Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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☪️🇵🇸 Abdulmutallab Al-Nuaimi Al-Qaisi "Abu Isa", 57 anni, cittadino Giordano, è l'eroe che ha portato a termine l'operazione di sparatoria/accoltellamento di quest'oggi al valico di Karameh (Allenby), al confine tra Giordania e Cisgiordania, in cui è riuscito a liquidare due soldati delle forze di occupazione e a ferirne un terzo prima di ascendere al più alto degli onori, il martirio. 🇵🇸☪️ TMaA
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Forwarded from byebyeunclesam
La guerra come urbanistica finale,
di Hansy Lumen

La storia recente di conflitti armati mostra spesso una dinamica inquietante: l’uso della violenza non solo come strumento militare, ma come mezzo per ripensare, ridisegnare e privatizzare territori, assetti politici e spazi urbani. L’operazione israeliana a Gaza City, con le dichiarazioni del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, ne rappresenta un esempio lampante e drammaticamente lucido. Smotrich non usa mezzi termini. Alla conferenza Urban Renewal Summit di Tel Aviv parla di Gaza come di una “miniera d’oro immobiliare”. La guerra, nelle sue parole, è una fase preliminare di un progetto urbanistico e speculativo già pianificato: la demolizione è compiuta, la ricostruzione “si pagherà da sola”. Una retorica che trasforma la sofferenza e la morte di decine di migliaia di persone in un preambolo per investimenti, terreni e rendite immobiliari. La violenza diventa dunque strumento non di difesa o sicurezza, ma di ridistribuzione del territorio secondo logiche economiche e di potere. Il caso di Gaza mostra chiaramente il legame tra guerra, ricostruzione e grandi interessi infrastrutturali. La strategia di “tabula rasa” consente non solo di eliminare fisicamente chi abita i territori, ma di cancellare anche la memoria politica e sociale di comunità intere, sostituendola con una nuova mappa del potere, più funzionale a chi gestisce capitali e decisioni internazionali. Le dichiarazioni di Smotrich, che annuncia la condivisione del “business plan” con gli Stati Uniti, rivelano come questi processi non siano locali, ma integrati in un sistema geopolitico dove il conflitto armato diventa terreno di negoziazione e investimento economico.
Questa logica non è confinata alla Striscia di Gaza. La pianificazione di nuovi insediamenti in Cisgiordania, la cancellazione del progetto di due Stati e la progressiva espansione di colonie e infrastrutture rappresentano la costruzione di un nuovo ordine territoriale basato sul controllo e sulla monetizzazione dello spazio. La tabula rasa, quindi, non è solo distruzione: è la precondizione per una ristrutturazione economica e politica radicale, dove la violenza legittima l’ingresso dei grandi interessi immobiliari e infrastrutturali. Riflettere su queste dinamiche significa capire che la guerra moderna spesso non è fine a se stessa.
Gaza non è solo un luogo di tragedia umana, ma anche un caso emblematico di come il potere e il capitale possano trasformare la distruzione in opportunità economica e geopolitica.
La sfida è riconoscere questa logica e interrogarsi sulle implicazioni etiche, legali e sociali di una strategia che unisce guerra, speculazione e ristrutturazione del territorio. Ignorare questa prospettiva significa rischiare di accettare, implicitamente, che la ricostruzione e il profitto possano sostituire la giustizia e la vita.
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Ieri l’esercito più democratico del mondo ha distrutto la Moschea al Aybaki, che si trovava a Gaza dal 13° secolo, come Notre Dame, la Certosa di Parma, la Basilica di San Francesco ad Assisi, la Cattedrale di Palermo e il duomo di Monreale, ecc..
“Ecco perché Gaza è insopportabile al colonizzatore: perché ricorda che la storia non si cancella con settantasette anni di barbarie. Dietro la retorica del
"popolo eletto" c'è, in realtà, un gigantesco complesso d'inferiorità. Uno Stato bambino che, davanti a millenni di storia, tenta di cancellare tutto ciò che lo precede per potersi affermare.”
Non ci sono più parole…

