Ultime notizie — Dichiarazione n. 16 del portavoce dell'IRGC:
La 20a ondata dell'operazione True Promise 3 è iniziata con il lancio di 40 missili a propellente solido e liquido .
In questa operazione, per la prima volta , la Forza aerospaziale dell'IRGC ha utilizzato missili balistici Khaybar-Shikan con testate multiple , un sistema di terza generazione, impiegando tattiche nuove e a sorpresa per attacchi più precisi, distruttivi ed efficaci .
L'aeroporto Ben Gurion , il Centro di ricerca biologica del regime sionista e i centri di comando e controllo alternativi furono presi di mira in questa ondata con missili guidati capaci di manovrare durante la discesa , di guidare in fase terminale e di trasportare testate altamente esplosive e devastanti .
Ancora una volta, le sirene si sono attivate dopo gli impatti precisi , sbilanciando il nemico. Dichiariamo che le principali capacità operative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran non sono ancora state dispiegate in questa sacra difesa.
✅ | Un giorno il mondo ringrazierà l'Iran e si inchinerà in segno di rispetto quando finalmente scoprirà cosa è stato distrutto all'interno di questi laboratori biologici.
Enemy Watch
La 20a ondata dell'operazione True Promise 3 è iniziata con il lancio di 40 missili a propellente solido e liquido .
In questa operazione, per la prima volta , la Forza aerospaziale dell'IRGC ha utilizzato missili balistici Khaybar-Shikan con testate multiple , un sistema di terza generazione, impiegando tattiche nuove e a sorpresa per attacchi più precisi, distruttivi ed efficaci .
L'aeroporto Ben Gurion , il Centro di ricerca biologica del regime sionista e i centri di comando e controllo alternativi furono presi di mira in questa ondata con missili guidati capaci di manovrare durante la discesa , di guidare in fase terminale e di trasportare testate altamente esplosive e devastanti .
Ancora una volta, le sirene si sono attivate dopo gli impatti precisi , sbilanciando il nemico. Dichiariamo che le principali capacità operative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran non sono ancora state dispiegate in questa sacra difesa.
✅ | Un giorno il mondo ringrazierà l'Iran e si inchinerà in segno di rispetto quando finalmente scoprirà cosa è stato distrutto all'interno di questi laboratori biologici.
Enemy Watch
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✅ ️È stata pubblicata un'immagine 3D di un centro di intelligence militare israeliano vicino alla torre missilistica di Haifa/Il nemico nasconde i suoi centri militari dietro la copertura civile
Questo centro era uno dei punti chiave per la pianificazione di crimini contro l'Iran ed è stato preso di mira poche ore fa da un attacco missilistico delle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran.
pezeshkian_com
Questo centro era uno dei punti chiave per la pianificazione di crimini contro l'Iran ed è stato preso di mira poche ore fa da un attacco missilistico delle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran.
pezeshkian_com
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Forwarded from byebyeunclesam
A quasi cinquanta anni dalla rivoluzione iraniana (1978-79) si rivela di straordinaria attualità la previsione di Michel Foucault. «L’Islam» aveva scritto allora il filosofo francese «rischia di costituire una gigantesca polveriera. Da ieri ogni Stato musulmano può essere rivoluzionario dall’interno, a partire dalle sue tradizioni secolari».
Foucault era allora inviato speciale a Teheran per il "Corriere della Sera" ed i suoi reportage testimoniano una partecipazione appassionata ed entusiasta agli avvenimenti. L’adesione al movimento che scuoteva l’Iran e che si sarebbe, con forme e vicende diverse, propagato in seguito a gran parte del Medio Oriente, fu propria a molti intellettuali dell’epoca.
Dopo la prima edizione (parziale) pubblicata da Guerini e associati a distanza di venti anni dai fatti, Neri Pozza ne ha pubblicato nel 2023 una edizione integrale intitolata "Dossier Iran" che raccoglie tutti i dieci articoli scritti da Foucault sulla rivoluzione iraniana.
Foucault era allora inviato speciale a Teheran per il "Corriere della Sera" ed i suoi reportage testimoniano una partecipazione appassionata ed entusiasta agli avvenimenti. L’adesione al movimento che scuoteva l’Iran e che si sarebbe, con forme e vicende diverse, propagato in seguito a gran parte del Medio Oriente, fu propria a molti intellettuali dell’epoca.
