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I criminali ebrei in pensione in "israele" ricordano, quasi ridendo, il loro passato di criminali di guerra.
Ovunque si sono comportati così, in Palestina come in Libano.
Questo è il documentario Tantura sottotitolato in inglese. Ovviamente è vietato nella colonia ebraica.
https://rumble.com/v3v3kq7-tantura-2022.html
Qui altri 2 dove si può reperire
1- Trailer : https://youtu.be/QINFmqD4JUk?si=Z4LceoTMKW-yS0kB
2- https://hotcorn.com/it/film/news/tantura-recensione-film-documentario-alon-schwarz-nakba-palestinese-dove-vederlo-mubi/
3- qui si può noleggiare per poco più di 2 euro o acquistare https://vimeo.com/ondemand/tantura2?utm_source=chatgpt.com
4- sito ufficiale https://www.tantura-film.com/?utm_source=chatgpt.com
Ovunque si sono comportati così, in Palestina come in Libano.
Questo è il documentario Tantura sottotitolato in inglese. Ovviamente è vietato nella colonia ebraica.
https://rumble.com/v3v3kq7-tantura-2022.html
Qui altri 2 dove si può reperire
1- Trailer : https://youtu.be/QINFmqD4JUk?si=Z4LceoTMKW-yS0kB
2- https://hotcorn.com/it/film/news/tantura-recensione-film-documentario-alon-schwarz-nakba-palestinese-dove-vederlo-mubi/
3- qui si può noleggiare per poco più di 2 euro o acquistare https://vimeo.com/ondemand/tantura2?utm_source=chatgpt.com
4- sito ufficiale https://www.tantura-film.com/?utm_source=chatgpt.com
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🟥 Oggi martedi 14 ottobre 2025, alle 20:45. in Piazzale Ostiense a Roma, la prima partita del campionato dei diritti umani tra Italia e Palestina, promossa dal Global Movement To Gaza con Movimento Studenti Palestinesi in Italia, API, GPI, UDAP e Comunità Palestinese in Italia. Un evento pubblico che affida allo sport il compito di chiedere libertà e autodeterminazione per la Palestina e il pieno rispetto dei diritti umani, in concomitanza con la gara di Udine tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026, che si invita a boicottare.
A scendere in campo per la selezione italiana saranno Kento (rapper e scrittore), Piotta (rapper e produttore), Michele Riondino (attore e regista), Anna Foglietta (attrice), Paola Turci (cantautrice), Andrea Colamedici (filosofo, cofondatore di Tlon) e Maura Gancitano (filosofa, cofondatrice di Tlon), che giocheranno in amichevole con una rappresentanza di ragazze e ragazzi palestinesi. La partita vuole trasformare il tifo in presa di posizione civile, riaffermando che i diritti umani non sono negoziabili e che ogni campo può diventare spazio di solidarietà e nonviolenza.
L'evento è aperto al pubblico. Cittadine, cittadini e tifoserie sono invitati a raggiungere Piazzale Ostiense per assistere al match e sostenere pacificamente la richiesta di una Palestina libera. Si raccomanda un comportamento rispettoso e nonviolento e di attenersi alle indicazioni di sicurezza. É consigliato l'arrivo per le 20:00 per agevolare l'accesso; sono consentite foto e brevi riprese. Brevi interventi dal campo precederanno il fischio d'inizio.
#boicottaisraele #showIsraeltheredcard
E. L. P.
A scendere in campo per la selezione italiana saranno Kento (rapper e scrittore), Piotta (rapper e produttore), Michele Riondino (attore e regista), Anna Foglietta (attrice), Paola Turci (cantautrice), Andrea Colamedici (filosofo, cofondatore di Tlon) e Maura Gancitano (filosofa, cofondatrice di Tlon), che giocheranno in amichevole con una rappresentanza di ragazze e ragazzi palestinesi. La partita vuole trasformare il tifo in presa di posizione civile, riaffermando che i diritti umani non sono negoziabili e che ogni campo può diventare spazio di solidarietà e nonviolenza.
L'evento è aperto al pubblico. Cittadine, cittadini e tifoserie sono invitati a raggiungere Piazzale Ostiense per assistere al match e sostenere pacificamente la richiesta di una Palestina libera. Si raccomanda un comportamento rispettoso e nonviolento e di attenersi alle indicazioni di sicurezza. É consigliato l'arrivo per le 20:00 per agevolare l'accesso; sono consentite foto e brevi riprese. Brevi interventi dal campo precederanno il fischio d'inizio.
#boicottaisraele #showIsraeltheredcard
E. L. P.
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Forwarded from Liberi/e di lottare contro Stato di guerra e polizia
🗣Tifiamo ancora per la Palestina 🇵🇸
Il 14 ottobre ci saranno vari appuntamenti in occasione della partita di calcio Italia- Israele.
