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Eccoli i cuori di leone dell'IOF che si galvanizzano quando devono sganciare bombe a distanza o se si trovano davanti bambini, donne e anziani... Poi davanti ad un attacco di droni di Hezbollah scappano frignando, vigliacchi che altro non siete!
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Forwarded from Controllo Globale
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Si intende il programma per la costituzione dello Stato di Israele attraverso la sottrazione di parte dei territori appartenenti alla #Palestina.
Questo progetto affonda le radici fin dagli inizi del 1900 il cui ispiratore fu Lionel Walter #Rothschild
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La distopia fascista che è Gaza sotto l'occupazione israeliana:
Uomini palestinesi vengono bendati e costretti a marciare dagli stormtrooper israeliani, in seguito vengono filmati camion israeliani che trasportano decine di palestinesi ciascuno nei campi di concentramento israeliani
I moderni treni di Auschwitz sono qui
Questi palestinesi dovranno affrontare torture fisiche e psicologiche, stupri e altri crimini per mano di israele in campi come Sde Teiman
FotrosResistance
Uomini palestinesi vengono bendati e costretti a marciare dagli stormtrooper israeliani, in seguito vengono filmati camion israeliani che trasportano decine di palestinesi ciascuno nei campi di concentramento israeliani
I moderni treni di Auschwitz sono qui
Questi palestinesi dovranno affrontare torture fisiche e psicologiche, stupri e altri crimini per mano di israele in campi come Sde Teiman
FotrosResistance
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Forwarded from Controllo Globale
Inoltre, Fonti locali riferiscono di un aumento del numero di massacri a Gaza in seguito agli attacchi aerei sionisti:
Un attacco aereo nemico ha preso di mira un centro giovanile nel campo di Al-Maghazi, nel centro di Gaza, uccidendo molte persone.
https://t.me/nvlpalestine/72956
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Forwarded from Controllo Globale
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🟢 Hamas
—
Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso
Hamas chiede ampia partecipazione al venerdì di rabbia per Gaza
Il movimento Hamas invita le masse arabe e islamiche e le persone libere del mondo a partecipare ampiamente domani alla Giornata della rabbia per Gaza, scendendo in piazza in marce arrabbiate e massicce per rifiutare il massacro in corso nel nord di Gaza che ha portato al martirio di centinaia di persone, allo sfollamento di migliaia di persone e all'incendio di case, ospedali e rifugi, come parte dei tentativi dell'occupazione di attuare piani di sfollamento che il nostro popolo nel nord ha sventato più volte.
Il movimento di resistenza islamico - Hamas
Giovedì 21 Rabi' al-Thani, 1446 AH
24 ottobre 2024
—
Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso
Hamas chiede ampia partecipazione al venerdì di rabbia per Gaza
Il movimento Hamas invita le masse arabe e islamiche e le persone libere del mondo a partecipare ampiamente domani alla Giornata della rabbia per Gaza, scendendo in piazza in marce arrabbiate e massicce per rifiutare il massacro in corso nel nord di Gaza che ha portato al martirio di centinaia di persone, allo sfollamento di migliaia di persone e all'incendio di case, ospedali e rifugi, come parte dei tentativi dell'occupazione di attuare piani di sfollamento che il nostro popolo nel nord ha sventato più volte.
Il movimento di resistenza islamico - Hamas
Giovedì 21 Rabi' al-Thani, 1446 AH
24 ottobre 2024
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Forwarded from Idee&Azione
I 36 PAESI CHE HANNO PARTECIPATO AL SUMMIT BRICS DI KAZAN 2024 E IL LORO VALORE GEOECONOMICO
India: La più grande democrazia, l'innovazione informatica.
Cina: Potenza economica, industria manifatturiera.
Russia: Risorse energetiche, tecnologia militare.
Brasile: Biodiversità, agricoltura.
Egitto: Antica civiltà, ponte strategico.
Etiopia: Origine del caffè, crescita rapida.
Iran: Riserve di petrolio, patrimonio culturale.
Arabia Saudita: Ricchezza petrolifera, pellegrinaggio islamico.
Sudafrica: Ricchezza mineraria, unità africana.
EMIRATI ARABI UNITI: Città futuristiche, hub commerciale.
Armenia: Storia antica, scacchi.
Azerbaigian: Petrolio, posizione strategica.
