Forwarded from Miracolo a Milano
Nonostante la censura, l'uccisione mirata e la criminalizzazione dei giornalisti da parte di Tel Aviv, le immagini dei bombardamenti e della pulizia etnica che tragicamente si consumano nel nord di Gaza riescono comunque a raggiungere la nostra attenzione. Eppure, qualcuno ancora ci domanda: "ma sarà mica vero il genocidio?"
👉 Lasciamo che a rispondere siano tre solide iniziative giornalistiche, le quali, per una propria caratteristica "unica e terribile", non possono essere smentite: si basano, infatti, sul materiale pubblicato direttamente dai carnefici in azione.
1) "Il nostro lavoro è quello di radere al suolo Gaza. Nessuno ci fermerà". Il contributo di Younis Tirawi e Sami Vanderlip per DropSiteNews (https://www.dropsitenews.com/p/israel-749-battalion-demolition-gaza) che ricostruisce interamente le operazioni del 749esimo Corpo israeliano di genieri da combattimento, di stanza a Gaza, a partire da tutto il materiale diffuso dai soldati del corpo stesso attraverso i propri social account.
2) "I soldati si filmano da soli". L'archivio virtuale dell"Osservatorio del sionismo" che potete trovare qui: https://tiktokgenocide.com/ . Una biblioteca di quasi 7000 testimonianze video, corredate di precise note d'archivio riportanti i dettagli di pubblicazione, il luogo, l'ora e anche il contesto del girato. "Classifichiamo ogni video utilizzando diverse tassonomie. Possono essere visualizzati in base alla posizione, al tipo di obiettivo che Israele sta attaccando, al tipo di arma utilizzata dall'IDF per colpire l'obiettivo".
3) "Indagine sui crimini di guerra a Gaza", https://www.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A , un documentario, realizzato dall'Unità investigativa di Al Jazeera, che espone e denuncia "i crimini di guerra israeliani nella striscia di Gaza per mezzo delle migliaia di foto e di video pubblicati online dagli stessi soldati durante il conflitto dell'ultimo anno".
“L’Occidente non può nascondersi, non può rivendicare una sua ignoranza. Nessuno può dire che non lo sapeva [...] Questo è il primo genocidio in diretta streaming della storia. Se le persone sono ignoranti, lo sono intenzionalmente", Susan Abulhawa, scrittrice palestinese e attivista per i diritti umani
https://t.me/canalemiracolomilano
👉 Lasciamo che a rispondere siano tre solide iniziative giornalistiche, le quali, per una propria caratteristica "unica e terribile", non possono essere smentite: si basano, infatti, sul materiale pubblicato direttamente dai carnefici in azione.
1) "Il nostro lavoro è quello di radere al suolo Gaza. Nessuno ci fermerà". Il contributo di Younis Tirawi e Sami Vanderlip per DropSiteNews (https://www.dropsitenews.com/p/israel-749-battalion-demolition-gaza) che ricostruisce interamente le operazioni del 749esimo Corpo israeliano di genieri da combattimento, di stanza a Gaza, a partire da tutto il materiale diffuso dai soldati del corpo stesso attraverso i propri social account.
2) "I soldati si filmano da soli". L'archivio virtuale dell"Osservatorio del sionismo" che potete trovare qui: https://tiktokgenocide.com/ . Una biblioteca di quasi 7000 testimonianze video, corredate di precise note d'archivio riportanti i dettagli di pubblicazione, il luogo, l'ora e anche il contesto del girato. "Classifichiamo ogni video utilizzando diverse tassonomie. Possono essere visualizzati in base alla posizione, al tipo di obiettivo che Israele sta attaccando, al tipo di arma utilizzata dall'IDF per colpire l'obiettivo".
3) "Indagine sui crimini di guerra a Gaza", https://www.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A , un documentario, realizzato dall'Unità investigativa di Al Jazeera, che espone e denuncia "i crimini di guerra israeliani nella striscia di Gaza per mezzo delle migliaia di foto e di video pubblicati online dagli stessi soldati durante il conflitto dell'ultimo anno".
“L’Occidente non può nascondersi, non può rivendicare una sua ignoranza. Nessuno può dire che non lo sapeva [...] Questo è il primo genocidio in diretta streaming della storia. Se le persone sono ignoranti, lo sono intenzionalmente", Susan Abulhawa, scrittrice palestinese e attivista per i diritti umani
https://t.me/canalemiracolomilano
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Forwarded from Hic Sunt Leones 🦁 - (canale di Renato Russo) (Renato Russo)
La Repubblica riporta letteralmente le fonti militari sioniste senza verificare assolutamente nulla.
La foto utilizzata in modo sensazionalistico che indicherebbe l'attacco a Teheran è falsa. La foto si riferisce ad un incendio scoppiato in una raffineria petrolifera a Teheran nel 2021 ed è stata diffusa poche ore fa dal ministro della "difesa" israeliano Yoav Gallant a fini propagandistici.
