Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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⭕️ Signori/Rispettate istituzioni mediatiche arabe e internazionali 🔻

Chiediamo a tutte le istituzioni mediatiche e agli attivisti dei social media di mettere in primo piano la campagna per il blocco delle ambasciate americane e delle ambasciate dell'entità sionista, che viene lanciata attraverso lo spazio digitale, denunciando i massacri dell'occupazione nella Striscia di Gaza, soprattutto nel Governatorato di Gaza Nord.

La campagna viene lanciata tramite un hashtag #حصار #BlockTheEmbassies , partecipano centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo.

Ufficio Stampa - Movimento di Resistenza Islamica 🇵🇸 - Hamas 🇵🇸
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Francesca Quibla pinned «Le piattaforme dei social media sono ora inondate di appelli urgenti per manifestazioni di massa che circondino le ambasciate israeliane e statunitensi in tutto il mondo. Utilizzando l'hashtag " #BlockTheEmbassies ", i manifestanti mirano a fare pressione…»
RA (Russia Amica) nasce nel marzo del 2022, il giorno dopo la censura in Italia del canale Sputnik Italia, vergognosamente oscurato dal regime.

In RA ovviamente ci piace parlare di Russia, ma alle notizie sulla Russia, dalla Russia, aggiungiamo le "notizie scomode", quelle che il mainstream evita, distorce o ignora!
Parliamo e ragioniamo sulla geopolitica e sul mondo.

Odiamo le etichette ma ce le "affibbiano" tutte...
Putiniani, novax, negazionisti climatici, fascisti, comunisti, rossobruni, anarchici…
Sicuramente siamo contrari alla Nato, alla UE, all'ideologia gender, alla cancel culture, all'equazione "cambiamento climatico = attività umana", all'OMS, alle imposizioni statali soprattutto in campo medico...


Ci piace la libertà, quella vera!
Se ti va, seguici !!!
https://t.me/RussiaAmica

🇷🇺RA - Russia Amica
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Gli attivisti internazionali stanno intensificando le richieste alla Corte penale internazionale (CPI) affinché adempia al suo mandato perseguendo i criminali di guerra, indipendentemente dalla loro posizione politica o dal loro potere. #NetanyahuWarCriminal

Maggiori dettagli:
https://qudsnen.co/?p=49711
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Forwarded from Controllo Globale
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Il tuo braccio tagliato è appena caduto; raccoglilo e colpisci il tuo nemico...

Mahmoud Darwish ❤️

Press TV
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"Uccideremo gli sciiti, a Kafriya e Fu'a." - "Ribelle" siriano

Questo è il vero volto di Sami Hamdi, Dilly Hussain, Mohammed Hijab e di tutti gli altri utili idioti settari della loro "jihad" sostenuta dagli Yankee-sionisti.

Imparano bene a piangere lacrime di coccodrillo per essere "oppressi" dagli sciiti, eppure credono letteralmente che gli sciiti siano dei predoni a causa del loro cieco e rigido odio settario verso gli sciiti, e che sia legale per loro spargere il sangue e rapire le loro mogli/figli solo perché gli sciiti sono "politeisti", secondo la loro distorta visione del mondo.

Notate come dicono sempre "gli sciiti" invece di indicare semplicemente l'Iran, la Siria o Hezbollah come entità politiche. L'asse della resistenza ha mai detto "i sunniti" quando descrive le sue motivazioni per andare in Siria? No! Hanno sempre detto che è per stroncare gli squadroni della morte sostenuti dai sionisti/NATO che cercano di proteggere gli interessi degli Stati Uniti e dei sionisti indebolendo l'asse e diffamando anche la nobile religione dell'Islam stendendo immagini di questi selvaggi sanguinari su tutta la TV.

Togliete questi propagandisti da Londra e metteteli a Idlib, e la loro vera natura verrà svelata.

https://t.me/basirapress/4694
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VITTORIA DELL'INTIFADA STUDENTESCA!

