Questa auto-delegittimazione avrà un impatto anche sull'idea stessa di democrazia, che è stata sotto assedio in molti Paesi, incluse le democrazie occidentali. Ciò è del tutto naturale, considerando che la maggior parte del pianeta ritiene fermamente che Israele debba porre fine al suo Genocidio e che i suoi dirigenti debbano essere ritenuti responsabili. Eppure, seguono poche o nessuna azione concreta.
Il cambiamento nell'opinione pubblica occidentale a favore dei Palestinesi è sorprendente se considerato sullo sfondo della totale Disumanizzazione del popolo palestinese da parte dei media occidentali e della cieca fedeltà dei governi occidentali a Israele. Ancora più scioccante è che questo cambiamento è in gran parte il risultato del lavoro di persone comuni sui social media, di attivisti che si mobilitano nelle strade e di giornalisti indipendenti, per lo più a Gaza, che lavorano sotto estrema pressione e con risorse minime.
Una conclusione centrale è il fallimento delle nazioni arabe e musulmane nel tenere conto di questa tragedia che si sta abbattendo sui loro stessi fratelli in Palestina. Mentre alcune si impegnano in una retorica vuota o nell'autoflagellazione, altre si mantengono in uno stato di inerzia, come se il Genocidio a Gaza fosse un argomento estraneo, come le guerre in Ucraina o in Congo.
Questo solo fatto metterà in discussione la nostra stessa autodefinizione collettiva: cosa significa essere un arabo o un musulmano, e se tali definizioni portano identità sovra-politiche. Solo il tempo lo dirà.
Anche la sinistra è problematica a suo modo. Sebbene non sia un monolite, e mentre molti a sinistra hanno sostenuto le proteste globali contro il Genocidio, altri rimangono frammentati e incapaci di formare un fronte unificato, anche temporaneamente.
Alcuni a sinistra continuano a rincorrere le proprie code, paralizzati dalla preoccupazione che essere antisionisti possa far guadagnare loro l’etichetta di antisemiti. Per questo gruppo, l'autocontrollo e l'autocensura impediscono loro di intraprendere azioni decisive.
La storia non prende spunto da Israele o dalle potenze occidentali. Gaza porterà davvero a quel tipo di cambiamenti globali che influenzeranno tutti noi, ben oltre il Medio Oriente. Per ora, tuttavia, è urgentissimo che usiamo la nostra volontà e azione collettiva per influenzare un unico evento storico: porre fine al Genocidio e alla Carestia a Gaza.
Il resto sarà lasciato alla storia e a coloro che desiderano essere rilevanti quando il mondo cambierà di nuovo.
Ramzy Baroud è un giornalista e redattore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri. Il suo ultimo libro, curato insieme a Ilan Pappé, è "La Nostra Visione per la Liberazione: Leader Palestinesi Coinvolti e Intellettuali Parlano". Ramzy Baroud è un ricercatore senior non di ruolo presso il Centro per l'Islam e gli Affari Globali (CIGA), dell'Università Zaim di Istanbul (IZU).
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://www.palestinechronicle.com/the-arab-the-left-and-those-who-remained-silent-history-will-not-forgive-you/?
Il cambiamento nell'opinione pubblica occidentale a favore dei Palestinesi è sorprendente se considerato sullo sfondo della totale Disumanizzazione del popolo palestinese da parte dei media occidentali e della cieca fedeltà dei governi occidentali a Israele. Ancora più scioccante è che questo cambiamento è in gran parte il risultato del lavoro di persone comuni sui social media, di attivisti che si mobilitano nelle strade e di giornalisti indipendenti, per lo più a Gaza, che lavorano sotto estrema pressione e con risorse minime.
Una conclusione centrale è il fallimento delle nazioni arabe e musulmane nel tenere conto di questa tragedia che si sta abbattendo sui loro stessi fratelli in Palestina. Mentre alcune si impegnano in una retorica vuota o nell'autoflagellazione, altre si mantengono in uno stato di inerzia, come se il Genocidio a Gaza fosse un argomento estraneo, come le guerre in Ucraina o in Congo.
Questo solo fatto metterà in discussione la nostra stessa autodefinizione collettiva: cosa significa essere un arabo o un musulmano, e se tali definizioni portano identità sovra-politiche. Solo il tempo lo dirà.
Anche la sinistra è problematica a suo modo. Sebbene non sia un monolite, e mentre molti a sinistra hanno sostenuto le proteste globali contro il Genocidio, altri rimangono frammentati e incapaci di formare un fronte unificato, anche temporaneamente.
Alcuni a sinistra continuano a rincorrere le proprie code, paralizzati dalla preoccupazione che essere antisionisti possa far guadagnare loro l’etichetta di antisemiti. Per questo gruppo, l'autocontrollo e l'autocensura impediscono loro di intraprendere azioni decisive.
La storia non prende spunto da Israele o dalle potenze occidentali. Gaza porterà davvero a quel tipo di cambiamenti globali che influenzeranno tutti noi, ben oltre il Medio Oriente. Per ora, tuttavia, è urgentissimo che usiamo la nostra volontà e azione collettiva per influenzare un unico evento storico: porre fine al Genocidio e alla Carestia a Gaza.
Il resto sarà lasciato alla storia e a coloro che desiderano essere rilevanti quando il mondo cambierà di nuovo.
Ramzy Baroud è un giornalista e redattore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri. Il suo ultimo libro, curato insieme a Ilan Pappé, è "La Nostra Visione per la Liberazione: Leader Palestinesi Coinvolti e Intellettuali Parlano". Ramzy Baroud è un ricercatore senior non di ruolo presso il Centro per l'Islam e gli Affari Globali (CIGA), dell'Università Zaim di Istanbul (IZU).
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://www.palestinechronicle.com/the-arab-the-left-and-those-who-remained-silent-history-will-not-forgive-you/?
Palestine Chronicle
The Arab, the Left and Those Who Remained Silent: History Will Not Forgive You
The Gaza genocide is a catalyst for major events to come. Israel and its benefactors are acutely aware of this historical reality.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
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Hezbollah: "Non tradiremo... Non consegneremo le armi"
La Resistenza Islamica del Libano ha pubblicato un video con una dichiarazione del martire Seyyed Nasrallah:
"Nessun esercito al mondo potrà toglierci le armi dalle mani. Nessuno potrà farlo. Alcuni hanno detto che se Seyyed Hassan consegnasse le sue armi, sarebbe un traditore. E io dico loro: vi prometto, o nostro nobile, leale e grande popolo, che non aspiro a porre fine alla mia vita con il tradimento, ma con il martirio".
Il video riporta poi un estratto dall'ultimo discorso tenuto da Shaykh Naim Qassem in occasione di Arbain:
"La Resistenza non consegnerà le sue armi finché l'aggressione continuerà e l'occupazione persisterà. Se necessario combatteremo una battaglia simile a quella di Karbala di fronte a questo progetto israelo-americano, a qualunque costo, e siamo fiduciosi che vinceremo questa battaglia. (Come disse l'Imam Hosseyn) 'Non accetteremo mai l'umiliazione'".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
La Resistenza Islamica del Libano ha pubblicato un video con una dichiarazione del martire Seyyed Nasrallah:
"Nessun esercito al mondo potrà toglierci le armi dalle mani. Nessuno potrà farlo. Alcuni hanno detto che se Seyyed Hassan consegnasse le sue armi, sarebbe un traditore. E io dico loro: vi prometto, o nostro nobile, leale e grande popolo, che non aspiro a porre fine alla mia vita con il tradimento, ma con il martirio".
