Francesca Quibla pinned «Perché la guerra per procura contro la Siria è stata uno spartiacque tra le masse ? Perché non solo non c’è stata la volontà di capire… visto che per capire bisogna prima leggere e studiare la storia a partire dalla caduta dell’Impero Ottomano, ma è stata…»
Forwarded from Miracolo a Milano
👉 Ricordiamo a tutti l'appuntamento di questa sera:
🗓️📍 Lunedì 14 ottobre dalle ore 20.30, a Milano, in via Cesare Arici 30 (presso il SOL COBAS)
DDL 1660
Criminalizzazione del dissenso, repressione, Stato di guerra e di polizia
👉 Assemblea pubblica sul DDL 1660: Cosa prevede nel dettaglio? Quali saranno le conseguenze di una sua ratifica? Come organizzarci? Ne discutiamo insieme all'Avvocato Benedetto Ciccarone.
https://t.me/canalemiracolomilano
🗓️📍 Lunedì 14 ottobre dalle ore 20.30, a Milano, in via Cesare Arici 30 (presso il SOL COBAS)
DDL 1660
Criminalizzazione del dissenso, repressione, Stato di guerra e di polizia
👉 Assemblea pubblica sul DDL 1660: Cosa prevede nel dettaglio? Quali saranno le conseguenze di una sua ratifica? Come organizzarci? Ne discutiamo insieme all'Avvocato Benedetto Ciccarone.
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L'attacco di "israele" contro UNIFIL sembra avere un obiettivo chiaro:
dimostrare al mondo che può agire senza subire conseguenze.
Colpire una forza di pace delle Nazioni Unite non è solo una provocazione, ma un messaggio politico.
"israele" sembra voler affermare la sua capacità di colpire chiunque, ovunque, rimanendo impunito.
Questo tipo di azione, infatti, non è un incidente isolato perchè, forte dell’appoggio internazionale, specialmente dagli Stati Uniti, UE e Uk, ha più volte evitato sanzioni o condanne severe per le sue operazioni.
L’attacco a UNIFIL si inserisce in questo contesto, dimostrando che i sionisti possono ignorare le regole internazionali e minare l’autorità di organizzazioni come l’ONU senza subire reali ripercussioni.
In fondo, questo attacco sembra voler rafforzare la percezione dell’impunità israeliana: un messaggio rivolto non solo ai suoi nemici regionali, ma anche alla comunità internazionale, che, per quanto critica, finisce spesso per tollerare le sue azioni.
Quando diciamo che "siamo tutti palestinesi" significa proprio questo: il diritto internazionale non vale niente, quando si tratta dei crimini commessi dai sionisti
F.Quibla
dimostrare al mondo che può agire senza subire conseguenze.
Colpire una forza di pace delle Nazioni Unite non è solo una provocazione, ma un messaggio politico.
"israele" sembra voler affermare la sua capacità di colpire chiunque, ovunque, rimanendo impunito.
Questo tipo di azione, infatti, non è un incidente isolato perchè, forte dell’appoggio internazionale, specialmente dagli Stati Uniti, UE e Uk, ha più volte evitato sanzioni o condanne severe per le sue operazioni.
L’attacco a UNIFIL si inserisce in questo contesto, dimostrando che i sionisti possono ignorare le regole internazionali e minare l’autorità di organizzazioni come l’ONU senza subire reali ripercussioni.
In fondo, questo attacco sembra voler rafforzare la percezione dell’impunità israeliana: un messaggio rivolto non solo ai suoi nemici regionali, ma anche alla comunità internazionale, che, per quanto critica, finisce spesso per tollerare le sue azioni.
Quando diciamo che "siamo tutti palestinesi" significa proprio questo: il diritto internazionale non vale niente, quando si tratta dei crimini commessi dai sionisti
F.Quibla
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Forwarded from ing. Ugo Rossi
ITALIA-ISRAELE LA VERGOGNA DEL CALCIO E DELLE ISTITUZIONI ITALIANE
GUARDA LA DIRETTA FACEBOOK QUI https://www.facebook.com/share/v/1UPyJUyLrs/?mibextid=WC7FNe
Mi trovo fuori lo stadio Friuli di Udine, ho fatto una breve tappa qui del mio allenamento mattutino per commentare insieme a voi la vergogna che si compierà oggi a Udine e a Trieste ( con gli U21).