Questi sono delle sciacquette di regime, col giornalismo non hanno nulla a che vedere.
Fidatevi della stampa ufficiale Italiana, come sempre.
La foto utilizzata in modo sensazionalistico che indicherebbe l'attacco a Teheran è falsa. La foto si riferisce ad un incendio scoppiato in una raffineria petrolifera a Teheran nel 2021 ed è stata diffusa poche ore fa dal ministro della "difesa" israeliano Yoav Gallant a fini propagandistici.
Questi sono delle sciacquette di regime, col giornalismo non hanno nulla a che vedere.
Fidatevi della stampa ufficiale Italiana, come sempre.
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🔴 Rapporto delle genzia stampa Tasnim e Al Mayadeen :
⭕️Nessun centro militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) a Teheran è stato preso di mira.
https://t.me/almayadeenenglish/6457
⭕️Le affermazioni secondo cui 100 aerei militari israeliani avrebbero partecipato all'attacco sono false.
https://t.me/almayadeenenglish/6460
⭕️L'affermazione dell'esercito israeliano di aver colpito 20 siti è vista come un'esagerazione della portata relativamente minore dell'attacco.
Ex comandante del CENTCOM:
Il generale McKenzie, ex comandante del CENTCOM, ha dichiarato alla CNN:
L'attacco di israele è stato imbarazzante e vergognoso. Ho detto agli israeliani molte volte, anche quando ero a capo del CENTCOM, che i cieli dell'Iran sono impenetrabili e che il modo migliore per attaccare l'Iran è tramite l'assassinio.
⭕️L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi israeliani.
(La notizia diffusa dai media russi da fonti occidentali, in particolare da Sky News Arabia, non trova infatti conferma nelle dichiarazioni di fonti iraniane.
Secondo i media ufficiali iraniani, l’Iran si riserva il diritto di ritorsioni contro israele.)
⭕️L’Arabia Saudita è diventata il primo paese a condannare l’attacco.
https://t.me/almayadeenenglish/6458
⭕️I media iracheni riferiscono che gli aerei israeliani hanno utilizzato lo spazio aereo giordano e iracheno per effettuare l’attacco all’Iran, prima di colpire i radar militari a Sweida, in Siria, per disabilitare i sistemi di sorveglianza avanzati.
⭕️Nessun centro militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) a Teheran è stato preso di mira.
https://t.me/almayadeenenglish/6457
⭕️Le affermazioni secondo cui 100 aerei militari israeliani avrebbero partecipato all'attacco sono false.
https://t.me/almayadeenenglish/6460
⭕️L'affermazione dell'esercito israeliano di aver colpito 20 siti è vista come un'esagerazione della portata relativamente minore dell'attacco.
Ex comandante del CENTCOM:
Il generale McKenzie, ex comandante del CENTCOM, ha dichiarato alla CNN:
L'attacco di israele è stato imbarazzante e vergognoso. Ho detto agli israeliani molte volte, anche quando ero a capo del CENTCOM, che i cieli dell'Iran sono impenetrabili e che il modo migliore per attaccare l'Iran è tramite l'assassinio.
⭕️L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi israeliani.
(La notizia diffusa dai media russi da fonti occidentali, in particolare da Sky News Arabia, non trova infatti conferma nelle dichiarazioni di fonti iraniane.
Secondo i media ufficiali iraniani, l’Iran si riserva il diritto di ritorsioni contro israele.)
⭕️L’Arabia Saudita è diventata il primo paese a condannare l’attacco.
https://t.me/almayadeenenglish/6458
⭕️I media iracheni riferiscono che gli aerei israeliani hanno utilizzato lo spazio aereo giordano e iracheno per effettuare l’attacco all’Iran, prima di colpire i radar militari a Sweida, in Siria, per disabilitare i sistemi di sorveglianza avanzati.
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Al Mayadeen English
Informed sources cited by Tasnim News Agency have reported that the recent Israeli airstrikes were conducted from outside Iran’s borders and resulted in limited damage.
The sources dismissed claims by "Israel" that 20 locations within Iran had been targeted…
The sources dismissed claims by "Israel" that 20 locations within Iran had been targeted…
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Francesca Quibla
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Il testamento di Yahya Sinwar
Sono Yahya,
il figlio di un rifugiato che ha trasformato l’esilio in una patria temporanea e ha fatto del sogno una battaglia eterna. Mentre scrivo queste parole, ricordo ogni momento della mia vita: dalla mia infanzia nei vicoli, ai lunghi anni di prigionia, a ogni goccia di sangue versata sul suolo di questa terra.