Il video riporta poi un estratto dall'ultimo discorso tenuto da Shaykh Naim Qassem in occasione di Arbain:
"La Resistenza non consegnerà le sue armi finché l'aggressione continuerà e l'occupazione persisterà. Se necessario combatteremo una battaglia simile a quella di Karbala di fronte a questo progetto israelo-americano, a qualunque costo, e siamo fiduciosi che vinceremo questa battaglia. (Come disse l'Imam Hosseyn) 'Non accetteremo mai l'umiliazione'".
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GIDEON LEVY - "I BAMBINI DI GAZA NON CONTANO PIÙ", HA DICHIARATO IL GENERALE "MODERATO" DELLE IDF
Dì Gideon Levy - 17 agosto 2025
Bisognerebbe ringraziare l'ex capo della Direzione dei servizi segreti militari israeliani, Aharon Haliva, per il rapporto "Documento Haliva", trasmesso l'altro giorno su Canale 12 TV. Ora tutti sono impegnati ad analizzare la storia e a rispondere alle discussioni che ne sono emerse, ma la questione principale è stata offuscata dai patetici saputelli che hanno presentato questa storia. Il Maggior Generale Haliva ha rivelato la verità sulla cultura dominante, non solo nell'esercito, ma nella società israeliana in generale.
È proprio Haliva, che è in un certo senso un eroe del campo di centro-sinistra, a delineare il ritratto di un Generale Genocida. Si dissocia da Bezalel Smotrich, deride Itamar Ben-Gvir e attacca duramente Netanyahu senza riserve, da Generale illuminato e progressista qual è. Ma pensa e parla esattamente come loro.
In definitiva, sono tutti sostenitori del Genocidio. La differenza sta solo tra chi lo ammette e chi lo nega. Nel campo degli illuminati e degli auto-adulatori a cui appartiene, Haliva si è rivelato uno dei pochi ad ammettere: abbiamo bisogno di un Genocidio ogni pochi anni; assassinare il popolo palestinese è legittimo, persino essenziale.
È così che parla un Generale "moderato" delle IDF. Non è estremista come il Maggior Generale David Zini o il Generale di Brigata Barak Hiram. Non è né religioso né messianico, solo un bravo ragazzo di Haifa dell'elegante quartiere di Tzahala a Tel Aviv.
Per 40 minuti, Haliva ha pronunciato parole relative alla cultura organizzativa e politica difettosa, prima di arrivare al nocciolo della questione: l'Uccisione di 50.000 esseri umani era "necessaria". Il Genocidio come eredità per le generazioni future.
"Per ogni vittima del 7 Ottobre, 50 palestinesi sono morti (NdT, Hitler si accontentava di 10 a 1). Non importa se si tratta di bambini. Non parlo per vendetta, ma per trasmettere un messaggio alle generazioni future. Non c'è niente che possiamo fare; hanno bisogno di una Nakba di tanto in tanto, per sentirne il prezzo".
Il moderatore Danny Kushmaro e i corrispondenti Yaron Avraham e Nir Dvori hanno ignorato questi commenti banali; per loro, sono ovvi. Quando un direttore progressista della Direzione dei servizi segreti militari parla in questo modo, significa la fine della discussione sul fatto che ci sia o meno un Genocidio a Gaza, così come della discussione sugli obiettivi di questa guerra. È stata una Guerra di Annientamento, dal suo inizio fino alla sua lontana fine.
Questo vale anche per il: "Non importa se si tratta di bambini". Qualcuno che un tempo parlava con sensibilità delle madri che dormono bene sui loro giacigli perché i loro figli non sono in guerra, in contrapposizione alle madri che non riescono a dormire perché i loro figli sono a Gaza, ora sostiene con indifferenza l'Omicidio dei Bambini.
Le madri palestinesi non hanno più giacigli; gran parte di loro non ha più figli. Ma per Haliva, i bambini ora non contano più. È così che parla un Generale precedentemente elogiato da Raya Yaron-Carmeli, portavoce del movimento contro la guerra Machsom Watch.
Ha raccontato che, mentre era Comandante di Brigata in Cisgiordania, il bravo ragazzo Haliva una volta si presentò a un posto di blocco chiamato "il posto di blocco dei bambini" e disse ai soldati di comportarsi rispettosamente. Mancavano solo le caramelle dalla sua tasca. E ora, "non importa dei bambini".
Come se le parole del Generale non bastassero, si possono trovare altre prove a sostegno, non meno convincenti, nelle parole della moglie del Capo di Stato Maggiore del 7 Ottobre. Sharon Halevi ha dichiarato in un programma radiofonico che suo marito lasciò la loro casa quella mattina con i suoi Tefillin* e una promessa alla moglie: "Gaza sarà decimata". Questo accadeva la mattina del 7 Ottobre 2023.
Dì Gideon Levy - 17 agosto 2025
Bisognerebbe ringraziare l'ex capo della Direzione dei servizi segreti militari israeliani, Aharon Haliva, per il rapporto "Documento Haliva", trasmesso l'altro giorno su Canale 12 TV. Ora tutti sono impegnati ad analizzare la storia e a rispondere alle discussioni che ne sono emerse, ma la questione principale è stata offuscata dai patetici saputelli che hanno presentato questa storia. Il Maggior Generale Haliva ha rivelato la verità sulla cultura dominante, non solo nell'esercito, ma nella società israeliana in generale.
È proprio Haliva, che è in un certo senso un eroe del campo di centro-sinistra, a delineare il ritratto di un Generale Genocida. Si dissocia da Bezalel Smotrich, deride Itamar Ben-Gvir e attacca duramente Netanyahu senza riserve, da Generale illuminato e progressista qual è. Ma pensa e parla esattamente come loro.
In definitiva, sono tutti sostenitori del Genocidio. La differenza sta solo tra chi lo ammette e chi lo nega. Nel campo degli illuminati e degli auto-adulatori a cui appartiene, Haliva si è rivelato uno dei pochi ad ammettere: abbiamo bisogno di un Genocidio ogni pochi anni; assassinare il popolo palestinese è legittimo, persino essenziale.
È così che parla un Generale "moderato" delle IDF. Non è estremista come il Maggior Generale David Zini o il Generale di Brigata Barak Hiram. Non è né religioso né messianico, solo un bravo ragazzo di Haifa dell'elegante quartiere di Tzahala a Tel Aviv.
Per 40 minuti, Haliva ha pronunciato parole relative alla cultura organizzativa e politica difettosa, prima di arrivare al nocciolo della questione: l'Uccisione di 50.000 esseri umani era "necessaria". Il Genocidio come eredità per le generazioni future.
