Forwarded from Energia da Acqua&Infrarosso💧🔋 "Effetto OSSIDROELETTRICO" (Fabio Castellucci)
SE...
I 6 punti della Evoluzione del Vivente.
1) ENERGIA.
Se ciascuno si produce da sé la energia per riscaldare casa, cucinare e alimentare tutto ciò che serve in casa ed in piccole comunità AFFRATELLATE...
Ciascuno può pompare acqua dal sottosuolo e filtrarla.
2) ACQUA
Se ciascuno ha energia ed acqua pura...
ciascuno può coltivare e produrre il cibo di COMUNITÀ.
3) CIBO
Se ciascuno ha energia, acqua e cibo...
Tutti possono dedicare tempo a sviluppare cultura tecnica, sociale, umanistica e diffonderla, a cominciare dall' asilo, su fino agli istituti di altissima qualità.
4) CULTURA ED ISTRUZIONE
Se ciascuno ha Energia, Acqua, Cibo e Cultura,
molti hanno tempo e preparazione per dedicarsi alla CURA e Guarigione di Esseri umani, Ambiente, Animali e "nicchie ecologiche".
5) CURA E SALUTE
Se ciascuno ha Energia, Acqua, Cibo, Cultura e Salute individuale, di comunità ed Ambientale,
Tutti possono organizzarsi per condividere questo modello evolutivo vincente e coerente, con le Comunità limitrofe
Ben sapendo che si Coopera... SOLO con chi vuole cooperare.
Ma se i vicini intendono sopraffare la Comunità, per sottometterla...
ALLORA SI È IN CONDIZIONI DI SVILUPPARE ANCHE LA DIFESA.
IL SISTEMA IMMUNITARIO:
- CHE ACCOGLIE GIOIOSAMENTE CHI INTENDE COOPERARE SU BASE DI TOTALE RISPETTO DELLA CULTURA E CIVILTÀ LOCALE, SENZA IMPORRE MAI SENSIBILITÀ E MODALITÀ ESTRANEE A QUELLA ARMONICAMENTE CREATASI FINO A QUEL MOMENTO.
- MA CHE È CAPACISSIMO DI FERMARE E NEUTRALIZZARE CHI SI INSINUA CON INTENZIONI PREDATORIE O MANIPOLATORIE!
Diritto alla DIFESA da attacchi esterni,
commisurata al desiderio mutuo di condividere potenzialità con l' esterno.
DIFESA STRENUA delle peculiarità sviluppate dalla cultura locale.
E totale apertura a confrontarsi con modelli esterni, per scambi mutui totalmente generosi. MA MUTUI!!!
6) DIFESA e SCAMBIO esterno.
Se ciascuno ha Energia, Acqua, Cibo, Cultura e Salute individuale e DIFESA da attacchi non cooperativi dall' esterno...
LA COMUNITÀ È EVOLUTIVA.
E SI CONNETTE ALLA EVOLUZIONE LIBERA DELLE ALTRE COMUNITÀ, IN PARITÀ, RISPETTO, MUTUO AIUTO,
MA TOTALE AUTONOMIA.
LA COMUNITÀ HA TUTTI GLI STRUMENTI DI AUTOGOVERNO ED AUTONOMIA DAL RESTO DEL MONDO.
MA SA CHE NELLO SCAMBIO MUTUO COOPERATIVO,
può selezionare e integrare elementi di EVOLUZIONE, che sviluppano cultura e visione.
6 punti.
Energia
Acqua
Cibo
Cultura
Salute
Difesa.
Ciascuno dipende dal consolidamento dei precedenti.
Dal basso in alto si strutturano, dinamicamente.
Evitando eccessiva rigidezza che non permetterebbe mutazione evolutiva.
Dall' alto al basso si conservano, evitando distruzione e Chaos.
Un equilibrio dinamico fra:
Evoluzione non caotica,
che non mette a rischio la Conservazione
e
Conservazione non Rigida,
che non blocca la Evoluzione.
6 punti
6 funzioni.
Sono quelle della cellula vivente.
Identiche per individui, famiglie, comunità, federazioni...
COME IN BASSO...
COSÌ IN ALTO.
PRINCIPIO ALCHEMICO.
OXHY sembra coprire solo il punto 1)
ENERGIA.
MA NON È COSÌ.
assicura lo STRUMENTO del punto 1,
liberando il singolo essere umano e la sua famiglia,
dal ricatto energetico.
Punto 1 che è la base per lo sviluppo degli altri 5
POI, COME UNA REAZIONE A CATENA...
Si snocciolano gli altri 5 punti.
6 punti.
Come l'esagono del Carbonio.
Un caso?
O un SEGNO?
"Signum facere"
Signi-ficare"
Dare un senso profondo ad eventi ed azioni...
Non spiego.
Impossibile.
Va SENTITO.
Mai "spiegato "...
I 6 punti della Evoluzione del Vivente.
1) ENERGIA.
Se ciascuno si produce da sé la energia per riscaldare casa, cucinare e alimentare tutto ciò che serve in casa ed in piccole comunità AFFRATELLATE...
Ciascuno può pompare acqua dal sottosuolo e filtrarla.
2) ACQUA
Se ciascuno ha energia ed acqua pura...
ciascuno può coltivare e produrre il cibo di COMUNITÀ.
3) CIBO
Se ciascuno ha energia, acqua e cibo...
Tutti possono dedicare tempo a sviluppare cultura tecnica, sociale, umanistica e diffonderla, a cominciare dall' asilo, su fino agli istituti di altissima qualità.
4) CULTURA ED ISTRUZIONE
Se ciascuno ha Energia, Acqua, Cibo e Cultura,
molti hanno tempo e preparazione per dedicarsi alla CURA e Guarigione di Esseri umani, Ambiente, Animali e "nicchie ecologiche".
5) CURA E SALUTE
Se ciascuno ha Energia, Acqua, Cibo, Cultura e Salute individuale, di comunità ed Ambientale,
Tutti possono organizzarsi per condividere questo modello evolutivo vincente e coerente, con le Comunità limitrofe
Ben sapendo che si Coopera... SOLO con chi vuole cooperare.
