Francesca Quibla
7.05K subscribers
7.48K photos
2.48K videos
29 files
5.33K links
Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
Download Telegram
Forwarded from Rubio feat Rubio
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
“Quindi o noi, o noi”. 🇵🇸✌🏾
❤20
Forwarded from Rubio feat Rubio
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
A tutti quelli che fino a 1 anno fa se ne fottevano della Palestina e della lotta al sionismo (suprematismo ebraico e’ chiedere troppo visto che non riuscite a dire ad alta voce neanche “ebreo”) e che ormai fra fatturati, prodotti, scalate social, e percorso politico sulla pelle dei nativi semiti palestinesi, si sentono in diritto di criticare Hamas, Hezbollah in quanto musulmani, solo per biechi interessi personali o di partito: avete mai letto il Corano? Avete mai letto Mahmoud Darwish, Ghassan Kanafani, Edward W. Said, Mohammed El-Kurd o qualsiasi autore/trice palestinese? Avete mai ascoltato attentamente le loro parole? I palestinesi (chi lotta veramente, non chi si e venduto qui in Italia e nel mondo) chiamano gli occupanti per quello che sono: ebrei. Per non vivere nel perbenismo complice stile Albanese, il consiglio è sempre quello di decolonizzare la mente leggendo gli oppressi. Se però preferite leggere solo Marx, Stalin e Lenin e giudicare senza alcun mezzo Islam, Resistenza e Palestina, fate pure
🔥16👍11
L'Anti-Defamation League (ADL), fondata nel 1913 per combattere l'antisemitismo, è cresciuta fino a diventare un importante gruppo di lobbying statunitense con profondi legami con governo, media, scuole, polizia e aziende, spingendo duramente gli interessi israeliani.

È passata dalle sue prime radici liberali, sostenendo i diritti civili e combattendo il KKK, a una posizione di destra che difende i brutali crimini israeliani mentre mette a tacere le voci palestinesi.

Dagli anni '50 agli anni '90, l'ADL ha spiato oltre 12.000 americani, tra cui politici, arabo-americani, critici di israele e attivisti, collaborando con la polizia statunitense e israele per prendere di mira i dissidenti, tra cui gruppi come la NAACP e attivisti anti-apartheid.

L'etichetta "nuovo antisemitismo" dell'ADL etichetta le critiche a israele o al sionismo come odio, un modo per distorcere il termine per mettere a tacere i sostenitori palestinesi e proteggere le politiche di israele, come lo sfollamento forzato, il genocidio e l'apartheid.

I suoi report mescolano critiche a israele con statistiche sull'antisemitismo, finendo sui titoli e nelle mani dei legislatori con poca resistenza, dando forma a una falsa narrazione che soffoca la lotta palestinese.

L'ADL sostiene il regime di israele nonostante sia un apartheid, ed è criticata per aver minimizzato il genocidio a Gaza mentre attacca e minaccia i sostenitori dei diritti dei palestinesi.

Ha promosso leggi e ordinanze, come le proposte di legge anti-BDS e le mosse esecutive di Trump del 2019 e del 2025, che calpestano la libertà di parola, prendendo di mira boicottaggi e proteste studentesche e chiedendo la deportazione.

L'ADL è accusata di essersi avvicinata a personaggi di destra, come alcuni sionisti evangelici e persino Elon Musk, mentre schivava le dure posizioni antisemite di gente come Trump.

Ha continuato a spiare gli attivisti dopo gli scandali degli anni '90 e gestisce corsi di formazione per poliziotti statunitensi con l'esercito israeliano, che sono collegati alla brutalità della polizia negli Stati Uniti, che ha portato all'omicidio di George Floyd.

Ex membri dello staff, organizzazioni ebraiche come Jewish Voice for Peace e gruppi per le libertà civili hanno criticato l'ADL per aver diffamato i critici e sostenuto la repressione.

L'ADL ha perso credibilità; persino Wikipedia l'ha definita "inaffidabile" su israele/Palestina nel 2024.

Handala su X
👍7
Ah, ma è fantastico!
Ora non è più sufficiente sentirsi in colpa per prendere l'auto o per il condizionatore.
Finalmente possiamo aggiungere la cucina, i fornelli dove ogni giorno si prepara da mangiare per nutrirci, alla lista dei peccati ambientali. La prossima volta che preparo una pasta al pomodoro, mi ricorderò di scusarmi con l'ambiente... Mi chiedo se l'ecosistema preferisca che ordini Glovo in contenitori di plastica, o che smetta direttamente di mangiare.
Ma ce lo dissero già tipo 3 anni fa, quando ci spiegarono come fosse possibile cuocere la pasta dentro l'acqua con gas spento.