Bahrain: Immersioni nelle perle, finanza.
Bangladesh: Industria tessile, resilienza.
Bielorussia: macchinari pesanti, agricoltura.
Bolivia: riserve di litio, cultura indigena.
Congo: Cobalto, ricchezza mineraria.
Cuba: Diplomazia medica, rivoluzione.
Indonesia: Biodiversità, la più grande popolazione musulmana.
Kazakistan: Uranio, vasti paesaggi.
Kirghizistan: Montagne, energia idroelettrica.
Laos: Energia idroelettrica, turismo.
Malesia: Elettronica, miscela culturale.
Mauritania: Pesca, minerali di ferro.
Mongolia: Cultura nomade, minerali.
Nicaragua: Ecoturismo, agricoltura.
Serbia: stabilità dei Balcani, festival.
Sri Lanka: Tè, turismo.
Tagikistan: Energia idroelettrica, montagne del Pamir.
Thailandia: Turismo, cucina.
Turchia: Ponte Est-Ovest, tessile.
Uzbekistan: Via della seta, turismo.
Venezuela: Le più grandi riserve di petrolio.
Vietnam: Riforma economica, industria manifatturiera.
Turkmenistan: Gas naturale, Via della Seta.
Palestina: Resilienza culturale, lotta per la creazione di uno Stato.
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India: La più grande democrazia, l'innovazione informatica.
Cina: Potenza economica, industria manifatturiera.
Russia: Risorse energetiche, tecnologia militare.
Brasile: Biodiversità, agricoltura.
Egitto: Antica civiltà, ponte strategico.
Etiopia: Origine del caffè, crescita rapida.
Iran: Riserve di petrolio, patrimonio culturale.
Arabia Saudita: Ricchezza petrolifera, pellegrinaggio islamico.
Sudafrica: Ricchezza mineraria, unità africana.
EMIRATI ARABI UNITI: Città futuristiche, hub commerciale.
Armenia: Storia antica, scacchi.
Azerbaigian: Petrolio, posizione strategica.
Bahrain: Immersioni nelle perle, finanza.
Bangladesh: Industria tessile, resilienza.
Bielorussia: macchinari pesanti, agricoltura.
Bolivia: riserve di litio, cultura indigena.
Congo: Cobalto, ricchezza mineraria.
Cuba: Diplomazia medica, rivoluzione.
Indonesia: Biodiversità, la più grande popolazione musulmana.
Kazakistan: Uranio, vasti paesaggi.
Kirghizistan: Montagne, energia idroelettrica.
Laos: Energia idroelettrica, turismo.
Malesia: Elettronica, miscela culturale.
Mauritania: Pesca, minerali di ferro.
Mongolia: Cultura nomade, minerali.
Nicaragua: Ecoturismo, agricoltura.
Serbia: stabilità dei Balcani, festival.
Sri Lanka: Tè, turismo.
Tagikistan: Energia idroelettrica, montagne del Pamir.
Thailandia: Turismo, cucina.
Turchia: Ponte Est-Ovest, tessile.
Uzbekistan: Via della seta, turismo.
Venezuela: Le più grandi riserve di petrolio.
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Quotidiano indipendente per trasformare il pensiero in azione.
Canale ufficiale del Movimento Internazionale Eurasiatista in Italia.
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Forwarded from Giuseppe Salamone
Il sito ucraino Mirotvorez, che praticamente la possiamo definire una condanna a morte per chi ci finisce dentro, gestito dai servizi ucraini, ha inserito il Segretario Generale dell'ONU e lo ha etichettato come da "liquidare". (Ricordare Andrea Rocchelli ❤️)
La sua colpa? Quella di aver partecipato al vertice BRICS in Russia dopo aver rifiutato l'invito alla fantomatica conferenza di pace in Svizzera.
Ricapitolando: gli ucraini condannano pubblicamente a morte il Segretario Generale dell'ONU, gli israeliani sparano contro l'ONU utilizzando financo fosforo bianco però ci vengono a dire che hanno ragione e che i terroristi stiano tutti dall'altra parte.
Ah, ci dicono pure che israele e Ucraina sono delle democrazie, combattono per essa, per i diritti e anche per noi.