🇵🇸Martedì scendiamo in piazza 🇵🇸
ℹ️Tutte le info del corteo di Udine
👉Instagram
ℹ️Tutti i concentramenti oltre quello di Udine
📍Instagram
👉A Milano appuntamento fuori la sede Figc, via Pitteri 95, alle ore 18
⚠️Blocchiamo tutto Instagram
🛑Cartellino rosso al sionismo
📍Instagram
👉Norvegia - Israele
Bandierone Palestina e striscione " lasciate vivere i bambini'
👉La mobilitazione deve continuare: fermare lo stato di guerra e polizia non solo è possibile ma necessario!
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Il 14 ottobre ci saranno vari appuntamenti in occasione della partita di calcio Italia- Israele.
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Ultim'ora | Solo un giorno dopo aver ricevuto tutti i suoi prigionieri vivi da Gaza come parte del piano di Trump per porre fine alla guerra, i media israeliani riportano che Netanyahu ha approvato nuove “misure punitive”.
Secondo i rapporti israeliani, Netanyahu ha sostenuto e approvato la decisione di non aprire domani il valico di Rafah, sostenendo che Hamas non ha consegnato i restanti corpi dei soldati israeliani a Gaza. Le stesse fonti hanno aggiunto che israele ha anche deciso di ridurre drasticamente gli aiuti umanitari in entrata nella Striscia di Gaza.
Hamas, tuttavia, ha dichiarato che Israele ha manipolato la lista dei detenuti palestinesi destinati alla liberazione nell'accordo di scambio di ieri e ha citato difficoltà nel recuperare i resti dei corpi a causa di diversi fattori, incluso il mancato rispetto da parte di israele dei termini concordati dell'accordo.
QNN
Secondo i rapporti israeliani, Netanyahu ha sostenuto e approvato la decisione di non aprire domani il valico di Rafah, sostenendo che Hamas non ha consegnato i restanti corpi dei soldati israeliani a Gaza. Le stesse fonti hanno aggiunto che israele ha anche deciso di ridurre drasticamente gli aiuti umanitari in entrata nella Striscia di Gaza.
Hamas, tuttavia, ha dichiarato che Israele ha manipolato la lista dei detenuti palestinesi destinati alla liberazione nell'accordo di scambio di ieri e ha citato difficoltà nel recuperare i resti dei corpi a causa di diversi fattori, incluso il mancato rispetto da parte di israele dei termini concordati dell'accordo.
QNN
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‼️L'Iran ha colpito un sito militare segreto israeliano situato sotto una torre residenziale (Da Vinci north tower) a "Tel Aviv", a 100 metri da un parco giochi per bambini durante la recente aggressione israeliana
Il sito "The Grayzone": la località presa di mira è un centro di comando e controllo congiunto USA-Israele
Traduzione ad opera della pagina La Zona Grigia, la trovate qui
https://www.facebook.com/share/p/1CjfLSYPhx/
Il sito "The Grayzone": la località presa di mira è un centro di comando e controllo congiunto USA-Israele
Traduzione ad opera della pagina La Zona Grigia, la trovate qui
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❤13👍7
Oltre ai negazionisti come Incoronata Boccia adesso aspettiamoci la rimozione di tutte le prove, cioè le centinaia di filmati e testimonianze che abbiamo visto online in questi 2 anni. Salvate tutto il salvabile sul vostro PC o su remoto. Faranno un'operazione di pulizia mediatica oltreché etnica, così come hanno fatto con l'account di Saleh Al-Jafarawi subito dopo la sua morte. Aveva 4 milioni di follower e una preziosissima collezione di video testimonianze.
#censura
#negazionismo
E. L. P.
#censura
#negazionismo
E. L. P.
🔥23❤1
Forwarded from byebyeunclesam
"Oggi vogliamo denunciare un caso di censura e diffamazione che restituisce il senso dell’ingiustizia e della gravità che la complicità con Israele può comportare. La storia che vi racconteremo ha come teatro l’ateneo più antico dell’Occidente..."
https://byebyeunclesam.wordpress.com/2025/10/14/fuori-il-sionismo-dalluniversita/
https://byebyeunclesam.wordpress.com/2025/10/14/fuori-il-sionismo-dalluniversita/
Bye Bye Uncle Sam
Fuori il sionismo dall’Università!
Ricercatore preso di mira da sionisti e soldati IDF all’Università di Bologna Oggi vogliamo denunciare un caso di censura e diffamazione che restituisce il senso dell’ingiustizia e della gravità ch…
🔥12👎2
Forwarded from Liberi/e di lottare contro Stato di guerra e polizia
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🛑CARTELLINO ROSSO PER IL SIONISMO
👉A Udine migliaia di persone stanno manifestando contro la partita tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026.
‼️ In piazza idranti e lacrimogeni ma a i/le manifestanti resistono (a loro va tutto il nostro sostegno)
https://www.instagram.com/p/DPzSCIBjcNi/?igsh=MTNxdnBnOGxobmMzbg==
👉A Udine migliaia di persone stanno manifestando contro la partita tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026.
