- Due settimane fa Emanuele Fiano (PD, Sinistra per israele) veniva contestato durante un convegno all'Università Ca' Foscari di Venezia.
Risultato: indignazione generale, media e programmi di approfondimento che speculano sulla vicenda per giorni, si grida al fascismo, si mobilitano tutti i partiti e le più alte cariche dello Stato.
- Ieri, su pressioni politiche ed istituzionali, veniva annullata la conferenza dello storico Angelo d'Orsi in programma a Torino per il 12 novembre.
Soddisfazione e plauso delle istituzioni e della politica, noncuranza totale da parte dei media, la democrazia è salva dalla "peste putiniana".
Ora io proverei a fare un piccolo distinguo.
Il boicottaggio, la contestazione, il dissenso ad opera di cittadini, studenti, collettivi politici, parti sociali o minoranze, non costituisce "censura" o dittatura fascista (per applicarla occorre avere il potere), ma esercizio di democrazia, libertà di espressione e pluralismo, soprattutto quando ha luogo in ambienti pubblici e di fruizione universale, come appunto l'università.
Diversamente, la censura istituzionale, l'intervento repressivo dall'alto, l'editto, o l'ordinanza emanata da un'autorità, è - questa si - dittatura, repressione, autocrazia, regime illiberale e antidemocratico, che può essere imposto solamente da chi detiene il controllo delle istituzioni e non da gruppuscoli di contestatori in malarnese e con scarso seguito.
Pina Pinochet, Carlo Cacarella e il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo (strano che non si sia scelto uno pseudonimo come Stefano Ukraini o Stefan Azov, ma la Picierno avrebbe storpiato anche quello) potevano andare a contestare il Professor d'Orsi con striscioni, fischietti e grida, invece hanno scelto l'arma preferita di ogni duce o caudillo.
E. Bezzi
Risultato: indignazione generale, media e programmi di approfondimento che speculano sulla vicenda per giorni, si grida al fascismo, si mobilitano tutti i partiti e le più alte cariche dello Stato.
- Ieri, su pressioni politiche ed istituzionali, veniva annullata la conferenza dello storico Angelo d'Orsi in programma a Torino per il 12 novembre.
Soddisfazione e plauso delle istituzioni e della politica, noncuranza totale da parte dei media, la democrazia è salva dalla "peste putiniana".
Ora io proverei a fare un piccolo distinguo.
Il boicottaggio, la contestazione, il dissenso ad opera di cittadini, studenti, collettivi politici, parti sociali o minoranze, non costituisce "censura" o dittatura fascista (per applicarla occorre avere il potere), ma esercizio di democrazia, libertà di espressione e pluralismo, soprattutto quando ha luogo in ambienti pubblici e di fruizione universale, come appunto l'università.
Diversamente, la censura istituzionale, l'intervento repressivo dall'alto, l'editto, o l'ordinanza emanata da un'autorità, è - questa si - dittatura, repressione, autocrazia, regime illiberale e antidemocratico, che può essere imposto solamente da chi detiene il controllo delle istituzioni e non da gruppuscoli di contestatori in malarnese e con scarso seguito.
Pina Pinochet, Carlo Cacarella e il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo (strano che non si sia scelto uno pseudonimo come Stefano Ukraini o Stefan Azov, ma la Picierno avrebbe storpiato anche quello) potevano andare a contestare il Professor d'Orsi con striscioni, fischietti e grida, invece hanno scelto l'arma preferita di ogni duce o caudillo.
E. Bezzi
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
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Il martire Seyyed Ebrahim Raisi accanto al comandante di Hezbollah Haj Ali Karaki, martirizzato lo scorso anno insieme a Seyyed Hassan Nasrallah e a un gruppo di comandanti di Hezbollah.
Nel video l'ex Presidente iraniano, rivolto ai comandanti e combattenti della Resistenza Islamica libanese, afferma:
"Israele ha paura di voi, non delle vostre armi!"
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Nel video l'ex Presidente iraniano, rivolto ai comandanti e combattenti della Resistenza Islamica libanese, afferma:
"Israele ha paura di voi, non delle vostre armi!"
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Il giornalista israeliano Guy Peleg, che ha pubblicato il video trapelato fornito dal procuratore militare, un video che mostra un gruppo di soldati dell'occupazione israeliana che aggrediscono e stuprano un detenuto palestinese all'interno della struttura di tortura di Sde Teiman, ora sta affrontando una intensa campagna di molestie ovunque vada.
Mentre guida, le persone si mettono deliberatamente davanti alla sua auto; quando entra in casa, viene accolto da continue provocazioni; e anche per strada, sono stati appesi striscioni che chiedono la sua imprigionamento.
La società degli insediamenti israeliani, sempre più estremista, si è apertamente rivoltata contro di lui.
E questo, di per sé, dice molto: una società che demonizza un uomo per aver denunciato ingiustizie, torture e gravi violazioni dei diritti umani è una società che ha abbandonato ogni bussola morale (come se ne avesse mai avuta una).