Ma se i vicini intendono sopraffare la Comunità, per sottometterla...
ALLORA SI È IN CONDIZIONI DI SVILUPPARE ANCHE LA DIFESA.
IL SISTEMA IMMUNITARIO:
- CHE ACCOGLIE GIOIOSAMENTE CHI INTENDE COOPERARE SU BASE DI TOTALE RISPETTO DELLA CULTURA E CIVILTÀ LOCALE, SENZA IMPORRE MAI SENSIBILITÀ E MODALITÀ ESTRANEE A QUELLA ARMONICAMENTE CREATASI FINO A QUEL MOMENTO.
- MA CHE È CAPACISSIMO DI FERMARE E NEUTRALIZZARE CHI SI INSINUA CON INTENZIONI PREDATORIE O MANIPOLATORIE!
Diritto alla DIFESA da attacchi esterni,
commisurata al desiderio mutuo di condividere potenzialità con l' esterno.
DIFESA STRENUA delle peculiarità sviluppate dalla cultura locale.
E totale apertura a confrontarsi con modelli esterni, per scambi mutui totalmente generosi. MA MUTUI!!!
6) DIFESA e SCAMBIO esterno.
Se ciascuno ha Energia, Acqua, Cibo, Cultura e Salute individuale e DIFESA da attacchi non cooperativi dall' esterno...
LA COMUNITÀ È EVOLUTIVA.
E SI CONNETTE ALLA EVOLUZIONE LIBERA DELLE ALTRE COMUNITÀ, IN PARITÀ, RISPETTO, MUTUO AIUTO,
MA TOTALE AUTONOMIA.
LA COMUNITÀ HA TUTTI GLI STRUMENTI DI AUTOGOVERNO ED AUTONOMIA DAL RESTO DEL MONDO.
MA SA CHE NELLO SCAMBIO MUTUO COOPERATIVO,
può selezionare e integrare elementi di EVOLUZIONE, che sviluppano cultura e visione.
6 punti.
Energia
Acqua
Cibo
Cultura
Salute
Difesa.
Ciascuno dipende dal consolidamento dei precedenti.
Dal basso in alto si strutturano, dinamicamente.
Evitando eccessiva rigidezza che non permetterebbe mutazione evolutiva.
Dall' alto al basso si conservano, evitando distruzione e Chaos.
Un equilibrio dinamico fra:
Evoluzione non caotica,
che non mette a rischio la Conservazione
e
Conservazione non Rigida,
che non blocca la Evoluzione.
6 punti
6 funzioni.
Sono quelle della cellula vivente.
Identiche per individui, famiglie, comunità, federazioni...
COME IN BASSO...
COSÌ IN ALTO.
PRINCIPIO ALCHEMICO.
OXHY sembra coprire solo il punto 1)
ENERGIA.
MA NON È COSÌ.
assicura lo STRUMENTO del punto 1,
liberando il singolo essere umano e la sua famiglia,
dal ricatto energetico.
Punto 1 che è la base per lo sviluppo degli altri 5
POI, COME UNA REAZIONE A CATENA...
Si snocciolano gli altri 5 punti.
6 punti.
Come l'esagono del Carbonio.
Un caso?
O un SEGNO?
"Signum facere"
Signi-ficare"
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Non spiego.
Impossibile.
Va SENTITO.
Mai "spiegato "...
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Daje così!!!
🔻
Media israeliani “TV7”: Decine di ebrei ortodossi (Haredi) costretti ad arruolarsi nell'esercito di occupazione, temendo l'arresto da parte dell'esercito israeliano, stanno lasciando permanentemente i territori occupati per New York.
Newyorkesi, siete pronti?
RTM
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Media israeliani “TV7”: Decine di ebrei ortodossi (Haredi) costretti ad arruolarsi nell'esercito di occupazione, temendo l'arresto da parte dell'esercito israeliano, stanno lasciando permanentemente i territori occupati per New York.
Newyorkesi, siete pronti?
RTM
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Forwarded from Khamenei.it
Le ambasciate raccolgono dati sulle nazioni che le ospitano. È naturale. Ma il 4 novembre 1979 i nostri giovani hanno conquistato l'ambasciata Usa scoprendo documenti che mostravano che tale ambasciata tramava contro la rivoluzione islamica.
La conquista dell'ambasciata americana in quel 4 novembre fu la scoperta di un complotto pericoloso contro la rivoluzione islamica. Lo fecero gli studenti, grazie a loro! Raccolsero i documenti e scoprirono cosa stava accadendo in quella ambasciata.
La divergenza tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Usa non è tattica, ma identitaria. La questione è il contrasto tra gli interessi di due correnti: la corrente dell'America e quella della Repubblica islamica.
Ayatollah Khamenei, 3 Novembre 2025
La conquista dell'ambasciata americana in quel 4 novembre fu la scoperta di un complotto pericoloso contro la rivoluzione islamica. Lo fecero gli studenti, grazie a loro! Raccolsero i documenti e scoprirono cosa stava accadendo in quella ambasciata.
La divergenza tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Usa non è tattica, ma identitaria. La questione è il contrasto tra gli interessi di due correnti: la corrente dell'America e quella della Repubblica islamica.
Ayatollah Khamenei, 3 Novembre 2025
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La verità schiaccerà tutti i complici, interni ed esterni.
Sinwar intercettò fondi degli Emirati Arabi Uniti inviati a bande sostenute dai sionisti a Gaza, in coordinamento con Ramallah.
Yahya Sinwar guidò personalmente un’operazione di intelligence contro i collaboratori a Gaza a partire da aprile dello scorso anno. Durante l’operazione intercettò migliaia di dollari trasferiti dagli Emirati Arabi Uniti — tramite Mohammed Dahlan e Tahnoun bin Zayed — a reti interne di infiltrati.
La resistenza monitorava con continuità i movimenti di bande e famiglie che mantenevano contatti con l’occupazione durante il genocidio. Da aprile, l’unità Sahem infiltrò con successo questi gruppi, impiantando al loro interno agenti doppi operanti per la sicurezza della resistenza.
