Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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L' "israele" sionista sta distruggendo una città vecchia di MIGLIAIA di anni...perché sono dei maiali rabbiosi e sporchi che non hanno altro che odio e gelosia.

Questa è la storica città costiera di Tiro (Sour) nel Libano meridionale.

Marwa Osman
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🔴 Le forze di repressione israeliane commettono un nuovo crimine contro il leader detenuto Marwan Barghouthi e i suoi compagni nell'isolamento della prigione di Megiddo

🔴 L'assalto ripetuto contro i leader e i simboli del Movimento dei prigionieri è un vero e proprio tentativo di assassinio

28 ottobre 2024

La Commissione per gli Affari dei Detenuti e il Palestinian Society Prisoner's Club hanno dichiarato che le forze repressive subordinate al servizio carcerario israeliano hanno commesso un nuovo crimine contro il leader detenuto Marwan Barghouthi, membro del Comitato Centrale del Movimento Fatah, e i suoi compagni isolati nelle celle della prigione di Megiddo. Il crimine è rappresentato dal fatto di averlo sottoposto a un brutale attacco il 9 settembre 2024, che ha causato diverse ferite al suo corpo, in particolare alla parte superiore del corpo.

In base alle informazioni riportate dall'avvocato della commissione, il pestaggio si è concentrato sulla testa, sulle orecchie, sulle costole e sugli arti, causandogli un'emorragia nell'orecchio destro, lesioni al braccio destro e forti dolori alle tibie, al torace e alla schiena. Aveva infezioni all'orecchio e difficoltà nei movimenti, dovute alla deliberata negligenza medica.

La commissione e la società hanno confermato che i ripetuti attacchi e aggressioni contro i simboli e i leader del Movimento dei prigionieri fin dall'inizio del genocidio rappresentano un vero e proprio tentativo di assassinio.

La commissione e la società hanno sottolineato che l'amministrazione carceraria sta isolando decine di leader in circostanze tragiche e critiche, sottoponendoli ad attacchi brutali all'interno delle loro celle, oltre ai crimini di tortura e fame e alle violazioni mediche che hanno avuto luogo fin dall'inizio del genocidio.
La Commissione e la società hanno confermato che le violazioni commesse nelle prigioni e nei campi militari sono considerate un secondo tipo di genocidio.
Nel corso dell’ultimo anno, (41) detenuti sono stati martirizzati nelle prigioni israeliane, dove decine di martiri arrestati a Gaza sono ancora sotto sparizione forzata.
Vale la pena menzionare che Barghouthi è detenuto dal 2002 e condannato all'ergastolo oltre a 40 anni. È stato esposto a molteplici trasferimenti e isolamenti, dove è stato trasferito dalla prigione di Ofer all'isolamento della prigione di Ayalon-Ramla, e poi all'isolamento di Ohelekdar, poi alla prigione di Ramla e infine alla prigione di Megiddo.

La commissione e la società hanno sottolineato che Barghouthi è stato esposto a sistematiche istigazioni da parte del governo nei confronti dei coloni, i quali si vantano delle torture pubblicando video di detenuti torturati in condizioni degradanti.

La commissione e la società hanno chiesto alle organizzazioni internazionali per i diritti umani di porre fine allo stato di indifferenza nei confronti dei crimini di genocidio e dei crimini commessi contro i detenuti nelle carceri israeliane, e hanno chiesto di eliminare l'immunità eccezionale concessa a Israele dagli antichi mandati, considerando Israele al di sopra della legge e della responsabilità.

RNN
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Per chi fosse interessato, ci vediamo venerdì 8 Novembre a Este (PD) e sabato 9 Novembre a Sarzana (SP).

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Un'immagine circolante pubblicata dai soldati israeliani mostra decine di civili palestinesi da loro detenuti a Jabalia e Beit Lahiya, nel nord di Gaza.

A un esame più attento, la maggior parte dei presenti sembrano anziani e molti sono stati identificati e segnalati come rapiti dalle forze israeliane, con il loro destino ancora sconosciuto.

QNN
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
ISRAELE METTE AL BANDO L’UNRWA

E dopo aver sparato ai caschi blu in Libano e aver bombardato e raso al suolo le strutture UNRWA in tutta Gaza, Israele mette direttamente al bando le agenzie dell’ONU.

