Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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L'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è stato chiuso dopo il lancio di un missile yemenita e l'attivazione delle sirene antiaeree.

Opsssssss.

Non assaporerete mai la pace finché continuerete a divorare ogni centimetro di Palestina come parassiti insaziabili
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Forwarded from Miracolo a Milano
🗓️ Domenica 11 maggio 2025
📌 Mantova, Vicolo Ospitale 2
⏰ Dalle ore 16.30

"Palestina, il vero volto delle Smart City. Tecnologie per le guerre ai popoli"

👉 Dopo Bologna, Ravenna e Cesena dei mesi scorsi, a Mantova si terrà domenica la quarta assemblea pubblica per indagare, insieme, l'occupazione coloniale della Palestina in relazione all'impiego di tecnologie della sorveglianza e di controllo sociale. IA, droni, spyware, piattaforme di identità digitale... Tecnologie "per le guerre ai popoli" sperimentate in Palestina che intensificano, semplificano e automatizzano la repressione, la discriminazione finanche il genocidio, e che vedono poi un utilizzo programmatico nelle nostre stesse città.

Durante l'iniziativa, verranno proiettati alcuni spezzoni dei documentari di Al Jazeera sul tema delle "Smart Cities palestinesi" doppiati in italiano per l'occasione. Seguiranno gli interventi, tutti in presenza, da Bologna, Milano e della comunità palestinese in Italia. Al termine, cena palestinese a buffet!

🇵🇸 Aiutateci a segnalare l'incontro a chi è di zona o voglia raggiungerlo!
https://t.me/canalemiracolomilano
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“Chi scrive ha il dovere di raccontare una verità tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verità. Chiunque giri le spalle, chiuda gli occhi o passi oltre offende la memoria dei caduti.” (Vasily Grossman, autore di Stalingrado)