"Per ogni vittima del 7 Ottobre, 50 palestinesi sono morti (NdT, Hitler si accontentava di 10 a 1). Non importa se si tratta di bambini. Non parlo per vendetta, ma per trasmettere un messaggio alle generazioni future. Non c'è niente che possiamo fare; hanno bisogno di una Nakba di tanto in tanto, per sentirne il prezzo".
Il moderatore Danny Kushmaro e i corrispondenti Yaron Avraham e Nir Dvori hanno ignorato questi commenti banali; per loro, sono ovvi. Quando un direttore progressista della Direzione dei servizi segreti militari parla in questo modo, significa la fine della discussione sul fatto che ci sia o meno un Genocidio a Gaza, così come della discussione sugli obiettivi di questa guerra. È stata una Guerra di Annientamento, dal suo inizio fino alla sua lontana fine.
Questo vale anche per il: "Non importa se si tratta di bambini". Qualcuno che un tempo parlava con sensibilità delle madri che dormono bene sui loro giacigli perché i loro figli non sono in guerra, in contrapposizione alle madri che non riescono a dormire perché i loro figli sono a Gaza, ora sostiene con indifferenza l'Omicidio dei Bambini.
Le madri palestinesi non hanno più giacigli; gran parte di loro non ha più figli. Ma per Haliva, i bambini ora non contano più. È così che parla un Generale precedentemente elogiato da Raya Yaron-Carmeli, portavoce del movimento contro la guerra Machsom Watch.
Ha raccontato che, mentre era Comandante di Brigata in Cisgiordania, il bravo ragazzo Haliva una volta si presentò a un posto di blocco chiamato "il posto di blocco dei bambini" e disse ai soldati di comportarsi rispettosamente. Mancavano solo le caramelle dalla sua tasca. E ora, "non importa dei bambini".
Come se le parole del Generale non bastassero, si possono trovare altre prove a sostegno, non meno convincenti, nelle parole della moglie del Capo di Stato Maggiore del 7 Ottobre. Sharon Halevi ha dichiarato in un programma radiofonico che suo marito lasciò la loro casa quella mattina con i suoi Tefillin* e una promessa alla moglie: "Gaza sarà decimata". Questo accadeva la mattina del 7 Ottobre 2023.
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(* I Tefillin sono due piccole scatole di cuoio che gli uomini ebrei legano sul braccio sinistro e sulla testa durante la preghiera del mattino, ad esclusione dello Shabbat e delle feste. Dentro queste scatole si trovano fogli di pergamena con scritti brani della Torah)
Cosa si fa con un esercito i cui comandanti ammettono di aver intrapreso una Guerra di Annientamento? Come si può convivere con l'idea che il Genocidio fosse il vero e principale obiettivo originale di questa guerra? Non un Genocidio qualsiasi, ma uno commesso ogni pochi anni?
No, Haliva, il tuo senso di colpa del 7 Ottobre è messo in ombra da un altro problema. Sì, hai avvertito, no, non l'hai fatto; ma hai dedicato tutti i tuoi anni all'idea di governare brutalmente un altro popolo, e ora dici che abbiamo bisogno di un Genocidio ogni pochi anni.
Per questo dovresti essere deportato all'Aja.
Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell'Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell'Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://archive.md/2Ua8n
Cosa si fa con un esercito i cui comandanti ammettono di aver intrapreso una Guerra di Annientamento? Come si può convivere con l'idea che il Genocidio fosse il vero e principale obiettivo originale di questa guerra? Non un Genocidio qualsiasi, ma uno commesso ogni pochi anni?
No, Haliva, il tuo senso di colpa del 7 Ottobre è messo in ombra da un altro problema. Sì, hai avvertito, no, non l'hai fatto; ma hai dedicato tutti i tuoi anni all'idea di governare brutalmente un altro popolo, e ora dici che abbiamo bisogno di un Genocidio ogni pochi anni.
Per questo dovresti essere deportato all'Aja.
Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell'Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell'Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://archive.md/2Ua8n
archive.md
'Children in Gaza Don't Matter Now,' Said the 'Moderate' IDF General …
archived 16 Aug 2025 23:04:12 UTC
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Gli organizzatori della Fiera del Levante, una delle più grandi esposizioni internazionali italiane, hanno annunciato che 'Israele' non sarà invitato all'evento di quest'anno a Bari.
Roya News
http://en.royanews.tv/news/62243
Roya News
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A Gaza fingono tutti.
Ci sono comparse e guitti di ogni età impegnati nella recita di un copione appositamente scritto per screditare quei bravi ragazzi degli israeliani.
Ci sono bar sul lungomare in cui sedersi mollemente a fumare lo shisha ai profumi d'oriente, dinanzi ad un tramonto e ad un tè alla salvia, meditando con soddisfazione sulla credulità del mondo
E ci sono pupazzi di tutte le dimensioni a forma di bambini emaciati, prossimi alla morte, tenuti tra le braccia da attrici meritevoli di almeno una stella sull'Hollywood Boulevard
Questo secondo la hasbara degli infami di professione e dei miserabili che la raccolgono.
E invece, vedi.
È giunta a Pisa una ventenne di Gaza, facente parte del gruppo di 31 bambini denutriti e giovani feriti in maniera critica, giunti con un volo speciale in Italia ed accolti con un mazzolin di fiori dalle stesse sagome che forniscono le bombe che poi li uccidono. Ed a Pisa è morta di inedia, appena arrivata, a perenne onta di chi negava ciò che di terribile sta accadendo.
Qualche giorno fa, cronisti con il minimo sindacale di coscienza umana, a bordo di aerei impegnati nel lancio di pacchi alimentari sulla popolazione affamata, contravvenivano agli ordini perentori dell'entità genocida e mostravano le immagini del paesaggio lunare di Gaza dall'alto, spianato in ogni direzione tranne che nella recinzione elettrificata che chiude la striscia come uno zoo. Pochi scheletri di cemento ancora in piedi, rifugio di animali in preda al terrore.
Baretti trendy sul lungomare non pervenuti. L'obiettivo di quei giornalisti palesemente antisemiti, a bordo di aerei antisemiti che osavano dar da mangiare agli affamati, li aveva scansati con perizia.
Realtà artificiali create dai manipolatori dell'hasbara compulsiva, che diviene più selvaggia con l'aggravarsi delle condizioni dei civili a Gaza.
Ma il problema non sono loro. Loro fanno quello che hanno sempre fatto: gabbare il mondo, e compiere uno sterminio continuando a giocarsi la victim-card, mentre i miserabili col culo al caldo e la pancia piena discettano di quale sia il modo più giusto per definire il martirio di un popolo.
Le zone d'interesse che persistono imperturbabili, questo è il problema.
Di tutto ciò, e di molto altro ancora, sono stata testimone questa sera, mentre si dischiudevano davanti ai miei occhi increduli le porte di due diverse stanze di un padiglione del nosocomio cittadino per la cura degli infanti.
Col fiato sospeso ed il cuore stretto in una morsa ho abbracciato con lo sguardo un sottilissimo ologramma dai capelli del colore del grano maturo, con le manine trasparenti come fogli di carta velina. Sham, per chi ne abbia sentito parlare, e i due bimbi che la accompagnano in questa avventura salvifica, che ha il sapore della lotta contro il destino.
