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" Non puoi censurare le idee. "
Un potente messaggio di solidarietà da parte di Clare Daly, in risposta alla campagna diffamatoria e agli attacchi mediatici in corso da parte di organi di stampa e sindacati tedeschi contro @redstreamnet e il suo fondatore.
Leggi e condividi il nostro comunicato stampa completo, disponibile in più lingue:
INGLESE
TEDESCO
ITALIANO
TURCO
SPAGNOLO
PORTOGHESE
Un potente messaggio di solidarietà da parte di Clare Daly, in risposta alla campagna diffamatoria e agli attacchi mediatici in corso da parte di organi di stampa e sindacati tedeschi contro @redstreamnet e il suo fondatore.
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In arabo, esistono espressioni forti e penetranti per descrivere certe realtà che mettono a nudo l’essenza delle cose: si dice ad esempio (الكاشفة), cioè ciò che svela, ciò che fa emergere ciò che era nascosto agli occhi; oppure (الفاضحة), ciò che smaschera, che rivela l’ipocrisia, la complicità, il doppio gioco.
Ebbene, il massacro in corso a Gaza è esattamente questo: una realtà kāshifa e fādiḥa allo stesso tempo.
Ma in italiano io la tradurrei con un’altra parola: “la discriminante”.
Sì, Gaza oggi è la discriminante. In tutti e tre i livelli che questa parola può assumere nel nostro vocabolario: giuridico, analitico e psicologico.
A livello giuridico, Gaza è la discriminante che rivela il doppio standard del diritto internazionale. Il popolo palestinese non riceve la stessa solidarietà, protezione e difesa che altri popoli, in altre guerre, hanno ricevuto — basti pensare all’Ucraina. Le istituzioni che dovrebbero garantire la giustizia si mostrano cieche, sorde, selettive. I principi del diritto si piegano agli interessi delle potenze. E così, la giustizia diventa parziale, e quindi ingiusta.
A livello analitico, Gaza è la discriminante che divide le coscienze. Ha permesso di distinguere tra chi ancora riconosce il volto umano della sofferenza, chi si indigna davanti all’uccisione di civili, donne, bambini, persone affamate, sfollate, bombardate; e chi, invece, tace, giustifica o addirittura sostiene — per calcolo politico, per interesse economico, per complicità ideologica. Gaza ha tracciato una linea morale: da una parte, la solidarietà umana; dall’altra, il cinismo o la viltà.
A livello psicologico, Gaza è la discriminante interiore. Una prova. Un test. Una crisi che interroga ogni individuo, ogni intellettuale, ogni leader, ogni cittadino: da che parte vuoi stare?
Con chi difende la vita, la giustizia, la pace?
O con chi accetta, per tornaconto, la morte dell’innocente?
È un esame della nostra umanità. E come ogni prova, lascia dietro di sé un verdetto, una memoria e, forse, una condanna morale.
Per tutto questo, Gaza oggi non è solo una tragedia. È uno specchio. È un rivelatore. È, in senso pieno, una discriminante.
E davanti a essa, nessuno può più fingere di non sapere, di non capire, di non vedere.
Imam Saifeddine Maaroufi
Ebbene, il massacro in corso a Gaza è esattamente questo: una realtà kāshifa e fādiḥa allo stesso tempo.
Ma in italiano io la tradurrei con un’altra parola: “la discriminante”.
Sì, Gaza oggi è la discriminante. In tutti e tre i livelli che questa parola può assumere nel nostro vocabolario: giuridico, analitico e psicologico.
A livello giuridico, Gaza è la discriminante che rivela il doppio standard del diritto internazionale. Il popolo palestinese non riceve la stessa solidarietà, protezione e difesa che altri popoli, in altre guerre, hanno ricevuto — basti pensare all’Ucraina. Le istituzioni che dovrebbero garantire la giustizia si mostrano cieche, sorde, selettive. I principi del diritto si piegano agli interessi delle potenze. E così, la giustizia diventa parziale, e quindi ingiusta.
A livello analitico, Gaza è la discriminante che divide le coscienze. Ha permesso di distinguere tra chi ancora riconosce il volto umano della sofferenza, chi si indigna davanti all’uccisione di civili, donne, bambini, persone affamate, sfollate, bombardate; e chi, invece, tace, giustifica o addirittura sostiene — per calcolo politico, per interesse economico, per complicità ideologica. Gaza ha tracciato una linea morale: da una parte, la solidarietà umana; dall’altra, il cinismo o la viltà.