Sono nato nel campo di Khan Yunis nel 1962, in un periodo in cui la Palestina era solo un ricordo lacerato e mappe dimenticate sui tavoli dei politici.
Sono l’uomo che ha intrecciato la sua vita tra fuoco e cenere, e ha capito presto che vivere sotto occupazione significa non avere altro che una prigione permanente.
Sapevo fin da giovane che la vita in questa terra non è come qualsiasi altra, e che chi nasce qui deve portare nel cuore un’arma indistruttibile, e capire che la strada verso la libertà è lunga.
Le mie volontà per voi iniziano qui, da quel bambino che ha lanciato la prima pietra contro l’occupante e che ha imparato che le pietre sono le prime parole con cui possiamo farci sentire da un mondo che osserva silenzioso le nostre ferite.
Ho imparato nelle strade di Gaza che una persona non si misura per gli anni della sua vita, ma per ciò che dà alla sua patria. E così è stata la mia vita: prigioni e battaglie, dolore e speranza. Sono entrato in prigione per la prima volta nel 1988 e sono stato condannato all’ergastolo, ma non conoscevo la via della paura.
In quelle celle oscure, vedevo in ogni muro una finestra verso l’orizzonte lontano e in ogni sbarra una luce che illuminava il cammino verso la libertà. In prigione, ho imparato che la pazienza non è solo una virtù, ma un’arma… un’arma amara, come qualcuno che beve il mare goccia dopo goccia.
Il mio consiglio per voi: non temete le prigioni, poiché sono solo una parte del nostro lungo cammino verso la libertà. La prigione mi ha insegnato che la libertà non è solo un diritto rubato, ma un’idea nata dal dolore e affinata dalla pazienza.
Quando sono stato rilasciato con l’accordo “Wafa al-Ahrar” nel 2011, non sono uscito come ero prima, ne sono uscito più forte e la mia fede è aumentata nel fatto che quello che stiamo facendo non è solo una lotta passeggera, ma piuttosto il nostro destino che portiamo fino all’ultima goccia del nostro sangue.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli all’arma, alla dignità che non può essere compromessa e al sogno che non muore mai.
Il nemico vuole che abbandoniamo la resistenza, per trasformare la nostra causa in una negoziazione senza fine. Ma vi dico: non negoziate per quello che vi spetta di diritto. Temono la vostra fermezza più delle vostre armi.
La resistenza non è solo un’arma che portiamo con noi; è piuttosto il nostro amore per la Palestina in ogni respiro che prendiamo, è la nostra volontà di rimanere, nonostante l’assedio e l’aggressione.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli al sangue dei martiri, a coloro che sono partiti e ci hanno lasciato questo cammino pieno di spine. Sono loro ad averci aperto il cammino verso la libertà con il loro sangue, quindi non sprecate quei sacrifici nei calcoli dei politici e nei giochi della diplomazia.
Siamo qui per completare ciò che i primi hanno iniziato e non ci devieremo da questo cammino qualunque sia il costo. Gaza è stata e rimarrà la capitale della fermezza, e il cuore della Palestina che non smette mai di battere, anche se la terra diventa troppo stretta per noi.
Quando ho assunto la guida di Hamas a Gaza nel 2017, non è stata solo una transizione di potere, ma piuttosto una continuazione di una resistenza iniziata con le pietre e proseguita con le armi. Ogni giorno sentivo il dolore del mio popolo sotto assedio e sapevo che ogni passo verso la libertà aveva un prezzo.
Ma vi dico : 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞. 𝐏𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨, 𝐩𝐨𝐢𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐬𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞.
Sono Yahya,
il figlio di un rifugiato che ha trasformato l’esilio in una patria temporanea e ha fatto del sogno una battaglia eterna. Mentre scrivo queste parole, ricordo ogni momento della mia vita: dalla mia infanzia nei vicoli, ai lunghi anni di prigionia, a ogni goccia di sangue versata sul suolo di questa terra.
Sono nato nel campo di Khan Yunis nel 1962, in un periodo in cui la Palestina era solo un ricordo lacerato e mappe dimenticate sui tavoli dei politici.
Sono l’uomo che ha intrecciato la sua vita tra fuoco e cenere, e ha capito presto che vivere sotto occupazione significa non avere altro che una prigione permanente.
Sapevo fin da giovane che la vita in questa terra non è come qualsiasi altra, e che chi nasce qui deve portare nel cuore un’arma indistruttibile, e capire che la strada verso la libertà è lunga.
Le mie volontà per voi iniziano qui, da quel bambino che ha lanciato la prima pietra contro l’occupante e che ha imparato che le pietre sono le prime parole con cui possiamo farci sentire da un mondo che osserva silenzioso le nostre ferite.