L’operazione di intelligence, supervisionata da Yahya e Mohammed Sinwar, permise alla resistenza di intercettare centinaia di migliaia di dollari trasferiti dagli Emirati Arabi Uniti attraverso Tahnoun bin Zayed — fratello del presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed e suo consigliere per la sicurezza nazionale.
L’intera operazione si svolse in parallelo con un’unità israeliana costituita durante il genocidio sotto il ramo di sicurezza dell’intelligence militare israeliana, finanziata direttamente dagli Emirati Arabi Uniti. Tale unità aveva il compito di reclutare informatori all’interno di Gaza per destabilizzare la leadership della resistenza e sostituirla con reti criminali e clan operanti sotto il controllo congiunto di Tahnoun bin Zayed, Mohammed Dahlan e referenti politici e sostenitori di Ramallah.
Nel corso dell’operazione, i fratelli Sinwar reclutarono doppi agenti che accettarono i fondi emiratini ma li dirottarono integralmente verso la resistenza, sottraendoli alle reti di sabotaggio coordinate da Israele e dai suoi intermediari del Golfo.
Senza dubbio questo fu il fattore decisivo nel successo della resistenza nel neutralizzare, subito dopo il cessate il fuoco, tutte le cellule collaborazioniste.
A D O R O .
Non è un punto d’arrivo. È solo l’inizio.
Sono tutti identificati. È soltanto questione di tempo.
Vincenzo Fullone
Sinwar intercettò fondi degli Emirati Arabi Uniti inviati a bande sostenute dai sionisti a Gaza, in coordinamento con Ramallah.
Yahya Sinwar guidò personalmente un’operazione di intelligence contro i collaboratori a Gaza a partire da aprile dello scorso anno. Durante l’operazione intercettò migliaia di dollari trasferiti dagli Emirati Arabi Uniti — tramite Mohammed Dahlan e Tahnoun bin Zayed — a reti interne di infiltrati.
La resistenza monitorava con continuità i movimenti di bande e famiglie che mantenevano contatti con l’occupazione durante il genocidio. Da aprile, l’unità Sahem infiltrò con successo questi gruppi, impiantando al loro interno agenti doppi operanti per la sicurezza della resistenza.
L’operazione di intelligence, supervisionata da Yahya e Mohammed Sinwar, permise alla resistenza di intercettare centinaia di migliaia di dollari trasferiti dagli Emirati Arabi Uniti attraverso Tahnoun bin Zayed — fratello del presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed e suo consigliere per la sicurezza nazionale.
L’intera operazione si svolse in parallelo con un’unità israeliana costituita durante il genocidio sotto il ramo di sicurezza dell’intelligence militare israeliana, finanziata direttamente dagli Emirati Arabi Uniti. Tale unità aveva il compito di reclutare informatori all’interno di Gaza per destabilizzare la leadership della resistenza e sostituirla con reti criminali e clan operanti sotto il controllo congiunto di Tahnoun bin Zayed, Mohammed Dahlan e referenti politici e sostenitori di Ramallah.
Nel corso dell’operazione, i fratelli Sinwar reclutarono doppi agenti che accettarono i fondi emiratini ma li dirottarono integralmente verso la resistenza, sottraendoli alle reti di sabotaggio coordinate da Israele e dai suoi intermediari del Golfo.
Senza dubbio questo fu il fattore decisivo nel successo della resistenza nel neutralizzare, subito dopo il cessate il fuoco, tutte le cellule collaborazioniste.
A D O R O .
Non è un punto d’arrivo. È solo l’inizio.
Sono tutti identificati. È soltanto questione di tempo.
Vincenzo Fullone
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Il giornalista Gabriele Nunziati è stato licenziato da Agenzia Nova, per la quale lavorava, dopo aver messo in luce la doppia morale e il doppio standard delle politiche dell'UE, chiedendo semplicemente il motivo per il quale alla Russia sia richiesto di pagare la ricostruzione dell'Ucraina, mentre lo stesso principio non venga applicato a "israele" per Gaza.
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti è intervenuto esprimendo "sconcerto" per il fatto che un collega possa essere licenziato in tronco per aver posto una domanda (tra l'altro tanto semplice quanto disarmante), richiamando la necessità di difendere la libertà di stampa.
Ennesima dimostrazione di quanto sia grave la situazione nella UE, che pur di allinearsi agli interessi e diktat sion-yankee, affossano Gli interessi e il benessere dei popoli europei.
Che pena.
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti è intervenuto esprimendo "sconcerto" per il fatto che un collega possa essere licenziato in tronco per aver posto una domanda (tra l'altro tanto semplice quanto disarmante), richiamando la necessità di difendere la libertà di stampa.
Ennesima dimostrazione di quanto sia grave la situazione nella UE, che pur di allinearsi agli interessi e diktat sion-yankee, affossano Gli interessi e il benessere dei popoli europei.
Che pena.
🔥27👎11👍4
Forwarded from al-Hadaf in italiano
🔴Aggiornamento | Direttore generale del Ministero della Salute a Gaza, Munir Al-Barsh:
👈 L'esercito di occupazione ha lasciato bambole e giocattoli esplosivi in diverse zone della Striscia, con l'obiettivo di colpire minori, mostrando un "nuovo volto della guerra di sterminio" che continua nonostante il cessate il fuoco.
👈 L'occupazione non ha lasciato solo case distrutte, ma anche bombe a orologeria con forme attraenti per i bambini. Resti di razzi e proiettili inesplosi sono ancora sparsi tra le macerie, continuando ad uccidere anche dopo lo spostamento delle truppe.
👈 Gli ospedali ricevono quotidianamente bambini con indicibili ferite — corpi lacerati, arti amputati e volti sfigurati — causate dall'ingenua curiosità dei bambini verso tali trappole esplosive mascherate da giocattoli.
👈 L'occupante usa metodi diabolici mascherando ordigni in forma di bambole, orsetti e piccoli uccelli, per attirare minori nell'esplosione.