Chissà, forse è il arrivato il momento giusto per iniziare una dieta a base di aria e luce solare.
👍30🔥8❤1
قَلْب – qalb
Radice: ق–ل–ب
Dal verbo قَلَبَ = capovolgere, rovesciare, cambiare.

In arabo, qalb non è solo il cuore fisico.
È il centro dell’essere umano.
Dove nascono l’intenzione, la fede, la memoria, il dubbio, l’amore.

Il Lisān al-ʿArab dice:

“القلب هو لُبّ الشيء وأصله.”
“Il qalb è il nucleo, l’essenza di ogni cosa.”
#qalb #cuore #linguaraba #cuorearabo

Arabo Semplicemente
❤19👍1🔥1
NICCOLÒ MACHIAVELLI, nato il 3 maggio 1469, ci ricorda che non c'è nulla di nuovo nella condizione umana.

Filosofo, politico e scrittore italiano. La sua opera principale è "Il Principe". Tra le sue frasi più celebri:

1- In generale, gli uomini giudicano più con gli occhi che con l'intelligenza, poiché tutti possono vedere, ma pochi comprendono ciò che vedono.

2- È un difetto comune degli uomini non preoccuparsi della tempesta durante la bonaccia.

3- Un uomo che vuole essere buono tra tanti che non lo sono, scaverà la propria rovina.

4- Gli uomini offendono più facilmente chi amano, che chi temono.

5- Non c'è nulla di così difficile da gestire, così incerto nel successo, né così pericoloso quanto il dirigere le persone.

6- La saggezza consiste nel saper distinguere la natura del problema e nel scegliere il male minore.

7- Un esercito di pecore guidato da un leone è più temibile di un esercito di leoni guidato da una pecora.

8- La politica non ha alcuna relazione con la morale.

9- Gli uomini sono ingrati, volubili, simulano ciò che non sono e dissimulano ciò che sono.

10- L'uomo prudente non si lamenta delle cose che non può cambiare, ma si sforza di migliorare quelle che può.

11- La virtù è ciò che rende l'uomo amato e rispettato dagli altri uomini, e l'astuzia è ciò che lo rende temuto e rispettato.

12- Chi tollera il disordine per evitare la guerra, avrà prima il disordine e poi la guerra.

13- Uno deve essere una volpe per riconoscere le trappole e un leone per spaventare i lupi.

14- Non bisogna allontanarsi dal bene finché è possibile, e bisogna saper entrare nel male quando è necessario.
❤16👍12
PERCHÉ HAMAS RESISTE A TUTTE LE RICHIESTE DI RESA STRANIERE

Mentre le richieste di resa sostenute dagli Stati Uniti aumentano e i negoziati per il cessate il fuoco falliscono sotto il peso del sabotaggio e del tradimento regionale, Hamas mantiene la sua posizione, scegliendo la Resistenza rispetto all'esilio, anche se Gaza brucia e gli Stati arabi si schierano per suggellare il suo destino.

The Cradle - 1 aprile 2025

Si apprende da fonti informate vicine a Hamas che una recente proposta degli Stati Uniti, consegnata al maggiore capo politico di Hamas Khalil al-Hayya, attualmente di base a Doha, è stata nettamente respinta. L'offerta, che chiedeva la resa del Movimento di Resistenza palestinese e l'uscita della sua dirigenza dalla Striscia di Gaza, è stata respinta con una risposta brusca: "Lasciateli fare ciò che vogliono".

Un giorno dopo, il 30 marzo, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicamente promesso di intensificare la guerra a Gaza, intensificando sia l'assedio che il bombardamento della Striscia. All'alba, mentre i palestinesi si preparavano per l'Eid al-Fitr, il giorno sacro che segna la fine del Ramadan, Gaza è stata colpita da uno dei bombardamenti più intensi della guerra. Le esplosioni si sono sentite in tutta la striscia, scuotendo le case e inviando onde d'urto fino alla Beersheba Occupata e al Negev.

