Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Nel nome di Dio, il più clemente, il più misericordioso

comunicato stampa

In occasione della Giornata internazionale dei lavoratori: elogiamo i sacrifici e la fermezza dei lavoratori palestinesi e chiediamo un movimento sindacale mondiale in solidarietà con Gaza e in rifiuto dell'aggressione sionista.

Quest'anno, la Festa dei lavoratori cade in un momento in cui l'aggressione sionista contro il nostro popolo è in aumento e i lavoratori sono parte integrante di questa struttura e al centro della lotta del nostro popolo per la libertà e l'indipendenza. Sono sottoposti alle forme più atroci di abuso, persecuzione, assedio, razzismo e negazione dei più basilari diritti umani, nel silenzio, nell'inazione e nell'incapacità della comunità internazionale di porre fine ai crimini e alle aggressioni dell'occupazione.

Noi del Movimento di resistenza islamico (Hamas), in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori, preghiamo per le anime dei lavoratori martiri del nostro popolo, il cui sangue è stato la scintilla e il combustibile delle rivolte contro l'occupazione. Chiediamo a Dio la guarigione dei feriti e la libertà dei prigionieri. Elogiamo i sacrifici dei lavoratori palestinesi in tutti gli ambiti della patria e all'estero e inviamo un saluto di orgoglio e onore per la loro fermezza e la loro sfida a ogni forma di ingiustizia, assedio e aggressione.
Confermiamo quanto segue:

Primo: la sofferenza dei lavoratori palestinesi è parte della tragedia che il nostro popolo sta vivendo a causa dell'occupazione, che dura da oltre sette decenni e si sta intensificando da oltre 18 mesi. Questa sofferenza non cesserà finché non cesserà l'occupazione e il nostro popolo, con tutte le sue componenti, continuerà a difendere i propri diritti finché non saranno realizzate le sue aspirazioni di libertà e autodeterminazione.

In secondo luogo: i crimini commessi dall'occupazione contro i lavoratori palestinesi sono crimini sistematici volti a sconvolgere tutti gli aspetti della vita umana, in flagrante violazione di tutte le leggi e convenzioni internazionali. Ciò richiede un intervento urgente a livello internazionale e delle Nazioni Unite per porre fine ai crimini perpetrati dall'occupazione contro di loro.

Terzo: ribadiamo il nostro rifiuto di ogni forma di attacco all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) da parte dell'occupazione e dei suoi sostenitori. Affermiamo che questo è un disperato tentativo di cancellare le prove dei crimini commessi sradicando e sfollando il nostro popolo. Invitiamo tutti i Paesi a continuare a sostenere l'agenzia affinché possa continuare ad assumersi le proprie responsabilità e a svolgere il suo ruolo umanitario.

Quarto: Invitiamo le organizzazioni umanitarie e per i diritti umani in tutto il mondo ad assumersi le proprie responsabilità nel denunciare i crescenti crimini e violazioni dell’occupazione contro i lavoratori palestinesi e a fare pressione sull’occupazione affinché ponga fine al suo ingiusto assedio sulla Striscia di Gaza e sulle città, i villaggi e i campi della Cisgiordania occupata, e impedisca all’occupazione di opprimere i lavoratori. Nella loro libertà, nel loro sostentamento e nel loro lavoro.

Quinto: apprezziamo le posizioni dei sindacati e delle federazioni libere in tutto il mondo, che hanno sempre sostenuto il nostro popolo, i suoi legittimi diritti e la sua giusta causa, e si sono mobilitati a sostegno di Gaza e hanno condannato l'aggressione contro di essa. Invitiamo loro a proseguire e intensificare tutte le forme di azione contro l'occupazione sionista, finché non cesserà la sua aggressione contro il nostro popolo e la nostra terra.