Giuseppe G.
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Definisci Bambino.
Abbiamo visto, in questi 2 anni, bambini palestinesi seppellire I loro fratellini, trasportarli in spalla per kilometri sotto il caldo e affamati, scalzi, cose allucinanti... e sulle tv italiane si tollera che un negazionista fondamentalista ebreo dica certe bestemmie senza che venga espulso dal programma!
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Stimo il professor Jeffrey Sachs per le sue posizioni coraggiose su israele, prima fra tutte il concetto per me basic della non esistenza di un popolo ebraico, che è un falso storico in termini, costruito a tavolino dal sionismo nel momento stesso in cui progettava, assieme alle potenze coloniali europee, di costituire un avamposto occidentale ed imperialista nel cuore del mondo arabo, come fattore di destabilizzazione in un'area cruciale la cui unità fu temuta e contrastata dalle potenze occidentali per motivi strategici, politici e di sfruttamento.
Esiste la religione ebraica e le sue comunità, più o meno consistenti, più o meno sparse in tutto il mondo.
Non sono del tutto d'accordo con lui però quando asserisce che israele abbia perso il suo diritto ad esistere per le gravissime colpe di cui si è.macchiato.
israele questo diritto non lo ha mai avuto. Piaccia o non piaccia, legalmente è così.
Possiamo parlare di "fatto compiuto" con cui fare i conti, ma non di diritto.
Chi potrà mai conferire il diritto ad israele se non il popolo palestinese? Non siamo titolari di tale diritto né io né tu -occidentale random che fa lo splendido sulla pelle altrui.
E sarei sempre molto curiosa di vedere quante entusiastiche adesioni al "progetto israele" verrebbero meno in pochi secondi se i diritti messi in pericolo fossero stati i loro.
Come si suol dire, grazie al caxx. E grazie alla Palestina. E io speriamo sempre che me la cavo.
Negli anni e nei mesi immediatamente precedenti alla creazione dello stato d'Israele - dichiarazione che fu unilaterale, ricordiamolo sempre - molte commissioni e molti emissari delle Nazioni Unite inviati in Palestina per consultare la popolazione autoctona sulla base del principio dell'autodeterminazione dei popoli, misero in guardia la comunità internazionale circa l'inammissibilità di uno stato ebraico in Palestina.
l'Inghilterra addirittura emanò una White Paper in extremis, ultimo tentativo per scongiurare l'abominio che si prefigurava in una terra i cui abitanti semplicemente non erano d'accordo né con la costituzione di uno stato ebraico né, peggio, con una eventuale spartizione del territorio, la quale limitava l'immigrazione ebraica in Palestina ad un massimo di 75.000 unità per cinque anni, onde evitare che la popolazione di immigrati superasse il terzo della popolazione complessiva della Palestina
Ma la situazione come sappiamo era già sfuggita di mano. La violenza terroristica delle bande sioniste, la pavidità dell'Inghilterra, la sostanziale acquiescenza della comunità internazionale ed il tradimento dei governi arabi fecero il resto, ma è ovvio che si tratti di una storia criminale che non ha nulla a che vedere con il diritto.
israele non ha perso il diritto, che semplicemente non esiste. Ha perso invece il merito, la facoltà. La possibilità e l'opportunità. L'occasione, che poteva esserci - e ci sarebbe stata - con un popolo come quello palestinese.
Le parole più toccanti su cosa sia questo popolo le posto qui sotto.
Rossella Ahmad.
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In questi giorni, si è tenuto a Gaza il sermone più breve della storia. Ascendendo al pulpito, dinanzi a fedeli riuniti fra le macerie, un imam ha dichiarato: “Sono affamato, e non ho la forza di parlare; siete affamati, e non avete la forza di ascoltare: levatevi dunque in preghiera”, senza che vi fosse altro da aggiungere. Yahya ar-Razi disse che “la fame è il cibo con cui Iddioﷻ nutre i corpi dei Veridici (الصدقين)” - e quello della Veridicità (sidq) è un grado superiore perfino a quello del Martirio, appena precedente quello eminente della Profezia. Allo spalancarsi - secondo un'espressione israeliana - delle “porte dell'Inferno” e dell'abisso dell'abominio a Gaza, corrisponde ivi l'apertura delle Porte del Paradiso e la manifestazione delle vette della Santità (الولاية): non semplicemente di vittime innocenti, ma di esseri umani che sopportando l'insopportabile e patendo l'indicibile l'hanno fatto conservando la fede, confermando il patto con Dioﷻ, dandone testimonianza indelebile alle generazioni a venire.
R. Longo
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Forwarded from Rubio feat Rubio
“I complici diretti del sionismo però non possono essere solo gli ospiti opportunisti di questo programma liberal (PropagandaLive) come Mannocchi, Serra, Makkox, Calcare e chi più ne ha più ne metta, ma chi passivamente guardandolo e nutrendolo con ridicoli post opinionisti dalle velleità rivoluzionarie è convinto di essere parte di un cambiamento e che questo contenitore di compagneria sciatta da salotto stia denunciando veramente qualcosa.”

