Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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L'ex relatore speciale delle Nazioni Unite Richard Falk afferma che le autorità canadesi lo hanno trattenuto e interrogato insieme a sua moglie all'aeroporto Toronto Pearson, sostenendo che rappresentassero una "minaccia per la sicurezza nazionale".

Falk, 95 anni, stava viaggiando verso Ottawa per il Tribunale della Palestina sulla Responsabilità Canadese, dove esperti legali internazionali si sono riuniti per esaminare il ruolo del Canada nel genocidio in corso di Israele a Gaza.

QNN
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Si avvicina alla conclusione il processo ai tre cittadini palestinesi Anan, Ali e Mansour, in corso presso il tribunale de L’Aquila. Nella prossima udienza, prevista per il 21 novembre, si chiuderà l’istruttoria dibattimentale, prima delle conclusioni del Pubblico Ministero e della difesa.

Finora non è emerso alcun elemento incriminante a carico degli imputati. Il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario – dalla Risoluzione ONU 37/42 alla Carta delle Nazioni Unite, fino alla Convenzione di Ginevra – riconoscono il diritto del popolo palestinese alla resistenza contro l’occupazione militare illegale, anche attraverso il ricorso alle armi, purché non vengano coinvolti civili estranei al conflitto. Nel corso del processo non è emerso alcun superamento di questo limite.

Un punto centrale è stato il tentativo dell’accusa di presentare un insediamento illegale israeliano, che ospita anche una base militare, come una semplice cittadina civile israeliana. Per sostenere questa tesi, la Procura ha cercato di inserire nel fascicolo un documento proveniente dall’ambasciata israeliana a Roma, ma il giudice ne ha negato l’ammissione. In risposta, l’accusa ha richiesto di convocare l’ambasciatore israeliano come testimone nella prossima udienza.

La presenza stessa dello Stato genocidario di Israele in aula, chiamato dalla Procura, è purtroppo coerente con la politica di complicità dell’Italia con l’occupazione israeliana dimostrata anche nel corso di due anni di conclamato genocidio.

Meritevole di condanna politico-giuridica è che nel luglio del 2024 la Corte Internazionale di Giustizia, oltre a condannare l’occupazione israeliana e le politiche di insediamento, ha anche indicato che tutti gli Stati membri dell’ONU hanno non solo l’obbligo di non riconoscere la situazione illegale derivante dall’occupazione, ma anche di non fornire assistenza o aiuto al mantenimento di tale situazione.

Riteniamo che, oltre al fatto che l’ambasciata israeliana sia stata chiamata a testimoniare dalla Procura della Repubblica italiana, questo processo, per come si è sviluppato, rappresenti l’ennesima palese violazione di quanto disposto dalla CIG, e che sia indubbiamente un processo volto a spezzare e colpire qualsivoglia forma di resistenza nei Territori Palestinesi occupati e a fornire assistenza attiva da parte dell’Italia a Israele nel mantenere tale occupazione in piedi.

Invitiamo tutti a partecipare al presidio davanti al Tribunale de L’Aquila nella giornata dell’udienza di venerdì 21 novembre, per esprimere solidarietà ad Anan, Ali e Mansour, e per ribadire che la resistenza non si arresta né si processa!
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NADER SADAQA
Il “cattivo samaritano” che smonta la propaganda israeliana

LO SCONTRO DI CIVILTA'
Da decenni, la propaganda guerrafondaia e filo-israeliana presenta la questione palestinese come uno “scontro di civiltà”, con il chiaro obiettivo di celarne la reale natura. In realtà, si tratta di una guerra coloniale: una popolazione occupata che resiste a un progetto di espansione e di apartheid. Come in ogni impresa imperialista, l’elemento religioso serve a mascherare rapporti materiali di dominio, a trasformare una questione di terra e liberazione in un presunto confronto di civiltà.

LA PROPAGANDA
Nelle scorse settimane, a seguito del cessate il fuoco e dello scambio di prigionieri, i media italiani hanno diffuso numerose notizie sui cosiddetti “terroristi palestinesi” rilasciati da Israele. Oltre alla retorica volta a delegittimare la resistenza di un popolo per la propria autodeterminazione, diversi singoli casi di prigionieri sono stati riportati, ma uno particolarmente significativo, quello di Nader Sadaqa, è stato – forse volutamente - completamente ignorato.

