Forwarded from byebyeunclesam
Per togliere dall'imbarazzo la Federazione, incapace di decidere in autonomia di non far giocare la Nazionale di calcio contro Israele a Udine il prossimo ottobre, giunge questa provvidenziale richiesta.
https://www.pianetagenoa1893.net/ultimora/lassociazione-italiana-allenatori-alla-figc-chiedere-a-fifa-e-uefa-di-sospendere-israele-dalle-competizioni/
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PianetaGenoa1893
L’associazione italiana allenatori alla Figc: “Chiedere a Fifa e Uefa di sospendere Israele dalle competizioni”
(Adnkronos) – “Un’azione non solo simbolica, una scelta necessaria, che risponde a un imperativo morale, condivisa da tutto il gruppo dirigente dell’Aiac. Dopo un primo passaggio all’interno del Consiglio di Presidenza, convocato da Renzo Ulivieri, il Consiglio…
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Dal canale
Allo scoperto Palestina
A chi non ha letto la storia...
L' immagine sotto 26 agosto 1982:
L'uscita dei combattenti dell'Organizzazione per la Liberazione da Beirut, sotto gli occhi del mondo, e con garanzie "internazionali" per la protezione dei civili.
Le bandiere bianche furono alzate, le armi consegnate, e le speranze riposte in "promesse" che non sono mai state fedeli.
L' immagine sopra 16-18 settembre 1982:
Il massacro di Sabra e Shatila.
Campi senza resistenza, senza uomini, senza armi
E sangue che scorre sui muri della vergogna, in uno dei massacri più atroci nella memoria dell'umanità.
Meno di trenta giorni tra due scene:
Nella prima... un addio e "pace".
Nella seconda un genocidio senza pietà.
Questa non è una storia da piangere, ma una lezione da ricordare:
Ogni invito a disarmarsi sotto lo slogan "protezione internazionale" non è altro che una vecchia trappola, scavata dalle tombe per essere riproposta a noi.
Chi non possiede le proprie armi, non possiede il proprio destino.
E chi consegna il proprio fucile, consegna il proprio collo a chi non conosce né il patto né l'onore.
Quindi non chiedeteci perché rifiutiamo di disarmarci
perché abbiamo letto bene la storia.
#Pace.La_nostra_dignità
[Continuazione del post originale]
Allo scoperto Palestina
A chi non ha letto la storia...
L' immagine sotto 26 agosto 1982:
L'uscita dei combattenti dell'Organizzazione per la Liberazione da Beirut, sotto gli occhi del mondo, e con garanzie "internazionali" per la protezione dei civili.
Le bandiere bianche furono alzate, le armi consegnate, e le speranze riposte in "promesse" che non sono mai state fedeli.
L' immagine sopra 16-18 settembre 1982:
Il massacro di Sabra e Shatila.
Campi senza resistenza, senza uomini, senza armi
E sangue che scorre sui muri della vergogna, in uno dei massacri più atroci nella memoria dell'umanità.
Meno di trenta giorni tra due scene:
Nella prima... un addio e "pace".
Nella seconda un genocidio senza pietà.
Questa non è una storia da piangere, ma una lezione da ricordare:
Ogni invito a disarmarsi sotto lo slogan "protezione internazionale" non è altro che una vecchia trappola, scavata dalle tombe per essere riproposta a noi.
Chi non possiede le proprie armi, non possiede il proprio destino.
E chi consegna il proprio fucile, consegna il proprio collo a chi non conosce né il patto né l'onore.
Quindi non chiedeteci perché rifiutiamo di disarmarci
perché abbiamo letto bene la storia.
#Pace.La_nostra_dignità
[Continuazione del post originale]
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Forwarded from Vicino Oriente e dintorni
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🇱🇧🇮🇱🇵🇸 GEORGE ABDALLAH: “DISARMARE LA RESISTENZA È RIPETERE IL MASSACRO DI SABRA E SHATILA”
In una recente intervista trasmessa da Iran ICTV e rilanciata da media come Fars News, è intervenuto George Abdallah, sopravvissuto del massacro di Sabra e Shatila, figura storica della resistenza libanese che ha trascorso oltre 40 anni nelle carceri francesi prima della sua recente liberazione e del ritorno in patria. Le sue parole sono state un atto d’accusa contro chi oggi chiede alla Resistenza di deporre le armi:
> “A Sabra e Shatila furono uccisi solo civili, non c’era alcun combattente. Quelle persone erano sotto la protezione di Francia e Stati Uniti, eppure vennero sgozzate, massacrate. Chiedere oggi alla Resistenza di arrendersi significa spianare la strada a un nuovo eccidio.”