La realtà ci dice una sola cosa: l'occidente è un produttore di terroristi che usa a scopo imperialista. Questa è la realtà, il resto è propaganda. Propaganda criminale!
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T.me/GiuseppeSalamone
La sua colpa? Quella di aver partecipato al vertice BRICS in Russia dopo aver rifiutato l'invito alla fantomatica conferenza di pace in Svizzera.
Ricapitolando: gli ucraini condannano pubblicamente a morte il Segretario Generale dell'ONU, gli israeliani sparano contro l'ONU utilizzando financo fosforo bianco però ci vengono a dire che hanno ragione e che i terroristi stiano tutti dall'altra parte.
Ah, ci dicono pure che israele e Ucraina sono delle democrazie, combattono per essa, per i diritti e anche per noi.
La realtà ci dice una sola cosa: l'occidente è un produttore di terroristi che usa a scopo imperialista. Questa è la realtà, il resto è propaganda. Propaganda criminale!
T.me/GiuseppeSalamone
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Forwarded from Giubbe Rosse
Dopo il vertice dei BRICS a Kazan, 13 paesi hanno ottenuto lo status di stati partner all'interno dell'associazione. Tra questi figura la Turchia, il che contraddice l'indiscrezione circolata qualche ora fa in merito a un presunto veto contro la Turchia posto dall'India.
I tredici paesi sono:
🇹🇷 Turchia
🇰🇿 Kazakistan
🇺🇿 Uzbekistan
🇩🇿 Algeria
🇧🇾 Bielorussia
🇧🇴 Bolivia,
🇨🇺 Cuba
🇮🇩 Indonesia
🇲🇾 Malesia
🇳🇬 Nigeria
🇹🇭 Thailandia
🇺🇬 Uganda
🇻🇳 Vietnam
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Forwarded from Miracolo a Milano
🗓️📌 Milano, Sabato 26 ottobre, ritrovo alle ore 15.00 in Stazione Centrale e arrivo in San Babila
👉 Manca un solo giorno al Corteo, è ora di scendere in piazza... "prima che sia troppo tardi".
📸 "Dal Donbass alla Palestina, israele criminale NATO assassina"
👉 Appuntamento allo striscione con cui parteciperemo domani!
🔻 La manifestazione lo afferma chiaramente: al fianco della resistenza palestinese, contro il regime sionista e contro la guerra per procura della NATO in Ucraina! Sono entrambe espressioni dell'imperialismo occidentale, delle sue aziende, dei suoi politici e delle sue organizzazioni. Sono gli stessi che impongono l'economia di guerra, che manipolano e controllano l'informazione, che reprimono ogni lotta e dissenso; gli stessi che soffiano sulla terza guerra mondiale. Dobbiamo liberarcene, per noi e per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli del mondo, a partire da quello palestinese. In marcia! 🇵🇸
https://t.me/canalemiracolomilano
👉 Manca un solo giorno al Corteo, è ora di scendere in piazza... "prima che sia troppo tardi".
📸 "Dal Donbass alla Palestina, israele criminale NATO assassina"
👉 Appuntamento allo striscione con cui parteciperemo domani!
🔻 La manifestazione lo afferma chiaramente: al fianco della resistenza palestinese, contro il regime sionista e contro la guerra per procura della NATO in Ucraina! Sono entrambe espressioni dell'imperialismo occidentale, delle sue aziende, dei suoi politici e delle sue organizzazioni. Sono gli stessi che impongono l'economia di guerra, che manipolano e controllano l'informazione, che reprimono ogni lotta e dissenso; gli stessi che soffiano sulla terza guerra mondiale. Dobbiamo liberarcene, per noi e per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli del mondo, a partire da quello palestinese. In marcia! 🇵🇸
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No, l'Italia non ha interrotto l'invio di armi ad Israele. La guerra comincia qui.