La proposta americana avrebbe incluso un passaggio sicuro per i combattenti di Hamas e le loro famiglie, garanzie finanziarie e promesse di protezione dall'assassinio. Quando Hamas ha rifiutato l'offerta, Washington ha informato Tel Aviv, spingendo Netanyahu a raddoppiare i suoi obiettivi di guerra: Hamas deve disarmare o essere costretta all'esilio permanente, in linea con la dottrina dello spostamento del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Idealmente, Netanyahu sembra determinato a garantire entrambi gli esiti.

FALSE APERTURE E PROMESSE NON MANTENUTE

Nonostante le affermazioni dei media israeliani sui progressi nei colloqui di tregua dal 27 marzo e le speculazioni su un cessate il fuoco in concomitanza con l'Eid, la realtà è stata segnata da nuovi Massacri compiuti dall'Esercito di Occupazione. Non si è materializzata alcuna tregua a breve o lungo termine.

Tuttavia, grazie alla pressione sostenuta dell'Egitto, un accordo rimane possibile, per quanto esiguo. La spinta araba per una conclusione della guerra a Gaza, guidata dagli Emirati Arabi Uniti e sostenuta dall'Arabia Saudita e dalla Giordania, sebbene contestata in parte dall'Egitto, è radicata nel desiderio di spazzare via la questione per il bene della normalizzazione regionale con Tel Aviv.

Netanyahu, tuttavia, continua a sabotare ogni iniziativa. Accetta solo ciò che serve al suo unico scopo: mantenere il potere. La guerra continuerà comunque, anche se un sondaggio di Canale 12 Israele rivela che il 69% degli israeliani sostiene un accordo completo per riportare a casa tutti i prigionieri e porre fine alla guerra, e il 70% afferma di non fidarsi più del governo di Netanyahu.

L'ultima proposta dell'Egitto includeva il rilascio di cinque prigionieri israeliani viventi in cambio di prigionieri palestinesi e una sospensione di 40 giorni dei combattimenti. La finestra di cessate il fuoco consentirebbe ai civili feriti di essere evacuati tramite Rafah e agli aiuti umanitari di rientrare a Gaza. Hamas acconsentì ma chiese 50 giorni e che un prigioniero palestinese venisse rilasciato ogni 10 giorni. Lo Stato di Occupazione rifiutò.

Fonti informano che le richieste israeliane erano incoerenti e provocatorie. In diverse fasi, Tel Aviv insistette per 10 prigionieri vivi, poi 11, alcuni vivi, altri morti, prima di proporre un cessate il fuoco di 40 giorni, lasciando i mediatori disorientati e i negoziati bloccati.

In un gesto precedente al rifiuto dell'accordo di resa, Hamas condivise informazioni, tramite intermediari qatarioti ed egiziani, sulle condizioni del prigioniero americano-israeliano Alexander Idan.
👍18🔥1
Eppure l'inviato di Washington nella Regione, Steve Witkoff, non mostrò alcuna indicazione che gli Stati Uniti avrebbero fatto pressione su Israele affinché accettasse una proposta compatibile con Hamas. Invece, il messaggio percepito a Doha, al Cairo e a Gaza era di indifferenza americana. L'attenzione di Washington, a quanto pare, è invece fortemente concentrata sui campi di battaglia in Ucraina e Yemen.

LA COMPLICITÀ ARABA RAGGIUNGE NUOVE VETTE

Middle East Eye ha recentemente riportato l'offerta della Giordania di espellere 3.000 membri di Hamas da Gaza, disarmare altre fazioni della Resistenza e consegnare il governo all'Autorità Nazionale Palestinese con sede a Ramallah. The Cradle ha confermato in modo indipendente che il Re di Giordania Abdullah II° ha adottato una posizione particolarmente aggressiva durante il mini-vertice di Riyadh, allineandosi con gli Emirati Arabi Uniti nell'esortare l'eradicazione di Hamas: "Credono che rimarranno".

È Abu Dhabi, tuttavia, che è emerso come il vero motore dietro il cambiamento di posizione degli Stati Uniti, le sue dure manovre su Gaza hanno persino sollevato preoccupazioni tra gli alleati. Il Cairo, per esempio, avrebbe cercato l'aiuto saudita per contenere gli Emirati, mentre l'Autorità Nazionale Palestinese con sede in Cisgiordania sostenuta dagli Stati Uniti, sebbene desiderosa della caduta di Hamas, teme di essere messa da parte nel processo.