Domani – a distanza di ottant'anni – i cittadini della Federazione Russa, nessuno escluso, festeggeranno la fine della Seconda Guerra Mondiale, la “Grande Guerra Patriottica”.
La parata militare sulla Piazza Rossa non sarà dissimile da quella del 1945, le cui immagini d'epoca potete vedere qui https://www.youtube.com/watch?v=2xhrv-U1RRY
Per noi italiani è difficile comprendere quanto sia stata importante – nella formazione dell'identità russa – la vittoria delle truppe sovietiche.
L'URSS venne aggredita il 22 giugno 1941, quando le forze armate del Terzo Reich attraversarono il confine con 134 divisioni equipaggiate con i mezzi corazzati e le armi più moderne. L'Operazione Barbarossa era nata dalla mente malata di Adolf Hitler. Il Generalplan Ost prevedeva la conquista di uno spazio vitale a Est (il famigerato Lebensraum) per popolarlo di tedeschi di pura razza ariana, la schiavizzazione delle popolazioni slave (destinate alla deportazione nelle zone più remote dell'Asia).
Le atrocità commesse dai tedeschi furono innominabili: l'Hungerplan si prefiggeva di sterminare la popolazione civile distruggendo completamente i raccolti. Il colmo dell'orrore (se è possibile stabilire un'insana graduatoria) si raggiunse nell'assedio di Stalingrado.
Vasily Grossman era presente, la sua opera è un monito per l'umanità intera.
La Grande Guerra Patriottica terminò con la conquista di Berlino, quando le truppe comandate dal Maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov issarono la bandiera rossa sulle rovine della capitale nemica.
Nel corso della guerra, una parte della popolazione ucraina aveva costituito la Waffen SS Galizia e combattuto dalla parte sbagliata della Storia.
Lo voglio ripetere: dalla parte sbagliata della Storia. Il negazionismo, il revisionismo storico mi fanno ribrezzo: gli ucraini nelle SS furono circa 50.000, e con loro gli olandesi (50.000), i lettoni (35.000), gli altoatesini (20.000), gli estoni (20.000), i croati (20.000), i danesi (11.000) eccetera.
Soltanto nel pogrom di Leopoli, i nazisti ucraini uccisero 4.000 ebrei in una notte.
Oggi, oltre il 40% di ucraini considera Stepan Bandera (ucciso da un agente del KGB a Monaco di Baviera nel 1959) un eroe. Statue in suo onore sono state erette in molte città e nelle scuole si insegna che fu un martire per l'indipendenza dell'Ucraina.
Oggi, il nazifascismo è tornato sotto mentite spoglie. Torna utile – nella propaganda contro Vladimir Putin – tacere dei crimini commessi dalle Waffen SS. Per la verità, la tendenza a dimenticare, a confondere i ruoli e le responsabilità, è incominciata da molti anni. L'apologia di figure storiche controverse (Benito Mussolini, Stepan Bandera) viene tollerata se finalizzata a mistificare la realtà storica ad usum delphini.
La seconda carica dello Stato non si limita ad affermare che “il Duce ha fatto anche cose buone”, ma ne colleziona busti e non esita a giustificare il saluto romano.
Non stupisce dunque che si sia giunti al punto di modificare persino Wikipedia, scrivendo che Auschwitz fu liberata dall'esercito ucraino. Tanto – ed è questo ciò che conta – in tutti i film (l'unica cosa che i giovani ricorderanno) si vede che venne liberata dai buoni di sempre, gli americani.
Mi perdonerete se cito un altro grande scrittore, Kurt Vonnegut, che nel suo capolavoro Mattatoio N. 5 racconta il bombardamento di Dresda: “Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro, e che le notizie di massacri compiuti tra i nemici non devono riempirli di soddisfazione o di gioia.” Dresda fu distrutta per terrorizzare, morirono soltanto civili, non vi era stanziata neppure una divisione tedesca. Fu un esempio di come gli americani hanno sempre inteso la guerra: prima distruggi tutto da lontano (B52, napalm, bombe atomiche) poi invadi.
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Le perdite dell'Armata Rossa nella Grande Guerra Patriottica superarono i 29 milioni, mentre quelle della Wehrmacht furono di oltre 10 milioni. Molti di più i morti civili. C'era un invaso e un invasore e l'invaso non aveva alcuna giustificazione, non rispondeva alla sistematica persecuzione della popolazione germanofona.
Eppure, nonostante sia chiaro a tutti che l'Armata Rossa abbia sconfitto da sola il Terzo Reich sul fronte orientale, domani sulla Piazza Rossa ci saranno soltanto il leader slovacco Robert Fico, il Presidente serbo Aleksandar Vucic e il leader serbo bosniaco Milorad Dodik.
Una vergogna. L'ennesimo episodio di russofobia. L'ennesimo esempio di propaganda.
I cittadini della Federazione Russa non si meritavano una simile offesa. Per tutti loro, il sacrificio dei loro antenati è – ancora oggi, a 80 anni di distanza - sacro. Nemmeno Adolf Hitler è riuscito nel suo intento di schiavizzare e deportare il popolo russo e nessuno slavo – eccetto i discendenti dei nazisti, i negazionisti e i traditori – dimentica di essere stato giudicato inferiore perché non ariano.
Ma si sa, noi qui abbiamo la memoria corta e guardiamo molti film americani.

di Alfredo Tocchi. 8 maggio 2025
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Quando Michele Serra non era ancora pagato per vendere RUSSOFOBIA, nel 1988

Manu Bilioz
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Ahmad al-Sharaa, aka AL JEWLANI, autoproclamato presidente della Siria ed ex membro di Al-Qaeda, sta consentendo la spartizione della Siria tra Qatar, "israele" , Turchia e Stati Uniti.

Il Ministero delle Finanze siriano ha annunciato che il Qatar finanzierà il settore pubblico del Paese dopo aver ricevuto l'approvazione degli Stati Uniti. Dall'inizio della guerra in Siria, il Qatar ha sostenuto gruppi armati che mirano a rovesciare l'ex governo di Assad.