A livello psicologico, Gaza è la discriminante interiore. Una prova. Un test. Una crisi che interroga ogni individuo, ogni intellettuale, ogni leader, ogni cittadino: da che parte vuoi stare?
Con chi difende la vita, la giustizia, la pace?
O con chi accetta, per tornaconto, la morte dell’innocente?
È un esame della nostra umanità. E come ogni prova, lascia dietro di sé un verdetto, una memoria e, forse, una condanna morale.
Per tutto questo, Gaza oggi non è solo una tragedia. È uno specchio. È un rivelatore. È, in senso pieno, una discriminante.
E davanti a essa, nessuno può più fingere di non sapere, di non capire, di non vedere.
Imam Saifeddine Maaroufi
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Pensa come ci sentiamo noi caro Alessandro, che da anni finanziamo con fondi pubblici film interpretati da attori cani (senza offesa per i cani), che spesso hanno come unico merito quello di portare il cognome di papà.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
"SE MUORE LA PALESTINA
MUORE L’UMANITÀ"
La curva del Pisa ribadisce il proprio sostegno alla causa palestinese
nell’ultima partita di serie B contro la cremonese.
MUORE L’UMANITÀ"
La curva del Pisa ribadisce il proprio sostegno alla causa palestinese
nell’ultima partita di serie B contro la cremonese.
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"Se non stai attento, i giornali ti faranno odiare le persone oppresse e amare le persone che opprimono."
-Oggi celebriamo i 100 anni dalla nascita di Malcolm X
Negli Stati Uniti, nel 2025, 6 aziende controlleranno il 70-80% dei media tradizionali. Ti dicono quali persone odiare, quali paesi odiare e continuano a suonare i tamburi di guerra, portando a più violenza e oppressione imperialista.
Going Underground
-Oggi celebriamo i 100 anni dalla nascita di Malcolm X
Negli Stati Uniti, nel 2025, 6 aziende controlleranno il 70-80% dei media tradizionali. Ti dicono quali persone odiare, quali paesi odiare e continuano a suonare i tamburi di guerra, portando a più violenza e oppressione imperialista.
Going Underground
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Malcolm X visitò Gaza nel 1964, da vero rivoluzionario come aveva fatto Che Guevara:
- Ha visitato il campo profughi di Khan Younis e ha assistito alle orribili condizioni di vita dei rifugiati palestinesi sfollati da Israele
- Ha visitato un ospedale locale e ha visto la terribile mancanza di assistenza sanitaria per i palestinesi
- Ha incontrato i leader della resistenza palestinese dell'OLP e il poeta Harun Hashim Rashid, che ha condiviso la sua storia di sopravvivenza al massacro di Khan Younis del 1956, in cui le forze israeliane uccisero 275 palestinesi durante la crisi di Suez.
- Ha pregato in una moschea locale e ha tenuto una conferenza stampa presso il palazzo parlamentare di Gaza
La sua visita lo ispirò a scrivere il saggio "Logica sionista", pubblicato sulla Gazzetta Egiziana, in cui affermò che il sionismo era una forma di oppressione coloniale.
Going Underground
- Ha visitato il campo profughi di Khan Younis e ha assistito alle orribili condizioni di vita dei rifugiati palestinesi sfollati da Israele
- Ha visitato un ospedale locale e ha visto la terribile mancanza di assistenza sanitaria per i palestinesi
- Ha incontrato i leader della resistenza palestinese dell'OLP e il poeta Harun Hashim Rashid, che ha condiviso la sua storia di sopravvivenza al massacro di Khan Younis del 1956, in cui le forze israeliane uccisero 275 palestinesi durante la crisi di Suez.
- Ha pregato in una moschea locale e ha tenuto una conferenza stampa presso il palazzo parlamentare di Gaza
La sua visita lo ispirò a scrivere il saggio "Logica sionista", pubblicato sulla Gazzetta Egiziana, in cui affermò che il sionismo era una forma di oppressione coloniale.
Going Underground
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IL GIORNO DI MALCOLM X: Dopo aver visitato Gaza, Malcolm X scrisse il saggio "Logica sionista"
"In breve, l'argomento sionista per giustificare l'attuale occupazione israeliana dei territori arabi
La Palestina non ha alcuna base intellettuale o legale nella storia...nemmeno nella sua stessa religione."