Sesto: Invitiamo i movimenti sindacali e le federazioni sindacali di tutto il mondo a fare del 1° maggio un momento di lotta per rinnovare il sostegno al nostro popolo palestinese organizzando eventi di solidarietà, alzando la voce dei lavoratori di fronte all'aggressione e alla criminalità sionista e chiedendo la fine della guerra e dell'occupazione.
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Invitiamo in particolare i sindacati dei settori dei trasporti e dei porti a intensificare il boicottaggio delle compagnie di navigazione sioniste e internazionali coinvolte nel sostegno all'occupazione e nella fornitura di armi utilizzate per uccidere civili e commettere crimini di genocidio e pulizia etnica contro il nostro popolo.

Movimento di resistenza islamica - Hamas

Mercoledì: 2 Dhu al-Qi'dah 1446 AH
Corrispondente al: 30 aprile 2025

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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Ha stato Hamas1!!!11!1 .

E dopo aver messo a ferro e fuoco, affamato e assetato, bloccato gli aiuti destinati a Gaza hanno anche la sfacciataggine di richiedere aiuti internazionali...

Che chutzpah!!!
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Il fuoco e il sangue sono due elementi primordiali che possono sia distruggere che purificare.

A volte, è necessario attraversare le fiamme e il peso del sacrificio per far emergere un rinnovo e una libertà dalle scorie del passato.

Evidentemente la terra di Palestina, innaffiata con il sangue innocente del popolo nativo, ha bisogno del fuoco per purificarsi da tutto il male che lì si è in incistato.
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Dal canale ufficiale della protezione civile palestinese - Gaza

🚨 Avviso

Alla luce delle condizioni che la Striscia di Gaza sta attraversando a causa del soffocante assedio impostole dall’occupazione israeliana
Sono trascorsi 571 giorni dalla guerra di sterminio a cui è sottoposto il nostro popolo nella Striscia di Gaza.

Invitiamo le istituzioni internazionali e l'Organizzazione per la Protezione Civile a intervenire rapidamente #انقاذ_الدفاع_المدني

Direzione Generale della Protezione Civile
Mercoledì 30 aprile 2025
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Forwarded from Rubio feat Rubio
Non vi fate prendere per il culo. Informatevi e decolonizzate la mente ogni singolo giorno #dismantle_israel_now 🇵🇸✌🏾
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⭕️ Quando gli aerei sionisti bombardano i pressi del Palazzo Repubblicano occupato a Damasco, e poi il nemico sionista esce per mettere in guardia il suo agente al-Jolani dal fare del male ai drusi, capiamo perfettamente chi sta alimentando il fuoco e chi finge di spegnerlo, e che tutti questi eventi stanno avvenendo in diretto coordinamento tra i sionisti, il leader del Fronte terrorista Al-Nusra, al-Jolani, e i mercenari di alcuni drusi, per essere un pretesto per il nemico sionista di entrare a Damasco con il suo esercito per completare il suo progetto "Grande israele", che è stato spianato dai rivoluzionari della NATO, Tel Aviv, Washington, Riyadh, Doha e ISIS.

Coloro che hanno innescato la sporca sedizione nel 2011 sono gli stessi che oggi stanno gettando benzina sul fuoco. Il raid sionista non è stato un attacco mirato... ma piuttosto un tentativo di consolidare il trono del loro agente terrorista, al-Julani, e di confermare che chiunque occupi Damasco oggi non è altro che un burattino sionista sorvegliato da aerei e servizi segreti nemici.

E a ogni mercenario, terrorista e agente che ha tradito la sua patria e il suo esercito, che ha combattuto per 14 anni e ha offerto migliaia di martiri in difesa di essa e della sua dignità... lasciatelo venire oggi e unire le mani a un sionista, terrorista o americano, esigeremo da lui la punizione e non sfuggirà alla punizione, nemmeno dopo un po'.

Pubblicato dalla Resistenza Popolare Siriana
Il 2 maggio 2025 d.C.
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Dal canale ufficiale
Il Fronte interno palestinese

🔥 Un'arma mortale e proibita
Che cos'è il missile "Bar" utilizzato per la prima volta dall'occupazione a Gaza?

• A Gaza è stata utilizzata una nuova arma per intensificare le uccisioni.

• L'occupazione utilizza armi proibite nella guerra di sterminio a Gaza.

• Funziona con un sistema di guida adatto a campi di battaglia complessi.