L’UNRWA è l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente, dedita a soccorso, sviluppo, istruzione, assistenza sanitaria, servizi sociali e aiuti di emergenza per gli oltre cinque milioni di rifugiati palestinesi che vivono in Giordania, Libano, Siria e nello Stato di Palestina.

Daje Parenzo: “la più grande democrazia di staminkia!”

👉👉🏻 https://t.me/roccocantautore
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🇱🇧🌟 Hezbollah nomina Naim Qassem segretario generale

Martedì Hezbollah ha nominato capo il suo vice segretario generale, Naim Qassem, che succederà ai suoi predecessori Hashem Safieddine e Hassan Nasrallah, caduti in due distinti attacchi israeliani in Libano.

Qassem, per lungo tempo vice di Nasrallah, è il leader ad interim del gruppo dopo il martirio di Nasrallah.

Chi è Naim Qassem?

Il 71enne è il vicesegretario generale di Hezbollah ed è stato spesso definito il "numero due" del movimento.

È nato a Kfar Kila, un villaggio del Libano meridionale, nel governatorato di Nabatiye, che ha subito numerosi attacchi israeliani, soprattutto a partire dall'ottobre scorso.

Qassem venne eletto vicesegretario generale nel 1991, sotto la guida dell'allora segretario generale Abbas al-Musawi, anch'egli assassinato da "israele".

Nel corso degli anni ha svolto un importante ruolo pubblico all'interno di Hezbollah ed è anche membro del Consiglio della Shura del gruppo.

Nel 2005 pubblicò il suo famoso libro intitolato Hezbollah, the Story from Within, tradotto in diverse lingue.

Qassem è da tempo uno dei principali portavoce di Hezbollah e ha rilasciato numerose interviste ai media stranieri.

War Cabinet
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Attenzione, temevo sarebbe arrivato questo momento, dato che in Siria l'impero anglo-franco-sion-yankee non è riuscito a passare, grazie agli alleati del legittimo presidente Bashar Al-Assad (Russia, Iran e Hezbollah) e al grandissimo popolo siriano che ha capito i giochetti dietro la sedicente "rivoluzione" e si è stretto intorno al suo governo, ora il ministro israeliano minaccia il governo di Assad per il sostegno a Hezbollah. Ma è storia vecchia... L'ultimatum fu già dato dai loro fantocci, quelli che qui chiamavano "ribelli siriani".

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Gideon Sa'ar, capo del partito National Right, che di recente si è unito al governo di Benjamin Netanyahu ed è considerato un candidato per il Ministero della Difesa nel caso in cui Netanyahu licenziasse Yoav Gallant, ha dichiarato che "israele deve chiarire al presidente siriano Bashar al-Assad che se la Siria continua a fungere da corridoio per le armi iraniane verso Hezbollah e consente aggressioni dal suo territorio, il suo regime sarà a rischio". Parlando a quella che "israele" ha chiamato la conferenza Right Middle East, Sa'ar ha sottolineato che "israele dovrebbe mettere il regime di Assad in una posizione precaria e, in nessun caso, consentire alla Siria di facilitare le rotte di fornitura di armi".

Ribadendo questa posizione, Sa'ar ha sottolineato che Tel Aviv "non tollererà il riarmo di Hezbollah attraverso la Siria né permetterà che un nuovo fronte si apra contro di essa dal territorio siriano". Ha avvertito che Assad dovrebbe comprendere appieno che "se minaccia la sicurezza di israele attraverso queste azioni, mette in pericolo il suo stesso regime".

Ricordando al pubblico le passate occasioni mancate, il ministro di destra ha osservato, "israele ha perso l'occasione di rimuovere Assad durante la guerra civile siriana, un'opportunità che Iran e Hezbollah hanno colto. Ora, Assad deve fare una scelta critica". Sa'ar ha concluso affermando che "staccare Assad dall'asse iraniano avrebbe profonde implicazioni per la sicurezza di israele".

Il rapporto completo di Al-Akhbar può essere trovato qui:
https://www.al-akhbar.com/Lebanon/386937
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Un testo da "Quando i picchetti sono fioriti" .

"Abu Khairi, come tanti altri uomini e donne ormai è morto. Ad ucciderli, non sono state semplicemente la povertà e le malattie; sono stati annientati dalla nostalgia, dall'attesa dentro questi campi e dalla al-ghurba – l'esilio.