Questa fu la sua conclusione. Ecco alcuni estratti importanti dal resto del saggio:
I sionisti israeliani sono convinti di aver camuffato con successo il loro nuovo colonialismo. Il loro colonialismo appare più benevolo, più filantropico, un sistema con cui governano semplicemente convincendo le loro potenziali vittime ad accettare le loro amichevoli offerte di aiuti economici e altri doni allettanti, che propinano alle nazioni africane di recente indipendenza, le cui economie stanno attraversando gravi difficoltà.
I sionisti avevano il diritto legale o morale di invadere la Palestina araba, sradicare i suoi cittadini arabi dalle loro case e impossessarsi di tutte le proprietà arabe, basandosi solo sulla pretesa "religiosa" che i loro antenati vissero lì migliaia di anni fa? Solo mille anni fa i Mori vivevano in Spagna. Questo darebbe ai Mori di oggi il diritto legale e morale di invadere la Penisola Iberica, scacciarne i cittadini spagnoli e poi fondare una nuova nazione marocchina... come hanno fatto i sionisti europei con i nostri fratelli e sorelle arabi in Palestina?
"L'arma moderna del neoimperialismo del XX secolo è il 'dollarismo'. I sionisti hanno padroneggiato la scienza del dollarismo: la capacità di presentarsi come amici e benefattori, portando doni e ogni altra forma di aiuto economico e offerte di assistenza tecnica. Pertanto, il potere e l'influenza dell'Israele sionista in molte delle nazioni africane recentemente "indipendenti" sono diventati rapidamente ancora più incrollabili di quelli dei colonialisti europei del XVIII secolo... e questo nuovo tipo di colonialismo sionista differisce solo nella forma e nel metodo, ma mai nelle motivazioni o negli obiettivi."
Going Underground
"In breve, l'argomento sionista per giustificare l'attuale occupazione israeliana dei territori arabi
La Palestina non ha alcuna base intellettuale o legale nella storia...nemmeno nella sua stessa religione."
Questa fu la sua conclusione. Ecco alcuni estratti importanti dal resto del saggio:
I sionisti israeliani sono convinti di aver camuffato con successo il loro nuovo colonialismo. Il loro colonialismo appare più benevolo, più filantropico, un sistema con cui governano semplicemente convincendo le loro potenziali vittime ad accettare le loro amichevoli offerte di aiuti economici e altri doni allettanti, che propinano alle nazioni africane di recente indipendenza, le cui economie stanno attraversando gravi difficoltà.
I sionisti avevano il diritto legale o morale di invadere la Palestina araba, sradicare i suoi cittadini arabi dalle loro case e impossessarsi di tutte le proprietà arabe, basandosi solo sulla pretesa "religiosa" che i loro antenati vissero lì migliaia di anni fa? Solo mille anni fa i Mori vivevano in Spagna. Questo darebbe ai Mori di oggi il diritto legale e morale di invadere la Penisola Iberica, scacciarne i cittadini spagnoli e poi fondare una nuova nazione marocchina... come hanno fatto i sionisti europei con i nostri fratelli e sorelle arabi in Palestina?
"L'arma moderna del neoimperialismo del XX secolo è il 'dollarismo'. I sionisti hanno padroneggiato la scienza del dollarismo: la capacità di presentarsi come amici e benefattori, portando doni e ogni altra forma di aiuto economico e offerte di assistenza tecnica. Pertanto, il potere e l'influenza dell'Israele sionista in molte delle nazioni africane recentemente "indipendenti" sono diventati rapidamente ancora più incrollabili di quelli dei colonialisti europei del XVIII secolo... e questo nuovo tipo di colonialismo sionista differisce solo nella forma e nel metodo, ma mai nelle motivazioni o negli obiettivi."
Going Underground
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Sayyed Hassan Nasrallah, luce dei miei occhi, faro del mio cuore e della mia mente.
Non ti hanno ucciso, ti hanno reso immortale.
Ma quanto manchi quaggiù... ❤️🌟 💛
Non ti hanno ucciso, ti hanno reso immortale.
Ma quanto manchi quaggiù... ❤️
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Dei cinque camion entrati ieri a Gaza, di cui i media internazionali parlano per migliorare l'immagine del sionismo, due erano carichi di sudari, donati da un paese arabo tramite le Nazioni Unite.