• Un'arma mortale in grado di colpire i suoi bersagli con estrema precisione.

• Uccide civili entro un lasso di tempo molto breve dal suo lancio.

• Il missile Bar è un missile a corto raggio.

• Si tratta di una versione migliorata e più precisa del missile Romakh.

• La sua autonomia massima è di oltre 35 chilometri.

🧠 La conoscenza è potere.. Non ignorare il tuo nemico.

🇵🇸 Fronte interno palestinese 🇵🇸
📅 Mercoledì 30 aprile 2025
📲 Seguici sul nostro canale ufficiale: https://t.me/jabha_d
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Nel nome di Dio, il più clemente, il più misericordioso

Comunicato stampa

Hamas: la decisione della Svizzera di vietare il movimento rappresenta un pericoloso atteggiamento nei confronti dell'occupazione e una negazione dei suoi obblighi legali e umanitari.

Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) si rammarica che il divieto provenga da uno Stato storicamente noto per la sua posizione neutrale e per la difesa del diritto internazionale umanitario. Hamas ritiene che ciò rappresenti un pregiudizio riprovevole nei confronti del popolo palestinese, della sua giusta causa e della sua legittima resistenza all'occupazione, soprattutto alla luce della guerra genocida perpetrata dall'entità sionista nella Striscia di Gaza.

Gli obblighi politici, umanitari e morali della comunità internazionale, primo fra tutti quello della Svizzera, richiedono un'azione urgente per porre fine alle palesi violazioni del diritto internazionale, tra cui le Convenzioni di Ginevra, che il governo terrorista Netanyahu viola quotidianamente. Ciò richiede di non limitare il nostro popolo o di imporre leggi che limitino le libertà e di ostacolare qualsiasi movimento di pressione per fermare i massacri in corso nella Striscia di Gaza.

Invitiamo il governo svizzero a revocare questa decisione ingiusta e ingiustificata, a battersi per la giustizia e a sostenere la giusta lotta del nostro popolo palestinese per porre fine all'occupazione e ottenere i propri legittimi diritti nazionali, tra cui spicca il diritto all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente sul proprio territorio con Gerusalemme come capitale.

Movimento di resistenza islamica - Hamas

Giovedì: 03 Dhu al-Qi'dah 1446 AH
Corrispondente a: 1 maggio 2025

Sito ufficiale - Movimento Hamas
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⭕️ Comunicato stampa..

Hamas: il divieto imposto dalla Svizzera al movimento è un "biasimevole pregiudizio" nei confronti dell'occupazione

Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) esprime profondo rammarico per il fatto che la decisione di vietare il movimento sia stata presa da un Paese [la Svizzera] storicamente noto per le sue posizioni neutrali e per la difesa del diritto internazionale umanitario.

Hamas ritiene che questa mossa sia un pregiudizio riprovevole nei confronti del nostro popolo palestinese, della sua giusta causa e della sua legittima resistenza all'occupazione, nel contesto del genocidio in corso perpetrato dall'occupazione sionista a Gaza.

Gli obblighi politici, umanitari e morali nei confronti della comunità internazionale, prima tra tutti la Svizzera, richiedono un'azione urgente per porre fine alle palesi violazioni del diritto internazionale, tra cui le Convenzioni di Ginevra, commesse quotidianamente dal governo terrorista di Netanyahu, invece di imporre restrizioni al nostro popolo o far rispettare leggi che limitano le libertà e reprimono qualsiasi azione volta a porre fine ai continui massacri a Gaza.

Invitiamo il governo svizzero a fare marcia indietro su questa decisione ingiusta e ingiustificata, a schierarsi dalla parte della giustizia e a sostenere la giusta lotta del nostro popolo palestinese per porre fine all'occupazione, riconquistare i propri legittimi diritti nazionali, in particolare il diritto all'autodeterminazione, e istituire un proprio Stato indipendente con Gerusalemme come capitale.

Movimento di resistenza islamica - Hamas

01, maggio
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
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Forwarded from Il CORAGGIO del Dubbio - A!
SABATO 24 MAGGIO
DRO (TN)
ORE 20,30

Via Cesare Battisti, 14
Sala polivalente della Casa Sociale.

