«Υγεία στα χέρια τους»
Salute alle loro mani
Di Redazione Radio Muqāwama
In Grecia, si salutavano, si onoravano con questa esclamazione i combattenti che avevano compiuto un’azione gloriosa che avvicinava il popolo alla liberazione: «Υγεία στα χέρια τους». ‘Gheìa sta xéria tous. Salute alle loro mani.
Siano benedette le mani dei soldati e dei comandanti dell’Istituzione Islamica Rivoluzionaria dell’Iran che tra ieri e oggi hanno colpito la colonia genocidaria sionista compiendo un passo, ribadiamo un solo passo – tardivo per quanto prodigiosamente deciso - tra le miriadi di passi da affrontare verso la «piena giustizia», la «giustizia perfetta» invocata nelle pagine de Al-Qurʾān.
Non siamo pacifisti, né ipocriti, né apparteniamo all’estrema sinistra occidentalizzata dei bizantinismi infiniti, della teorizzazione sterile, della prassi spaurita, delle risibili, equidistanti elucubrazioni, da salotto prolétarien chic, della cosiddetta “geopolitica”.
Ieri, noi abbiamo gioito.
Perché abbiamo visto il principio di ciò che sarà: le torri, i grattacieli costruiti sulle vite e le terre rubate al Popolo Palestinese hanno tremato, sono stati incendiati, schiantati. Abbiamo scorto le prime macerie dell’agglomerato urbano, chiamato con un nome intinto nel sangue degli oppressi “Tel Aviv”, dalle quali risorgerà l’autentica città di Yāfā.
I soldati dello Tsahal mediatico italiano non hanno vergogna nel continuare a diffondere la fangosa menzogna dell’invincibilità di Israele, ampiamente polverizzata non solo in queste ore, ma negli ultimi 25 anni dalle vittorie sul campo della Resistenza Palestinese e del Mihwar al- Muqāwama.
Sono sinceri, per una volta invece, quando asseriscono che la guerra dell’entità sionista è volta a portare i disvalori occidentali in Iran e nel Vicino Oriente. Il sionismo mondiale annuncia anche nel continente europeo, senza più nascondersi, l’aspirazione sanguinaria alla costituzione del “Grande Israele”.
Mai come ora questo sogno è psicotico e suicidario. Mai come ora basterebbe soltanto un impetuoso soffio per svellere la colonia d’insediamento occidentale sionista -sull’orlo del collasso politico, sociale, economico, militare - nel mondo arabo e islamico.
Per fortuna dei diseredati della terra e dalla terra, la notte tra il 13 e il 14 giugno ha bruciato la sede del ministero della difesa degli occupanti, le basi aeree di Ramat David e Nevatim, decine di centri militari e industriali, utilizzati dall'esercito del regime satanista con la stella a sei punte per produrre missili e armamenti con cui vengono sterminati palestinesi, libanesi, siriani, yemeniti.
Non siamo di fronte all’incubo che paventano i media fondamentalisti occidentali, quelli della follia generalizzata del capitalismo in necrosi.
Bensì a un’opportunità storica gigantesca che ci coinvolge tutti.
Se l’Istituzione Islamica Rivoluzionaria Iraniana concepirà la risposta di ieri e stamani come l’azione esemplare che comincerà finalmente una guerra di liberazione a sostegno del Popolo Palestinese e della sua eroica Resistenza, per fermare il genocidio conclamato giunto alla sua fase conclusiva, nessuno potrà tirarsi indietro dall’appoggiarla andando oltre se stesso.
Il costo sarebbe immensurabile e spaventoso. Per chiunque. Anche a queste latitudini. Non deve però spaventarci rispetto alla possibilità di riprendere in mano il nostro destino e strapparlo alla tirannide che ci riduce a macchine dalla forma umana. All’occasione di abbracciare la solidarietà immensa, concreta e l’altissimo vivere.
In questi giorni, la luce ci dirà se lo sgorgare dei petali e delle corolle d’acqua liberatrice della Rivoluzione del 7 Ottobre continueranno a far fiorire l’alluvione, se il Tūfān al-Aqṣā sommergerà i nemici dell’umanità generando una nuova era.
Ora e sempre Resistenza. Ora e sempre Muqāwama. Fino alla vittoria.
