Avigdor Lieberman, capo del partito Yisrael Beiteinu, ha dichiarato a una radio israeliana che il governo israeliano sta fornendo armi a un gruppo affiliato all'ISIS a Gaza per combattere Hamas.
L'ufficio di Netanyahu ha risposto alle dichiarazioni di Lieberman in merito all'armamento delle fazioni affiliate all'ISIS a Gaza, affermando che "israele" sta perseguendo molteplici strategie per sconfiggere Hamas, senza smentire le affermazioni fatte.
Al Mayadeen
Ps: ennesima prova sulla paternità dell'isis
L'ufficio di Netanyahu ha risposto alle dichiarazioni di Lieberman in merito all'armamento delle fazioni affiliate all'ISIS a Gaza, affermando che "israele" sta perseguendo molteplici strategie per sconfiggere Hamas, senza smentire le affermazioni fatte.
Al Mayadeen
Ps: ennesima prova sulla paternità dell'isis
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So che non è la prima volta che lo scrivo (e non sono l'unica, c'è chi lo scrive meglio e più di me), ma a distanza di tempo ci tocca ancora leggere la solita solfa su H4mas, e contro la resistenza e che sarebbe una creatura di "israele"e blablabla... ed è davvero sconfortante vedere come molti si affrettino a ripetere le bugie della propaganda, belando in coro come pecore appena pensano di aver capito qualche segreto , o complotto, che conferma i loro pregiudizi. Gente che fino a poco tempo fa non sapeva nemmeno collocare la Palestina sulla mappa, ora si erge a esperta, sputando sentenze sulla Resistenza senza aver mai letto una riga scritta dai suoi leader.
Non hanno mai aperto un libro di Mahmud Darwish, non conoscono le parole di Ahmed Yassin o le riflessioni di Abu Ali Mustafa, nè di George Habash, o come ultimo in linea temporale, il testamento ideologico di Yahia Sinwar. Ignorano completamente la complessità e la profondità del pensiero che anima la resistenza palestinese, riducendola a una caricatura creata dalla propaganda e quindi delle marionette ad uso e consumo dell'occupante.
Dimenticando abilmente di citare la banda di Abbas e accoliti, che arrestano i partigiani palestinesi in West Bank e li consegnano all'occupante.
Che ci siano delle contraddizioni in seno alla Resistenza è palese ed è normale, che ci siano diversi volti pure, ma da lì a dire che sono tutti pagati da "israele" ce ne vuole, anche perchè così l'unica cosa che viene dimostrata è la stima nei confronti del popolo palestinese, degli intellettuali palestinesi, della Resistenza palestinese. Cosa è il popolo palestinese per sta gente? Un popolo di lombrichi che strisciano e si fanno comprare dai propri carnefici? Ma fate i seri per cortesia e un po' di umiltà e rispetto nei confronti di questo popolo che sta dando fin troppo a questa umanità indegna!
Non hanno mai aperto un libro di Mahmud Darwish, non conoscono le parole di Ahmed Yassin o le riflessioni di Abu Ali Mustafa, nè di George Habash, o come ultimo in linea temporale, il testamento ideologico di Yahia Sinwar. Ignorano completamente la complessità e la profondità del pensiero che anima la resistenza palestinese, riducendola a una caricatura creata dalla propaganda e quindi delle marionette ad uso e consumo dell'occupante.
Dimenticando abilmente di citare la banda di Abbas e accoliti, che arrestano i partigiani palestinesi in West Bank e li consegnano all'occupante.
Che ci siano delle contraddizioni in seno alla Resistenza è palese ed è normale, che ci siano diversi volti pure, ma da lì a dire che sono tutti pagati da "israele" ce ne vuole, anche perchè così l'unica cosa che viene dimostrata è la stima nei confronti del popolo palestinese, degli intellettuali palestinesi, della Resistenza palestinese. Cosa è il popolo palestinese per sta gente? Un popolo di lombrichi che strisciano e si fanno comprare dai propri carnefici? Ma fate i seri per cortesia e un po' di umiltà e rispetto nei confronti di questo popolo che sta dando fin troppo a questa umanità indegna!
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Mi sembra che al dibattito creatosi intorno all'opportunità o meno di partecipare all'imminente referendum, sfugga un elemento - di ordine principalmente psicologico - che si tenta costantemente di rimuovere e che è strettamente legato a ciò che è successo durante quella serie di singolari accadimenti sociali e politici che qui per brevità ci limiteremo a chiamare 'pandemia'.
A prescindere dai contenuti dei quesiti referendari - che siano più o meno rappresentativi di un interesse popolare, più o meno dalla parte dei lavoratori e contro il capitale - c'è una parte del corpo elettorale, diciamo un buon venti per cento (il più ostile all'establishment istituzionale e mediatico) che dopo essere stata 'esclusa dalla società' (Draghi dixit, fresco di foto abbracciato a Landini) sulla base di misure arbitrarie, disfunzionali e direi inconcepibili all'interno di una democrazia liberale - misure che hanno in definitiva disintegrato il patto democratico - non è più disposta a partecipare ad alcun rito legato a quel processo.
Detto in altri termini: quando le regole del gioco vengono violate così sfacciatamente - senza che nessun corpo intermedio intervenga a difesa di quelle stesse regole - a quel 'gioco', semplicemente, non ci si vuole più giocare.
Non c'è strategia politica, interesse di classe, senso di appartenenza ideologico o riconoscimento identitario che tenga. C'è una parte di elettorato che non ne vuole più sapere di essere chiamata in causa perché ha percepito , chiaramente, che il gioco è truccato.
Per questo , lo si era detto e ridetto al tempo, c'era un limite che non andava superato, un limite legato alla dignità personale che trascende qualunque categoria politica, qualunque tentativo mosso all'interno del perimetro istituzionale di scardinamento dei rapporti di forza; anche quel tentativo fosse fatto (e non è questo il caso) in buona fede.
È così e basta.
