Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Le ultime ore di Yahya Ibrahim Hassan Sinwar (1962 - 2024).
Tal al-Sultan, Rafah, estremo sud di Gaza, una città già evacuata e ridotta in macerie. Alle 3 del pomeriggio del 16 ottobre 2024 un drone dell'IDF avvista due combattenti che si avvicinano muovendosi tra i pochi edifici rimasti in piedi, aprendo la strada al terzo. Sono a soli 150 metri dalla postazione della 460ª brigata dell'IDF. I militari sparano, nasce uno scontro a fuoco, i combattenti si disperdono, i primi due vengono uccisi, il terzo ripara al secondo piano di un edificio.
L'IDF lo identifica, colpisce l'edificio, poi manda una pattuglia a perlustrare tra le rovine. Ma è ancora vivo, lancia due granate e costringe i soldati a ritirarsi. A questo punto i militari mandano un drone nell'edificio devastato: le immagini mostrano un uomo coperto di polvere, seduto su una poltrona, gravemente ferito a un braccio e con la testa avvolta dalla kufiyya, che fissa con sfida la telecamera mentre lancia un bastone contro il drone.
Un proiettile di carro armato fa collassare l'intero edificio. Il giorno successivo le truppe si accorgono che il volto del combattente assomiglia a quello del leader di Hamas Yahya Sinwar. Accanto al suo corpo vengono trovati pochi oggetti: una carta d'identità falsa, dei contanti, un rosario, un pacchetto di mentos, un tagliaunghie, il suo Kalashnikov AK-47. Gli viene amputato un dito per il test del Dna.
L'autopsia conferma: si tratta di Yahya Sinwar, l'uomo più ricercato dall'intelligence israeliana per essere stato l'architetto dell'operazione Diluvio di al-Aqsa cominciata il 7 ottobre 2023. Ucciso "per caso", perché era lui che cercava loro. Non mangiava da tre giorni. Con un avambraccio tranciato e un filo elettrico improvvisato come laccio emostatico, era sopravvissuto anche al collasso dell'edificio. La morte, rivela l'autopsia, è avvenuta per un colpo di arma da fuoco che gli ha fracassato il cranio.
E allora chi ha sparato quel colpo?
Forse i militari, quando lo hanno trovato, il giorno dopo, ancora vivo, schiacciato dalle macerie. O forse Sinwar stesso, per non consegnarsi ai nemici, ha raccolto le ultime forze sparandosi un colpo alla testa con quella pistola che teneva sempre al suo fianco. Non una qualunque, ma la pistola sottratta al tenente colonnello Mahmoud Kheir El-Din, ucciso nel 2018 durante un’operazione sventata dal controspionaggio di Hamas, che Sinwar stesso aveva messo in piedi. L'aveva già mostrata in pubblico, munita di silenziatore.
Nato nel campo profughi di Khan Younis da una famiglia deportata da al-Majdal Asqalan (l'attuale città israeliana Ashkelon) durante la pulizia etnica del 1948, aveva intrapreso la strada dell'attivismo studentesco prima e poi della militanza politica tra le fila del nascente movimento di resistenza islamico, dando vita alle prime operazioni contro coloni ed esercito occupante. Dopo aver scontato vent'anni di prigionia fu rilasciato, grazie a uno scambio di prigionieri, nel 2011, emergendo subito come dirigente indiscusso di Hamas nella Striscia di Gaza.
Secondo la propaganda israeliana era il "macellaio di Khan Younis", viveva nel lusso, nascosto nei tunnel, usando gli ostaggi come scudi umani. E invece proprio la propaganda che lo ha mostrificato ha creato involontariamente la sua leggenda postuma, consegnando al mondo le immagini del leader sessantaduenne che, ultimo tra i suoi uomini a cadere, combatte armi in pugno fino all'ultimo respiro.
E infine quel cadavere sfigurato, sotto le macerie, esposto al mondo come un trofeo e tenuto tuttora in ostaggio dalle autorità israeliane.
Una morte esemplare che si è già trasformata in eroico martirio nell'immaginario pubblico palestinese. Cosa questo possa significare per le future generazioni di palestinesi e quanto alta l'asticella sia stata posta per i prossimi leader della Resistenza non è difficile da immaginare.
Enrico Bartolomei
Terra dei Padri Movimento Eurasiatista
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Il giornalista Emiliano Bos, della Radiotelevisione Svizzera Italiana, è riuscito a entrare nel sud di Gaza a Rafah e ci mostra le donne in fila per ricevere aiuti umanitari.
Hanno ricevuto solo un sacchetto di cipolle mentre ce sono i bombardamenti nonostante l'accordo di cessate il fuoco .