Abdallah ha ricordato come, nel settembre 1982, il ritiro delle forze multinazionali lasciò i campi palestinesi senza difese, aprendo la strada alle milizie falangiste sostenute da Israele. Un crimine che resta impunito e che segna ancora la memoria del popolo palestinese e libanese.
Il suo avvertimento è diretto: smobilitare la Resistenza equivale a consegnare nuovamente civili indifesi al massacro.
Fonti
Fars News (in persiano): http://farsnews.ir/IRANICTV/1755688704538957430
IranicTV (X/Twitter): http://x.com/iranictv/status/1958120266434777549
Al Jazeera – Contesto storico Sabra e Shatila: http://aljazeera.com/news/2022/9/16/sabra-shatila-massacre-40-years-on
📢 Segui il canale Telegram Vicino Oriente e dintorni, un canale di informazione libera su Palestina e Vicino Oriente:
👉 https://t.me/mediorienteedintorni
In una recente intervista trasmessa da Iran ICTV e rilanciata da media come Fars News, è intervenuto George Abdallah, sopravvissuto del massacro di Sabra e Shatila, figura storica della resistenza libanese che ha trascorso oltre 40 anni nelle carceri francesi prima della sua recente liberazione e del ritorno in patria. Le sue parole sono state un atto d’accusa contro chi oggi chiede alla Resistenza di deporre le armi:
> “A Sabra e Shatila furono uccisi solo civili, non c’era alcun combattente. Quelle persone erano sotto la protezione di Francia e Stati Uniti, eppure vennero sgozzate, massacrate. Chiedere oggi alla Resistenza di arrendersi significa spianare la strada a un nuovo eccidio.”
Abdallah ha ricordato come, nel settembre 1982, il ritiro delle forze multinazionali lasciò i campi palestinesi senza difese, aprendo la strada alle milizie falangiste sostenute da Israele. Un crimine che resta impunito e che segna ancora la memoria del popolo palestinese e libanese.
Il suo avvertimento è diretto: smobilitare la Resistenza equivale a consegnare nuovamente civili indifesi al massacro.
Fonti
Fars News (in persiano): http://farsnews.ir/IRANICTV/1755688704538957430
IranicTV (X/Twitter): http://x.com/iranictv/status/1958120266434777549
Al Jazeera – Contesto storico Sabra e Shatila: http://aljazeera.com/news/2022/9/16/sabra-shatila-massacre-40-years-on
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Dottrina Monroe sempre attiva
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Sale la tensione in Sud America, dopo la decisione dell’amministrazione Trump di dispiegare forze aeree e navali davanti alle coste venezuelane. La scelta fa parte di una più ampia operazione di contrasto alle bande di narcotrafficanti latinoamericane, che sarebbero agevolate nel loro operato dallo stesso governo di Caracas, secondo quanto sostenuto dagli Stati Uniti. La procuratrice generale Pam Bondi ha anche annunciato il raddoppio della taglia sul presidente venezuelano Nicolas Maduro, definito dagli Usa il leader del “Cartel de los soles”, a 50 milioni di dollari.
Il presidente colombiano Petro avverte del rischio di un conflitto regionale che potrebbe trasformare il Venezuela in “un’altra Siria”, trascinando con sé anche la Colombia. “Gli americani sbagliano se pensano che invadendo il Venezuela risolveranno i loro problemi” ha dichiarato durante il Consiglio dei ministri trasmesso in diretta televisiva. “Ho fatto sapere a Trump, tramite i suoi emissari, che sarebbe il peggior errore”. Petro teme un’eventuale fuga in Colombia dei trafficanti venezuelani, lungo i 2219 chilometri che separano i due Paesi, che andrebbe a peggiorare le già precarie condizioni di sicurezza del suo Paese.
Intanto Maduro mobilita 4,5 milioni di miliziani chavisti, tra riservisti e volontari, sostenendo che il Venezuela "difenderà i nostri mari, i nostri cieli e le nostre terre" contro "la stravagante e bizzarra minaccia di un impero in declino". E vieta anche l’acquisto e la vendita di droni nel Paese per 30 giorni, oltre che la loro fabbricazione, importazione e distribuzione.