Non ho competenze mediche, non so quali probabilità di sopravvivenza abbia un corpo così piccolo e debilitato, a cui è stato negato il sostentamento dal giorno in cui aprì gli occhi in una terra senza legge.
Spero siano tante, e che ai bimbi bellissimi che il mio sguardo raccoglie in un unico abbraccio d'amore sia concesso di aver salva la vita, condizione propedeutica a tutto il resto che verrà.
Maledizione invece a quanti hanno ripreso ed amplificato senza porsi domande e senza preoccupazioni di ordine morale le manipolazioni mediatiche di un pugno di psicopatici. Sul loro capo ricada lo stigma eterno riservato agli infami.
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
Ci sono comparse e guitti di ogni età impegnati nella recita di un copione appositamente scritto per screditare quei bravi ragazzi degli israeliani.
Ci sono bar sul lungomare in cui sedersi mollemente a fumare lo shisha ai profumi d'oriente, dinanzi ad un tramonto e ad un tè alla salvia, meditando con soddisfazione sulla credulità del mondo
E ci sono pupazzi di tutte le dimensioni a forma di bambini emaciati, prossimi alla morte, tenuti tra le braccia da attrici meritevoli di almeno una stella sull'Hollywood Boulevard
Questo secondo la hasbara degli infami di professione e dei miserabili che la raccolgono.
E invece, vedi.
È giunta a Pisa una ventenne di Gaza, facente parte del gruppo di 31 bambini denutriti e giovani feriti in maniera critica, giunti con un volo speciale in Italia ed accolti con un mazzolin di fiori dalle stesse sagome che forniscono le bombe che poi li uccidono. Ed a Pisa è morta di inedia, appena arrivata, a perenne onta di chi negava ciò che di terribile sta accadendo.
Qualche giorno fa, cronisti con il minimo sindacale di coscienza umana, a bordo di aerei impegnati nel lancio di pacchi alimentari sulla popolazione affamata, contravvenivano agli ordini perentori dell'entità genocida e mostravano le immagini del paesaggio lunare di Gaza dall'alto, spianato in ogni direzione tranne che nella recinzione elettrificata che chiude la striscia come uno zoo. Pochi scheletri di cemento ancora in piedi, rifugio di animali in preda al terrore.
Baretti trendy sul lungomare non pervenuti. L'obiettivo di quei giornalisti palesemente antisemiti, a bordo di aerei antisemiti che osavano dar da mangiare agli affamati, li aveva scansati con perizia.
Realtà artificiali create dai manipolatori dell'hasbara compulsiva, che diviene più selvaggia con l'aggravarsi delle condizioni dei civili a Gaza.
Ma il problema non sono loro. Loro fanno quello che hanno sempre fatto: gabbare il mondo, e compiere uno sterminio continuando a giocarsi la victim-card, mentre i miserabili col culo al caldo e la pancia piena discettano di quale sia il modo più giusto per definire il martirio di un popolo.
Le zone d'interesse che persistono imperturbabili, questo è il problema.
Di tutto ciò, e di molto altro ancora, sono stata testimone questa sera, mentre si dischiudevano davanti ai miei occhi increduli le porte di due diverse stanze di un padiglione del nosocomio cittadino per la cura degli infanti.
Col fiato sospeso ed il cuore stretto in una morsa ho abbracciato con lo sguardo un sottilissimo ologramma dai capelli del colore del grano maturo, con le manine trasparenti come fogli di carta velina. Sham, per chi ne abbia sentito parlare, e i due bimbi che la accompagnano in questa avventura salvifica, che ha il sapore della lotta contro il destino.
Non ho competenze mediche, non so quali probabilità di sopravvivenza abbia un corpo così piccolo e debilitato, a cui è stato negato il sostentamento dal giorno in cui aprì gli occhi in una terra senza legge.
Spero siano tante, e che ai bimbi bellissimi che il mio sguardo raccoglie in un unico abbraccio d'amore sia concesso di aver salva la vita, condizione propedeutica a tutto il resto che verrà.
Maledizione invece a quanti hanno ripreso ed amplificato senza porsi domande e senza preoccupazioni di ordine morale le manipolazioni mediatiche di un pugno di psicopatici. Sul loro capo ricada lo stigma eterno riservato agli infami.
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
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Forwarded from Liberi/e di lottare contro Stato di guerra e polizia
🗣Libertà per Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi
👉Questo il messaggio di Fadwa per suo marito Marwan Barghouti dopo averlo visto, dimagrito e quasi irriconoscibile, nel video diffuso dal ministro israeliano Ben-Gvir, che ha vigliaccamente minacciato Marwan nella sua cella.
ℹ️ Link per leggere la bellissima lettera
👉https://pungolorosso.com/2025/08/17/liberta-per-marwan-barghouti-e-tutti-i-prigionieri-palestinesi/
👉Questo il messaggio di Fadwa per suo marito Marwan Barghouti dopo averlo visto, dimagrito e quasi irriconoscibile, nel video diffuso dal ministro israeliano Ben-Gvir, che ha vigliaccamente minacciato Marwan nella sua cella.
ℹ️ Link per leggere la bellissima lettera
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Il discorso delirante di Miriam Novak, ambasciatrice di Israele all'ONU, è la conferma, (se ce ne fosse proprio bisogno), del fatto che sono loro che fanno coincidere religione, razza e governo.
Non noi.
Lo riporto integrale.
Ambasciatrice d’Israele all’ONU, Miriam Novak, alla sessione d’emergenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, convocata su richiesta dell’Unione Europea e della nuova alleanza araba (Tradotto in italiano da Nino Orlandi)
"Signore e Signori,
come sapete, abbiamo vissuto in mezzo a voi per duemila anni.
Vi abbiamo portato le nostre conoscenze, le nostre scoperte, le nostre invenzioni.
Ottant’anni fa, l’Europa – guidata dalla Germania – ha compiuto una pulizia etnica: quasi tutti gli ebrei d’Europa furono sterminati. Francesi, belgi, olandesi, norvegesi, ungheresi, slovacchi, polacchi, lituani, ucraini – tutti hanno aiutato i fascisti.
Avete ucciso almeno sei milioni di ebrei, compresi neonati.
Ognuno di loro avrebbe potuto avere figli, nipoti, pronipoti. Moltiplicate dunque quel numero per quattro o cinque.
E oggi – mentre ancora una volta si rapinano, si picchiano e si uccidono ebrei nei vostri paesi, e i vostri tribunali rilasciano gli aggressori – venite a dirci che non abbiamo il diritto di difenderci?
Che non abbiamo il diritto di avvertire i nostri nemici che reagiremo con forza ancora maggiore a qualsiasi ulteriore tentativo di pulizia etnica?
Datemi il nome di un altro popolo la cui distruzione sia così attesa e desiderata dalla comunità internazionale – guidata dall’Iran. Perché?
Abbiamo vissuto in mezzo a voi, e vi abbiamo dato l’alfabeto, la Bibbia, Miriam, Gesù, gli apostoli, Spinoza, Disraeli, Colombo, Newton, Nostradamus, Heine, Mendelssohn, Einstein, Freud, Kafka, Chagall, Mahler, Menuhin, Bernstein, Spielberg, Zuckerberg, Page, Lloyd Webber – e migliaia di altri.