Majdi Balghouty
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Da "israele" viene confermata la notizia dei pestaggi contro Barghouti a cui le guardie sioniste hanno spaccato QUATTRO costole .

Era sulla lista dei prigionieri da rilasciare, ma non solo non verrà rilasciato, ma temo che se uscirà dal carcere dell'entità ebraico sionista, sarà solo da morto, perché lo uccideranno.
Come fa notare qualcuno, "israele" non è mica il Sudafrica dei boeri che ha rilasciato Mandela, è molto peggio.


https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/marwan-barghouti-beaten-by-israeli-prison-guards-suffering-multiple-broken-ribs-palestinian-sources-say/?fbclid=IwdGRjcANdjXljbGNrA12Nd2V4dG4DYWVtAjExAAEeZl1Zo_eMM5jolhPB991nM_7_UWXYVsvTefu01zRliozyb5AXHJmiXHR_Yz8_aem_1fuXgH33zIGs7KGNsBTeqg
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Non voglio nemmeno pubblicare né video né foto, mi fa troppo male.
Ma il tempo è galantuomo e chi dall'8 dicembre 2024 ha avuto modo di parlarmi sa bene cosa pensavo e continuo a pensare, infatti, Oggi, a meno di un anno di distanza, la realtà supera ogni previsione: la Russia accoglie a braccia aperte Ahmed al-Sharaa, al secolo come Abu Mohammad al-Julani, ex leader di Jabhat al-Nusra, branca siriana di al-Qaeda. Non solo lo riceve, ma lo legittima come capo di Stato, lo celebra, lo normalizza.

Jewlani, da parte sua, non perde tempo: chiede a Mosca l:estradizione di Bashar al-Assad per processarlo in Siria. Un gesto che segna il definitivo ribaltamento dei ruoli e delle narrazioni.
Chi ieri era il nemico pubblico numero uno dell'occidente e che la Russia ha pure combattuto ferocemente, oggi siede al tavolo dei potenti, con tanto di benedizione del Cremlino.
E un conto sono i rapporti diplomatici e interessi e blablabla.... Un conto è la normalizzazione di Al Qaeda.
Mi si dirà : eh, sorella ma è "realpolitik" e io risponderei che la vera questione di "realpolitik" è quanto si consideri "israele" pericoloso e fino a che punto gli si vuole dare fastidio.
Le basi militari, gli accordi, le alleanze, la "diplomazia" : tutto questo è solo il contorno. Il cuore della questione è un altro.
È il peso che il sionismo esercita sugli equilibri globali, e quanto certi attori siano disposti a spingersi oltre pur di sfidarlo.

Non si tratta più solo di diplomazia. È una questione morale. E chi ha memoria, chi ha sofferto, chi ha combattuto il terrorismo, non può restare in silenzio davanti a questa farsa.

Riporto una frase di un canale Telegram che mi ha colpito :

«Non sappiamo ancora quanto siano profonde e complesse le "quinte", né i molti sviluppi in corso. Una cosa è chiara: la Russia non è mai stata un'alleata ideologica della Resistenza, e non lo sarà mai.»

Così è.