L'Espresso
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Sale la tensione in Sud America, dopo la decisione dell’amministrazione Trump di dispiegare forze aeree e navali davanti alle coste venezuelane. La scelta fa parte di una più ampia operazione di contrasto alle bande di narcotrafficanti latinoamericane, che sarebbero agevolate nel loro operato dallo stesso governo di Caracas, secondo quanto sostenuto dagli Stati Uniti. La procuratrice generale Pam Bondi ha anche annunciato il raddoppio della taglia sul presidente venezuelano Nicolas Maduro, definito dagli Usa il leader del “Cartel de los soles”, a 50 milioni di dollari.
Il presidente colombiano Petro avverte del rischio di un conflitto regionale che potrebbe trasformare il Venezuela in “un’altra Siria”, trascinando con sé anche la Colombia. “Gli americani sbagliano se pensano che invadendo il Venezuela risolveranno i loro problemi” ha dichiarato durante il Consiglio dei ministri trasmesso in diretta televisiva. “Ho fatto sapere a Trump, tramite i suoi emissari, che sarebbe il peggior errore”. Petro teme un’eventuale fuga in Colombia dei trafficanti venezuelani, lungo i 2219 chilometri che separano i due Paesi, che andrebbe a peggiorare le già precarie condizioni di sicurezza del suo Paese.
Intanto Maduro mobilita 4,5 milioni di miliziani chavisti, tra riservisti e volontari, sostenendo che il Venezuela "difenderà i nostri mari, i nostri cieli e le nostre terre" contro "la stravagante e bizzarra minaccia di un impero in declino". E vieta anche l’acquisto e la vendita di droni nel Paese per 30 giorni, oltre che la loro fabbricazione, importazione e distribuzione.
L'Espresso
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Non molto tempo fa aveva rilasciato una intervista a Giletti, in cui si era anche detto che avrebbero denunciato il giornalista francese che aveva scritto la notizia che fosse confermato avesse cromosomi XY, quindi maschio.
Alla fine non solo non è arrivata la denuncia. Ma il ritiro dalla box.
Questo significa che... Imane Khelif è ufficialmente un uomo a cui hanno permesso di pestare delle donne nelle competizioni olimpiche. .
Ma non è giusto che paghi solo Imane, per me tutti quelli del CIO dovrebbero dimettersi. Loro e tutti quelli che hanno perorato questa causa oggettivamente indifendibile.
Alla fine non solo non è arrivata la denuncia. Ma il ritiro dalla box.
Questo significa che... Imane Khelif è ufficialmente un uomo a cui hanno permesso di pestare delle donne nelle competizioni olimpiche. .
Ma non è giusto che paghi solo Imane, per me tutti quelli del CIO dovrebbero dimettersi. Loro e tutti quelli che hanno perorato questa causa oggettivamente indifendibile.
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Sono sopraffatta dalla vergogna
Dalla rabbia, che per me è un sentimento distruttivo
Dalla amarissima consapevolezza che esistono zone di interesse molto ampie, ridanciane e completamente disinteressate al martirio di Gaza, ai campi di sterminio zeppi di corpicini morti, all'esibizione spavalda e criminale della più assoluta impunità, alle fiamme, al fuoco, alla fame. Nulla conta, nulla è importante, nulla scuote quest'umanità allo sbando, epitome perfetta di un tempo infame che si chiude e di un altro che stenta a vedere la luce.
Sono sopraffatta dall'impotenza, di fronte ad orde di depravati pronti a prendere possesso delle case palestinesi, delle terre palestinesi, delle vite palestinesi.
Vite luminose, strappate via con violenza, nel disinteresse.
Sono assordata dal silenzio e accecata dall'orrore di chi lascia fare, complice, e di chi non vede, indifferente
Sono dilaniata dall'ingiustizia. Cosa esiste di peggio che non avere una Legge alla quale appellarsi, sulla quale fare affidamento?
Spero nella Nemesi conclusiva che metta fine all'hybris dell'uomo tracotante, che sfida con arroganza le leggi del Cosmo e dell'Umanità.
Per ciò che mi riguarda, non avrò pietà di alcuno, perché nessuno ha avuto pietà del mio popolo
E così sia, in tutto il tempo della mia vita su questa terra. E così sia, per tutto il tempo che resta all'uomo, nei secoli dei secoli.
#StopGenocideOfPalestinians
#JusticeForPalestine
rossellaahmad
Dalla rabbia, che per me è un sentimento distruttivo
Dalla amarissima consapevolezza che esistono zone di interesse molto ampie, ridanciane e completamente disinteressate al martirio di Gaza, ai campi di sterminio zeppi di corpicini morti, all'esibizione spavalda e criminale della più assoluta impunità, alle fiamme, al fuoco, alla fame. Nulla conta, nulla è importante, nulla scuote quest'umanità allo sbando, epitome perfetta di un tempo infame che si chiude e di un altro che stenta a vedere la luce.