Ho imparato nelle strade di Gaza che una persona non si misura per gli anni della sua vita, ma per ciò che dà alla sua patria. E così è stata la mia vita: prigioni e battaglie, dolore e speranza. Sono entrato in prigione per la prima volta nel 1988 e sono stato condannato all’ergastolo, ma non conoscevo la via della paura.
In quelle celle oscure, vedevo in ogni muro una finestra verso l’orizzonte lontano e in ogni sbarra una luce che illuminava il cammino verso la libertà. In prigione, ho imparato che la pazienza non è solo una virtù, ma un’arma… un’arma amara, come qualcuno che beve il mare goccia dopo goccia.
Il mio consiglio per voi: non temete le prigioni, poiché sono solo una parte del nostro lungo cammino verso la libertà. La prigione mi ha insegnato che la libertà non è solo un diritto rubato, ma un’idea nata dal dolore e affinata dalla pazienza.
Quando sono stato rilasciato con l’accordo “Wafa al-Ahrar” nel 2011, non sono uscito come ero prima, ne sono uscito più forte e la mia fede è aumentata nel fatto che quello che stiamo facendo non è solo una lotta passeggera, ma piuttosto il nostro destino che portiamo fino all’ultima goccia del nostro sangue.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli all’arma, alla dignità che non può essere compromessa e al sogno che non muore mai.
Il nemico vuole che abbandoniamo la resistenza, per trasformare la nostra causa in una negoziazione senza fine. Ma vi dico: non negoziate per quello che vi spetta di diritto. Temono la vostra fermezza più delle vostre armi.
La resistenza non è solo un’arma che portiamo con noi; è piuttosto il nostro amore per la Palestina in ogni respiro che prendiamo, è la nostra volontà di rimanere, nonostante l’assedio e l’aggressione.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli al sangue dei martiri, a coloro che sono partiti e ci hanno lasciato questo cammino pieno di spine. Sono loro ad averci aperto il cammino verso la libertà con il loro sangue, quindi non sprecate quei sacrifici nei calcoli dei politici e nei giochi della diplomazia.
Siamo qui per completare ciò che i primi hanno iniziato e non ci devieremo da questo cammino qualunque sia il costo. Gaza è stata e rimarrà la capitale della fermezza, e il cuore della Palestina che non smette mai di battere, anche se la terra diventa troppo stretta per noi.
Quando ho assunto la guida di Hamas a Gaza nel 2017, non è stata solo una transizione di potere, ma piuttosto una continuazione di una resistenza iniziata con le pietre e proseguita con le armi. Ogni giorno sentivo il dolore del mio popolo sotto assedio e sapevo che ogni passo verso la libertà aveva un prezzo.
Ma vi dico : 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞. 𝐏𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨, 𝐩𝐨𝐢𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐬𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞.
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Francesca Quibla
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Nella battaglia Al Aqsa Flood, non ero il leader di un gruppo o movimento, ma piuttosto la voce di ogni palestinese che sogna liberazione. Sono stato guidato dalla mia convinzione che la resistenza non sia solo una scelta, ma un dovere.
Volevo che questa battaglia fosse una nuova pagina nel libro della lotta palestinese, dove le fazioni si unissero e tutti si schierassero in un’unica trincea contro un nemico che non ha mai distinto tra un bambino e un anziano o tra una pietra e un albero.
Al Aqsa Flood è stata una battaglia delle anime prima ancora dei corpi e della volontà prima delle armi. Quello che ho lasciato dietro di me non è un’eredità personale, ma un’eredità collettiva per ogni palestinese che ha sognato libertà, per ogni madre che ha portato sulle spalle il figlio martire, per ogni padre che ha pianto amaramente per sua figlia assassinata da un proiettile traditore.
Le mie ultime volontà sono quelle di ricordare sempre che la resistenza non è vana e non è solo un proiettile sparato; è piuttosto una vita vissuta con onore e dignità.
La prigione e l’assedio mi hanno insegnato che la battaglia è lunga e la strada difficile, ma ho anche imparato che i popoli che rifiutano di arrendersi creano i propri miracoli con le loro mani.
𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐢; 𝐡𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐦𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞.
𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚; 𝐬𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚. 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧’𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐚𝐜𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚
Questa è la mia volontà: non abbandonate le vostre armi, non gettate pietre, non dimenticate i vostri martiri e non compromettete un sogno che vi spetta di diritto. Siamo qui per restare, nella nostra terra, nei nostri cuori e nel futuro dei nostri figli.
Vi affido alla Palestina, la terra che ho amato fino alla morte e il sogno che ho portato sulle spalle come una montagna indomita.
Se cado, non cadete con me; portate per me uno stendardo mai caduto e fate del mio sangue un ponte per una generazione più forte nata dalle nostre ceneri. Non dimenticate mai che la patria non è una storia da raccontare ma piuttosto una realtà da vivere; da ogni martire mille combattenti della resistenza nascono dal ventre di questa terra.