Insomma, per dirla ancora più semplice: finché non verranno fatti i conti con quella fase politica scatterà sempre un bel caloroso e appassionato ciaone 👋
Vanni Trentalance
A prescindere dai contenuti dei quesiti referendari - che siano più o meno rappresentativi di un interesse popolare, più o meno dalla parte dei lavoratori e contro il capitale - c'è una parte del corpo elettorale, diciamo un buon venti per cento (il più ostile all'establishment istituzionale e mediatico) che dopo essere stata 'esclusa dalla società' (Draghi dixit, fresco di foto abbracciato a Landini) sulla base di misure arbitrarie, disfunzionali e direi inconcepibili all'interno di una democrazia liberale - misure che hanno in definitiva disintegrato il patto democratico - non è più disposta a partecipare ad alcun rito legato a quel processo.
Detto in altri termini: quando le regole del gioco vengono violate così sfacciatamente - senza che nessun corpo intermedio intervenga a difesa di quelle stesse regole - a quel 'gioco', semplicemente, non ci si vuole più giocare.
Non c'è strategia politica, interesse di classe, senso di appartenenza ideologico o riconoscimento identitario che tenga. C'è una parte di elettorato che non ne vuole più sapere di essere chiamata in causa perché ha percepito , chiaramente, che il gioco è truccato.
Per questo , lo si era detto e ridetto al tempo, c'era un limite che non andava superato, un limite legato alla dignità personale che trascende qualunque categoria politica, qualunque tentativo mosso all'interno del perimetro istituzionale di scardinamento dei rapporti di forza; anche quel tentativo fosse fatto (e non è questo il caso) in buona fede.
È così e basta.
Insomma, per dirla ancora più semplice: finché non verranno fatti i conti con quella fase politica scatterà sempre un bel caloroso e appassionato ciaone 👋
Vanni Trentalance
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Forwarded from Miracolo a Milano
🗓️ Sabato 7 giugno
📌 PIME - Via Lega Lombarda 20, Busto Arsizio (VA)
⏰ Ore 15.00
Palestina, il vero volto delle Smart Cities. Tecnologie per le guerre ai popoli
👉 Dopo Bologna, Ravenna, Cesena e Mantova, sabato a Busto Arsizio!
"Mentre qui da noi ci presentano le Smart Cities come oasi di progresso, sicurezza e sostenibilità, in Palestina il vero volto si manifesta nella vita di tutti i giorni: controllo sociale e militarizzazione sono le parole d'ordine che si celano dietro questi progetti." IA, droni, spyware, videocamere, piattaforme di identità digitale... Tecnologie per le guerre ai popoli che intensificano, semplificano e automatizzano la repressione, la discriminazione finanche il genocidio, e che vedono poi un utilizzo programmatico nelle nostre stesse città.
📌 Il punto della situazione sul progetto Smart City a Busto Arsizio
📌 Proiezione di video estratti da tre documentari sulle Smart Cities palestinesi, realizzati da Al Jazeera e doppiati in italiano
📌 Interventi da Milano e Bologna, con il contributo di esponenti della comunità palestinese 🇵🇸
https://t.me/canalemiracolomilano
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⏰ Ore 15.00
Palestina, il vero volto delle Smart Cities. Tecnologie per le guerre ai popoli
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"Mentre qui da noi ci presentano le Smart Cities come oasi di progresso, sicurezza e sostenibilità, in Palestina il vero volto si manifesta nella vita di tutti i giorni: controllo sociale e militarizzazione sono le parole d'ordine che si celano dietro questi progetti." IA, droni, spyware, videocamere, piattaforme di identità digitale... Tecnologie per le guerre ai popoli che intensificano, semplificano e automatizzano la repressione, la discriminazione finanche il genocidio, e che vedono poi un utilizzo programmatico nelle nostre stesse città.
📌 Il punto della situazione sul progetto Smart City a Busto Arsizio
📌 Proiezione di video estratti da tre documentari sulle Smart Cities palestinesi, realizzati da Al Jazeera e doppiati in italiano
📌 Interventi da Milano e Bologna, con il contributo di esponenti della comunità palestinese 🇵🇸
https://t.me/canalemiracolomilano
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Dal canale ufficiale
Il Fronte Interno palestinese Gaza
🔴 Dichiarazione rilasciata dal Fronte interno palestinese
L'occupazione stessa ha rivelato ciò di cui avevamo parlato per settimane: la formazione di una banda armata chiamata "Fugitives from Justice", guidata dall'agente criminale Yasser Abu Shabab, che opera sotto la guida diretta e il finanziamento dell'esercito di occupazione sionista.
📌 Le nostre informazioni confermate:
▪️ Questo criminale è stato reclutato per attuare il programma dell'occupazione e ha guidato un gruppo armato a est di Rafah.
▪️ Si stima che il numero dei membri del gruppo sia di circa 100 militanti, la maggior parte dei quali armati con armi saccheggiate dai martiri della resistenza o ricevute dall'occupazione.
Questa banda ha portato a termine missioni aggressive e traditrici, tra cui:
▪️Perquisizione delle case dei combattenti della resistenza
▪️Smantellamento degli ordigni esplosivi piazzati dalla resistenza contro le forze di occupazione.
▪️Assassinio di numerosi combattenti della resistenza e furto delle loro armi e attrezzature
▪️Saccheggiare e rubare camion di aiuti alimentari e privarne i cittadini
▪️Assistenza all'occupazione nell'attuazione del piano di sfollamento forzato da Rafah orientale
▪️Militarizzare gli aiuti e trasformarli in uno strumento per controllare le persone.
▪️Proteggere i centri di assistenza americani sospetti che servono il progetto sionista
L'obiettivo dell'occupazione è chiaro:
Istituzione di una "zona cuscinetto" a est di Rafah, gestita da agenti, al posto della presenza diretta del suo esercito sconfitto.