Invece di perseguire i colpevoli, perseguita il denunciante, rivelando una preoccupante volontà collettiva di mettere a tacere la verità e proteggere la brutalità.
Tfeh.
Marwa Osman
Mentre guida, le persone si mettono deliberatamente davanti alla sua auto; quando entra in casa, viene accolto da continue provocazioni; e anche per strada, sono stati appesi striscioni che chiedono la sua imprigionamento.
La società degli insediamenti israeliani, sempre più estremista, si è apertamente rivoltata contro di lui.
E questo, di per sé, dice molto: una società che demonizza un uomo per aver denunciato ingiustizie, torture e gravi violazioni dei diritti umani è una società che ha abbandonato ogni bussola morale (come se ne avesse mai avuta una).
Invece di perseguire i colpevoli, perseguita il denunciante, rivelando una preoccupante volontà collettiva di mettere a tacere la verità e proteggere la brutalità.
Tfeh.
Marwa Osman
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Forwarded from byebyeunclesam
Oggi l'autore Ferruccio Pinotti presenta "La lobby ebraica" a Milano, presso la libreria Rizzoli Galleria con Roberto Valtolina.
Bookcity Milano
Galleria Vittorio Emanuele II 11 - Milano
ven 14 nov 2025
h 18:00
https://www.ponteallegrazie.it/evento/ferruccio-pinotti-presenta-la-lobby-ebraica-a-milano.html
Bookcity Milano
Galleria Vittorio Emanuele II 11 - Milano
ven 14 nov 2025
h 18:00
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Casa editrice Ponte alle Grazie
Ferruccio Pinotti presenta "La lobby ebraica" a Milano - Casa editrice Ponte alle Grazie
Ferruccio Pinotti presenta "La lobby ebraica" a Milano, presso la libreria Rizzoli Galleria con Roberto Valtolina
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Rapporto stampa rivela: 25 paesi hanno fornito petrolio a Israele durante il genocidio a Gaza
Un nuovo rapporto del gruppo Oil Change International rivela che 25 Paesi in tutto il mondo hanno fornito petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati a Israele durante la sua aggressione genocida alla Striscia di Gaza, accusando questi stati di "complicità nel genocidio in corso" contro i palestinesi.
Il rapporto, pubblicato giovedì 13 novembre 2025 a margine della “Conferenza sul Clima COP30” in Brasile, afferma che Azerbaigian e Kazakistan hanno fornito quasi il 70% delle spedizioni di petrolio greggio consegnate all'entità occupante tra novembre 2023 e ottobre 2025. Nel frattempo, Russia, Grecia e Stati Uniti sono in cima alla lista dei Paesi che esportano prodotti petroliferi raffinati in Israele.
I risultati evidenziano inoltre che gli Stati Uniti sono stati l'unico Paese a fornire a Israele carburante per aerei JP-8, utilizzato dagli aerei da combattimento, rendendo il loro supporto direttamente legato alle operazioni militari israeliane contro i civili a Gaza.
L'organizzazione ha sottolineato che i Paesi che continuano a esportare carburante verso Israele sono pienamente consapevoli delle atrocità che si stanno verificando a Gaza, affermando che tale sostegno equivale a una comprovata complicità che richiede l'assunzione di responsabilità.
Nella sua conclusione, il rapporto afferma:
"Questi Paesi devono riconoscere il loro ruolo nel consentire il genocidio e interrompere immediatamente ogni sostegno indiretto alla potenza occupante".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Un nuovo rapporto del gruppo Oil Change International rivela che 25 Paesi in tutto il mondo hanno fornito petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati a Israele durante la sua aggressione genocida alla Striscia di Gaza, accusando questi stati di "complicità nel genocidio in corso" contro i palestinesi.
Il rapporto, pubblicato giovedì 13 novembre 2025 a margine della “Conferenza sul Clima COP30” in Brasile, afferma che Azerbaigian e Kazakistan hanno fornito quasi il 70% delle spedizioni di petrolio greggio consegnate all'entità occupante tra novembre 2023 e ottobre 2025. Nel frattempo, Russia, Grecia e Stati Uniti sono in cima alla lista dei Paesi che esportano prodotti petroliferi raffinati in Israele.
I risultati evidenziano inoltre che gli Stati Uniti sono stati l'unico Paese a fornire a Israele carburante per aerei JP-8, utilizzato dagli aerei da combattimento, rendendo il loro supporto direttamente legato alle operazioni militari israeliane contro i civili a Gaza.
L'organizzazione ha sottolineato che i Paesi che continuano a esportare carburante verso Israele sono pienamente consapevoli delle atrocità che si stanno verificando a Gaza, affermando che tale sostegno equivale a una comprovata complicità che richiede l'assunzione di responsabilità.
Nella sua conclusione, il rapporto afferma:
"Questi Paesi devono riconoscere il loro ruolo nel consentire il genocidio e interrompere immediatamente ogni sostegno indiretto alla potenza occupante".