Dopo la prima edizione (parziale) pubblicata da Guerini e associati a distanza di venti anni dai fatti, Neri Pozza ne ha pubblicato nel 2023 una edizione integrale intitolata "Dossier Iran" che raccoglie tutti i dieci articoli scritti da Foucault sulla rivoluzione iraniana.
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Forwarded from byebyeunclesam
Consentitemi una nota biografica.
Quando trenta anni fa presi la decisione che la mia tesi di laurea avesse come argomento l'Iran e più precisamente la sua politica economica a partire dall'instaurazione della Repubblica Islamica, seppure mi attirai l'ostilità di un componente della commissione di esame che cercò di opporsi all'assegnazione della valutazione proposta dal relatore 😅 forse ci avevo visto giusto.
Quando trenta anni fa presi la decisione che la mia tesi di laurea avesse come argomento l'Iran e più precisamente la sua politica economica a partire dall'instaurazione della Repubblica Islamica, seppure mi attirai l'ostilità di un componente della commissione di esame che cercò di opporsi all'assegnazione della valutazione proposta dal relatore 😅 forse ci avevo visto giusto.
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
VALANGHE DI MISSILI
Dopo gli attacchi americani Haifa, Tel Aviv e altre città dei Territori palestinesi occupati sono stati sommersi da una valanga di missili iraniani.
Usato per la prima volta il missile Khyber.
Il livello di distruzione emerge da alcune immagini nonostante l’enorme censura del regime sionista (fino a 15 anni di carcere per chi condivide video degli attacchi). Iron Dome sempre più nel pallone.
Si prospetta la chiusura dello Stretto di Hormuz e la risposta iraniana agli Stati Uniti entrati ufficialmente in guerra.
👉 👉 @roccocantautore
Dopo gli attacchi americani Haifa, Tel Aviv e altre città dei Territori palestinesi occupati sono stati sommersi da una valanga di missili iraniani.
Usato per la prima volta il missile Khyber.
Il livello di distruzione emerge da alcune immagini nonostante l’enorme censura del regime sionista (fino a 15 anni di carcere per chi condivide video degli attacchi). Iron Dome sempre più nel pallone.
Si prospetta la chiusura dello Stretto di Hormuz e la risposta iraniana agli Stati Uniti entrati ufficialmente in guerra.
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Forwarded from Miracolo a Milano
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"Palestina, un laboratorio dove israele sperimenta non solo le nuove tecnologie di sorveglianza, ma anche la cultura del controllo sociale e coloniale"
🎥 In anteprima, un trailer dei documentari di Al Jazeera, doppiati in italiano, i cui estratti verranno proiettati domenica 29 giugno a Milano dalle ore 16.00 in Viale Monza 140 durante l'incontro pubblico "Palestina Smart City - tecnologie per le guerre ai popoli." Immagina il futuro della tua città.
Appuntamento a domenica prossima!
https://t.me/canalemiracolomilano
🎥 In anteprima, un trailer dei documentari di Al Jazeera, doppiati in italiano, i cui estratti verranno proiettati domenica 29 giugno a Milano dalle ore 16.00 in Viale Monza 140 durante l'incontro pubblico "Palestina Smart City - tecnologie per le guerre ai popoli." Immagina il futuro della tua città.
Appuntamento a domenica prossima!
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇪🇺 URSULA CHIEDE ALL'IRAN DI RISPETTARE IL DIRITTO INTERNAZIONALE
Ursula von der Leyen, X
Chiede all'Iran di rispettare il diritto internazionale quando la sovranità di quel paese è stata violata almeno due volte negli ultimi dieci giorni con un attacco preventivo non solo non approvato dall'ONU, ma nemmeno approvato dal Congresso americano.
Va bene non contare nulla, ma uno può anche non contare nulla ed evitare di mettersi in ridicolo. Da oggi la chiameremo Ursula Bomb der Leyen.
🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
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L'Iran non dovrà mai acquisire la bomba.
Con le tensioni in Medio Oriente che hanno raggiunto un nuovo picco, la stabilità deve essere la priorità.
E il rispetto del diritto internazionale è fondamentale.
Ora è il momento per l'Iran di impegnarsi in una soluzione diplomatica credibile.
Il tavolo delle trattative è l'unico luogo in cui è possibile porre fine a questa crisi.