"ECONOMIA della GRATUITÀ"

AMPIAMENTE connessa con tutti i principi della "VISIONE" Oxhy.

Una serena chiacchierata fra Amici.

Se pensate di venire, PRENOTATE, chiamando GIAMPAOLO,
al numero 329 2941047 in locandina.
Perché i posti sono limitati.

Sempre un piacere tornare in zona TRENTO.
Spirito Comunitario e Cooperativo MI FANNO SENTIRE A CASA...
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇹🇷🇸🇾🇮🇱 SIRIA - Gli aerei turchi hanno iniziato a disturbare i sistemi GPS nei cieli della Siria con il jamming. Operazione che ha costretto un certo numero di caccia israeliani a ritirarsi dai cieli siriani. (Channel 11, Israele)

Era l'8 dicembre 2024 quando Assad lasciava Damasco per trovare asilo in Russia. Ricordate i titoli dei mainstream? Una nuova era per la Siria. Quattro giorni dopo Kaja Kallas diceva che "i primi segnali sono positivi" [1].

Come è spietata la realtà con i cretini.

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Conoscevo i Patagarri perché li avevo ascoltati distrattamente a X Factor.

Un gruppo simpatico di ottimi musicisti, un cantante con una voce particolare.

Ho letto le polemiche per l'esibizione al concertone del 1° Maggio, che ho scoperto con sorpresa che si fa ancora, anche dopo che i massimi sindacati italiani hanno spinto per rendere la vaccinazione obbligatoria per tutti i lavoratori, lasciando questi ultimi a casa senza lavoro e senza stipendio.

Che ci vuoi fare, siamo fatti così.

Detto questo, che era doveroso, ho letto di una esibizione irrispettosa e raccapricciante.

Mi sono detto, ma vieni, saranno andati sul palco mostrando le atrocità sui bambini, mostrando gli stupri, la gente bruciata viva, Gaza rasa al suolo, la violenza dei coloni, avranno confrontato i metodi dell'IOF ai metodi dei nazisti, avranno detto che il sionismo è una forma di fascismo, che israele è uno Stato messianico, razzista, fascista e genocidario.

Ma che, niente di tutto ciò, hanno semplicemente detto Palestina libera! E prima in inglese, free Palestine (forse non era chiaro quel free, magari abbiamo chiesto troppo a gente come Gasparri e Parenzo).

Palestina libera!

Ho preso il vocabolario e ho cercato il significato di libertà, laddove la Palestina nelle enciclopedie è semplicemente una regione del Vicino Oriente (Israele invece è uno Stato, e già qui ci sarebbe da dire).

Alla voce libertà ho letto cose sconvolgenti, si parla dello stato di essere liberi, uno stato che si oppone a quello della schiavitù.

E allora ho capito, per coloro che sostengono a spada tratta la NATO e la UE, i valori neoliberisti dell'occidente, di conseguenza l'Ucraina e lo stesso israele, la parola libertà è offensiva, irrispettosa e raccapricciante.

Per i nostri politici e i nostri giornalisti la parola libertà è offensiva, una parola da censurare.

Loro, servi sciocchi del regime, schiavi del potere egemonico, odiano la libertà, di conseguenza amano l'imperialismo statunitense, il fascismo israeliano e il nazismo ucraino.

Esattamente come gli ebrei dividono il mondo in ebrei e non ebrei, che chiamano goy, costoro divisero il mondo in cittadini di prima e seconda classe, perché odiano la libertà e amano la schiavitù.

Odiano la libertà e amano la schiavitù.

Odiano la libertà...

Simone Tizi
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I PINI DELL'OBLIO IN FIAMME DI GERUSALEMME FANNO RIEMERGERE UN CRIMINE VERDE

israele pensava di nascondere la Nakba sotto i pini: ora stanno bruciando. Ciò che si consuma oggi è l'illusione di una foresta nata senza violenza. Il vento caldo di una primavera ardente riaccende la memoria sepolta sotto i parchi. Gli alberi erano silenziosi, ma la terra parlava.