Poi i bambini crebbero e, nei campi, nacque la prima generazione di profughi. Cominciarono anche le storie di amore e si sono fatti vivi gli sguardi degli amanti che si scambiavano le lettere nascondendole nei vasi delle rose, negli orti della menta e fra le pietre dei muretti. Ma intanto continuarono a circolare tante storie e molti racconti sul dolore e sulle sofferenze degli abitanti; un popolo che le guerre avevano trasformato da contadini e proprietari di piantagioni e campi in semplici profughi costretti a mendicare anche il pasto e ad attendere gli aiuti e la misericordia degli altri. Ben presto però si resero conto che, per poter rientrare nelle proprie case, dovevano rialzarsi e lottare per riappropriarsi di ciò che li è stato rubato."

Potete ordinarlo da:
- Prospero Editore Prospero's books
- Qualsiasi libreria: Feltrinelli, ...
- Amazon o altri sito online

Aspetto le vostre recensioni ..🇵🇸✌️

Aysar Alsaifi - Autore e Narratore
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L'aiuto e la complicità della Germania con "israele" nel suo genocidio a Gaza sembrano non conoscere limiti. Mentre la pressione internazionale su "israele" cresce, Berlino si muove nella direzione opposta e si rintana più a fondo nel suo sostegno, scrive Timo Al-Farooq.

Leggi qui: https://en.mdn.tv/88ou
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🚨Un altro giorno, un altro massacro israeliano:

Israele ha bombardato un edificio di cinque piani a Beit Lahia, Gaza, che veniva utilizzato come rifugio per gli sfollati. Almeno 109 palestinesi sono stati uccisi, la maggior parte dei quali donne e bambini.

I media di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea continuano a parlare del 7 ottobre, mentre i palestinesi subiscono ogni giorno un massacro dopo l'altro come questo da oltre un anno e innumerevoli massacri dal 1948.

Going Underground
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Quando sarà abbastanza?

Riyad Mansour, inviato della Palestina presso le Nazioni Unite, ha esortato il Consiglio di sicurezza ad adottare misure per salvaguardare i civili che hanno sopportato più di un anno di attacchi israeliani.

"israele ha oltrepassato ogni linea rossa, infranto ogni regola, sfidato ogni divieto. Quando sarà davvero abbastanza? Quando agirete? Voi siete il Consiglio di sicurezza. Dovete raggiungere ogni singolo individuo che soffre tra i palestinesi. Questo è il vostro dovere", ha affermato Mansour durante una sessione del consiglio.

Ha sottolineato che, oltre ai 43.000 uccisi a Gaza, 100.000 palestinesi hanno subito ferite negli attacchi israeliani, con molti che hanno dovuto affrontare amputazioni e disabilità durature. Mansour ha aggiunto che due milioni di palestinesi sono ora sfollati, e stanno vivendo un "dolore indicibile".

Al Mayadeen
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La linea verde è il confine immaginario progettato dai colonialisti che proposero la spartizione della Palestina nel 1947. Al di qua della linea verde sarebbe stato edificato Israele, al di là vi era la terra che sarebbe rimasta ai nativi. Lasciamo per un attimo da parte l'illegalità di tutta la faccenda: la creazione di israele, persino all'interno di un discorso colonialista come quello che ne vide la nascita, avrebbe dovuto essere subordinato alla nascita dello stato palestinese, che non c'è mai stata. Conditio sine qua non. E invece sappiamo come è andata: provvidenziali guerre progettate a tavolino diedero all'entità sionista l'opportunità di allargarsi nelle terre palestinesi, secondo quello che in nuce era il progetto di David Grün e dei sionisti europei.
Per qualche strana ragione, all'interno della linea verde resistevano villaggi palestinesi, non toccati durante la furiosa pulizia etnica del 1947-48 che causò la rimozione di oltre 700.000 palestinesi dalla loro terra. Quelli che vengono chiamati da israele "arabi israeliani", una sottospecie di umani senza alcuna identità. L'uso dei termini è molto importante in qualsiasi propaganda. Essi lanciano messaggi subliminali. Dico senza dire. Tu capirai ciò che io desidero utilizzando il substrato culturale che io ho contribuito a formare. Dici "arabi israeliani" e immediatamente pensi a gruppi di nomadi generosamente accolti dallo stato ebraico. E invece si tratta di altro.
Kufr Kassem era uno di quei villaggi .
La sera del 29 ottobre del 1956, i contadini tornavano dai campi come sempre. Con la sola differenza che la polizia israeliana di frontiera aveva annunciato un coprifuoco arbitrario, di cui i contadini palestinesi non sapevano nulla. Il fuoco di un commando del MAGAV accolse l'entrata dei lavoratori al villaggio. A sangue freddo furono assassinati 57 palestinesi disarmati, tra cui sei donne e 23 bambini di età inferiore ai 18 anni. Nel dettaglio: tra i bambini, si contarono sei ragazzine di età compresa tra i 12 ed i 16 anni. In seguito, documenti declassificati stabilirono senza ombra di dubbio che il massacro era parte del "piano Talpa", con cui il governo Grün intendeva "liberare" il nuovo stato dalla presenza palestinese attraverso l'uso del terrorismo indiscriminato contro la popolazione civile.
Come nel caso di Tantura, Deir Yassin e di tutti gli altri eccidi, i perpetratori furono condannati a pene miti. Il comandante di brigata Gabriel Dahan sborsò l'esorbitante cifra di 10 centesimi, mentre gli esecutori materiali del massacro furono tutti rilasciati entro il 1959.
"Ti dedico ogni cosa
l'ombra e la luce
l'anello dello sposalizio
e tutto ciò che desideri
ti dedico un giardino
di fichi e di ulivi.
Verrò da te come tutte le notti
introducendomi dalla finestra,
e nel sogno
ti lancerò un gelsomino.
Non rimproverarmi
se tarderò un poco.
Loro mi hanno fermato
o amore mio, non rimproverarmi
mi hanno assassinato
mi hanno assassinato"
#sayfreedom