CONGELATI I RAPPORTI TRA
L’UNIVERSITÀ STATALE DI MILANO e
LA REICHMAN UNIVERSITY DI HERZILYA

ORA VOGLIAMO LO STESSO IN TUTTE LE UNIVERSITÀ ITALIANE!


https://www.instagram.com/p/DBYkfjOM6gJ/?igsh=MWFuejIzZGRscXZyeQ%3D%3D&img_index=3
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Forwarded from Miracolo a Milano
Milano, sabato 26 ottobre 2024 ore 15.00 - Corteo! Da Stazione Centrale a San Babila

"Prima che sia troppo tardi: fuori l'Italia dalla guerra!"
👉 Miracolo a Milano aderisce alla manifestazione promossa unitariamente dal Coordinamento per la pace Milano, dai Giovani Palestinesi Italia, da UDAP, API e CPL

Eccovi alcuni passaggi dell'appello pubblicato per l'iniziativa:

"La grande maggioranza dei parlamentari europei ha votato per la guerra e approvato l'utilizzo di armi a lungo raggio al di fuori del territorio ucraino, portandoci verso uno scontro aperto tra la NATO e la Russia. Mentre in Medio Oriente, con il supporto e la protezione statunitense e dei governi europei, la furia genocida sionista che vuole realizzare la "Grande Israele" non ha limiti: commette impunemente ogni tipo di crimine."

"Non si possono ignorare tutti gli avvenimenti antecedenti il 24 febbraio 2022 e il 7 ottobre 2023. In Ucraina abbiamo assistito all'espansione della NATO a est dopo il 1991, al colpo di Stato di Euromaidan del febbraio 2014 sostenuto da Washington, all'invio dell'esercito ucraino e di battaglioni di ispirazione nazista contro le regioni del Donbass insorte. Allo stesso modo, riguardo alla Palestina si ignorano decenni di oppressione coloniale, pulizia etnica, apartheid, furti di terra e di case, massacri, distruzioni perpetrate da Israele; si arriva ad omettere il diritto del popolo palestinese alla resistenza"
"Bisogna invece prendere consapevolezza del fatto che gli Stati Uniti e l'Occidente collettivo non hanno più la capacità (e il diritto, ndr) di imporsi su popoli e nazioni di tutto il mondo [...] nel tentativo di fermare il proprio declino e la crescita di un mondo multipolare rispondono con la guerra, il riarmo, la militarizzazione della società e la repressione del dissenso. Il nuovo "decreto sicurezza" (DDL 1660/2024) non soltanto vuole soffocare il conflitto sociale, ma anche strozzare sul nascere qualsiasi idea non in linea con la propaganda di guerra"
Testo integrale: https://drive.google.com/file/d/1u0EkvrAXSqlxK3B5OJwtNkWNmCXK1IEH/

🇵🇸 Ci vediamo in piazza Sabato 26 e prima che sia troppo tardi!
https://t.me/canalemiracolomilano
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ULTIMA ORA | Il portavoce delle Brigate Al-Qassam, Abu Obaida: "Elogiamo l'operazione speciale con cui Hezbollah ha preso di mira la residenza del criminale di guerra Netanyahu, inviando un messaggio ai leader criminali dell'occupazione: anche se riuscissero a eludere la cieca giustizia internazionale, non sfuggirebbero alla giusta punizione del popolo libero e resistente della nazione".

QNN
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⭕️ Ai gruppi stampa e agli attivisti dei social media in tutto il mondo

In mezzo al genocidio in corso e ai tentativi di espellere il nostro popolo dalle proprie case nel nord di Gaza, invitiamo i gruppi di stampa arabi e internazionali, nonché gli attivisti dei social media, a evidenziare e promuovere la campagna sui social media volta ad assediare le ambasciate statunitensi e sioniste in tutto il mondo per protestare contro le atrocità e i massacri sionisti in corso contro il nostro popolo a Gaza.

Per favore, twittate e pubblicate usando l'hashtag #Jabalia_Genocide , insieme ad altri hashtag ( #BlockTheEmbassies) che evidenziano il genocidio sionista. La vostra voce può aiutare a sensibilizzare su queste atrocità.