Regione e Comune hanno anche dato il Patrocinio alla partita per scelta del Presidente Fedriga e del Sindaco di Udine De Toni.
Queste le domande che mi pongo:
1. Israele da decenni e soprattutto nell’ultimo hanno sta rubando terre ad altri Stati e compiendo un genocidio nei confronti dei palestinesi, perché nessuno li ferma?
2. La Russia viene bandita da tutte le competizioni sportive, perché Israele no?
3. Israele attacca le basi italiane Unifil, l’Italia finge di fare la voce grossa ma alla fine continua ad appoggiarli e quasi li giustifica. Perché ?
Mi raccomando oggi tutti a Udine alle ore 17 per il corteo contro questa partita con partenza da Piazza della Repubblica .
Ugo Rossi - Consigliere Comunale di Trieste Insieme Liberi
👇🏼UNISCITI al mio canale telegram per rimanere aggiornato: https://t.me/ugorossiecoing
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Mi trovo fuori lo stadio Friuli di Udine, ho fatto una breve tappa qui del mio allenamento mattutino per commentare insieme a voi la vergogna che si compierà oggi a Udine e a Trieste ( con gli U21).
Regione e Comune hanno anche dato il Patrocinio alla partita per scelta del Presidente Fedriga e del Sindaco di Udine De Toni.
Queste le domande che mi pongo:
1. Israele da decenni e soprattutto nell’ultimo hanno sta rubando terre ad altri Stati e compiendo un genocidio nei confronti dei palestinesi, perché nessuno li ferma?
2. La Russia viene bandita da tutte le competizioni sportive, perché Israele no?
3. Israele attacca le basi italiane Unifil, l’Italia finge di fare la voce grossa ma alla fine continua ad appoggiarli e quasi li giustifica. Perché ?
Mi raccomando oggi tutti a Udine alle ore 17 per il corteo contro questa partita con partenza da Piazza della Repubblica .
Ugo Rossi - Consigliere Comunale di Trieste Insieme Liberi
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Lunedì 14 ottobre 2024 si svolgerà a Udine la partita di calcio Italia-Israele nell’ambito della Nations League. Il Comitato per la Palestina di Udine, insieme alle comunità palestinesi del Friuli e Veneto, GPI e Salaam ragazzi dell’olivo di Trieste, impegnate nella solidarietà con il popolo palestinese vittima di genocidio ormai da oltre un anno, hanno promosso una manifestazione nel capoluogo nel pomeriggio (appuntamento alle 17 in Piazza Repubblica) perchè “la nazionale di calcio israeliana non solo rappresenta lo Stato di Israele e le sue violazioni dei diritti umani, ma è parte attiva e partecipa alla promozione del massacro in corso”. Numerose le adesioni giunte anche da realtà fuori provincia e regione.
La manifestazione non potrà avvicinarsi allo stadio, dove sarà allestita una zona rossa completamente militarizzata , ma intende comunque protestare di fronte ad una iniziativa di evidente “sport-washing” che ha ricevuto anche il patrocinio del comune di Udine, nonostante inizialmente si fosse sfilato, mentre la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha attaccato l’iniziativa di contestazione per bocca del governatore Fedriga, ha spinto fin dall’inizio perchè venisse sottoscritto l’accordo con la Figc e disputare qui la partita.
Ci racconta il percorso che ha portato a questa mobilitazione, i contenuti e le modalità che si volgiono portare in piazza Ippolito, del comitato per la Palestina di Udine.
Siamo tornati ad aggiornarci con Ippolito lunedi mattina 14 ottobre per un punto della situazione. Alla fine sono 89 le realta’ che hanno aderito alla manifestazione, che sara’ ben organizzata con un proprio servizio d’ordine. “In queste ore Udine è una citta’ totalmente militarizzata” racconta Ippolito ai nostri microfoni.
