Il segretario di Stato americano Marco Rubio si è unito al primo ministro "israeliano" Benjamin Netanyahu in uno scavo di un tunnel sotto la città palestinese di Silwan. Il tunnel si trova a pochi metri dalla moschea Aqsa.
Leggi di più qui https://en.royanews.tv/news/63215?fbclid=IwdGRjcAM2VB5jbGNrAzZUGWV4dG4DYWVtAjExAAEe4MCQ5oUj_N4QzP4ue4J-3Dbt3tmBwIfnoYaYfHsyL2A80_0XGwlJc2Sd9AE_aem_IadTTpRaquWuLDa5CpiKvA
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‘Esercito di bot’ che inonda i social media con propaganda pro-israele
Una società americana di “relazioni pubbliche” strettamente alleata con il Partito Democratico ha un contratto con il regime israeliano per inondare le piattaforme social media con propaganda pro-Tel Aviv, utilizzando un “esercito di bot,”
Il rapporto ha identificato la società come la SKDKnickerbocker LLC con sede a Washington che subappalta tramite la “società di PR” francese Havas sotto la sua casa madre Stagwell Global, una società simile con base negli Stati Uniti.
Il “programma basato su bot” prende di mira le piattaforme social media più popolari, tra cui Instagram, TikTok, LinkedIn e YouTube.
“Gli strumenti automatizzati aumenteranno la visibilità dei post mirati, mentre SKDK allena anche i ‘portavoce della società civile’ israeliani, testa gli influencer dei social media e organizza contatti con ‘giornalisti’ di testate come BBC, CNN, Fox e Associated Press,”
La SKDK è stata registrata all’inizio di quest’anno come “agente straniero” per il regime israeliano, facendo di Tel Aviv il suo unico cliente regime straniero. La società lavora per contattare piattaforme come NPR, MSNBC, Fox News e X per promuovere la narrazione israeliana.
Resistance Trench
Una società americana di “relazioni pubbliche” strettamente alleata con il Partito Democratico ha un contratto con il regime israeliano per inondare le piattaforme social media con propaganda pro-Tel Aviv, utilizzando un “esercito di bot,”
Il rapporto ha identificato la società come la SKDKnickerbocker LLC con sede a Washington che subappalta tramite la “società di PR” francese Havas sotto la sua casa madre Stagwell Global, una società simile con base negli Stati Uniti.
Il “programma basato su bot” prende di mira le piattaforme social media più popolari, tra cui Instagram, TikTok, LinkedIn e YouTube.
“Gli strumenti automatizzati aumenteranno la visibilità dei post mirati, mentre SKDK allena anche i ‘portavoce della società civile’ israeliani, testa gli influencer dei social media e organizza contatti con ‘giornalisti’ di testate come BBC, CNN, Fox e Associated Press,”
La SKDK è stata registrata all’inizio di quest’anno come “agente straniero” per il regime israeliano, facendo di Tel Aviv il suo unico cliente regime straniero. La società lavora per contattare piattaforme come NPR, MSNBC, Fox News e X per promuovere la narrazione israeliana.
Resistance Trench
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Soldati israeliani sui tetti delle case del popolo siriano
Fonti siriane hanno riferito che soldati del regime israeliano sono entrati nelle città di "Jubata al-Khashab" e "Ufaniya" nella provincia settentrionale di Quneitra e hanno pattugliato queste aree insieme a veicoli militari.
Droni di ricognizione israeliani volavano sopra l'area, i soldati occupanti hanno effettuato posti di blocco e pattugliamenti sui tetti delle case dei residenti in queste due città.
Fonti siriane hanno riferito che soldati del regime israeliano sono entrati nelle città di "Jubata al-Khashab" e "Ufaniya" nella provincia settentrionale di Quneitra e hanno pattugliato queste aree insieme a veicoli militari.
Droni di ricognizione israeliani volavano sopra l'area, i soldati occupanti hanno effettuato posti di blocco e pattugliamenti sui tetti delle case dei residenti in queste due città.
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'Questa è la nostra città. Signor Erdogan, non è la sua città' — Netanyahu a Gerusalemme
'È la nostra città. Sarà sempre la nostra città. Non sarà più divisa'
MILEJKOWSKY , sei POLACCO !
Per quanto tempo ancora i governanti arabi rimarranno in silenzio mentre i sionisti continuano a umiliarli?
'È la nostra città. Sarà sempre la nostra città. Non sarà più divisa'
MILEJKOWSKY , sei POLACCO !
Per quanto tempo ancora i governanti arabi rimarranno in silenzio mentre i sionisti continuano a umiliarli?
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Un anno fa...
⬇️
Dichiarazione rilasciata da H3zb0ll4h:
Dopo aver esaminato tutti i fatti, i dati attuali e le informazioni disponibili riguardo al vile attacco avvenuto questo pomeriggio, riteniamo il nemico israeliano pienamente responsabile di questa aggressione criminale, che ha colpito anche civili e ha portato alla morte di numerosi martiri e al ferimento di molti altri.