Ma assicuriamo alla nostra gente:
🔺 La resistenza sta affrontando questa banda sul campo e decine dei suoi membri sono stati neutralizzati.
🔺 Chiunque risulti affiliato a questo gruppo verrà trattato come un nemico e come parte del sistema sionista.
🔺 Non c'è alcuna differenza tra un soldato sionista e un agente locale che porta con sé l'arma dell'occupazione ed esegue i suoi ordini.
📣 Invitiamo la nostra gente, ovunque essa sia, a rifiutarsi di avere a che fare con questa gang, a non interagire con le sue narrazioni o a giustificare in alcun modo le sue azioni.
Il tradimento è ingiustificato... e taglieremo la mano che tende i mezzi di sostentamento del popolo, le armi della resistenza e il sangue dei martiri.
🇵🇸 Fronte interno palestinese 🇵🇸
La consapevolezza protegge e la fermezza non spezza
Il Fronte Interno palestinese Gaza
🔴 Dichiarazione rilasciata dal Fronte interno palestinese
L'occupazione stessa ha rivelato ciò di cui avevamo parlato per settimane: la formazione di una banda armata chiamata "Fugitives from Justice", guidata dall'agente criminale Yasser Abu Shabab, che opera sotto la guida diretta e il finanziamento dell'esercito di occupazione sionista.
📌 Le nostre informazioni confermate:
▪️ Questo criminale è stato reclutato per attuare il programma dell'occupazione e ha guidato un gruppo armato a est di Rafah.
▪️ Si stima che il numero dei membri del gruppo sia di circa 100 militanti, la maggior parte dei quali armati con armi saccheggiate dai martiri della resistenza o ricevute dall'occupazione.
Questa banda ha portato a termine missioni aggressive e traditrici, tra cui:
▪️Perquisizione delle case dei combattenti della resistenza
▪️Smantellamento degli ordigni esplosivi piazzati dalla resistenza contro le forze di occupazione.
▪️Assassinio di numerosi combattenti della resistenza e furto delle loro armi e attrezzature
▪️Saccheggiare e rubare camion di aiuti alimentari e privarne i cittadini
▪️Assistenza all'occupazione nell'attuazione del piano di sfollamento forzato da Rafah orientale
▪️Militarizzare gli aiuti e trasformarli in uno strumento per controllare le persone.
▪️Proteggere i centri di assistenza americani sospetti che servono il progetto sionista
L'obiettivo dell'occupazione è chiaro:
Istituzione di una "zona cuscinetto" a est di Rafah, gestita da agenti, al posto della presenza diretta del suo esercito sconfitto.
Ma assicuriamo alla nostra gente:
🔺 La resistenza sta affrontando questa banda sul campo e decine dei suoi membri sono stati neutralizzati.
🔺 Chiunque risulti affiliato a questo gruppo verrà trattato come un nemico e come parte del sistema sionista.
🔺 Non c'è alcuna differenza tra un soldato sionista e un agente locale che porta con sé l'arma dell'occupazione ed esegue i suoi ordini.
📣 Invitiamo la nostra gente, ovunque essa sia, a rifiutarsi di avere a che fare con questa gang, a non interagire con le sue narrazioni o a giustificare in alcun modo le sue azioni.
Il tradimento è ingiustificato... e taglieremo la mano che tende i mezzi di sostentamento del popolo, le armi della resistenza e il sangue dei martiri.
🇵🇸 Fronte interno palestinese 🇵🇸
La consapevolezza protegge e la fermezza non spezza
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⭕️ Discorso del Dott. Khalil Al-Hayya in occasione dell'Eid al-Adha: Siamo pronti per un serio ciclo di negoziati per un cessate il fuoco permanente e la fine dell'assedio, e i contatti con i mediatori sono ancora in corso.
Il dottor Khalil al-Hayya, capo di Hamas a Gaza, ha annunciato la disponibilità di Hamas a impegnarsi in un nuovo e serio ciclo di negoziati per raggiungere un accordo di cessate il fuoco permanente, soprattutto perché i contatti con mediatori e altri soggetti continuano per raggiungere questo obiettivo.
Al-Hayya ha aggiunto, durante un discorso pronunciato in occasione dell'Eid al-Adha, che Hamas non ha respinto l'ultima proposta di Witkoff, ma ha piuttosto proposto alcuni commenti e miglioramenti per garantire la fine di questa guerra, impedire al nemico di tornare al tradimento, alle uccisioni, all'invasione e agli sfollamenti forzati e garantire la generosa consegna di aiuti e soccorsi al nostro popolo.
Ha affermato la disponibilità di Hamas a consegnare immediatamente il governo di Gaza a qualsiasi organismo nazionale palestinese professionale concordato.
Al-Hayya ha esaminato i progressi dei negoziati con l'occupazione, affermando: "Siamo impegnati in fasi successive di negoziati intensi e stiamo compiendo uno sforzo continuo con tutte le parti per raggiungere un accordo basato su una posizione forte che aderisca ai diritti fondamentali e alle richieste del nostro popolo e che porti alla fine di questa guerra, a un cessate il fuoco permanente e al ritiro delle forze di occupazione dall'intera Striscia di Gaza, oltre a un sollievo immediato per il nostro popolo, alla fine dell'assedio e al raggiungimento di un onorevole accordo di scambio". Ha ritenuto che l'ostacolo permanente sia il governo di occupazione, guidato da "Netanyahu", che non vuole fermare o porre fine alla guerra, per motivi personali e ideologici.
Ha aggiunto: "Abbiamo risposto positivamente e con flessibilità a tutte le offerte e proposte presentateci, e ne abbiamo accettata la maggior parte dopo la nuova aggressione dello scorso marzo. Abbiamo accettato l'offerta presentata dai mediatori alla fine di marzo, di consegnare cinque prigionieri e di entrare nella seconda fase dell'accordo del 17 gennaio, ma il nemico ha respinto questa offerta. Abbiamo quindi preso l'iniziativa di presentare la visione del movimento di un "accordo globale" che portasse al rilascio di tutti i prigionieri detenuti dalla resistenza in cambio della cessazione definitiva della guerra, ma anche il nemico ha respinto la proposta. Nel contesto della flessibilità e del senso di responsabilità, abbiamo rilasciato il soldato (Idan Alexander). Due settimane fa ci è stata presentata una proposta americana e l'abbiamo accettata, ma l'occupazione l'ha respinta e il mediatore americano ha ritirato la sua proposta".
