Forwarded from RangeloniNews
A Donetsk, a partire dal 2014, le celebrazioni del 9 Maggio sono sempre state avvolte da un’atmosfera particolare. Non è una data in cui si guarda solo al passato, la Giornata della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica di diversi decenni fa è strettamente legata al presente.
Nella tradizionale parata militare di Donetsk (che per ragioni di sicurezza non si tiene in questi ultimi anni) sfilavano coloro che sapevano bene cosa fosse la guerra, vivendola ogni giorno sulla loro pelle. Nella successiva sfilata del “Reggimento Immortale” centinaia di migliaia di persone percorrevano orgogliosamente la via centrale della città reggendo in mano le fotografie dei propri nonni o dei propri padri, che hanno dato la vita per la loro Patria. Molti avevano anche le fotografie dei propri figli o dei mariti, caduti nella guerra di oggi.
Il 9 maggio è la ricorrenza più sentita, una festa - come dicono in Russia - con le lacrime agli occhi.
(Foto: celebrazioni del 9 maggio a Donetsk negli anni 2016, 2019)
Nella tradizionale parata militare di Donetsk (che per ragioni di sicurezza non si tiene in questi ultimi anni) sfilavano coloro che sapevano bene cosa fosse la guerra, vivendola ogni giorno sulla loro pelle. Nella successiva sfilata del “Reggimento Immortale” centinaia di migliaia di persone percorrevano orgogliosamente la via centrale della città reggendo in mano le fotografie dei propri nonni o dei propri padri, che hanno dato la vita per la loro Patria. Molti avevano anche le fotografie dei propri figli o dei mariti, caduti nella guerra di oggi.
Il 9 maggio è la ricorrenza più sentita, una festa - come dicono in Russia - con le lacrime agli occhi.
(Foto: celebrazioni del 9 maggio a Donetsk negli anni 2016, 2019)
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Un video immenso e necessario da Karem from Haifa.
Prendete una quarantina di minuti per guardarlo ed ascoltarlo poiché illustra molto bene la realtà in Palestina occupata... E come l'occupazione e il genocidio vengano non solo nascosti certi crimini, ma giustificati dai doppi standard occidentali.
Una vera lezione umana e politica.
Grazie Kareem ❤️
#Disarmare_israele
Prendete una quarantina di minuti per guardarlo ed ascoltarlo poiché illustra molto bene la realtà in Palestina occupata... E come l'occupazione e il genocidio vengano non solo nascosti certi crimini, ma giustificati dai doppi standard occidentali.
Una vera lezione umana e politica.
Grazie Kareem ❤️
#Disarmare_israele
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Vedo diversi post in cui compaiono bambini palestinese di poco più di 2 anni in cui, anche loro, ribadiscono la necessità di acqua, di cibo..
Ma.. Più ci penso, più trovo questa cosa un po' indelicata, e spiego il perché : credo che ci sia un momento in cui anche la denuncia rischia di diventare ingiusta.
Fa molto male vedere un popolo antico, dignitoso, colto, che ha dato al mondo artisti, poeti, intellettuali, bellezza, che viene ridotto a immagini di disperazione. Ma il popolo palestinese è molto più di questo: è cultura, è storia, è nobiltà d'animo, è r-esistenza, è la certezza di non voler lasciarsi cancellare.
Non si sa più quali corde toccare per svegliare il mondo dal torpore. Non bastano le immagini di corpi martoriati, di bambini e anziani strappati alla vita. Non basta vedere la terra un tempo rigogliosa trasformata in una fossa comune. Non basta mostrare la bellezza delle poesie, la profondità dei libri, l'immensità della cultura, la varietà del cibo tradizionale, la raffinatezza dei costumi tradizionali, l'impressionante straordinarietà del territorio ormai devastato da un secolo di colonialismo di insediamento che gli ha cambiato volto, non bastano gli appelli...
Se tutto questo non basta, allora cosa serve? Quanta distruzione è necessaria perché il mondo apra gli occhi?
Quante vite devono essere annientate prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?
Il silenzio è una condanna. L'indifferenza è un crimine.