‼️ In piazza idranti e lacrimogeni ma a i/le manifestanti resistono (a loro va tutto il nostro sostegno)
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👍33❤25🔥1
In Grecia sta per passare la proposta di legge per portare la giornata lavorativa da 8 a 13 ore.
Stiamo gradualmente cancellando i risultati di un secolo di conquiste sindacali e di stato sociale, ciò che aveva reso l'Europa occidentale il continente con migliore benessere sociale.
Matt Martini
https://www.affaritaliani.it/esteri/grecia-nel-caos-giornata-cruciale-il-parlamento-vota-per-portare-la-giornata-lavorativa-da-8-a-13-ore-988077.html?fbclid=IwdGRjcANcfh9jbGNrA1x9x2V4dG4DYWVtAjExAAEe_WpyUW-IS66PQx-p4k2p-hbNTFT8Pr5Ehgvg80LMCG9406a2VEaLREeDC6o_aem_Rv9fUjgpJm_qFrZlM78BJw
Stiamo gradualmente cancellando i risultati di un secolo di conquiste sindacali e di stato sociale, ciò che aveva reso l'Europa occidentale il continente con migliore benessere sociale.
Matt Martini
https://www.affaritaliani.it/esteri/grecia-nel-caos-giornata-cruciale-il-parlamento-vota-per-portare-la-giornata-lavorativa-da-8-a-13-ore-988077.html?fbclid=IwdGRjcANcfh9jbGNrA1x9x2V4dG4DYWVtAjExAAEe_WpyUW-IS66PQx-p4k2p-hbNTFT8Pr5Ehgvg80LMCG9406a2VEaLREeDC6o_aem_Rv9fUjgpJm_qFrZlM78BJw
Affaritaliani.it
Grecia nel caos, giornata cruciale: il Parlamento vota per portare la giornata lavorativa da 8 a 13 ore
Proteste in tutto il Paese, i sindacati: "Ulteriore peggioramento di una situazione già problematica"
👎25🔥10
L'occidente non odia Hamas perché è "terrorista" : lo odia perché è palestinese.
Perché parla di autodeterminazione, di terra, di confini, parole che danno fastidio quando non sono pronunciate da chi comanda...o no?
Così li si liquida come "fanatici islamici" , si fomenta lo scontro di civiltà e si spaccia la religione per colpa "genetica".
Nel frattempo, però, si finanziano e si armano gruppi jihadisti VERI, i takfiri, qaedisti, salafiti, se servono a "regolare conti" altrove
Sono proprio uno strumento che plasmano i colonialisti occidentali , un'arma per guerra per procura. Non a caso, in Siria ora sono al potere.
E quando Hamas mette ordine A CASA SUA e fa pulizia dei collaborazionisti, strumento coloniale, così.. all'improvviso... in occidente, scatta l'indignazione per i poveri palestinesi uccisi da Hamas.
È follia spacciata per moralismo d'accatto, quello da salotto, quello ipocrita e subdolo: l'islam (fake, quello da raccontare agli occidentali) va bene -al Jewlani ricevuto da TUTTI i grandi- quello obbedisce, si addomestica, si fa emanazione dei padroni, mentre l'Islam vero, quello che resiste e protegge la sua terra e la sopravvivenza della sua gente no. Quello no. Perché quello ha svegliato le coscienze delle popolazioni occidentali, e ha mostrato come la Giustizia e la libertà non sono valori perseguiti dai rispettivi governi.
Dal fiume al mare. Palestina libera. 🇵🇸❤️
Perché parla di autodeterminazione, di terra, di confini, parole che danno fastidio quando non sono pronunciate da chi comanda...o no?
Così li si liquida come "fanatici islamici" , si fomenta lo scontro di civiltà e si spaccia la religione per colpa "genetica".
Nel frattempo, però, si finanziano e si armano gruppi jihadisti VERI, i takfiri, qaedisti, salafiti, se servono a "regolare conti" altrove
Sono proprio uno strumento che plasmano i colonialisti occidentali , un'arma per guerra per procura. Non a caso, in Siria ora sono al potere.
E quando Hamas mette ordine A CASA SUA e fa pulizia dei collaborazionisti, strumento coloniale, così.. all'improvviso... in occidente, scatta l'indignazione per i poveri palestinesi uccisi da Hamas.
È follia spacciata per moralismo d'accatto, quello da salotto, quello ipocrita e subdolo: l'islam (fake, quello da raccontare agli occidentali) va bene -al Jewlani ricevuto da TUTTI i grandi- quello obbedisce, si addomestica, si fa emanazione dei padroni, mentre l'Islam vero, quello che resiste e protegge la sua terra e la sopravvivenza della sua gente no. Quello no. Perché quello ha svegliato le coscienze delle popolazioni occidentali, e ha mostrato come la Giustizia e la libertà non sono valori perseguiti dai rispettivi governi.