👈 La guerra a Gaza non uccide più solo con i proiettili, ma sfruttando l'innocenza, con il gioco trasmutato in morte, i sorrisi in urla, mentre il silenzio rende il mondo complice di tale crimine.
👈 L'esercito di occupazione ha lasciato bambole e giocattoli esplosivi in diverse zone della Striscia, con l'obiettivo di colpire minori, mostrando un "nuovo volto della guerra di sterminio" che continua nonostante il cessate il fuoco.
👈 L'occupazione non ha lasciato solo case distrutte, ma anche bombe a orologeria con forme attraenti per i bambini. Resti di razzi e proiettili inesplosi sono ancora sparsi tra le macerie, continuando ad uccidere anche dopo lo spostamento delle truppe.
👈 Gli ospedali ricevono quotidianamente bambini con indicibili ferite — corpi lacerati, arti amputati e volti sfigurati — causate dall'ingenua curiosità dei bambini verso tali trappole esplosive mascherate da giocattoli.
👈 L'occupante usa metodi diabolici mascherando ordigni in forma di bambole, orsetti e piccoli uccelli, per attirare minori nell'esplosione.
👈 La guerra a Gaza non uccide più solo con i proiettili, ma sfruttando l'innocenza, con il gioco trasmutato in morte, i sorrisi in urla, mentre il silenzio rende il mondo complice di tale crimine.
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🇮🇷 La luna più luminosa dell'anno 1404 a Teheran
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RICORDO: Il fondatore del WEF rivela un enorme network per costruire un nuovo ordine mondiale
"Abbiamo affari, naturalmente; abbiamo partnership continue con molti governi, ONG, sindacati, media e, cosa molto importante, esperti, scienziati e accademici. Abbiamo leader religiosi e imprenditori sociali," spiega Klaus Schwab quando gli viene chiesto quali stakeholder hanno.
😳 Si scopre che non è tutto nascosto, poiché ha dichiarato apertamente che esiste un enorme insieme di elementi nel piano di trasformazione globale.
https://t.me/geopolitics_prime/59262
"Abbiamo affari, naturalmente; abbiamo partnership continue con molti governi, ONG, sindacati, media e, cosa molto importante, esperti, scienziati e accademici. Abbiamo leader religiosi e imprenditori sociali," spiega Klaus Schwab quando gli viene chiesto quali stakeholder hanno.
😳 Si scopre che non è tutto nascosto, poiché ha dichiarato apertamente che esiste un enorme insieme di elementi nel piano di trasformazione globale.
https://t.me/geopolitics_prime/59262
Telegram
Geopolitics Prime
🌏🫡 THROWBACK: WEF founder reveals huge network to build new world order
"We have business, of course; we have continuous partnerships with many governments, NGOs, trade unions, media, and, very importantly, experts, scientists, and academia. We have religious…
"We have business, of course; we have continuous partnerships with many governments, NGOs, trade unions, media, and, very importantly, experts, scientists, and academia. We have religious…
🔥14👎4
Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Lettera aperta di Hezbollah alle tre cariche dello Stato libanese (prima parte)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
A Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica libanese, stimato Generale Joseph Aoun
Sua Eccellenza il Presidente del Parlamento libanese, stimato Sig. Nabih Berri,
Sua Eccellenza il Primo Ministro del Libano, stimato Sig. Nawaf Salam,
Fieri figli del nostro popolo in Libano,
Rispettosi saluti,
Con l'impegno di Hezbollah per il dialogo nazionale, la protezione della sovranità e la salvaguardia della sicurezza e della stabilità in Libano, e contribuendo a rafforzare e sostenere la posizione unitaria libanese contro l'aggressione sionista e le sue violazioni e le continue infrazioni della dichiarazione di cessate il fuoco, raggiunta attraverso la mediazione dell'inviato americano Amos Hochstein a seguito di negoziati indiretti tra lo Stato del Libano e l'entità sionista, e per stroncare i tentativi di trascinare lo Stato libanese in nuovi round negoziali che servono solo agli obiettivi e in difesa degli interessi del nemico sionista e delle forze dell’oppressione ostili alla Verità e alla Giustizia, esprimiamo a voi, stimati Presidenti, e attraverso di voi a tutto il nostro caro popolo in Libano, la nostra visione della situazione e la necessaria posizione nazionale che ci impegniamo a mantenere e che consideriamo il modo efficace per preservare gli interessi del Libano, in questa fase che la nostra regione e il mondo stanno attraversando.
La dichiarazione di cessate il fuoco del 27/11/2024, concordata per porre fine all'aggressione sionista al Libano, costituiva, secondo le parti contraenti, individualmente e collettivamente, un meccanismo esecutivo per la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, emanata nel 2006, che definiva l'area di operazione esclusivamente a sud del fiume Litani in Libano, e il cui contenuto prevedeva l'evacuazione di quest'area da armi e uomini armati e il ritiro del nemico israeliano dietro la nota Linea Blu.
Mentre il preambolo della dichiarazione indicava che le sue disposizioni costituiscono passi per l'attuazione della Risoluzione 1701, la prima clausola di questa dichiarazione affermava quanto segue:
- Israele e Libano attueranno un cessate il fuoco a partire dalle 4:00 di mercoledì 27/11/2024, secondo gli impegni dettagliati di seguito.
La seconda clausola della dichiarazione affermava inoltre:
- A partire dalle 4:00 di mercoledì 27/11/2024, il governo libanese impedirà a Hezbollah e a tutti gli altri gruppi armati in territorio libanese di condurre operazioni contro Israele, e Israele non condurrà alcuna operazione militare offensiva contro il territorio libanese, inclusi obiettivi civili, militari o di altro tipo, via terra, aria o mare.