Rossella Ahmad
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Il tentativo di mettere a tacere Samidoun su Telegram è parte integrante dell'attacco al movimento dei prigionieri palestinesi e alla resistenza palestinese. Va di pari passo con gli attacchi che mirano a sopprimere Resistance News Network ( @PalestineResist , @RNN_Backup ) e tutte le organizzazioni che affrontano il genocidio sionista/imperialista e sostengono la resistenza!

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RNN
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🟡🟢 Il segretario generale di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, ha pronunciato oggi, 30 ottobre 2024, il suo primo discorso in qualità di Segretario generale.

Di seguito la RNN ha fornito la traduzione dei punti salienti.


Abbiamo deciso di chiamare questa guerra "La Battaglia dei Potenti".

Il nemico deve sapere che il bombardamento dei nostri villaggi e delle nostre città non ci farà ritirare. La resistenza è forte, ed è riuscita a consegnare un drone nella stanza di Netanyahu.

Questa volta Netanyahu è sopravvissuto; "forse il suo momento non è ancora arrivato".

Sheikh Qassem all'occupazione: Sarete sicuramente sconfitti perché la terra è nostra e il nostro popolo è unito attorno a noi. Lasciate la nostra terra per ridurre le vostre perdite; altrimenti, pagherete un prezzo senza precedenti.

Hezbollah uscirà da questo scontro più forte e vittorioso.

Continueremo a contrastare l'aggressione e, se il nemico vorrà fermarla, accetteremo le condizioni che riterremo opportune, ferma restando la possibilità di una soluzione attraverso negoziati indiretti e un cessate il fuoco.



RNN
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🟡🟢 Il Segretario generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, nel suo discorso di oggi, 30 ottobre 2024 (1/3):
—
In questo incontro è fondamentale esprimere lealtà al leader martire Sayyed Hashem Safieddin.

Sayyed Safieddin era una persona organizzata, coinvolta nelle operazioni, con una visione acuta. Si prendeva cura dei combattenti e lavorava per soddisfare le esigenze del fronte, ed era una delle persone principali su cui faceva affidamento il martirizzato Sayyed Hassan Nasrallah.

Il grande martire Yahya Sinwar, icona di eroismo e resistenza per la Palestina e per la libertà del mondo, fu martirizzato nello scontro fino al suo ultimo respiro: forte, coraggioso, fedele, retto, dignitoso e libero.

Mio maestro, Sua Eminenza Sayyid Hassan Nasrallah (che Allah sia soddisfatto di lui), per 32 anni hai instillato fede, lealtà e resistenza nei cuori dei giovani, delle donne, degli anziani e dei bambini.

Sei stato e rimarrai il vessillo vittorioso della resistenza, amato dai combattenti, riserva di speranza, foriero di vittoria e adorato da coloro che anelano a una vita dignitosa.