Dal fiume al mare. Palestina libera. 🇵🇸❤️
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‘F*ck Netanyahu e Trump’
‘Libera libera Palestina’
Gli hacker di Cyber Islam prendono il controllo degli annunci in 4 aeroporti negli USA e in Canada
Resistance Trench Mirror
‘Libera libera Palestina’
Gli hacker di Cyber Islam prendono il controllo degli annunci in 4 aeroporti negli USA e in Canada
Resistance Trench Mirror
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Le ultime ore di Yahya Ibrahim Hassan Sinwar (1962 - 2024).
Tal al-Sultan, Rafah, estremo sud di Gaza, una città già evacuata e ridotta in macerie. Alle 3 del pomeriggio del 16 ottobre 2024 un drone dell'IDF avvista due combattenti che si avvicinano muovendosi tra i pochi edifici rimasti in piedi, aprendo la strada al terzo. Sono a soli 150 metri dalla postazione della 460ª brigata dell'IDF. I militari sparano, nasce uno scontro a fuoco, i combattenti si disperdono, i primi due vengono uccisi, il terzo ripara al secondo piano di un edificio.
L'IDF lo identifica, colpisce l'edificio, poi manda una pattuglia a perlustrare tra le rovine. Ma è ancora vivo, lancia due granate e costringe i soldati a ritirarsi. A questo punto i militari mandano un drone nell'edificio devastato: le immagini mostrano un uomo coperto di polvere, seduto su una poltrona, gravemente ferito a un braccio e con la testa avvolta dalla kufiyya, che fissa con sfida la telecamera mentre lancia un bastone contro il drone.
Un proiettile di carro armato fa collassare l'intero edificio. Il giorno successivo le truppe si accorgono che il volto del combattente assomiglia a quello del leader di Hamas Yahya Sinwar. Accanto al suo corpo vengono trovati pochi oggetti: una carta d'identità falsa, dei contanti, un rosario, un pacchetto di mentos, un tagliaunghie, il suo Kalashnikov AK-47. Gli viene amputato un dito per il test del Dna.
L'autopsia conferma: si tratta di Yahya Sinwar, l'uomo più ricercato dall'intelligence israeliana per essere stato l'architetto dell'operazione Diluvio di al-Aqsa cominciata il 7 ottobre 2023. Ucciso "per caso", perché era lui che cercava loro. Non mangiava da tre giorni. Con un avambraccio tranciato e un filo elettrico improvvisato come laccio emostatico, era sopravvissuto anche al collasso dell'edificio. La morte, rivela l'autopsia, è avvenuta per un colpo di arma da fuoco che gli ha fracassato il cranio.
E allora chi ha sparato quel colpo?
Forse i militari, quando lo hanno trovato, il giorno dopo, ancora vivo, schiacciato dalle macerie. O forse Sinwar stesso, per non consegnarsi ai nemici, ha raccolto le ultime forze sparandosi un colpo alla testa con quella pistola che teneva sempre al suo fianco. Non una qualunque, ma la pistola sottratta al tenente colonnello Mahmoud Kheir El-Din, ucciso nel 2018 durante un’operazione sventata dal controspionaggio di Hamas, che Sinwar stesso aveva messo in piedi. L'aveva già mostrata in pubblico, munita di silenziatore.
Nato nel campo profughi di Khan Younis da una famiglia deportata da al-Majdal Asqalan (l'attuale città israeliana Ashkelon) durante la pulizia etnica del 1948, aveva intrapreso la strada dell'attivismo studentesco prima e poi della militanza politica tra le fila del nascente movimento di resistenza islamico, dando vita alle prime operazioni contro coloni ed esercito occupante. Dopo aver scontato vent'anni di prigionia fu rilasciato, grazie a uno scambio di prigionieri, nel 2011, emergendo subito come dirigente indiscusso di Hamas nella Striscia di Gaza.
Secondo la propaganda israeliana era il "macellaio di Khan Younis", viveva nel lusso, nascosto nei tunnel, usando gli ostaggi come scudi umani. E invece proprio la propaganda che lo ha mostrificato ha creato involontariamente la sua leggenda postuma, consegnando al mondo le immagini del leader sessantaduenne che, ultimo tra i suoi uomini a cadere, combatte armi in pugno fino all'ultimo respiro.
E infine quel cadavere sfigurato, sotto le macerie, esposto al mondo come un trofeo e tenuto tuttora in ostaggio dalle autorità israeliane.
Una morte esemplare che si è già trasformata in eroico martirio nell'immaginario pubblico palestinese. Cosa questo possa significare per le future generazioni di palestinesi e quanto alta l'asticella sia stata posta per i prossimi leader della Resistenza non è difficile da immaginare.