La dichiarazione prosegue con ulteriori disposizioni fino all'articolo 13.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
A Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica libanese, stimato Generale Joseph Aoun
Sua Eccellenza il Presidente del Parlamento libanese, stimato Sig. Nabih Berri,
Sua Eccellenza il Primo Ministro del Libano, stimato Sig. Nawaf Salam,
Fieri figli del nostro popolo in Libano,
Rispettosi saluti,
Con l'impegno di Hezbollah per il dialogo nazionale, la protezione della sovranità e la salvaguardia della sicurezza e della stabilità in Libano, e contribuendo a rafforzare e sostenere la posizione unitaria libanese contro l'aggressione sionista e le sue violazioni e le continue infrazioni della dichiarazione di cessate il fuoco, raggiunta attraverso la mediazione dell'inviato americano Amos Hochstein a seguito di negoziati indiretti tra lo Stato del Libano e l'entità sionista, e per stroncare i tentativi di trascinare lo Stato libanese in nuovi round negoziali che servono solo agli obiettivi e in difesa degli interessi del nemico sionista e delle forze dell’oppressione ostili alla Verità e alla Giustizia, esprimiamo a voi, stimati Presidenti, e attraverso di voi a tutto il nostro caro popolo in Libano, la nostra visione della situazione e la necessaria posizione nazionale che ci impegniamo a mantenere e che consideriamo il modo efficace per preservare gli interessi del Libano, in questa fase che la nostra regione e il mondo stanno attraversando.
La dichiarazione di cessate il fuoco del 27/11/2024, concordata per porre fine all'aggressione sionista al Libano, costituiva, secondo le parti contraenti, individualmente e collettivamente, un meccanismo esecutivo per la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, emanata nel 2006, che definiva l'area di operazione esclusivamente a sud del fiume Litani in Libano, e il cui contenuto prevedeva l'evacuazione di quest'area da armi e uomini armati e il ritiro del nemico israeliano dietro la nota Linea Blu.
Mentre il preambolo della dichiarazione indicava che le sue disposizioni costituiscono passi per l'attuazione della Risoluzione 1701, la prima clausola di questa dichiarazione affermava quanto segue:
- Israele e Libano attueranno un cessate il fuoco a partire dalle 4:00 di mercoledì 27/11/2024, secondo gli impegni dettagliati di seguito.
La seconda clausola della dichiarazione affermava inoltre:
- A partire dalle 4:00 di mercoledì 27/11/2024, il governo libanese impedirà a Hezbollah e a tutti gli altri gruppi armati in territorio libanese di condurre operazioni contro Israele, e Israele non condurrà alcuna operazione militare offensiva contro il territorio libanese, inclusi obiettivi civili, militari o di altro tipo, via terra, aria o mare.
La dichiarazione prosegue con ulteriori disposizioni fino all'articolo 13.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Lettera aperta di Hezbollah alle tre cariche dello Stato libanese (prima parte) Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso A Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica libanese, stimato Generale Joseph Aoun Sua Eccellenza il Presidente del Parlamento…
Lettera aperta di Hezbollah alle tre cariche dello Stato libanese (seconda parte)
Sebbene i fatti abbiano confermato l'implicito e rigoroso impegno del Libano e di Hezbollah nei confronti del contenuto della dichiarazione di cessate il fuoco dal momento della sua emanazione fino a oggi, il nemico sionista ha continuato a violare e infrangere la dichiarazione per terra, mare e aria, e continua a farlo, ignorando tutti gli appelli a cessare queste pratiche ostili. Anzi, il nemico, in risposta a questi appelli, ha fatto ricorso al ricatto del Libano e ha posto condizioni e richieste per eludere la cessazione delle sue azioni ostili, insistendo nel portare a termine il suo progetto volto a sottomettere il Libano, umiliarne lo Stato, il popolo e l'esercito, e ad indurlo a un accordo politico in cui riconosca gli interessi del nemico nel nostro Paese e nella nostra regione, oltre a riconoscere la legittimità della sua occupazione forzata delle terre palestinesi.
Sebbene la decisione affrettata del governo in merito all'esclusività [statale] delle armi sia stata presentata da alcuni al nemico e ai suoi protettori come un gesto di buona volontà da parte del Libano, il nemico ha sfruttato questo errore governativo per imporre la questione del disarmo della Resistenza in tutto il Libano come condizione per la cessazione delle ostilità, condizione non prevista nella dichiarazione di cessate il fuoco e che non può essere accettata o imposta.
La questione dell'esclusività delle armi non deve essere discussa in risposta a una richiesta straniera o a un ricatto israeliano, ma deve essere dibattuta in un quadro nazionale in cui viene concordata una strategia globale per la sicurezza, la difesa e la protezione della sovranità nazionale. Sia noto a tutti i libanesi che il nemico israeliano non prende di mira solo Hezbollah, ma il Libano in tutte le sue componenti, e mira a privare la nazione di ogni capacità di rifiutare le richieste ricattatorie dell'entità sionista e di imporre la sottomissione alle sue politiche e ai suoi interessi in Libano e nella regione. Ciò richiede una posizione nazionale unitaria e dignitosa che imponga il rispetto per il nostro Paese e il nostro popolo e protegga la sovranità e la dignità del Libano.
Cadere nella trappola di nuovi negoziati non farebbe altro che giovare al nemico israeliano, che prende sempre senza dare, senza mai onorare i propri impegni. Con un avversario così predatorio, sostenuto dalla tirannia americana, non può esserci spazio di manovra o finzione. La preoccupazione immediata e legittima del Libano è quella di far rispettare il cessate il fuoco come stipulato e di esercitare pressioni sul nemico sionista affinché lo rispetti, senza cedere al ricatto o avviare negoziati politici con esso. Qualsiasi mossa del genere minerebbe gli interessi nazionali del Libano ed esporrebbe lo Stato a rischi esistenziali che ne minacciano la sovranità e l'identità.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Sebbene i fatti abbiano confermato l'implicito e rigoroso impegno del Libano e di Hezbollah nei confronti del contenuto della dichiarazione di cessate il fuoco dal momento della sua emanazione fino a oggi, il nemico sionista ha continuato a violare e infrangere la dichiarazione per terra, mare e aria, e continua a farlo, ignorando tutti gli appelli a cessare queste pratiche ostili. Anzi, il nemico, in risposta a questi appelli, ha fatto ricorso al ricatto del Libano e ha posto condizioni e richieste per eludere la cessazione delle sue azioni ostili, insistendo nel portare a termine il suo progetto volto a sottomettere il Libano, umiliarne lo Stato, il popolo e l'esercito, e ad indurlo a un accordo politico in cui riconosca gli interessi del nemico nel nostro Paese e nella nostra regione, oltre a riconoscere la legittimità della sua occupazione forzata delle terre palestinesi.