Chi guarda e tace, chi si commuove per un istante e poi dimentica, chi sceglie la comodità dell’inazione è responsabile. È parte della tragedia. È parte della vergogna.
Ma non basta indignarsi. Non basta assistere. Ogni voce conta. Ogni parola è un'arma contro l'oblio.
Parla. Condividi. Informati.
Sostieni chi lotta per la giustizia. Pretendi che chi ha il potere di agire smetta di voltarsi dall’altra parte.
Perché il tempo delle mezze misure è finito. Non è più il momento di chiedersi cosa fare. È il momento di fare.
Ma.. Più ci penso, più trovo questa cosa un po' indelicata, e spiego il perché : credo che ci sia un momento in cui anche la denuncia rischia di diventare ingiusta.
Fa molto male vedere un popolo antico, dignitoso, colto, che ha dato al mondo artisti, poeti, intellettuali, bellezza, che viene ridotto a immagini di disperazione. Ma il popolo palestinese è molto più di questo: è cultura, è storia, è nobiltà d'animo, è r-esistenza, è la certezza di non voler lasciarsi cancellare.
Non si sa più quali corde toccare per svegliare il mondo dal torpore. Non bastano le immagini di corpi martoriati, di bambini e anziani strappati alla vita. Non basta vedere la terra un tempo rigogliosa trasformata in una fossa comune. Non basta mostrare la bellezza delle poesie, la profondità dei libri, l'immensità della cultura, la varietà del cibo tradizionale, la raffinatezza dei costumi tradizionali, l'impressionante straordinarietà del territorio ormai devastato da un secolo di colonialismo di insediamento che gli ha cambiato volto, non bastano gli appelli...
Se tutto questo non basta, allora cosa serve? Quanta distruzione è necessaria perché il mondo apra gli occhi?
Quante vite devono essere annientate prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?
Il silenzio è una condanna. L'indifferenza è un crimine.
Chi guarda e tace, chi si commuove per un istante e poi dimentica, chi sceglie la comodità dell’inazione è responsabile. È parte della tragedia. È parte della vergogna.
Ma non basta indignarsi. Non basta assistere. Ogni voce conta. Ogni parola è un'arma contro l'oblio.
Parla. Condividi. Informati.
Sostieni chi lotta per la giustizia. Pretendi che chi ha il potere di agire smetta di voltarsi dall’altra parte.
Perché il tempo delle mezze misure è finito. Non è più il momento di chiedersi cosa fare. È il momento di fare.
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Su questa terra c’è qualcosa che merita la vita:
Su questa terra c’è la signora della terra, madre degli inizi, madre delle fini.
Si chiamava Palestina. Si chiama Palestina.
Mia signora: merito, perché tu sei la mia signora, merito la vita.
Arabo Semplicemente
Su questa terra c’è la signora della terra, madre degli inizi, madre delle fini.
Si chiamava Palestina. Si chiama Palestina.
Mia signora: merito, perché tu sei la mia signora, merito la vita.
Arabo Semplicemente
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Sciacalli senza vergogna!
Ci sono eventi che segnano la storia con la loro brutalità, tragedie che dovrebbero essere ricordate con rispetto, riflessione e dolore. Ma quando si parla di "quelli" capiamo che riescono sempre a trasformare anche la sofferenza in un’occasione di guadagno.
Come avvoltoi che volteggiano sopra le macerie, alcuni non perdono tempo a monetizzare il dolore altrui, persino quando ne sono stati loro gli artefici.
Ieri sera mi sono arrivati questi link di tour proposti su piattaforme come TripAdvisor, che invitano a visitare i luoghi dell’orrore, sono solo l’ennesimo esempio di questa "loro" squallida tendenza.
La realtà del 7 ottobre, un giorno in cui il popolo palestinese ha reagito ad un'occupazione che dura da quasi cent'anni, viene ora venduta come un’esperienza turistica, corredata di thè e aperitivi.
Come se fosse un pacchetto vacanze, un’attrazione da inserire in un itinerario di viaggio tra un’escursione e una visita guidata.