I nostri martiri e feriti sono il simbolo della nostra lotta e dei nostri sacrifici sulla strada per Gerusalemme, una vittoria per il nostro popolo onorevole nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, e un sostegno continuo sul campo. La nostra posizione di supporto, assistenza e sostegno alla valorosa resistenza palestinese rimarrà per noi fonte di orgoglio e onore in questo mondo e nell'aldilà.
Questo nemico traditore e criminale riceverà certamente la sua giusta punizione per questa vile aggressione, che lo aspetti o meno. E Dio è testimone di ciò che diciamo.
Martedì, 17 settembre 2024
Rabi' al-Awwal 13, 1446 H
⬇️
Dichiarazione rilasciata da H3zb0ll4h:
Dopo aver esaminato tutti i fatti, i dati attuali e le informazioni disponibili riguardo al vile attacco avvenuto questo pomeriggio, riteniamo il nemico israeliano pienamente responsabile di questa aggressione criminale, che ha colpito anche civili e ha portato alla morte di numerosi martiri e al ferimento di molti altri.
I nostri martiri e feriti sono il simbolo della nostra lotta e dei nostri sacrifici sulla strada per Gerusalemme, una vittoria per il nostro popolo onorevole nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, e un sostegno continuo sul campo. La nostra posizione di supporto, assistenza e sostegno alla valorosa resistenza palestinese rimarrà per noi fonte di orgoglio e onore in questo mondo e nell'aldilà.
Questo nemico traditore e criminale riceverà certamente la sua giusta punizione per questa vile aggressione, che lo aspetti o meno. E Dio è testimone di ciò che diciamo.
Martedì, 17 settembre 2024
Rabi' al-Awwal 13, 1446 H
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Il politecnico di Torino invita CRIMINALI DI GUERRA a tenere lezioni su strumenti che servono al controllo e repressione!
Solo successivamente il rettore Stefano Corgnati ha preso posizione e dichiarato :
“Appena venuto a conoscenza dell’inaccettabile esternazione, ho disposto, con effetto immediato, l’interruzione del modulo e la cessazione di ogni rapporto con il docente. Il Politecnico, anche attraverso i suoi organi di governo, ha da sempre condannato ogni forma di violenza, ripudiando la guerra e esprimendo sdegno e riprovazione per il continuo massacro della popolazione civile a Gaza”.
Perché, quando lo hanno invitato, non lo sapeva?
Ad ogni modo un grazie enorme agli studenti del collettivo Cambiare Rotta!
Palestina libera 🇵🇸 ❤️
Solo successivamente il rettore Stefano Corgnati ha preso posizione e dichiarato :
“Appena venuto a conoscenza dell’inaccettabile esternazione, ho disposto, con effetto immediato, l’interruzione del modulo e la cessazione di ogni rapporto con il docente. Il Politecnico, anche attraverso i suoi organi di governo, ha da sempre condannato ogni forma di violenza, ripudiando la guerra e esprimendo sdegno e riprovazione per il continuo massacro della popolazione civile a Gaza”.
Perché, quando lo hanno invitato, non lo sapeva?
Ad ogni modo un grazie enorme agli studenti del collettivo Cambiare Rotta!
Palestina libera 🇵🇸 ❤️
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Bravissimo Enzo! E grazie per il tuo coraggio.
Qualcuno che non gliele manda a dire!
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/42871
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Telegram
Giorgio Bianchi Photojournalist
Quella in Palestina non è una guerra, è un massacro indiscriminato.
C'è un solo esercito che agisce indisturbato, coperto da legioni di propagandisti disseminati ovunque.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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GUARDA COSA MI HA FATTO LEONARDO.
Guardate il video, dura un minuto.
L'ITALIA È COMPLICE DEL GENOCIDIO DEI PALESTINESI.
PRETENDIAMO LA CHIUSURA DI OGNI RAPPORTO CON LA COLONIA EBRAICO - SIONISTA!
NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DEL GENOCIDIO DI UN POPOLO INNOCENTE CHE NON VUOLE ANDARE VIA DALLA PROPRIA TERRA, CHE VUOLE VIVERE IN PACE E LIBERO DALL'OPPPRESSIONE COLONIALISTA SIONISTA !
Guardate il video, dura un minuto.
L'ITALIA È COMPLICE DEL GENOCIDIO DEI PALESTINESI.
PRETENDIAMO LA CHIUSURA DI OGNI RAPPORTO CON LA COLONIA EBRAICO - SIONISTA!
NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DEL GENOCIDIO DI UN POPOLO INNOCENTE CHE NON VUOLE ANDARE VIA DALLA PROPRIA TERRA, CHE VUOLE VIVERE IN PACE E LIBERO DALL'OPPPRESSIONE COLONIALISTA SIONISTA !
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Ramzan Kadyrov su Telegram:
🔻
L'ONU ha finalmente riconosciuto le azioni dei sionisti in Palestina come genocidio. A mio parere e con mia sorpresa, questa è la loro unica decisione corretta da molti anni. Naturalmente, il rapporto della commissione dell'organizzazione elenca solo 4 casi di genocidio avvenuti dall'ottobre 2023 a oggi, e non elenca i crimini dei sionisti decenni prima. Ma questo è sufficiente perché il mondo intero apra finalmente gli occhi sui crimini terroristici di un intero paese contro la popolazione civile.