Immaginate quanti altri geni sarebbero nati dai milioni di ebrei che avete ucciso – dai loro figli, nipoti e pronipoti.
I geni che non sono mai nati – scomparsi per sempre – nei forni crematori, nelle sinagoghe bruciate, nelle fosse comuni.
Credete davvero che con le vostre risoluzioni, boicottaggi e sanzioni ci riporterete nelle camere a gas?
No, Signore e Signori!
Abbiamo dovuto imparare a conoscervi per sopravvivere:
In Persia – senza tradimento.
In Spagna – senza crudeltà.
In Germania – senza cieca obbedienza.
In Francia – senza avidità.
In Polonia – senza arroganza.
In Russia – senza l’umiliazione inflitta dall’establishment. (risate in sala)
Sì, non siamo angeli. Anche tra noi ci sono stati truffatori, criminali, persino pedofili.
Ma non abbiamo mai avuto un Hitler, uno Stalin, un Mengele o un Eichmann ebreo.
Non abbiamo mai prodotto sapone con grasso umano, non abbiamo trasformato pelle umana in paralumi, non abbiamo mangiato carne umana, non abbiamo ucciso bambini nelle camere a gas.
Invece, abbiamo inventato l’irrigazione a goccia, la desalinizzazione dell’acqua di mare, la chiavetta USB, computer miniaturizzati basati sul DNA, esoscheletri, Google Glass per ciechi, radar a penetrazione muraria, meraviglie di intelligenza artificiale.
Rappresentiamo lo 0,2% della popolazione mondiale – ma abbiamo vinto il 32% dei Premi Nobel.
E no – non abbiamo mai usato sangue cristiano per fare le azzime.
Questo fu dimostrato essere una menzogna nel processo Beilis del 1913.
Papa Benedetto XVI disse: “Un cristiano non può essere antisemita.”
Papa Francesco disse: “Senza l’ebraismo non c’è cristianesimo autentico.”
Nel 2020 il pastore John Hagee dichiarò:
“Se un cristiano dice di odiare gli ebrei – la sua fede è falsa.”
“Dio benedice chi benedice Israele – e maledice chi la maledice.”
Allora vi chiedo, rappresentanti dell’Europa:
Chi siete? Cristiani – o no?
Quando pregate Gesù – pregate un ebreo.
Quando dite che vive nei vostri cuori – un ebreo vive nella vostra anima.
Non noi.
Lo riporto integrale.
Ambasciatrice d’Israele all’ONU, Miriam Novak, alla sessione d’emergenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, convocata su richiesta dell’Unione Europea e della nuova alleanza araba (Tradotto in italiano da Nino Orlandi)
"Signore e Signori,
come sapete, abbiamo vissuto in mezzo a voi per duemila anni.
Vi abbiamo portato le nostre conoscenze, le nostre scoperte, le nostre invenzioni.
Ottant’anni fa, l’Europa – guidata dalla Germania – ha compiuto una pulizia etnica: quasi tutti gli ebrei d’Europa furono sterminati. Francesi, belgi, olandesi, norvegesi, ungheresi, slovacchi, polacchi, lituani, ucraini – tutti hanno aiutato i fascisti.
Avete ucciso almeno sei milioni di ebrei, compresi neonati.
Ognuno di loro avrebbe potuto avere figli, nipoti, pronipoti. Moltiplicate dunque quel numero per quattro o cinque.
E oggi – mentre ancora una volta si rapinano, si picchiano e si uccidono ebrei nei vostri paesi, e i vostri tribunali rilasciano gli aggressori – venite a dirci che non abbiamo il diritto di difenderci?
Che non abbiamo il diritto di avvertire i nostri nemici che reagiremo con forza ancora maggiore a qualsiasi ulteriore tentativo di pulizia etnica?
Datemi il nome di un altro popolo la cui distruzione sia così attesa e desiderata dalla comunità internazionale – guidata dall’Iran. Perché?
Abbiamo vissuto in mezzo a voi, e vi abbiamo dato l’alfabeto, la Bibbia, Miriam, Gesù, gli apostoli, Spinoza, Disraeli, Colombo, Newton, Nostradamus, Heine, Mendelssohn, Einstein, Freud, Kafka, Chagall, Mahler, Menuhin, Bernstein, Spielberg, Zuckerberg, Page, Lloyd Webber – e migliaia di altri.
Immaginate quanti altri geni sarebbero nati dai milioni di ebrei che avete ucciso – dai loro figli, nipoti e pronipoti.
I geni che non sono mai nati – scomparsi per sempre – nei forni crematori, nelle sinagoghe bruciate, nelle fosse comuni.
Credete davvero che con le vostre risoluzioni, boicottaggi e sanzioni ci riporterete nelle camere a gas?
No, Signore e Signori!
Abbiamo dovuto imparare a conoscervi per sopravvivere:
In Persia – senza tradimento.
In Spagna – senza crudeltà.
In Germania – senza cieca obbedienza.
In Francia – senza avidità.
In Polonia – senza arroganza.
In Russia – senza l’umiliazione inflitta dall’establishment. (risate in sala)
Sì, non siamo angeli. Anche tra noi ci sono stati truffatori, criminali, persino pedofili.
Ma non abbiamo mai avuto un Hitler, uno Stalin, un Mengele o un Eichmann ebreo.
Non abbiamo mai prodotto sapone con grasso umano, non abbiamo trasformato pelle umana in paralumi, non abbiamo mangiato carne umana, non abbiamo ucciso bambini nelle camere a gas.
Invece, abbiamo inventato l’irrigazione a goccia, la desalinizzazione dell’acqua di mare, la chiavetta USB, computer miniaturizzati basati sul DNA, esoscheletri, Google Glass per ciechi, radar a penetrazione muraria, meraviglie di intelligenza artificiale.
Rappresentiamo lo 0,2% della popolazione mondiale – ma abbiamo vinto il 32% dei Premi Nobel.
E no – non abbiamo mai usato sangue cristiano per fare le azzime.
Questo fu dimostrato essere una menzogna nel processo Beilis del 1913.
Papa Benedetto XVI disse: “Un cristiano non può essere antisemita.”
Papa Francesco disse: “Senza l’ebraismo non c’è cristianesimo autentico.”
Nel 2020 il pastore John Hagee dichiarò:
“Se un cristiano dice di odiare gli ebrei – la sua fede è falsa.”
“Dio benedice chi benedice Israele – e maledice chi la maledice.”
Allora vi chiedo, rappresentanti dell’Europa:
Chi siete? Cristiani – o no?
Quando pregate Gesù – pregate un ebreo.
Quando dite che vive nei vostri cuori – un ebreo vive nella vostra anima.
🔥19❤6👎1
Anche se siete atei – i vostri avi erano cristiani.
L’ebraismo scorre nelle vostre vene, che lo vogliate o no.
Se dunque volete un boicottaggio internazionale di Israele perché ci odiate e volete distruggerci – cominciate da voi stessi.
Fate seppuku – sarebbe una pulizia etnica coerente.
E ora, come dicono in America – ho una notizia per voi:
Ora tocca ai musulmani liberarsi dall’antisemitismo.