Ursula von der Leyen, X
Chiede all'Iran di rispettare il diritto internazionale quando la sovranità di quel paese è stata violata almeno due volte negli ultimi dieci giorni con un attacco preventivo non solo non approvato dall'ONU, ma nemmeno approvato dal Congresso americano.
Va bene non contare nulla, ma uno può anche non contare nulla ed evitare di mettersi in ridicolo. Da oggi la chiameremo Ursula Bomb der Leyen.
🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
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Da alsayad news Palestina
⛔ | Rapporto: l'Iran ha cambiato tattica nella sua guerra contro l'influenza occidentale e ha iniziato a bloccare i GPS nello Stretto di Hormuz invece di sequestrare le petroliere.
Secondo Windward Maritime AI™, l'Iran sta bloccando i segnali GPS a causa del conflitto con Israele, distorcendo già la posizione di oltre 1.000 navi al giorno. I sistemi di identificazione automatica (AIS) rilevano sempre più navi a terra: nei porti iraniani, nei deserti dell'Oman e a volte persino "incagliate" vicino a Dubai. Tra le petroliere danneggiate solo nelle ultime 24 ore, ci sono 27 superpetroliere.
Finché lo Stretto di Hormuz resta aperto, l'Iran sta dimostrando di poter causare gravi problemi senza interrompere i flussi di petrolio e GNL: un vero e proprio blocco digitale del XXI secolo.
http://t.me/alsayad_news
⛔ | Rapporto: l'Iran ha cambiato tattica nella sua guerra contro l'influenza occidentale e ha iniziato a bloccare i GPS nello Stretto di Hormuz invece di sequestrare le petroliere.
Secondo Windward Maritime AI™, l'Iran sta bloccando i segnali GPS a causa del conflitto con Israele, distorcendo già la posizione di oltre 1.000 navi al giorno. I sistemi di identificazione automatica (AIS) rilevano sempre più navi a terra: nei porti iraniani, nei deserti dell'Oman e a volte persino "incagliate" vicino a Dubai. Tra le petroliere danneggiate solo nelle ultime 24 ore, ci sono 27 superpetroliere.
Finché lo Stretto di Hormuz resta aperto, l'Iran sta dimostrando di poter causare gravi problemi senza interrompere i flussi di petrolio e GNL: un vero e proprio blocco digitale del XXI secolo.
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MORTE ALL'IMPERO: L'ULFP CONDANNA GLI ATTACCHI DELL'IRAN DELL'IMPERO AMERICANO — DICHIARAZIONE
Il Fronte Unito di Liberazione per la Palestina condanna, nei termini più assoluti, l'attacco codardo e criminale condotto dall'Impero Amerikkkan contro la Repubblica Islamica dell'Iran.
Sia chiaro: l'Impero statunitense non è mai stato un attore neutrale, è esso stesso il grembo del terrore. Quest'ultimo atto di aggressione non è altro che il rantolo disperato e arrogante di un impero morente. Un impero che ha saccheggiato il Sud del mondo, armato l'apartheid e massacrato innocenti in ogni angolo del pianeta. Ma la sua fine è segnata. E non sarà una fine silenziosa.
Siamo fermamente e senza esitazione al fianco del popolo iraniano e del suo diritto a reagire con ogni mezzo necessario. La resistenza all'impero non è terrorismo: è sacra. È legale. È morale. Ed è inevitabile.
Gli Stati Terroristi d'America e l'entità sionista – due regimi accomunati dall'odio per la libertà e dalla dipendenza dal dominio – hanno superato il loro limite storico. Non dureranno. Non possono durare. I popoli del mondo si stanno ribellando. Da Gaza a Teheran, da Sana'a a Los Angeles, questa intifada globale è già in corso.
Noi dell'ULFP sappiamo che ore sono. Stiamo guardando il vecchio mondo crollare. Ci stiamo preparando per quello che deve succedere.
All'impero americano: colpite finché potete. Bruciate ciò che potete. Bombardate ciò che potete. Ma sappiate questo: le vostre mani non rimarranno illese. Il vostro tempo sta per scadere. E la storia ricorderà chi ha resistito e chi ha capitolato.
Morte all'imperialismo.
Morte al sionismo.
Vittoria alla Palestina. Vittoria all'Iran. Vittoria a tutti coloro che resistono al terrore.