Per gli audio qui:
https://www.radiondadurto.org/2024/10/14/udine-manifestazione-contro-la-partita-di-calcio-italia-israele-e-per-denunciare-il-genocidio-in-corso-in-palestina/
Vignetta di Gianluca Foglia Fogliazza
La manifestazione non potrà avvicinarsi allo stadio, dove sarà allestita una zona rossa completamente militarizzata , ma intende comunque protestare di fronte ad una iniziativa di evidente “sport-washing” che ha ricevuto anche il patrocinio del comune di Udine, nonostante inizialmente si fosse sfilato, mentre la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha attaccato l’iniziativa di contestazione per bocca del governatore Fedriga, ha spinto fin dall’inizio perchè venisse sottoscritto l’accordo con la Figc e disputare qui la partita.
Ci racconta il percorso che ha portato a questa mobilitazione, i contenuti e le modalità che si volgiono portare in piazza Ippolito, del comitato per la Palestina di Udine.
Siamo tornati ad aggiornarci con Ippolito lunedi mattina 14 ottobre per un punto della situazione. Alla fine sono 89 le realta’ che hanno aderito alla manifestazione, che sara’ ben organizzata con un proprio servizio d’ordine. “In queste ore Udine è una citta’ totalmente militarizzata” racconta Ippolito ai nostri microfoni.
Per gli audio qui:
https://www.radiondadurto.org/2024/10/14/udine-manifestazione-contro-la-partita-di-calcio-italia-israele-e-per-denunciare-il-genocidio-in-corso-in-palestina/
Vignetta di Gianluca Foglia Fogliazza
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A Udine in 4000 per contestare la FIFA che fa partecipare l'Israele dell'apartheid e del genocidio alla #NationsLeagues #ItaliaIsraele
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📌 Coinvolgimento degli Stati Uniti nel tentato assassinio del capo di Hezbollah Wafiq Safa
Nell'articolo di oggi, Ibrahim Al-Amin approfondisce le affermazioni allarmanti di alti funzionari della sicurezza libanese, che suggeriscono un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira Wafiq Safa di Hezbollah. Safa, capo dell'Unità di collegamento e coordinamento di Hezbollah, era il presunto obiettivo dell'attacco aereo a Beirut di giovedì scorso. Sebbene Hezbollah abbia negato che Safa sia stato colpito, i sospetti sul ruolo di Washington nel tentativo di assassinio si sono intensificati.
Secondo tre alti funzionari libanesi, i servizi segreti occidentali, guidati dagli Stati Uniti, hanno mantenuto contatti diretti con le istituzioni militari e di sicurezza del Libano sin dallo scoppio della guerra aperta tra Libano e "Israele". I funzionari hanno rivelato che l'intelligence statunitense si è concentrata in particolar modo sulle comunicazioni di Hezbollah con le autorità libanesi durante il conflitto. Un funzionario ha osservato che Hezbollah aveva ordinato a Safa di mantenere i contatti con i funzionari militari e di sicurezza libanesi nonostante i rischi connessi. Questa comunicazione sarebbe diventata il punto focale per l'intelligence statunitense e israeliana, culminando nell'attacco aereo su Beirut.
L'attacco aereo ha rafforzato la convinzione di Hezbollah che gli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo nell'orchestrazione dell'attentato alla vita di Safa. Sebbene Safa non abbia alcun ruolo militare, rendendolo un obiettivo improbabile, le forze israeliane avrebbero eseguito l'attacco, potenzialmente per conto di Washington. Un funzionario della sicurezza libanese ha affermato: "Israele non ha obiezioni ad assassinare Safa; dopotutto, un tempo era un assistente di Sayyed Hassan Nasrallah. Ma questa operazione sembra guidata dall'intelligence statunitense, volta a recidere i legami di Hezbollah con i funzionari militari e di sicurezza del Libano".
Il funzionario ha continuato spiegando che gli Stati Uniti potrebbero segnalare la loro intenzione di indebolire l'influenza di Hezbollah prendendo di mira personaggi non militari, come Safa, i cui contatti potrebbero esercitare pressione sulle autorità libanesi. Inoltre, il tentativo di assassinio è visto come parte di una campagna più ampia, guidata dall'ambasciatrice statunitense a Beirut Lisa Johnson, che avrebbe esortato le forze politiche libanesi a prepararsi per un'“era post-Hezbollah”.