Ha sottolineato che la scorsa settimana Witkoff ha presentato la sua ultima proposta, che prevede il rilascio di 10 prigionieri vivi e 18 corpi entro sette giorni, ma senza alcuna garanzia concreta che i combattimenti non riprenderanno l'ottavo giorno, soprattutto con lo stesso Netanyahu che ha annunciato che prenderà i prigionieri e poi riprenderà l'aggressione a Gaza. Inoltre, il nemico insiste affinché gli aiuti umanitari rimangano completamente sotto il suo controllo, utilizzando il meccanismo da lui stesso concepito per militarizzarli, che tutte le istituzioni internazionali hanno respinto come una violazione del diritto internazionale. Si rifiuta inoltre di ritirarsi e tornare allo status quo ante 2/3.
Il leader di Hamas a Gaza si è rivolto alla comunità internazionale, affermando: "Mentre rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà al nostro popolo, comprese forze, partiti e individui, attraverso vari eventi e attività, in particolare le grandi marce in diverse capitali e città, così come a coloro che rischiano la vita via mare e via terra per rompere l'assedio su Gaza, condanniamo il fatto che stati ed entità ufficiali si accontentino di dichiarazioni e proclami che non sono più sufficienti, e a cui persino
Il dottor Khalil al-Hayya, capo di Hamas a Gaza, ha annunciato la disponibilità di Hamas a impegnarsi in un nuovo e serio ciclo di negoziati per raggiungere un accordo di cessate il fuoco permanente, soprattutto perché i contatti con mediatori e altri soggetti continuano per raggiungere questo obiettivo.
Al-Hayya ha aggiunto, durante un discorso pronunciato in occasione dell'Eid al-Adha, che Hamas non ha respinto l'ultima proposta di Witkoff, ma ha piuttosto proposto alcuni commenti e miglioramenti per garantire la fine di questa guerra, impedire al nemico di tornare al tradimento, alle uccisioni, all'invasione e agli sfollamenti forzati e garantire la generosa consegna di aiuti e soccorsi al nostro popolo.
Ha affermato la disponibilità di Hamas a consegnare immediatamente il governo di Gaza a qualsiasi organismo nazionale palestinese professionale concordato.
Al-Hayya ha esaminato i progressi dei negoziati con l'occupazione, affermando: "Siamo impegnati in fasi successive di negoziati intensi e stiamo compiendo uno sforzo continuo con tutte le parti per raggiungere un accordo basato su una posizione forte che aderisca ai diritti fondamentali e alle richieste del nostro popolo e che porti alla fine di questa guerra, a un cessate il fuoco permanente e al ritiro delle forze di occupazione dall'intera Striscia di Gaza, oltre a un sollievo immediato per il nostro popolo, alla fine dell'assedio e al raggiungimento di un onorevole accordo di scambio". Ha ritenuto che l'ostacolo permanente sia il governo di occupazione, guidato da "Netanyahu", che non vuole fermare o porre fine alla guerra, per motivi personali e ideologici.
Ha aggiunto: "Abbiamo risposto positivamente e con flessibilità a tutte le offerte e proposte presentateci, e ne abbiamo accettata la maggior parte dopo la nuova aggressione dello scorso marzo. Abbiamo accettato l'offerta presentata dai mediatori alla fine di marzo, di consegnare cinque prigionieri e di entrare nella seconda fase dell'accordo del 17 gennaio, ma il nemico ha respinto questa offerta. Abbiamo quindi preso l'iniziativa di presentare la visione del movimento di un "accordo globale" che portasse al rilascio di tutti i prigionieri detenuti dalla resistenza in cambio della cessazione definitiva della guerra, ma anche il nemico ha respinto la proposta. Nel contesto della flessibilità e del senso di responsabilità, abbiamo rilasciato il soldato (Idan Alexander). Due settimane fa ci è stata presentata una proposta americana e l'abbiamo accettata, ma l'occupazione l'ha respinta e il mediatore americano ha ritirato la sua proposta".
Ha sottolineato che la scorsa settimana Witkoff ha presentato la sua ultima proposta, che prevede il rilascio di 10 prigionieri vivi e 18 corpi entro sette giorni, ma senza alcuna garanzia concreta che i combattimenti non riprenderanno l'ottavo giorno, soprattutto con lo stesso Netanyahu che ha annunciato che prenderà i prigionieri e poi riprenderà l'aggressione a Gaza. Inoltre, il nemico insiste affinché gli aiuti umanitari rimangano completamente sotto il suo controllo, utilizzando il meccanismo da lui stesso concepito per militarizzarli, che tutte le istituzioni internazionali hanno respinto come una violazione del diritto internazionale. Si rifiuta inoltre di ritirarsi e tornare allo status quo ante 2/3.
Il leader di Hamas a Gaza si è rivolto alla comunità internazionale, affermando: "Mentre rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà al nostro popolo, comprese forze, partiti e individui, attraverso vari eventi e attività, in particolare le grandi marce in diverse capitali e città, così come a coloro che rischiano la vita via mare e via terra per rompere l'assedio su Gaza, condanniamo il fatto che stati ed entità ufficiali si accontentino di dichiarazioni e proclami che non sono più sufficienti, e a cui persino
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l'occupazione non presta più attenzione. L'occupazione non avrebbe continuato a commettere massacri, nemmeno contro coloro che cercavano un boccone di cibo per soddisfare la fame, come abbiamo visto nei giorni precedenti a Rafah, se non fosse stato per il continuo rifornimento di armi e il sostegno politico nei consessi internazionali, il più recente dei quali è stato il veto esercitato ieri dagli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza contro una risoluzione volta a rompere l'assedio umanitario sulla Striscia di Gaza e consentire l'ingresso urgente di aiuti umanitari".
