Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Forwarded from Libera Espressione
LE FORZE SIONISTE AMMAZZABAMBINI SPARANO AI CITTADINI DISARMATI DI RAMALLAH

DONNE E BAMBINI FERITI E SOFFOCATI DALLE GRANATE E GAS LACRIMOGENI

I PROIETTILI E LE GRANATE COLPISCONO I BAMBINI, TUTTI DISARMATI

SI ARRESTANO ANCHE ANZIANI E POI CHISSÀ COSA GLI ACCADE IN PRIGIONE

GLI ASKENAZITI SIONISTI NON HANNO ALCUNA PIETÀ PER NESSINO, TANTOMENTO PER I BAMBINI

QUESTA È LA REALTÀ IN PALESTINA!!!

ISRAELE IMPUNITO GRAZIE ALLA COMPLICITÀ DEI GOVERNI PEDOFILI IN CARICA IN OCCIDENTE

PURTROPPO NEMMENO PUTIN O LA CINA FANNO ALCUNCHÉ, EVIDENTEMENTE HANNO LEGAMI CON ISRAELE ANCHE LORO

ISRAELE STATO ILLEGITTIMO TERRORISTA!!!

#GAZA #PALESTINA #ISRAELE
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L'immagine in calce è l'ultimo selfie dei giornalisti trucidati a Gaza due giorni fa. Spicca il volto sorridente di Mariam Abu Dagga. Un volto palestinese, che resiste all'inferno e sorride in faccia alla morte.
Le circostanze dell'eccidio sono da brividi. Chi può, veda le immagini dell'esecuzione criminale in grande stile, rivendicata e mostrata sui social, a reiterare la completa adesione di questi disgraziati al culto di Moloch, lo sciacallo.
Io non ce l'ho fatta.
Semplicemente non sono più emotivamente attrezzata per reggere cose del genere.
L'altra immagine in calce è quella di una piccola scimmia antropomorfa calata in Palestina dalle steppe della mitteleuropa. Gli è stato detto che è un Eletto, lui ci crede davvero e si sente quindi in diritto di vessare due anziane donne palestinesi, di urlare loro in faccia, di fare il gradasso. Un piccolo, viscido individuo in treccioline bisunte, Che uccide per rubare, come accade nelle peggiori mafie. E gli viene permesso.
Questa è la Palestina di ieri e di oggi.
Dimmi come fai a correggere qualcosa di così macroscopicamente deviato
Sono ancora aperta a tutte le opzioni, purché me ne sia dimostrata la validità.
Credimi, nulla serve. Neanche immolarsi come i bonzi del Vietnam. figurarsi la new entry dei risvegliati dell'ultima ora con la fascia nera al polso, indossata nientepopodimeno che dalla Littizzetto per dichiarare di essere sì dalla parte di Gaza, ma anche dalla parte di israele. La quale vuole conquistare Gaza, annetterla e deportare nel deserto del Sinai i sopravvissuti al genocidio.
Non so cosa dovremo ancora sopportare in termini di ipocrisia e massima simulazione di una adesione che è pura scena.
Come quella dell' 'anziano cantore della vita spericolata e della bandiera palestinese tenuta tra le mani meno di due secondi - una patata bollente gli avrebbe causato meno fastidio - appallottolata con lestezza e gettata via come un cencio vecchio del quale disfarsi il più in fretta possibile.
Blasfemo, lui e chi gliela lanciò.
Dite a costoro che non sanno di cosa parlano e cosa fanno. È evidente la loro pusillanimità nell'approcciarsi a qualcosa che è troppo al di fuori della loro portata.
Ed inoltre:
Tutto terribilmente in ritardo.
Serve altro. È finito il tempo dei palcoscenici e dei teatrini. È finito il tempo dei protagonismi. Ed è finito anche il tempo per salvarsi la faccia in corner.
Ritenevamo servisse il.più ampio supporto da parte dell'opinione pubblica, la massima consapevolezza di ciò che di gravissimo sta accadendo. Lo abbiamo fortemente creduto, abbiamo combattuto per ciò, abbiamo accorciato probabilmente di anni la nostra vita su questa terra nel tentativo di dire, fare, lottare per un'idea di giustizia.
Ora serve altro. Deve essere chiaro a tutti. Diciamoglielo, che chi non parla di resistenza non parla di Gaza. E che a Gaza ed in Palestina non serve il pane, ma la legge. Anzi, lo dico sottovoce ma con fermissima convinzione, una convinzione maturata in anni e anni di Palestina e di osservazione disincantata della realtà oggettiva quale oggi si è rivelata senza fraintendimenti e senza più filtri: servono le armi. Null'altro.
#JusticeForPalestine
#StopGenocideOfPalestinians
Rossella Ahmad
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Anche sotto le macerie, Gaza si rifiuta di arrendersi.
Le madri fanno bollire le erbacce. I medici operano con la torcia elettrica.
I combattenti della resistenza difendono i campi profughi con armi recuperate.
I bambini recitano poesie tra le rovine. Gaza non sta solo morendo di fame—sta combattendo.
Tutto questo afferma che la nazione palestinese esiste e esisterà.
In ogni tunnel, in ogni tenda, in ogni preghiera sussurrata, Gaza è una dichiarazione: siamo ancora qui.
E questa sfida è ciò che terrorizza il sionismo più di quanto potrebbero mai fare i razzi.