Sarà difficile, ma con l’aiuto di Dio – come con le epidemie di peste, colera o coronavirus – accadrà.
Perché Dio ci ha riportati nella nostra terra, costringendovi a rinunciare ai vostri piani di sterminio?
Perché ogni popolo ha una missione:
I francesi – l’arte culinaria.
Gli inglesi e i russi – la letteratura.
Gli italiani – l’arte e la musica.
I tedeschi – i soldati e i filosofi.
Gli ebrei – il genio, la cultura, l’umanesimo e il progresso.
Questa è la nostra missione. Da duemila anni.
Se abbiamo bombe atomiche, armi cosmiche o altro – non sono affari vostri.
Ze’ev Jabotinsky disse:
“Che ci amiate o no – non ci importa.
Eravamo qui prima di voi.
E saremo qui anche dopo di voi.”
Agata Iacono
L’ebraismo scorre nelle vostre vene, che lo vogliate o no.
Se dunque volete un boicottaggio internazionale di Israele perché ci odiate e volete distruggerci – cominciate da voi stessi.
Fate seppuku – sarebbe una pulizia etnica coerente.
E ora, come dicono in America – ho una notizia per voi:
Ora tocca ai musulmani liberarsi dall’antisemitismo.
Sarà difficile, ma con l’aiuto di Dio – come con le epidemie di peste, colera o coronavirus – accadrà.
Perché Dio ci ha riportati nella nostra terra, costringendovi a rinunciare ai vostri piani di sterminio?
Perché ogni popolo ha una missione:
I francesi – l’arte culinaria.
Gli inglesi e i russi – la letteratura.
Gli italiani – l’arte e la musica.
I tedeschi – i soldati e i filosofi.
Gli ebrei – il genio, la cultura, l’umanesimo e il progresso.
Questa è la nostra missione. Da duemila anni.
Se abbiamo bombe atomiche, armi cosmiche o altro – non sono affari vostri.
Ze’ev Jabotinsky disse:
“Che ci amiate o no – non ci importa.
Eravamo qui prima di voi.
E saremo qui anche dopo di voi.”
Agata Iacono
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Forwarded from Libera Espressione
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FEMMINA ASKENAZITA ATTEMPATA AGGREDISCE UNA DONNA SOLO PERCHÉ INDOSSAVA UNA MAGLIETTA CON SCRITTO
“FREE PALESTINE”
SFORTUNATAMENTE DIVERSE TELECAMERE L’HANNO RIPRESA E IMMORTALATA NEI SOCIAL
HA CHIAMATO LA POLIZIA MA IL SUO “PIANGI E FOTTI” NON HA FUNZIONATO ANZI…
#ASKENAZITA #PALESTINA #ISRAELE #SIONISTI
“FREE PALESTINE”
SFORTUNATAMENTE DIVERSE TELECAMERE L’HANNO RIPRESA E IMMORTALATA NEI SOCIAL
HA CHIAMATO LA POLIZIA MA IL SUO “PIANGI E FOTTI” NON HA FUNZIONATO ANZI…
#ASKENAZITA #PALESTINA #ISRAELE #SIONISTI
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Forwarded from Libera Espressione
ASKENAZITI ISRAELIANI INVADONO UNA SPIAGGIA SARDA
I SARDI HANNO CAPITO CHI SONO GLI ASKENAZITI E LO HANNO SCRITTO NEI CARTELLI
QUESTI PROVOCATORI SATANISTI ESPONGONO IN SPIAGGIA LA BANDIERA DELLO STATO ILLEGITTIMO E TERRORISTA DI ISRAELE PER PROVOCARE E TURBARE I PRESENTI, FILMANDO TUTTI COSÌ DA POTER ATTUARE IL “PIANGI E FOTTI” TIPICO ASKENAZITA
NON SIETE I BENVENUTI CON QUELLA BANDIERA E LA STELLA SATANISTA DI REMPHAN!
ISRAELE È UNO STATO TERRORISTA SANGUINARIO E QUELLA BANDIERA E MALEDETTA!
FUORI DALL’ITALIA! FUORI DALLA SARDEGNA!
ASSASINI AMMAZZABAMBINI!
ANDATE A VEDERE QUI COSA FA ISRAELE, AGGIORNATO GIORNO PER GIORNO!
https://t.me/IsraeliWarCrimesExposed
TUTTI DEVONO SAPERE LA VERITÀ!!!
#ISRAELE #ASKENAZITI #SARDEGNA
I SARDI HANNO CAPITO CHI SONO GLI ASKENAZITI E LO HANNO SCRITTO NEI CARTELLI
QUESTI PROVOCATORI SATANISTI ESPONGONO IN SPIAGGIA LA BANDIERA DELLO STATO ILLEGITTIMO E TERRORISTA DI ISRAELE PER PROVOCARE E TURBARE I PRESENTI, FILMANDO TUTTI COSÌ DA POTER ATTUARE IL “PIANGI E FOTTI” TIPICO ASKENAZITA
NON SIETE I BENVENUTI CON QUELLA BANDIERA E LA STELLA SATANISTA DI REMPHAN!
ISRAELE È UNO STATO TERRORISTA SANGUINARIO E QUELLA BANDIERA E MALEDETTA!
FUORI DALL’ITALIA! FUORI DALLA SARDEGNA!
ASSASINI AMMAZZABAMBINI!
ANDATE A VEDERE QUI COSA FA ISRAELE, AGGIORNATO GIORNO PER GIORNO!
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
L'avviso di più di 33 anni fa dell'Imam Khamenei ai Paesi della regione
"L'obiettivo dei sionisti è usurpare il territorio dal Nilo all'Eufrate! Tuttavia, il piano d'azione dei sionisti è quello di stabilire prima una solida base usando vari trucchi e forme di inganno, per poi avanzare il più possibile con massacri e violenza.
Quando i sionisti si trovano di fronte a un duro scontro – sia esso politico o militare – si fermano e tornano al loro approccio subdolo per poter fare un altro passo avanti! Una volta che riescono ad avanzare, ricominciano a usare la forza e la violenza".
Imam Seyyed Alì Khamenei,
27 marzo 1992
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
"L'obiettivo dei sionisti è usurpare il territorio dal Nilo all'Eufrate! Tuttavia, il piano d'azione dei sionisti è quello di stabilire prima una solida base usando vari trucchi e forme di inganno, per poi avanzare il più possibile con massacri e violenza.
Quando i sionisti si trovano di fronte a un duro scontro – sia esso politico o militare – si fermano e tornano al loro approccio subdolo per poter fare un altro passo avanti! Una volta che riescono ad avanzare, ricominciano a usare la forza e la violenza".