Al-Hayya ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno sostenuto Gaza impegnandosi nella battaglia, menzionando in particolare i sinceri fratelli dello Yemen, che continuano a dirigere i loro missili contro il nemico sionista nonostante il perfido attacco sionista a cui sono sottoposti.
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
Al-Hayya ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno sostenuto Gaza impegnandosi nella battaglia, menzionando in particolare i sinceri fratelli dello Yemen, che continuano a dirigere i loro missili contro il nemico sionista nonostante il perfido attacco sionista a cui sono sottoposti.
Sito ufficiale - Movimento Hamas
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Il Dio di israele
A questo punto, praticamente chiunque -tranne gli ebrei- riconosce che lo Stato ebraico è un'entità sinistra e genocida.
Ma la vera domanda è: perché? Cosa trasforma un popolo in una setta di morte? Cosa trasforma uno Stato cosiddetto "democratico" in un collettivo barbaro dedito allo sterminio di massa?
Una ragione molto evidente dell’emergere della brutalità - ampiamente documentata- è che il sionismo è mosso dall’Antico Testamento. Si fonda sull’idea ridicola che Dio abbia dato la Palestina agli ebrei. Il sionismo, che si presenta come un’ideologia laica, è stato in realtà “convalidato” da un atto divino. Il nazionalismo ebraico ha letteralmente ridotto Dio al ruolo di “agente immobiliare”.
Ma chi o cosa è quel Dio ebraico che ha tenuto unito il popolo ebraico per così tanto tempo?
Non è forse lo stesso Dio genocida di Sodoma e Gomorra?
Non è forse lo stesso Dio che ha scatenato una guerra biologica biblica nota come le Dieci Piaghe d’Egitto?
Non è forse lo stesso Dio che ha trasformato l’acqua in sangue e ucciso ogni primogenito?
Quando si realizza che questo è il Dio d’Israele, il genocidio di Gaza non appare altro che una continuazione di quella stessa logica.
Eppure, c’è un punto cruciale in questa storia. Se state per porre la domanda più ovvia -chi mai crederebbe in un Dio così malvagio?- mi permetto di correggervi.
La domanda più appropriata dovrebbe essere:
Chi mai inventerebbe un Dio del genere, ancor prima che crederci?
GIlad Atzmon
A questo punto, praticamente chiunque -tranne gli ebrei- riconosce che lo Stato ebraico è un'entità sinistra e genocida.
Ma la vera domanda è: perché? Cosa trasforma un popolo in una setta di morte? Cosa trasforma uno Stato cosiddetto "democratico" in un collettivo barbaro dedito allo sterminio di massa?
Una ragione molto evidente dell’emergere della brutalità - ampiamente documentata- è che il sionismo è mosso dall’Antico Testamento. Si fonda sull’idea ridicola che Dio abbia dato la Palestina agli ebrei. Il sionismo, che si presenta come un’ideologia laica, è stato in realtà “convalidato” da un atto divino. Il nazionalismo ebraico ha letteralmente ridotto Dio al ruolo di “agente immobiliare”.
Ma chi o cosa è quel Dio ebraico che ha tenuto unito il popolo ebraico per così tanto tempo?
Non è forse lo stesso Dio genocida di Sodoma e Gomorra?
Non è forse lo stesso Dio che ha scatenato una guerra biologica biblica nota come le Dieci Piaghe d’Egitto?
Non è forse lo stesso Dio che ha trasformato l’acqua in sangue e ucciso ogni primogenito?
Quando si realizza che questo è il Dio d’Israele, il genocidio di Gaza non appare altro che una continuazione di quella stessa logica.
Eppure, c’è un punto cruciale in questa storia. Se state per porre la domanda più ovvia -chi mai crederebbe in un Dio così malvagio?- mi permetto di correggervi.
La domanda più appropriata dovrebbe essere:
Chi mai inventerebbe un Dio del genere, ancor prima che crederci?
GIlad Atzmon
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
MUSK: TRUMP È NELLE LISTE DI EPSTEIN
Finisce la luna di miele tra Donaldo ed Elonno.
Volano gli stracci. La bomba più pesante la sgancia Musk, dopo che Trump ha minacciato di tagliare i fondi governativi alle aziende del tecno-oligarca sudafricano.
In un suo recente tweet su X, Elon Musk scrive:
“È il momento di sganciare la bomba più grande:
@realDonaldTrump è nei file di Epstein. Questo è il vero motivo per cui non sono stati resi pubblici.
Buona giornata, DJT!”
MAGiani VS MUSKiani. Rissa o recita? Scontro vero o messinscena?
In ogni caso, il risultato è lo stesso: la verità resta ostaggio del potere che decide quando e come svelarla e raccontarla.
E la maggioranza, ancora una volta, scambia un dissing tra miliardari per una battaglia tra idee.
Buona visione 🍿😎
👉 👉 @roccocantautore
Finisce la luna di miele tra Donaldo ed Elonno.
Volano gli stracci. La bomba più pesante la sgancia Musk, dopo che Trump ha minacciato di tagliare i fondi governativi alle aziende del tecno-oligarca sudafricano.
In un suo recente tweet su X, Elon Musk scrive:
“È il momento di sganciare la bomba più grande:
@realDonaldTrump è nei file di Epstein. Questo è il vero motivo per cui non sono stati resi pubblici.
Buona giornata, DJT!”
MAGiani VS MUSKiani. Rissa o recita? Scontro vero o messinscena?
In ogni caso, il risultato è lo stesso: la verità resta ostaggio del potere che decide quando e come svelarla e raccontarla.
E la maggioranza, ancora una volta, scambia un dissing tra miliardari per una battaglia tra idee.