Salute alle loro mani
Di Redazione Radio Muqāwama
In Grecia, si salutavano, si onoravano con questa esclamazione i combattenti che avevano compiuto un’azione gloriosa che avvicinava il popolo alla liberazione: «Υγεία στα χέρια τους». ‘Gheìa sta xéria tous. Salute alle loro mani.
Siano benedette le mani dei soldati e dei comandanti dell’Istituzione Islamica Rivoluzionaria dell’Iran che tra ieri e oggi hanno colpito la colonia genocidaria sionista compiendo un passo, ribadiamo un solo passo – tardivo per quanto prodigiosamente deciso - tra le miriadi di passi da affrontare verso la «piena giustizia», la «giustizia perfetta» invocata nelle pagine de Al-Qurʾān.
Non siamo pacifisti, né ipocriti, né apparteniamo all’estrema sinistra occidentalizzata dei bizantinismi infiniti, della teorizzazione sterile, della prassi spaurita, delle risibili, equidistanti elucubrazioni, da salotto prolétarien chic, della cosiddetta “geopolitica”.
Ieri, noi abbiamo gioito.
Perché abbiamo visto il principio di ciò che sarà: le torri, i grattacieli costruiti sulle vite e le terre rubate al Popolo Palestinese hanno tremato, sono stati incendiati, schiantati. Abbiamo scorto le prime macerie dell’agglomerato urbano, chiamato con un nome intinto nel sangue degli oppressi “Tel Aviv”, dalle quali risorgerà l’autentica città di Yāfā.
I soldati dello Tsahal mediatico italiano non hanno vergogna nel continuare a diffondere la fangosa menzogna dell’invincibilità di Israele, ampiamente polverizzata non solo in queste ore, ma negli ultimi 25 anni dalle vittorie sul campo della Resistenza Palestinese e del Mihwar al- Muqāwama.
Sono sinceri, per una volta invece, quando asseriscono che la guerra dell’entità sionista è volta a portare i disvalori occidentali in Iran e nel Vicino Oriente. Il sionismo mondiale annuncia anche nel continente europeo, senza più nascondersi, l’aspirazione sanguinaria alla costituzione del “Grande Israele”.
Mai come ora questo sogno è psicotico e suicidario. Mai come ora basterebbe soltanto un impetuoso soffio per svellere la colonia d’insediamento occidentale sionista -sull’orlo del collasso politico, sociale, economico, militare - nel mondo arabo e islamico.
Per fortuna dei diseredati della terra e dalla terra, la notte tra il 13 e il 14 giugno ha bruciato la sede del ministero della difesa degli occupanti, le basi aeree di Ramat David e Nevatim, decine di centri militari e industriali, utilizzati dall'esercito del regime satanista con la stella a sei punte per produrre missili e armamenti con cui vengono sterminati palestinesi, libanesi, siriani, yemeniti.
Non siamo di fronte all’incubo che paventano i media fondamentalisti occidentali, quelli della follia generalizzata del capitalismo in necrosi.
Bensì a un’opportunità storica gigantesca che ci coinvolge tutti.
Se l’Istituzione Islamica Rivoluzionaria Iraniana concepirà la risposta di ieri e stamani come l’azione esemplare che comincerà finalmente una guerra di liberazione a sostegno del Popolo Palestinese e della sua eroica Resistenza, per fermare il genocidio conclamato giunto alla sua fase conclusiva, nessuno potrà tirarsi indietro dall’appoggiarla andando oltre se stesso.
Il costo sarebbe immensurabile e spaventoso. Per chiunque. Anche a queste latitudini. Non deve però spaventarci rispetto alla possibilità di riprendere in mano il nostro destino e strapparlo alla tirannide che ci riduce a macchine dalla forma umana. All’occasione di abbracciare la solidarietà immensa, concreta e l’altissimo vivere.
In questi giorni, la luce ci dirà se lo sgorgare dei petali e delle corolle d’acqua liberatrice della Rivoluzione del 7 Ottobre continueranno a far fiorire l’alluvione, se il Tūfān al-Aqṣā sommergerà i nemici dell’umanità generando una nuova era.
Ora e sempre Resistenza. Ora e sempre Muqāwama. Fino alla vittoria.
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Le Brigate Al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno rilasciato una dichiarazione in lutto per i comandanti e i combattenti iraniani caduti in guerra nelle forze armate, rendendo un omaggio speciale ai leader assassinati da "Israele" durante la sua ondata preliminare di attacchi.