Fonti egiziane descrivono un'aggressiva pressione degli Emirati Arabi Uniti per lo spostamento immediato dei cittadini di Gaza, mentre gli attraversamenti israeliani hanno visto un calo nelle spedizioni di aiuti, nonostante Abu Dhabi detenga privilegi per tali trasferimenti, privilegi ora negati persino alla Giordania. Nel frattempo, il coordinamento di alto livello tra Emirati Arabi Uniti e Israele continua, esplorando "scenari" che escludono deliberatamente le consegne di aiuti, nonostante le ripetute suppliche egiziane.

Secondo le fonti:

"Ci sono mosse inappropriate degli Emirati che minacciano gli interessi egiziani, la sicurezza nazionale e persino la Causa Palestinese direttamente, ma non possiamo parlare e confrontarci direttamente con Abu Dhabi per molte considerazioni. Gli egiziani ora temono che gli Emirati Arabi Uniti stiano cercando di realizzare piani su larga scala per far saltare in aria la Striscia di Gaza dall'interno stimolando proteste contro Hamas e creando scontri tra la popolazione e la Resistenza. Ciò equivaleva persino a finanziamenti degli Emirati tramite Israele per qualsiasi cittadino di Gaza che volesse manifestare contro Hamas".

Il Cairo ritiene che Abu Dhabi sia ancora più desideroso di Tel Aviv di realizzare il piano di spostamento di Trump ed è disposto a finanziarlo, affermano le fonti. Con l'Egitto che rifiuta di aprire i suoi confini allo sfollamento di massa, i piani alternativi di Stati Uniti e Israele prevedono l'evacuazione via mare dei gazawi a Cipro, quindi in Paesi terzi. Gli osservatori affermano che le mappe di evacuazione dell'Esercito di Occupazione non puntano a Rafah, ma al Mar Mediterraneo.

Abu Dhabi ha persino contattato uno Stato africano, tramite i suoi canali, per conto di Israele affinché accettasse i gazawi sfollati.

Persino l'Egitto, tradizionalmente la riserva di Hamas, ha mostrato segni di allontanamento da quando il Movimento di Resistenza ha interrotto le operazioni su larga scala. Il Ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel Ati ha recentemente dichiarato che "le fazioni non governeranno più Gaza", la prima dichiarazione ufficiale egiziana sul governo del dopoguerra, che in precedenza si concentrava su un "comitato di gestione", che includeva indirettamente Hamas.

LA CISGIORDANIA OCCUPATA È LA PROSSIMA IN LINEA PER LA FRAMMENTAZIONE

Nel frattempo, il quotidiano ebraico Yedioth Ahronoth ha rivelato i piani israeliani di frammentare la Cisgiordania Occupata in città-Stato autonome, smantellando l'Autorità Nazionale Palestinese e sostituendola con consigli locali.
👍7👎1
Il progetto inizia a Hebron (Al-Khalil), dove Israele intende installare una dirigenza locale compiacente che lavori direttamente con l'Occupazione.

Il Piano sarebbe stato discusso durante un incontro segreto degli Emirati Arabi Uniti che ha riunito i leader degli insediamenti ebraici della Cisgiordania e i funzionari degli Emirati durante un iftar del Ramadan.

Ciò è in linea con le politiche annessioniste promosse dal Ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich. Il ruolo degli Emirati Arabi Uniti sembra sempre più attivo, amplificando le accuse di corruzione dell'Autorità Nazionale Palestinese mentre costruisce legami diretti con il Movimento dei Coloni ebrei, aggirando il governo di Israele. Questa calcolata sensibilizzazione mina qualsiasi pretesa che la normalizzazione con il mondo arabo possa portare ad uno Stato Palestinese.

"Continuiamo, con l'aiuto di Dio, a guidare una rivoluzione di normalizzazione e regolamentazione nell'insediamento", ha affermato Smotrich. "Invece di nasconderci e scusarci, issiamo la bandiera, costruiamo e insediamo. Questo è un altro passo importante sulla strada verso la sovranità effettiva in Giudea e Samaria".

Durante il Ramadan, una delegazione di insediamenti in Cisgiordania ha visitato Abu Dhabi e ha incontrato il Dottor Ali Rashid al-Nuaimi, membro del Consiglio Nazionale degli Emirati Arabi Uniti, l'ambasciatore israeliano Yossi Sheli, uomini d'affari degli Emirati Arabi Uniti e influencer dei social media.

Il quotidiano israeliano ha anche citato il capo del Consiglio di Insediamento, Yisrael Gantz, che ha affermato: "C'è un nuovo ordine mondiale che richiede nuove alleanze e un modo di pensare fuori dagli schemi".