Rip SIRIA

Ps. Non venitemi a scrivere banalità che ho già letto e conosco sulla "realpolitik" non men ne frega niente. Sono molto serena nel sostenere questo perchè questa mia posizione converge con la posizione di analisti e attivisti arabi e internazionali di cui ho molta stima e che conoscono molto bene la realtà sul campo.
IF
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Comunicato di Hamas nel primo anniversario del martirio di Yahya Al-Sinwar

La fiamma del Diluvio non si spegnerà e il sangue dei capi martirizzati rafforzerà il cammino della Resistenza per le generazioni a venire. Rinnoviamo il nostro impegno a rimanere saldi sul loro cammino e leali ai loro sacrifici e al loro sentiero fino alla liberazione della terra e dei luoghi santi.

È trascorso un anno intero da quell'eroica epopea testimoniata dal mondo, guidata dal Comandante della battaglia del Diluvio di Al-Aqsa, il martire Yahya Al-Sinwar, che ha suggellato la sua vita e il suo cammino di jihad e sacrificio avanzando coraggiosamente, rimanendo saldo nel cuore della battaglia, alzando in alto il suo bastone, sfidando la tirannia e i crimini dell'occupazione.

È trascorso un anno dal martirio di questo grande capo nazionale. Grazie alla pazienza, alla fermezza e alla determinazione del nostro popolo, e alla forza e al coraggio della nostra Resistenza, siamo giunti a un risultato nazionale e un accordo che hanno sventato tutti i piani di aggressione dell'occupazione contro la nostra terra e il nostro popolo.

Ciò ha portato alla fine dell'aggressione, del genocidio, della fame, degli sfollamenti e della pulizia etnica, e a un accordo per lo scambio di prigionieri intitolato "Il Diluvio dei Liberi", attraverso il quale 1.968 prigionieri palestinesi hanno respirato la libertà, infrangendo l'arroganza del carceriere sionista.

In questo primo anniversario del martirio dell'eroico combattente Yahya Al-Sinwar, ricordiamo con orgoglio la sua nobile biografia e il suo benedetto viaggio. Ha vissuto combattendo fin dalla giovinezza con fermezza e inflessibilità, sovrastando i suoi carcerieri durante i suoi 23 anni di prigionia e proseguendo il percorso di preparazione, costruzione e pianificazione dopo la liberazione fino all'alba del 7 ottobre 2023, quando ha umiliato l'occupazione, ne ha scosso l'entità e ha infranto il mito del suo esercito, per poi ascendere come martire sul campo di battaglia, indomito.

Affermiamo che il martirio del fratello comandante Yahya Al-Sinwar, e prima di lui di tutti i leader e simboli del Movimento che hanno percorso lo stesso spinoso cammino di lotta per la liberazione e il ritorno, non farà che accrescere la forza, la determinazione e la fermezza del Movimento, del nostro popolo e della nostra Resistenza nel sostenere il loro approccio, proseguire il loro cammino e rimanere fedeli al loro sangue e ai loro sacrifici.

La fiamma del Diluvio di Al-Aqsa continuerà ad ardere, pulsando con lo spirito di adesione ai diritti, ai principi e all'unità nazionale. La sua fiamma non si spegnerà nei cuori del nostro grande popolo, nonostante i sacrifici, e il potere e i crimini dell'occupazione.

Fedele al patto dei capi martirizzati, la bandiera non cadrà mai. Rimarrà innalzata, portata e difesa da ogni generazione del nostro popolo fino alla piena liberazione e all'istituzione dello Stato palestinese indipendente con Al-Quds come capitale.

In questo primo anniversario del tuo martirio, o Abu Ibrahim, riposa in pace. Hai onorato la fiducia, impegnandoti sinceramente nel cammino per umiliare il nemico, spezzare la sua arroganza, umiliare i suoi leader e scuotere i pilastri della sua falsa entità.

Sebbene il tuo corpo puro sia assente dal suolo di Gaza, la tua anima vola nei cieli, riempiendo l'universo della verità che il sangue dei martiri scrive a gloria eterna per la Palestina e la Ummah. Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi sulla terra della fiera Gaza e umiliato è stato costretto a cessare il fuoco, liberando i suoi prigionieri solo per volontà e sotto le condizioni della Resistenza.