https://7ottobre.noblogs.org/2025/09/20/propaganda-death/
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Lo scrivevo qui, avevo intuito qualcosa del genere leggendo le parole di Katz, ma poi leggo queste parole bellissime di Gabriele I. e mi si gonfia il cuore di amore e di gratitudine per il popolo palestinese...perchè non si tratta solo di morire per una causa, ma di vivere nella verità, nella coerenza assoluta con il proprio patto con Dio, anche nel mezzo dell'orrore. In questo senso, la santità che si manifesta a Gaza non è "astratta", ma è "incarnata" in volti, gesti, silenzi e preghiere che sfidano l'annientamento.
Palestina libera 🇵🇸 ❤️
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«In questi giorni, si è tenuto a Gaza il sermone più breve della storia. Ascendendo al pulpito, dinanzi a fedeli riuniti fra le macerie, un imam ha dichiarato: “Sono affamato, e non ho la forza di parlare; siete affamati, e non avete la forza di ascoltare: levatevi dunque in preghiera”, senza che vi fosse altro da aggiungere. Yahya ar-Razi disse che “la fame è il cibo con cui Iddioﷻ nutre i corpi dei Veridici (الصدقين)” - e quello della Veridicità (sidq) è un grado superiore perfino a quello del Martirio, appena precedente quello eminente della Profezia. Allo spalancarsi - secondo un'espressione israeliana - delle “porte dell'Inferno” e dell'abisso dell'abominio a Gaza, corrisponde ivi l'apertura delle Porte del Paradiso e la manifestazione delle vette della Santità (الولاية): non semplicemente di vittime innocenti, ma di esseri umani che sopportando l'insopportabile e patendo l'indicibile l'hanno fatto conservando la fede, confermando il patto con Dioﷻ, dandone testimonianza indelebile alle generazioni a venire.»

Gabriele Iungo
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Il porto di Gaza com'era (in basso) e dopo (in alto) il passaggio dei sionisti.

Hanno trovato un giardino bellissimo, dolce, profumato.. e l'hanno trasformato in deserto grondante sangue.

Maledetti per l'eternità!!!
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L'Università di Yale ha donato 1 milione di dollari agli Amici delle Forze di Difesa israeliane (FIDF), che raccoglie fondi per l'esercito israeliano.

La Yale Endowment Justice Coalition, un gruppo guidato da studenti che sostiene investimenti etici e trasparenza finanziaria presso l'università, ha divulgato la donazione dopo aver recensito il modulo 990 dell'IRS 2024 di Yale. Il modulo descrive le sovvenzioni erogate attraverso il programma di fondi consultati dai donatori dell'università.

"La FIDF è un'organizzazione no profit americana che aiuta a reclutare "soldati solitari" per svolgere l'occupazione di Israele in Palestina e il genocidio a Gaza", ha dichiarato il gruppo in una dichiarazione.