21 ottobre 2024 da Alfa Gamma
Il quindici ottobre scorso, durante il dibattito al Senato in vista del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che "dopo l'avvio delle operazioni a Gaza il governo ha sospeso immediatamente ogni nuova licenza di esportazione". Si parla, ovviamente, dell'invio di armi e di materiale bellico verso Israele. "Tutti gli accordi firmati dopo il 7 ottobre non hanno trovato applicazione", ha aggiunto, senza però pronunciarsi troppo sull'eventuale adempimento o sospensione dei contratti ancora in essere. Mentre il cancelliere tedesco Scholz nel suo recente discorso al Bundestag ha ribadito la volontà di "sostenere Israele con armi ed equipaggiamenti", Meloni ha invece precisato che nel nostro Paese il "blocco completo di tutte le nuove licenze è molto più restrittivo di quello applicato dai nostri partner, Francia, Germania e Regno Unito". Non è questa la prima volta che, nel corso dell'ultimo anno, alcune delle più alte cariche politiche del Paese si sono così espresse in merito alla vicenda. Oltre a Meloni, sia il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani che il ministro della Difesa Guido Crosetto, in occasioni differenti, hanno cercato di rassicurare l'opinione pubblica, hanno "confermato" che il rifornimento fosse stato effettivamente interrotto in seguito al 7 ottobre 2023 o che comunque non avesse "ricadute" sulla popolazione civile.
E' davvero andata così? L'Italia ha interrotto l'invio di armi ad Israele? Senza fermarci alle sole dichiarazioni rilasciate, alcuni report possono aiutarci a rispondere alla domanda. Contraddicendo, però, la posizione del Governo.
Continua a leggere qui:
https://telegra.ph/La-guerra-comincia-qui-Alcune-delle-responsabilit%C3%A0-italiane-nel-genocidio-del-popolo-palestinese-10-21
21 ottobre 2024 da Alfa Gamma
Il quindici ottobre scorso, durante il dibattito al Senato in vista del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che "dopo l'avvio delle operazioni a Gaza il governo ha sospeso immediatamente ogni nuova licenza di esportazione". Si parla, ovviamente, dell'invio di armi e di materiale bellico verso Israele. "Tutti gli accordi firmati dopo il 7 ottobre non hanno trovato applicazione", ha aggiunto, senza però pronunciarsi troppo sull'eventuale adempimento o sospensione dei contratti ancora in essere. Mentre il cancelliere tedesco Scholz nel suo recente discorso al Bundestag ha ribadito la volontà di "sostenere Israele con armi ed equipaggiamenti", Meloni ha invece precisato che nel nostro Paese il "blocco completo di tutte le nuove licenze è molto più restrittivo di quello applicato dai nostri partner, Francia, Germania e Regno Unito". Non è questa la prima volta che, nel corso dell'ultimo anno, alcune delle più alte cariche politiche del Paese si sono così espresse in merito alla vicenda. Oltre a Meloni, sia il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani che il ministro della Difesa Guido Crosetto, in occasioni differenti, hanno cercato di rassicurare l'opinione pubblica, hanno "confermato" che il rifornimento fosse stato effettivamente interrotto in seguito al 7 ottobre 2023 o che comunque non avesse "ricadute" sulla popolazione civile.
E' davvero andata così? L'Italia ha interrotto l'invio di armi ad Israele? Senza fermarci alle sole dichiarazioni rilasciate, alcuni report possono aiutarci a rispondere alla domanda. Contraddicendo, però, la posizione del Governo.
Continua a leggere qui:
https://telegra.ph/La-guerra-comincia-qui-Alcune-delle-responsabilit%C3%A0-italiane-nel-genocidio-del-popolo-palestinese-10-21
Telegraph
No, l'Italia non ha interrotto l'invio di armi ad Israele. La guerra comincia qui.
Il quindici ottobre scorso, durante il dibattito al Senato in vista del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che "dopo l'avvio delle operazioni a Gaza il governo ha sospeso immediatamente ogni nuova licenza di esportazione".…
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Più di 500.000 libanesi si sono rifugiati in Siria. In Siria, capito? La Siria contro cui il soliti noti scatenarono l'inferno, salvandosi solo grazie all'aiuto dei "cattivi", e che non s'è ripresa del tutto. Ma ci sono ancora siriani che s'arrabattano in Giordania e in Iraq. Così come ci sono iracheni rifugiati in Giordania e altrove. Dei palestinesi manco sto a parlare, tanto è lapalissiana l'equazione tra "palestinese" e "rifugiato".
Ma "il problema", per certi australopitechi del ventunesimo secolo completamente lobotomizzati dalla propaganda di quelli che hanno provocato tutti quei profughi, sarebbero "gli arabi", "il terrorismo islamico"... Ma andate a cagare!