Sono sopraffatta dall'impotenza, di fronte ad orde di depravati pronti a prendere possesso delle case palestinesi, delle terre palestinesi, delle vite palestinesi.
Vite luminose, strappate via con violenza, nel disinteresse.
Sono assordata dal silenzio e accecata dall'orrore di chi lascia fare, complice, e di chi non vede, indifferente
Sono dilaniata dall'ingiustizia. Cosa esiste di peggio che non avere una Legge alla quale appellarsi, sulla quale fare affidamento?
Spero nella Nemesi conclusiva che metta fine all'hybris dell'uomo tracotante, che sfida con arroganza le leggi del Cosmo e dell'Umanità.
Per ciò che mi riguarda, non avrò pietà di alcuno, perché nessuno ha avuto pietà del mio popolo
E così sia, in tutto il tempo della mia vita su questa terra. E così sia, per tutto il tempo che resta all'uomo, nei secoli dei secoli.
#StopGenocideOfPalestinians
#JusticeForPalestine
rossellaahmad
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NESSUNA REDENZIONE PER ISRAELE
Di Gilad Atzmon - 22 agosto 2025
C'è una distinzione cruciale tra la "Germania Nazista" e lo Stato Ebraico. Il Terzo Reich fu una breve fase della storia tedesca. Rimase al potere per 12 anni, tra il 1933 e il 1945. Una volta sconfitto, i tedeschi tornarono a essere tedeschi. Ebbero l'opportunità di dissociarsi da un breve capitolo del loro passato.
Questo non accadrà allo Stato Ebraico e all'eredità che ci lascia. Il Genocidio e la cruda Barbarie perpetrati dallo Stato che si definisce "Stato Ebraico": uno Stato che afferma di essere guidato dalla chiamata ebraica, dalla promessa di Dio e si ispira alla cultura Razzista tribale, sono ora legati al popolo eletto da Dio fino alla fine della storia. Non c'è nulla che si possa fare al riguardo, né ora né in futuro.
Io, da parte mia, ho fatto del mio meglio per impedire questo esito. L'8 ottobre 2023, ho scritto che il trauma collettivo israeliano vissuto il giorno prima era l'ultima opportunità per la tribù di porgere l'altra guancia e, naturalmente, di imparare finalmente ad amare il prossimo nonostante il dolore e la rabbia.
Ovviamente non ha funzionato...
Gilad Atzmon è uno scrittore e musicista israeliano naturalizzato britannico di musica jazz, ed un attivista anti-sionista. Attualmente vive a Londra.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=24713219308271637&id=100000307309319
Di Gilad Atzmon - 22 agosto 2025
C'è una distinzione cruciale tra la "Germania Nazista" e lo Stato Ebraico. Il Terzo Reich fu una breve fase della storia tedesca. Rimase al potere per 12 anni, tra il 1933 e il 1945. Una volta sconfitto, i tedeschi tornarono a essere tedeschi. Ebbero l'opportunità di dissociarsi da un breve capitolo del loro passato.
Questo non accadrà allo Stato Ebraico e all'eredità che ci lascia. Il Genocidio e la cruda Barbarie perpetrati dallo Stato che si definisce "Stato Ebraico": uno Stato che afferma di essere guidato dalla chiamata ebraica, dalla promessa di Dio e si ispira alla cultura Razzista tribale, sono ora legati al popolo eletto da Dio fino alla fine della storia. Non c'è nulla che si possa fare al riguardo, né ora né in futuro.
Io, da parte mia, ho fatto del mio meglio per impedire questo esito. L'8 ottobre 2023, ho scritto che il trauma collettivo israeliano vissuto il giorno prima era l'ultima opportunità per la tribù di porgere l'altra guancia e, naturalmente, di imparare finalmente ad amare il prossimo nonostante il dolore e la rabbia.
Ovviamente non ha funzionato...