Il rapporto della commissione ONU non è stato esente da un commento cinico da parte del Ministero degli Esteri israeliano, secondo cui il documento si baserebbe su menzogne diffuse da Hamas. Ma se prima dell'era di Internet i sionisti la facevano franca, ora le prove video da sole sono più che sufficienti per convincersi finalmente: israele è uno stato terrorista.
Ora non resta che aspettare che i leader "democratici" dell'Occidente, che si battono il petto quando si tratta di diritti umani, trovino il coraggio e impongano sanzioni contro israele . Oppure "è diverso"?
ndr: alla faccia di quella gente (che ce n'è, purtroppo) che va affermando che Kadyrov, in quanto ceceno, odia i palestinesi e musulmani, dimostrando di non aver capito nulla né di politica, né di Geopolitica, né di storia delle religioni
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L'ONU ha finalmente riconosciuto le azioni dei sionisti in Palestina come genocidio. A mio parere e con mia sorpresa, questa è la loro unica decisione corretta da molti anni. Naturalmente, il rapporto della commissione dell'organizzazione elenca solo 4 casi di genocidio avvenuti dall'ottobre 2023 a oggi, e non elenca i crimini dei sionisti decenni prima. Ma questo è sufficiente perché il mondo intero apra finalmente gli occhi sui crimini terroristici di un intero paese contro la popolazione civile.
Il rapporto della commissione ONU non è stato esente da un commento cinico da parte del Ministero degli Esteri israeliano, secondo cui il documento si baserebbe su menzogne diffuse da Hamas. Ma se prima dell'era di Internet i sionisti la facevano franca, ora le prove video da sole sono più che sufficienti per convincersi finalmente: israele è uno stato terrorista.
Ora non resta che aspettare che i leader "democratici" dell'Occidente, che si battono il petto quando si tratta di diritti umani, trovino il coraggio e impongano sanzioni contro israele . Oppure "è diverso"?
ndr: alla faccia di quella gente (che ce n'è, purtroppo) che va affermando che Kadyrov, in quanto ceceno, odia i palestinesi e musulmani, dimostrando di non aver capito nulla né di politica, né di Geopolitica, né di storia delle religioni
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Oramai è tutto alla luce del sole, altro che ostaggi e "diritto di Israele a difendersi".
Qui si tratta di un'operazione di pulizia etnica stabilita a tavolino, innescata da un pretesto orchestrato ad arte.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from InsideOver
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Che la rabbia di Enzo Iacchetti ieri sera a "È sempre Cartabianca" da Bianca Berlinguer sia diventata un caso, la dice lunga sulla paura di dire in faccia quel che va detto ai sionisti, fuori e dentro Israele.
A fare scalpore, nella reazione di Iacchetti davanti alla faccia di tolla di Eyal Mizrahi (Amici di Israele), è stata la sua spontanea e genuina mancanza di remore nell’esplicitare un messaggio: dopo quasi due anni di massacri sistematici, la soglia di tolleranza verso i negazionisti della carneficina è stata superata.
Non è ammissibile, cioè, negare, o forse perfino peggio, minimizzare la contabilità dei morti nella Striscia, lanciando la solita accusa di “fascista” a chi, come in questo caso Iacchetti, ha ricordato i fatti, ripetiamo fatti, e non opinioni, che inchiodano Israele alle sue responsabilità.
https://it.insideover.com/media-e-potere/la-sfuriata-di-iacchetti-a-cartabianca-su-gaza-perche-un-contraddittorio-serve.html
A fare scalpore, nella reazione di Iacchetti davanti alla faccia di tolla di Eyal Mizrahi (Amici di Israele), è stata la sua spontanea e genuina mancanza di remore nell’esplicitare un messaggio: dopo quasi due anni di massacri sistematici, la soglia di tolleranza verso i negazionisti della carneficina è stata superata.
Non è ammissibile, cioè, negare, o forse perfino peggio, minimizzare la contabilità dei morti nella Striscia, lanciando la solita accusa di “fascista” a chi, come in questo caso Iacchetti, ha ricordato i fatti, ripetiamo fatti, e non opinioni, che inchiodano Israele alle sue responsabilità.
https://it.insideover.com/media-e-potere/la-sfuriata-di-iacchetti-a-cartabianca-su-gaza-perche-un-contraddittorio-serve.html
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Trattativa DE CHE? Questa è profanazione.
Voi siete solo degli immondi criminali che la storia rimanderà nel luogo dal quale siete venuti : all'inferno.
Gli esseri satanici devono bruciare nelle fiamme dell'inferno, ei il sangue palestinese ancora caldo che inonda la terra di Palestina sarà la benzina che li farà bruciare in eterno.
Questo sangue versato, quello palestinese, non sarà dimenticato. Sarà la fiamma che illuminerà la verità, e brucerà le menzogne di chi ha creduto di poter cancellare un popolo, non per vendetta ma per giustizia.