IL CASO DI NADER SADAQA
Il caso di Nader Sadaqa smonta la narrativa filo-sionista: dirigente militare del Fronte Popolare, condannato a sei ergastoli, ha trascorso oltre vent’anni nelle carceri israeliane. Palestinese, marxista e membro della comunità ebraica samaritana palestinese, la cui storia politica dimostra che in Palestina l’opposizione all’occupazione attraversa identità culturali e religiose.

QUAL E' IL REALE NEMICO?
Dietro la retorica dello “scontro di civiltà” si cela dunque la logica dell’imperialismo: dividere per dominare, opporre popoli e identità per nascondere la sostanza materiale del conflitto. La Palestina non è teatro di una guerra teologica, ma di una lotta di liberazione nazionale contro un’occupazione militare sostenuta dall’imperialismo che perdura da quasi un secolo. Nader Sadaqa, così come migliaia di palestinesi, musulmani, cristiani o ebrei, che hanno sacrificato anni se non proprio la propria vita, ci ricordano che la vera dicotomia è quella tra oppressori ed oppressi.

SUL DDL GASPARRI
Pochi giorni prima della liberazione di Sadaqa, in Italia veniva avanzato il DDL Gasparri, presentato come strumento di “lotta all’antisemitismo”, è in realtà un dispositivo che adotta una definizione di antisemitismo che trasforma ogni critica a Israele in reato, imponendo misure repressive soprattutto nelle scuole e nelle università. Si confonde volutamente antisionismo e antisemitismo, usando la “lotta contro il razzismo” come pretesto per reprimere tanto ogni condanna a Israele.

Ma soprattutto si vuole silenziare il dissenso verso un governo italiano complice del genocidio a Gaza, detentore del vergognoso primato di terzo esportatore di armi verso Israele e che si sta già organizzando per accaparrarsi una fetta nel proficuo business della ricostruzione e per garantirsi lo sfruttamento delle risorse naturali palestinesi, come i giacimenti di gas nelle acque palestinesi a largo di Gaza.

UDAP - Unione Democratica Arabo-Palestinese
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‼️ Spyware israeliano non rimovibile trovato sui dispositivi Samsung

Samsung si trova ad affrontare le critiche per AppCloud, un'app sviluppata in Israele e preinstallata sui dispositivi economici Galaxy serie A e M.

Le indagini rivelano che l'app è integrata nel sistema operativo, impedendone la rimozione completa. Anche se disabilitata, AppCloud rimane sul dispositivo, riappare dopo gli aggiornamenti e può installare software aggiuntivo di nascosto.

🔎 https://x.com/intcyberdigest/status/1989374273878630761?s=61&t=8KQ3Yp9qf7BCPwL8v0IMdw

#samsung #spyware #israele #AppCloud

E. L. P.
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Media is too big
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Succede che, anche nei contesti più frivoli come le competizioni di Miss Universo, dove la cultura non è certo la cifra distintiva, arrivi per la prima volta una concorrente palestinese.
Guardando questo video, mi viene da pensare che davvero i palestinesi, ovunque essi siano, portano e accresxano il valore.
Un valore che è sostanza, non accessorio. È ciò che rende ogni gesto più grande ogni dettaglio più profondo e ogni presenza più luminosa.

Con un costume intero lungo, ricamato con il tradizionale TATREEZ (riconosciuto come patrimonio immaterial dell'UNESCO), Nadeen Ayoub trasforma un momento effimero, tra le altre concorrenti anche parecchio volgarotte, in poesia pura.
Porta eleganza che la radica nella tradizione, porta cultura che la intreccia alla memoria di un intero popolo, porta bellezza e la veste di finezza e autenticità, porta la leggerezza illuminandola di significato.

Lei è una vera regina palestinese, rappresenta il popolo più bello di tutta l'umanità. Il popolo più meritevole di Giustizia, libertà e pace.

Yalla Nadeen! ❤️🇵🇸 Per noi sei già la più bella!