Ad aggravare questi sospetti, il 10 ottobre, una squadra di 15 ufficiali della CIA è arrivata a Beirut ed è stata immediatamente trasportata all'ambasciata statunitense ad Awkar. Questa nuova cellula si è unita all'operazione CIA esistente in Libano, che include 12 ufficiali chiave incaricati di supervisionare la raccolta di informazioni e coordinare le azioni. Queste operazioni, mascherate sotto le mentite spoglie dell'antiterrorismo, mirano a interrompere le comunicazioni e l'influenza di Hezbollah.
Un funzionario della sicurezza libanese ha rivelato che l'influenza dell'intelligence statunitense in Libano si è evoluta in modo drammatico negli ultimi dieci anni, in particolare con la nomina di Sherry Baker a nuovo capo della stazione CIA di Beirut. Baker ha partecipato a diversi incontri con funzionari della sicurezza libanesi durante visite ufficiali a Washington e cinque ufficiali libanesi hanno fatto viaggi di lavoro al quartier generale della CIA a Langley negli ultimi mesi.
Questa indagine solleva importanti interrogativi sulla portata del coinvolgimento degli Stati Uniti nel prendere di mira personaggi di Hezbollah e sulle implicazioni più ampie di tali azioni. Supportando potenzialmente le operazioni israeliane contro il personale non militare di Hezbollah, gli Stati Uniti potrebbero segnalare un cambiamento nella loro strategia, mirando a destabilizzare i legami del movimento con le istituzioni libanesi, esercitando al contempo pressione sull'influenza politica di Hezbollah.
Al Akhbar
Nell'articolo di oggi, Ibrahim Al-Amin approfondisce le affermazioni allarmanti di alti funzionari della sicurezza libanese, che suggeriscono un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira Wafiq Safa di Hezbollah. Safa, capo dell'Unità di collegamento e coordinamento di Hezbollah, era il presunto obiettivo dell'attacco aereo a Beirut di giovedì scorso. Sebbene Hezbollah abbia negato che Safa sia stato colpito, i sospetti sul ruolo di Washington nel tentativo di assassinio si sono intensificati.
Secondo tre alti funzionari libanesi, i servizi segreti occidentali, guidati dagli Stati Uniti, hanno mantenuto contatti diretti con le istituzioni militari e di sicurezza del Libano sin dallo scoppio della guerra aperta tra Libano e "Israele". I funzionari hanno rivelato che l'intelligence statunitense si è concentrata in particolar modo sulle comunicazioni di Hezbollah con le autorità libanesi durante il conflitto. Un funzionario ha osservato che Hezbollah aveva ordinato a Safa di mantenere i contatti con i funzionari militari e di sicurezza libanesi nonostante i rischi connessi. Questa comunicazione sarebbe diventata il punto focale per l'intelligence statunitense e israeliana, culminando nell'attacco aereo su Beirut.
L'attacco aereo ha rafforzato la convinzione di Hezbollah che gli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo nell'orchestrazione dell'attentato alla vita di Safa. Sebbene Safa non abbia alcun ruolo militare, rendendolo un obiettivo improbabile, le forze israeliane avrebbero eseguito l'attacco, potenzialmente per conto di Washington. Un funzionario della sicurezza libanese ha affermato: "Israele non ha obiezioni ad assassinare Safa; dopotutto, un tempo era un assistente di Sayyed Hassan Nasrallah. Ma questa operazione sembra guidata dall'intelligence statunitense, volta a recidere i legami di Hezbollah con i funzionari militari e di sicurezza del Libano".
Il funzionario ha continuato spiegando che gli Stati Uniti potrebbero segnalare la loro intenzione di indebolire l'influenza di Hezbollah prendendo di mira personaggi non militari, come Safa, i cui contatti potrebbero esercitare pressione sulle autorità libanesi. Inoltre, il tentativo di assassinio è visto come parte di una campagna più ampia, guidata dall'ambasciatrice statunitense a Beirut Lisa Johnson, che avrebbe esortato le forze politiche libanesi a prepararsi per un'“era post-Hezbollah”.