La delegazione ha rivelato poco, ma secondo Yedioth Ahronoth, ha cercato di assicurare ai funzionari degli Emirati Arabi Uniti che la normalizzazione non richiede l'evacuazione degli insediamenti ebraici. I legami degli Emirati Arabi Uniti con i leader degli insediamenti come il capo del Consiglio di Nablus Yossi Dagan risalgono ad anni fa, con legami commerciali forgiati sotto l'amministrazione Trump. Ora i coloni aggirano apertamente Tel Aviv per trattare direttamente con le capitali del Golfo Persico.

HAMAS SI PREPARA PER UNA RESISTENZA FINALE

Con la Carestia a livelli catastrofici, il sostegno regionale in calo e i fronti della Resistenza, fatta eccezione per lo Yemen, ampiamente sottomessi, Hamas ora si trova di fronte a un duro dilemma. Il Movimento, che sta affrontando pressioni interne ed esterne per capitolare, insiste sul fatto che la resa rimane impensabile.

Fonti all'interno del gruppo affermano che persino alcune entità legate alla Fratellanza Musulmana li hanno esortati a cedere, citando la portata della devastazione. Ma il rifiuto di Hamas non riguarda la sopravvivenza o la continuità politica, riguarda la salvaguardia dell'idea e della pratica stessa della Resistenza. Accettare l'esilio segnerebbe non solo la fine di Hamas, ma la liquidazione della lotta armata palestinese in tutte le fazioni.

Peggio ancora, la resa non impedirebbe lo sfollamento di massa, ma lo accelererebbe. Il crollo di Gaza provocherebbe onde d'urto nella Cisgiordania Occupata, a Gerusalemme Est e nei Territori del 1948, annunciando l'atto finale della Causa Palestinese.

Anche se l'ultima proposta di tregua ridurrebbe il numero di prigionieri di guerra israeliani vivi detenuti dalla Resistenza, stimato ora in 20 su 59, Hamas l'ha accettata per alleviare le sofferenze dei palestinesi e guadagnare tempo. Ma il movimento non si fa illusioni: Israele non ha intenzione di fermare la guerra, soprattutto con il pieno sostegno politico e militare dell'amministrazione Trump.

Hamas ha deciso di continuare la lotta a prescindere dal costo. "Se dobbiamo essere eliminati", dice una fonte, "che sia in una battaglia onorevole, non in esilio".
👍9🔥2
Citano i Massacri nei campi profughi di Sabra e Shatila come una triste lezione: una volta che l'Organizzazione per la liberazione della Palestina ha lasciato il Libano, i residenti dei campi indifesi sono stati Massacrati. La differenza ora è che Hamas è sulla sua terra, tra la sua gente.

Tatticamente, la Resistenza è cambiata. La presenza israeliana a Gaza ha eroso il campo di battaglia, lasciando poco spazio di manovra. Le Brigate Qassam ora si affidano alle imboscate, aspettano che le truppe entrino in un denso territorio urbano e sparano razzi sporadici per mantenere la pressione psicologica, in particolare attraverso video di prigionieri israeliani progettati per tormentare il Governo di Occupazione.

La battaglia continua e Hamas intende affrontarla, non fuggire.

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://thecradle.co/articles-id/29790
❤15👍9👎1
Forwarded from Miracolo a Milano
📌 🗓️ Sabato 5 aprile 2025, Busto Arsizio, Piazza Garibaldi - Ore 15.00: CORTEO! Contro la guerra e tutto ciò che la rende possibile

🔻 Contro il "riarmo" EU
🔻 No all'economia di guerra
🔻 No ddl1660! No alla guerra interna e alla militarizzazione della società, della scuola e dell'università! Contro la repressione del dissenso e delle lotte
🔻 No NATO
🔻 Palestina libera 🇵🇸

👉 Mancano due giorni alla manifestazione, scendiamo tutti in piazza! Cercate il nostro striscione:
"Il nemico è in casa nostra - No NATO, No USA, No UE. Contro riarmo, economia di guerra e repressione... Resistenza come in Palestina!" ( 📸 )

https://t.me/canalemiracolomilano
👍12🔥4❤1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Quanta rabbia e tristezza nello sguardo di quest’uomo.

#Gaza

On Air
❤43🔥4
Forwarded from Controllo Globale
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤25🔥4