Qui il link al profilo fb di Nadeen

https://www.facebook.com/share/r/1AcE4W4V2H/
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Comunicato di Hamas sull’adozione da parte del Consiglio di Sicurezza dellONU della bozza di risoluzione statunitense su Gaza

- Questa risoluzione non soddisfa il livello delle richieste e dei diritti politici e umanitari del nostro popolo palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza, che per due anni ha subito una brutale guerra genocida e crimini senza precedenti commessi dall'occupazione terroristica di fronte al mondo intero, i cui effetti e ripercussioni persistono nonostante la dichiarazione di fine della guerra secondo il piano del Presidente Trump.

- La risoluzione impone un meccanismo di tutela internazionale sulla Striscia di Gaza, che il nostro popolo e i suoi movimenti rifiutano. Impone inoltre un meccanismo per raggiungere gli obiettivi dell'occupazione, che non è riuscita a raggiungere con il suo brutale genocidio. Questa risoluzione separa inoltre la Striscia di Gaza dal resto della geografia palestinese e tenta di imporre nuove realtà lontane dai principi e dai legittimi diritti nazionali del nostro popolo, privandolo così del diritto all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme come capitale.

- Resistere all'occupazione con ogni mezzo è un diritto legittimo garantito dal diritto e dalle convenzioni internazionali. Le armi della Resistenza sono legate all'esistenza dell'occupazione e qualsiasi discussione sul dossier delle armi deve rimanere una questione nazionale interna, connessa a un percorso politico che garantisca la fine dell'occupazione, la creazione dello Stato [di Palestina] e l'autodeterminazione.

- Assegnare alla forza internazionale compiti e ruoli all'interno della Striscia di Gaza, incluso il disarmo della Resistenza, la priva della sua neutralità e la trasforma in una parte del conflitto a favore dell'occupazione. Qualsiasi forza internazionale, se istituita, deve essere dispiegata solo ai confini per separare le forze, monitorare il cessate il fuoco e deve essere sotto la piena supervisione delle Nazioni Unite. Deve operare esclusivamente in coordinamento con le istituzioni ufficiali palestinesi, senza alcun ruolo dell'occupazione, e lavorare per garantire il flusso di aiuti, senza trasformarsi in un'autorità di sicurezza che perseguita il nostro popolo e la sua Resistenza.

- Gli aiuti umanitari, i soccorsi alle vittime e l'apertura dei valichi di frontiera sono diritti fondamentali per il nostro popolo nella Striscia di Gaza. Le operazioni di aiuto e soccorso non possono rimanere soggette a politicizzazione, ricatto e sottomissione a meccanismi complessi nel contesto della catastrofe umanitaria senza precedenti creata dall'occupazione, che richiede di accelerare l'apertura dei valichi di frontiera e di mobilitare tutte le risorse per affrontarla attraverso le Nazioni Unite e le sue agenzie, in primis l'UNRWA.

- Invitiamo la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza a rispettare il diritto internazionale e i valori umanitari e ad adottare risoluzioni che garantiscano giustizia per Gaza e la causa palestinese, attraverso l'effettiva cessazione della brutale guerra genocida contro Gaza, la ricostruzione, la fine dell'occupazione e la possibilità per il nostro popolo di autodeterminarsi e di stabilire il proprio Stato indipendente con Gerusalemme come capitale.

Movimento di Resistenza Islamico – Hamas, 18 novembre

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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La risoluzione 2803 dell'UNSC è inequivocabilmente respinta. È una diretta violazione del diritto internazionale stesso, imposta dagli Stati Uniti con la piena conoscenza e collaborazione degli Stati arabi e musulmani. Questi regimi hanno brutalmente voltato le spalle ai palestinesi durante tutto il genocidio, con alcuni che hanno aiutato attivamente Israele ad affrontare le ricadute economiche delle sue guerre multifrontali.

La risoluzione è un patetico tentativo di ottenere attraverso un decreto politico ciò che USA e Israele non sono riusciti a raggiungere con la forza bruta e la guerra.

È destinata a fallire, ma non prima di rivelare ulteriormente la bizzarra natura corrotta del diritto internazionale sotto l'egemonia politica degli Stati Uniti. Lo stesso paese che ha finanziato e sostenuto il genocidio dei palestinesi è lo stesso paese che ora si prende possesso del destino di Gaza.