Ad aggravare questi sospetti, il 10 ottobre, una squadra di 15 ufficiali della CIA è arrivata a Beirut ed è stata immediatamente trasportata all'ambasciata statunitense ad Awkar. Questa nuova cellula si è unita all'operazione CIA esistente in Libano, che include 12 ufficiali chiave incaricati di supervisionare la raccolta di informazioni e coordinare le azioni. Queste operazioni, mascherate sotto le mentite spoglie dell'antiterrorismo, mirano a interrompere le comunicazioni e l'influenza di Hezbollah.
Un funzionario della sicurezza libanese ha rivelato che l'influenza dell'intelligence statunitense in Libano si è evoluta in modo drammatico negli ultimi dieci anni, in particolare con la nomina di Sherry Baker a nuovo capo della stazione CIA di Beirut. Baker ha partecipato a diversi incontri con funzionari della sicurezza libanesi durante visite ufficiali a Washington e cinque ufficiali libanesi hanno fatto viaggi di lavoro al quartier generale della CIA a Langley negli ultimi mesi.
Questa indagine solleva importanti interrogativi sulla portata del coinvolgimento degli Stati Uniti nel prendere di mira personaggi di Hezbollah e sulle implicazioni più ampie di tali azioni. Supportando potenzialmente le operazioni israeliane contro il personale non militare di Hezbollah, gli Stati Uniti potrebbero segnalare un cambiamento nella loro strategia, mirando a destabilizzare i legami del movimento con le istituzioni libanesi, esercitando al contempo pressione sull'influenza politica di Hezbollah.
Al Akhbar
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Al-Akhbar English
📌 US Involvement in the Attempted Assassination of Hezbollah Chief Wafiq Safa
In today’s article, Ibrahim Al-Amin delves into alarming claims by senior Lebanese security officials, suggesting possible US involvement in an Israeli airstrike targeting Hezbollah's…
In today’s article, Ibrahim Al-Amin delves into alarming claims by senior Lebanese security officials, suggesting possible US involvement in an Israeli airstrike targeting Hezbollah's…
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ULTIMA ORA: il primo ministro israeliano Netanyahu approva ufficialmente i piani per attaccare l'Iran.
@GeneralMCNews
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Abbiamo in Gesù Cristo ucraino e un Cristoforo Colombo ebreo sefardita spagnolo.
Ok.
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Questo giovane palestinese, Shaaban Al-Dalu, è stato bruciato vivo ieri in diretta televisiva dopo che aerei israeliani avevano preso di mira le tende che ospitavano civili sfollati nei cortili dell'ospedale dei martiri di Al-Aqsa, nel centro di Gaza. (QNN)
Tutto questo mentre si gioca la partita Italia - israele.
Poi parlano ancora dei forni crematori di 90 anni fa.
Tutto questo mentre si gioca la partita Italia - israele.
Poi parlano ancora dei forni crematori di 90 anni fa.
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Controllo Globale
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Controllo Globale
Guterres respinge la richiesta di Netanyahu di evacuare l'UNIFIL dal Libano meridionale.
THE JERUSALEM POST.
La forza di pace non evacuerà il Libano meridionale, ha dichiarato domenica sera il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, respingendo…
THE JERUSALEM POST.
La forza di pace non evacuerà il Libano meridionale, ha dichiarato domenica sera il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, respingendo…
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Forwarded from Controllo Globale
https://venezuela-news.com/militares-del-regimen-israeli-utilizan-a-civiles-palestinos-detenidos-como-escudos-humanos/
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430 EURO DI MULTA PER “PROPAGANDA POLITICA NON AUTORIZZATA ” !!!
Un apicoltore di Bordighera è stato multato dalle solerti forze dell'ordine della colonia Italia perché si è rifiutato di togliere un cartello nel suo piccolo stand in cui chiedeva la fine dei bombardamenti su Gaza e lo stop al genocidio.
Così stiamo messi in questo paese.
Succede che i vari governi (succedutisi fino ad ora) fiancheggiano apertamente il regime sionista mentre si macchia di crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti del popolo palestinese, libanese, siriano... succede poi che gli stessi governi reprimono ogni voce che amplifica il dolore e le sofferenze del popolo palestinese, ma vogliono far credere di contare qualcosa quando il regime sionista prende di mira non solo palestinesi, libanesi e siriani, ma personale occidentale della missione Unifil..