Pietà, gloria ed eternità all'anima dell'eroico comandante martire Yahya Al-Sinwar (Abu Ibrahim) e a tutti i convogli di martiri tra i capi e i figli del nostro popolo e della nostra Ummah.

Chiediamo a Dio Onnipotente di concedere loro i più alti ranghi del Paradiso tra i profeti, i veritieri, i martiri e i giusti, che eccellente compagnia!
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🔻 Qual è la storia dell'enigma della quarta salma che l'occupazione ha affermato non appartenere a un prigioniero "israeliano"? Shihab vi presenta i dettagli

- Il 26 maggio 2024, il portavoce delle Brigate al-Qassam, Abu Ubaida, dopo mezzanotte ha annunciato che i combattenti di al-Qassam nel campo di Jabalia sono riusciti ad attirare una forza speciale dell'occupazione in uno dei tunnel, far esplodere ordigni esplosivi e ingaggiare uno scontro con essa.
- Abu Ubaida ha confermato in un video, monitorato da "Shihab", la cattura di membri della forza tra morti e prigionieri, limitandosi a pubblicare un breve video della salma di uno dei soldati uccisi nell'imboscata mentre veniva trascinato in uno dei tunnel.
- Questa segnalazione serve a confutare le menzogne dell'occupazione e le sue affermazioni secondo cui la quarta salma consegnata da al-Qassam non appartiene a un prigioniero "israeliano".
- Una fonte di alto livello nella sicurezza della resistenza ha confermato oggi che la salma di cui parla il nemico, che non sarebbe israeliana, appartiene a un soldato catturato in un'operazione della resistenza nel campo di Jabalia nel maggio 2024. https://t.me/NAFIRPS

Dal canale ufficiale
Mesheeck

Per quanto riguarda il quarto cadavere consegnato dalla resistenza ieri.
Alcuni mesi fa la resistenza ha annunciato l'uccisione di un soldato dopo l'esplosione di un'apertura di un tunnel, e il suo corpo è stato recuperato.
Dopo la pubblicazione della sua foto, è emerso che era una spia di Gerico, di nome Khalil Dawas, appartenente al movimento Fatah, e lavorava come cane da pista per l'esercito di occupazione nella zona di Jabalia per scoprire i tunnel.
Significa che lo mandavano prima per vedere se la casa era minata o no, prima di entrare..
Comunque, la resistenza ha consegnato il suo corpo ieri insieme ai corpi dei tre prigionieri, e l'occupazione ha rifiutato di riconoscerlo.
La fine di ogni cane e spia. :⁩
[Nota: mi scuso del linguaggio ma per onestà riporto come è scritto]
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Può mai essere sconfitta una leadership del genere?

Ascolta cosa ha detto un soldato israeliano che era stato tenuto prigioniero a Gaza:

Racconta:
«L'Unità Ombra delle Brigate Al-Qassam ha organizzato manifestazioni contro la guerra e contro lo stesso Hamas. Era il 25 marzo di quest'anno.

Noi, i soldati israeliani prigionieri, abbiamo marciato in mezzo a quelle manifestazioni che sono iniziate a Beit Lahia a nord, si sono spostate a Beit Hanoun, poi a Gaza City e infine a Khan Younis a sud.

Quelle manifestazioni, che sembravano essere contro la resistenza, hanno fatto felici gli israeliani. Le hanno rappresentate come un segno di vittoria. Ma in realtà, l'intero evento è stato orchestrato dalle Brigate Al-Qassam. Durante quelle proteste, noi prigionieri israeliani venivamo trasferiti dal nord al sud, proprio sotto gli occhi dei droni e dell'intelligence israeliani, che applaudivano ciò che credevano fosse un dissenso pubblico contro Hamas.