Ringrazio la leadership di Hezbollah e la stimata Shura, a cui i combattenti e il popolo hanno affidato questo percorso, per avermi scelto per questa pesante responsabilità, che è sinonimo di fiducia.

Questa fiducia è l'eredità di Sayyed Abbas al-Musawi (che Allah sia soddisfatto di lui), il quale ci ha detto che il comandamento primario è preservare la resistenza.

Questa fiducia è anche la fiducia del grande leader Sayyed Hassan Nasrallah, e qui ricordo le sue parole quando Sayyed Abbas al-Musawi fu martirizzato, dicendo: "Uccidendo il nostro Segretario generale, intendevano sconfiggere dentro di noi lo spirito di resistenza e schiacciare la volontà del jihad, ma il suo sangue continuerà a bollire nelle nostre vene e aumenterà la nostra determinazione a continuare su questa strada".

Il mio piano di lavoro è la continuazione del piano di lavoro del nostro leader Sayyed Hassan Nasrallah in tutti gli ambiti politici, jihadisti, sociali e culturali.

Continueremo ad attuare il piano di guerra delineato da Sayyed Nasrallah con la leadership della resistenza e rimarremo sul sentiero di guerra nel rispetto delle linee guida politiche definite.

Sostenere Gaza era fondamentale per contrastare la minaccia di "Israele" all'intera regione attraverso la porta di Gaza; la popolazione di Gaza ha il diritto di sostenere questa iniziativa e tutti devono sostenerla.

La nostra resistenza esiste per contrastare l'occupazione e le sue ambizioni espansionistiche e per liberare la terra.

Alcuni ritengono che "Israele" sia stato provocato; "Israele" ha bisogno di una scusa? Abbiamo dimenticato 75 anni di uccisioni di palestinesi, di spostamenti, di sequestri di terre e luoghi santi e di massacri commessi?

Fu la resistenza, in collaborazione con l'esercito e il popolo, a espellere "Israele" dalla nostra terra in passato.

Non sono state le risoluzioni internazionali a espellere "Israele" dalla nostra terra: è stata la resistenza.

Continueremo sul sentiero di guerra nell'ambito degli sviluppi delineati.

Lo stesso Netanyahu, all'inizio della sua aggressione al Libano, aveva dichiarato che era per un "nuovo Medio Oriente", e noi abbiamo sventato una serie di sorprese.

Attraverso la resistenza, distruggiamo il progetto "israeliano", mentre l'attesa ci fa perdere tutto.

Ci troviamo di fronte a un progetto importante nella regione: una guerra globale contro la resistenza, che non si limita al Libano e a Gaza.

Questa aggressione impiega tutte le forme di brutalità e genocidio per portare avanti il ​​suo progetto. Dobbiamo affrontarla e non limitarci a osservare.

Questo scontro smaschererà i valori occidentali come falsi slogan caduti di fronte al loro allineamento con i selvaggi.

La leggendaria fermezza della resistenza a Gaza e in Libano è una saga di dignità che forgia il futuro delle nostre generazioni.

Abbiamo ripetutamente affermato, come ha affermato il nostro leader, che non cerchiamo la guerra, ma se ci verrà imposta, la affronteremo con dignità.
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🟡🟢 Il Segretario generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, nel suo discorso di oggi, 30 ottobre 2024 (2/3):
—
Nessuno combatte per noi, né noi combattiamo per conto di nessun altro. Il nostro progetto è proteggere la nostra terra e difendere il nostro Paese.

L'Iran ci sostiene senza chiedere nulla in cambio e noi diamo il benvenuto a qualsiasi paese arabo o islamico disposto a sostenerci contro "Israele".

L'Iran è consapevole del prezzo che paga per sostenere la resistenza e, attraverso il generale martire Soleimani, ci ha dato ciò che nessun altro ha.

Combattiamo sulla nostra terra e liberiamo la nostra terra occupata, senza che ci vengano imposte richieste o obblighi.

La portata degli attacchi contro Hezbollah, in particolare contro la sua leadership dopo gli attentati con i cercapersone , è stata dolorosa per noi, eppure Hezbollah ha riconquistato la sua posizione.

Il campo di battaglia dimostra e conferma la ripresa di Hezbollah dagli attacchi subiti, in quanto si tratta di un'istituzione grande e coesa, dotata di grandi capacità.