Fonte: Anadolu Agency

Wear the Peace.
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Forwarded from Enrico Galoppini
Le notizie su presunti aerei militari russi che violerebbero lo spazio aereo dei Paesi NATO orientali si susseguono ormai da mesi. Allo stesso modo si parla di droni russi che avrebbero colpito la Polonia, salvo poi scoprire , come ammesso anche da fonti ufficiali polacche, che non era vero nulla.
Non voglio fare una difesa d’ufficio della Russia. Ma fin dall’inizio, tutto questo clamore mi è sembrato grottesco. La Russia non ha né l’interesse né la convenienza ad alzare ulteriormente il livello dello scontro diretto con la NATO. Sta semplicemente portando avanti, in Ucraina, gli obiettivi militari e geopolitici che ha dichiarato fin dal principio.
Allora cos’è che sta succedendo davvero? C’è forse la volontà ,da parte della NATO, o meglio della componente europea della NATO, di creare un casus belli, un pretesto per giustificare un eventuale intervento diretto contro Mosca (che, senza l’appoggio concreto degli Stati Uniti, sarebbe un suicidio militare ed economico)?
In realtà, la risposta è più semplice: non si tratta di strategia militare, ma di interessi economici. E tutto è perfettamente sotto i nostri occhi, basta voler vedere.
L’Unione Europea ha appena approvato il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Diciotto. Eppure i precedenti diciassette non hanno prodotto alcun effetto concreto: la Russia continua a sostenersi grazie alle sue immense risorse naturali e a relazioni strategiche con i principali attori globali, Cina e India in primis.
Le sanzioni non hanno colpito il Cremlino. Hanno colpito noi. O meglio: hanno colpito le classi popolari europee, che vivono di salari normali, pagano affitti e mutui, e fanno i conti ogni mese con bollette e carrello della spesa. E nonostante ciò, si insiste con lo stesso schema fallimentare.
L’ultima trovata? La cessazione totale delle importazioni di gas russo. Fino a oggi, seppur in forma ridotta (e sotto traccia), il gas russo , soprattutto liquefatto , continuava ad arrivare. Ora, grazie agli accordi UE-USA siglati sotto il ricatto dei dazi, tutto il gas dovrà arrivare dagli Stati Uniti, a prezzi maggiorati. Un’altra mazzata per le economie europee, e un enorme regalo all’industria energetica americana.
Ma anziché dire la verità agli europei, qual è la soluzione? Sempre la stessa: agitare lo spauracchio della “minaccia russa”, dipingere la leadership del Cremlino come un branco di psicopatici assetati di sangue, alimentare la paranoia collettiva con il fuoco della propaganda mediatica. Così si giustifica un altro pacchetto di sanzioni, che non toccherà minimamente Putin, ma renderà la vita ancora più difficile per milioni di persone in Europa.
Chi invece ha uno stipendio medio-alto, una casa di proprietà ereditata dai nonni, chi può permettersi aperitivi, vacanze ad agosto, serate fuori e bollette anche al 30% in più ,continuerà a urlare contro i russi, con gli occhi fuori dalle orbite e la bava alla bocca.
Ma i nemici delle classi popolari non si trovano oltre gli Urali.
Sono qui, tra noi.
Ed è verso queste classe borghese dalla vita facile che dovremo sentire tutto il nostro disprezzo e disgusto.
M.C.
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Ai cristiani sovranisti occidentali che sostengono la colonia ebraica non è ancora chiaro che chi non riconosce Gesù è proprio l'ebraismo, ma nello specifico il sionismo sta facendo dk tutto per fomentare lo scontro di civiltà.
Non solo non lo riconoscono come figura divina, ma lo bestemmiano e maledicono insieme a sua madre, la Madonna..

Eppure, i cristiani sovranisti europei / occidentali, continuano a difendere coloro i quali disprezzano la cristianità.

Nell'Islam, Gesù (Isa ibn Maryam, GESÙ figlio di Maria)
1. È chiamato Messia, Parola di Dio, Spirito di Dio, e figlio di Maria
2. La sua nascita verginale è descritta nel Corano in modo simile ai Vangeli
3. È considerato uno dei più vicini ad Allah (che significa DIO in arabo, lo stesso Dio dei cristiani), e tornerà alla fine dei tempi per annunciare il Giorno del Giudizio
4. Maria (Maryam) è venerata profondamente: ha un'intera sura del Corano a lei dedicata.