Dal fiume al mare, e oltre.
Fronte Unito di Liberazione per la Palestina
Dichiarazione — 21 giugno 2025
Il Fronte Unito di Liberazione per la Palestina condanna, nei termini più assoluti, l'attacco codardo e criminale condotto dall'Impero Amerikkkan contro la Repubblica Islamica dell'Iran.
Sia chiaro: l'Impero statunitense non è mai stato un attore neutrale, è esso stesso il grembo del terrore. Quest'ultimo atto di aggressione non è altro che il rantolo disperato e arrogante di un impero morente. Un impero che ha saccheggiato il Sud del mondo, armato l'apartheid e massacrato innocenti in ogni angolo del pianeta. Ma la sua fine è segnata. E non sarà una fine silenziosa.
Siamo fermamente e senza esitazione al fianco del popolo iraniano e del suo diritto a reagire con ogni mezzo necessario. La resistenza all'impero non è terrorismo: è sacra. È legale. È morale. Ed è inevitabile.
Gli Stati Terroristi d'America e l'entità sionista – due regimi accomunati dall'odio per la libertà e dalla dipendenza dal dominio – hanno superato il loro limite storico. Non dureranno. Non possono durare. I popoli del mondo si stanno ribellando. Da Gaza a Teheran, da Sana'a a Los Angeles, questa intifada globale è già in corso.
Noi dell'ULFP sappiamo che ore sono. Stiamo guardando il vecchio mondo crollare. Ci stiamo preparando per quello che deve succedere.
All'impero americano: colpite finché potete. Bruciate ciò che potete. Bombardate ciò che potete. Ma sappiate questo: le vostre mani non rimarranno illese. Il vostro tempo sta per scadere. E la storia ricorderà chi ha resistito e chi ha capitolato.
Morte all'imperialismo.
Morte al sionismo.
Vittoria alla Palestina. Vittoria all'Iran. Vittoria a tutti coloro che resistono al terrore.
Dal fiume al mare, e oltre.
Fronte Unito di Liberazione per la Palestina
Dichiarazione — 21 giugno 2025
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ULTIMA ORA:
Gli Stati Uniti chiedono alla Cina di impedire all'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz
Mega Geopolitics
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Gli Stati Uniti chiedono alla Cina di impedire all'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz
Mega Geopolitics
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Giro i canali. Mi sembra di vivere in una dittatura. Le stesse analisi faziose, le stesse autocensure. La verità sostanziale dei fatti è questa: Khamenei non lotta per salvare se stesso e il proprio regime. Khamenei lotta per impedire che 90 milioni di iraniani diventino 90 milioni di schiavi dell'Occidente. Khamenei lotta per impedire che l'Iran diventi la Cina delle guerre dell'oppio. Questa non è la guerra di Khamenei contro gli iraniani. Questa è la guerra di un popolo fiero e orgoglioso che non vuole essere ridotto in schiavitù dall'Occidente. L'Italia merita di più. Il sistema dell'informazione è corrottissimo e sta dando uno spettacolo indecoroso. La stessa propaganda tipica di uno Stato satellite che deve dare conto a una potenza straniera di tutto quel che dice. Siamo uno Stato satellite della Casa Bianca.
Alessandro Orsini
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Alessandro Orsini
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Telegram
Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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KIM JONG UN PRONTO A FORNIRE DELLE TESTATE NUCLEARI ALL'IRAN PER PACIFICARE LA REGIONE.
(SAHAR EMAMI)
Stacce.
(SAHAR EMAMI)
Stacce.
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Voci sostengono che l'Iran abbia rilasciato questa visualizzazione 3D di Dimona come avvertimento.
Indipendentemente da chi ha realizzato il video, il simbolismo è chiaro e il bersaglio è inconfondibile.
Dimona non è solo un altro sito militare. È il cuore del programma di armi nucleari non dichiarate di "israele", a lungo avvolto nella segretezza e protetto dal silenzio degli alleati occidentali.
Ufficialmente etichettato come "Negev Nuclear Research Center", Dimona fu costruito negli anni '50 con l'assistenza francese, presumibilmente per una ricerca atomica pacifica. Ma le prove hanno presto suggerito il contrario. Immagini satellitari, informatori e intelligence trapelano tutto a una conclusione: Dimona è dove "israele" ha sviluppato e mantiene il suo arsenale nucleare, stimato tra 80 e 400 testate testate.