Voi siete solo degli immondi criminali che la storia rimanderà nel luogo dal quale siete venuti : all'inferno.
Gli esseri satanici devono bruciare nelle fiamme dell'inferno, ei il sangue palestinese ancora caldo che inonda la terra di Palestina sarà la benzina che li farà bruciare in eterno.
Questo sangue versato, quello palestinese, non sarà dimenticato. Sarà la fiamma che illuminerà la verità, e brucerà le menzogne di chi ha creduto di poter cancellare un popolo, non per vendetta ma per giustizia.
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Forwarded from Rubio feat Rubio
SIAMO NOI LA MINORANZA
Vorrei ringraziare chi mi è stato vicino, chi mi ha dato voce e chi mi ha donato il suo tempo, mai scontato.
La gratitudine maggiore però va a chi si spaccia per amico o sedicente sostenitore della “causa palestinese” e tace verità scomode: è proprio attraverso loro che il pensiero critico non solo non si arresta ma diventa più lucido.
A tal proposito riporto un estratto delle parole di Luca, agli arresti domiciliari con l’accusa di aver esploso un petardo in una manifestazione svoltasi al porto di Cagliari il 10 maggio 2025:
“La miseria in cui ci hanno ridotto è la stessa che ci porta ad accettare tutto, a non lamentarci mai di nulla, a non lottare per modificare la nostra condizione subalterna, la stessa che porta tante persone a non capire le mie scelte, che sono poi quelle che mi hanno portato a questa condizione. Ma le condizioni sono buone o cattive in base a dove le si guarda, se per tanta gente la mia situazione è considerata una disgrazia, perché sono rinchiuso in casa, per un’abitante di Gaza non sono altro che un privilegiato che almeno una casa ce l’ha. [...] Per me l’unico posto giusto è quello a fianco a chi prova ad opporsi.”
La miseria che Luca denuncia è la stessa che non permette alla massa, ai collettivi e ai partiti di condividere totalmente le scelte dei singoli e che gli fa considerare ciò che dico un banale grimaldello sia di autoreferenzialità che di aggregazione.
Le decennali vicende giudiziarie che io sento persecutorie, le snervanti convocazioni in questura, la perquisizione, i sequestri, l’attentato alla vita, sono da attribuirsi ai pensieri e alle parole che scrivo.
Lo stesso trattamento non mi pare venga subito dai “proPal” che copiano e incollano cliché intrisi di retorica sionista e frasi di burocrati che stanno al sicuro entro il diritto internazionale (lo stesso “agito con doppi e tripli standard, che ha permesso a Israele di godere da sempre dell’impunità strutturale, garantita nonostante crimini sistematici, documentati, reiterati” P. Liguori).
La coerente costanza diventa azione e simbolo di minaccia per chi opprime, quando la sopraffazione non può sortire l’effetto sperato.
Quando infatti non spaventa, l’oggetto della persecuzione deve incutere terrore.
Utilizzare parole autocensurate, attenersi ai vademecum sobillati e a una massa schiava dei permalosi e pervertiti innominabili, è la funzione immagine di questo terrore e traccia confini importanti che non solo separano ma entro i quali poter osservare isolati coloro che hanno il coraggio di porsi domande, dubbi ed evolvere il proprio pensiero.
Il pensiero non è settario, non è incanalabile in una sola istanza.
Il pensiero spazia e si espande dal micro al macro.
Ciò che ha permesso la visita all’alba della digos, con annessa violazione dell'intimità famigliare e personale, è anche la deriva della lotta attraverso paradigmi liberal che vanno da slogan ipocriti a lenzuoli bianchi ripulisci coscienze e che accontentano la maggioranza senza mai puntare il dito sui veri responsabili.
Ciò non fa altro che lasciar loro illimitato spazio di azione impregnato di accuse vittimistiche con cui nutrire le deboli menti di chi preferisce vivere a testa china sotto padrone (spesso secondo inconscio collettivo).
Complice di questo meccanico è il giornalismo mainstream parte del quale, anche in quest’ultima occasione che mi riguarda, ha riportato fatti errati.
Come mai nessun fact-checking?
Perché la mia immagine e il mio nome sono sempre nelle news nonostante il mio dissociarmi da Tv, Facebook e Instagram, ormai da anni?
Chiarisco che io non faccio parte di nessun partito, associazione o collettivo politico. Ho iniziato a condividere sui social studi, letture, documenti sulla Palestina e la sua Storia, e poi la forma del mio pensiero e del mio sentire.
Vorrei ringraziare chi mi è stato vicino, chi mi ha dato voce e chi mi ha donato il suo tempo, mai scontato.
La gratitudine maggiore però va a chi si spaccia per amico o sedicente sostenitore della “causa palestinese” e tace verità scomode: è proprio attraverso loro che il pensiero critico non solo non si arresta ma diventa più lucido.