Imam Seyyed Alì Khamenei,
27 marzo 1992
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from byebyeunclesam
Per togliere dall'imbarazzo la Federazione, incapace di decidere in autonomia di non far giocare la Nazionale di calcio contro Israele a Udine il prossimo ottobre, giunge questa provvidenziale richiesta.
https://www.pianetagenoa1893.net/ultimora/lassociazione-italiana-allenatori-alla-figc-chiedere-a-fifa-e-uefa-di-sospendere-israele-dalle-competizioni/
https://www.pianetagenoa1893.net/ultimora/lassociazione-italiana-allenatori-alla-figc-chiedere-a-fifa-e-uefa-di-sospendere-israele-dalle-competizioni/
PianetaGenoa1893
L’associazione italiana allenatori alla Figc: “Chiedere a Fifa e Uefa di sospendere Israele dalle competizioni”
(Adnkronos) – “Un’azione non solo simbolica, una scelta necessaria, che risponde a un imperativo morale, condivisa da tutto il gruppo dirigente dell’Aiac. Dopo un primo passaggio all’interno del Consiglio di Presidenza, convocato da Renzo Ulivieri, il Consiglio…
👍35❤20👎1
Dal canale
Allo scoperto Palestina
A chi non ha letto la storia...
L' immagine sotto 26 agosto 1982:
L'uscita dei combattenti dell'Organizzazione per la Liberazione da Beirut, sotto gli occhi del mondo, e con garanzie "internazionali" per la protezione dei civili.
Le bandiere bianche furono alzate, le armi consegnate, e le speranze riposte in "promesse" che non sono mai state fedeli.
L' immagine sopra 16-18 settembre 1982:
Il massacro di Sabra e Shatila.
Campi senza resistenza, senza uomini, senza armi
E sangue che scorre sui muri della vergogna, in uno dei massacri più atroci nella memoria dell'umanità.
Meno di trenta giorni tra due scene:
Nella prima... un addio e "pace".
Nella seconda un genocidio senza pietà.
Questa non è una storia da piangere, ma una lezione da ricordare:
Ogni invito a disarmarsi sotto lo slogan "protezione internazionale" non è altro che una vecchia trappola, scavata dalle tombe per essere riproposta a noi.
Chi non possiede le proprie armi, non possiede il proprio destino.
E chi consegna il proprio fucile, consegna il proprio collo a chi non conosce né il patto né l'onore.
Quindi non chiedeteci perché rifiutiamo di disarmarci
perché abbiamo letto bene la storia.
#Pace.La_nostra_dignità
[Continuazione del post originale]
Allo scoperto Palestina
A chi non ha letto la storia...
L' immagine sotto 26 agosto 1982:
L'uscita dei combattenti dell'Organizzazione per la Liberazione da Beirut, sotto gli occhi del mondo, e con garanzie "internazionali" per la protezione dei civili.
Le bandiere bianche furono alzate, le armi consegnate, e le speranze riposte in "promesse" che non sono mai state fedeli.
L' immagine sopra 16-18 settembre 1982:
Il massacro di Sabra e Shatila.
Campi senza resistenza, senza uomini, senza armi
E sangue che scorre sui muri della vergogna, in uno dei massacri più atroci nella memoria dell'umanità.
Meno di trenta giorni tra due scene:
Nella prima... un addio e "pace".
Nella seconda un genocidio senza pietà.
Questa non è una storia da piangere, ma una lezione da ricordare:
Ogni invito a disarmarsi sotto lo slogan "protezione internazionale" non è altro che una vecchia trappola, scavata dalle tombe per essere riproposta a noi.
Chi non possiede le proprie armi, non possiede il proprio destino.
E chi consegna il proprio fucile, consegna il proprio collo a chi non conosce né il patto né l'onore.
Quindi non chiedeteci perché rifiutiamo di disarmarci
perché abbiamo letto bene la storia.
#Pace.La_nostra_dignità
[Continuazione del post originale]
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Forwarded from Vicino Oriente e dintorni
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🇱🇧🇮🇱🇵🇸 GEORGE ABDALLAH: “DISARMARE LA RESISTENZA È RIPETERE IL MASSACRO DI SABRA E SHATILA”
In una recente intervista trasmessa da Iran ICTV e rilanciata da media come Fars News, è intervenuto George Abdallah, sopravvissuto del massacro di Sabra e Shatila, figura storica della resistenza libanese che ha trascorso oltre 40 anni nelle carceri francesi prima della sua recente liberazione e del ritorno in patria. Le sue parole sono state un atto d’accusa contro chi oggi chiede alla Resistenza di deporre le armi:
> “A Sabra e Shatila furono uccisi solo civili, non c’era alcun combattente. Quelle persone erano sotto la protezione di Francia e Stati Uniti, eppure vennero sgozzate, massacrate. Chiedere oggi alla Resistenza di arrendersi significa spianare la strada a un nuovo eccidio.”
Abdallah ha ricordato come, nel settembre 1982, il ritiro delle forze multinazionali lasciò i campi palestinesi senza difese, aprendo la strada alle milizie falangiste sostenute da Israele. Un crimine che resta impunito e che segna ancora la memoria del popolo palestinese e libanese.
Il suo avvertimento è diretto: smobilitare la Resistenza equivale a consegnare nuovamente civili indifesi al massacro.
Fonti
Fars News (in persiano): http://farsnews.ir/IRANICTV/1755688704538957430
IranicTV (X/Twitter): http://x.com/iranictv/status/1958120266434777549
Al Jazeera – Contesto storico Sabra e Shatila: http://aljazeera.com/news/2022/9/16/sabra-shatila-massacre-40-years-on
📢 Segui il canale Telegram Vicino Oriente e dintorni, un canale di informazione libera su Palestina e Vicino Oriente:
👉 https://t.me/mediorienteedintorni
In una recente intervista trasmessa da Iran ICTV e rilanciata da media come Fars News, è intervenuto George Abdallah, sopravvissuto del massacro di Sabra e Shatila, figura storica della resistenza libanese che ha trascorso oltre 40 anni nelle carceri francesi prima della sua recente liberazione e del ritorno in patria. Le sue parole sono state un atto d’accusa contro chi oggi chiede alla Resistenza di deporre le armi:
> “A Sabra e Shatila furono uccisi solo civili, non c’era alcun combattente. Quelle persone erano sotto la protezione di Francia e Stati Uniti, eppure vennero sgozzate, massacrate. Chiedere oggi alla Resistenza di arrendersi significa spianare la strada a un nuovo eccidio.”
Abdallah ha ricordato come, nel settembre 1982, il ritiro delle forze multinazionali lasciò i campi palestinesi senza difese, aprendo la strada alle milizie falangiste sostenute da Israele. Un crimine che resta impunito e che segna ancora la memoria del popolo palestinese e libanese.
Il suo avvertimento è diretto: smobilitare la Resistenza equivale a consegnare nuovamente civili indifesi al massacro.
Fonti
Fars News (in persiano): http://farsnews.ir/IRANICTV/1755688704538957430
IranicTV (X/Twitter): http://x.com/iranictv/status/1958120266434777549
Al Jazeera – Contesto storico Sabra e Shatila: http://aljazeera.com/news/2022/9/16/sabra-shatila-massacre-40-years-on
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Dottrina Monroe sempre attiva
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Sale la tensione in Sud America, dopo la decisione dell’amministrazione Trump di dispiegare forze aeree e navali davanti alle coste venezuelane. La scelta fa parte di una più ampia operazione di contrasto alle bande di narcotrafficanti latinoamericane, che sarebbero agevolate nel loro operato dallo stesso governo di Caracas, secondo quanto sostenuto dagli Stati Uniti. La procuratrice generale Pam Bondi ha anche annunciato il raddoppio della taglia sul presidente venezuelano Nicolas Maduro, definito dagli Usa il leader del “Cartel de los soles”, a 50 milioni di dollari.