Io non sono una religiosa, provengo da una cultura cattolica ma queste cose sono abbastanza assodate, dunque non so se mi fanno pena per la loro crassa ignoranza, o schifo per la loro complicità nei crimini contro un popolo intero. Ho sempre questo sentimento ambivalente.
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Quando non sai nulla di Palestina (perché arrivi dal nulla e non hai alcun retroterra culturale e politico ma ti sei accreditato presso una certa area...) , ma vuoi comunque dire la tua e aiutare, non so quanto inconsciamente, la propaganda sionista perché terrorizzato "dagli islamici" , c'è una tecnica infallibile: tira fuori Soros.
Non importa se non c'entra niente. Non importa se nessuno lo ha nominato.
Tu fallo.

Perché Soros è come il prezzemolo del complottismo: sta bene su tutto, anche sulle tragedie umane, I risveglioni lo usano spesso anche a sproposito.

Hai un argomento debole? Soros.
Vuoi screditare una causa legittima? Soros.
Hai finito le cartucce e ti resta solo il fango? Soros.

È il jolly dei dibattiti sterili, il passe-partout dell'ignoranza travestita da opinione.
E chi lo usa pensa di aver fatto scacco matto, quando in realtà ha appena rovesciato la scacchiera perché stava perdendo.

Quindi sì, continuate pure a tirare in ballo Soros. È il modo più rapido per dire: "Non ho capito una mazza , ma voglio comunque disturbare e avvelenare i pozzi."

Così funziona.

Che amarezza.

FraQuibla
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Insomma, secondo alcuni il fatto che di Palestina si inizi a parlare un po' ovunque sarebbe sospetto.

C'è chi si chiede addirittura perché, cosa ci sia dietro questa "improvvisa" notorietà palestinese

Dopo 100 ANNI (UN SECOLO!) di colonizzazione, di cui gli ultimi 2 anni di ORRORE puroiin diretta mondiale, ora che TIMIDAMENTE si parla di Palestina, è il momento giusto per DUBITARE... mica per agire.

Allora fate una bella cosa: state tranquilli, fate i sofisticati.

Chiedetevi perché ora, chi ci guadagna, quale agenda, Soros, Davos e balle varie.
Così potete continuare a non fare nulla, ma con l'alibi dell'intelligenza critica. Che fa molto più intellettuale radical chic elegante, mica si rischia di passare per un essere umano empatico boccalone che si beve l'improvvisa "propaganda pro Palestina"

Sia ben chiaro, sono convinta che si stia trovando un modo di salvare capra e cavoli (la colonia ebraica e il sionismo), ma un livello di orrore tale ha superato ogni possibilità di insabbiamento.

Il punto di non ritorno, a mio avviso, è stato superato da parecchio

FraQuibla
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MASSIVE ATTACK, STOP ALLA LORO MUSICA IN ISRAELE E RICHIESTA DI RIMOZIONE GLOBALE DA SPOTIFY

I Massive Attack prendono una posizione netta e soprattutto concreta sul genocidio in corso in Palestina.

La storica band trip hop ha chiesto a Universal Music di rimuovere tutta la loro discografia dalle piattaforme di streaming in Israele, aderendo all’iniziativa internazionale “No Music for Genocide”.

Il gruppo ha tracciato un parallelo con il Sudafrica dell’apartheid, ricordando come nel 1991 la fine del regime fu anche il risultato di boicottaggi culturali e del rifiuto da parte di artisti, musicisti e attori di collaborare con un sistema ritenuto inaccettabile.

“Oggi lo stesso vale per Israele - spiegano i Massive Attak - essere complici di questo Stato non è più tollerabile”.

La band ha inoltre richiesto che la loro musica venga rimossa da Spotify a livello mondiale. Il motivo riguarda gli investimenti del CEO Daniel Ek nel settore bellico, in particolare nella produzione di droni e tecnologie di intelligenza artificiale applicate ad armamenti.

“Il peso economico che da tempo grava sulle spalle degli artisti – hanno spiegato – si è trasformato anche in un peso morale ed etico.