A. Agostini
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Il Tribunale per Gaza ha sollecitato un immediato intervento armato internazionale per fermare quella che ha definito “la fase più letale del genocidio” condotto da Israele a Gaza, avvertendo che l’inazione equivarrebbe a “un fallimento storico dell’umanità”.

In una conferenza stampa tenuta a Istanbul lunedì 18 agosto, il presidente del tribunale Richard Falk — professore emerito di diritto internazionale all’Università di Princeton ed ex relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi — ha invitato i governi a bypassare il Consiglio di Sicurezza e ad autorizzare l’intervento tramite l’Assemblea Generale.

“Se non intraprendiamo ora un’azione seria e drastica, qualsiasi cosa fatta in maniera più moderata arriverà troppo tardi, troppo tardi per salvare le persone sopravvissute che sono già state traumatizzate da oltre 22 mesi di genocidio”, ha dichiarato Falk

Continua a leggere l'articolo su:
🌐www.infopal.it
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27 Agosto 2025 – I sacerdoti e le suore cattolici e ortodossi di Gaza City ricevono i primi ordini di evacuazione, presentati come “lascia passare della salvezza”, diretti dall’esercito israeliano. Le notifiche, recapitate ai complessi della Sacra Famiglia e di San Porfirio, intimano di lasciare la città e spostarsi verso sud, nelle zone di Deir al-Balah e al-Mawasi, dichiarate dall’occupazione come “aree umanitarie” – ma che la popolazione definisce con verità aree di sterminio.

La risposta è immediata e pubblica, nelle parole del Patriarca di Gerusalemme: “Abbiamo deciso di restare a Gaza.”

I religiosi rifiutano di obbedire perché:
• nelle chiese sono rifugiate centinaia di anziani, bambini e disabili impossibilitati a muoversi;
• le vie verso sud sono sotto bombardamenti e prive di ogni assistenza, quindi evacuare significherebbe condanna a morte;
• la comunità cristiana non accetta di essere trattata come una minoranza da estrarre, separata dal resto della popolazione palestinese.

È una dichiarazione netta di resistenza civile: condividere fino in fondo il destino di Gaza, senza eccezioni né privilegi.

Alice A.
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L’inviato americano Tomas Barrack questa mattina è stato costretto ad annullare una visita nel sud del Libano per le proteste popolari scoppiate nella città di Tiro (Sur) e Khiam. I cittadini libanesi lo “attendevano” sventolando le bandiere di Hezbollah e le immagini della Resistenza islamica libanese caduti nell’affrontare il tentativo di invasione del nemico israeliano.

Barrack era giunto a Marjayoun a bordo di un elicottero dell’esercito libanese ed è tornato poi indietro per via delle proteste nelle due città del Libano meridionale.