Le brigate hanno anche pianto i martiri civili, affermando che il popolo iraniano ha sempre sostenuto con fermezza la Resistenza.
"Auguriamo una pronta guarigione ai feriti e affermiamo la nostra piena solidarietà alla Repubblica islamica, alla sua leadership e al suo popolo", hanno affermato le brigate.
Le brigate hanno affermato che il popolo palestinese ferito, in particolare a Gaza, ha seguito questi potenti attacchi iraniani con grande orgoglio e dignità, sottolineando che per loro questi attacchi hanno portato un senso di guarigione e giustizia di fronte a un occupante criminale che ha commesso genocidio e pulizia etnica, distruggendo le loro case e le loro terre.
Al Mayadeen
Le brigate hanno anche pianto i martiri civili, affermando che il popolo iraniano ha sempre sostenuto con fermezza la Resistenza.
"Auguriamo una pronta guarigione ai feriti e affermiamo la nostra piena solidarietà alla Repubblica islamica, alla sua leadership e al suo popolo", hanno affermato le brigate.
Le brigate hanno affermato che il popolo palestinese ferito, in particolare a Gaza, ha seguito questi potenti attacchi iraniani con grande orgoglio e dignità, sottolineando che per loro questi attacchi hanno portato un senso di guarigione e giustizia di fronte a un occupante criminale che ha commesso genocidio e pulizia etnica, distruggendo le loro case e le loro terre.
Al Mayadeen
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In verità in verità vi dico che alle prime bombe serie che cadranno su israele, rinnegherete la Palestina sette volte sette.
Non lo dico adesso. L'ho sempre pensato. Le prime avvisaglie le avemmo il sette di ottobre. Io personalmente raccolsi tanta di quella merda lanciata contro i palestinesi in quei giorni che ne percepisco ancora il tanfo, e la raccolsi da gente che formalmente appoggiava la causa palestinese. La appoggiava come si appoggiano le cause alla Bono Vox e fintantoché i palestinesi fossero restati zitti e buoni nello zoo in cui erano reclusi. Fintantoché accettassero di sparire nell'oblio, occultati da un muro di cemento armato dinanzi al quale allegre comitive provenienti dall'America profonda scattavano selfie, come dinanzi alla gabbia dei panda.
Alla prima fiammata di orgoglio tutti a prendere le distanze. Tutti loro, voglio dire. I moderati, quelli che amavano i palestinesi chiusi nelle riserve indiane.
Quelli che della causa palestinese non avevano capito nulla e che nulla sapevano dello smisurato orgoglio di questo popolo che sbatteva in faccia al mondo la sua richiesta irrinunciabile di un Altissimo Vivere.
La Palestina non ha bisogno del vostro pietismo d'accatto, dissi loro. La solidarietà pelosa che gli concedevate purché morisse in silenzio, riservatela agli animali in via d'estinzione.
E continuo ad essere dolorosamente certa che diventeremo sempre meno ad ogni ulteriore ed eventuale, nonché auspicata, fiammata di orgoglio, palestinese, arabo, islamico e globale
Sì è come interiorizzato il concetto che le bombe agli occidentali facciano più male. Che siano più insopportabili. Che, in qualche modo, ci si debba dissociare da esse anche quando rappresentino la sacrosanta risposta a decenni di angherie, provocazioni, bullizzazioni sempre più spinte, sempre più impunite.
Anch'io sono una persona empatica. Anche a me piacerebbe il peace&love che tanto si ama sbandierare. Ma c'è una cosa che mi piace molto di più, ed è un concetto che ho interiorizzato nei primissimi anni della mia vita e che ne rappresenta la costante, il faro che mi guida: non può esserci pace senza giustizia e chiunque abbia fatto del male nella vita, o appoggi il male, o se ne nutra, non può aspettarsi né amore né pace e neanche sicurezza.
Chi evochi sicurezza per i "civili" israeliani non sa di cosa parla.
È una legge della vita: non puoi avere occupazione e sicurezza. Se scegli l'una - e la scegli ancor più se sei un "civile" - devi mettere in conto di dover rinunciare all'altra.
E se il tuo è uno stato criminale, uso a rompere il caxxo a chiunque sia sotto il sole ed a farlo impunemente perché appoggiato e vezzeggiato come un odiosissimo figlio di papà, anche in quel caso dovrai subirne le conseguenze.