Siete patetici.
Sono patetici i politici che non contano più una mazza, sono patetiche e ridicole le forze dell'ordine che sottostanno a questi diktat.
Quando c'è da arrestare criminali di guerra mettono la testa sotto terra, diventano piccoli e invisibili, ma quando c'è da reprimere apicoltori contro un genocidio, studenti, operai, vecchiette senza Green Pass, allora sono super reattivi.
Se la situazione non fosse così preoccupante gli riderei in faccia dalla mattina alla sera.
Qui si può sentire dalla viva voce dell'apicoltore cosa è successo 🔽
https://www.radiopopolare.it/puntata/?ep=popolare-clip/clip_14_10_2024_19_09
Un apicoltore di Bordighera è stato multato dalle solerti forze dell'ordine della colonia Italia perché si è rifiutato di togliere un cartello nel suo piccolo stand in cui chiedeva la fine dei bombardamenti su Gaza e lo stop al genocidio.
Così stiamo messi in questo paese.
Succede che i vari governi (succedutisi fino ad ora) fiancheggiano apertamente il regime sionista mentre si macchia di crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti del popolo palestinese, libanese, siriano... succede poi che gli stessi governi reprimono ogni voce che amplifica il dolore e le sofferenze del popolo palestinese, ma vogliono far credere di contare qualcosa quando il regime sionista prende di mira non solo palestinesi, libanesi e siriani, ma personale occidentale della missione Unifil..
Siete patetici.
Sono patetici i politici che non contano più una mazza, sono patetiche e ridicole le forze dell'ordine che sottostanno a questi diktat.
Quando c'è da arrestare criminali di guerra mettono la testa sotto terra, diventano piccoli e invisibili, ma quando c'è da reprimere apicoltori contro un genocidio, studenti, operai, vecchiette senza Green Pass, allora sono super reattivi.
Se la situazione non fosse così preoccupante gli riderei in faccia dalla mattina alla sera.
Qui si può sentire dalla viva voce dell'apicoltore cosa è successo 🔽
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Forwarded from Miracolo a Milano
"15 ottobre 2021, Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori"
👉 Quanto, di quelle misure "eccezionali", si è stabilizzato nella "nuova normalità" o ha comunque aperto la strada alle fasi "di guerra" successive? A tre anni da allora, affinché la nostra lotta non sia solo testimonianza ma che sia viva e che si batta nel presente, condividiamo qualche breve spunto, qualche elemento di continuità fra quel giorno e oggi:
1) All'interno del processo di completa digitalizzazione, il dispiegamento delle identità digitali e delle piattaforme di "riconoscimento ed erogazione dei servizi", con IT-Wallet in partenza il prossimo 5 dicembre nel rispetto delle "norme previste dall'European Digital identità Wallet, che arriverà nel 2026" (SkyTg24). Portafogli digitali comprensivi di patenti, passaporti e conti correnti che trasformano il rapporto fra singolo, collettività e potere istituzionale ed economico, rendendo tecnicamente possibile il disciplinamento di massa ed il passaggio, già in atto, da un Diritto idealmente universale a quello premiale e di "concessione".
2) Nell'impunità e opacità del percorso di sviluppo, produzione e sperimentazione farmaceutica, lo sdoganamento della "medicina preventiva" e "genomica" a discapito di quella generale ed indipendente. Secondo UniBo, si tratta di un "settore in forte sviluppo, cresciuto per importanza e ampiezza proprio durante la pandemia", che vede "il Made in Italy tra i protagonisti a livello globale nella definizione della medicina del futuro: predittiva, preventiva". Quella che Goldman Sachs in riunione con i grandi della (bio)farmaceutica nel 2018 definiva una svolta necessaria, dato che "curare i pazienti" non pareva "economicamente sostenibile".
3) Dalla "pandemia" al "Climate change", dalla "guerra in Ucraina" al genocidio del popolo palestinese. La propaganda di regime ed il revisionismo storico, ovviamente, continuano ad imperversare in lungo e in largo, e così fa anche la "guerra alle fake news", ovvero qualunque cosa si discosti dalle veline ufficiali. Una martellante operazione di controllo sociale che non si limita alla censura o alla cattiva informazione, ma che abbraccia mortalmente l'intero panorama culturale e di intrattenimento; un'operazione, come abbiamo spesso ripetuto, che manifesta i caratteri delle operazioni psicologiche e della "guerra cognitiva", ovvero la guerra alla cognizione, alla memoria e alla razionalità stessa della popolazione.