Gilad Atzmon è uno scrittore e musicista israeliano naturalizzato britannico di musica jazz, ed un attivista anti-sionista. Attualmente vive a Londra.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=24713219308271637&id=100000307309319
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“Ora vado a casa - e scriverò una lettera di dimissioni”
Il ministro degli Esteri olandese Caspar Veldkamp si è dimesso venerdì dopo che i colleghi del governo hanno bloccato la sua spinta per sanzioni più severe contro israele, incluso un boicottaggio proposto sui prodotti degli insediamenti illegali in Cisgiordania
Nel giro di poche ore, l'intero suo partito — il Nuovo Contratto Sociale (NSC), compresi altri quattro ministri — si è dimesso, avvertendo che le azioni di israele violano il diritto internazionale
Finora, l'azione olandese si è limitata a divieti simbolici di ingresso per i ministri israeliani di estrema destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich
Una maggioranza parlamentare ha anche respinto ieri una proposta per fermare le vendite di armi israeliane all'esercito olandese
Resistance Trench Mirror
Il ministro degli Esteri olandese Caspar Veldkamp si è dimesso venerdì dopo che i colleghi del governo hanno bloccato la sua spinta per sanzioni più severe contro israele, incluso un boicottaggio proposto sui prodotti degli insediamenti illegali in Cisgiordania
Nel giro di poche ore, l'intero suo partito — il Nuovo Contratto Sociale (NSC), compresi altri quattro ministri — si è dimesso, avvertendo che le azioni di israele violano il diritto internazionale
Finora, l'azione olandese si è limitata a divieti simbolici di ingresso per i ministri israeliani di estrema destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich
Una maggioranza parlamentare ha anche respinto ieri una proposta per fermare le vendite di armi israeliane all'esercito olandese
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Forwarded from La Verità ha una faccia sola
💔🇵🇸I #Palestinesi stanno diventando un terreno di prova per l’industria delle armi dell’occupazione #Israeliana.
A #Gaza, i medici segnalano ferite che nessun manuale medico può spiegare: cubi di tungsteno dei missili Spike progettati per dilaniare i corpi.
Queste armi non solo uccidono; menomano, mutilano e avvelenano i sopravvissuti con tumori, infertilità e traumi a vita.
Mentre i Gazawi sopportano il costo di questi esperimenti, le aziende di armi dei terroristi sionisti israeliani commercializzano il loro arsenale all’estero come “testato in battaglia.”
@The Children of Gaza
https://t.me/European_dissident/72077
A #Gaza, i medici segnalano ferite che nessun manuale medico può spiegare: cubi di tungsteno dei missili Spike progettati per dilaniare i corpi.
Queste armi non solo uccidono; menomano, mutilano e avvelenano i sopravvissuti con tumori, infertilità e traumi a vita.
Mentre i Gazawi sopportano il costo di questi esperimenti, le aziende di armi dei terroristi sionisti israeliani commercializzano il loro arsenale all’estero come “testato in battaglia.”
@The Children of Gaza
https://t.me/European_dissident/72077
Telegram
Fearless John - @European_dissident
💔🇵🇸#Palestinians are being turned into a testing ground for the #Israeli occupation’s weapons industry.
In #Gaza, doctors report wounds no medical textbook can explain: tungsten cubes from Spike missiles designed to shred bodies.
These weapons don’t just…
In #Gaza, doctors report wounds no medical textbook can explain: tungsten cubes from Spike missiles designed to shred bodies.
These weapons don’t just…
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Il popolo che cammina senza scudo
Il palestinese non ha bisogno di essere spiegato. Basta guardarlo mentre cammina tra le rovine con il capo alto, il passo lento, il cuore pieno. Non ha armi, ma ha qualcosa che fa tremare: la dignità.
È diverso. Non per orgoglio, ma per necessità. Perché ha imparato a vivere dove altri non sopravviverebbero. Perché ha fatto del dolore una disciplina, della speranza una scienza, della fede un’armatura invisibile.
Fisicamente, è scolpito dalla terra. Le mani callose, il volto scavato dal vento, gli occhi che portano dentro il mare e il fuoco. Ogni gesto è misurato, ogni parola è pensata. Non spreca nulla, nemmeno il silenzio.
Moralmente, è un gigante. Perché continua a credere nella vita anche quando la morte lo circonda. Perché protegge i suoi figli con il corpo, con il pane, con la memoria. Perché non chiede vendetta, ma giustizia. E non si inginocchia, nemmeno davanti all’impossibile.
Nel pensiero, è un architetto di futuro. Costruisce con ciò che non ha. Immagina ciò che non gli è concesso. Scrive poesie con le pietre, canta inni con le cicatrici. Ogni idea è una sfida. Ogni sogno, una dichiarazione.
Il mondo lo guarda. Alcuni lo temono. Altri lo rispettano. Molti lo vorrebbero imitare. Ma non si può imitare chi ha trasformato la sofferenza in forza, chi ha fatto della resistenza una forma d’arte.
Il palestinese è unico. Non perché lo dice la storia. Ma perché lo conferma ogni giorno la sua esistenza.