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🇪🇬 RITORNO AL PASSATO: l'allora presidente dell'Egitto dice che Israele predica contro i nazisti ma tratta i palestinesi allo stesso modo
🎤 Israele ama parlare del “trattamento nazista e di come sono stati maltrattati in Germania, ma hanno trattato gli arabi allo stesso modo,” dice Gamal Abdel Nasser, allora presidente egiziano, al New York Times nel 1969.
“Che dire dei diritti degli arabi di Palestina?” chiede e aggiunge: Israele “li ha espulsi, uccisi, ha ucciso i loro bambini e distrutto i loro villaggi.”
https://t.me/geopolitics_prime/59651
🎤 Israele ama parlare del “trattamento nazista e di come sono stati maltrattati in Germania, ma hanno trattato gli arabi allo stesso modo,” dice Gamal Abdel Nasser, allora presidente egiziano, al New York Times nel 1969.
“Che dire dei diritti degli arabi di Palestina?” chiede e aggiunge: Israele “li ha espulsi, uccisi, ha ucciso i loro bambini e distrutto i loro villaggi.”
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Geopolitics Prime
🇪🇬 THROWBACK: Egypt’s then-president says Israel preaches about Nazis but treats Palestinians the same
🎤 Israel likes to talk about “the Nazi treatment and how they were mistreated in Germany, but they treated the Arabs the same way,” Gamal Abdel Nasser…
🎤 Israel likes to talk about “the Nazi treatment and how they were mistreated in Germany, but they treated the Arabs the same way,” Gamal Abdel Nasser…
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Se noi fossimo pietre,
e se la terra fosse una caverna che ci protegge da ogni migrazione,
se noi fossimo un’ostrica
dentro le alghe del mare!
Ma noi siamo, invece,
una ferita e siamo dei torrenti
senza letto e foce,
siamo campane al transito del tempo.
Fossimo senza ricordi,
come una roccia,
noi ci potremmo riposare.
Ma siamo spazio, segno
e sopra l’orizzonte, fumo e vento.
Fuad Rifka
e se la terra fosse una caverna che ci protegge da ogni migrazione,
se noi fossimo un’ostrica
dentro le alghe del mare!
Ma noi siamo, invece,
una ferita e siamo dei torrenti
senza letto e foce,
siamo campane al transito del tempo.
Fossimo senza ricordi,
come una roccia,
noi ci potremmo riposare.
Ma siamo spazio, segno
e sopra l’orizzonte, fumo e vento.
Fuad Rifka
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🔍🇸🇦🇺🇸 Visita del principe ereditario saudita negli USA: perché i colloqui Trump-MBS promettono più attriti che fanfare
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MBS) incontrerà il presidente USA Donald Trump a Washington la prossima settimana, riporta Bloomberg.
Cosa c'è in agenda - e perché è importante?
🇵🇸 🇮🇱 Gaza e Accordi di Abramo
⚫️ Trump spinge perché l'Arabia Saudita si unisca agli accordi, ma i sauditi insistono su una soluzione a due stati per israeliani e palestinesi come condizione
⚫️ "Penso che si unirà. Penso che avremo una soluzione. Non so se sarà a due stati," ha detto Trump a CBS News all'inizio di novembre
⚫️ Il mese scorso, Trump ha esortato MBS a normalizzare le relazioni con Israele dopo il cessate il fuoco a Gaza del 9 ottobre, secondo Axios. Tuttavia, una fonte USA vicina a Riyadh ha detto che MBS necessita di un solido impegno a due stati da parte di Tel Aviv
⚫️ L'Arabia Saudita chiede un ritiro israeliano temporizzato da Gaza, un rafforzamento della sicurezza e dell'autorità palestinese, e l'unificazione di Gaza e Cisgiordania, come ha dichiarato la funzionaria senior del Ministero degli Esteri saudita Manal Radwan a Bahrain all'inizio di questo mese
☢️ Energia nucleare
⚫️ Nell'ambito della sua Visione 2030, l'Arabia Saudita vuole sviluppare un programma nucleare civile. Tuttavia, un accordo nucleare bilaterale USA-Saudita potrebbe richiedere l'approvazione del Congresso, dice Bloomberg
⚫️ Un altro ostacolo: il desiderio dell'Arabia Saudita di arricchire l'uranio, simile all'Iran, allarma gli USA
👤 Chip per l'IA
⚫️ I sauditi vogliono importare semiconduttori di alta qualità da Nvidia, AMD e altri produttori USA di chip. Nel 2023 queste spedizioni sono state sospese a causa dei legami stretti dell'Arabia Saudita con la Cina
⚫️ Nonostante abbia promesso collaborazione su IA e data center con il regno a maggio, Trump non ha ancora fornito licenze di esportazione per consegnare chip all'Arabia Saudita
🪖 Patto di difesa
⚫️ Mentre un patto di difesa USA-Saudita è stato legato alla normalizzazione con Israele, Bloomberg suggerisce che Riyadh potrebbe ottenere un accordo simile a quello del Qatar dopo gli attacchi israeliani su Doha
⚫️ L'Arabia Saudita vuole anche aerei stealth F-35 dagli USA, ma il Pentagono avverte che la vendita potrebbe permettere alla Cina di ottenere la tecnologia, riporta il New York Times. Potrebbe anche essere danneggiato il dominio militare israeliano
Nonostante tutto il clamore, i prossimi colloqui Trump-MBS probabilmente non saranno una navigazione tranquilla.
https://t.me/geopolitics_prime/59674
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MBS) incontrerà il presidente USA Donald Trump a Washington la prossima settimana, riporta Bloomberg.