Enrico Galoppini
Ma "il problema", per certi australopitechi del ventunesimo secolo completamente lobotomizzati dalla propaganda di quelli che hanno provocato tutti quei profughi, sarebbero "gli arabi", "il terrorismo islamico"... Ma andate a cagare!
Enrico Galoppini
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Forwarded from Miracolo a Milano
Nonostante la censura, l'uccisione mirata e la criminalizzazione dei giornalisti da parte di Tel Aviv, le immagini dei bombardamenti e della pulizia etnica che tragicamente si consumano nel nord di Gaza riescono comunque a raggiungere la nostra attenzione. Eppure, qualcuno ancora ci domanda: "ma sarà mica vero il genocidio?"
👉 Lasciamo che a rispondere siano tre solide iniziative giornalistiche, le quali, per una propria caratteristica "unica e terribile", non possono essere smentite: si basano, infatti, sul materiale pubblicato direttamente dai carnefici in azione.
1) "Il nostro lavoro è quello di radere al suolo Gaza. Nessuno ci fermerà". Il contributo di Younis Tirawi e Sami Vanderlip per DropSiteNews (https://www.dropsitenews.com/p/israel-749-battalion-demolition-gaza) che ricostruisce interamente le operazioni del 749esimo Corpo israeliano di genieri da combattimento, di stanza a Gaza, a partire da tutto il materiale diffuso dai soldati del corpo stesso attraverso i propri social account.
2) "I soldati si filmano da soli". L'archivio virtuale dell"Osservatorio del sionismo" che potete trovare qui: https://tiktokgenocide.com/ . Una biblioteca di quasi 7000 testimonianze video, corredate di precise note d'archivio riportanti i dettagli di pubblicazione, il luogo, l'ora e anche il contesto del girato. "Classifichiamo ogni video utilizzando diverse tassonomie. Possono essere visualizzati in base alla posizione, al tipo di obiettivo che Israele sta attaccando, al tipo di arma utilizzata dall'IDF per colpire l'obiettivo".
3) "Indagine sui crimini di guerra a Gaza", https://www.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A , un documentario, realizzato dall'Unità investigativa di Al Jazeera, che espone e denuncia "i crimini di guerra israeliani nella striscia di Gaza per mezzo delle migliaia di foto e di video pubblicati online dagli stessi soldati durante il conflitto dell'ultimo anno".
“L’Occidente non può nascondersi, non può rivendicare una sua ignoranza. Nessuno può dire che non lo sapeva [...] Questo è il primo genocidio in diretta streaming della storia. Se le persone sono ignoranti, lo sono intenzionalmente", Susan Abulhawa, scrittrice palestinese e attivista per i diritti umani
https://t.me/canalemiracolomilano
👉 Lasciamo che a rispondere siano tre solide iniziative giornalistiche, le quali, per una propria caratteristica "unica e terribile", non possono essere smentite: si basano, infatti, sul materiale pubblicato direttamente dai carnefici in azione.
1) "Il nostro lavoro è quello di radere al suolo Gaza. Nessuno ci fermerà". Il contributo di Younis Tirawi e Sami Vanderlip per DropSiteNews (https://www.dropsitenews.com/p/israel-749-battalion-demolition-gaza) che ricostruisce interamente le operazioni del 749esimo Corpo israeliano di genieri da combattimento, di stanza a Gaza, a partire da tutto il materiale diffuso dai soldati del corpo stesso attraverso i propri social account.
2) "I soldati si filmano da soli". L'archivio virtuale dell"Osservatorio del sionismo" che potete trovare qui: https://tiktokgenocide.com/ . Una biblioteca di quasi 7000 testimonianze video, corredate di precise note d'archivio riportanti i dettagli di pubblicazione, il luogo, l'ora e anche il contesto del girato. "Classifichiamo ogni video utilizzando diverse tassonomie. Possono essere visualizzati in base alla posizione, al tipo di obiettivo che Israele sta attaccando, al tipo di arma utilizzata dall'IDF per colpire l'obiettivo".
3) "Indagine sui crimini di guerra a Gaza", https://www.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A , un documentario, realizzato dall'Unità investigativa di Al Jazeera, che espone e denuncia "i crimini di guerra israeliani nella striscia di Gaza per mezzo delle migliaia di foto e di video pubblicati online dagli stessi soldati durante il conflitto dell'ultimo anno".