Enrico Bartolomei
Terra dei Padri Movimento Eurasiatista
Tal al-Sultan, Rafah, estremo sud di Gaza, una città già evacuata e ridotta in macerie. Alle 3 del pomeriggio del 16 ottobre 2024 un drone dell'IDF avvista due combattenti che si avvicinano muovendosi tra i pochi edifici rimasti in piedi, aprendo la strada al terzo. Sono a soli 150 metri dalla postazione della 460ª brigata dell'IDF. I militari sparano, nasce uno scontro a fuoco, i combattenti si disperdono, i primi due vengono uccisi, il terzo ripara al secondo piano di un edificio.
L'IDF lo identifica, colpisce l'edificio, poi manda una pattuglia a perlustrare tra le rovine. Ma è ancora vivo, lancia due granate e costringe i soldati a ritirarsi. A questo punto i militari mandano un drone nell'edificio devastato: le immagini mostrano un uomo coperto di polvere, seduto su una poltrona, gravemente ferito a un braccio e con la testa avvolta dalla kufiyya, che fissa con sfida la telecamera mentre lancia un bastone contro il drone.
Un proiettile di carro armato fa collassare l'intero edificio. Il giorno successivo le truppe si accorgono che il volto del combattente assomiglia a quello del leader di Hamas Yahya Sinwar. Accanto al suo corpo vengono trovati pochi oggetti: una carta d'identità falsa, dei contanti, un rosario, un pacchetto di mentos, un tagliaunghie, il suo Kalashnikov AK-47. Gli viene amputato un dito per il test del Dna.
L'autopsia conferma: si tratta di Yahya Sinwar, l'uomo più ricercato dall'intelligence israeliana per essere stato l'architetto dell'operazione Diluvio di al-Aqsa cominciata il 7 ottobre 2023. Ucciso "per caso", perché era lui che cercava loro. Non mangiava da tre giorni. Con un avambraccio tranciato e un filo elettrico improvvisato come laccio emostatico, era sopravvissuto anche al collasso dell'edificio. La morte, rivela l'autopsia, è avvenuta per un colpo di arma da fuoco che gli ha fracassato il cranio.
E allora chi ha sparato quel colpo?
Forse i militari, quando lo hanno trovato, il giorno dopo, ancora vivo, schiacciato dalle macerie. O forse Sinwar stesso, per non consegnarsi ai nemici, ha raccolto le ultime forze sparandosi un colpo alla testa con quella pistola che teneva sempre al suo fianco. Non una qualunque, ma la pistola sottratta al tenente colonnello Mahmoud Kheir El-Din, ucciso nel 2018 durante un’operazione sventata dal controspionaggio di Hamas, che Sinwar stesso aveva messo in piedi. L'aveva già mostrata in pubblico, munita di silenziatore.
Nato nel campo profughi di Khan Younis da una famiglia deportata da al-Majdal Asqalan (l'attuale città israeliana Ashkelon) durante la pulizia etnica del 1948, aveva intrapreso la strada dell'attivismo studentesco prima e poi della militanza politica tra le fila del nascente movimento di resistenza islamico, dando vita alle prime operazioni contro coloni ed esercito occupante. Dopo aver scontato vent'anni di prigionia fu rilasciato, grazie a uno scambio di prigionieri, nel 2011, emergendo subito come dirigente indiscusso di Hamas nella Striscia di Gaza.
Secondo la propaganda israeliana era il "macellaio di Khan Younis", viveva nel lusso, nascosto nei tunnel, usando gli ostaggi come scudi umani. E invece proprio la propaganda che lo ha mostrificato ha creato involontariamente la sua leggenda postuma, consegnando al mondo le immagini del leader sessantaduenne che, ultimo tra i suoi uomini a cadere, combatte armi in pugno fino all'ultimo respiro.
E infine quel cadavere sfigurato, sotto le macerie, esposto al mondo come un trofeo e tenuto tuttora in ostaggio dalle autorità israeliane.
Una morte esemplare che si è già trasformata in eroico martirio nell'immaginario pubblico palestinese. Cosa questo possa significare per le future generazioni di palestinesi e quanto alta l'asticella sia stata posta per i prossimi leader della Resistenza non è difficile da immaginare.
Enrico Bartolomei
Terra dei Padri Movimento Eurasiatista
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Il giornalista Emiliano Bos, della Radiotelevisione Svizzera Italiana, è riuscito a entrare nel sud di Gaza a Rafah e ci mostra le donne in fila per ricevere aiuti umanitari.
Hanno ricevuto solo un sacchetto di cipolle mentre ce sono i bombardamenti nonostante l'accordo di cessate il fuoco .
Majdi Balghouty
Hanno ricevuto solo un sacchetto di cipolle mentre ce sono i bombardamenti nonostante l'accordo di cessate il fuoco .
Majdi Balghouty
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Da "israele" viene confermata la notizia dei pestaggi contro Barghouti a cui le guardie sioniste hanno spaccato QUATTRO costole .
Era sulla lista dei prigionieri da rilasciare, ma non solo non verrà rilasciato, ma temo che se uscirà dal carcere dell'entità ebraico sionista, sarà solo da morto, perché lo uccideranno.