Sebbene la decisione affrettata del governo in merito all'esclusività [statale] delle armi sia stata presentata da alcuni al nemico e ai suoi protettori come un gesto di buona volontà da parte del Libano, il nemico ha sfruttato questo errore governativo per imporre la questione del disarmo della Resistenza in tutto il Libano come condizione per la cessazione delle ostilità, condizione non prevista nella dichiarazione di cessate il fuoco e che non può essere accettata o imposta.
La questione dell'esclusività delle armi non deve essere discussa in risposta a una richiesta straniera o a un ricatto israeliano, ma deve essere dibattuta in un quadro nazionale in cui viene concordata una strategia globale per la sicurezza, la difesa e la protezione della sovranità nazionale. Sia noto a tutti i libanesi che il nemico israeliano non prende di mira solo Hezbollah, ma il Libano in tutte le sue componenti, e mira a privare la nazione di ogni capacità di rifiutare le richieste ricattatorie dell'entità sionista e di imporre la sottomissione alle sue politiche e ai suoi interessi in Libano e nella regione. Ciò richiede una posizione nazionale unitaria e dignitosa che imponga il rispetto per il nostro Paese e il nostro popolo e protegga la sovranità e la dignità del Libano.
Cadere nella trappola di nuovi negoziati non farebbe altro che giovare al nemico israeliano, che prende sempre senza dare, senza mai onorare i propri impegni. Con un avversario così predatorio, sostenuto dalla tirannia americana, non può esserci spazio di manovra o finzione. La preoccupazione immediata e legittima del Libano è quella di far rispettare il cessate il fuoco come stipulato e di esercitare pressioni sul nemico sionista affinché lo rispetti, senza cedere al ricatto o avviare negoziati politici con esso. Qualsiasi mossa del genere minerebbe gli interessi nazionali del Libano ed esporrebbe lo Stato a rischi esistenziali che ne minacciano la sovranità e l'identità.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Lettera aperta di Hezbollah alle tre cariche dello Stato libanese (seconda parte) Sebbene i fatti abbiano confermato l'implicito e rigoroso impegno del Libano e di Hezbollah nei confronti del contenuto della dichiarazione di cessate il fuoco dal momento della…
Lettera aperta di Hezbollah alle tre cariche dello Stato libanese (terza e ultima parte)
In conclusione, come componente fondante del Libano, che ci siamo impegnati a proteggere come patria definitiva per tutto il suo popolo, riaffermiamo il nostro legittimo diritto a resistere all'occupazione e all'aggressione e a schierarci al fianco del nostro esercito e del nostro popolo per proteggere la sovranità del nostro Paese. La legittima difesa non rientra nella categoria delle "decisioni di guerra o di pace"; è un dovere in risposta a un nemico che impone la guerra e continua la sua aggressione nel tentativo di sottomettere il nostro Stato.
Sulla base di questa visione, affrontiamo gli sviluppi affermando a tutti che è giunto il momento di unire gli sforzi per porre fine alle violazioni, alle aggressioni e alle trasgressioni sioniste contro il nostro Paese e per allontanare i rischi per la sua sicurezza ed esistenza. Apprezziamo profondamente la pazienza del nostro popolo, tenace e orgoglioso, che sopporta con noi l'ingiustizia e l'aggressione, sperando di preservare la sovranità e la dignità nazionale. Il nostro impegno nei loro confronti è di mantenere una posizione di onore, dignità e verità per proteggere la nostra terra e il nostro popolo e per realizzare le speranze e il futuro delle nostre generazioni.
Ufficio delle relazioni con i media di Hezbollah
Giovedì 6 novembre 2025 - 15 Jumada al-Awwal 1447 AH
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
In conclusione, come componente fondante del Libano, che ci siamo impegnati a proteggere come patria definitiva per tutto il suo popolo, riaffermiamo il nostro legittimo diritto a resistere all'occupazione e all'aggressione e a schierarci al fianco del nostro esercito e del nostro popolo per proteggere la sovranità del nostro Paese. La legittima difesa non rientra nella categoria delle "decisioni di guerra o di pace"; è un dovere in risposta a un nemico che impone la guerra e continua la sua aggressione nel tentativo di sottomettere il nostro Stato.
Sulla base di questa visione, affrontiamo gli sviluppi affermando a tutti che è giunto il momento di unire gli sforzi per porre fine alle violazioni, alle aggressioni e alle trasgressioni sioniste contro il nostro Paese e per allontanare i rischi per la sua sicurezza ed esistenza. Apprezziamo profondamente la pazienza del nostro popolo, tenace e orgoglioso, che sopporta con noi l'ingiustizia e l'aggressione, sperando di preservare la sovranità e la dignità nazionale. Il nostro impegno nei loro confronti è di mantenere una posizione di onore, dignità e verità per proteggere la nostra terra e il nostro popolo e per realizzare le speranze e il futuro delle nostre generazioni.
Ufficio delle relazioni con i media di Hezbollah
Giovedì 6 novembre 2025 - 15 Jumada al-Awwal 1447 AH
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Comunque l'operazione mediatica del "primo presidente nero della storia degli USA" , a conti fatti, è stata una sciagura e ha prodotto danni per gli anni a venire... Se non ricordo male, durante quel mandato, furono avviate guerre e azioni militari contro 7 paesi...
Il fatto che qualche politico sia, o si dichiari, musulmano, non significa un granchè...anche altri si dichiarano tali, eppure sono al totale servizio dei padroni, prendete Jewlani... :)
A volte ho l'impressione che si distribuiscano piccoli contentini simbolici per ammansire le popolazioni che stavano iniziando a fare crescere il conflitto verticale nei confronti del potere, per poi riportare la rabbia sociale "sotto controllo", all'ovile .