Esattamente come i tour nei vari campi di concentramento in Europa, trasformati in tappe obbligate per un turistificio storico, in cui c'è un giro di affari e soldi che poco ha a che vedere con la famosa litania di "non dimenticare" "non perdere la memoria"... abbiamo constatato che, sebbene si ripeta il mantra, la realtà dei fatti è che la memoria umana è volutamente corta, ma soprattutto selettiva.
Questo business viene portato avanti dagli stessi responsabili della tragedia.
Gli artefici della distruzione ora vendono biglietti per visitare le macerie che loro stessi hanno provocato.
Non c'è limite alla spregiudicatezza, al cinismo, alla capacità di trarre profitto da ogni cosa (persino dal sangue, dalle vite spezzate)
Sciacalli, senza vergogna e senza pudore.
Mentre i sopravvissuti piangono i loro morti, mentre un popolo martoriato cerca di non farsi strappare dalla propria terra, loro impacchettano il dolore e lo vendono come un’esperienza da vivere.
Non è solo squallido, è disumano.
Ma non ci dovremmo stupire, questi organizzano appuntamenti sulle colline, osservano Gaza bruciare, brindano mentre le bombe piovono su case, ospedali, scuole, chiese, moschee, asili. E ridono. E godono.
Qui I link del tour indecente nella colonia sionista.
1. https://www.tripadvisor.it/AttractionProductReview-g293984-d27973037-October_7_Heritage_and_Heroism_Tour_at_the_Gaza_Border-Tel_Aviv_Tel_Aviv_District.html
2. https://www.tripadvisor.it/AttractionProductReview-g293984-d32897360-Gaza_Border_Reality_Tour_from_Tel_Aviv-Tel_Aviv_Tel_Aviv_District.html
Ci sono eventi che segnano la storia con la loro brutalità, tragedie che dovrebbero essere ricordate con rispetto, riflessione e dolore. Ma quando si parla di "quelli" capiamo che riescono sempre a trasformare anche la sofferenza in un’occasione di guadagno.
Come avvoltoi che volteggiano sopra le macerie, alcuni non perdono tempo a monetizzare il dolore altrui, persino quando ne sono stati loro gli artefici.
Ieri sera mi sono arrivati questi link di tour proposti su piattaforme come TripAdvisor, che invitano a visitare i luoghi dell’orrore, sono solo l’ennesimo esempio di questa "loro" squallida tendenza.
La realtà del 7 ottobre, un giorno in cui il popolo palestinese ha reagito ad un'occupazione che dura da quasi cent'anni, viene ora venduta come un’esperienza turistica, corredata di thè e aperitivi.
Come se fosse un pacchetto vacanze, un’attrazione da inserire in un itinerario di viaggio tra un’escursione e una visita guidata.
Esattamente come i tour nei vari campi di concentramento in Europa, trasformati in tappe obbligate per un turistificio storico, in cui c'è un giro di affari e soldi che poco ha a che vedere con la famosa litania di "non dimenticare" "non perdere la memoria"... abbiamo constatato che, sebbene si ripeta il mantra, la realtà dei fatti è che la memoria umana è volutamente corta, ma soprattutto selettiva.
Questo business viene portato avanti dagli stessi responsabili della tragedia.
Gli artefici della distruzione ora vendono biglietti per visitare le macerie che loro stessi hanno provocato.
Non c'è limite alla spregiudicatezza, al cinismo, alla capacità di trarre profitto da ogni cosa (persino dal sangue, dalle vite spezzate)
Sciacalli, senza vergogna e senza pudore.
Mentre i sopravvissuti piangono i loro morti, mentre un popolo martoriato cerca di non farsi strappare dalla propria terra, loro impacchettano il dolore e lo vendono come un’esperienza da vivere.
Non è solo squallido, è disumano.
Ma non ci dovremmo stupire, questi organizzano appuntamenti sulle colline, osservano Gaza bruciare, brindano mentre le bombe piovono su case, ospedali, scuole, chiese, moschee, asili. E ridono. E godono.
Qui I link del tour indecente nella colonia sionista.