Come fa notare qualcuno, "israele" non è mica il Sudafrica dei boeri che ha rilasciato Mandela, è molto peggio.
https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/marwan-barghouti-beaten-by-israeli-prison-guards-suffering-multiple-broken-ribs-palestinian-sources-say/?fbclid=IwdGRjcANdjXljbGNrA12Nd2V4dG4DYWVtAjExAAEeZl1Zo_eMM5jolhPB991nM_7_UWXYVsvTefu01zRliozyb5AXHJmiXHR_Yz8_aem_1fuXgH33zIGs7KGNsBTeqg
Era sulla lista dei prigionieri da rilasciare, ma non solo non verrà rilasciato, ma temo che se uscirà dal carcere dell'entità ebraico sionista, sarà solo da morto, perché lo uccideranno.
Come fa notare qualcuno, "israele" non è mica il Sudafrica dei boeri che ha rilasciato Mandela, è molto peggio.
https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/marwan-barghouti-beaten-by-israeli-prison-guards-suffering-multiple-broken-ribs-palestinian-sources-say/?fbclid=IwdGRjcANdjXljbGNrA12Nd2V4dG4DYWVtAjExAAEeZl1Zo_eMM5jolhPB991nM_7_UWXYVsvTefu01zRliozyb5AXHJmiXHR_Yz8_aem_1fuXgH33zIGs7KGNsBTeqg
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Non voglio nemmeno pubblicare né video né foto, mi fa troppo male.
Ma il tempo è galantuomo e chi dall'8 dicembre 2024 ha avuto modo di parlarmi sa bene cosa pensavo e continuo a pensare, infatti, Oggi, a meno di un anno di distanza, la realtà supera ogni previsione: la Russia accoglie a braccia aperte Ahmed al-Sharaa, al secolo come Abu Mohammad al-Julani, ex leader di Jabhat al-Nusra, branca siriana di al-Qaeda. Non solo lo riceve, ma lo legittima come capo di Stato, lo celebra, lo normalizza.
Jewlani, da parte sua, non perde tempo: chiede a Mosca l:estradizione di Bashar al-Assad per processarlo in Siria. Un gesto che segna il definitivo ribaltamento dei ruoli e delle narrazioni.
Chi ieri era il nemico pubblico numero uno dell'occidente e che la Russia ha pure combattuto ferocemente, oggi siede al tavolo dei potenti, con tanto di benedizione del Cremlino.
E un conto sono i rapporti diplomatici e interessi e blablabla.... Un conto è la normalizzazione di Al Qaeda.
Mi si dirà : eh, sorella ma è "realpolitik" e io risponderei che la vera questione di "realpolitik" è quanto si consideri "israele" pericoloso e fino a che punto gli si vuole dare fastidio.
Le basi militari, gli accordi, le alleanze, la "diplomazia" : tutto questo è solo il contorno. Il cuore della questione è un altro.
È il peso che il sionismo esercita sugli equilibri globali, e quanto certi attori siano disposti a spingersi oltre pur di sfidarlo.
Non si tratta più solo di diplomazia. È una questione morale. E chi ha memoria, chi ha sofferto, chi ha combattuto il terrorismo, non può restare in silenzio davanti a questa farsa.
Riporto una frase di un canale Telegram che mi ha colpito :
«Non sappiamo ancora quanto siano profonde e complesse le "quinte", né i molti sviluppi in corso. Una cosa è chiara: la Russia non è mai stata un'alleata ideologica della Resistenza, e non lo sarà mai.»
Così è.
Rip SIRIA
Ps. Non venitemi a scrivere banalità che ho già letto e conosco sulla "realpolitik" non men ne frega niente. Sono molto serena nel sostenere questo perchè questa mia posizione converge con la posizione di analisti e attivisti arabi e internazionali di cui ho molta stima e che conoscono molto bene la realtà sul campo.
IF
Ma il tempo è galantuomo e chi dall'8 dicembre 2024 ha avuto modo di parlarmi sa bene cosa pensavo e continuo a pensare, infatti, Oggi, a meno di un anno di distanza, la realtà supera ogni previsione: la Russia accoglie a braccia aperte Ahmed al-Sharaa, al secolo come Abu Mohammad al-Julani, ex leader di Jabhat al-Nusra, branca siriana di al-Qaeda. Non solo lo riceve, ma lo legittima come capo di Stato, lo celebra, lo normalizza.
Jewlani, da parte sua, non perde tempo: chiede a Mosca l:estradizione di Bashar al-Assad per processarlo in Siria. Un gesto che segna il definitivo ribaltamento dei ruoli e delle narrazioni.
Chi ieri era il nemico pubblico numero uno dell'occidente e che la Russia ha pure combattuto ferocemente, oggi siede al tavolo dei potenti, con tanto di benedizione del Cremlino.
E un conto sono i rapporti diplomatici e interessi e blablabla.... Un conto è la normalizzazione di Al Qaeda.