Senza frignare, ' che del fotti e chiagni ne abbiamo piene le tasche
#JusticeForPalestine
Rossella Ahmad
Non lo dico adesso. L'ho sempre pensato. Le prime avvisaglie le avemmo il sette di ottobre. Io personalmente raccolsi tanta di quella merda lanciata contro i palestinesi in quei giorni che ne percepisco ancora il tanfo, e la raccolsi da gente che formalmente appoggiava la causa palestinese. La appoggiava come si appoggiano le cause alla Bono Vox e fintantoché i palestinesi fossero restati zitti e buoni nello zoo in cui erano reclusi. Fintantoché accettassero di sparire nell'oblio, occultati da un muro di cemento armato dinanzi al quale allegre comitive provenienti dall'America profonda scattavano selfie, come dinanzi alla gabbia dei panda.
Alla prima fiammata di orgoglio tutti a prendere le distanze. Tutti loro, voglio dire. I moderati, quelli che amavano i palestinesi chiusi nelle riserve indiane.
Quelli che della causa palestinese non avevano capito nulla e che nulla sapevano dello smisurato orgoglio di questo popolo che sbatteva in faccia al mondo la sua richiesta irrinunciabile di un Altissimo Vivere.
La Palestina non ha bisogno del vostro pietismo d'accatto, dissi loro. La solidarietà pelosa che gli concedevate purché morisse in silenzio, riservatela agli animali in via d'estinzione.
E continuo ad essere dolorosamente certa che diventeremo sempre meno ad ogni ulteriore ed eventuale, nonché auspicata, fiammata di orgoglio, palestinese, arabo, islamico e globale
Sì è come interiorizzato il concetto che le bombe agli occidentali facciano più male. Che siano più insopportabili. Che, in qualche modo, ci si debba dissociare da esse anche quando rappresentino la sacrosanta risposta a decenni di angherie, provocazioni, bullizzazioni sempre più spinte, sempre più impunite.
Anch'io sono una persona empatica. Anche a me piacerebbe il peace&love che tanto si ama sbandierare. Ma c'è una cosa che mi piace molto di più, ed è un concetto che ho interiorizzato nei primissimi anni della mia vita e che ne rappresenta la costante, il faro che mi guida: non può esserci pace senza giustizia e chiunque abbia fatto del male nella vita, o appoggi il male, o se ne nutra, non può aspettarsi né amore né pace e neanche sicurezza.
Chi evochi sicurezza per i "civili" israeliani non sa di cosa parla.
È una legge della vita: non puoi avere occupazione e sicurezza. Se scegli l'una - e la scegli ancor più se sei un "civile" - devi mettere in conto di dover rinunciare all'altra.
E se il tuo è uno stato criminale, uso a rompere il caxxo a chiunque sia sotto il sole ed a farlo impunemente perché appoggiato e vezzeggiato come un odiosissimo figlio di papà, anche in quel caso dovrai subirne le conseguenze.
Senza frignare, ' che del fotti e chiagni ne abbiamo piene le tasche
#JusticeForPalestine
Rossella Ahmad
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🔍 Cosa si sa del sistema di difesa avanzato Rafael di Israele colpito dall'Iran?