Se l’inondazione ritorna e io non sarò tra voi, sappiate che sono stata la prima goccia nelle onde della libertà e ho vissuto per vedervi completare il viaggio.
Siate una spina nella loro gola, un’inondazione senza ritirata, e non calmatevi finché il mondo riconoscerà noi come i legittimi proprietari del diritto; noi non siamo numeri nei bollettini delle notizie.
Che Dio ci guidi e protegga tutti.
Volevo che questa battaglia fosse una nuova pagina nel libro della lotta palestinese, dove le fazioni si unissero e tutti si schierassero in un’unica trincea contro un nemico che non ha mai distinto tra un bambino e un anziano o tra una pietra e un albero.
Al Aqsa Flood è stata una battaglia delle anime prima ancora dei corpi e della volontà prima delle armi. Quello che ho lasciato dietro di me non è un’eredità personale, ma un’eredità collettiva per ogni palestinese che ha sognato libertà, per ogni madre che ha portato sulle spalle il figlio martire, per ogni padre che ha pianto amaramente per sua figlia assassinata da un proiettile traditore.
Le mie ultime volontà sono quelle di ricordare sempre che la resistenza non è vana e non è solo un proiettile sparato; è piuttosto una vita vissuta con onore e dignità.
La prigione e l’assedio mi hanno insegnato che la battaglia è lunga e la strada difficile, ma ho anche imparato che i popoli che rifiutano di arrendersi creano i propri miracoli con le loro mani.
𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐢; 𝐡𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐦𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞.
𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚; 𝐬𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚. 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧’𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐚𝐜𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚
Questa è la mia volontà: non abbandonate le vostre armi, non gettate pietre, non dimenticate i vostri martiri e non compromettete un sogno che vi spetta di diritto. Siamo qui per restare, nella nostra terra, nei nostri cuori e nel futuro dei nostri figli.
Vi affido alla Palestina, la terra che ho amato fino alla morte e il sogno che ho portato sulle spalle come una montagna indomita.
Se cado, non cadete con me; portate per me uno stendardo mai caduto e fate del mio sangue un ponte per una generazione più forte nata dalle nostre ceneri. Non dimenticate mai che la patria non è una storia da raccontare ma piuttosto una realtà da vivere; da ogni martire mille combattenti della resistenza nascono dal ventre di questa terra.
Se l’inondazione ritorna e io non sarò tra voi, sappiate che sono stata la prima goccia nelle onde della libertà e ho vissuto per vedervi completare il viaggio.
Siate una spina nella loro gola, un’inondazione senza ritirata, e non calmatevi finché il mondo riconoscerà noi come i legittimi proprietari del diritto; noi non siamo numeri nei bollettini delle notizie.
Che Dio ci guidi e protegga tutti.
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Forwarded from Controllo Globale
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#Terrorista israeliana colonialista #killer in diretta televisiva su @SkyNews , una complice dei media nella #normalizzazione della pulizia etnica in #Palestina.
@Russia_Ucraina_Israele_Iran
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Forwarded from Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra. (GYNEVЭRЭNA✒)
Trump segnala il suo sostegno nella telefonata con Netanyahu: "Fai quello che devi fare".
THE WASHINGTON POST.
Nonostante le sue recenti aperture agli elettori musulmani ed arabi americani, Donald Trump ha incoraggiato privatamente Netanyahu, in una telefonata all'inizio del mese, a "fare ciò che deve fare".
Secondo il senatore Lindsey Graham (su cui pende un mandato di cattura da parte della Federazione Russa), Trump è rimasto particolarmente colpito dall'espansione della guerra di Israele al Libano e lo ha detto a Netanyahu.
"Non gli ha detto cosa fare militarmente, ma ha detto di essere rimasto impressionato dai cercapersone", ha detto Graham, che ha partecipato ad una telefonata con Trump e Netanyahu all'inizio del mese, riferendosi all'attacco israeliano contro Hezbollah del mese scorso che ha utilizzato batterie esplosive all'interno dei cercapersone. Quelle esplosioni hanno ucciso decine di persone e ne hanno ferite più di 3.000.
"Ha espresso il suo stupore per le loro operazioni militari e per quello che hanno fatto", ha aggiunto Graham. "Ha detto loro: fate quello che dovete fare per difendervi, ma stiamo parlando apertamente di un nuovo Medio Oriente. Trump capisce che ci deve essere un cambiamento con lo Stato palestinese corrotto".
https://www.washingtonpost.com/politics/2024/10/25/trump-netanyahu-support-gaza-lebanon/
P.S. Per coloro che nutrissero ancora dubbi sulla traiettoria sionista di Donaldo.
✅ Seguici su https://t.me/palestina_convenzione_ginevra
THE WASHINGTON POST.