A tal proposito riporto un estratto delle parole di Luca, agli arresti domiciliari con l’accusa di aver esploso un petardo in una manifestazione svoltasi al porto di Cagliari il 10 maggio 2025:
“La miseria in cui ci hanno ridotto è la stessa che ci porta ad accettare tutto, a non lamentarci mai di nulla, a non lottare per modificare la nostra condizione subalterna, la stessa che porta tante persone a non capire le mie scelte, che sono poi quelle che mi hanno portato a questa condizione. Ma le condizioni sono buone o cattive in base a dove le si guarda, se per tanta gente la mia situazione è considerata una disgrazia, perché sono rinchiuso in casa, per un’abitante di Gaza non sono altro che un privilegiato che almeno una casa ce l’ha. [...] Per me l’unico posto giusto è quello a fianco a chi prova ad opporsi.”
La miseria che Luca denuncia è la stessa che non permette alla massa, ai collettivi e ai partiti di condividere totalmente le scelte dei singoli e che gli fa considerare ciò che dico un banale grimaldello sia di autoreferenzialità che di aggregazione.
Le decennali vicende giudiziarie che io sento persecutorie, le snervanti convocazioni in questura, la perquisizione, i sequestri, l’attentato alla vita, sono da attribuirsi ai pensieri e alle parole che scrivo.
Lo stesso trattamento non mi pare venga subito dai “proPal” che copiano e incollano cliché intrisi di retorica sionista e frasi di burocrati che stanno al sicuro entro il diritto internazionale (lo stesso “agito con doppi e tripli standard, che ha permesso a Israele di godere da sempre dell’impunità strutturale, garantita nonostante crimini sistematici, documentati, reiterati” P. Liguori).
La coerente costanza diventa azione e simbolo di minaccia per chi opprime, quando la sopraffazione non può sortire l’effetto sperato.
Quando infatti non spaventa, l’oggetto della persecuzione deve incutere terrore.
Utilizzare parole autocensurate, attenersi ai vademecum sobillati e a una massa schiava dei permalosi e pervertiti innominabili, è la funzione immagine di questo terrore e traccia confini importanti che non solo separano ma entro i quali poter osservare isolati coloro che hanno il coraggio di porsi domande, dubbi ed evolvere il proprio pensiero.
Il pensiero non è settario, non è incanalabile in una sola istanza.
Il pensiero spazia e si espande dal micro al macro.
Ciò che ha permesso la visita all’alba della digos, con annessa violazione dell'intimità famigliare e personale, è anche la deriva della lotta attraverso paradigmi liberal che vanno da slogan ipocriti a lenzuoli bianchi ripulisci coscienze e che accontentano la maggioranza senza mai puntare il dito sui veri responsabili.
Ciò non fa altro che lasciar loro illimitato spazio di azione impregnato di accuse vittimistiche con cui nutrire le deboli menti di chi preferisce vivere a testa china sotto padrone (spesso secondo inconscio collettivo).
Complice di questo meccanico è il giornalismo mainstream parte del quale, anche in quest’ultima occasione che mi riguarda, ha riportato fatti errati.
Come mai nessun fact-checking?
Perché la mia immagine e il mio nome sono sempre nelle news nonostante il mio dissociarmi da Tv, Facebook e Instagram, ormai da anni?
Chiarisco che io non faccio parte di nessun partito, associazione o collettivo politico. Ho iniziato a condividere sui social studi, letture, documenti sulla Palestina e la sua Storia, e poi la forma del mio pensiero e del mio sentire.
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Forwarded from Rubio feat Rubio
E il continuum di visibilità è cresciuto specialmente a seguito delle querele che potenzialmente hanno dato una valenza perseguibile alle mie parole, quindi è in quel momento che la massa ha potuto farsi un’idea, guidata da un’influenza ufficiale di cui godono i media, che ha rivolto verso di me lo sguardo anche in maniera efferata. Infatti mi sono stati riservati parecchi epiteti e analisi (il più frequente "fai solo male alla causa") che in automatico mi conferivano un'incarnazione della "causa" stessa.
Secondo quale superpotere a me sconosciuto potrei influenzare qualcuno o addirittura l’intera massa?
Mi piacerebbe avere delle risposte a queste domande e non post del cazzo in cui mi si muovono critiche senza leggere o conoscere il mio pensiero completo.
Se da anni mi sento coinvolto personalmente ed emotivamente perché un popolo e la sua Terra vengono massacrati e voglio con tutte le mie forze giustizia decoloniale, di cosa sono colpevole esattamente?
Se da anni sono attenzionato dai finanziatori e fomentatori del genocidio in Palestina, perché sarei colpevole di esternare la mia rabbia?
Fare post di condanna contro i complici e i responsabili, riflessioni e analisi, merita addirittura le attenzioni dell’antiterrorismo?
Uno dei miei propositi è sempre stato quello di condividere fatti reali esprimendo me stesso, come fanno tutti gli abitanti di questo mondo.
La riflessione che vorrei indurre è che se ciò che dico venisse dichiarato da chi fa politica, con annesse proclamazioni di scioperi generali fino alla fine dell’occupazione illegale della Palestina, non so se i singoli pagherebbero in questo modo.