Ufficio Stampa - Movimento di Resistenza Islamico (Hamas)

22 ottobre Sito ufficiale -Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
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Voglio parlare ancora della borsetta che non c'è, della morte di Sinwar, che invece c'è, dello spirito di Gaza, che è immortale - un patrimonio a cui attingere per l'epica futura - e dei miserabili che gravitano attorno a queste questioni, che sono questioni di etica e di spirito e invece, vedi, loro tentano di imbrattarle di cose molto prosaiche, come la merda.
Ho un osservatorio privilegiato su Gaza, ultimamente. Nel senso che ho l'opportunità di parlare con gente che lì ci ha vissuto. Che conosce la realtà di quel territorio indomito ben più di fragolina86 e degli Hamza americani.
- Parlami della resistenza
-Cosa posso dirti? Gente semplice, che viveva tra il popolo. In povere case di campi profughi. Sinwar camminava tra la gente, un uomo senza fronzoli. Forse il più povero tra i resistenti.
-Si nascondevano?
- Macché. Erano rispettati anche da chi non avrebbe mai votato per loro, perché per noi palestinesi la resistenza non è un'opzione. È la nostra stessa vita, il pane che mangiamo.
Lasciamoli parlare. Non riescono ad accettare altri da sé, questo in generale, e detestano chi abbia un diverso sistema di valori e non consideri prioritario abbracciare il nostro, quello dell'ex migliore dei mondi possibili, già da tempo naufragato come un relitto fradicio in balia di onde anomale. Quello delle borsette di Hermès e dell'edonismo sfacciato che da decenni mortifica il nostro legame con lo spirito. Come potrebbero mai capire Gaza e la sua gente, un unicum che annichilisce il pensiero umano, lo contorce, lo strizza e poi lo rigetta. Gente sotto le bombe da 400 giorni. Senza cibo, acqua, medicine. Che non alza bandiera bianca e resiste sulla terra come una roccia inscalfibile. Gente che ha rivendicato con orgoglio la supremazia dello spirito sulla materia, e continua a farlo. Bambini di pochi anni che portano sulle spalle per chilometri fratellini feriti o semplicemente stanchi, senza crollare, senza lamentarsi. Donne risolute, che tengono assieme famiglie smembrate, una società aggredita e mutilata. Uomini che diventano leggenda e tu, assassino, non puoi farci nulla se non tentare la carta della mistificazione fuori tempo massimo. Altro che epica, qui siamo oltre. Siamo a Gaza, e non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.
Ma aggiungerò altro.
E ribadirò il gioco sporco di tutti i colonialismi di tutte le ere e di tutti gli spazi: fiaccare il morale dei colonizzati, far loro credere che sei da solo tu, il colonizzato, di fronte al Moloch inamovibile che decide della tua vita e della tua morte. Non hai nessuno che ti salvi, che ti guidi, che ti sostenga, perché anche i tuoi capi sono creature nostre. Ti hanno preso in giro. Vedi? Li abbiamo comprati, corrotti con i nostri simboli. Sono la nostra merce, e tu, colonizzato, sei solo.
Chi abbia creduto a tutto ciò, come chi abbia creduto alla favoletta per dummies del regime islamista, una succursale dell'Afghanistan nella terra più libera del mondo, non sa di cosa parli. Questa è gente che dà del tu ai re, che decenni di resistenza implacabile a poteri ugualmente implacabili ha reso affilata come lama, dura come la roccia, capace di comprendere gli uomini con una sola occhiata e che non fa sconti a nessuno quando la sua terra è in pericolo. Che conserva l'orgoglio anche nella tragedia più avvilente.
Siamo di Gaza. Tutti i colonialisti del mondo con le loro armi ci sono venuti contro e noi siamo qui. Un punto sulla carta geografica, il centro del mondo.
#sayfreedom