4) Infine, la repressione e la subordinazione del lavoro e dei lavoratori, che quel 15 ottobre si videro sospesi e senza stipendio a causa delle proprie posizioni legittime ma quasi mai riconosciute dalle Istituzioni politiche e giudiziarie, egualmente criminali. Gli strumenti per opporci, e per darcela da noi una giustizia, oggi come allora vengono "ristretti" e criminalizzati; un disegno di immiserimento, così come di compressione di diritti e libertà, che vede ampia continuità con lo spirito dell'odierno DDL1660 e che ricerca metodicamente l'ubbidienza trasversale, soprattutto sui posti di lavoro.
Il 15 ottobre, per certi versi, non è mai finito. La lotta continua!
https://t.me/canalemiracolomilano
👉 Quanto, di quelle misure "eccezionali", si è stabilizzato nella "nuova normalità" o ha comunque aperto la strada alle fasi "di guerra" successive? A tre anni da allora, affinché la nostra lotta non sia solo testimonianza ma che sia viva e che si batta nel presente, condividiamo qualche breve spunto, qualche elemento di continuità fra quel giorno e oggi:
1) All'interno del processo di completa digitalizzazione, il dispiegamento delle identità digitali e delle piattaforme di "riconoscimento ed erogazione dei servizi", con IT-Wallet in partenza il prossimo 5 dicembre nel rispetto delle "norme previste dall'European Digital identità Wallet, che arriverà nel 2026" (SkyTg24). Portafogli digitali comprensivi di patenti, passaporti e conti correnti che trasformano il rapporto fra singolo, collettività e potere istituzionale ed economico, rendendo tecnicamente possibile il disciplinamento di massa ed il passaggio, già in atto, da un Diritto idealmente universale a quello premiale e di "concessione".
2) Nell'impunità e opacità del percorso di sviluppo, produzione e sperimentazione farmaceutica, lo sdoganamento della "medicina preventiva" e "genomica" a discapito di quella generale ed indipendente. Secondo UniBo, si tratta di un "settore in forte sviluppo, cresciuto per importanza e ampiezza proprio durante la pandemia", che vede "il Made in Italy tra i protagonisti a livello globale nella definizione della medicina del futuro: predittiva, preventiva". Quella che Goldman Sachs in riunione con i grandi della (bio)farmaceutica nel 2018 definiva una svolta necessaria, dato che "curare i pazienti" non pareva "economicamente sostenibile".
3) Dalla "pandemia" al "Climate change", dalla "guerra in Ucraina" al genocidio del popolo palestinese. La propaganda di regime ed il revisionismo storico, ovviamente, continuano ad imperversare in lungo e in largo, e così fa anche la "guerra alle fake news", ovvero qualunque cosa si discosti dalle veline ufficiali. Una martellante operazione di controllo sociale che non si limita alla censura o alla cattiva informazione, ma che abbraccia mortalmente l'intero panorama culturale e di intrattenimento; un'operazione, come abbiamo spesso ripetuto, che manifesta i caratteri delle operazioni psicologiche e della "guerra cognitiva", ovvero la guerra alla cognizione, alla memoria e alla razionalità stessa della popolazione.
4) Infine, la repressione e la subordinazione del lavoro e dei lavoratori, che quel 15 ottobre si videro sospesi e senza stipendio a causa delle proprie posizioni legittime ma quasi mai riconosciute dalle Istituzioni politiche e giudiziarie, egualmente criminali. Gli strumenti per opporci, e per darcela da noi una giustizia, oggi come allora vengono "ristretti" e criminalizzati; un disegno di immiserimento, così come di compressione di diritti e libertà, che vede ampia continuità con lo spirito dell'odierno DDL1660 e che ricerca metodicamente l'ubbidienza trasversale, soprattutto sui posti di lavoro.
Il 15 ottobre, per certi versi, non è mai finito. La lotta continua!
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