È una triste testimonianza di attualità che Cina e Russia hanno mantenuto una posizione di gran lunga più forte e di principi a sostegno della Palestina rispetto ai cosiddetti "fratelli arabi e musulmani. " Il tempo per aspettarsi la salvezza dagli stati arabi e musulmani è finito; è troppo.

Ancora più tragica è la spiegazione della Russia per la sua astensione come difesa dell'Autorità palestinese, mentre la stessa PA ha accolto con favore il voto. La parola tradimento è fin troppo gentile per questa leadership spregevole ed egoista.

Se attuata e applicata contro la volontà dei palestinesi a Gaza, questa risoluzione è una ricetta per il disastro: aspettatevi proteste di massa a Gaza, che inevitabilmente saranno soppresse dai lacchè guidati dagli USA, che lavorano mano in guanto con Israele, tutto nel nome cinico di far rispettare il "diritto internazionale. "

Chiunque abbia un briciolo di conoscenza della storia della Palestina sa che 2803 ci ha ributtato indietro decenni, facendo risorgere i giorni bui del Mandato britannico sulla Palestina.

Un'altra lezione storica è dovuta: chi crede di scrivere il capitolo finale e conclusivo della Palestina rimarrà scioccato e sorpreso, perché ha semplicemente infuriato la storia. La storia è tutt'altro che finita. La vergogna duratura è che gli Stati arabi sono ora pienamente e apertamente coinvolti nella soppressione dei palestinesi.

Ramzy Baroud
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La risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza ONU, approvata il 17 novembre 2025, ovvero il piano di occupazione di Gaza con la copertura, a questo punto, dalle Nazioni Unite, avrebbe potuto essere fermato.

i due membri permanenti CINA e RUSSIA avevano in mano lo strumento del VETO. Ma hanno scelto l’astensione.

L’astensione , per come la interpreto io, NON è affatto neutralità... è una scelta politica. È il segnale che si preferisce non assumersi la responsabilità di bloccare uun piano che molti considerano, appunto, un compromesso imposto da USA e “israele” e dai loro servi.
Con questo silenzio, Russia e Cina, hanno permesso che il progetto OSCENO del “board of peace” e di una forza ESTERNA entrasse in vigore, senza dare voce alle alternative che pure erano state discusse.
Il VETO non è solo un “diritto” , ma è un DOVERE, quando si ritiene che la pace sia costruita su basi fragili, ma soprattutto INGIUSTE.
In questo caso, sempre dal mio punto di vista, l’astensione ha significato di voler voltare le spalle ai milioni di persone che speravano in una posizione CHIARA contro non solo un piano squilibrato e colonialista, ma contro il continuo genocidio del popolo palestinese.
La storia giudicherà questa scelta, non come atto di “equilibrio” , ma come riununcia. Come vigliaccheria. O peggio, come complicità nel genocidio in corso.
Cina e Russia avrebbero potuto fermare lo scempio. Hanno preferito non farlo.
Ma, per come la vedo io, era assai prevedibile...

Per quanto mi riguarda, continuerò a considerare la Palestina come la mia UNICA bussola morale, in grado di indicarmi la strada della GIUSTIZIA.
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Il patrimonio storico e culturale di Gaza non è stato risparmiato dai bombardamenti israeliani durante i due anni di guerra di Tel Aviv, con oltre 20.000 reperti rari che spaziano dalle ere preistoriche al periodo ottomano scomparsi e saccheggiati.

"L'esercito israeliano ha sistematicamente e ampiamente distrutto i siti archeologici di Gaza come parte di una politica volta a cancellare l'identità palestinese", ha detto ad Anadolu lunedì Ismail al-Thawabteh, capo dell'ufficio media del governo di Gaza.

Secondo i dati ufficiali, le forze israeliane hanno completamente o parzialmente distrutto più di 316 siti archeologici ed edifici nella Striscia di Gaza, la maggior parte risalenti all'era mamelucca e ottomana, mentre altri risalgono ai primi secoli islamici e al periodo bizantino.