Nonostante le sue recenti aperture agli elettori musulmani ed arabi americani, Donald Trump ha incoraggiato privatamente Netanyahu, in una telefonata all'inizio del mese, a "fare ciò che deve fare".
Secondo il senatore Lindsey Graham (su cui pende un mandato di cattura da parte della Federazione Russa), Trump è rimasto particolarmente colpito dall'espansione della guerra di Israele al Libano e lo ha detto a Netanyahu.
"Non gli ha detto cosa fare militarmente, ma ha detto di essere rimasto impressionato dai cercapersone", ha detto Graham, che ha partecipato ad una telefonata con Trump e Netanyahu all'inizio del mese, riferendosi all'attacco israeliano contro Hezbollah del mese scorso che ha utilizzato batterie esplosive all'interno dei cercapersone. Quelle esplosioni hanno ucciso decine di persone e ne hanno ferite più di 3.000.
"Ha espresso il suo stupore per le loro operazioni militari e per quello che hanno fatto", ha aggiunto Graham. "Ha detto loro: fate quello che dovete fare per difendervi, ma stiamo parlando apertamente di un nuovo Medio Oriente. Trump capisce che ci deve essere un cambiamento con lo Stato palestinese corrotto".
https://www.washingtonpost.com/politics/2024/10/25/trump-netanyahu-support-gaza-lebanon/
P.S. Per coloro che nutrissero ancora dubbi sulla traiettoria sionista di Donaldo.
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Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra.
un nuovo Medio Oriente.
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Controllo Globale
🔴 FURIO BIAGINI: La dichiarazione Balfour alle origini dello stato di Israele e del moderno Medio Oriente
➡️ Controllo Globale
➡️ Controllo Globale
Forwarded from Controllo Globale
I #Rothschild fecero firmare al governo britannico la Dichiarazione Balfour nel novembre 1917 per trasferire la #Palestina alla Federazione #Sionista…
Oltre 20 anni prima dell'Olocausto...
«Il Governo di Sua Maestà vede con favore l'istituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico e farà del suo meglio per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo, restando chiaramente inteso che non sarà fatto nulla che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina, (sappiamo benissimo che è sempre avvenuto il contrario) o i diritti e lo status politico di cui godono gli ebrei in qualsiasi altro paese. (Ecco questo si, gli israeliti sono sempre stati tutelati in ogni paese del globo)
Le sarei grato se volesse portare questa dichiarazione a conoscenza della Federazione sionista»
➡️ Controllo Globale
Oltre 20 anni prima dell'Olocausto...
«Il Governo di Sua Maestà vede con favore l'istituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico e farà del suo meglio per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo, restando chiaramente inteso che non sarà fatto nulla che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina, (sappiamo benissimo che è sempre avvenuto il contrario) o i diritti e lo status politico di cui godono gli ebrei in qualsiasi altro paese. (Ecco questo si, gli israeliti sono sempre stati tutelati in ogni paese del globo)
Le sarei grato se volesse portare questa dichiarazione a conoscenza della Federazione sionista»
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🔴 L'ufficio stampa del Governo pubblica un aggiornamento sulle statistiche chiave del genocidio perpetrato dall'occupazione nella Striscia di Gaza, giorno 385, venerdì 25 ottobre 2024:
◻️ (385) giorni di genocidio.
◻️ (3.738) massacri commessi dall'esercito di occupazione.
◻️ (52.885) martiri e persone scomparse.
◻️ (10.000) mancanti.
◻️ (42.885) martiri accolti dagli ospedali (Ministero della Salute).
◻️ (17.210) bambini martiri.
◻️ (171) bambini nati e martirizzati nel genocidio.
◻️ (786) bambini martirizzati durante la guerra, di età inferiore a un anno.
◻️ (1.206) Famiglie palestinesi completamente cancellate dai registri civili.
◻️ (37) martirizzati a causa della carestia.
◻️ (11.742) donne martiri.
◻️ (1.047) martiri del personale medico (Ministero della Salute).
◻️ (85) martiri della protezione civile.
◻️ (177) giornalisti martiri.
◻️ (7) fosse comuni create dall'occupazione all'interno degli ospedali.
◻️ (520) martiri recuperati da 7 fosse comuni all'interno degli ospedali.
◻️ (100.544) feriti e infortunati ricoverati in ospedale (Ministero della Salute).
◻️ (396) giornalisti e operatori dei media feriti o infortunati.
◻️ (69%) delle vittime sono bambini e donne.
◻️ (197) centri di accoglienza presi di mira dall'occupazione israeliana.
◻️ (35.055) bambini che vivono senza uno o entrambi i genitori.
◻️ (3.500) bambini a rischio di morte per malnutrizione e mancanza di cibo.
◻️ (171) giorni di chiusura completa di tutti i valichi di frontiera della Striscia di Gaza.
◻️ (12.000) feriti che necessitano di cure all'estero.