Il soldato israeliano, liberato solo due giorni fa, continua:
«Non avremmo mai immaginato che il piano di spostarci dal nord al sud avrebbe effettivamente funzionato, specialmente con i droni da ricognizione che volavano proprio sopra di noi.

Ciò che è ancora più sorprendente è che i combattenti di Al-Qassam ci hanno chiesto di guidare le manifestazioni. Ci hanno insegnato gli slogan da gridare, ci hanno sollevato sulle loro spalle e ci hanno fatto urlare in arabo contro la resistenza, mentre loro ripetevano i nostri slogan dietro di noi.

E così, siamo arrivati sani e salvi a Khan Younis, sotto gli occhi vigili dell'intelligence israeliana, che non ha mai capito chi fossimo veramente.»

Testo di Marwa Osman
Video grazie a E. L. P
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Sopresi della visita dell'ex-terrorista al-Jolani a Mosca?

È trapelata la bozza di un primo accordo segreto tra Turchia e Russia (prima parte)

Bozza di intesa
Ankara – Mosca
In data (...) / (...) / 2024

Alla luce dei contatti avvenuti nelle ultime settimane riguardo al destino del presidente siriano Bashar al-Assad e del suo regime e governo – contatti che hanno coinvolto l'attuale governo degli Stati Uniti [governo di Joe Biden] e il futuro governo [governo di Trump], nonché gli Emirati Arabi Uniti, il Regno dell'Arabia Saudita, il Qatar e il governo israeliano – la Federazione Russa e la Repubblica di Turchia hanno concordato quanto segue:

La Federazione Russa garantisce che:

1. Il presidente siriano Bashar al-Assad, in qualità di comandante supremo delle forze armate siriane, impartirà gli ordini necessari a tutte le forze terrestri, navali, aeree e a tutti gli enti e apparati di sicurezza affinché, a partire dalle 00:01 del giorno (...) dicembre 2024, non venga opposta alcuna resistenza né venga fatto uso di armi contro le forze armate di opposizione («Hay'at Tahrir al-Sham» e «Esercito Nazionale»).

2. Il presidente siriano ordinerà inoltre a tutte le sue forze militari e di sicurezza di deporre le armi, rinunciare a qualsiasi segno militare e sgomberare le loro posizioni.

3. Il presidente siriano dovrà lasciare il paese entro la mezzanotte del giorno (...) dicembre 2024 e trasferire i suoi poteri legali almeno un'ora prima della partenza al primo ministro Mohammad Ghazi al-Jalali — e non al vicepresidente Faisal al-Miqdad o al vice per gli affari militari e ministro della difesa Ali Mahmoud Abbas.

4. Il presidente siriano, insieme alla sua famiglia e a chiunque dei suoi accompagnatori desideri, dovrà lasciare il territorio della Repubblica Araba di Siria entro le ore 24:00 del giorno (...) dicembre 2024.

5. La parte russa dovrà comunicare alla parte turca l'orario e il percorso del convoglio del presidente siriano e dei suoi accompagnatori.

6. La Russia concentrerà nuovamente le sue forze presenti in Siria presso la base aerea di Khmeimim e/o la base navale di Tartus, e questa azione dovrà essere completata entro la fine di dicembre 2024.

7. A partire dalle 00:01 del giorno (...) 2024, le forze russe – terrestri, navali o aeree – indipendentemente dalla loro ubicazione, non attaccheranno le forze armate di opposizione siriane.

8. Dal momento della partenza del presidente siriano dal territorio nazionale, lui e i membri del suo seguito non avranno alcuna attività politica o mediatica, in particolare contro il nuovo governo di Damasco, per almeno un anno.

La Repubblica di Turchia garantisce che:

1. La sicurezza e l'integrità di tutti i siti militari, diplomatici, consolari e religiosi russi in Siria, nonché delle attrezzature militari o civili – fisse o mobili – saranno mantenute e rispettate finché la bandiera russa sarà issata su di essi.