Invece accade che alcuni “compagni” sprechino tempo ed energie nel consigliarmi termini da usare e i tempi consoni per agire, senza però prendere posizione né per me né per tutti i perseguitati attraverso meccanismi mafiosi (da quando l’Albanese ha ricevuto l’attenzione degli USA si utilizza l'estensione della parola "mafia") anche dell’elite suprematista ebraica a cui loro preferiscono genuflettersi, .
Viene quindi da pensare che siano proprio loro a riconoscermi questo fantomatico potere di influenzare ed istigare le persone e che necessitino di un mio cambiamento verso la moderazione.
Temono a tal punto il mio pensiero critico da addossarmi addirittura future responsabilità sull’evolversi del dramma Palestinese, o su ipotetiche condanne di burocrati elevate a paladine di liberazione.
Prima di parlare, chattare, scrivere di qualcuno, dovreste leggere tutto lo scibile che lo riguarda: potreste correre il rischio di risultare quantomeno credibili!
Lasciare commenti sotto un post, fare una disamina senza possibilità di contraddittorio (MalcolmX docet con la descrizione del "negro da cortile"), solo per soddisfare la vostra voglia di esistere è utile solo a chi vuole galleggiare senza andare a fondo.
Se vedete in me solo quello che avete voluto cogliere dalla televisione o da diffamazioni per mezzo stampa e disumanizzazione (classici metodi oppressivi portati avanti dal suprematismo ebraico & friends) non state che parlando di voi.
Da tenere a mente più di tutto però è l’esistenza di altre persone sotto repressione costante di cui, non godendo di visibilità, non conosciamo (o ricordiamo) i nomi, esattamente come non conosciamo quelli dei Palestinesi.
Che tutto ciò ci renda consapevoli di qualcosa di estremamente pericoloso: violenza e odio unilaterali e l'oppressione cronica sono diventati la norma mentre sono criminalizzati e condannati il sentimento dell'odio e la violenza difensiva (entrambe delle risposte umane autoconservative attive in risposta all'oppressione e all'oppressore).
Siamo una reale minoranza e visto che nessuno può mangiare sulla nostra pelle, preferiscono farcela.
Secondo quale superpotere a me sconosciuto potrei influenzare qualcuno o addirittura l’intera massa?
Mi piacerebbe avere delle risposte a queste domande e non post del cazzo in cui mi si muovono critiche senza leggere o conoscere il mio pensiero completo.
Se da anni mi sento coinvolto personalmente ed emotivamente perché un popolo e la sua Terra vengono massacrati e voglio con tutte le mie forze giustizia decoloniale, di cosa sono colpevole esattamente?
Se da anni sono attenzionato dai finanziatori e fomentatori del genocidio in Palestina, perché sarei colpevole di esternare la mia rabbia?
Fare post di condanna contro i complici e i responsabili, riflessioni e analisi, merita addirittura le attenzioni dell’antiterrorismo?
Uno dei miei propositi è sempre stato quello di condividere fatti reali esprimendo me stesso, come fanno tutti gli abitanti di questo mondo.
La riflessione che vorrei indurre è che se ciò che dico venisse dichiarato da chi fa politica, con annesse proclamazioni di scioperi generali fino alla fine dell’occupazione illegale della Palestina, non so se i singoli pagherebbero in questo modo.
Invece accade che alcuni “compagni” sprechino tempo ed energie nel consigliarmi termini da usare e i tempi consoni per agire, senza però prendere posizione né per me né per tutti i perseguitati attraverso meccanismi mafiosi (da quando l’Albanese ha ricevuto l’attenzione degli USA si utilizza l'estensione della parola "mafia") anche dell’elite suprematista ebraica a cui loro preferiscono genuflettersi, .
Viene quindi da pensare che siano proprio loro a riconoscermi questo fantomatico potere di influenzare ed istigare le persone e che necessitino di un mio cambiamento verso la moderazione.
Temono a tal punto il mio pensiero critico da addossarmi addirittura future responsabilità sull’evolversi del dramma Palestinese, o su ipotetiche condanne di burocrati elevate a paladine di liberazione.
Prima di parlare, chattare, scrivere di qualcuno, dovreste leggere tutto lo scibile che lo riguarda: potreste correre il rischio di risultare quantomeno credibili!
Lasciare commenti sotto un post, fare una disamina senza possibilità di contraddittorio (MalcolmX docet con la descrizione del "negro da cortile"), solo per soddisfare la vostra voglia di esistere è utile solo a chi vuole galleggiare senza andare a fondo.
Se vedete in me solo quello che avete voluto cogliere dalla televisione o da diffamazioni per mezzo stampa e disumanizzazione (classici metodi oppressivi portati avanti dal suprematismo ebraico & friends) non state che parlando di voi.
Da tenere a mente più di tutto però è l’esistenza di altre persone sotto repressione costante di cui, non godendo di visibilità, non conosciamo (o ricordiamo) i nomi, esattamente come non conosciamo quelli dei Palestinesi.