◻️ (12.500) pazienti oncologici in fin di vita e bisognosi di cure.
◻️ (3.000) pazienti affetti da varie patologie che necessitano di cure all'estero.
◻️ (1.737.524) infetti da malattie trasmissibili a causa dello sfollamento.
◻️ (71.338) casi di infezione da epatite dovuti allo sfollamento.
◻️ (60.000) donne incinte a rischio a causa della mancanza di assistenza sanitaria.
◻️ (350.000) pazienti cronici a rischio a causa della carenza di farmaci.
◻️ (5.280) detenuti di Gaza durante il genocidio.
◻️ (310) detenzioni tra il personale sanitario (3 medici assassinati).
◻️ (38) arresti di giornalisti con nomi noti.
◻️ (2) milioni di sfollati nella Striscia di Gaza.
◻️ (100.000) tende si sono deteriorate, diventando inadatte agli sfollati.
◻️ (205) edifici governativi distrutti dall'occupazione.
◻️ (126) scuole e università completamente distrutte.
◻️ (339) scuole e università parzialmente distrutte.
◻️ (12.700) studenti uccisi dall'occupazione israeliana durante la guerra.
◻️ (785.000) studenti privati dell'istruzione a causa dell'occupazione israeliana.
◻️ (750) insegnanti e personale scolastico uccisi durante la guerra.
◻️ (130) studiosi, accademici, professori universitari e ricercatori giustiziati dall'occupazione.
◻️ (814) moschee completamente distrutte.
◻️ (148) moschee gravemente danneggiate, bisognose di restauro.
◻️ (3) chiese prese di mira e distrutte dall'occupazione.
◻️ (19) cimiteri distrutti totalmente o parzialmente, su un totale di 60 cimiteri.
◻️ (2.300) cadaveri rubati dall'occupazione da vari cimiteri di Gaza.
◻️ (150.000) unità abitative completamente distrutte.
◻️ (80.000) unità abitative rese inabitabili dall'occupazione.
◻️ (200.000) unità abitative parzialmente distrutte.
◻️ (85.500) tonnellate di esplosivi sganciati dall'occupazione su Gaza.
◻️ (34) ospedali messi fuori servizio dall'occupazione.
◻️ (80) centri sanitari messi fuori servizio dall'occupazione.
◻️ (162) istituzioni sanitarie prese di mira dall’occupazione.
◻️ (132) ambulanze prese di mira dall'occupazione.
◻️ (206) siti storici e patrimoniali distrutti dall'occupazione.
◻️ (3.130) chilometri di reti elettriche distrutte dall'occupazione.
◻️ (125) trasformatori di distribuzione elettrica a terra distrutti.
◻️ (330.000) metri di reti idriche distrutte dall'occupazione.
◻️ (385) giorni di genocidio.
◻️ (3.738) massacri commessi dall'esercito di occupazione.
◻️ (52.885) martiri e persone scomparse.
◻️ (10.000) mancanti.
◻️ (42.885) martiri accolti dagli ospedali (Ministero della Salute).
◻️ (17.210) bambini martiri.
◻️ (171) bambini nati e martirizzati nel genocidio.
◻️ (786) bambini martirizzati durante la guerra, di età inferiore a un anno.
◻️ (1.206) Famiglie palestinesi completamente cancellate dai registri civili.
◻️ (37) martirizzati a causa della carestia.
◻️ (11.742) donne martiri.
◻️ (1.047) martiri del personale medico (Ministero della Salute).
◻️ (85) martiri della protezione civile.
◻️ (177) giornalisti martiri.
◻️ (7) fosse comuni create dall'occupazione all'interno degli ospedali.
◻️ (520) martiri recuperati da 7 fosse comuni all'interno degli ospedali.
◻️ (100.544) feriti e infortunati ricoverati in ospedale (Ministero della Salute).
◻️ (396) giornalisti e operatori dei media feriti o infortunati.
◻️ (69%) delle vittime sono bambini e donne.
◻️ (197) centri di accoglienza presi di mira dall'occupazione israeliana.
◻️ (35.055) bambini che vivono senza uno o entrambi i genitori.
◻️ (3.500) bambini a rischio di morte per malnutrizione e mancanza di cibo.
◻️ (171) giorni di chiusura completa di tutti i valichi di frontiera della Striscia di Gaza.
◻️ (12.000) feriti che necessitano di cure all'estero.
◻️ (12.500) pazienti oncologici in fin di vita e bisognosi di cure.
◻️ (3.000) pazienti affetti da varie patologie che necessitano di cure all'estero.
◻️ (1.737.524) infetti da malattie trasmissibili a causa dello sfollamento.
◻️ (71.338) casi di infezione da epatite dovuti allo sfollamento.
◻️ (60.000) donne incinte a rischio a causa della mancanza di assistenza sanitaria.