A differenza dell'Iran, "israele" non è firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Rifiuta le ispezioni, nega ufficialmente di avere armi nucleari ed è protetto diplomaticamente, specialmente dagli Stati Uniti.
Ma non è sempre stato incontestabile:
Nel 1963 il presidente John F. Kennedy ha chiesto che "israele" aprisse Dimona alla completa ispezione degli Stati Uniti. Sospettava che il "reattore pacifico" di Israele fosse in realtà una copertura per lo sviluppo delle armi. La sua amministrazione mise sempre più pressione sull'allora Primo Ministro David Ben-Gurion.
La risposta di Ben-Gurion? Si è dimesso improvvisamente.
In risposta alle richieste degli Stati Uniti, Israele si sarebbe spinto fino alla costruzione di una finta sala di controllo a Dimona, un tour Potemkin organizzato per gli ispettori americani per nascondere la vera operazione sottoterra.
Kennedy fu assassinato più tardi quello stesso anno.
Dopo la sua morte, le pressioni degli Stati Uniti su "israele" per fermare le sue ambizioni nucleari sono scomparse quasi dalla sera alla mattina. Lyndon B. Johnson adottò una posizione molto più accomodante e la struttura di Dimona fu lasciata operare in segreto.
Ancora oggi "israele" mantiene una politica di "ambiguità strategica" - senza mai ammettere di avere armi nucleari, senza mai firmare trattati e senza mai permettere una supervisione indipendente. Eppure mantiene l'arsenale nucleare più avanzato del Medio Oriente.
Quindi, se questo video è reale, o se è anche solo un segnale psicologico, il messaggio dall'Iran è questo:
Sappiamo dov'è il vero pulsante rosso.
A. Honavar
Indipendentemente da chi ha realizzato il video, il simbolismo è chiaro e il bersaglio è inconfondibile.
Dimona non è solo un altro sito militare. È il cuore del programma di armi nucleari non dichiarate di "israele", a lungo avvolto nella segretezza e protetto dal silenzio degli alleati occidentali.
Ufficialmente etichettato come "Negev Nuclear Research Center", Dimona fu costruito negli anni '50 con l'assistenza francese, presumibilmente per una ricerca atomica pacifica. Ma le prove hanno presto suggerito il contrario. Immagini satellitari, informatori e intelligence trapelano tutto a una conclusione: Dimona è dove "israele" ha sviluppato e mantiene il suo arsenale nucleare, stimato tra 80 e 400 testate testate.
A differenza dell'Iran, "israele" non è firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Rifiuta le ispezioni, nega ufficialmente di avere armi nucleari ed è protetto diplomaticamente, specialmente dagli Stati Uniti.
Ma non è sempre stato incontestabile:
Nel 1963 il presidente John F. Kennedy ha chiesto che "israele" aprisse Dimona alla completa ispezione degli Stati Uniti. Sospettava che il "reattore pacifico" di Israele fosse in realtà una copertura per lo sviluppo delle armi. La sua amministrazione mise sempre più pressione sull'allora Primo Ministro David Ben-Gurion.
La risposta di Ben-Gurion? Si è dimesso improvvisamente.
In risposta alle richieste degli Stati Uniti, Israele si sarebbe spinto fino alla costruzione di una finta sala di controllo a Dimona, un tour Potemkin organizzato per gli ispettori americani per nascondere la vera operazione sottoterra.
Kennedy fu assassinato più tardi quello stesso anno.
Dopo la sua morte, le pressioni degli Stati Uniti su "israele" per fermare le sue ambizioni nucleari sono scomparse quasi dalla sera alla mattina. Lyndon B. Johnson adottò una posizione molto più accomodante e la struttura di Dimona fu lasciata operare in segreto.
Ancora oggi "israele" mantiene una politica di "ambiguità strategica" - senza mai ammettere di avere armi nucleari, senza mai firmare trattati e senza mai permettere una supervisione indipendente. Eppure mantiene l'arsenale nucleare più avanzato del Medio Oriente.
Quindi, se questo video è reale, o se è anche solo un segnale psicologico, il messaggio dall'Iran è questo:
Sappiamo dov'è il vero pulsante rosso.
A. Honavar
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