“L’Occidente non può nascondersi, non può rivendicare una sua ignoranza. Nessuno può dire che non lo sapeva [...] Questo è il primo genocidio in diretta streaming della storia. Se le persone sono ignoranti, lo sono intenzionalmente", Susan Abulhawa, scrittrice palestinese e attivista per i diritti umani
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Forwarded from Hic Sunt Leones 🦁 - (canale di Renato Russo) (Renato Russo)
La Repubblica riporta letteralmente le fonti militari sioniste senza verificare assolutamente nulla.
La foto utilizzata in modo sensazionalistico che indicherebbe l'attacco a Teheran è falsa. La foto si riferisce ad un incendio scoppiato in una raffineria petrolifera a Teheran nel 2021 ed è stata diffusa poche ore fa dal ministro della "difesa" israeliano Yoav Gallant a fini propagandistici.
Questi sono delle sciacquette di regime, col giornalismo non hanno nulla a che vedere.
Fidatevi della stampa ufficiale Italiana, come sempre.
La foto utilizzata in modo sensazionalistico che indicherebbe l'attacco a Teheran è falsa. La foto si riferisce ad un incendio scoppiato in una raffineria petrolifera a Teheran nel 2021 ed è stata diffusa poche ore fa dal ministro della "difesa" israeliano Yoav Gallant a fini propagandistici.
Questi sono delle sciacquette di regime, col giornalismo non hanno nulla a che vedere.
Fidatevi della stampa ufficiale Italiana, come sempre.
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🔴 Rapporto delle genzia stampa Tasnim e Al Mayadeen :
⭕️Nessun centro militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) a Teheran è stato preso di mira.
https://t.me/almayadeenenglish/6457
⭕️Le affermazioni secondo cui 100 aerei militari israeliani avrebbero partecipato all'attacco sono false.
https://t.me/almayadeenenglish/6460
⭕️L'affermazione dell'esercito israeliano di aver colpito 20 siti è vista come un'esagerazione della portata relativamente minore dell'attacco.
Ex comandante del CENTCOM:
Il generale McKenzie, ex comandante del CENTCOM, ha dichiarato alla CNN:
L'attacco di israele è stato imbarazzante e vergognoso. Ho detto agli israeliani molte volte, anche quando ero a capo del CENTCOM, che i cieli dell'Iran sono impenetrabili e che il modo migliore per attaccare l'Iran è tramite l'assassinio.
⭕️L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi israeliani.
(La notizia diffusa dai media russi da fonti occidentali, in particolare da Sky News Arabia, non trova infatti conferma nelle dichiarazioni di fonti iraniane.
Secondo i media ufficiali iraniani, l’Iran si riserva il diritto di ritorsioni contro israele.)
⭕️L’Arabia Saudita è diventata il primo paese a condannare l’attacco.
https://t.me/almayadeenenglish/6458
⭕️I media iracheni riferiscono che gli aerei israeliani hanno utilizzato lo spazio aereo giordano e iracheno per effettuare l’attacco all’Iran, prima di colpire i radar militari a Sweida, in Siria, per disabilitare i sistemi di sorveglianza avanzati.
⭕️Nessun centro militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) a Teheran è stato preso di mira.
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⭕️Le affermazioni secondo cui 100 aerei militari israeliani avrebbero partecipato all'attacco sono false.
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⭕️L'affermazione dell'esercito israeliano di aver colpito 20 siti è vista come un'esagerazione della portata relativamente minore dell'attacco.
Ex comandante del CENTCOM:
Il generale McKenzie, ex comandante del CENTCOM, ha dichiarato alla CNN:
L'attacco di israele è stato imbarazzante e vergognoso. Ho detto agli israeliani molte volte, anche quando ero a capo del CENTCOM, che i cieli dell'Iran sono impenetrabili e che il modo migliore per attaccare l'Iran è tramite l'assassinio.
⭕️L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi israeliani.
(La notizia diffusa dai media russi da fonti occidentali, in particolare da Sky News Arabia, non trova infatti conferma nelle dichiarazioni di fonti iraniane.
Secondo i media ufficiali iraniani, l’Iran si riserva il diritto di ritorsioni contro israele.)
⭕️L’Arabia Saudita è diventata il primo paese a condannare l’attacco.