Cosa c'è in agenda - e perché è importante?
🇵🇸 🇮🇱 Gaza e Accordi di Abramo
⚫️ Trump spinge perché l'Arabia Saudita si unisca agli accordi, ma i sauditi insistono su una soluzione a due stati per israeliani e palestinesi come condizione
⚫️ "Penso che si unirà. Penso che avremo una soluzione. Non so se sarà a due stati," ha detto Trump a CBS News all'inizio di novembre
⚫️ Il mese scorso, Trump ha esortato MBS a normalizzare le relazioni con Israele dopo il cessate il fuoco a Gaza del 9 ottobre, secondo Axios. Tuttavia, una fonte USA vicina a Riyadh ha detto che MBS necessita di un solido impegno a due stati da parte di Tel Aviv
⚫️ L'Arabia Saudita chiede un ritiro israeliano temporizzato da Gaza, un rafforzamento della sicurezza e dell'autorità palestinese, e l'unificazione di Gaza e Cisgiordania, come ha dichiarato la funzionaria senior del Ministero degli Esteri saudita Manal Radwan a Bahrain all'inizio di questo mese
☢️ Energia nucleare
⚫️ Nell'ambito della sua Visione 2030, l'Arabia Saudita vuole sviluppare un programma nucleare civile. Tuttavia, un accordo nucleare bilaterale USA-Saudita potrebbe richiedere l'approvazione del Congresso, dice Bloomberg
⚫️ Un altro ostacolo: il desiderio dell'Arabia Saudita di arricchire l'uranio, simile all'Iran, allarma gli USA
👤 Chip per l'IA
⚫️ I sauditi vogliono importare semiconduttori di alta qualità da Nvidia, AMD e altri produttori USA di chip. Nel 2023 queste spedizioni sono state sospese a causa dei legami stretti dell'Arabia Saudita con la Cina
⚫️ Nonostante abbia promesso collaborazione su IA e data center con il regno a maggio, Trump non ha ancora fornito licenze di esportazione per consegnare chip all'Arabia Saudita
🪖 Patto di difesa
⚫️ Mentre un patto di difesa USA-Saudita è stato legato alla normalizzazione con Israele, Bloomberg suggerisce che Riyadh potrebbe ottenere un accordo simile a quello del Qatar dopo gli attacchi israeliani su Doha
⚫️ L'Arabia Saudita vuole anche aerei stealth F-35 dagli USA, ma il Pentagono avverte che la vendita potrebbe permettere alla Cina di ottenere la tecnologia, riporta il New York Times. Potrebbe anche essere danneggiato il dominio militare israeliano
Nonostante tutto il clamore, i prossimi colloqui Trump-MBS probabilmente non saranno una navigazione tranquilla.
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🔍🇸🇦🇺🇸 Saudi crown prince's US visit: Why Trump-MBS talks promise more friction than fanfare
Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman (MBS) is set to meet US President Donald Trump in Washington next week, Bloomberg reports.
What’s on their agenda - and…
Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman (MBS) is set to meet US President Donald Trump in Washington next week, Bloomberg reports.
What’s on their agenda - and…
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Max Blumenthal analizza uno dei momenti più delicati della politica internazionale contemporanea, mostrando come il caso Epstein, le mosse di Trump, l’ascesa di Golani in Siria e il ruolo di israele siano parti di uno stesso schema di potere.
Il punto centrale è chiaro: oggi le dinamiche della politica internazionale sono inseparabili dalle lotte di potere interne agli Stati Uniti. La politica estera americana è diventata il prolungamento diretto delle sue fratture interne.
In questo estratto dallo show di George Galloway, Blumenthal ricostruisce i collegamenti che uniscono scandali domestici, pressioni geopolitiche in Medio Oriente e nuove tensioni in Venezuela, rivelando un quadro coerente che pochi media osano affrontare.
🎧 Video doppiato in italiano da Frontezero
https://youtu.be/lSseX-SjK7o?si=0pQJ624PSTukZ7bo
Il punto centrale è chiaro: oggi le dinamiche della politica internazionale sono inseparabili dalle lotte di potere interne agli Stati Uniti. La politica estera americana è diventata il prolungamento diretto delle sue fratture interne.
In questo estratto dallo show di George Galloway, Blumenthal ricostruisce i collegamenti che uniscono scandali domestici, pressioni geopolitiche in Medio Oriente e nuove tensioni in Venezuela, rivelando un quadro coerente che pochi media osano affrontare.