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*A questa lavoratrice, che ha osato disobbedire nonostante la precarietà della sua condizione contrattuale, esprimiamo la nostra solidarietà!* 🇵🇸🤝🏻
Che la mobilitazione per il suo reintegro _alimenti ulteriormente il movimento di solidarietà alla resistenza palestinese in Italia e a Milano_ , che diventi un terreno importante per affermare i diritti dei lavoratori dentro i luoghi di lavoro e in particolar modo in un’istituzione culturale come è il Teatro alla Scala, che sia un tassello della lotta contro il Decreto Sicurezza, diventato legge in questi giorni.
*Costringere con la mobilitazione il sindaco Sala e la sua giunta a essere conseguenti con le dichiarazioni di solidarietà a Gaza e alla Palestina!*
♦️L’ingiusto licenziamento della maschera della Scala è l’occasione per Sala e i suoi di *dimostrare nei fatti e non solo con le chiacchiere il supporto alla causa palestinese* e a tutte le sue forme di solidarietà.
Nel 2022 Sala ha potuto rimuovere il direttore russo Valerij Gergiev, che non aveva risposto alla sua richiesta di dissociarsi da Putin e “prendere le distanze dall’attacco russo in Ucraina”, perché è presidente della Fondazione teatro alla Scala. *Ha quindi il potere per imporre il reintegro della lavoratrice!*
🇵🇸🚩Sostenere la lotta per il reintegro della maschera licenziata dalla Scala è un modo per *sostenere in Italia la lotta del popolo palestinese* : il silenzio complice della Scala sul genocidio è dovuto allo stretto legame economico che ha con istituti di credito (e non solo) che traggono profitto dall’occupazione della Palestina e dal genocidio. Imporre con la mobilitazione il reintegro di questa lavoratrice significa *scardinare un pezzetto del potere economico e politico che i sionisti hanno nella città di Milano.*
Leggi tutto il comunicato... ⤵️⤵️⤵️
https://www.carc.it/2025/06/06/milano-solidarieta-alla-lavoratrice-della-scala-di-milano-licenziata-ora-sala-sia-conseguente/
Che la mobilitazione per il suo reintegro _alimenti ulteriormente il movimento di solidarietà alla resistenza palestinese in Italia e a Milano_ , che diventi un terreno importante per affermare i diritti dei lavoratori dentro i luoghi di lavoro e in particolar modo in un’istituzione culturale come è il Teatro alla Scala, che sia un tassello della lotta contro il Decreto Sicurezza, diventato legge in questi giorni.
*Costringere con la mobilitazione il sindaco Sala e la sua giunta a essere conseguenti con le dichiarazioni di solidarietà a Gaza e alla Palestina!*
♦️L’ingiusto licenziamento della maschera della Scala è l’occasione per Sala e i suoi di *dimostrare nei fatti e non solo con le chiacchiere il supporto alla causa palestinese* e a tutte le sue forme di solidarietà.
Nel 2022 Sala ha potuto rimuovere il direttore russo Valerij Gergiev, che non aveva risposto alla sua richiesta di dissociarsi da Putin e “prendere le distanze dall’attacco russo in Ucraina”, perché è presidente della Fondazione teatro alla Scala. *Ha quindi il potere per imporre il reintegro della lavoratrice!*
🇵🇸🚩Sostenere la lotta per il reintegro della maschera licenziata dalla Scala è un modo per *sostenere in Italia la lotta del popolo palestinese* : il silenzio complice della Scala sul genocidio è dovuto allo stretto legame economico che ha con istituti di credito (e non solo) che traggono profitto dall’occupazione della Palestina e dal genocidio. Imporre con la mobilitazione il reintegro di questa lavoratrice significa *scardinare un pezzetto del potere economico e politico che i sionisti hanno nella città di Milano.*
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Partito dei CARC
[Milano] Solidarietà alla lavoratrice della Scala di Milano licenziata: ora Sala sia conseguente! • Partito dei CARC
Il Teatro alla Scala di Milano ha licenziato una maschera che ha urlato “Palestina libera” a un evento organizzato dal MEF, al quale erano presenti Giorgia Meloni e il ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti. L’evento che si svolgeva a porte chiuse…
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Domenica 15 giugno proiezione del film "C'era una volta in Italia - Giacarta sta arrivando" a Milano, cinema Ariosto Anteo Spazio Cinema.
Ore 20.15. Con gli autori.
Per prenotazioni: https://spaziocinema.18tickets.it/film/29389/1c898f7f-2c28-42cd-b7f8-58b173ed63ee
Ore 20.15. Con gli autori.
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spaziocinema.18tickets.it
C' ERA UNA VOLTA IN ITALIA - GIACARTA STA ARRIVANDO
C'è l'ospedale di Cariati in provincia di Cosenza chiuso da dieci anni e ora occupato da Michele, Cataldo, Ninì, U'Massaru e l'altro Cataldo. C'è lo sterminio compiuto in Indonesia tra il 1965 e il 1966 dove furono uccise quasi un milione di persone. Ci sono…
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Ieri pomeriggio, in un teatro di Milano, si è svolto un imbarazzante incontro a sostegno di Israele. Fuori, davanti all’ingresso, bandiere con la stella di David. All’interno, oratori importanti: politici, giornalisti, personaggi pubblici. Non vi aspettate che faccia i nomi: ho sempre cercato di evitare gli attacchi personali. Desidero soltanto condividere una riflessione: In primo luogo, ciascuno ha il diritto di manifestare e di esprimere il proprio pensiero liberamente. Ufficialmente si manifestava contro i fatti del 7 ottobre. Tuttavia, se è comprensibile, ammissibile e legittimo esprimere liberamente il proprio pensiero, non lo è trovare una giustificazione per un genocidio. Certa gente ha completamente dimenticato che l’avere soltanto ipoteticamente e sarcasticamente alluso all’uso della forza contro il popolo ebraico è costato la prigione, la confisca di tutti i propri beni e la condanna della storia a Celine. Il suo Bagatelle per un massacro non è nulla rispetto all’apologia del genocidio in corso a Gaza fatta dai relatori in quel teatro di Milano.