1. https://www.tripadvisor.it/AttractionProductReview-g293984-d27973037-October_7_Heritage_and_Heroism_Tour_at_the_Gaza_Border-Tel_Aviv_Tel_Aviv_District.html
2. https://www.tripadvisor.it/AttractionProductReview-g293984-d32897360-Gaza_Border_Reality_Tour_from_Tel_Aviv-Tel_Aviv_Tel_Aviv_District.html
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Forwarded from TMaA: Gaza, YEMEN, Libano, IRAN, MEDIO ORIENTE✌️🇵🇸☪️☪️☪️ la RESISTENZA non muore mai 🔻⚡️✌️🔻⚡️
🇾🇪🇾🇪🇾🇪 YEMEN : Grazie alle operazioni delle Forze Armate Yemenite, guidate dal Movimento di Resistenza Ansarallah, con lancio di missili balistici ipersonici "Palestina2" contro l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, 19 compagnie aeree hanno sospeso i voli da e verso l'aeroporto, mentre il numero di passeggeri rispetto alla settimana scorsa è sceso del 26% e quello dei voli programmati è sceso invece del 34%, isolando Israele dal resto del mondo e mettendo ancor di più in crisi il settore turistico dell'economia Israeliana. Le Forze Armate Yemenite hanno avvisato le compagnie aeree che l'aeroporto è da considerarsi non più sicuro e che le operazioni escaleranno in modo da raggiungere un blocco aereo totale contro Israele.🔻🧨🇾🇪 TMaA
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
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«MISERABILE CANTAUTORE MAI SENTITO DA NESSUNO»
Così mi ha definito una passionaria sionista, al secolo nota come Silvana De Mari, su una testata nazionale.
Mi dispiace deluderla: sono d’accordo e onorato dell’essere stato indirettamente menzionato.
“Miserabile”?
Se per miserabile intende chi non applaude ai massacri, chi non firma contratti in cambio del silenzio, chi non canta per i salotti ma per chi è sepolto vivo, allora sì, lo rivendico.
“Cantautore”?
Colpevole. Anzi, rilancio: cantauNtore. Scrivo canzoni per sabotare il pensiero unico. C’è chi lancia bombe e attacchi ad hominem, come i sionisti. Io preferisco lanciare idee.
“Mai sentito da nessuno”?
Eppure lei mi ha sentito. E ha sentito anche Francesco Toscano (chiaro il riferimento “miserabile aspirante uomo politico” specie dopo il recente scontro su VisioneTV).
Se i miserabili danno fastidio, forse non siamo noi il problema.
Il problema è che chi doveva indignarsi per un genocidio, si indigna per chi lo denuncia.
Ecco perché continuerò a cantare.
Per tutti quelli che “non sono nessuno”.
Ma sanno ancora distinguere il sangue dalla propaganda.
Nel frastuono della menzogna, basta un soffio di verità per fare luce.
Buona domenica. 🙏🏻
👉 👉🏻 @roccocantautore
Così mi ha definito una passionaria sionista, al secolo nota come Silvana De Mari, su una testata nazionale.
Mi dispiace deluderla: sono d’accordo e onorato dell’essere stato indirettamente menzionato.
“Miserabile”?
Se per miserabile intende chi non applaude ai massacri, chi non firma contratti in cambio del silenzio, chi non canta per i salotti ma per chi è sepolto vivo, allora sì, lo rivendico.
“Cantautore”?
Colpevole. Anzi, rilancio: cantauNtore. Scrivo canzoni per sabotare il pensiero unico. C’è chi lancia bombe e attacchi ad hominem, come i sionisti. Io preferisco lanciare idee.
“Mai sentito da nessuno”?
Eppure lei mi ha sentito. E ha sentito anche Francesco Toscano (chiaro il riferimento “miserabile aspirante uomo politico” specie dopo il recente scontro su VisioneTV).
Se i miserabili danno fastidio, forse non siamo noi il problema.
Il problema è che chi doveva indignarsi per un genocidio, si indigna per chi lo denuncia.
Ecco perché continuerò a cantare.
Per tutti quelli che “non sono nessuno”.
Ma sanno ancora distinguere il sangue dalla propaganda.
Nel frastuono della menzogna, basta un soffio di verità per fare luce.