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⭕️I media iracheni riferiscono che gli aerei israeliani hanno utilizzato lo spazio aereo giordano e iracheno per effettuare l’attacco all’Iran, prima di colpire i radar militari a Sweida, in Siria, per disabilitare i sistemi di sorveglianza avanzati.
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Al Mayadeen English
Informed sources cited by Tasnim News Agency have reported that the recent Israeli airstrikes were conducted from outside Iran’s borders and resulted in limited damage.
The sources dismissed claims by "Israel" that 20 locations within Iran had been targeted…
The sources dismissed claims by "Israel" that 20 locations within Iran had been targeted…
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Francesca Quibla
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Il testamento di Yahya Sinwar
Sono Yahya,
il figlio di un rifugiato che ha trasformato l’esilio in una patria temporanea e ha fatto del sogno una battaglia eterna. Mentre scrivo queste parole, ricordo ogni momento della mia vita: dalla mia infanzia nei vicoli, ai lunghi anni di prigionia, a ogni goccia di sangue versata sul suolo di questa terra.
Sono nato nel campo di Khan Yunis nel 1962, in un periodo in cui la Palestina era solo un ricordo lacerato e mappe dimenticate sui tavoli dei politici.
Sono l’uomo che ha intrecciato la sua vita tra fuoco e cenere, e ha capito presto che vivere sotto occupazione significa non avere altro che una prigione permanente.
Sapevo fin da giovane che la vita in questa terra non è come qualsiasi altra, e che chi nasce qui deve portare nel cuore un’arma indistruttibile, e capire che la strada verso la libertà è lunga.
Le mie volontà per voi iniziano qui, da quel bambino che ha lanciato la prima pietra contro l’occupante e che ha imparato che le pietre sono le prime parole con cui possiamo farci sentire da un mondo che osserva silenzioso le nostre ferite.
Ho imparato nelle strade di Gaza che una persona non si misura per gli anni della sua vita, ma per ciò che dà alla sua patria. E così è stata la mia vita: prigioni e battaglie, dolore e speranza. Sono entrato in prigione per la prima volta nel 1988 e sono stato condannato all’ergastolo, ma non conoscevo la via della paura.
In quelle celle oscure, vedevo in ogni muro una finestra verso l’orizzonte lontano e in ogni sbarra una luce che illuminava il cammino verso la libertà. In prigione, ho imparato che la pazienza non è solo una virtù, ma un’arma… un’arma amara, come qualcuno che beve il mare goccia dopo goccia.
Il mio consiglio per voi: non temete le prigioni, poiché sono solo una parte del nostro lungo cammino verso la libertà. La prigione mi ha insegnato che la libertà non è solo un diritto rubato, ma un’idea nata dal dolore e affinata dalla pazienza.
Quando sono stato rilasciato con l’accordo “Wafa al-Ahrar” nel 2011, non sono uscito come ero prima, ne sono uscito più forte e la mia fede è aumentata nel fatto che quello che stiamo facendo non è solo una lotta passeggera, ma piuttosto il nostro destino che portiamo fino all’ultima goccia del nostro sangue.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli all’arma, alla dignità che non può essere compromessa e al sogno che non muore mai.
Il nemico vuole che abbandoniamo la resistenza, per trasformare la nostra causa in una negoziazione senza fine. Ma vi dico: non negoziate per quello che vi spetta di diritto. Temono la vostra fermezza più delle vostre armi.
La resistenza non è solo un’arma che portiamo con noi; è piuttosto il nostro amore per la Palestina in ogni respiro che prendiamo, è la nostra volontà di rimanere, nonostante l’assedio e l’aggressione.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli al sangue dei martiri, a coloro che sono partiti e ci hanno lasciato questo cammino pieno di spine. Sono loro ad averci aperto il cammino verso la libertà con il loro sangue, quindi non sprecate quei sacrifici nei calcoli dei politici e nei giochi della diplomazia.
Siamo qui per completare ciò che i primi hanno iniziato e non ci devieremo da questo cammino qualunque sia il costo. Gaza è stata e rimarrà la capitale della fermezza, e il cuore della Palestina che non smette mai di battere, anche se la terra diventa troppo stretta per noi.