🎧 Video doppiato in italiano da Frontezero
https://youtu.be/lSseX-SjK7o?si=0pQJ624PSTukZ7bo
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Max Blumenthal: “Dal caso Epstein alla Siria: tutto è collegato”
Max Blumenthal analizza uno dei momenti più delicati della politica internazionale contemporanea, mostrando come il caso Epstein, le mosse di Trump, l’ascesa di Golani in Siria e il ruolo di Israele siano parti di uno stesso schema di potere.
Il punto centrale…
Il punto centrale…
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Questo rigoroso e appassionato volume tratta dell’operazione di colonialismo d’insediamento che l’Occidente, politicamente inteso, sta perseguendo attraverso l’Occupazione israeliana in terra di Palestina.
Racconta la Nakba del ’48, la Naksa del 1967 e spiega l’Alluvione di al Aqsa iniziata il 7 ottobre del 2023.
Contro la gente di Gaza, della Cisgiordania e questa indomita Resistenza è in atto il tentativo di “soluzione finale” da parte di Israele.
Scrive l’autrice Angela Lano, direttrice dell’agenzia stampa infopal.it:
“La Striscia di Gaza è ridotta in macerie e i suoi abitanti sono ammassati in pochi chilometri quadrati, in tende e rifugi di fortuna, affamati, sterminati giorno dopo giorno nella compli-cità di gran parte del mondo.
Poche voci autorevoli gridano contro il genocidio in atto e condannano Israele, nel silenzio-assenso del resto dei potenti della Terra”.
Con la prefazione di Pino Cabras, politico e giornalista italiano, già redattore di Pandora TV, emittente televisiva via web fondata e diretta da Giulietto Chiesa.
https://libreriaislamica.net/libri/olocausto-palestinese/
Racconta la Nakba del ’48, la Naksa del 1967 e spiega l’Alluvione di al Aqsa iniziata il 7 ottobre del 2023.
Contro la gente di Gaza, della Cisgiordania e questa indomita Resistenza è in atto il tentativo di “soluzione finale” da parte di Israele.
Scrive l’autrice Angela Lano, direttrice dell’agenzia stampa infopal.it:
“La Striscia di Gaza è ridotta in macerie e i suoi abitanti sono ammassati in pochi chilometri quadrati, in tende e rifugi di fortuna, affamati, sterminati giorno dopo giorno nella compli-cità di gran parte del mondo.
Poche voci autorevoli gridano contro il genocidio in atto e condannano Israele, nel silenzio-assenso del resto dei potenti della Terra”.
Con la prefazione di Pino Cabras, politico e giornalista italiano, già redattore di Pandora TV, emittente televisiva via web fondata e diretta da Giulietto Chiesa.
https://libreriaislamica.net/libri/olocausto-palestinese/
Libri in italiano sull'Islam e altri oggetti utili per la pratica e il ricordo
OLOCAUSTO PALESTINESE - Libri in italiano sull'Islam e altri oggetti utili per la pratica e il ricordo %
Scrive l'autrice Angela Lano, direttrice dell'agenzia stampa infopal.it:
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Il gioiello dell'era ottomana di Gaza devastato dagli attacchi di Israele
Oltre il 70% del storico Palazzo Pasha, una gemma della Città Vecchia di Gaza, è stato distrutto durante i massicci bombardamenti di Israele.
Conosciuto come Qasr al-Basha in arabo, fu costruito tra il 1260 e il 1277 durante l'era Mamelucca e un tempo serviva come residenza per i governatori ottomani.
Questo capolavoro è stato bombardato e raso al suolo, e i suoi tesori sono stati saccheggiati, rimanendo solo alcune mura esterne e archi.
https://t.me/geopolitics_prime/59698
Oltre il 70% del storico Palazzo Pasha, una gemma della Città Vecchia di Gaza, è stato distrutto durante i massicci bombardamenti di Israele.
Conosciuto come Qasr al-Basha in arabo, fu costruito tra il 1260 e il 1277 durante l'era Mamelucca e un tempo serviva come residenza per i governatori ottomani.
Questo capolavoro è stato bombardato e raso al suolo, e i suoi tesori sono stati saccheggiati, rimanendo solo alcune mura esterne e archi.
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❌ Gaza’s Ottoman-era gem ravaged by Israel’s attacks
Over 70% of the historic Pasha Palace, a jewel of Gaza's Old City, was destroyed during Israel’s major bombardment attacks.
Known as Qasr al-Basha in Arabic, it was constructed between 1260 and 1277 during…
Over 70% of the historic Pasha Palace, a jewel of Gaza's Old City, was destroyed during Israel’s major bombardment attacks.
Known as Qasr al-Basha in Arabic, it was constructed between 1260 and 1277 during…
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Forwarded from Federico Greco - filmmaker
Sabato alle 17.30 a L'Aquila.
"Cinema e potere", il libro che "usa la storia del cinema come chiave di lettura per analizzare la storia contemporanea". (L'Indipendente)
"Cinema e potere", il libro che "usa la storia del cinema come chiave di lettura per analizzare la storia contemporanea". (L'Indipendente)
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Ogni volta che ascolto Laith Marouf imparo qualcosa di nuovo.