Doha è uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti nella regione, ospitando la più grande base militare americana utilizzata per gli interventi militari statunitensi in Medio Oriente. Il Qatar segue le direttive statunitensi nell'assegnazione dei finanziamenti. A differenza del Libano, a Doha è stato permesso di finanziare l'economia siriana coprendo il suo debito con la Banca Mondiale, consentendo all'agenzia di riprendere le operazioni.

Secondo fonti israeliane, Turchia e "israele" stanno tenendo nuovi colloqui in Azerbaijan per dividere i loro interessi in Siria. Sebbene i termini dei negoziati rimangano invariati, i funzionari israeliani hanno avanzato due richieste: nessuna forza militare vicino alle alture del Golan e nessuna arma strategica che possa minacciare l'occupazione israeliana in Siria. Al JEWlani ha confermato colloqui indiretti con il governo israeliano durante la sua prima visita europea. Al contrario, fonti israeliane lo hanno contraddetto, riferendo che si sono svolti colloqui diretti tra funzionari israeliani e siriani sia nei territori occupati da "israele" che negli Emirati Arabi Uniti.

Inoltre, al JEWlani sta cercando il sostegno degli Stati Uniti per proporre una "ricostruzione in stile Piano Marshall" al presidente Trump. L'obiettivo è assicurarsi significativi progetti di investimento statunitensi in Siria, dando loro priorità rispetto alle aziende cinesi e di altre potenze. Attraverso la mediazione saudita, è anche disposta a incontrare Trump durante le sue visite nei Paesi del Golfo.

Red.
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Arrivano voci dal Golfo in cui si ventila l'ipotesi del "riconoscimento della Palestina" da parte di Trump.

In realtà Trump cerca un solo modo per salvare la sua immagine in declino.

Già nel 2020 aveva proposto una "soluzione a due stati" con uno "stato" palestinese, ma questo mirava a legittimare tutto il furto di terre israeliano fino ad allora e non offriva alcuna vera sovranità palestinese.

In effetti è così che si protegge il nocciolo sionista, la vacua promessa di riconoscimento di "uno stato" palestinese.

Le prime domande che dovrebbero sorgere spontanee sono:

E dove? Nei piccoli bantustan in cui è ridotta la Cisgiordania?
Che continuità territoriale avrebbe con Gaza? Tramite tunnel?

E il ritorno dei profughi (risoluzione ONU 194) verrebbe consentito anche a quelli dei territori del 48?
E altre..

Attenzione alle mosse drammatiche con compromessi inappropriati, riconoscere "uno stato" palestinese non significa niente.
L'unico stato palestinese da riconoscere è quello che va dal fiume al mare con Gerusalemme come capitale eterna. Il resto è propaganda.
https://www.jpost.com/middle-east/article-853387
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Foto scattata in un bar di Atene, Grecia.

Red.
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La Fondazione Hind Rajab ha presentato una denuncia alla Corte Penale Internazionale (CPI) dell'Aia contro il Tenente Colonnello Beni Aharon, responsabile dell'omicidio di Hind Rajab.
Il 3 maggio sarebbe stato il settimo compleanno di Hind.
Dopo un anno di ricerche, abbiamo identificato il comandante, la brigata e il battaglione che l'hanno uccisa, la sua famiglia e i due medici che hanno cercato di salvarla.