Di Mohamed El Mokhtar Sidi Haiba - 1 maggio 2025

Le foreste che circondano Gerusalemme oggi stanno bruciando. Il vento porta con sé l'odore del pino carbonizzato e con esso si alza, nell'aria di una primavera già soffocante, l'acre profumo di una verità repressa. Questi incendi, che diremo naturali o accidentali, risvegliano tuttavia una memoria sepolta, carbonizzata sotto le ceneri della Storia.

Perché queste foreste non sono antiche. Non nascono dalla terra, ma le vengono imposte. Sono il frutto di un Progetto Politico, di un atto di recupero: quello di un mondo distrutto. Sotto i pini ardenti giacciono le rovine di centinaia di villaggi palestinesi rasi al suolo nel 1948, il giorno dopo l'espulsione di oltre 750.000 uomini, donne e bambini. Questa Colonizzazione non solo svuotò il territorio dei suoi abitanti; provò a riconfigurarne il volto.

Al momento della sua proclamazione, l'entità israeliana si appropriò di oltre 250.000 acri di terra, dichiarati "abbandonati" dalle stesse persone che ne avevano espulso i proprietari. Poco dopo, quella cifra salì a 600.000 acri, in gran parte trasferiti al Fondo Nazionale Ebraico, non per restituire la terra, ma per riprogettarla, ripiantarla e rinominarla.

Fondato nel 1901, il Fondo Nazionale Ebraico, sebbene registrato come ente di beneficenza in diversi Paesi occidentali, era il braccio territoriale del Progetto Sionista. Attraverso le famose scatole blu distribuite nelle sinagoghe e nelle case della diaspora, raccolse le donazioni necessarie per acquistare un terreno, recintarlo e reinventarlo. Queste scatole, divenute quasi oggetti liturgici, vengono ancora evocate con emozione nei discorsi dei personaggi politici americani: Kamala Harris, durante la sua campagna elettorale, le ha ricordate con orgoglio davanti al pubblico affascinato del Comitato per gli Affari Pubblici Americano-Israeliano AIPAC, come se il ricordo di una collezione giustificasse la cancellazione di un popolo.

Prima della Nakba, meno del 4% della Palestina storica era stato acquisito legalmente. Fu quindi attraverso massicce espropriazioni che il Fondo Nazionale Ebraico diventò ricco. Il verde è diventato un'arma. Il detto recitava: "Riportare in Vita il Deserto". Ma la terra non era vuota; era stata svuotata. La riforestazione ha mimetizzato le rovine, cancellato le tracce, trasformato le macerie in parchi. Il suo simbolo è il Parco dell'Indipendenza Americana, costruito su sette villaggi cancellati dalla mappa. L'albero scelto, il pino europeo, tradiva l'intenzione: non radicarsi in Palestina, ma europeizzarla. Sostituisci l'antico Levante con una cartolina del Nord.

Questo paesaggio artificiale, questo inverdimento di facciata (greenwashing) attardato, era un'operazione di estetica politica, un camuffamento da parte dei viventi. Piantare alberi per attutire le voci. Per offrire "polmoni verdi" a una terra a cui era stato strappato il cuore. Dietro le campagne di donazioni, le pubblicità con volti noti, Sinatra, Taylor, Harris, nascondevano un'espropriazione paziente, metodica, ostinata.

Oggi l'incendio riporta in superficie ciò che gli alberi pensavano di nascondere. I pini bruciano male, ma bruciano. E ciò che viene consumato non è solo un paesaggio, ma la maschera di una storia. Una storia di sostituzioni, di silenzi imposti, di memoria deturpata.

Dietro ogni parco, ogni foresta, ogni sentiero tracciato tra queste colline fumanti, c'è un'assenza. Una promessa non mantenuta. Un'ingiustizia continua. Le fiamme che avvolgono Gerusalemme ci ricordano, forse loro malgrado, che un popolo non può essere sradicato impunemente. E che la terra, prima o poi, finisce per parlare.


Traduzione: La Zona Grigia

Fonte
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