I soldi dei fan e gli sforzi creativi dei musicisti finiscono per finanziare tecnologie letali e oppressive. Ora basta. È necessario immaginare un’alternativa”.

Mondorap
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L'immobiliare che offre opportunità per una 'Colonia Israeliana nel Salento'

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Pensiero visionario e progetti innovativi
Orit è nota per il suo pensiero fuori dagli schemi e la capacità di anticipare le tendenze del mercato.
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Più recentemente, Orit ha spostato la sua attenzione sulle opportunità immobiliari in Italia. Ha co-fondato Coral 37, una società dedicata ad aiutare gli investitori ad acquisire immobili di pregio nel Salento, nel Sud Italia. Uno dei suoi progetti più ambiziosi è la "Colonia Israeliana nel Salento", una visione per una comunità agricola e turistica autosufficiente in cui le famiglie israeliane possono creare case, coltivare il proprio cibo e sviluppare strutture educative e sanitarie condivise.

https://www.coral37.com/about-5?fbclid=IwY2xjawM8leNleHRuA2FlbQIxMAABHqJaq7UA7-0gBZ-xkmTPUZqxeYXD2q_4bxSs-iS0C2nsGOUDvTj6CT4s4lns_aem_dp4ZtHL5CP8DYL6TPFZC1Q

Invicta Palestina
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🇮🇹 ULTIM'ORA: la colonia ebraica denominata "israele" È stata CACCIATA FUORI dalla Grande Fiera Internazionale del Turismo di Rimini per i crimini di cui si sta macchiando!
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Domani, fermiamoci tutti, siamo già fuori tempo massimo, ma diamo un segnale, mostriamo a Salvini quanti sono questi "ignoranti che non capiscono cosa sia il terrorismo"... Lo capiamo, lo capiamo molto bene!
Chi lavora, chi fa la spesa, chi va nei negozi o nei locali: che tutto si fermi.

Chi può, scenda in piazza. Chi non può, alzi comunque la voce. Documentiamo la nostra presenza, la nostra rabbia, la nostra solidarietà, mostriamoglielo a quel servo complice di Salvini! Non in nostro nome!

Salvini è andato a protrarsi ai microfoni di una radio israeliana. Ha insultato chi manifesta, chi interrompe le lezioni, chi disturba la quiete complice. Ci ha definiti ignoranti, praticamente ci ha dato dei "coglioni", accusandoci di non capire il terrorismo. Ma noi capiamo benissimo. Capiamo chi bombarda ospedali, chi affama intere città, chi uccide bambini, chi ha trovato un giardino e ne ha fatto un deserto. Capiamo chi sono i veri terroristi. E sappiamo che chi li difende è complice.

Pretendiamo la rottura totale di ogni rapporto con l'entità sionista.
Dal fiume fino al mare, Palestina libera!

Domani a Milano alle 10:00 Piazzale Cadorna
e in altre piazze d'Italia! !
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Hacker turchi anonimi hanno ottenuto i numeri di telefono dei ministri israeliani

Hanno poi chiamato diversi di questi politici israeliani, incluso l'attuale ministro della difesa Israel Katz, mostrando loro foto di Abu Obeida e dicendo che Hamas vincerà e “Free Palestine”.

Mintpress
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AVERE
- O NON avere...-
ENERGIA ELETTRICA A CASA VOSTRA DIPENDE DA:


1) Qualcuno ha importato, acquistato o reso disponibile una FONTE PRIMARIA DI ENERGIA.
Che sia petrolio, uranio, un invaso in quota, una pala eolica o un pannello fotovoltaico, non cambia.
La disponibilità della fonte primaria nel 99% dei casi dipende da cosa decidono di CONCEDERTI enti, istituzioni e poteri su cui non hai NESSUN CONTROLLO.
Possono toglierti petrolio, plutonio, uranio, invasi in quota, e ogni tipo di fonte primaria quando vogliono.
Non illuderti su sole e vento. Possono tassarti e impedirti di usare pannelli o eolico quando e come vogliono, se NON TI RIBELLI!
Effetto di "Ricatto di accesso alla FONTE PRIMARIA"