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Attacchi aerei israeliani colpiscono basi siriane simultaneamente con i carri armati che entrano nelle periferie di Damasco dal lato sud

Nel frattempo, Jolani ha centinaia di ospiti internazionali per la Fiera Internazionale di Damasco - A soli 10 chilometri dall'esposizione, jet israeliani stanno colpendo la campagna
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Robbie Williams rivela che ai suoi figli non è permesso avere telefoni cellulari a causa della "natura corrosiva" di Internet. Parlando con Lucrezia Millarini di ITV News in vista del suo prossimo concerto al Dingwalls di Camden, la rockstar 51enne equipara la tecnologia ad "abuso" e si chiede "come posso dare questa droga a un bambino di 12 o 7 anni?"

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Hamas, Hamas,
colpa di Hamas,
Hamas deve consegnare sue armi
Hamas deve gettare le armi e ritirarsi,
Hamas deve consegnare i prigionieri,
Gaza deve essere smilitarizzata
E tanto altro hanno detto…

Prima di tutto, l'ignoranza incorporata in quelle dichiarazione o quelle richieste o pretese, riguardo alla natura delle organizzazioni politiche palestinesi e dei gruppi di resistenza, e il rifiuto voluto di 77 anni di storia, è piuttosto sorprendente, ma gran parte dei media e, dei politici nelle capitali occidentali semplicemente, accettano tutto ciò.
Hamas non è un corpo estraneo che è stato iniettato nella Palestina.
È un gruppo autoctono composto da persone le cui intere vite sono state vissute in un campo di concentramento.
Se ci sia o meno un Hamas non è la questione.
Se non ci fosse un Hamas, ci sarebbe un'altra organizzazione, organizzata attorno agli stessi principi che crederebbe che i palestinesi, e questo è vero secondo il diritto internazionale, hanno il diritto alla resistenza armata.
Quindi, quando Netanyahu dice che vuole che Hamas venga sciolta e disarmata, o dice che vuole che la Striscia di Gaza sia smilitarizzata, non è necessario chiedere a Hamas cosa ne pensa???

chiedere a una pluralità del popolo palestinese. In sondaggio dopo sondaggio dicono che il diritto alla resistenza armata è un diritto sacro, e senza di esso significherebbe una resa della causa di liberazione palestinese. Quindi, parlare di eliminare Hamas è un gioco secondario. Se non c'è Hamas, altri palestinesi si organizzeranno sotto un altro stendardo e porteranno avanti la stessa lotta.
Penso sia anche importante,

... si deve ricordare che, Hamas non è Al-Qaeda. Hamas non è ISIS.

Hamas e altre fazioni armate della resistenza palestinese nell'era moderna non hanno mai compiuto un singolo attacco al di fuori dei confini della Palestina storica.
Si considerano un movimento di liberazione nazionale, prima di tutto. Sì, sono un movimento di resistenza islamica, ma la Palestina è una società islamica. E si è visto come i movimenti di resistenza palestinese, in gran parte laici, degli anni '60, '70 e '80 si siano sempre più trasformati in identità islamica più pronunciata, specialmente dopo le Intifade palestinesi, dove il vero volto di Israele è stato in qualche modo rivelato in modo molto reale, al mondo. E cadute le maschere si è rivelato il volto reale di Israele e di altri paesi occidentali e anche i paesi limitrofi ( arabi e islamici)

Ma, sapete, se non comprendiamo e, per "noi" intendo le persone in Occidente, sia esse leader o cittadini comuni preoccupati per il ruolo del loro governo, se non comprendiamo e prendiamo seriamente la causa della liberazione nazionale, la causa di un popolo che afferma di combattere per evitare di essere cancellato dalla faccia della terra, allora stiamo fischiando nel cimitero. Stiamo rischiando noi e loro in Palestina 🇵🇸
Perché una cosa che la storia ha mostrato chiaramente è che i palestinesi non cederanno il loro diritto più fondamentale. La terra significa qualcosa per loro. E prendiamo seriamente questa lotta come un movimento di liberazione nazionale e cerchiamo di capire quali sono le loro richieste.
Giustizia
Libertà
Nulla di più.

DocSam
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