Mi piace come espone punti di vista e concetti.
Uno dei motivi per i quali preferisco seguire analisi arabi/mediorientali, poiché il loro sguardo nasce da un'esperienza diretta delle dinamiche globali e delle realtà dei popoli.
Al, contrario, mi annoiano non poco molti analisti occidentali, risultano spesso autoreferenziali, con una visione parziale e fortemente euricentrica.
Credo che aprirsi a prespettive diverse sia non solo necessario, ma fondamentale per comprendere meglio il mondo in cui viviamo e per non restare intrappolati in narrazioni limitate.
https://www.youtube.com/live/Nx2KoLKYeGY?si=ItozC_ANQBtxoIY5
Mi piace come espone punti di vista e concetti.
Uno dei motivi per i quali preferisco seguire analisi arabi/mediorientali, poiché il loro sguardo nasce da un'esperienza diretta delle dinamiche globali e delle realtà dei popoli.
Al, contrario, mi annoiano non poco molti analisti occidentali, risultano spesso autoreferenziali, con una visione parziale e fortemente euricentrica.
Credo che aprirsi a prespettive diverse sia non solo necessario, ma fondamentale per comprendere meglio il mondo in cui viviamo e per non restare intrappolati in narrazioni limitate.
https://www.youtube.com/live/Nx2KoLKYeGY?si=ItozC_ANQBtxoIY5
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Laith Marouf: Hezbollah REARMS — IDF Faces a HUMILIATING DEFEAT If It Attacks!
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L'ex relatore speciale delle Nazioni Unite Richard Falk afferma che le autorità canadesi lo hanno trattenuto e interrogato insieme a sua moglie all'aeroporto Toronto Pearson, sostenendo che rappresentassero una "minaccia per la sicurezza nazionale".
Falk, 95 anni, stava viaggiando verso Ottawa per il Tribunale della Palestina sulla Responsabilità Canadese, dove esperti legali internazionali si sono riuniti per esaminare il ruolo del Canada nel genocidio in corso di Israele a Gaza.
QNN
Falk, 95 anni, stava viaggiando verso Ottawa per il Tribunale della Palestina sulla Responsabilità Canadese, dove esperti legali internazionali si sono riuniti per esaminare il ruolo del Canada nel genocidio in corso di Israele a Gaza.
QNN
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Si avvicina alla conclusione il processo ai tre cittadini palestinesi Anan, Ali e Mansour, in corso presso il tribunale de L’Aquila. Nella prossima udienza, prevista per il 21 novembre, si chiuderà l’istruttoria dibattimentale, prima delle conclusioni del Pubblico Ministero e della difesa.
Finora non è emerso alcun elemento incriminante a carico degli imputati. Il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario – dalla Risoluzione ONU 37/42 alla Carta delle Nazioni Unite, fino alla Convenzione di Ginevra – riconoscono il diritto del popolo palestinese alla resistenza contro l’occupazione militare illegale, anche attraverso il ricorso alle armi, purché non vengano coinvolti civili estranei al conflitto. Nel corso del processo non è emerso alcun superamento di questo limite.
Un punto centrale è stato il tentativo dell’accusa di presentare un insediamento illegale israeliano, che ospita anche una base militare, come una semplice cittadina civile israeliana. Per sostenere questa tesi, la Procura ha cercato di inserire nel fascicolo un documento proveniente dall’ambasciata israeliana a Roma, ma il giudice ne ha negato l’ammissione. In risposta, l’accusa ha richiesto di convocare l’ambasciatore israeliano come testimone nella prossima udienza.
La presenza stessa dello Stato genocidario di Israele in aula, chiamato dalla Procura, è purtroppo coerente con la politica di complicità dell’Italia con l’occupazione israeliana dimostrata anche nel corso di due anni di conclamato genocidio.
Meritevole di condanna politico-giuridica è che nel luglio del 2024 la Corte Internazionale di Giustizia, oltre a condannare l’occupazione israeliana e le politiche di insediamento, ha anche indicato che tutti gli Stati membri dell’ONU hanno non solo l’obbligo di non riconoscere la situazione illegale derivante dall’occupazione, ma anche di non fornire assistenza o aiuto al mantenimento di tale situazione.
Riteniamo che, oltre al fatto che l’ambasciata israeliana sia stata chiamata a testimoniare dalla Procura della Repubblica italiana, questo processo, per come si è sviluppato, rappresenti l’ennesima palese violazione di quanto disposto dalla CIG, e che sia indubbiamente un processo volto a spezzare e colpire qualsivoglia forma di resistenza nei Territori Palestinesi occupati e a fornire assistenza attiva da parte dell’Italia a Israele nel mantenere tale occupazione in piedi.
Invitiamo tutti a partecipare al presidio davanti al Tribunale de L’Aquila nella giornata dell’udienza di venerdì 21 novembre, per esprimere solidarietà ad Anan, Ali e Mansour, e per ribadire che la resistenza non si arresta né si processa!
