemico è chi occupa il nostro Paese con le sue basi militari, è chi ci costringe a politiche repressive, liberticide e di miseria economica e sociale! È chi ci riempie di propaganda, è chi ci sorveglia, ci controlla e ci reprime!
🔻 La guerra comincia qui, dall'invio di armi sempre in aumento agli investimenti nell'industria bellica, mentre si chiedono sacrifici e mentre viene distrutto quel che resta dello Stato sociale. La guerra comincia dal sanguinario imperialismo occidentale, scatenato oggi a difesa della propria infame e presunta egemonia e ai danni dell'autodeterminazione popolare in ogni parte del mondo!
🔻 NO NATO, NO USA, NO UE! NO anche a tutti i governi nazionali, di diversa forma o colore, che si susseguono invece in completa continuità e subalternità! Liberiamocene 🔥
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#Israele fu autorizzato (da chi, probabilmente possiamo immaginarlo...) ad avere armi chimiche (CW).
Durante l' «Operazione Piombo Fuso» (nota anche come Massacro di Gaza), #bombe al #fosforo e altri orribili missili sono stati sganciati sulla popolazione di Gaza.
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E' la cronistoria di #DidierRaoult, microbiologo francese e docente all'Università di Aix-Marsiglia.
Il suo "Discipline H-index" è di 199: è il primo al mondo nella classifica dei migliori microbiologi, con ben 3.326 pubblicazioni e più di 200.000 citazioni.
Tutto d'un tratto Raoult viene relegato a una critica asprissima. Il motivo?
Il medico francese aveva teorizzato e messo in pratica l'utilizzo dell'idrossiclorochina per curare il #Covid a dosi non letali, o quantomeno tossiche.
La terapia domiciliare è costata al microbiologo numero uno al mondo inchieste giudiziarie, sanzioni, sospensioni e così via.
L'ennesimo stop sembrerebbe essere arrivato proprio negli ultimi giorni.
I quotidiani francesi parlano infatti di una sospensione per 2 anni dall'esercizio della professione medica per Didier Raoult, che, tuttavia, dice di non aver ancora ricevuto "alcuna notifica ufficiale".
"Comunque dice: non esercito la professione medica dal settembre del 2021".
Perché? "Ho rifiutato di raccomandare la vaccinazione di massa".
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«Re Artù faceva parte della comunità Lgbtq+». Lo ha definito il Consiglio della contea di Denbighsire, che ha incluso il sovrano all'interno del lavoro di celebrazione delle "storie locali di orientamento sessuale e identità di genere". Il motivo? «Indossava abiti femminili».
Ok.
https://www.ilmessaggero.it/mondo/re_artu_comunita_lgbtq_galles_perche_abiti_femminili_cosa_sappiamo-8411228.html
Ok.
https://www.ilmessaggero.it/mondo/re_artu_comunita_lgbtq_galles_perche_abiti_femminili_cosa_sappiamo-8411228.html
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"La Guerra deve essere condotta in modo tale che l’Islam (il Mondo Arabo Musulmano) e i sionisti politici (lo Stato di Israele) si distruggano reciprocamente. Nel mentre, le altre nazioni, divise ancora una volta su questa questione, saranno costrette a combattere fino ad esaurirsi completamente, fisicamente, moralmente, spiritualmente ed economicamente.
Daremo libero sfogo ai nichilisti e agli ateisti, e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che, in tutto il suo orrore, mostrerà chiaramente alle
nazioni, quale effetto abbiano l’ateismo assoluto, l’origine della ferocia e i disordini (le rivoluzioni) altamente sanguinari.
Ovunque, quindi, i cittadini obbligati a difendersi dalla minoranza mondiale di rivoluzionari, stermineranno quei distruttori della civiltà e la moltitudine sarà disillusa dalla Cristianità, i cui spiriti deistici da quel momento saranno senza bussola nè direzione.
Saranno ansiosi di un ideale, ma senza sapere a chi rendere questa adorazione, riceveranno cosi la vera luce attraverso la manifestazione universale della
pura dottrina di Lucifero, portato finalmente alla vista di tutti.
Questa manifestazione deriverà dal movimento reazionario generale, che seguirà la distruzione della Cristianità
ed ateismo, entrambi conquistati e sterminati allo stesso tempo”
📌 Questo è un estratto della lettera scritta da Albert #Pike indirizzata a Giuseppe #Mazzini
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🇮🇷 Registrazione audio trapelata da una riunione del Ministero della Difesa israeliano, in cui Benjamin Netanyahu ha detto:
“Dobbiamo colpire l’Iran superficialmente ed esagerarlo nei media”.
Netanyahu: “Gli attacchi dell'Iran hanno distrutto la nostra credibilità e deterrenza. Siamo costretti a rispondere alle azioni dell’Iran. Se non rispondiamo all’Iran, aumenterà la paura in Israele, il che è pericoloso. Non vogliamo che la situazione in Israele peggiori.
Nel rispondere all’Iran dobbiamo considerare due aspetti. In primo luogo, la risposta deve essere superficiale per evitare che l’Iran colpisca nuovamente. È importante che si verifichi il fatto stesso del colpo, anche se superficiale. In secondo luogo, questo colpo deve essere notevolmente esagerato dai media per ottenere un effetto mediatico.
La cosa principale è lavorare con i media. Prima di iniziare la nostra operazione contro l’Iran, dobbiamo creare un’atmosfera di paura in Iran.
https://t.me/JosefSternInformazioniLibere
➡️ Controllo Globale
“Dobbiamo colpire l’Iran superficialmente ed esagerarlo nei media”.
Netanyahu: “Gli attacchi dell'Iran hanno distrutto la nostra credibilità e deterrenza. Siamo costretti a rispondere alle azioni dell’Iran. Se non rispondiamo all’Iran, aumenterà la paura in Israele, il che è pericoloso. Non vogliamo che la situazione in Israele peggiori.
Nel rispondere all’Iran dobbiamo considerare due aspetti. In primo luogo, la risposta deve essere superficiale per evitare che l’Iran colpisca nuovamente. È importante che si verifichi il fatto stesso del colpo, anche se superficiale. In secondo luogo, questo colpo deve essere notevolmente esagerato dai media per ottenere un effetto mediatico.
La cosa principale è lavorare con i media. Prima di iniziare la nostra operazione contro l’Iran, dobbiamo creare un’atmosfera di paura in Iran.
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Forwarded from Controllo Globale
“Questo deve essere fatto ora, immediatamente”, ha detto il primo ministro israeliano.
Le forze delle Nazioni Unite in Libano contano quasi 11.000 soldati e funzionari provenienti da 48 Paesi.
Sono dispiegati in base a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del marzo 1978.
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