C’è qualcosa di schifoso, di rivoltante, di moralmente esecrabile in chi in qualsiasi maniera fiancheggi un genocidio. E chi, ignorando la realtà, giustifichi la strage merita di essere additato come un irresponsabile. Tuttavia, nel caso di chi ha preso la parola sul palco, sarebbe riduttivo usare la definizione di utile idiota. Si tratta di volti noti, di persone che hanno ancora un seguito politico e mediatico. Il disgusto che mi provoca la loro totale malafede è indicibile. Se c’è tutta questa voglia di censura nella sinistra italiana, che inizi a censurare i propri esponenti. Io sono sempre e comunque contrario alla censura. Ma io, si sa sono l’ultimo liberale.
Alfredo Tocchi
7 giugno 2025
C’è qualcosa di schifoso, di rivoltante, di moralmente esecrabile in chi in qualsiasi maniera fiancheggi un genocidio. E chi, ignorando la realtà, giustifichi la strage merita di essere additato come un irresponsabile. Tuttavia, nel caso di chi ha preso la parola sul palco, sarebbe riduttivo usare la definizione di utile idiota. Si tratta di volti noti, di persone che hanno ancora un seguito politico e mediatico. Il disgusto che mi provoca la loro totale malafede è indicibile. Se c’è tutta questa voglia di censura nella sinistra italiana, che inizi a censurare i propri esponenti. Io sono sempre e comunque contrario alla censura. Ma io, si sa sono l’ultimo liberale.
Alfredo Tocchi
7 giugno 2025
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L'altro giorno ho scritto un post che qualcuno ha interpretato come un piccolo manifesto astensionista e che in realtà non era nient'altro che una semplice analisi di una realtà che mi sembra evidente: per far ritornare alle urne un buon numero di potenziali votanti non sdraiati sulle categorie politiche imposte dal main stream bisogna riprendere in mano il discorso legato alla stagione draghiana.
Quel post ha avuto un riscontro enorme e il motivo è piuttosto banale: ha riportato alla luce un rimosso.
In quei due anni abbiamo visto infatti stringersi in un abbraccio scellerato establishment tecnocratico, partitico, finanziario, sindacale ( la foto con pacche sulla spalla tra Landini e Draghi ne è stata rappresentazione plastica) giornali, televisioni, appellisti, intellettuali di sinistra e di destra (tranne rare per quanto illustri eccezioni) show business, vertici accademici e perfino una (presunta) sinistra chiamamiamola radicale (Rifondazione, Acerbo, Potere al Popolo, quella roba lì).
Insomma un vero e proprio Sistema - la società dello spettacolo nella sua massima espressione totalitaria - che si è stretto intorno a opportunismi politici, dogmatismi ideologici, interessi di segno opposto ma coincidenti.
Un abbraccio che ha prodotto tra le altre cose:
- uno spostamento di risorse economiche mai visto dal settore pubblico a quello privato (leggi: fiumi di denaro sottratti alle casse pubbliche e finiti in quelle di Pfizer e co).
-una violenta esclusione dal lavoro e dalla vita sociale di milioni di persone che non si sono piegate a un ricatto di natura biopolitica basato su presupposti palesemente mendaci, truffaldini, falsi al cento per cento;
- una frattura sociale che ha distrutto legami familiari e affettivi, molti dei quali non si sono mai più ricuciti
-una campagna d'odio che ha scatenato una persecuzione in stile apartheid di una minoranza di persone a cui è stata tolta ogni dignità civile (il cui grado di violenza hanno potuto cogliere solo coloro che l'hanno vissuta).
- una perdita totale e irreversibile di fiducia nelle istituzioni e nel processo democratico da parte di chi ha subìto quella assurda persecuzione politica.
Solo per dirne qualcuna (c'è molto, molto altro).
Ora, quello che farei io se volessi riportare a uno straccio di partecipazione democratica le persone che hanno sofferto quello scempio non è certamente liquidare quella stagione come un piccolo incidente di percorso dovuto a una contingenza. O magari derubricarla a evento minore, di natura tutto sommato impolitica, sottolineando che il processo era già in atto da tempo ma contraddicendosi subito dopo sostenendo che in realtà le istituzioni, i corpi intermedi, il processo democratico sono in fondo ancora sani e non completamente inghiottiti dai vari vincoli esterni, invitando più o meno simpaticamente (meno) a smettere di frignare e andare a votare sti cinque quesiti (che fondamentalmente servono a rilanciare carriere di gentaglia come Landini e ricostruire una verginità a partitacci in crisi, roba perlopiù basata su technicalities abbastanza incomprensibili ai più e di dubbia efficacia pratica).
Insomma, ci dicono convinti, questi pasdaran del quesito landiniano: muovete il culo brutti inutili narcisisti piagnoni che non siete altro che ora sì che la metteremo in quel posto ai padroni. Ma si, certo, come no!
Io se avessi un po' di visibilità e influenza e volessi convincere le persone a cercare di ritrovare un po' di fiducia negli istituti-istituzioni democratici gli direi: la stagione draghiana è stata un errore madornale, non permetteremo mai più che un regime tecno-autoritario, senza opposizione politica, con le conferenze stampa applaudite dal cento per cento dei giornalisti, ostaggio di vincoli ed interessi finanziari come quello draghista possa sospendere dal lavoro qualcuno o costringerlo a iniettarsi un farmaco di dubbissima efficacia e utilità comprato a carissimo prezzo da una chiacchierata multinazionale contro la sua volontà, pena la perdita del sostentamento.
Quel post ha avuto un riscontro enorme e il motivo è piuttosto banale: ha riportato alla luce un rimosso.