Per saperne di più: https://bit.ly/3YsEckI

Fondazione Hind Rajab
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Dalle prove schiaccianti che l'IA sta minando la capacità di apprendimento di una generazione di studenti nell'istruzione superiore, alle aziende tecnologiche che promettono di sostituire i lavoratori con l'IA, fino alla famiglia di una vittima che usa un avatar AI del defunto per influenzare i tribunali... questo è il futuro contorto dell'IA che gli oligarchi della tecnologia hanno in serbo per noi. P.S. Brian Merchant ed io potremmo non essere d'accordo su alcune questioni, ma quando si tratta dell'uso non etico dell'IA siamo dalla stessa parte ed è per questo che seguo e consiglio il suo lavoro.
https://substack.com/home/post/p-163164242

Laura Ruggeri

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from RangeloniNews
A Donetsk, a partire dal 2014, le celebrazioni del 9 Maggio sono sempre state avvolte da un’atmosfera particolare. Non è una data in cui si guarda solo al passato, la Giornata della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica di diversi decenni fa è strettamente legata al presente.

Nella tradizionale parata militare di Donetsk (che per ragioni di sicurezza non si tiene in questi ultimi anni) sfilavano coloro che sapevano bene cosa fosse la guerra, vivendola ogni giorno sulla loro pelle. Nella successiva sfilata del “Reggimento Immortale” centinaia di migliaia di persone percorrevano orgogliosamente la via centrale della città reggendo in mano le fotografie dei propri nonni o dei propri padri, che hanno dato la vita per la loro Patria. Molti avevano anche le fotografie dei propri figli o dei mariti, caduti nella guerra di oggi.

Il 9 maggio è la ricorrenza più sentita, una festa - come dicono in Russia - con le lacrime agli occhi.

(Foto: celebrazioni del 9 maggio a Donetsk negli anni 2016, 2019)
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Media is too big
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Un video immenso e necessario da Karem from Haifa.

Prendete una quarantina di minuti per guardarlo ed ascoltarlo poiché illustra molto bene la realtà in Palestina occupata... E come l'occupazione e il genocidio vengano non solo nascosti certi crimini, ma giustificati dai doppi standard occidentali.
Una vera lezione umana e politica.

Grazie Kareem ❤️

#Disarmare_israele
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Vedo diversi post in cui compaiono bambini palestinese di poco più di 2 anni in cui, anche loro, ribadiscono la necessità di acqua, di cibo..
Ma.. Più ci penso, più trovo questa cosa un po' indelicata, e spiego il perché : credo che ci sia un momento in cui anche la denuncia rischia di diventare ingiusta.
Fa molto male vedere un popolo antico, dignitoso, colto, che ha dato al mondo artisti, poeti, intellettuali, bellezza, che viene ridotto a immagini di disperazione. Ma il popolo palestinese è molto più di questo: è cultura, è storia, è nobiltà d'animo, è r-esistenza, è la certezza di non voler lasciarsi cancellare.

Non si sa più quali corde toccare per svegliare il mondo dal torpore. Non bastano le immagini di corpi martoriati, di bambini e anziani strappati alla vita. Non basta vedere la terra un tempo rigogliosa trasformata in una fossa comune. Non basta mostrare la bellezza delle poesie, la profondità dei libri, l'immensità della cultura, la varietà del cibo tradizionale, la raffinatezza dei costumi tradizionali, l'impressionante straordinarietà del territorio ormai devastato da un secolo di colonialismo di insediamento che gli ha cambiato volto, non bastano gli appelli...

Se tutto questo non basta, allora cosa serve? Quanta distruzione è necessaria perché il mondo apra gli occhi?
Quante vite devono essere annientate prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

Il silenzio è una condanna. L'indifferenza è un crimine.
Chi guarda e tace, chi si commuove per un istante e poi dimentica, chi sceglie la comodità dell’inazione è responsabile. È parte della tragedia. È parte della vergogna.

Ma non basta indignarsi. Non basta assistere. Ogni voce conta. Ogni parola è un'arma contro l'oblio.
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Sostieni chi lotta per la giustizia. Pretendi che chi ha il potere di agire smetta di voltarsi dall’altra parte.

Perché il tempo delle mezze misure è finito. Non è più il momento di chiedersi cosa fare. È il momento di fare.
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