Ruolo
🌏 Uno dei 3 principali appaltatori della difesa israeliani (insieme a IAI ed Elbit)
🌏 Specializzato in missili, droni, armature, guerra informatica e componenti Iron Dome
Armi notevoli
🌏 Iron Dome: co-sviluppatore del sistema di difesa missilistica (con Raytheon)
🌏 Missili Spike: missili anticarro/da aeroporto di precisione (esportati in oltre 40 paesi)
🌏 Fionda di David: intercettore di missili a medio raggio (contro razzi/missili balistici)
🌏 Drone Dome: sistema anti-drone basato su laser
Importanza strategica
🌏 Fornisce oltre il 30% della tecnologia dell'IDF, compresi i sistemi navali (ad esempio, Trophy APS per i carri armati)
🌏 Collabora strettamente con il Pentagono/DARPA su progetti congiunti
Posizione
🌏 Sede centrale: Haifa (Israele settentrionale) — colpita, secondo quanto riferito, dall'Iran
🌏 Altri siti: Tel Aviv, Gerusalemme e strutture sotterranee segrete
geopolitics live
Ruolo
🌏 Uno dei 3 principali appaltatori della difesa israeliani (insieme a IAI ed Elbit)
🌏 Specializzato in missili, droni, armature, guerra informatica e componenti Iron Dome
Armi notevoli
🌏 Iron Dome: co-sviluppatore del sistema di difesa missilistica (con Raytheon)
🌏 Missili Spike: missili anticarro/da aeroporto di precisione (esportati in oltre 40 paesi)
🌏 Fionda di David: intercettore di missili a medio raggio (contro razzi/missili balistici)
🌏 Drone Dome: sistema anti-drone basato su laser
Importanza strategica
🌏 Fornisce oltre il 30% della tecnologia dell'IDF, compresi i sistemi navali (ad esempio, Trophy APS per i carri armati)
🌏 Collabora strettamente con il Pentagono/DARPA su progetti congiunti
Posizione
🌏 Sede centrale: Haifa (Israele settentrionale) — colpita, secondo quanto riferito, dall'Iran
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Il così tanto decantato "Iron dome".
Ecco perché la colonia ebraica ha ufficialmente richiesto assistenza internazionale per contribuire a intercettare i droni e i missili balistici iraniani in arrivo nel mezzo dell'escalation in corso (Kan Channel)
L'unico paese d'accordo è stato il Regno Unito.
La difesa aerea israeliana è morta.
Capito glii amichetti INGLESI?
Ecco perché la colonia ebraica ha ufficialmente richiesto assistenza internazionale per contribuire a intercettare i droni e i missili balistici iraniani in arrivo nel mezzo dell'escalation in corso (Kan Channel)
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‼️ Esperto militare A. Martyanov ‼️
«Il disastro della difesa aerea israeliana!
I sistemi Iron Dome e Arrow sono inefficaci contro i missili ipersonici iraniani.
L'incompetenza e gli errori di calcolo del Pentagono e della NATO vengono svelati in 48 ore.
"israele" verrà sconfitto in maniera schiacciante.»
Nouvelles de Palestine
«Il disastro della difesa aerea israeliana!
I sistemi Iron Dome e Arrow sono inefficaci contro i missili ipersonici iraniani.
L'incompetenza e gli errori di calcolo del Pentagono e della NATO vengono svelati in 48 ore.
"israele" verrà sconfitto in maniera schiacciante.»
Nouvelles de Palestine
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Dato che l'Iran sta infliggendo parecchi danni alla colonia ebraica e, con precisione, sta smantellando diverse strutture e basi strategiche, allora Netanyahu sta cercando di far intervenire quelli che pensa siano i suoi servi (ma in realtà la colonia ebraica è nata per servire gli interessi dell'imperialismo occidentale, un avamposto di bianchi razzisti in terra di Palestina) e fino ad ora ha risposto la nazione madre del colonialismo, la Gran Bretagna.
Io mi aspetto dei false flag per tirare in ballo anche gli altri.
Ma in questa parte di mondo c'è una coscienza politica e geopolitica davvero imbarazzante, una massa di addormentati che prima che arrivano a capire certe dinamiche, fa in tempo a finire il mondo. È quello che mi getta nello sconforto. Siamo in mezzo a gente che ha un livello evolutivo fermo, basico, lento.
Io mi aspetto dei false flag per tirare in ballo anche gli altri.
Ma in questa parte di mondo c'è una coscienza politica e geopolitica davvero imbarazzante, una massa di addormentati che prima che arrivano a capire certe dinamiche, fa in tempo a finire il mondo. È quello che mi getta nello sconforto. Siamo in mezzo a gente che ha un livello evolutivo fermo, basico, lento.
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TIZIANA CIAVARDINI FA APOLOGIA E ISTIGAMENTO del TERRORISMO INTERNAZIONALE, ISTIGAZIONE A DELINQUERE, MINACCIA A CORPO POLITICO E CRIMINI CONTRO LA PACE.
Perché a questa tossica sobillatrice di odio della Ciavardini nessuno dice niente?
Fate capire cosa, se uno scrive “spara a Giorgia” su una vetrina, si apre un fascicolo per minacce a corpo politico.
Se critichi l'ignavia della Segre, vieni querelato.
Ma se la Civardini fa apologia e istigazione al terrorismo internazionale… niente, tutto ok?