Hezbollah ha una vera e propria storia di jihad, che si è rafforzata di anno in anno e ha acquisito maggiore esperienza.

Le capacità di Hezbollah sono presenti e adatte a un campo di battaglia prolungato.

I combattenti in prima linea sono pieni di fede e coraggio; sono amanti del martirio e nessuno può andare oltre loro.

Come ha detto il nostro leader, "Stiamo aspettando lo scontro". Gli scontri si concentrano sulla prima linea e il nemico è timoroso e altera le sue dichiarazioni e i suoi obiettivi.

I combattenti in prima linea possiedono tutte le capacità necessarie e sono fermi e forti.

La Sala Operativa della Resistenza ha documentato le perdite del nemico, che riguardano solo la prima linea.

La nostra resistenza è leggendaria, una scuola per generazioni di libertà.

L'occupazione ha riconosciuto la propria incapacità di contrastare i missili e i droni di Hezbollah, che colpiscono nell'ambito di un programma sul campo studiato.

La capacità della resistenza di creare piattaforme nonostante i continui attacchi aerei è eccezionale e noi combattiamo con onore.

Noi prendiamo di mira basi e soldati, mentre loro prendono di mira civili, persone e infrastrutture, con l'intento di infliggere sofferenze.

Il nemico deve sapere che il bombardamento dei nostri villaggi e delle nostre città non ci farà ritirare. La resistenza è forte, ed è riuscita a consegnare un drone nella stanza di Netanyahu.

Questa volta Netanyahu è sopravvissuto; “forse il suo momento non è ancora arrivato”.

Stiamo causando dolore al nemico e il nostro attacco alla base "Binyamina" ne è la prova, così come i nostri attacchi su Haifa, Acri e altre città.

Abbiamo deciso di chiamare questa guerra "La Battaglia dei Potenti".

Sheikh Qassem all'occupazione: Sarete sicuramente sconfitti perché la terra è nostra e il nostro popolo è unito attorno a noi. Lasciate la nostra terra per ridurre le vostre perdite; altrimenti, pagherete un prezzo senza precedenti.

Proprio come abbiamo trionfato a luglio, trionferemo ora e rimarremo forti, con un potere in continua crescita.

All'ambasciatore statunitense in Libano: né lei né chi è con lei vedrete la sconfitta della resistenza, nemmeno nei vostri sogni.

Hezbollah uscirà da questo scontro più forte e vittorioso.

Agli sfollati: questa battaglia richiede questo livello di sacrificio, e siamo in una fase di dolore causato al nemico, a cui si aggiunge una fase di fermezza e pazienza. La resistenza non può vincere senza i vostri sacrifici, e altri sono sbalorditi dalla vostra pazienza, e ricostruiremo insieme.

Hezbollah è forte nella resistenza grazie alla benedizione dei combattenti e forte nella sfera politica interna grazie a voi.

A coloro che scommettono sul periodo postbellico: vi ritroverete a maledire l'America e i suoi alleati perché vi hanno mentito.

Il nemico non potrà contare sul tempo, poiché le sue perdite saranno ingenti, e sarà costretto a porre fine all'aggressione.
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🟡🟢 Il Segretario generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, nel suo discorso di oggi, 30 ottobre 2024 (3/3):

Continueremo a contrastare l'aggressione e, se il nemico vorrà fermarla, accetteremo le condizioni che riterremo opportune, mentre qualsiasi soluzione avverrà tramite negoziazione indiretta.

Il fondamento di ogni negoziazione è innanzitutto un cessate il fuoco.

Ai combattenti: come ha detto il nostro leader, "L'era delle sconfitte è finita, ed è arrivata l'era delle vittorie", e noi siamo vittoriosi. Quindi siate pazienti e risoluti.
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Il Venezuela ha richiamato l'ambasciatore in Brasile, accusando il consigliere di Lula, Celso Amorim, di aver agito "come messaggero dell'imperialismo statunitense".

Hanno anche denunciato i diplomatici brasiliani che, contrariamente al consenso degli altri membri dei BRICS, hanno inspiegabilmente adottato una politica di blocco.

Che ormai Lula fosse passato, per qualche motivo a me oscuro, dall'altra parte della barricata, era ormai palese, la questione sanitaria e vaccinale ne era un antipasto.

Forse è il caso, invece, di ripensare all'adesione del Brasile nei BRICS, almeno fin quando ci sarà un agente yankee alla presidenza.
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