r.a.
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"Ti diranno che era un deserto. Non credergli. La storia ce lo dice. La Mezzaluna fertile ed una morfologia del territorio prettamente mediterranea, condiviso con il Libano e la Siria. Aranceti, frutteti, oliveti, campi coltivati, città antiche e bellissime. I notabili palestinesi che andavano a studiare all'estero. Le case bellissime sul mare. Le prime automobili a partire dagli anni '20. Il porto di Jaffa. Le chiese più antiche della cristianità.
E se anche fosse stato un deserto, comunque non avrebbe giustificato ciò che avvenne. Nel primo commento la Palestina com'era.
Ti diranno che la Palestina non era uno stato. E difatti non lo erano neanche la Siria e neanche il Libano o la Giordania. Erano province dell'impero ottomano che poi si sarebbero costituite come stati esattamente allo stesso modo in cui avvenne per gli stati europei con la dissoluzione del sacro romano impero (e le infinite lotte che ne seguirono). E comunque, stato o provincia cosa cambia? La gente vi abitava anche se si fosse chiamata municipalità
Ti diranno che è una guerra religiosa. Nulla di più falso. In terra santa sono vissuti in pace i fedeli di tutte le religioni fino all'avvento del sionismo, che ha reso la Palestina uno stato esclusivo per soli ebrei, da cui verranno progressivamente cacciati tutti gli altri. Il rabbino David Weiss, del gruppo ortodosso antisionista Naturei karta, più di una volta ha ringraziato il mondo islamico, e la Palestina in particolare, per aver dato ospitalità agli ebrei scacciati dall'Europa a seguito della Reconquista Cattolica. Questa è una lotta anticoloniale e per il perseguimento dei propri diritti umani e politici. Nella Palestina libera ci sarà posto per tutti, anche per i giusti che ne hanno difeso il diritto. La Palestina non ha mai costruito ghetti. Ponte di civiltà e culture, le ha inglobate tutte, senza timore, come sa e può fare chi abbia una storia millenaria alle spalle.
Ti diranno che settemila anni fa erano loro a possedere quella terra. Nulla di più falso. Le tribù nomadi ebraiche hanno vissuto spostandosi in tutto il Medioriente, anche nelle aree desertiche del Negev. Territori, come la Palestina, abitati dalla notte dei tempi dai popoli autoctoni che mai si sono allontanati dalla loro terra, e che l'hanno nutrita nei millenni. Lo dice la storia, lo dice l'archeologia, lo dice finanche la Bibbia, quel testo religioso che hanno preso come garante delle loro rivendicazioni territoriali, un'aberrazione infinita. Nei commenti posto un versetto biblico, se proprio ci tieni, e la lectio magistralis del professore Barbero.
E se pure fosse vero, prova a chiederti chi vivesse duemila anni fa nel luogo in cui sei ora e capirai il livello di follia insito in ciò.
Ti diranno che hanno acquistato quelle terre. Non ci vuole molto a comprendere che, se pure acquistassi centomila acri di terra in Francia, ciò non mi darebbe il diritto di crearvi uno stato. Francia era e Francia rimarrebbe.
Ti diranno che sono territori conquistati con la guerra. E di nuovo: non è consentita la conquista di neanche un centimetro di territorio con la guerra. Non siamo nel Medioevo. Le cartine degli stati sono state tutte consegnate all'Onu. Tutte, tranne una. Indovina quale.
Ti diranno che la lotta palestinese è terrorismo. E di nuovo faccio ricorso alla legge internazionale, che definisce legittima la lotta dei popoli sotto occupazione, anche la lotta armata. E ti ricordo che Nelson Mandela veniva definito terrorista dal governo sudafricano di apartheid.
Tutto ciò a cui si sono appellati per giustificare ciò che è avvenuto in Palestina risulta falso e privo di qualsiasi connessione alla più elementare logica.
Se te lo diranno, tu rispondigli ".
Rossella Ahmad
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Libero è colui che
non deve né subire
né dominare per Essere.

Fëdor Dostoevskij

لا تحزني يا صغيرتي، إنما هي نزهة صغيرة من أجل الحرية.. فلسطين ❤️
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I combattenti della resistenza delle Brigate al-Quds, l'ala militare del Movimento palestinese della Jihad islamica, hanno condiviso un video e trasmesso un messaggio alla resistenza islamica in Libano attraverso Al Mayadeen.

Nel messaggio, un comandante delle Brigate ha affermato: "Diciamo ai nostri fratelli di Hezbollah che insieme stiamo disegnando un'eroica scena di unità sui campi di battaglia".

Il comandante ha aggiunto: "Il nemico criminale non deve aspettarsi da noi altro che una lotta senza sosta, poiché questa terra appartiene esclusivamente al suo popolo", sottolineando che la Resistenza non scenderà a compromessi sui propri diritti e non si spezzerà.