Sacchi bianchi con la scritta "Sudari" in blu: non si tratta di aiuti alimentari, ma di preparazione a una morte di massa. Gaza non viene nutrita, viene sepolta.
Majdi Balgouthi, 20 maggio 2025
Sacchi bianchi con la scritta "Sudari" in blu: non si tratta di aiuti alimentari, ma di preparazione a una morte di massa. Gaza non viene nutrita, viene sepolta.
Majdi Balgouthi, 20 maggio 2025
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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Per compiere un massacro in mondovisione, impunemente, servono dei complici.
Ecco, questi signori hanno le medesime colpe di Netanyahu. Hanno sulla coscienza decine e decine di migliaia di vite innocenti.
Sono la quintessenza dell'ipocrisia, del servilismo e dell'opportunismo.
Una persona con un minimo di coscienza non può in nessun modo collaborare con una struttura che ha una diretta complicità in atroci crimini contro l'umanità.
I complici dello sterminio, coloro che lo giustificano, lo rendono ACCETTABILE, dovrebbero essere isolati dalla collettivitá. Dovrebbero essere trattati come paria.
Mandate una Pec, una raccomandata, oppure fate la veloce procedura sul sito dell'Agenzia delle Entrate per farvi togliere il canone RAI dalla bolletta. Altrimenti anche voi, un giorno, sarete considerati complici di una struttura che ha giustificato un genocidio.
Fate qualcosa, qualsiasi cosa, ma non restate passivi di fronte a questa vergogna.
State finanziando una struttura criminale.
E voi, che lavorate lì dentro, se non dite nulla, siete complici di quegli infami, di quelle bestie che hanno confezionato questo obrobrio.
Stiamo sprofondando senza accorgercene, giorno dopo giorno, sempre di più nel Quarto Reich.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Ecco, questi signori hanno le medesime colpe di Netanyahu. Hanno sulla coscienza decine e decine di migliaia di vite innocenti.
Sono la quintessenza dell'ipocrisia, del servilismo e dell'opportunismo.
Una persona con un minimo di coscienza non può in nessun modo collaborare con una struttura che ha una diretta complicità in atroci crimini contro l'umanità.
I complici dello sterminio, coloro che lo giustificano, lo rendono ACCETTABILE, dovrebbero essere isolati dalla collettivitá. Dovrebbero essere trattati come paria.
Mandate una Pec, una raccomandata, oppure fate la veloce procedura sul sito dell'Agenzia delle Entrate per farvi togliere il canone RAI dalla bolletta. Altrimenti anche voi, un giorno, sarete considerati complici di una struttura che ha giustificato un genocidio.
Fate qualcosa, qualsiasi cosa, ma non restate passivi di fronte a questa vergogna.
State finanziando una struttura criminale.
E voi, che lavorate lì dentro, se non dite nulla, siete complici di quegli infami, di quelle bestie che hanno confezionato questo obrobrio.
Stiamo sprofondando senza accorgercene, giorno dopo giorno, sempre di più nel Quarto Reich.
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Marco Rubio ha lanciato un allarme sulla situazione in Siria, definendola a rischio di una guerra civile di proporzioni “epiche”:
“È la nostra valutazione che, francamente, l’autorità di transizione, date le sfide che stanno affrontando, siano forse settimane, non molti mesi, lontano dal collasso potenziale e da una guerra civile su vasta scala di proporzioni epiche, fondamentalmente il paese che si divide”
Ma siccome adesso il loro capolavoro dell'orrore è davanti agli occhi di tutto il mondo, con violenze settarie ai danni di minoranze alawiti, sciite e cristiane, allora accusa Assad di essere stato l'unico responsabile di aver fomentato la divisione settaria durante il suo governo.
Fate capire: prima viene fomentata da potenze straniere una guerra fratricida, creano, armano, finanziano, curano, addestrano gli jihadisti per rovesciare Assad, unico vero argine all'espansionismo sionista, e per terrorizzare la popolazione siriana, una volta rovesciato, gli si dà pure la colpa di aver deliberatamente messo questi gruppi l’uno contro l’altro.
Durante gli anni della gloriosa REPUBBLICA ARABA SIRIANA non c'erano differenze tra le varie correnti religiose, etniche e culturali!
Assad ha protetto tutte le minoranze e tutti avevano accesso ad ogni sfera della società!