Quando ho assunto la guida di Hamas a Gaza nel 2017, non è stata solo una transizione di potere, ma piuttosto una continuazione di una resistenza iniziata con le pietre e proseguita con le armi. Ogni giorno sentivo il dolore del mio popolo sotto assedio e sapevo che ogni passo verso la libertà aveva un prezzo.
Ma vi dico : 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞. 𝐏𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨, 𝐩𝐨𝐢𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐬𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞.
Sono Yahya,
il figlio di un rifugiato che ha trasformato l’esilio in una patria temporanea e ha fatto del sogno una battaglia eterna. Mentre scrivo queste parole, ricordo ogni momento della mia vita: dalla mia infanzia nei vicoli, ai lunghi anni di prigionia, a ogni goccia di sangue versata sul suolo di questa terra.
Sono nato nel campo di Khan Yunis nel 1962, in un periodo in cui la Palestina era solo un ricordo lacerato e mappe dimenticate sui tavoli dei politici.
Sono l’uomo che ha intrecciato la sua vita tra fuoco e cenere, e ha capito presto che vivere sotto occupazione significa non avere altro che una prigione permanente.
Sapevo fin da giovane che la vita in questa terra non è come qualsiasi altra, e che chi nasce qui deve portare nel cuore un’arma indistruttibile, e capire che la strada verso la libertà è lunga.
Le mie volontà per voi iniziano qui, da quel bambino che ha lanciato la prima pietra contro l’occupante e che ha imparato che le pietre sono le prime parole con cui possiamo farci sentire da un mondo che osserva silenzioso le nostre ferite.
Ho imparato nelle strade di Gaza che una persona non si misura per gli anni della sua vita, ma per ciò che dà alla sua patria. E così è stata la mia vita: prigioni e battaglie, dolore e speranza. Sono entrato in prigione per la prima volta nel 1988 e sono stato condannato all’ergastolo, ma non conoscevo la via della paura.
In quelle celle oscure, vedevo in ogni muro una finestra verso l’orizzonte lontano e in ogni sbarra una luce che illuminava il cammino verso la libertà. In prigione, ho imparato che la pazienza non è solo una virtù, ma un’arma… un’arma amara, come qualcuno che beve il mare goccia dopo goccia.
Il mio consiglio per voi: non temete le prigioni, poiché sono solo una parte del nostro lungo cammino verso la libertà. La prigione mi ha insegnato che la libertà non è solo un diritto rubato, ma un’idea nata dal dolore e affinata dalla pazienza.
Quando sono stato rilasciato con l’accordo “Wafa al-Ahrar” nel 2011, non sono uscito come ero prima, ne sono uscito più forte e la mia fede è aumentata nel fatto che quello che stiamo facendo non è solo una lotta passeggera, ma piuttosto il nostro destino che portiamo fino all’ultima goccia del nostro sangue.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli all’arma, alla dignità che non può essere compromessa e al sogno che non muore mai.
Il nemico vuole che abbandoniamo la resistenza, per trasformare la nostra causa in una negoziazione senza fine. Ma vi dico: non negoziate per quello che vi spetta di diritto. Temono la vostra fermezza più delle vostre armi.
La resistenza non è solo un’arma che portiamo con noi; è piuttosto il nostro amore per la Palestina in ogni respiro che prendiamo, è la nostra volontà di rimanere, nonostante l’assedio e l’aggressione.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli al sangue dei martiri, a coloro che sono partiti e ci hanno lasciato questo cammino pieno di spine. Sono loro ad averci aperto il cammino verso la libertà con il loro sangue, quindi non sprecate quei sacrifici nei calcoli dei politici e nei giochi della diplomazia.
Siamo qui per completare ciò che i primi hanno iniziato e non ci devieremo da questo cammino qualunque sia il costo. Gaza è stata e rimarrà la capitale della fermezza, e il cuore della Palestina che non smette mai di battere, anche se la terra diventa troppo stretta per noi.
Quando ho assunto la guida di Hamas a Gaza nel 2017, non è stata solo una transizione di potere, ma piuttosto una continuazione di una resistenza iniziata con le pietre e proseguita con le armi. Ogni giorno sentivo il dolore del mio popolo sotto assedio e sapevo che ogni passo verso la libertà aveva un prezzo.
Ma vi dico : 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞. 𝐏𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨, 𝐩𝐨𝐢𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐬𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞.
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