Nonostante l'assedio, i bombardamenti e le condizioni di sicurezza, ha detto il comandante, le Brigate non hanno smesso di prepararsi [per il nemico] sia sottoterra che in superficie.

"Abbiamo deciso di combattere il nemico fino all'ultimo respiro", ha affermato, aggiungendo che le Brigate sono orgogliose di essere "parte integrante dell'Asse della Resistenza, fedele alla Palestina e ai suoi luoghi sacri".

Sottolineando l'unità tra tutte le fazioni della Resistenza, il comandante ha affermato: "Ci completiamo a vicenda nei nostri ruoli e agiamo con sicurezza e determinazione verso il nostro obiettivo comune di una al-Quds e una Palestina libere".

Al Mayadeen
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Forwarded from Movimento Politico per il Socialismo
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Israele attacca edifici residenziali con la scusa già sentita e vista in passato del si nascondeva un terrorista questa volta di Hezbollah trattandosi del Libano nella città di Beirut. Stesse tattiche usare per radere al suolo tutta la striscia di Gaza
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Fazioni della resistenza palestinese organizzano un funerale per il martire, il comandante Yahya Al-Sinwar, nel campo di Yarmouk

Le fazioni della resistenza palestinese nel campo di Yarmouk, nella capitale siriana, Damasco, hanno organizzato un raduno funebre per il martirio del capo dell'ufficio politico del movimento Hamas, il grande leader nazionale Yahya Sinwar.

Al consiglio hanno partecipato leader e rappresentanti delle fazioni della resistenza, insieme a personalità palestinesi e siriane, e un vasto pubblico di residenti dei campi palestinesi in Siria.

Il membro dell'Ufficio Politico di Hamas e funzionario dell'Ufficio per le Relazioni Nazionali del movimento, Hossam Badran, ha confermato durante il suo discorso che il martirio del leader Yahya Sinwar rappresenta una pietra miliare importante nella lotta palestinese, sottolineando che il martire Sinwar non era solo un leader di Hamas , ma piuttosto un simbolo nazionale per l'intero popolo palestinese.

Badran ha dichiarato: "Oggi diciamo addio a un leader eccezionale che ha lasciato una grande impronta nelle generazioni future. Sinwar è sempre stato appassionato dell'unità di parola e di classe, e la storia registra che è stato una delle figure più importanti che hanno guidato la marcia di liberazione. "

Badran ha sottolineato che la resistenza rimarrà la scelta strategica per il movimento Hamas, dicendo: “Non abbandoneremo la resistenza, qualunque siano le sfide, e continueremo a seguire il percorso dei leader martiri, a partire da Sheikh Ahmed Yassin e finendo con Yahya Sinwar. La resistenza è un diritto e un dovere, e noi saremo risoluti nel praticarla fino alla liberazione della Palestina”.

Il consiglio ha incluso anche i discorsi di numerosi leader palestinesi e siriani, che hanno elogiato il percorso del martire Sinwar e dei leader che hanno sacrificato la propria vita per liberare Gerusalemme.

I relatori hanno sottolineato che l’ascesa dei leader non scoraggerà la resistenza dal continuare la lotta, ma piuttosto rafforzerà la determinazione ad affrontare l’occupazione sionista.

Hanno inoltre sottolineato che i grandi sacrifici compiuti dal popolo palestinese e il sangue dei martiri versato sulla terra di Gaza, in Cisgiordania e nel sud del Libano rimarranno un faro che guiderà il cammino verso la liberazione e accelererà la fine dell’usurpazione. occupazione.

I relatori hanno affermato la loro adesione ai diritti nazionali e storici del popolo palestinese e la continuazione della marcia di resistenza fino alla liberazione dell'intero territorio palestinese.

Le parole hanno anche reso omaggio al popolo palestinese di Gaza, della Cisgiordania e di tutte le parti della Palestina, e alle forze che sostengono la resistenza in Libano, Yemen e Iraq, oltre alla Siria e all’Iran, che sono considerati incubatori della resistenza.

Mercoledì: 20 Rabi' al-Akhir 1446 AH
Corrispondente a: 23 ottobre 2024 d.C

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://hamasinfo.info/2024/10/23/4322/
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