Yasser lo scrive sul muro della scuola invisibile:
“Non siamo migliori. Siamo ciò che il mondo ha cercato di spezzare. E non ci è riuscito.”
E Gaza continua a camminare. Con Nour che scrive, Hiba che disegna, Adam che raccoglie. Con ogni madre che canta, ogni padre che costruisce, ogni bambino che sogna.
Il popolo palestinese non è solo un popolo. È una lezione. E chi la ascolta, non la dimentica.
DocSam
Il palestinese non ha bisogno di essere spiegato. Basta guardarlo mentre cammina tra le rovine con il capo alto, il passo lento, il cuore pieno. Non ha armi, ma ha qualcosa che fa tremare: la dignità.
È diverso. Non per orgoglio, ma per necessità. Perché ha imparato a vivere dove altri non sopravviverebbero. Perché ha fatto del dolore una disciplina, della speranza una scienza, della fede un’armatura invisibile.
Fisicamente, è scolpito dalla terra. Le mani callose, il volto scavato dal vento, gli occhi che portano dentro il mare e il fuoco. Ogni gesto è misurato, ogni parola è pensata. Non spreca nulla, nemmeno il silenzio.
Moralmente, è un gigante. Perché continua a credere nella vita anche quando la morte lo circonda. Perché protegge i suoi figli con il corpo, con il pane, con la memoria. Perché non chiede vendetta, ma giustizia. E non si inginocchia, nemmeno davanti all’impossibile.
Nel pensiero, è un architetto di futuro. Costruisce con ciò che non ha. Immagina ciò che non gli è concesso. Scrive poesie con le pietre, canta inni con le cicatrici. Ogni idea è una sfida. Ogni sogno, una dichiarazione.
Il mondo lo guarda. Alcuni lo temono. Altri lo rispettano. Molti lo vorrebbero imitare. Ma non si può imitare chi ha trasformato la sofferenza in forza, chi ha fatto della resistenza una forma d’arte.
Il palestinese è unico. Non perché lo dice la storia. Ma perché lo conferma ogni giorno la sua esistenza.
Yasser lo scrive sul muro della scuola invisibile:
“Non siamo migliori. Siamo ciò che il mondo ha cercato di spezzare. E non ci è riuscito.”
E Gaza continua a camminare. Con Nour che scrive, Hiba che disegna, Adam che raccoglie. Con ogni madre che canta, ogni padre che costruisce, ogni bambino che sogna.
Il popolo palestinese non è solo un popolo. È una lezione. E chi la ascolta, non la dimentica.
DocSam
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Forwarded from In Telegram Veritas
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Lo Stato terrorista genocida sionista invia i propri influencer che prendono in giro il mondo con mega risata finale: «Se fossi Israele non fornirei a Gaza neanche un paio di calzini abbinati. Tutto quello che vedo è cibo, acqua e opportunità»
Questa inguardabile macchietta è Xaviaer DuRousseau. 28enne americano con 500 mila follower, scelto dallo Stato genocida sionista per essere inviato sul posto a fare il clown, irridendo i poveri palestinesi.
Lui è ben retribuito per sghignazzare sulla pelle di inerme ed indifese persone che, invece, muoiono tutti i giorni nella loro terra. Nel frattempo, il mondo, annoiato, osserva impassibile.
instagram.com/xaviaer
🔗 In_Telegram_Veritas
Questa inguardabile macchietta è Xaviaer DuRousseau. 28enne americano con 500 mila follower, scelto dallo Stato genocida sionista per essere inviato sul posto a fare il clown, irridendo i poveri palestinesi.
Lui è ben retribuito per sghignazzare sulla pelle di inerme ed indifese persone che, invece, muoiono tutti i giorni nella loro terra. Nel frattempo, il mondo, annoiato, osserva impassibile.
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Altri 4 giornalisti martirizzati in seguito al bombardamento israeliano sull'ospedale Nasser - Gaza
Il numero totale di giornalisti uccisi dal 7 ottobre è salito a 241.
"israele" stato terrorista!!!!
Il numero totale di giornalisti uccisi dal 7 ottobre è salito a 241.
"israele" stato terrorista!!!!
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Canali locali Gaza
Italiano: Una tragedia sconfinata sta avvenendo davanti agli occhi del mondo!
Le aree di spostamento, presumibilmente "sicure", sono diventate bersagli diretti. I suoi ospedali vengono bombardati, i suoi medici e le squadre di protezione civile vengono uccisi apertamente, la stampa viene attaccata mentre riporta la verità e l'omicidio viene eseguito in diretta davanti a tutti.