Finora non è emerso alcun elemento incriminante a carico degli imputati. Il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario – dalla Risoluzione ONU 37/42 alla Carta delle Nazioni Unite, fino alla Convenzione di Ginevra – riconoscono il diritto del popolo palestinese alla resistenza contro l’occupazione militare illegale, anche attraverso il ricorso alle armi, purché non vengano coinvolti civili estranei al conflitto. Nel corso del processo non è emerso alcun superamento di questo limite.
Un punto centrale è stato il tentativo dell’accusa di presentare un insediamento illegale israeliano, che ospita anche una base militare, come una semplice cittadina civile israeliana. Per sostenere questa tesi, la Procura ha cercato di inserire nel fascicolo un documento proveniente dall’ambasciata israeliana a Roma, ma il giudice ne ha negato l’ammissione. In risposta, l’accusa ha richiesto di convocare l’ambasciatore israeliano come testimone nella prossima udienza.
La presenza stessa dello Stato genocidario di Israele in aula, chiamato dalla Procura, è purtroppo coerente con la politica di complicità dell’Italia con l’occupazione israeliana dimostrata anche nel corso di due anni di conclamato genocidio.
Meritevole di condanna politico-giuridica è che nel luglio del 2024 la Corte Internazionale di Giustizia, oltre a condannare l’occupazione israeliana e le politiche di insediamento, ha anche indicato che tutti gli Stati membri dell’ONU hanno non solo l’obbligo di non riconoscere la situazione illegale derivante dall’occupazione, ma anche di non fornire assistenza o aiuto al mantenimento di tale situazione.
Riteniamo che, oltre al fatto che l’ambasciata israeliana sia stata chiamata a testimoniare dalla Procura della Repubblica italiana, questo processo, per come si è sviluppato, rappresenti l’ennesima palese violazione di quanto disposto dalla CIG, e che sia indubbiamente un processo volto a spezzare e colpire qualsivoglia forma di resistenza nei Territori Palestinesi occupati e a fornire assistenza attiva da parte dell’Italia a Israele nel mantenere tale occupazione in piedi.
Invitiamo tutti a partecipare al presidio davanti al Tribunale de L’Aquila nella giornata dell’udienza di venerdì 21 novembre, per esprimere solidarietà ad Anan, Ali e Mansour, e per ribadire che la resistenza non si arresta né si processa!
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NADER SADAQA
Il “cattivo samaritano” che smonta la propaganda israeliana
LO SCONTRO DI CIVILTA'
Da decenni, la propaganda guerrafondaia e filo-israeliana presenta la questione palestinese come uno “scontro di civiltà”, con il chiaro obiettivo di celarne la reale natura. In realtà, si tratta di una guerra coloniale: una popolazione occupata che resiste a un progetto di espansione e di apartheid. Come in ogni impresa imperialista, l’elemento religioso serve a mascherare rapporti materiali di dominio, a trasformare una questione di terra e liberazione in un presunto confronto di civiltà.
LA PROPAGANDA
Nelle scorse settimane, a seguito del cessate il fuoco e dello scambio di prigionieri, i media italiani hanno diffuso numerose notizie sui cosiddetti “terroristi palestinesi” rilasciati da Israele. Oltre alla retorica volta a delegittimare la resistenza di un popolo per la propria autodeterminazione, diversi singoli casi di prigionieri sono stati riportati, ma uno particolarmente significativo, quello di Nader Sadaqa, è stato – forse volutamente - completamente ignorato.
IL CASO DI NADER SADAQA
Il caso di Nader Sadaqa smonta la narrativa filo-sionista: dirigente militare del Fronte Popolare, condannato a sei ergastoli, ha trascorso oltre vent’anni nelle carceri israeliane. Palestinese, marxista e membro della comunità ebraica samaritana palestinese, la cui storia politica dimostra che in Palestina l’opposizione all’occupazione attraversa identità culturali e religiose.
QUAL E' IL REALE NEMICO?
Dietro la retorica dello “scontro di civiltà” si cela dunque la logica dell’imperialismo: dividere per dominare, opporre popoli e identità per nascondere la sostanza materiale del conflitto. La Palestina non è teatro di una guerra teologica, ma di una lotta di liberazione nazionale contro un’occupazione militare sostenuta dall’imperialismo che perdura da quasi un secolo. Nader Sadaqa, così come migliaia di palestinesi, musulmani, cristiani o ebrei, che hanno sacrificato anni se non proprio la propria vita, ci ricordano che la vera dicotomia è quella tra oppressori ed oppressi.
SUL DDL GASPARRI
Pochi giorni prima della liberazione di Sadaqa, in Italia veniva avanzato il DDL Gasparri, presentato come strumento di “lotta all’antisemitismo”, è in realtà un dispositivo che adotta una definizione di antisemitismo che trasforma ogni critica a Israele in reato, imponendo misure repressive soprattutto nelle scuole e nelle università. Si confonde volutamente antisionismo e antisemitismo, usando la “lotta contro il razzismo” come pretesto per reprimere tanto ogni condanna a Israele.