2. La sicurezza e l'integrità di tutte le entità affiliate alla Federazione Russa, inclusi diplomatici, militari e civili russi, saranno garantite finché si troveranno nelle aree sotto il controllo delle forze di opposizione armate menzionate.

3. La sicurezza e l'integrità del convoglio del presidente siriano, come comunicato ufficialmente dalla Russia, saranno garantite in tutte le aree sotto la sovranità siriana o turca – inclusi lo spazio aereo e le acque di entrambi i paesi.

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Sopresi della visita dell'ex-terrorista al-Jolani a Mosca?

È trapelata la bozza di un primo accordo segreto tra Turchia e Russia (seconda parte)

Allegati:

A) Le parti comprendono che il gruppo "Operazione Fath al-Sham" affiliato alla "5ª Divisione / Riconciliazioni" guidato da Anas al-Salakhdi, noto come Anas al-Za'im, sarà il primo gruppo delle forze di opposizione armate menzionate a entrare a Damasco da sud e sud-est e a prendere il controllo dei luoghi governativi ufficiali, tra cui:
l'aeroporto internazionale di Damasco, l'organizzazione generale della radio e televisione siriana, lo stato maggiore dell'esercito e delle forze armate, i palazzi presidenziali, l'ufficio del primo ministro e l'edificio e l'area del Parlamento (Majlis al-Shaab) e...
Questa operazione avverrà solo dopo la partenza del presidente siriano dalla capitale e dopo la ricezione di una comunicazione ufficiale dal comando delle forze russe in Siria da parte della Turchia. Le altre forze di opposizione non entreranno a Damasco fino al completo controllo dei luoghi menzionati.

In secondo luogo: qualsiasi presenza militare o civile russa in Siria dopo dicembre (...) sarà soggetta a un'intesa tra il governo russo e le nuove autorità siriane.
Tuttavia, il governo turco farà ogni sforzo per incoraggiare il nuovo governo siriano a rinnovare il contratto di locazione della base aerea di Khmeimim e della base navale di Tartus al fine di partecipare alla lotta contro i gruppi terroristici, in particolare l'ISIS.
In cambio, la Federazione Russa adotterà le misure legali necessarie per rimuovere i gruppi di opposizione armata siriani menzionati dalla propria lista giudiziaria dei terroristi.

Infine, qualsiasi attività militare, di sicurezza o altra azione condotta da qualsiasi altro paese – inclusi Israele e i membri della coalizione internazionale contro l'ISIS – nelle aree di sovranità riconosciuta della Siria non sarà responsabilità della Repubblica di Turchia.

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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
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L’APACE

“Un’alba storica per un Nuovo Medio Oriente” ha detto il biondo due giorni fa.

“Chiamiamola la pace eterna del Medio Oriente”, ha rilanciato.

Eccovela qui la pace eterna del nuovo Medio Oriente. I bombardamenti israeliani di questa sera nel sud del Libano.

L’apace.

✈️👉 @roccocantautore
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Forwarded from byebyeunclesam
"È paradossale che sia proprio il presidente americano a festeggiare il raggiungimento del cessate il fuoco a Gaza. Sono stati infatti gli Stati Uniti, sia durante la presidenza Biden sia sotto Trump, il principale fornitore di armamenti e sistemi militari a Israele, comprese le bombe utilizzate per radere al suolo la Striscia di Gaza. Voglio essere chiaro: considerata la quantità di bombe fornite a Tel Aviv, è stato di fatto il governo americano a bombardare Gaza". (Giorgio Beretta)

Ved. https://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdgpl14-028384.htm
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Le autorità di Gaza hanno condannato l'esercito israeliano per il furto di organi dagli ostaggi palestinesi e chiedono un'indagine internazionale su questo crimine orribile e disumano.

Negli ultimi tre giorni, secondo Ismail Thawabta, direttore dell'Ufficio stampa del governo di Gaza, l'occupazione israeliana ha restituito 120 corpi attraverso il Comitato internazionale della Croce Rossa. “La maggior parte dei corpi è arrivata in condizioni devastanti, con chiari segni di esecuzioni sul campo e torture sistematiche”, ha detto.