Due pesi, due misure. La legge vale solo per chi non sta nel giro giusto?
Ma perché non andiamo a fare segnalazioni di massa e denunce? Cosa si può fare?
Perché a questa tossica sobillatrice di odio della Ciavardini nessuno dice niente?
Fate capire cosa, se uno scrive “spara a Giorgia” su una vetrina, si apre un fascicolo per minacce a corpo politico.
Se critichi l'ignavia della Segre, vieni querelato.
Ma se la Civardini fa apologia e istigazione al terrorismo internazionale… niente, tutto ok?
Due pesi, due misure. La legge vale solo per chi non sta nel giro giusto?
Ma perché non andiamo a fare segnalazioni di massa e denunce? Cosa si può fare?
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🔹 Il capo della comunità ebraica iraniana (rabbino Younes Hamami Lalehzar) e il rappresentante della comunità ebraica in parlamento (Homayun Sameh) hanno chiesto una risposta decisa da parte della Repubblica Islamica dell'Iran all'aggressione del regime sionista . Entrambi hanno sottolineato il legittimo diritto dell'Iran a difendersi e hanno considerato il comportamento del regime sionista una violazione dei principi umanitari e internazionali.
Masaf
Masaf
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Ieri sera, il sistema di difesa aerea israeliano Iron Dome presso la base aerea di Nevatim ha avuto un malfunzionamento.
Invece di prendere di mira i missili iraniani, gli intercettori sembravano tornare indietro e colpire le batterie di difesa aerea da cui erano stati lanciati
La Cupola di Ferro è Hamas?
Megatron
Invece di prendere di mira i missili iraniani, gli intercettori sembravano tornare indietro e colpire le batterie di difesa aerea da cui erano stati lanciati
La Cupola di Ferro è Hamas?
Megatron
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La Resistenza Islamica in Iraq ha lanciato un avvertimento, affermando che non rimarrà inerte di fronte all'aggressione dell'entità sionista contro l'Iran. Ha confermato il coordinamento in corso con le altre fazioni dell'Asse della Resistenza . Ha dichiarato che qualsiasi intervento a sostegno dell'entità sionista innescherà un'esplosione regionale , rendendo tutti gli interessi e le basi militari americane in Iraq e nella regione obiettivi legittimi per gli attacchi della resistenza.
[Foto scattate da Vanessa Beeley durante un incontro di delegazione con Abu Mahdi Al Mohandes, leader delle PMU, nel 2017 in Iraq. Il generale Al Mohandes è stato assassinato insieme al comandante Qasem Soleimani nel 2020 da Trump]
[Foto scattate da Vanessa Beeley durante un incontro di delegazione con Abu Mahdi Al Mohandes, leader delle PMU, nel 2017 in Iraq. Il generale Al Mohandes è stato assassinato insieme al comandante Qasem Soleimani nel 2020 da Trump]
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🇮🇷 Ultime notizie — Comandante delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Generale di Brigata Mohammad Pakpour (H):
"Anche se gli attacchi israeliani cessassero, continueremo la nostra missione fino alla fine". Ha anche confermato che hanno preso di mira un edificio in cui alloggiavano 70 importanti figure sioniste e lo hanno completamente distrutto.
Enemy Watch
Ps questa era una delle notizie che stavo aspettando di leggere: FINO ALLA FINE.
"Anche se gli attacchi israeliani cessassero, continueremo la nostra missione fino alla fine". Ha anche confermato che hanno preso di mira un edificio in cui alloggiavano 70 importanti figure sioniste e lo hanno completamente distrutto.
Enemy Watch
Ps questa era una delle notizie che stavo aspettando di leggere: FINO ALLA FINE.
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L'Iran continua la sua opera di pulizia
L'arma principale della colonia cancerosa sionista sta crollando:
L'intelligence iraniana continua a catturare agenti del Mossad che hanno portato a termine gli attacchi in tutto l'Iran.
I servizi segreti iraniani hanno catturato un altro furgone del Mossad pieno di droni a Kakareza, nel Lorestan!
L'arma principale della colonia cancerosa sionista sta crollando:
L'intelligence iraniana continua a catturare agenti del Mossad che hanno portato a termine gli attacchi in tutto l'Iran.
I servizi segreti iraniani hanno catturato un altro furgone del Mossad pieno di droni a Kakareza, nel Lorestan!
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