Buona domenica. 🙏🏻
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CAMUFFAMENTO UMANITARIO: ISRAELE RISCRIVE LE LEGGI DI GUERRA PER LEGITTIMARE IL GENOCIDIO A GAZA (PARTE 3)
Di Luigi Daniele, Nicola Perugini e Francesca Albanese
"È IRRILEVANTE CHIEDERSI QUANTI BAMBINI SIANO STATI UCCISI INCIDENTALMENTE": PROPORZIONALITÀ PER UN GENOCIDIO "COLLATERALE"
La Decivilizzazione del gruppo protetto palestinese, funzionale alla sua distruzione fisica, è stata proiettata dagli elementi sulla popolazione. Quando Gli attacchi individuali uccidono e feriscono regolarmente centinaia di civili, la maggior parte dei quali sono bambini. Il Camuffamento Umanitario di Israele per il Genocidio si è trasformato in una delle regole consuetudinarie del Diritto Internazionale Umanitario più dibattute e controverse, ovvero la regola della proporzionalità negli attacchi.
La proporzionalità, una regola che è giuridicamente inoperante se non viene rispettata la distinzione tra civili e combattenti, proibisce gli attacchi anche contro obiettivi legittimi se si prevede che il danno incidentale ai civili (compresi l'uccisione, il ferimento o il danneggiamento di beni civili) sia "eccessivo in relazione al concreto e diretto vantaggio militare previsto". La formulazione contorta di questa disposizione del Diritto Internazionale Umanitario può essere semplificata imponendo una regola, nei singoli attacchi, di "non eccessività" del danno incidentale ai civili e/o ai beni civili. Determinare quanto danno incidentale prevedibile ai civili sia "eccessivo" rispetto al vantaggio militare previsto è, ovviamente, una questione che ha tenuto dibattuti per decenni gli esperti di Diritto Bellico, costando la vita a innumerevoli civili in molti conflitti armati. La relativa indeterminatezza e soggettività di questa prova, tuttavia, non può essere utilizzata per rimuovere qualsiasi limite ragionevole all'entità del danno civile che può essere considerato incidentale e non eccessivo, o per considerare l'intera popolazione di residenti di interi quartieri come "Danni Collaterali".
Durante i molteplici cicli di aggressione contro Gaza negli ultimi due decenni, i civili palestinesi sono stati inquadrati come semplici vicini ad obiettivi militari, la cui uccisione indiscriminata è stata descritta come un costo sfortunato ma proporzionato del perseguimento da parte di Israele dei suoi vantaggi militari. Questo processo ha permesso una ritraduzione del concetto di proporzionalità, che si trasforma, a ogni attacco a Gaza, in una licenza per l'Uccisione di Massa di un numero crescente di civili. Nel Genocidio in corso, la portata del "Danno Collaterale Proporzionato" ha inglobato il gruppo palestinese protetto nella sua interezza.
Non molto tempo prima dell'attuale attacco a Gaza, durante gli attacchi israeliani del 2021 che hanno causato l'uccisione di 66 bambini palestinesi e il ferimento di altri 600, esperti di Diritto Militare israeliani hanno pubblicamente proposto che, "considerando il vantaggio militare ottenuto eliminando terroristi di alto livello, è irrilevante chiedersi quanti bambini siano stati uccisi incidentalmente". In questa logica, la proporzionalità del Diritto Internazionale Umanitario viene reinterpretata per rendere l'Uccisione Consapevole di Bambini, indipendentemente dal numero, irrilevante quando si prendono di mira sospetti "terroristi". Secondo questa sottocultura della sproporzione, nessuna quantità prevedibile di Uccisioni di Massa di bambini palestinesi negli attacchi può essere considerata altro che incidentale, proporzionata e intrinsecamente legittima.
Questa logica è diventata la norma nell'attuale attacco a Gaza. Aree con una densità di popolazione di 35.000 persone per km² sono state sistematicamente attaccate con armi distruttive a impatto esteso, spesso senza alcun preavviso. Gli esempi sono innumerevoli. Nel pomeriggio del 25 ottobre 2023, il quartiere di Al-Yarmouk a Gaza è stato bombardato. Un'area densamente popolata di quasi 6 km² è stata in gran parte rasa al suolo, inclusa una torre residenziale.