Vigliacchi schifosi! Prendetevi le vostre responsabilità e dite che serviva togliere di mezzo un governo laico e socialisteggiante per dare mano libera ad ''israele''... insieme alle prostitute dei separatisti curdi che permetteranno alla colonia ebraica di avvicinarsi all'Iran
https://www.arabnews.com/node/2601486/medio-est?fbclid=IwY2xjawKZjVpleHRuA2FlbQIxMQABHqS24UPTIK7HkTBe6hWy_wCIP1ahOMyI3AgJSnN7jWToMQoOtfqKbAHOCEqD_aem_y8VBvC0t2Ku8JgxUzUok8Q
“È la nostra valutazione che, francamente, l’autorità di transizione, date le sfide che stanno affrontando, siano forse settimane, non molti mesi, lontano dal collasso potenziale e da una guerra civile su vasta scala di proporzioni epiche, fondamentalmente il paese che si divide”
Ma siccome adesso il loro capolavoro dell'orrore è davanti agli occhi di tutto il mondo, con violenze settarie ai danni di minoranze alawiti, sciite e cristiane, allora accusa Assad di essere stato l'unico responsabile di aver fomentato la divisione settaria durante il suo governo.
Fate capire: prima viene fomentata da potenze straniere una guerra fratricida, creano, armano, finanziano, curano, addestrano gli jihadisti per rovesciare Assad, unico vero argine all'espansionismo sionista, e per terrorizzare la popolazione siriana, una volta rovesciato, gli si dà pure la colpa di aver deliberatamente messo questi gruppi l’uno contro l’altro.
Durante gli anni della gloriosa REPUBBLICA ARABA SIRIANA non c'erano differenze tra le varie correnti religiose, etniche e culturali!
Assad ha protetto tutte le minoranze e tutti avevano accesso ad ogni sfera della società!
Vigliacchi schifosi! Prendetevi le vostre responsabilità e dite che serviva togliere di mezzo un governo laico e socialisteggiante per dare mano libera ad ''israele''... insieme alle prostitute dei separatisti curdi che permetteranno alla colonia ebraica di avvicinarsi all'Iran
https://www.arabnews.com/node/2601486/medio-est?fbclid=IwY2xjawKZjVpleHRuA2FlbQIxMQABHqS24UPTIK7HkTBe6hWy_wCIP1ahOMyI3AgJSnN7jWToMQoOtfqKbAHOCEqD_aem_y8VBvC0t2Ku8JgxUzUok8Q
Arab News
Rubio says Syria could be weeks away from ‘full-scale civil war’
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🇾🇪🇮🇱 ANSAR ALLAH ANNUNCIA BLOCCO NAVALE DEL PORTO DI HAIFA IN SOLIDARIETÀ CON GAZA
In una mossa destinata a ridisegnare le rotte del conflitto in Medio Oriente, il movimento yemenita Ansar Allah (Houthi) ha annunciato l’imposizione di un blocco navale al porto israeliano di Haifa. Con questa operazione, dichiarata pubblicamente dal portavoce militare Yahya Saree, il gruppo ribadisce il suo sostegno militante alla popolazione palestinese sotto assedio a Gaza.
Tutte le navi dirette verso o ormeggiate nel porto di Haifa sono ora considerate bersagli militari, secondo quanto affermato in una dichiarazione trasmessa dalla televisione yemenita. Saree ha sottolineato che la decisione è parte della risposta “legittima” e “strategica” contro l’aggressione israeliana, e che rientra in un piano di azione coordinato con l’“Asse della Resistenza”.
Il blocco su Haifa rappresenta un’escalation significativa dopo le precedenti operazioni marittime condotte contro Eilat. Ansar Allah invia così un messaggio chiaro: finché Gaza sarà sotto le bombe e l’embargo, nessun porto israeliano sarà considerato sicuro.
Il movimento ha ribadito che le sue operazioni continueranno finché Israele non fermerà le sue offensive e non solleverà l’assedio a Gaza, denunciando il silenzio complice della comunità internazionale.