Che tutto ciò ci renda consapevoli di qualcosa di estremamente pericoloso: violenza e odio unilaterali e l'oppressione cronica sono diventati la norma mentre sono criminalizzati e condannati il sentimento dell'odio e la violenza difensiva (entrambe delle risposte umane autoconservative attive in risposta all'oppressione e all'oppressore).
Siamo una reale minoranza e visto che nessuno può mangiare sulla nostra pelle, preferiscono farcela.
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Forwarded from Rubio feat Rubio
Nonostante il seguente post non sono ancora nella piena possibilità di comunicare liberamente. Per questo motivo non sarò in grado di rispondere alle persone che mi vorranno contattare. Comunque sto bene e vi ringrazio
👍8❤6
Dal "definisci bambino" al chiamare , Hind Rajab, una bimba di 6 anni "young lady":
Ecco la grammatica della disumanizzazione dei palestinesi.
I bambini palestinesi vengono cancellati due volte: dai bombardamenti e dal linguaggio.
Schiumo rabbia, e non riesco a placarmi.
Non avrò pace finchè tutti i sionisti e i loro complici non marciranno nel fuoco dell'inferno!
Ecco la grammatica della disumanizzazione dei palestinesi.
I bambini palestinesi vengono cancellati due volte: dai bombardamenti e dal linguaggio.
Schiumo rabbia, e non riesco a placarmi.
Non avrò pace finchè tutti i sionisti e i loro complici non marciranno nel fuoco dell'inferno!
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IL PIANETA NON PUO' SOPRAVVIVERE A IZRAELE
(Gilad Atzmon) - L'aspetto più inquietante della coscienza collettiva dello Stato ebraico è che non inizia nemmeno a contemplare il disgusto cosmico che il suo comportamento evoca, che si tratti del governo, dell'entusiasmo genocida, dell'orgia dei sacrifici umani, dei soldati dell'IDF, dei turisti che si comportano male.
Gli izraeliani interpretano ogni forma di dissenso, critica, opposizione come "antisemitismo" o persino come "gelosia dei goyim" per la "grandezza" ebraica.
I pochi izraeliani che hanno capito quanto sia grave la situazione hanno lasciato il Paese molto tempo fa. Il più delle volte nascondono le loro origini o semplicemente si sentono molto in imbarazzo.
Il significato di tutto ciò è ovvio. Non ci stiamo muovendo verso alcuna forma di risoluzione armoniosa di alcun tipo. Piuttosto, il contrario: più lo Stato ebraico è alle strette nella sua stessa follia, più ci si aspetta che sia follemente brutale.
(Gilad Atzmon) - L'aspetto più inquietante della coscienza collettiva dello Stato ebraico è che non inizia nemmeno a contemplare il disgusto cosmico che il suo comportamento evoca, che si tratti del governo, dell'entusiasmo genocida, dell'orgia dei sacrifici umani, dei soldati dell'IDF, dei turisti che si comportano male.
Gli izraeliani interpretano ogni forma di dissenso, critica, opposizione come "antisemitismo" o persino come "gelosia dei goyim" per la "grandezza" ebraica.
I pochi izraeliani che hanno capito quanto sia grave la situazione hanno lasciato il Paese molto tempo fa. Il più delle volte nascondono le loro origini o semplicemente si sentono molto in imbarazzo.
Il significato di tutto ciò è ovvio. Non ci stiamo muovendo verso alcuna forma di risoluzione armoniosa di alcun tipo. Piuttosto, il contrario: più lo Stato ebraico è alle strette nella sua stessa follia, più ci si aspetta che sia follemente brutale.
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Forwarded from byebyeunclesam
"Nessuno più di noi legge come un fatto estremamente positivo che la denuncia e la lotta contro questi orrori – che con l’irruzione dell’IDF a Gaza City si muovono verso la “soluzione finale” del popolo palestinese – si estendano oggi ben oltre i confini del movimento che da due anni si batte sulle piazze. Siamo quindi ben contenti che venerdì le lavoratrici e i lavoratori della CGIL scendano in piazza per Gaza e per fermare il genocidio. ERA ORA!
La prima cosa che ci auguriamo, quindi, è che tale sciopero sia vero, partecipato, non fatto tanto per marcare il cartellino, uno sciopero in cui vano invitati e coinvolti anche gli altri lavoratori non iscritti al sindacato, perché non sia un’iniziativa di bandiera, ma un aiuto, dato con terribile ritardo, alle masse lavoratrici della Palestina, ai nostri fratelli e sorelle di classe, a cui siamo uniti dallo stesso destino.
Solo estendendo la lotta in ogni direzione, coinvolgendo la massa dei proletari, dei giovani senza prospettive, dei precari, degli studenti, solo mettendo in campo vere iniziative di blocco della logistica “civile” e di guerra, bloccando i porti, le merci e ogni aspetto della “vita ordinaria” nei nostri territori possiamo imporre lo stop alle armi a Israele, il boicottaggio di ogni suo interesse economico, accademico, tecnologico, la fine degli accordi di cooperazione e, attraverso tutto questo, la fine del genocidio e della pulizia etnica.