2) A partire dalla fonte primaria, varie tecnologie trasformano questa fonte PRIMARIA in Energia elettrica.
Tecnologie complesse.
Appannaggio di poche aziende.
Sai realizzare una turbina idraulica? E l' invaso?
Sai costruire e installare un pannello fotovoltaico?
O un generatore di vapore e relativa turbina a vapore?
O peggio, una intera centrale nucleare?
Ogni giorno impianti complessi e totalmente controllati da gruppi di potere su cui non hai alcun controllo, a centinaia o migliaia di km da casa tua, decidono quanta energia produrre, al prezzo da loro deciso.
E tu non puoi farci nulla.
Effetto di "ricatto per interdizione tecnologica"


3) Una volta prodotta, la energia elettrica...
bisogna TRASPORTARLA fino a casa tua, o nel tuo posto di lavoro, o di uso...
Centinaia di chilometri di linee elettriche.
In alta, media e bassa tensione.
Una rete complessa, difficile da gestire.
Controllata da decine o centinaia di intermediari.
Interconnessa a livello europeo.
Un groviglio che decide in modo assolutamente AUTORITARIO:
A) SE distribuirla
B) A CHI distribuirla
C) QUANTA distribuirne
D) A CHE PREZZO distribuirla
Effetto "ricatto sulla DISTRIBUZIONE"

-+-+-

Che Tu lo capisca o no, ENERGETICAMENTE sei un servo.
Non diverso dagli schiavi nei campi di cotone...
O da quelli nelle miniere...
O da quelli delle piramidi in Egitto.
Sei ENERGETICAMENTE uno schiavo, al quale la energia elettrica può essere tolta e data a seconda delle decisioni dei PADRONI.
E al prezzo e quantità decise dai PADRONI.
Ti è ben chiaro?

Con OXHY tutto questo CROLLA.

1) Fonte primaria:
ENERGIA INFRAROSSA
Non schermabile.
Non intermediabile.
Non arrestabile.
Presente ovunque.
Sempre.
NIENTE RICATTI
DI TIPO 1
!!!

2) TECNOLOGIA per trasformare la fonte primaria in Energia elettrica SEMPLICE, COSTRUIBILE con investimenti minimi in qualsiasi comunità nel mondo, con materiali e componenti di facilissima reperibilità e costi bassissimi o nulli.
NIENTE RICATTI
DI TIPO 2
!!!

3) DISTRIBUZIONE DELL' ENERGIA ELETTRICA?!?
E a cosa serve distribuirla,
SE GIÀ LA FONTE PRIMARIA È DISTRIBUITA E PRESENTE OVUNQUE?
Produco la energia elettrica DIRETTAMENTE DOVE LA USO!
Senza alcun bisogno di trasportarla!
Non mi serve
- alcuna RETE DI DISTRIBUZIONE,
- NÉ ALCUN FOTTUTO CONTATORE IN FONDO ALLA RETE!
NIENTE RICATTI
DI TIPO 3
!!!

-+-+-+-

Con OXHY...
- ogni Comunità
- ogni Famiglia
- ogni INDIVIDUO

non è
MAI PIÙ RICATTABILE IN SENSO ENERGETICO!

Capite il COLOSSALE CAMBIO DI PARADIGMA
SOCIALE,
EVOLUTIVO,
CULTURALE,
ESISTENZIALE
?!?!?!


LO CAPITE?

OXHY
Sito ufficiale:
https://www.oxhy.it/it/home-it/

Canale Telegram di AIUTO E APPOGGIO COMUNITARIO:
https://t.me/Evoluzione_OXHY

Puoi piagnucolare e agire da VITTIMA passiva e sottomessa.

OPPURE

Puoi AGIRE DA ESSERE UMANO LIBERO, che SI PRENDE CON LA FORZA CIÒ CHE È SUO PER DIRITTO NATURALE.
LO PRENDI!
MICA LO CHIEDI!


Perdio AGIRE CON FORZA E DIGNITÀ.

Chi piagnucola non merita altro che le catene che ha.

FATE CIRCOLARE OVUNQUE
FATELO.
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