Mi si dirà : eh, sorella ma è "realpolitik" e io risponderei che la vera questione di "realpolitik" è quanto si consideri "israele" pericoloso e fino a che punto gli si vuole dare fastidio.
Le basi militari, gli accordi, le alleanze, la "diplomazia" : tutto questo è solo il contorno. Il cuore della questione è un altro.
È il peso che il sionismo esercita sugli equilibri globali, e quanto certi attori siano disposti a spingersi oltre pur di sfidarlo.
Non si tratta più solo di diplomazia. È una questione morale. E chi ha memoria, chi ha sofferto, chi ha combattuto il terrorismo, non può restare in silenzio davanti a questa farsa.
Riporto una frase di un canale Telegram che mi ha colpito :
«Non sappiamo ancora quanto siano profonde e complesse le "quinte", né i molti sviluppi in corso. Una cosa è chiara: la Russia non è mai stata un'alleata ideologica della Resistenza, e non lo sarà mai.»
Così è.
Rip SIRIA
Ps. Non venitemi a scrivere banalità che ho già letto e conosco sulla "realpolitik" non men ne frega niente. Sono molto serena nel sostenere questo perchè questa mia posizione converge con la posizione di analisti e attivisti arabi e internazionali di cui ho molta stima e che conoscono molto bene la realtà sul campo.
IF
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Comunicato di Hamas nel primo anniversario del martirio di Yahya Al-Sinwar
La fiamma del Diluvio non si spegnerà e il sangue dei capi martirizzati rafforzerà il cammino della Resistenza per le generazioni a venire. Rinnoviamo il nostro impegno a rimanere saldi sul loro cammino e leali ai loro sacrifici e al loro sentiero fino alla liberazione della terra e dei luoghi santi.
È trascorso un anno intero da quell'eroica epopea testimoniata dal mondo, guidata dal Comandante della battaglia del Diluvio di Al-Aqsa, il martire Yahya Al-Sinwar, che ha suggellato la sua vita e il suo cammino di jihad e sacrificio avanzando coraggiosamente, rimanendo saldo nel cuore della battaglia, alzando in alto il suo bastone, sfidando la tirannia e i crimini dell'occupazione.
È trascorso un anno dal martirio di questo grande capo nazionale. Grazie alla pazienza, alla fermezza e alla determinazione del nostro popolo, e alla forza e al coraggio della nostra Resistenza, siamo giunti a un risultato nazionale e un accordo che hanno sventato tutti i piani di aggressione dell'occupazione contro la nostra terra e il nostro popolo.
Ciò ha portato alla fine dell'aggressione, del genocidio, della fame, degli sfollamenti e della pulizia etnica, e a un accordo per lo scambio di prigionieri intitolato "Il Diluvio dei Liberi", attraverso il quale 1.968 prigionieri palestinesi hanno respirato la libertà, infrangendo l'arroganza del carceriere sionista.
In questo primo anniversario del martirio dell'eroico combattente Yahya Al-Sinwar, ricordiamo con orgoglio la sua nobile biografia e il suo benedetto viaggio. Ha vissuto combattendo fin dalla giovinezza con fermezza e inflessibilità, sovrastando i suoi carcerieri durante i suoi 23 anni di prigionia e proseguendo il percorso di preparazione, costruzione e pianificazione dopo la liberazione fino all'alba del 7 ottobre 2023, quando ha umiliato l'occupazione, ne ha scosso l'entità e ha infranto il mito del suo esercito, per poi ascendere come martire sul campo di battaglia, indomito.
Affermiamo che il martirio del fratello comandante Yahya Al-Sinwar, e prima di lui di tutti i leader e simboli del Movimento che hanno percorso lo stesso spinoso cammino di lotta per la liberazione e il ritorno, non farà che accrescere la forza, la determinazione e la fermezza del Movimento, del nostro popolo e della nostra Resistenza nel sostenere il loro approccio, proseguire il loro cammino e rimanere fedeli al loro sangue e ai loro sacrifici.
La fiamma del Diluvio di Al-Aqsa continuerà ad ardere, pulsando con lo spirito di adesione ai diritti, ai principi e all'unità nazionale. La sua fiamma non si spegnerà nei cuori del nostro grande popolo, nonostante i sacrifici, e il potere e i crimini dell'occupazione.
Fedele al patto dei capi martirizzati, la bandiera non cadrà mai. Rimarrà innalzata, portata e difesa da ogni generazione del nostro popolo fino alla piena liberazione e all'istituzione dello Stato palestinese indipendente con Al-Quds come capitale.
In questo primo anniversario del tuo martirio, o Abu Ibrahim, riposa in pace. Hai onorato la fiducia, impegnandoti sinceramente nel cammino per umiliare il nemico, spezzare la sua arroganza, umiliare i suoi leader e scuotere i pilastri della sua falsa entità.