Fonti:
https://www.palestinechronicle.com/ansarallah-declares-naval-blockade-on-haifa-warns-shipping-companies/
https://www.presstv.ir/Detail/2025/05/19/748263/Yemeni-army-imposes-ban-on-Israel%E2%80%99s-port-of-Haifa
https://www.saba.ye/en/news3484421.htm
https://www.middleeastmonitor.com/20250520-houthis-declare-naval-blockade-of-haifa-port/
Gabriele Mariani
In una mossa destinata a ridisegnare le rotte del conflitto in Medio Oriente, il movimento yemenita Ansar Allah (Houthi) ha annunciato l’imposizione di un blocco navale al porto israeliano di Haifa. Con questa operazione, dichiarata pubblicamente dal portavoce militare Yahya Saree, il gruppo ribadisce il suo sostegno militante alla popolazione palestinese sotto assedio a Gaza.
Tutte le navi dirette verso o ormeggiate nel porto di Haifa sono ora considerate bersagli militari, secondo quanto affermato in una dichiarazione trasmessa dalla televisione yemenita. Saree ha sottolineato che la decisione è parte della risposta “legittima” e “strategica” contro l’aggressione israeliana, e che rientra in un piano di azione coordinato con l’“Asse della Resistenza”.
Il blocco su Haifa rappresenta un’escalation significativa dopo le precedenti operazioni marittime condotte contro Eilat. Ansar Allah invia così un messaggio chiaro: finché Gaza sarà sotto le bombe e l’embargo, nessun porto israeliano sarà considerato sicuro.
Il movimento ha ribadito che le sue operazioni continueranno finché Israele non fermerà le sue offensive e non solleverà l’assedio a Gaza, denunciando il silenzio complice della comunità internazionale.
Fonti:
https://www.palestinechronicle.com/ansarallah-declares-naval-blockade-on-haifa-warns-shipping-companies/
https://www.presstv.ir/Detail/2025/05/19/748263/Yemeni-army-imposes-ban-on-Israel%E2%80%99s-port-of-Haifa
https://www.saba.ye/en/news3484421.htm
https://www.middleeastmonitor.com/20250520-houthis-declare-naval-blockade-of-haifa-port/
Gabriele Mariani
Palestine Chronicle
Ansarallah Declares Naval Blockade on Haifa, Warns Shipping Companies
The Ansarallah movement in Yemen has announced the beginning of operations to impose a naval blockade on the Israeli port of Haifa.
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Tra i pochi che riescono a coniugare arte e denuncia! Grazie per esservi schierati dal lato giusto della storia!
⬇️
(...) ultimamente ,
sembra che il diritto sia solo una questione di prospettiva
Chissà chi ci ha messo lo zampino
Cancelliamo i paesi dalle mappe a tavolino
È solo una questione di sorte
Che ancora non tocca a noi
È solo questione di tempo prima che tocchi a noi
e poi dove scapperai?
che il tempo di girarmi dall'altro lato
Che Il genocidio
È stato depenalizzato
NON MI INTERESSA
Se il mondo è diventato un guscio vuoto
NON MI INTERESSA
L'umanità è un relitto
Sono stato sopraffatto
NON MI INTERESSA
Se la terraferma è una catena
Partirò dal primo molo
NON MI INTERESSA
Se non è un gesto d'amore
Giuro che non lo farò
(qui il brano completo)
https://youtu.be/0JLEYDLOZPw?si=7tGRiioxaTmWx0QP
⬇️
(...) ultimamente ,
sembra che il diritto sia solo una questione di prospettiva
Chissà chi ci ha messo lo zampino
Cancelliamo i paesi dalle mappe a tavolino
È solo una questione di sorte
Che ancora non tocca a noi
È solo questione di tempo prima che tocchi a noi
e poi dove scapperai?
che il tempo di girarmi dall'altro lato
Che Il genocidio
È stato depenalizzato
NON MI INTERESSA
Se il mondo è diventato un guscio vuoto
NON MI INTERESSA
L'umanità è un relitto
Sono stato sopraffatto
NON MI INTERESSA
Se la terraferma è una catena
Partirò dal primo molo
NON MI INTERESSA
Se non è un gesto d'amore
Giuro che non lo farò
(qui il brano completo)
https://youtu.be/0JLEYDLOZPw?si=7tGRiioxaTmWx0QP
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Forwarded from byebyeunclesam
Alcune foto esposte alla mostra "Gaza remains the story" in corso fino al 6 giugno negli spazi antistanti l'aula delle Mura Greche di Palazzo Corigliano, presso l'Università di Napoli l'Orientale.
Ved. https://www.unior.it/it/notizie/mostra-del-palestinian-museum-gaza-remains-story
Ved. https://www.unior.it/it/notizie/mostra-del-palestinian-museum-gaza-remains-story
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