La classe dominante ha capito bene come funziona la psicologia delle masse: basta un po' di fumo negli occhi per placare, almeno temporaneamente, l'indignazione di fronte alle ingiustizie
Ieri ascoltavo un'analisi del giornalista siriano Laith Marouf che seguo da più di 10 anni , lui sostiene, e io condivido pienamente, che finchè in occidente verrà garantito un minimo di benessere, il classico "orticello" in cui muoversi dentro una normalità apparente, non cambierà nulla.
Per questo il fatto che un cadidato a NY prometta più welfare e temi cari alla "sinistra" non mi convince.... rischia di essere controproducente , un anestetico per la rabbia esplosa per l'ingiustizia che il popolo palestinese sta affrontando.
Le persone "rasserenate" da qualche beneficio o promessa, finiscono per addolcirsi e non alimentare più quel conflitto contro ciò che ritengono ingiusto.
Il fatto che qualche politico sia, o si dichiari, musulmano, non significa un granchè...anche altri si dichiarano tali, eppure sono al totale servizio dei padroni, prendete Jewlani... :)
A volte ho l'impressione che si distribuiscano piccoli contentini simbolici per ammansire le popolazioni che stavano iniziando a fare crescere il conflitto verticale nei confronti del potere, per poi riportare la rabbia sociale "sotto controllo", all'ovile .
La classe dominante ha capito bene come funziona la psicologia delle masse: basta un po' di fumo negli occhi per placare, almeno temporaneamente, l'indignazione di fronte alle ingiustizie
Ieri ascoltavo un'analisi del giornalista siriano Laith Marouf che seguo da più di 10 anni , lui sostiene, e io condivido pienamente, che finchè in occidente verrà garantito un minimo di benessere, il classico "orticello" in cui muoversi dentro una normalità apparente, non cambierà nulla.
Per questo il fatto che un cadidato a NY prometta più welfare e temi cari alla "sinistra" non mi convince.... rischia di essere controproducente , un anestetico per la rabbia esplosa per l'ingiustizia che il popolo palestinese sta affrontando.
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Il nuovo volto dell'eroismo del "popolo eletto".
L'israeliano che ha violentato un prigioniero palestinese, se ne vanta e chiede gloria e riconoscimento.
Siamo sicuri sia il popolo eletto da Dio, o forse sono seguaci del Signore delle tenebre, Satana?
L'israeliano che ha violentato un prigioniero palestinese, se ne vanta e chiede gloria e riconoscimento.
Siamo sicuri sia il popolo eletto da Dio, o forse sono seguaci del Signore delle tenebre, Satana?
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Forwarded from Vicino Oriente e dintorni
Rakefet, l’inferno nel carcere israeliano: detenuti rinchiusi sottoterra al buio
Il Guardian rivela le torture anche a prigionieri rinchiusi senza accuse
Michela A.G. Iaccarino
Non cibo. Non contatto con i familiari o col mondo esterno. E nemmeno la luce del giorno: nella prigione sotterranea dove Israele detiene decine e decine di palestinesi, c’è poco oltre a buio, tortura, isolamento, molestie e disperazione. Non c’è nemmeno l’aria in una galera-inferno che gli israeliani hanno battezzato con un nome paradossale: Rakefet che in ebraico vuol dire “fiore di ciclamino”.
Le storie dei palestinesi imprigionati sono letteralmente emerse dal mondo di sotto dopo che le hanno riportate alla luce gli avvocati del Comitato pubblico contro la tortura in Israele (Pcati), chiamati a rappresentare due civili: un infermiere 34enne, prelevato mentre lavorava in ospedale nel 2023, e un venditore ambulante 18enne, sequestrato dalle forze israeliane mentre stava attraversando un check point. Quando li hanno incontrati sono stati presentati loro curvi, con la testa bassa, incatenati. Sono sotto terra da mesi, senza processo o accuse che motiverebbero la detenzione, senza evidenti prove di alcun reato compiuto.
La guerra in Palestina non è finita. C’è chi è morto sotto le macerie dei bombardamenti e chi, come gli uomini del sottosuolo, è ancora vivo e subisce quotidianamente un trattamento che viola “il diritto internazionale umanitario”, sopravvive ad atti che costituiscono tortura, secondo Pcati. Asfissiati in celle senza finestre, minuscole e affollate stanze con almeno quattro detenuti all’interno, hanno raccontato che spesso si sentono soffocare, mentre proliferano insetti morti sui pavimenti. Oltre alle percosse, hanno raccontato di aggressioni subite con cani aizzatigli contro con museruole di ferro. Altri venivano calpestati dai secondini. Non si può davvero dormire: i materassi vengono portati via e riportati nelle ore di buio e non rimane che accasciarsi su reti di ferro. Queste privazioni di cibo e cure mediche, di luce e notizie dal mondo esterno, di qualsiasi tipo di contatto con esso, queste violenze e torture psicologiche le ha raccontate il Guardian, che scrive: “I servizi segreti israeliani hanno avvertito che il trattamento riservato ai prigionieri palestinesi mette a rischio gli interessi di sicurezza del Paese”.
Rakefet, aperto in principio negli anni 80 del secolo scorso per i criminali israeliani più pericolosi, era stato chiuso perché ritenuto disumano, dopo cinque anni: quando furono serrati i cancelli dentro c’erano solo 15 prigionieri. Oggi sono circa un centinaio. È stato il ministro della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, a ordinare che fosse riaperto dopo il 7 ottobre 2023. La testa d’ariete dell’estrema destra messianica israeliana aveva motivato la riapertura dichiarando che la struttura avrebbe ospitato membri della Nukhba, le forze d’élite di Hamas, e quelle degli Hezbollah: “Questo è il luogo naturale dei terroristi, sottoterra”. Il Guardian ricorda anche che “si è ripetutamente vantato dei maltrattamenti inflitti ai detenuti palestinesi, retorica che, secondo gli ex ostaggi presi durante gli attacchi del 7 ottobre, ha provocato un’escalation di abusi da parte di Hamas durante la loro prigionia”.