Sebbene il tuo corpo puro sia assente dal suolo di Gaza, la tua anima vola nei cieli, riempiendo l'universo della verità che il sangue dei martiri scrive a gloria eterna per la Palestina e la Ummah. Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi sulla terra della fiera Gaza e umiliato è stato costretto a cessare il fuoco, liberando i suoi prigionieri solo per volontà e sotto le condizioni della Resistenza.
Pietà, gloria ed eternità all'anima dell'eroico comandante martire Yahya Al-Sinwar (Abu Ibrahim) e a tutti i convogli di martiri tra i capi e i figli del nostro popolo e della nostra Ummah.
Chiediamo a Dio Onnipotente di concedere loro i più alti ranghi del Paradiso tra i profeti, i veritieri, i martiri e i giusti, che eccellente compagnia!
La fiamma del Diluvio non si spegnerà e il sangue dei capi martirizzati rafforzerà il cammino della Resistenza per le generazioni a venire. Rinnoviamo il nostro impegno a rimanere saldi sul loro cammino e leali ai loro sacrifici e al loro sentiero fino alla liberazione della terra e dei luoghi santi.
È trascorso un anno intero da quell'eroica epopea testimoniata dal mondo, guidata dal Comandante della battaglia del Diluvio di Al-Aqsa, il martire Yahya Al-Sinwar, che ha suggellato la sua vita e il suo cammino di jihad e sacrificio avanzando coraggiosamente, rimanendo saldo nel cuore della battaglia, alzando in alto il suo bastone, sfidando la tirannia e i crimini dell'occupazione.
È trascorso un anno dal martirio di questo grande capo nazionale. Grazie alla pazienza, alla fermezza e alla determinazione del nostro popolo, e alla forza e al coraggio della nostra Resistenza, siamo giunti a un risultato nazionale e un accordo che hanno sventato tutti i piani di aggressione dell'occupazione contro la nostra terra e il nostro popolo.
Ciò ha portato alla fine dell'aggressione, del genocidio, della fame, degli sfollamenti e della pulizia etnica, e a un accordo per lo scambio di prigionieri intitolato "Il Diluvio dei Liberi", attraverso il quale 1.968 prigionieri palestinesi hanno respirato la libertà, infrangendo l'arroganza del carceriere sionista.
In questo primo anniversario del martirio dell'eroico combattente Yahya Al-Sinwar, ricordiamo con orgoglio la sua nobile biografia e il suo benedetto viaggio. Ha vissuto combattendo fin dalla giovinezza con fermezza e inflessibilità, sovrastando i suoi carcerieri durante i suoi 23 anni di prigionia e proseguendo il percorso di preparazione, costruzione e pianificazione dopo la liberazione fino all'alba del 7 ottobre 2023, quando ha umiliato l'occupazione, ne ha scosso l'entità e ha infranto il mito del suo esercito, per poi ascendere come martire sul campo di battaglia, indomito.
Affermiamo che il martirio del fratello comandante Yahya Al-Sinwar, e prima di lui di tutti i leader e simboli del Movimento che hanno percorso lo stesso spinoso cammino di lotta per la liberazione e il ritorno, non farà che accrescere la forza, la determinazione e la fermezza del Movimento, del nostro popolo e della nostra Resistenza nel sostenere il loro approccio, proseguire il loro cammino e rimanere fedeli al loro sangue e ai loro sacrifici.
La fiamma del Diluvio di Al-Aqsa continuerà ad ardere, pulsando con lo spirito di adesione ai diritti, ai principi e all'unità nazionale. La sua fiamma non si spegnerà nei cuori del nostro grande popolo, nonostante i sacrifici, e il potere e i crimini dell'occupazione.
Fedele al patto dei capi martirizzati, la bandiera non cadrà mai. Rimarrà innalzata, portata e difesa da ogni generazione del nostro popolo fino alla piena liberazione e all'istituzione dello Stato palestinese indipendente con Al-Quds come capitale.
In questo primo anniversario del tuo martirio, o Abu Ibrahim, riposa in pace. Hai onorato la fiducia, impegnandoti sinceramente nel cammino per umiliare il nemico, spezzare la sua arroganza, umiliare i suoi leader e scuotere i pilastri della sua falsa entità.
Sebbene il tuo corpo puro sia assente dal suolo di Gaza, la tua anima vola nei cieli, riempiendo l'universo della verità che il sangue dei martiri scrive a gloria eterna per la Palestina e la Ummah. Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi sulla terra della fiera Gaza e umiliato è stato costretto a cessare il fuoco, liberando i suoi prigionieri solo per volontà e sotto le condizioni della Resistenza.
Pietà, gloria ed eternità all'anima dell'eroico comandante martire Yahya Al-Sinwar (Abu Ibrahim) e a tutti i convogli di martiri tra i capi e i figli del nostro popolo e della nostra Ummah.
Chiediamo a Dio Onnipotente di concedere loro i più alti ranghi del Paradiso tra i profeti, i veritieri, i martiri e i giusti, che eccellente compagnia!
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