Qasr al-Basha, un palazzo dell'era mamelucca costruito su un patrimonio dell'UNESCO risalente all'800 a.C., non è stato risparmiato dal mirino sistematico della storia di Gaza da parte di Israele.

Situato nel quartiere di Al-Daraj, nella città vecchia di Gaza, il 70% del palazzo Qasr al-Basha è stato danneggiato dagli attacchi israeliani, secondo Hamouda Al-Dahdar, un esperto di patrimonio culturale presso il Centre for Cultural Heritage Preservation di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.

Saccheggio

Tecnici e operai continuano la ricerca di manufatti sparsi sotto le macerie, utilizzando semplici strumenti per recuperare e preservare ciò che rimane dell'identità storica di Gaza.

"Quello che è successo al patrimonio di Gaza non è stata solo distruzione, è stato saccheggio organizzato, una pratica criminalizzata secondo il diritto internazionale e considerata un assalto al patrimonio culturale globale", ha detto Thawabteh.

Aggiunse che oltre 20.000 artefatti rari che abbracciano le ere preistoriche del periodo ottomano ospitati nel museo erano scomparsi durante la guerra israeliana.

Dahdar ha anche confermato la scomparsa di migliaia di artefatti rari e diversi dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione e distrutto il sito.

"Ogni pezzo di questi artefatti è storicamente significativo e rappresenta un capitolo della storia civile palestinese", ha detto Dahdar definendo il saccheggio "un grave crimine culturale che colpisce l'identità nazionale e il patrimonio condiviso dell'umanità. ”

Yeni Safak
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Domenica 23 novembre a Milano, h 17. 30
Via Mosso, angolo Via Padova
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Il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto l'uccisione mirata di alti funzionari dell'Autorità palestinese (PA) se le Nazioni Unite avanzassero una risoluzione che implica un percorso verso lo stato palestinese.

Intervenendo a una riunione del suo partito di Otzma Yehudit, Ben-Gvir ha dichiarato che se l'ONU accelera il riconoscimento di uno stato palestinese, "devono essere dati ordini per uccisioni mirate di alti funzionari dell'Autorità palestinese, che sono terroristi sotto ogni punto di vista, nonché un ordine per l'arresto di Abu Mazen" (PA Presidente Mahmoud Abbas). Ha anche affermato che una cella di isolamento era pronta per Abbas nella prigione di Ketziot.

Questi commenti sono stati fatti il 17 novembre 2025, prima del voto del Consiglio di Sicurezza dell'ONU su una risoluzione redatta dagli Stati Uniti relativa a un piano di cessate il fuoco di Gaza, che menzionava un "credibile percorso verso l'autodeterminazione e lo stato palestinese".

MintPressNews
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ESCLUSIVA: la Russia ristabilirà 9 posizioni militari nella Quneitra siriana. Le fonti di The Cradle dicono che le nuove posizioni russe sono state decise direttamente con Damasco, bypassando Turkia.
https://thecradle.co/articles/exclusive-russia-seeks-to-re-establish-military-presence-in-syrias-quneitra

Sharmine Nawarmi
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Con il supporto e la benedizione di una setta all'interno del mondo musulmano, e sotto la immensa copertura politica fornita dai sionisti turchi e arabi, assassino di 270k innocenti palestinesi e migliaia di innocenti libanesi, iracheni, iraniani e yemeniti, il famelico segugio Netanyahu ha fatto un'apparizione drammatica all'interno del territorio siriano occupato.

Il capo terrorista dell'occupazione è arrivato nel sud della Siria, accompagnato da alti comandanti dell'esercito, e ha condotto un tour sul campo delle zone militari ora sotto il controllo delle Forze di Occupazione Israeliane dopo il crollo del precedente legittimo governo.

Benvenuti nella "Grande israele": dite MashaAllah e continuate a pregare per la libertà della Palestina e della regione e pregate anche per il successo del progetto del sionismo turco-israeliano-arabo!