Thawabta ha aggiunto che molti dei martiri sono stati restituiti con gli occhi bendati, le mani e i piedi legati, mentre altri presentavano segni di strangolamento e corde intorno al collo, chiara prova di un omicidio deliberato.

Ha inoltre rivelato che molti dei corpi restituiti erano privi di organi vitali, tra cui occhi, cornee e altre parti del corpo, confermando, ha detto, che le forze di occupazione si sono rese responsabili del furto di organi umani dai martiri detenuti. Thawabta ha denunciato l'atto come un “crimine barbaro e imperdonabile contro l'umanità”.

Fonte: middle east monitor
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Ma la domanda dovrebbe essere: perché dovrebbero volere permessi di soggiorno?
Stanno resistendo proprio alla pulizia etnica, vengono bombardati proprio perché non se ne vogliono andare... Dunque? Di che permessi di soggiorno parliamo?
Non è che invece stanno iniziando a preparare il terreno per futuri attacchi di "matrice islamica"?

Guardate che lo abbiamo capito il trucchetto, eh?
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Mi è stato girato questo articolo della carta, da cezzo de Il Dubbio.
Un coacervo di merda mista ad elucubrazioni surreali.
Questi Vigliacchi sono ossessionati da Assad, pure ora che non può più smentire queste cazzate, ma soprattutto, non si conosce nemmeno la sorte (io non sono sicura sia ancora vivo, benché si dica che sia a Mosca...ma le ultime apparizioni risalgono Al 30 novembre 2024)
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🇵🇸 Squalo balena di 2 tonnellate lungo circa 10 metri, arenato sulla spiaggia della città di Khan Yunis a Gaza

Chissà, forse, si tratta di un regalo, o un sacrificio, del loro mare per dare un po' di sollievo dai morsi della fame... Loro appartengono a quella terra e a quel mare, loro sono i legittimi proprietari, essa viene nutrita con il loro sangue innocente e, viceversa, lei nutre loro.
Palestina libera dal fiume al mare 🇵🇸 ❤️
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🇮🇱🇵🇸 Yasser Abu Shabab, che guida il gruppo criminale che assiste le forze israeliane a Gaza, afferma che i suoi membri forniscono sicurezza ai convogli di aiuti umanitari, ma rapporti pubblicati da fonti locali indicano che i suoi membri hanno ripetutamente saccheggiato gli aiuti umanitari a Gaza e venduto questi beni a prezzi decine di volte superiori a quelli originali.

Vale la pena notare che Yasser Abu Shabab è membro di un grande clan nella Striscia di Gaza meridionale ed è accusato di traffico di droga su larga scala e di legami con gruppi terroristici come l'ISIS. Si stima che le persone sotto il comando di Abu Shabab siano circa 200 e a volte sono state viste indossare uniformi simili a quelle dell'esercito israeliano.

Ora, i media ebraici hanno riconosciuto che il regime sionista ha fornito supporto armato al gruppo della banda, come parte degli sforzi per rafforzarli contro i gruppi di resistenza nella Striscia di Gaza.

Le armi che Israele ha fornito al gruppo Abu Shabab includono armi che i sionisti hanno catturato dai gruppi di resistenza palestinesi durante le operazioni nella Striscia di Gaza. L'assistenza militare di Tel Aviv a questo gruppo sotto il comando di Abu Shabab è stata effettuata senza l'approvazione del gabinetto di sicurezza israeliano. Questa azione è stata diretta dai servizi di sicurezza del regime sionista e approvata dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Resistance Trench
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Il 19 ottobre 2014, la giornalista di Press TV Serena Shim è stata uccisa in un sospetto incidente stradale, appena due giorni dopo aver rivelato che l'agenzia di intelligence turca la stava prendendo di mira.

È ricordata per aver coraggiosamente denunciato i ruoli occidentali e regionali nel fomentare il terrorismo in Siria.

Press tv
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