In quei due anni abbiamo visto infatti stringersi in un abbraccio scellerato establishment tecnocratico, partitico, finanziario, sindacale ( la foto con pacche sulla spalla tra Landini e Draghi ne è stata rappresentazione plastica) giornali, televisioni, appellisti, intellettuali di sinistra e di destra (tranne rare per quanto illustri eccezioni) show business, vertici accademici e perfino una (presunta) sinistra chiamamiamola radicale (Rifondazione, Acerbo, Potere al Popolo, quella roba lì).
Insomma un vero e proprio Sistema - la società dello spettacolo nella sua massima espressione totalitaria - che si è stretto intorno a opportunismi politici, dogmatismi ideologici, interessi di segno opposto ma coincidenti.
Un abbraccio che ha prodotto tra le altre cose:
- uno spostamento di risorse economiche mai visto dal settore pubblico a quello privato (leggi: fiumi di denaro sottratti alle casse pubbliche e finiti in quelle di Pfizer e co).
-una violenta esclusione dal lavoro e dalla vita sociale di milioni di persone che non si sono piegate a un ricatto di natura biopolitica basato su presupposti palesemente mendaci, truffaldini, falsi al cento per cento;
- una frattura sociale che ha distrutto legami familiari e affettivi, molti dei quali non si sono mai più ricuciti
-una campagna d'odio che ha scatenato una persecuzione in stile apartheid di una minoranza di persone a cui è stata tolta ogni dignità civile (il cui grado di violenza hanno potuto cogliere solo coloro che l'hanno vissuta).
- una perdita totale e irreversibile di fiducia nelle istituzioni e nel processo democratico da parte di chi ha subìto quella assurda persecuzione politica.
Solo per dirne qualcuna (c'è molto, molto altro).
Ora, quello che farei io se volessi riportare a uno straccio di partecipazione democratica le persone che hanno sofferto quello scempio non è certamente liquidare quella stagione come un piccolo incidente di percorso dovuto a una contingenza. O magari derubricarla a evento minore, di natura tutto sommato impolitica, sottolineando che il processo era già in atto da tempo ma contraddicendosi subito dopo sostenendo che in realtà le istituzioni, i corpi intermedi, il processo democratico sono in fondo ancora sani e non completamente inghiottiti dai vari vincoli esterni, invitando più o meno simpaticamente (meno) a smettere di frignare e andare a votare sti cinque quesiti (che fondamentalmente servono a rilanciare carriere di gentaglia come Landini e ricostruire una verginità a partitacci in crisi, roba perlopiù basata su technicalities abbastanza incomprensibili ai più e di dubbia efficacia pratica).
Insomma, ci dicono convinti, questi pasdaran del quesito landiniano: muovete il culo brutti inutili narcisisti piagnoni che non siete altro che ora sì che la metteremo in quel posto ai padroni. Ma si, certo, come no!
Io se avessi un po' di visibilità e influenza e volessi convincere le persone a cercare di ritrovare un po' di fiducia negli istituti-istituzioni democratici gli direi: la stagione draghiana è stata un errore madornale, non permetteremo mai più che un regime tecno-autoritario, senza opposizione politica, con le conferenze stampa applaudite dal cento per cento dei giornalisti, ostaggio di vincoli ed interessi finanziari come quello draghista possa sospendere dal lavoro qualcuno o costringerlo a iniettarsi un farmaco di dubbissima efficacia e utilità comprato a carissimo prezzo da una chiacchierata multinazionale contro la sua volontà, pena la perdita del sostentamento.
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Presentazione "Superlunaria. Rivista immaginaria" con Carlo Cuppini
Event in Rome by Vanni Trentalance and Fabrizio Masucci on Tuesday, March 25 2025 with 145 people interested and 32 people going.
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Noi intellettuali, sindacati, partiti, media più o meno indipendenti, più o meno anti sistema, influencer di sinistra-sinsitra, Ottoliner, Lipperiner eccetera eccetera faremo pressione per riassorbire quella crisi di credibilità delle istituzioni e ci impegneremo senza ambiguità affinché mai più il patto sociale alla base della convivenza civile venga sfasciato in quel modo.
Senza questo passo, gran parte di quell'elettorato (prezioso se non necessario per pensare di ribaltare qualunque genere di rapporti di forza) non si recupera più.
E ricordiamo un'ultima cosa, anch'essa banale: la politica non si fa su fb (se non quando si era costretti in casa con autocertificazioni e lasciapassari digitali) e non si fa nemmeno rispondendo sissignore! nelle urne alle giravolte pirandelliane di partiti e personaggi in cerca d'autore.
Si fa con iniziative vere, con slanci ideali, appassionati, coraggiosi.
Io nel mio piccolo ho cofondato una rivista controculturale* che con tutta probabilità mi porterà alla rovina economica.
Per me questa è la forma più alta di politica che è possibile fare oggi.
Il resto ci è stato tolto da quelle facce da cazzo che ieri erano in piazza per Gaza col cappelletto pro referendum.
Vanni Trentalance
*ndr: rivista SuperLunaria
Senza questo passo, gran parte di quell'elettorato (prezioso se non necessario per pensare di ribaltare qualunque genere di rapporti di forza) non si recupera più.
E ricordiamo un'ultima cosa, anch'essa banale: la politica non si fa su fb (se non quando si era costretti in casa con autocertificazioni e lasciapassari digitali) e non si fa nemmeno rispondendo sissignore! nelle urne alle giravolte pirandelliane di partiti e personaggi in cerca d'autore.
Si fa con iniziative vere, con slanci ideali, appassionati, coraggiosi.
Io nel mio piccolo ho cofondato una rivista controculturale* che con tutta probabilità mi porterà alla rovina economica.
Per me questa è la forma più alta di politica che è possibile fare oggi.
Il resto ci è stato tolto da quelle facce da cazzo che ieri erano in piazza per Gaza col cappelletto pro referendum.
Vanni Trentalance
*ndr: rivista SuperLunaria
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