Enemy Watch
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Forwarded from byebyeunclesam
Sarà un piacere seppellire una forza multinazionale che include arabi e cosiddetti musulmani nelle sabbie di Gaza. I nostri nipoti ne ricaveranno combustibili fossili.
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Forwarded from byebyeunclesam
Secondo fonti israeliane, dal 7 ottobre 2023 a oggi i centri di ascolto e sostegno psicologico avrebbero ricevuto almeno 700mila richieste di aiuto provenienti in gran parte da soldati tornati dal fronte di Gaza. Almeno 30mila soffrirebbero di sindromi post-traumatiche da stress, problemi psichici e disordini causati dalla ferocia dei combattimenti.

(Fonte: "La verità inconfessabile: Israele non è riuscita a battere Hamas", di Omar Abdel Aziz Ali, in https://shop.lindipendente.online/products/tregua-a-gaza-narrazione-e-realta)
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Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran in merito alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su Gaza

1. Il Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, pur sostenendo qualsiasi azione regionale o internazionale volta a porre fine al genocidio e ai crimini del regime sionista contro il popolo palestinese e di Gaza, garantendo l'effettivo ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e il completo ritiro degli occupanti sionisti, esprime la sua seria preoccupazione in merito alle disposizioni della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

2. Gran parte delle disposizioni di questa risoluzione sono contrarie ai legittimi diritti del popolo palestinese e, imponendo una sorta di regime di amministrazione fiduciaria sulla Striscia di Gaza, priva la nazione palestinese dei suoi diritti fondamentali, in particolare il diritto all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato palestinese indipendente con Quds (Gerusalemme) come capitale.

3. Gli estensori di questa risoluzione hanno deliberatamente ignorato il ruolo e la posizione centrali delle Nazioni Unite, nonché le precedenti risoluzioni dell'organizzazione riguardanti la questione palestinese.

4. La Repubblica Islamica dell'Iran ritiene che qualsiasi legittimazione dell'occupazione della Striscia di Gaza da parte del regime sionista aggressore, la spartizione di Gaza e la sua separazione dalla geografia unitaria della Palestina siano contrarie alle aspirazioni del popolo palestinese e mette in guardia dalle sue pericolose conseguenze.

5. Le forze internazionali devono operare interamente sotto la supervisione delle Nazioni Unite e il loro compito dovrebbe limitarsi esclusivamente al monitoraggio dell'attuazione del cessate il fuoco e all'ingresso e alla distribuzione degli aiuti umanitari internazionali.

6. La Repubblica Islamica dell'Iran sottolinea la responsabilità della comunità internazionale, in particolare dei garanti dell'accordo di cessate il fuoco, di costringere il regime sionista di apartheid e di occupazione a porre fine all'occupazione della Palestina e a ritirarsi completamente dalla Striscia di Gaza, e ritiene che nessuna decisione possa o debba indebolire tale responsabilità.

7. La Repubblica Islamica dell'Iran sottolinea la legittimità della resistenza contro l'occupazione, l'apartheid e il colonialismo secondo il diritto internazionale e considera la resistenza la risposta legittima del popolo palestinese alla continua occupazione del territorio palestinese e alle continue aggressioni del regime sionista.

8. Sottolinea che qualsiasi discussione sul destino del popolo palestinese, inclusa l'amministrazione dei territori palestinesi, deve svolgersi nel quadro del consenso e dell'accordo nazionale palestinese, e che l'imposizione di qualsiasi soluzione da parte di soggetti esterni al riguardo è inaccettabile.

9. Nella situazione attuale, in cui il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania è esposto al genocidio, alla carestia imposta e alla cancellazione coloniale, la fornitura di aiuti umanitari, le operazioni di soccorso e la completa riapertura dei valichi devono essere considerate prioritarie.

10. L'aspettativa immediata da parte della comunità internazionale è di esercitare una pressione efficace sul regime sionista affinché impedisca il proseguimento dei suoi crimini, dell'occupazione e delle gravi violazioni dei diritti dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, e di sostenere la realizzazione dei diritti fondamentali del popolo palestinese.

11. Inoltre, data la chiara negligenza e inazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite negli ultimi due anni nel fermare il genocidio dei palestinesi, si ricorda la responsabilità di questo Consiglio e dei suoi Stati membri di perseguire e chiamare a rispondere i criminali di guerra e gli autori del genocidio.

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Channel 14 israeliano ha riferito mercoledì sera che una delegazione israeliana visiterà presto diversi paesi per studiare il "modo ottimale" per effettuare la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati da Tel Aviv di aver pianificato o compiuto attacchi contro lo stato.