◻️ (350.000) pazienti cronici a rischio a causa della carenza di farmaci.
◻️ (5.280) detenuti di Gaza durante il genocidio.
◻️ (310) detenzioni tra il personale sanitario (3 medici assassinati).
◻️ (38) arresti di giornalisti con nomi noti.
◻️ (2) milioni di sfollati nella Striscia di Gaza.
◻️ (100.000) tende si sono deteriorate, diventando inadatte agli sfollati.
◻️ (205) edifici governativi distrutti dall'occupazione.
◻️ (126) scuole e università completamente distrutte.
◻️ (339) scuole e università parzialmente distrutte.
◻️ (12.700) studenti uccisi dall'occupazione israeliana durante la guerra.
◻️ (785.000) studenti privati dell'istruzione a causa dell'occupazione israeliana.
◻️ (750) insegnanti e personale scolastico uccisi durante la guerra.
◻️ (130) studiosi, accademici, professori universitari e ricercatori giustiziati dall'occupazione.
◻️ (814) moschee completamente distrutte.
◻️ (148) moschee gravemente danneggiate, bisognose di restauro.
◻️ (3) chiese prese di mira e distrutte dall'occupazione.
◻️ (19) cimiteri distrutti totalmente o parzialmente, su un totale di 60 cimiteri.
◻️ (2.300) cadaveri rubati dall'occupazione da vari cimiteri di Gaza.
◻️ (150.000) unità abitative completamente distrutte.
◻️ (80.000) unità abitative rese inabitabili dall'occupazione.
◻️ (200.000) unità abitative parzialmente distrutte.
◻️ (85.500) tonnellate di esplosivi sganciati dall'occupazione su Gaza.
◻️ (34) ospedali messi fuori servizio dall'occupazione.
◻️ (80) centri sanitari messi fuori servizio dall'occupazione.
◻️ (162) istituzioni sanitarie prese di mira dall’occupazione.
◻️ (132) ambulanze prese di mira dall'occupazione.
◻️ (206) siti storici e patrimoniali distrutti dall'occupazione.
◻️ (3.130) chilometri di reti elettriche distrutte dall'occupazione.
◻️ (125) trasformatori di distribuzione elettrica a terra distrutti.
◻️ (330.000) metri di reti idriche distrutte dall'occupazione.
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◻️ (655.000) metri di rete fognaria distrutti dall'occupazione.
◻️ (2.835.000) metri di strade e vie distrutte dall'occupazione.
◻️ (36) strutture, impianti sportivi e palestre distrutte dall'occupazione.
◻️ (700) pozzi d'acqua distrutti e resi fuori servizio dall'occupazione.
◻️ (86%) del tasso di distruzione della Striscia di Gaza.
◻️ (36) miliardi di USD stimati come perdite iniziali dirette derivanti dal genocidio.
25 ottobre Sito ufficiale -Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
◻️ (2.835.000) metri di strade e vie distrutte dall'occupazione.
◻️ (36) strutture, impianti sportivi e palestre distrutte dall'occupazione.
◻️ (700) pozzi d'acqua distrutti e resi fuori servizio dall'occupazione.
◻️ (86%) del tasso di distruzione della Striscia di Gaza.
◻️ (36) miliardi di USD stimati come perdite iniziali dirette derivanti dal genocidio.
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Scene dalle strade della Repubblica Islamica dell'Iran
Gli iraniani immortalano la scena della vittoria di Yahya Sinwar sul divano della gloria
Believe in Syria - Axis of resistance
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Forwarded from Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra. (GYNEVЭRЭNA✒)
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Mentre Israele uccide premeditatamente i giornalisti musulmani, il giornalista sionista fa esplodere una casa in Libano.
Traduzione letteraria dell'articolo:
"Europa, Gran Bretagna ed America non vedranno questo terrorista e non gli imporranno alcuna sanzione perché non è palestinese. Il giornalista maiale terrorista sionista Danny Kushmro, un giornalista di Channel 12 Israel, fa esplodere una casa nel Libano meridionale in diretta TV, e lui stesso ha partecipato alla promozione della narrazione del suo esercito contro i giornalisti palestinesi nella Striscia di Gaza".
https://t.me/gazaalanpa/8090
✅ Seguici su https://t.me/palestina_convenzione_ginevra
Traduzione letteraria dell'articolo:
"Europa, Gran Bretagna ed America non vedranno questo terrorista e non gli imporranno alcuna sanzione perché non è palestinese. Il giornalista maiale terrorista sionista Danny Kushmro, un giornalista di Channel 12 Israel, fa esplodere una casa nel Libano meridionale in diretta TV, e lui stesso ha partecipato alla promozione della narrazione del suo esercito contro i giornalisti palestinesi nella Striscia di Gaza".
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