Di Luigi Daniele, Nicola Perugini e Francesca Albanese
"È IRRILEVANTE CHIEDERSI QUANTI BAMBINI SIANO STATI UCCISI INCIDENTALMENTE": PROPORZIONALITÀ PER UN GENOCIDIO "COLLATERALE"
La Decivilizzazione del gruppo protetto palestinese, funzionale alla sua distruzione fisica, è stata proiettata dagli elementi sulla popolazione. Quando Gli attacchi individuali uccidono e feriscono regolarmente centinaia di civili, la maggior parte dei quali sono bambini. Il Camuffamento Umanitario di Israele per il Genocidio si è trasformato in una delle regole consuetudinarie del Diritto Internazionale Umanitario più dibattute e controverse, ovvero la regola della proporzionalità negli attacchi.
La proporzionalità, una regola che è giuridicamente inoperante se non viene rispettata la distinzione tra civili e combattenti, proibisce gli attacchi anche contro obiettivi legittimi se si prevede che il danno incidentale ai civili (compresi l'uccisione, il ferimento o il danneggiamento di beni civili) sia "eccessivo in relazione al concreto e diretto vantaggio militare previsto". La formulazione contorta di questa disposizione del Diritto Internazionale Umanitario può essere semplificata imponendo una regola, nei singoli attacchi, di "non eccessività" del danno incidentale ai civili e/o ai beni civili. Determinare quanto danno incidentale prevedibile ai civili sia "eccessivo" rispetto al vantaggio militare previsto è, ovviamente, una questione che ha tenuto dibattuti per decenni gli esperti di Diritto Bellico, costando la vita a innumerevoli civili in molti conflitti armati. La relativa indeterminatezza e soggettività di questa prova, tuttavia, non può essere utilizzata per rimuovere qualsiasi limite ragionevole all'entità del danno civile che può essere considerato incidentale e non eccessivo, o per considerare l'intera popolazione di residenti di interi quartieri come "Danni Collaterali".
Durante i molteplici cicli di aggressione contro Gaza negli ultimi due decenni, i civili palestinesi sono stati inquadrati come semplici vicini ad obiettivi militari, la cui uccisione indiscriminata è stata descritta come un costo sfortunato ma proporzionato del perseguimento da parte di Israele dei suoi vantaggi militari. Questo processo ha permesso una ritraduzione del concetto di proporzionalità, che si trasforma, a ogni attacco a Gaza, in una licenza per l'Uccisione di Massa di un numero crescente di civili. Nel Genocidio in corso, la portata del "Danno Collaterale Proporzionato" ha inglobato il gruppo palestinese protetto nella sua interezza.
Non molto tempo prima dell'attuale attacco a Gaza, durante gli attacchi israeliani del 2021 che hanno causato l'uccisione di 66 bambini palestinesi e il ferimento di altri 600, esperti di Diritto Militare israeliani hanno pubblicamente proposto che, "considerando il vantaggio militare ottenuto eliminando terroristi di alto livello, è irrilevante chiedersi quanti bambini siano stati uccisi incidentalmente". In questa logica, la proporzionalità del Diritto Internazionale Umanitario viene reinterpretata per rendere l'Uccisione Consapevole di Bambini, indipendentemente dal numero, irrilevante quando si prendono di mira sospetti "terroristi". Secondo questa sottocultura della sproporzione, nessuna quantità prevedibile di Uccisioni di Massa di bambini palestinesi negli attacchi può essere considerata altro che incidentale, proporzionata e intrinsecamente legittima.
Questa logica è diventata la norma nell'attuale attacco a Gaza. Aree con una densità di popolazione di 35.000 persone per km² sono state sistematicamente attaccate con armi distruttive a impatto esteso, spesso senza alcun preavviso. Gli esempi sono innumerevoli. Nel pomeriggio del 25 ottobre 2023, il quartiere di Al-Yarmouk a Gaza è stato bombardato. Un'area densamente popolata di quasi 6 km² è stata in gran parte rasa al suolo, inclusa una torre residenziale.
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