Per questo, alle lavoratrici e ai lavoratori CGIL che venerdì scenderanno in sciopero animati da sincera volontà di mettere fine all’orrore di Gaza diciamo: pensate sia questa la prospettiva del vostro sindacato? Pensate davvero che la CGIL voglia dichiarare guerra ai padroni che lucrano miliardi di profitti sulla pelle dei proletari commerciando con Israele e rompere con le “nostre” istituzioni che da sempre appoggiano il regime sionista?
(...) Ed allora diciamo idealmente a chi sarà in piazza venerdì sotto le bandiere della CGIL: lavoratrici e lavoratori, battete un colpo, ma che sia forte e chiaro, che rivendichi l’appoggio incondizionato alla causa della liberazione nazionale e sociale del popolo palestinese! Mettete sul banco degli accusati la UE, il governo italiano, i padroni italiani, ma anche le direzioni complici delle organizzazioni sindacali confederali, che si sono accorte del genocidio a Gaza con 200.000 morti e feriti di ritardo.
E se credete che la lotta contro il genocidio sia indispensabile, imponete alla CGIL di passare dalle parole ai fatti: se essa è contro l’invio delle armi ad Israele, la FILT blocchi tutte le navi dirette a Israele, a partire da Genova, senza sperare che sia il governo a farlo (che non lo farà mai)."
(Fonte: https://pungolorosso.com/2025/09/17/tanto-tuono-che-piovve-sullo-sciopero-di-venerdi-19-della-cgil/)
La prima cosa che ci auguriamo, quindi, è che tale sciopero sia vero, partecipato, non fatto tanto per marcare il cartellino, uno sciopero in cui vano invitati e coinvolti anche gli altri lavoratori non iscritti al sindacato, perché non sia un’iniziativa di bandiera, ma un aiuto, dato con terribile ritardo, alle masse lavoratrici della Palestina, ai nostri fratelli e sorelle di classe, a cui siamo uniti dallo stesso destino.
Solo estendendo la lotta in ogni direzione, coinvolgendo la massa dei proletari, dei giovani senza prospettive, dei precari, degli studenti, solo mettendo in campo vere iniziative di blocco della logistica “civile” e di guerra, bloccando i porti, le merci e ogni aspetto della “vita ordinaria” nei nostri territori possiamo imporre lo stop alle armi a Israele, il boicottaggio di ogni suo interesse economico, accademico, tecnologico, la fine degli accordi di cooperazione e, attraverso tutto questo, la fine del genocidio e della pulizia etnica.
Per questo, alle lavoratrici e ai lavoratori CGIL che venerdì scenderanno in sciopero animati da sincera volontà di mettere fine all’orrore di Gaza diciamo: pensate sia questa la prospettiva del vostro sindacato? Pensate davvero che la CGIL voglia dichiarare guerra ai padroni che lucrano miliardi di profitti sulla pelle dei proletari commerciando con Israele e rompere con le “nostre” istituzioni che da sempre appoggiano il regime sionista?
(...) Ed allora diciamo idealmente a chi sarà in piazza venerdì sotto le bandiere della CGIL: lavoratrici e lavoratori, battete un colpo, ma che sia forte e chiaro, che rivendichi l’appoggio incondizionato alla causa della liberazione nazionale e sociale del popolo palestinese! Mettete sul banco degli accusati la UE, il governo italiano, i padroni italiani, ma anche le direzioni complici delle organizzazioni sindacali confederali, che si sono accorte del genocidio a Gaza con 200.000 morti e feriti di ritardo.
E se credete che la lotta contro il genocidio sia indispensabile, imponete alla CGIL di passare dalle parole ai fatti: se essa è contro l’invio delle armi ad Israele, la FILT blocchi tutte le navi dirette a Israele, a partire da Genova, senza sperare che sia il governo a farlo (che non lo farà mai)."
(Fonte: https://pungolorosso.com/2025/09/17/tanto-tuono-che-piovve-sullo-sciopero-di-venerdi-19-della-cgil/)
Il Pungolorosso
Tanto tuonò che piovve (sullo sciopero di venerdì 19 della CGIL)
È proprio il caso di riconoscere che i fatti hanno la testa dura e, dai e dai, scavano la roccia anche più dura. Finalmente, dopo due anni che è in corso un massacro di Palestinesi senza precedenti…
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La normalizzazione con il regime sionista è ben avviata nella Siria Libera.
Una delegazione sionista visita la capitale siriana, Damasco, guidata da diversi rabbini. La delegazione ha incontrato ministri del governo e alti funzionari del regime siriano HTS. È stato inoltre tenuto un servizio di preghiera durante un raduno per la lettura della Torah nella sinagoga della Città Vecchia.
CCHS Resistance News
Ndr: per me la Siria non esiste più.
Una delegazione sionista visita la capitale siriana, Damasco, guidata da diversi rabbini. La delegazione ha incontrato ministri del governo e alti funzionari del regime siriano HTS. È stato inoltre tenuto un servizio di preghiera durante un raduno per la lettura della Torah nella sinagoga della Città Vecchia.
CCHS Resistance News
Ndr: per me la Siria non esiste più.
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