Il presidente colombiano Petro avverte del rischio di un conflitto regionale che potrebbe trasformare il Venezuela in “un’altra Siria”, trascinando con sé anche la Colombia. “Gli americani sbagliano se pensano che invadendo il Venezuela risolveranno i loro problemi” ha dichiarato durante il Consiglio dei ministri trasmesso in diretta televisiva. “Ho fatto sapere a Trump, tramite i suoi emissari, che sarebbe il peggior errore”. Petro teme un’eventuale fuga in Colombia dei trafficanti venezuelani, lungo i 2219 chilometri che separano i due Paesi, che andrebbe a peggiorare le già precarie condizioni di sicurezza del suo Paese.
Intanto Maduro mobilita 4,5 milioni di miliziani chavisti, tra riservisti e volontari, sostenendo che il Venezuela "difenderà i nostri mari, i nostri cieli e le nostre terre" contro "la stravagante e bizzarra minaccia di un impero in declino". E vieta anche l’acquisto e la vendita di droni nel Paese per 30 giorni, oltre che la loro fabbricazione, importazione e distribuzione.
L'Espresso
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Sale la tensione in Sud America, dopo la decisione dell’amministrazione Trump di dispiegare forze aeree e navali davanti alle coste venezuelane. La scelta fa parte di una più ampia operazione di contrasto alle bande di narcotrafficanti latinoamericane, che sarebbero agevolate nel loro operato dallo stesso governo di Caracas, secondo quanto sostenuto dagli Stati Uniti. La procuratrice generale Pam Bondi ha anche annunciato il raddoppio della taglia sul presidente venezuelano Nicolas Maduro, definito dagli Usa il leader del “Cartel de los soles”, a 50 milioni di dollari.
Il presidente colombiano Petro avverte del rischio di un conflitto regionale che potrebbe trasformare il Venezuela in “un’altra Siria”, trascinando con sé anche la Colombia. “Gli americani sbagliano se pensano che invadendo il Venezuela risolveranno i loro problemi” ha dichiarato durante il Consiglio dei ministri trasmesso in diretta televisiva. “Ho fatto sapere a Trump, tramite i suoi emissari, che sarebbe il peggior errore”. Petro teme un’eventuale fuga in Colombia dei trafficanti venezuelani, lungo i 2219 chilometri che separano i due Paesi, che andrebbe a peggiorare le già precarie condizioni di sicurezza del suo Paese.
Intanto Maduro mobilita 4,5 milioni di miliziani chavisti, tra riservisti e volontari, sostenendo che il Venezuela "difenderà i nostri mari, i nostri cieli e le nostre terre" contro "la stravagante e bizzarra minaccia di un impero in declino". E vieta anche l’acquisto e la vendita di droni nel Paese per 30 giorni, oltre che la loro fabbricazione, importazione e distribuzione.
L'Espresso
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Non molto tempo fa aveva rilasciato una intervista a Giletti, in cui si era anche detto che avrebbero denunciato il giornalista francese che aveva scritto la notizia che fosse confermato avesse cromosomi XY, quindi maschio.
Alla fine non solo non è arrivata la denuncia. Ma il ritiro dalla box.
Questo significa che... Imane Khelif è ufficialmente un uomo a cui hanno permesso di pestare delle donne nelle competizioni olimpiche. .
Ma non è giusto che paghi solo Imane, per me tutti quelli del CIO dovrebbero dimettersi. Loro e tutti quelli che hanno perorato questa causa oggettivamente indifendibile.
Alla fine non solo non è arrivata la denuncia. Ma il ritiro dalla box.
Questo significa che... Imane Khelif è ufficialmente un uomo a cui hanno permesso di pestare delle donne nelle competizioni olimpiche. .
Ma non è giusto che paghi solo Imane, per me tutti quelli del CIO dovrebbero dimettersi. Loro e tutti quelli che hanno perorato questa causa oggettivamente indifendibile.
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Sono sopraffatta dalla vergogna
Dalla rabbia, che per me è un sentimento distruttivo
Dalla amarissima consapevolezza che esistono zone di interesse molto ampie, ridanciane e completamente disinteressate al martirio di Gaza, ai campi di sterminio zeppi di corpicini morti, all'esibizione spavalda e criminale della più assoluta impunità, alle fiamme, al fuoco, alla fame. Nulla conta, nulla è importante, nulla scuote quest'umanità allo sbando, epitome perfetta di un tempo infame che si chiude e di un altro che stenta a vedere la luce.
Sono sopraffatta dall'impotenza, di fronte ad orde di depravati pronti a prendere possesso delle case palestinesi, delle terre palestinesi, delle vite palestinesi.
Vite luminose, strappate via con violenza, nel disinteresse.
Sono assordata dal silenzio e accecata dall'orrore di chi lascia fare, complice, e di chi non vede, indifferente
Sono dilaniata dall'ingiustizia. Cosa esiste di peggio che non avere una Legge alla quale appellarsi, sulla quale fare affidamento?
Spero nella Nemesi conclusiva che metta fine all'hybris dell'uomo tracotante, che sfida con arroganza le leggi del Cosmo e dell'Umanità.
Per ciò che mi riguarda, non avrò pietà di alcuno, perché nessuno ha avuto pietà del mio popolo
E così sia, in tutto il tempo della mia vita su questa terra. E così sia, per tutto il tempo che resta all'uomo, nei secoli dei secoli.
#StopGenocideOfPalestinians
#JusticeForPalestine
rossellaahmad
Dalla rabbia, che per me è un sentimento distruttivo
Dalla amarissima consapevolezza che esistono zone di interesse molto ampie, ridanciane e completamente disinteressate al martirio di Gaza, ai campi di sterminio zeppi di corpicini morti, all'esibizione spavalda e criminale della più assoluta impunità, alle fiamme, al fuoco, alla fame. Nulla conta, nulla è importante, nulla scuote quest'umanità allo sbando, epitome perfetta di un tempo infame che si chiude e di un altro che stenta a vedere la luce.
Sono sopraffatta dall'impotenza, di fronte ad orde di depravati pronti a prendere possesso delle case palestinesi, delle terre palestinesi, delle vite palestinesi.
Vite luminose, strappate via con violenza, nel disinteresse.
Sono assordata dal silenzio e accecata dall'orrore di chi lascia fare, complice, e di chi non vede, indifferente
Sono dilaniata dall'ingiustizia. Cosa esiste di peggio che non avere una Legge alla quale appellarsi, sulla quale fare affidamento?
Spero nella Nemesi conclusiva che metta fine all'hybris dell'uomo tracotante, che sfida con arroganza le leggi del Cosmo e dell'Umanità.
Per ciò che mi riguarda, non avrò pietà di alcuno, perché nessuno ha avuto pietà del mio popolo
E così sia, in tutto il tempo della mia vita su questa terra. E così sia, per tutto il tempo che resta all'uomo, nei secoli dei secoli.
#StopGenocideOfPalestinians
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