Semplici civili: la maggior parte dei palestinesi fatti prigionieri durante l’ultimo conflitto a Gaza lo è e lo dicono dati classificati israeliani (solo un detenuto su quattro è stato identificato come combattente dalla stessa intelligence di Tel Aviv). Tra i prigionieri, perfino malati e bambini: la famigerata prigione di Sde Teiman ha ospitato per un periodo talmente tanti disabili e anziani che i soldati avevano soprannominato un reparto “il recinto geriatrico”.
Le condizioni per i palestinesi sono “intenzionalmente orribili” in tutte le prigioni, ha detto Tal Steiner, direttore esecutivo di Pcati, in contatto con informatori dell’esercito israeliano che denunciano, come i detenuti, delle sistemiche violazioni dei diritti all’interno delle galere israeliane.
Il Guardian rivela le torture anche a prigionieri rinchiusi senza accuse
Michela A.G. Iaccarino
Non cibo. Non contatto con i familiari o col mondo esterno. E nemmeno la luce del giorno: nella prigione sotterranea dove Israele detiene decine e decine di palestinesi, c’è poco oltre a buio, tortura, isolamento, molestie e disperazione. Non c’è nemmeno l’aria in una galera-inferno che gli israeliani hanno battezzato con un nome paradossale: Rakefet che in ebraico vuol dire “fiore di ciclamino”.
Le storie dei palestinesi imprigionati sono letteralmente emerse dal mondo di sotto dopo che le hanno riportate alla luce gli avvocati del Comitato pubblico contro la tortura in Israele (Pcati), chiamati a rappresentare due civili: un infermiere 34enne, prelevato mentre lavorava in ospedale nel 2023, e un venditore ambulante 18enne, sequestrato dalle forze israeliane mentre stava attraversando un check point. Quando li hanno incontrati sono stati presentati loro curvi, con la testa bassa, incatenati. Sono sotto terra da mesi, senza processo o accuse che motiverebbero la detenzione, senza evidenti prove di alcun reato compiuto.
La guerra in Palestina non è finita. C’è chi è morto sotto le macerie dei bombardamenti e chi, come gli uomini del sottosuolo, è ancora vivo e subisce quotidianamente un trattamento che viola “il diritto internazionale umanitario”, sopravvive ad atti che costituiscono tortura, secondo Pcati. Asfissiati in celle senza finestre, minuscole e affollate stanze con almeno quattro detenuti all’interno, hanno raccontato che spesso si sentono soffocare, mentre proliferano insetti morti sui pavimenti. Oltre alle percosse, hanno raccontato di aggressioni subite con cani aizzatigli contro con museruole di ferro. Altri venivano calpestati dai secondini. Non si può davvero dormire: i materassi vengono portati via e riportati nelle ore di buio e non rimane che accasciarsi su reti di ferro. Queste privazioni di cibo e cure mediche, di luce e notizie dal mondo esterno, di qualsiasi tipo di contatto con esso, queste violenze e torture psicologiche le ha raccontate il Guardian, che scrive: “I servizi segreti israeliani hanno avvertito che il trattamento riservato ai prigionieri palestinesi mette a rischio gli interessi di sicurezza del Paese”.
Rakefet, aperto in principio negli anni 80 del secolo scorso per i criminali israeliani più pericolosi, era stato chiuso perché ritenuto disumano, dopo cinque anni: quando furono serrati i cancelli dentro c’erano solo 15 prigionieri. Oggi sono circa un centinaio. È stato il ministro della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, a ordinare che fosse riaperto dopo il 7 ottobre 2023. La testa d’ariete dell’estrema destra messianica israeliana aveva motivato la riapertura dichiarando che la struttura avrebbe ospitato membri della Nukhba, le forze d’élite di Hamas, e quelle degli Hezbollah: “Questo è il luogo naturale dei terroristi, sottoterra”. Il Guardian ricorda anche che “si è ripetutamente vantato dei maltrattamenti inflitti ai detenuti palestinesi, retorica che, secondo gli ex ostaggi presi durante gli attacchi del 7 ottobre, ha provocato un’escalation di abusi da parte di Hamas durante la loro prigionia”.
Semplici civili: la maggior parte dei palestinesi fatti prigionieri durante l’ultimo conflitto a Gaza lo è e lo dicono dati classificati israeliani (solo un detenuto su quattro è stato identificato come combattente dalla stessa intelligence di Tel Aviv). Tra i prigionieri, perfino malati e bambini: la famigerata prigione di Sde Teiman ha ospitato per un periodo talmente tanti disabili e anziani che i soldati avevano soprannominato un reparto “il recinto geriatrico”.
Le condizioni per i palestinesi sono “intenzionalmente orribili” in tutte le prigioni, ha detto Tal Steiner, direttore esecutivo di Pcati, in contatto con informatori dell’esercito israeliano che denunciano, come i detenuti, delle sistemiche violazioni dei diritti all’interno delle galere israeliane.
Il Fatto Quotidiano
Rakefet, l’inferno nel carcere israeliano: detenuti rinchiusi sottoterra al buio - Il Fatto Quotidiano
Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Rakefet, l’inferno nel carcere israeliano: detenuti rinchiusi sottoterra al buio" pubblicato il 9 Novembre 2025 a firma di Michela A.G. Iaccarino
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Ma è “una forma di abuso unica” privare le persone della luce solare per mesi e mesi: è impossibile rimanere “integri”. Perfino Rafael Suissa, che gestiva Rakefet negli anni 80, aveva capito che “essere trattenuto sottoterra 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è semplicemente troppo crudele, troppo disumano perché chiunque possa sopportarlo, indipendentemente dalle sue azioni”.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/11/09/rakefet-linferno-nel-carcere-israeliano-detenuti-rinchiusi-sottoterra-al-buio/8189734/
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Il Fatto Quotidiano
Rakefet, l’inferno nel carcere israeliano: detenuti rinchiusi sottoterra al buio - Il Fatto Quotidiano
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