Ma soprattutto si vuole silenziare il dissenso verso un governo italiano complice del genocidio a Gaza, detentore del vergognoso primato di terzo esportatore di armi verso Israele e che si sta già organizzando per accaparrarsi una fetta nel proficuo business della ricostruzione e per garantirsi lo sfruttamento delle risorse naturali palestinesi, come i giacimenti di gas nelle acque palestinesi a largo di Gaza.
UDAP - Unione Democratica Arabo-Palestinese
Il “cattivo samaritano” che smonta la propaganda israeliana
LO SCONTRO DI CIVILTA'
Da decenni, la propaganda guerrafondaia e filo-israeliana presenta la questione palestinese come uno “scontro di civiltà”, con il chiaro obiettivo di celarne la reale natura. In realtà, si tratta di una guerra coloniale: una popolazione occupata che resiste a un progetto di espansione e di apartheid. Come in ogni impresa imperialista, l’elemento religioso serve a mascherare rapporti materiali di dominio, a trasformare una questione di terra e liberazione in un presunto confronto di civiltà.
LA PROPAGANDA
Nelle scorse settimane, a seguito del cessate il fuoco e dello scambio di prigionieri, i media italiani hanno diffuso numerose notizie sui cosiddetti “terroristi palestinesi” rilasciati da Israele. Oltre alla retorica volta a delegittimare la resistenza di un popolo per la propria autodeterminazione, diversi singoli casi di prigionieri sono stati riportati, ma uno particolarmente significativo, quello di Nader Sadaqa, è stato – forse volutamente - completamente ignorato.
IL CASO DI NADER SADAQA
Il caso di Nader Sadaqa smonta la narrativa filo-sionista: dirigente militare del Fronte Popolare, condannato a sei ergastoli, ha trascorso oltre vent’anni nelle carceri israeliane. Palestinese, marxista e membro della comunità ebraica samaritana palestinese, la cui storia politica dimostra che in Palestina l’opposizione all’occupazione attraversa identità culturali e religiose.
QUAL E' IL REALE NEMICO?
Dietro la retorica dello “scontro di civiltà” si cela dunque la logica dell’imperialismo: dividere per dominare, opporre popoli e identità per nascondere la sostanza materiale del conflitto. La Palestina non è teatro di una guerra teologica, ma di una lotta di liberazione nazionale contro un’occupazione militare sostenuta dall’imperialismo che perdura da quasi un secolo. Nader Sadaqa, così come migliaia di palestinesi, musulmani, cristiani o ebrei, che hanno sacrificato anni se non proprio la propria vita, ci ricordano che la vera dicotomia è quella tra oppressori ed oppressi.
SUL DDL GASPARRI
Pochi giorni prima della liberazione di Sadaqa, in Italia veniva avanzato il DDL Gasparri, presentato come strumento di “lotta all’antisemitismo”, è in realtà un dispositivo che adotta una definizione di antisemitismo che trasforma ogni critica a Israele in reato, imponendo misure repressive soprattutto nelle scuole e nelle università. Si confonde volutamente antisionismo e antisemitismo, usando la “lotta contro il razzismo” come pretesto per reprimere tanto ogni condanna a Israele.
Ma soprattutto si vuole silenziare il dissenso verso un governo italiano complice del genocidio a Gaza, detentore del vergognoso primato di terzo esportatore di armi verso Israele e che si sta già organizzando per accaparrarsi una fetta nel proficuo business della ricostruzione e per garantirsi lo sfruttamento delle risorse naturali palestinesi, come i giacimenti di gas nelle acque palestinesi a largo di Gaza.
UDAP - Unione Democratica Arabo-Palestinese
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‼️ Spyware israeliano non rimovibile trovato sui dispositivi Samsung
Samsung si trova ad affrontare le critiche per AppCloud, un'app sviluppata in Israele e preinstallata sui dispositivi economici Galaxy serie A e M.
Le indagini rivelano che l'app è integrata nel sistema operativo, impedendone la rimozione completa. Anche se disabilitata, AppCloud rimane sul dispositivo, riappare dopo gli aggiornamenti e può installare software aggiuntivo di nascosto.
🔎 https://x.com/intcyberdigest/status/1989374273878630761?s=61&t=8KQ3Yp9qf7BCPwL8v0IMdw
#samsung #spyware #israele #AppCloud
E. L. P.
Samsung si trova ad affrontare le critiche per AppCloud, un'app sviluppata in Israele e preinstallata sui dispositivi economici Galaxy serie A e M.
Le indagini rivelano che l'app è integrata nel sistema operativo, impedendone la rimozione completa. Anche se disabilitata, AppCloud rimane sul dispositivo, riappare dopo gli aggiornamenti e può installare software aggiuntivo di nascosto.
🔎 https://x.com/intcyberdigest/status/1989374273878630761?s=61&t=8KQ3Yp9qf7BCPwL8v0IMdw
#samsung #spyware #israele #AppCloud
E. L. P.
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