Per quanto riguarda le zone di invasione, sono continue cinture di fuoco tutto il giorno, e il nemico infido cerca di uccidere i civili indiscriminatamente, in un vergognoso silenzio globale, come se le vite umane in queste aree non fossero contate.
Come giustificheranno il targeting degli ospedali, che dovrebbero essere un rifugio per i civili e i feriti Affermeranno che l'omicidio di massa è avvenuto " per errore? O oseranno chiamarlo "danno collaterale", mentre persone innocenti vengono massacrate davanti alle telecamere?"
Italiano: Una tragedia sconfinata sta avvenendo davanti agli occhi del mondo!
Le aree di spostamento, presumibilmente "sicure", sono diventate bersagli diretti. I suoi ospedali vengono bombardati, i suoi medici e le squadre di protezione civile vengono uccisi apertamente, la stampa viene attaccata mentre riporta la verità e l'omicidio viene eseguito in diretta davanti a tutti.
Per quanto riguarda le zone di invasione, sono continue cinture di fuoco tutto il giorno, e il nemico infido cerca di uccidere i civili indiscriminatamente, in un vergognoso silenzio globale, come se le vite umane in queste aree non fossero contate.
Come giustificheranno il targeting degli ospedali, che dovrebbero essere un rifugio per i civili e i feriti Affermeranno che l'omicidio di massa è avvenuto " per errore? O oseranno chiamarlo "danno collaterale", mentre persone innocenti vengono massacrate davanti alle telecamere?"
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Dal canale ufficiale dell' analista Said Ziad
Israele giustifica l'uccisione di quattro giornalisti in diretta televisiva definendola una semplice svista... e basta!!
Così sono diventate le nostre vite... una semplice svista e tutto finisce lì!!
L'intera umanità e le agenzie internazionali per cui lavoravano i giornalisti martiri -che Dio li accetti- hanno un obbligo morale e legale.
I nostri martiri non sono sviste, né vittime accidentali, né danni collaterali... questi sono eroi che avevano vite, persone care, famiglie, sogni e ambizioni... questi sono storie, racconti e storia...
Noi non siamo numeri... noi non siamo sviste...
Canali locali Gaza
Perché non vengono menzionati i luoghi di lavoro degli altri giornalisti che sono stati uccisi nel bombardamento del complesso medico Nasser, mentre si concentra l'attenzione solo sul luogo di lavoro di chi lavora con un mezzo di informazione arabo senza menzionare i luoghi di lavoro degli altri, tutti con media stranieri?
La notizia si diffonde in una forma che ti fa conoscere solo il luogo di lavoro di Mohamed Salama come fotografo per Al Jazeera, mentre gli altri colleghi vengono menzionati senza indicare i loro luoghi di lavoro con la formula: sono stati uccisi anche il giornalista Hossam Al-Masri, la giornalista Mariam Abu Daqa e il giornalista Muath Abu Taha.
La cosa più importante ora, gente, è menzionare che Hossam Al-Masri è fotografo per l'agenzia Reuters, menzionate il suo luogo di lavoro perché Reuters ha preso posizione a favore della narrazione israeliana riguardo all'uccisione dei giornalisti a Gaza, e c'è stata una protesta all'interno dell'agenzia.
La cosa più importante è menzionare che Mariam Abu Daqa lavora con diversi media internazionali tra cui Independent e AP, Mariam non è una giornalista sconosciuta, dite che è con Independent e AP.
La cosa più importante è menzionare che Muath Abu Taha lavora con la rete americana NBC, ripetetelo mille volte la parola americana.
Usare una notizia con la formula "fotografo di Al Jazeera ucciso insieme ad altri giornalisti" dà l'impressione che il bersaglio fosse esclusivamente il fotografo di Al Jazeera, e questa è una formula che rassicura gli altri media stranieri che Israele sta sterminando i loro giornalisti a Gaza, e la maggior parte di questi media non ama vedere il proprio nome associato all'identità delle vittime per tranquillizzare la propria coscienza schierata con il colpevole.
Il giornalista Omaid Shahada
Dal canale ufficiale
AlHares la guardia Gaza
📌 Fratello attivista nella beneficenza.. fai attenzione perché il nemico prende di mira anche il lavoro caritatevole
👈 Il nemico monitora i movimenti degli attivisti nel lavoro caritatevole, e li prende di mira direttamente, specialmente durante le crisi umanitarie.