L'emittente privata ha detto che una delegazione, del Ministero della Sicurezza Nazionale, guidata dal ministro Itamar Ben-Gvir insieme ai rappresentanti del Servizio penitenziario israeliano, si recherà in diverse nazioni che ancora applicano la pena capitale, come gli Stati Uniti.

Il suo scopo è quello di esaminare il modo migliore per imporre la pena di morte, imparare dalle controparti come viene applicata la legge e individuare il metodo adeguato per eseguire la pena.

Tra i metodi in esame ci sono l'iniezione letale, la sedia elettrica e altre opzioni, secondo il canale.

Leggi:
https://www.middleeastmonitor.com/20251120-israeli-media-israel-investigates-optimal-way-to-execute-palestinian-prisoners/
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Aerei dell'occupazione israeliana sorvolano aree nella campagna occidentale di Hama, così come nella campagna meridionale e orientale di Idlib, oltre a parti della campagna di Latakia in Siria.

Benvenuti nella EX Siria, ormai ridotta a brandelli e terra di conquista da parte dei neo-ottomani, dei sionisti e degli yankee.
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Forwarded from Geopolitics Prime
🫤 Unaccountable con artist? Why Larry Summers may be more sinister than just Epstein’s pal

The Epstein case has taken its toll on US economist and politician Larry Summers, who is now leaving his positions at both Harvard and OpenAI.

What's known about him?


🔴 Summers served in the US Treasury under President Bill Clinton between 1993 and 2001, rising quickly to become secretary of the Treasury. After Clinton’s tenure ended, Summers became the 27th president of Harvard University, serving from 2001 to 2006

🔴 Under Clinton, Summers helped oversee US responses to the financial crises in Mexico (1994), Asia (1997), and Russia (1998). He also played a prominent role in the Harvard Institute for International Development’s (HIID) work on US-advised privatization efforts in the post-Soviet region

🔴 Using Harvard’s influence and its access to government channels, HIID officials gained broad sway over US aid to Russia and allegedly profited from the country’s economic turmoil, according to award-winning author Janine R. Wedel. She singled out Summers as a striking example of a shadowy US elite that benefited during the Clinton years and later through Wall Street machinations

🔴 In interviews, Wedel discussed the issue of the responsibility of the Treasury “cabal”—led by Robert Rubin and Summers—for the 2007–08 global financial crisis through their questionable policies in the Clinton administration

🔴 As Harvard president, Summers directed portions of the university’s endowment into unregulated derivatives, with damaging consequences; he later moved into hedge-fund work before becoming a senior advisor in the Obama administration

Ties with Epstein

🌏 Summers’ email exchanges with Jeffrey Epstein show he continued cultivating ties with Epstein long after his 2008 sex-offender conviction. Their communications ended shortly before Epstein's sex trafficking accusations in 2019

🌏 In a 2018 email, Epstein described himself as Summers' "wingman"—suggesting friendship and joint undertakings

🌏 Trump directed the FBI to dig into Summers' ties with Epstein—a peculiar move, given that the Epstein emails exposed the president's own relations with the sex offender

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🟢⚡️🇵🇸 Movimento Hamas

20/11/1935
Il martirio dello sceicco Ezz al-Din al-Qassam

Oggi ricorre il novantesimo anniversario del martirio del mujahid sceicco Izz al-Din al-Qassam in uno scontro armato con le forze di occupazione britanniche nella città di Ya'bad, nel distretto di Jenin. Durante lo scontro, 15 soldati britannici furono uccisi prima del suo martirio, che fu intenzionale e non accidentale.

Questo anniversario dello sceicco al-Qassam cade all'ombra della benedetta battaglia del Diluvio di Al-Aqsa, in cui le Brigate al-Qassam e la resistenza palestinese affrontarono le forze di occupazione criminali. Il nostro popolo palestinese e il mondo intero hanno assistito alle pesanti perdite inflitte dai soldati di al-Qassam e alla cattura di soldati e comandanti del nemico criminale.

Sito web ufficiale - Movimento Hamas

🔻⚡️🇵🇸 TMaA
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