👈 Anche i buoni pasto e gli aiuti semplici possono essere considerati "tracce di intelligence", e vengono usati per tracciare le posizioni e i nomi degli operatori così come dei beneficiari.
👈 Indicazioni del guardiano:
▪️ Non conservare liste di beneficiari su dispositivi connessi a internet.
▪️ Usa nomi in codice o metodi indiretti per coordinare le attività.
▪️ Non collegare il lavoro caritatevole al campo della resistenza in nessuna conversazione o documento.
▪️ Non pubblicare online foto delle distribuzioni, volti o luoghi che sai essere sensibili.
👈 Il lavoro caritatevole è un campo d'onore.. ma la sicurezza e la consapevolezza vengono prima di tutto.
🏷️ Il guardiano.. sensibilizzazione e protezione
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Israele giustifica l'uccisione di quattro giornalisti in diretta televisiva definendola una semplice svista... e basta!!
Così sono diventate le nostre vite... una semplice svista e tutto finisce lì!!
L'intera umanità e le agenzie internazionali per cui lavoravano i giornalisti martiri -che Dio li accetti- hanno un obbligo morale e legale.
I nostri martiri non sono sviste, né vittime accidentali, né danni collaterali... questi sono eroi che avevano vite, persone care, famiglie, sogni e ambizioni... questi sono storie, racconti e storia...
Noi non siamo numeri... noi non siamo sviste...
Canali locali Gaza
Perché non vengono menzionati i luoghi di lavoro degli altri giornalisti che sono stati uccisi nel bombardamento del complesso medico Nasser, mentre si concentra l'attenzione solo sul luogo di lavoro di chi lavora con un mezzo di informazione arabo senza menzionare i luoghi di lavoro degli altri, tutti con media stranieri?
La notizia si diffonde in una forma che ti fa conoscere solo il luogo di lavoro di Mohamed Salama come fotografo per Al Jazeera, mentre gli altri colleghi vengono menzionati senza indicare i loro luoghi di lavoro con la formula: sono stati uccisi anche il giornalista Hossam Al-Masri, la giornalista Mariam Abu Daqa e il giornalista Muath Abu Taha.
La cosa più importante ora, gente, è menzionare che Hossam Al-Masri è fotografo per l'agenzia Reuters, menzionate il suo luogo di lavoro perché Reuters ha preso posizione a favore della narrazione israeliana riguardo all'uccisione dei giornalisti a Gaza, e c'è stata una protesta all'interno dell'agenzia.
La cosa più importante è menzionare che Mariam Abu Daqa lavora con diversi media internazionali tra cui Independent e AP, Mariam non è una giornalista sconosciuta, dite che è con Independent e AP.
La cosa più importante è menzionare che Muath Abu Taha lavora con la rete americana NBC, ripetetelo mille volte la parola americana.
Usare una notizia con la formula "fotografo di Al Jazeera ucciso insieme ad altri giornalisti" dà l'impressione che il bersaglio fosse esclusivamente il fotografo di Al Jazeera, e questa è una formula che rassicura gli altri media stranieri che Israele sta sterminando i loro giornalisti a Gaza, e la maggior parte di questi media non ama vedere il proprio nome associato all'identità delle vittime per tranquillizzare la propria coscienza schierata con il colpevole.
Il giornalista Omaid Shahada
Dal canale ufficiale
AlHares la guardia Gaza
📌 Fratello attivista nella beneficenza.. fai attenzione perché il nemico prende di mira anche il lavoro caritatevole
👈 Il nemico monitora i movimenti degli attivisti nel lavoro caritatevole, e li prende di mira direttamente, specialmente durante le crisi umanitarie.
👈 Anche i buoni pasto e gli aiuti semplici possono essere considerati "tracce di intelligence", e vengono usati per tracciare le posizioni e i nomi degli operatori così come dei beneficiari.
👈 Indicazioni del guardiano:
▪️ Non conservare liste di beneficiari su dispositivi connessi a internet.
▪️ Usa nomi in codice o metodi indiretti per coordinare le attività.
▪️ Non collegare il lavoro caritatevole al campo della resistenza in nessuna conversazione o documento.
▪️ Non pubblicare online foto delle distribuzioni, volti o luoghi che sai essere sensibili.
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Italiano: Hamas: i leader dei paesi arabi e islamici hanno il grandissimo dovere e la responsabilità di fare pressione sull'amministrazione degli Stati Uniti e sui paesi che sostengono l'occupazione per fermare immediatamente la guerra a Gaza, e di usare tutte le forme di pressione politica, diplomatica ed economica per raggiungere questo obiettivo.
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